Comunicazione pubblica
istituzionale e sociale
PARTE 1: Relazionalità consapevole - La
comunicazione pubblica nella società connessa
Capitolo 1: PA e cittadini dalla modernità alla dopo-modernità
Nel passaggio dalla società moderna a quella post-moderna alcuni concetti chiave
sono mutati e hanno creato un contesto sociale per cui la comunicazione delle
pubbliche amministrazioni è diventata centrale. Questo mutamento è dovuto alla
globalizzazione e all’evoluzione delle tecnologie che hanno investito ambiti
fondamentali come la sfera pubblica, la cittadinanza, i sistemi di rappresenta e di
governance delle democrazie occidentali, che hanno avuto un notevole impatto sulla
PA (Pubblica Amministrazione).
La società moderna: Stato-nazione, pubblico/privato, cittadinanza
L’inizio della società moderna (trattata sociologicamente da Weber, Durkheim, Pareto,
Marx, Parsons) è da identificare con la rivoluzione francese e l’ascesa della borghesia,
l’industrializzazione e l’urbanizzazione (nascita delle grandi città, spostamento dalle
campagne alle città che hanno portato ad una crescita della partecipazione dei
cittadini nella vita sociale attraverso il lavoro industriale), fino a fine anni Ottanta.
• Stato-nazione: nella società moderna, allo Stato viene comunemente riconosciuto
un ruolo centrale, in quanto regolatore e garante dell’esercizio dei diritti di
cittadinanza nei confronti dei cittadini, delle organizzazioni, della società civile in
generale, verso i quali instaura un rapporto sostanzialmente di tipo asimmetrico. Tale
asimmetria è di fatto espressione di una società che gradualmente è investita dal
processo di divisione del lavoro e di specializzazione funzionale, con conseguente
differenziazione di compiti e funzioni nei vari ambiti di vita, lavorativi e non. Il
Weber,
processo di razionalizzazione caratterizza fortemente la società moderna (
1965) e permea tutti gli aspetti principali della vita associata: dall’economica alla
dimensione valoriale, dalla politica alla scienza, dai rapporti familiari alle arti. Lo
Stato-nazione, burocraticamente organizzato, sviluppa funzioni di regolazione sia dei
processi produttivi sia dei processi di riproduzione sociale e la sua evoluzione
culmina nel welfare state esempio di iper-razionalizzazione organizzativa. Il welfare
state garantisce dei servizi di pubblica utilità ai cittadini considerati di primaria
necessità (per esempio riguardanti la sfera della salute, che una volta era privato,
ora lo Stato inizia a farsene peso). Lo stato nazione è un insieme di principi in cui
credere. Il welfare state è lo stato che si occupa del benessere, di tutti gli aspetti che
sono considerati diritti fondamentali dei cittadini in quel particolare momento storico.
Lo stato-nazione ruolo-guida nella società “complessa” differenziazione
funzionale/legittimazione culturale nascita organizzazione burocratica.
Parsons
• Pubblico/privato: identifica una netta distinzione tra pubblico e privato, nel
quale il termine “pubblico” ha finito per indicare le attività dello Stato (riguarda
l’intera popolazione) e il termine “privato” gli ambiti della vita economica e delle
relazioni personali che ricadono al di fuori del suo controllo diretto. Nella vita
pubblica gli individui sono tenuti a controllare gli impulsi emozionali, i sentimenti,
contrariamente alla vita privata in cui invece si dispiegano rapporti più intimi e
personalizzanti. Vengono così nettamente distinti i contesti e le relazioni in cui ci si
aspetta che gli individui assolvano una responsabilità collettiva, mentre la
dimensione emozionale deve essere contenuta in pubblico. Nell’esempio medico-
paziente ripreso da Parsons il professionista deve saper distinguere l’orientamento
verso la collettività dall’orientamento verso l’interesse privato, il rapporto medico
paziente deve rimanere sulla sfera pubblica, il medico è un funzionario con visione
universalistica del servizio pubblico.
