La società post-crescita
Oltre la crescita
Oggi siamo in un periodo che non è più la modernità: sono cadute le ideologie e le grandi narrazioni, l’individuo non ha più i punti solidi che aveva nel passato, noi tutti siamo disillusi. Siamo nella post-modernità; qualcosa della modernità c’è ancora, ma l’abbiamo superata. Oggi l’individuo può procurarsi da solo le informazioni sui prodotti. Post-moderno significa cambiamento d’epoca e la nostra epoca è piena di contraddizioni.
Transizione d'epoca
La società nuova è diversa da quella del passato dal punto di vista:
- Del sistema dei valori
- Degli stili di vita
- Delle dinamiche di consumo
- Per l’impatto delle nuove tecnologie
- Per i nuovi modi di produrre
- E per l’emergere di nuovi protagonisti a livello internazionale (prima i Paesi del BRIC-Brasile, Russia, India, Cina-e ora anche quelli del MINT- Messico, Indonesia, Nigeria, Turchia)
I grandi mutamenti
Gli eventi che hanno portato il passaggio dalla società moderna alla società post-moderna sono:
- Crisi finanziaria che ci ha colpito Italia e Europa
- Primavera araba
- Guerra in Siria
- Occupy Wall Street in America
- Indignados in Spagna
- Emergenze ambientali, come lo tsunami in Giappone o il terremoto in Emilia-Romagna
In America la crisi finanziaria ha portato l’aumento della disoccupazione e il blocco dell’ascensione sociale, decretando la fine dell’American Way of Life, lo stile di vita americano.
Società del rischio
Il sociologo Beck ha definito la società contemporanea come “Società mondiale del rischio”, la quale è caratterizzata:
- Dal ritorno all’incertezza
- Dal venire a meno della fiducia nel mondo industrializzato
- E dalla perdita di fiducia nelle istituzioni e nel loro modo di governare
Post-crescita
Oggi, le aziende non devono solo preoccuparsi della produzione, ma di molti altri aspetti, come ad esempio la sostenibilità, l’accesso alle risorse, il rispetto per l’ambiente.
Il consumo
Il consumo è un’attività complessa che implica lo stile di vita, tempo ed energia, conoscenza ed informazione, capacità di relazionarsi con gli altri e senso della propria identità; inoltre, è storicamente condizionato e quindi evolve continuamente.
Il consumo, insieme alla pubblicità (leva del consumo) e alla marca, è uno dei fenomeni di punta della società contemporanea. Esso ci lega indissolubilmente alle merci, agli oggetti, alle marche, permettendoci di esprimerci attraverso essi. Il consumo è fonte di soddisfazione e gioia, ma anche di insoddisfazione. Nella società contemporanea, stiamo diventando obesi in molte aree di consumo. La bulimia è una metafora della condizione dei nostri consumi. Sono bulimici i nostri guardaroba, colmi di indumenti che usiamo poco o niente, le cucine colme di elettrodomestici e le stanze dei bambini colme di giocattoli.
Il paradosso di Easterlin
Molto citato in letteratura è il paradosso di Easterlin: se poniamo su 2 assi cartesiani il livello del reddito/di consumo e il livello di benessere, all’aumentare delle risorse aumenta la soddisfazione del consumatore fino ad un certo punto, oltre il quale il consumo non genera più benessere e quest’ultimo dev’essere soddisfatto in altro modo.
Desiderio
Il desiderio nasce dalla mancanza di qualcosa. Esso cerca il suo oggetto, pensa di riconoscerlo, ma la soddisfazione è precaria e incompleta. Mentre il bisogno si concentra sulla risposta, il desiderio si concentra sulla domanda e non si placa mai a differenza del primo. Inoltre, il desiderio si riproduce e si moltiplica.
Scelte di consumo e stile di vita = Voto con il portafoglio
Le nostre scelte di consumo, oggi, sono cambiate rispetto al passato e attraverso i nostri consumi comunichiamo il nostro stile di vita. Emergono, così, scelte di consumo che delineano stili di vita più competenti e responsabili, attente a questioni etiche e ambientali. Scelte di consumo di questo genere comprendono l’auto ibrida, i prodotti biologici, il riciclo, il riuso, i farmer market e i GAS (Gruppi di Acquisto Solidale). Quindi, quando si acquista un prodotto si esprime una preferenza, si vota con il portafoglio.
Rifiuti
Tuttavia, il mondo della produzione, tanto attento a incentivare il consumo, appare disinteressato all’emergenza dei rifiuti, i quali sono fonte di degrado e di inquinamento. I packaging di ciò che consumiamo producono il 40% dei rifiuti urbani. Tuttavia, i consumatori e produttori possono contribuire a contenerli:
- I primi, acquistando prodotti sfusi o alla spina;
- Ai secondi, invece, bisognerebbe inserire nel loro bilancio i costi di smaltimento.
PIL
Kennedy in un discorso nel 1968 affermò che il PIL non misura la qualità del prodotto, la compatibilità con l’ambiente, la soddisfazione del consumatore o la qualità della vita; quindi, non indica il livello di benessere di un Paese, ma il PIL misura tutto eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta.
Società post-crescita
Post-crescita indica una crescita diversa, il fallimento del modello di crescita degli anni ’50-’60, dove i prodotti aiutavano la vita quotidiana. La società post-crescita è la società del futuro, il cui protagonista è il consumatore, il quale possiede un’arma potentissima: il Web. Tuttavia, oggi, consumare non rende felici e di ciò ne hanno preso consapevolezza sia i consumatori che i produttori; questi ultimi devono oggi tenere ben in considerazione i problemi ambientali, come l’inquinamento e il riscaldamento globale, questioni di altissima importanza oggi.
Decolonizzare l'immaginario
Da decenni i consumi sono rappresentati positivamente da tutti i media; sono rappresentati come oggetti di valore, i quali facilitano i sentimenti, gli affetti.
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