Donati
• Cittadinanza: secondo Paolo il concetto di cittadinanza moderna (associato
un legame politiche che significa appartenenza ad uno
al periodo 1789 - 1989) è “
Stato-nazione che si va costruendo come regime democratico; essa rappresenta, per
così dire, la «sintesi collettiva» della società civile borghese (sfera privata); è la
costruzione di un sistema a partire dalle comunità civili ”. Durante questo periodo
abbiamo due concetti ideali di cittadinanza, il concetto liberale e il concetto
socialista, ponendosi reciprocamente in alternativa.Il riferimento universalistico
comune tra questi due concetti sono le radici di stampo positivistico, corrispondenza
fra micro (singoli individui, gruppi, associazioni) e macro (istituzioni, PA). La
cittadinanza è sentirsi parte di uno Stato-nazione, che è un regime democratico e
non totalitario. Il rapporto tra stato e cittadini nella modernità è strettamente basato
sulla legittimazione culturale che sottende l’idea di Stato-nazione, una netta
distinzione tra sfera pubblica e sfera privata, e una cittadinanza fondata su principi
universalistici.
La burocrazia moderna
Teoria della burocrazia di Max Weber Economia e società, Weber
(in 1922):
considera l’amministrazione burocratica un modello ideale di forma organizzativa dello
stato occidentale moderno “razionale”, nel ruolo di regolazione e di prestazione,
esercita il potere legale che è legittimato dal sociale, potere importante perché di tipo
razionale. L’uomo agisce in maniera razionale, e lo sviluppo di questo suo pensiero
razionale è simbolo chiave della modernità. L’amministrazione burocratica è una delle
massime espressioni della razionalità moderna.
• I principi della burocrazia di Weber sono:
Osservanza delle regole:
• per non minare la fiducia che i cittadini possono avere
nelle istituzioni, accettarle, comprenderle e rispettarle;
Principio di competenza:
• le persone che lavorano nell’ambito burocratico devono
manifestare precise competenze che determinano anche il corretto svolgimento
delle pratiche e la fiducia dei cittadini nei loro confronti;
Specializzazione funzionale:
• ogni ruolo prevede una specifica funzione, che deve
essere resa chiara ed evidente ai cittadini e agli stessi burocrati;
Principio gerarchico:
• è giusto che le persone con maggiore numero di competenze
abbiano un ruolo più importante rispetto ai sottoposti, l’apparato amministrativo
è concepito come una piramide che si basa sulle competenze, ogni livello deve
rispettare e riconoscere pienamente il livello superiore, ed essere in grado di
guidare il livello inferiore, il ruolo è importante e deve essere rispettato, e i ruoli
sono connessi tra loro;
Riservatezza:
• cioè che si svolge nella dimensione privata deve rimanere riservata;
Segreto d’ufficio:
• ogni settore ha delle informazioni che devono rimanere segrete
nella PA per una questione di sicurezza, per evitare che alcuni soggetti privati
accedano a questi elementi anche per volontà criminale o per nuocere alla PA.
Oggi abbiamo una situazione capovolta perché si parla di totale trasparenza
grazie alle nuove leggi, quindi si è superato totalmente il segreto d’ufficio, con la
concezione opposta che più informazioni circolano, maggiore sarà la fiducia dei
cittadini nelle istituzioni.
L’agire razionale del personale amministrativo e dei funzionari in particolare si traduce
nella frequentazione di corso di studi al fine di acquisire elevata competenza e
specializzazione, superamento di prove di qualificazione e concorsi, dovere di fedeltà
all’ufficio, lealtà ad uno scopo oggettivo impersonale, obbedienza ai superiori in
quanto “ordinati” a comandare, in virtù del ruolo che rivestono (in modo impersonale)
e non delle caratteristiche soggettive o della volontà della singola persona. Emerge un
quadro ben preciso del corpo dei funzionari che include un prestigio di ceto
(riconosciuti come persone importanti con particolari competenze), carica vitalizia
(non venire licenziati), carriera, stipendio fisso, controlli continui. Weber fa un elogio
ombra indivisibile della
della burocrazia e della sua superiorità tecnica, definita come “
democrazia di massa in sviluppo”, basata su principi quali rapidità, pubblicità degli
atti, continuità, discrezione, coesione, riduzione tensioni e contrasti, calcolo costi,
prevedibilità (ogni ruolo è prevedibile e le attese devono corrispondere al
comportamento) e affidabilità (massima efficienza ed efficacia). Ne emerge che l’agire
amministrativo sembra altamente prevedibile e affidabile. Weber parla però anche
debolezze del suo modello
delle , in particolare sostiene che la burocratizzazione
dello Stato consenta di soddisfare l’estensione dei diritti e doveri della democrazia di
massa, ma contenga anche elementi che potrebbero ostacolare la democrazia come
partecipare ai processi decisionali. Inoltre la burocrazia corre il rischio di diventare
essa stessa un’istituzione di potere dotata di propri interessi e logiche di
conservazione. La burocrazia è tanto più perfetta quanto più si “disumanizza”, quanto
più cioè rende i rapporti impersonali e anonimi escludendo sentimenti e risentimenti, i
costi umani potrebbero essere notevoli, come lo sviluppo di un senso di alienazione e
anche di sopraffazione, in nome de rispetto acritico delle gerarchie (rischio di regimi
totalitari).
Il modello di burocrazia è di tipo gerarchico-piramidale e privilegia processi ascrittivi,
top-down
l’emanazione di direttive e l’esercizio di un comando secondo modalità
(dall’alto verso il basso), è un approccio piramidale e verticista, fatto di comandi.
L’“alto” si preoccupa che il “basso” abbia acquisito queste informazioni; è necessario
trovare lo strumento adatto per assicurarsi che arrivi l’informazione giusta al momento
giusto per poter svolgere in maniera corretta le proprie funzioni. Il processo inverso,
bottom-up , di acquisizione di informazioni dal basso, dai livello gerarchici inferiori a
quelli superiori, è solo di tipo regolativo, è considerato sostanzialmente come feedback
negativo. Bisogna porre attenzione anche alla quantità di informazioni inviate, se si
inviano troppe informazioni si ha lo stesso problema di quando c’è mancanza di
comunicazioni, un altro problema è la mancanza di cura e di attenzione per il processo
di comunicazione, e l’assicurarsi che questa sia stata ricevuta dal destinatario. Il
sistema è quindi prevalentemente chiuso, tendente alla conservazione e alla stabilità,
è troppo autoreferenziale e ridotto ad uno scambio di informazioni ed energie con
l’ambiente.
Le critiche al pensiero di Weber
Lo scarto tra attese teoriche (modello ideale weberiano) e conseguenze di fatto, così
come è stato rilevato che la burocrazia non si è realizzata in modo omogeneo nelle
diverse nazioni e che sostanziali differenze sono riferibili alla diversità dei contesti
sociali, alla variabilità dell’ambiente in cui opera. Le esperienze di funzionamento di
Robert
amministrazioni pubbliche appaiono diverse, se non opposte, da quelle attese.
K. Merton mette in rilievo come i soggetti non sono necessariamente consapevoli delle
conseguenze delle proprie azioni e che quindi non sempre lo scopo soggettivo con cui
agiscono nelle organizzazioni dà luogo a un’azione oggettivo corrispondente (o
coincidente). In tal senso egli distingue tra effetti anticipati dell’azione, che definisce
funzioni manifeste in cui avviene tale corrispondenza, ed effetti non anticipati,
dunque non attesi, non voluti e il più delle volte non riconosciuti dai soggetti, ovvero
funzioni latenti
conseguenze o . Le funzioni manifeste sono chiare e riconoscibili, è
possibile prevedere l’azione dei funzionari quando lo scopo soggettivo coincide con
l’azienda oggettiva corrispondente. Cioè quando lo scopo personale coincide con
l’azione che compio all’interno dell’amministrazione, sono simpatetico con l’azione che
devo svolgere, allora tutto funziona bene. Quando lo scopo del soggetto si scosta
allora l’azione non funzione correttamente. Ci sono delle funzioni latenti legate al ruolo
del burocrate che non vediamo in maniera cara, e rappresentano gli effetti non
anticipati. Le funzioni latenti sono:
• Incapacità addestrare di adattarsi al nuovo (deformazione professionale, rigidità,
rifiuto di stare al passo con i tempi in un settore in continua evoluzione);
• Ritualismo burocratico , un sostanziale e diffuso conformismo, la rigida disciplina
rischia di diventare fine a se stessa riducendo in realtà l’efficienza della burocrazia
stessa, è l’abitudine a fare cose sempre nello stesso modo;
• Spirito di corpo e orgoglio di mestiere : se i regolamenti interno sono stati escogitati
per minimizzare dannose competizioni, in realtà potrebbe crearsi una tendenza dei
burocrati a difendere i propri interessi costituiti piuttosto che ad assistere gli utenti e
i superiori;
• Contrastanti aspettative della burocrazia e dell’utenza : si può verificare un
irriducibile contrasto tra il modo di procedere del burocrate e le aspettative
dell’utente (la burocrazia si aspetta pazienza ed educazione dall’utente, ma l’utente
si aspetta un certo comportamento dalla burocrazia in quanto le dinamiche
burocratiche non gli appartengono).
Merton sostiene che se all’interno della struttura burocratica un trattamento personale
sostituisse il trattamento impersonale previsto dal regolamento, ciò provocherebbe
diffusa disapprovazione e accuse di favoritismo e nepotismo.
La sfera pubblica moderna Jurgen Habermas
Il concetto di sfera pubblica di (1962) rappresenta la teoria per
eccellenza a cui si fa riferimento per comprendere come si è creata e sviluppata quella
che ancora oggi viene definita “opinione pubblica”. Habermas con sfera pubblica
intende uno spazio ideale per discorsi e pratiche discorsive a carattere pubblico, vale a
dire accessibili, i cui confini non sono nettamente tracciabili. La sfera pubblica è
l’arena discorsiva in cui si dibattono temi e problemi della società, quindi, come già
detto, temi di interesse generale che riguardano i cittadini. La sfera pubblica
habermasiana si estende a molti ambiti del sociale, quindi non si limita solo alla
dimensione politica. La nascente borghesia nel Seicento e nel Settecento, diventa
protagonista della sfera pubblica, creando e curando spazi come i circoli e caffè
letterari, in cui dare vita a conversazioni tra privati riuniti in pubblico che esprimevano
le loro opinioni su tanti temi, fra cui in particolare e in modo critico sull’attività dello
Stato, su questioni politiche rilevanti che riguardano la vita dei singoli cittadini e la
realtà del mercato, dell’economia. Questa dinamica seconda Habermas col l’avvento
dei media di massa (radio, televisione, cinema, oltre alla già esistente stampa) porta
ad una maggiore democratizzazione delle informazioni, la popolazione può
vedere/ascoltare la visione delle istituzione da un lato. Ma dall’altro i media di massa
acquisiscono sempre più potere, arrivano all’intera popolazione, e rappresentano un
luogo di potere. Le rappresentazioni offerte dai media sono non più stimolate dal
basso, dall’arena discorsiva in cui si generavano le opinioni. TV e radio creano una
cornice interpretativa, i media di massa rappresentano anche la sfera pubblica.
Il passaggio alla dopo-modernità: crisi dello Stato-nazione e della distinzione
pubblico-privato
L’impianto moderno sinora illustrato entra progressivamente in crisi nel momento in
cui tendono a intensificarsi i suoi caratteristici processi, messi in luce dai classici della
sociologia, quali la differenziazione sociale (Durkheim 1893), la mercificazione (Marx
1867), la razionalizzazione (Weber 1922). Inoltre, il processo di globalizzazione, in
seguito allo sviluppo dei mezzi di comunicazione, dall’evoluzione dei mass media e
diffusione della rete Internet e all’impiego dell’Informazione Communication
Technology (ICT).
Archille Ardigò
• (1990) descrive cinque punti nodali della complessità con tendenza
all’iper-complessità di ispirazione luhmaniana, qui si ricordano prestando attenzione
gli aspetti che hanno attinenza con la comunicazione pubblica, cioè il ruolo dello
dalla complessità
Stato, delle PA, e il rapporto tra istituzioni e cittadini (
all’ipercomplesità).
Luhmann
• mette in luce elementi che caratterizzano l’organizzazione sociale:
l’accentuata differenziazione ha infatti investito le istituzioni dando vita a una
crescente distinzione funzionale di compiti e funzioni. Si sviluppa in modo
esponenziale il welfare state, si assiste ad una moltiplicazione di enti, strutture e
articolazioni dei sistemi burocratici. Con l’aumento dei compiti dello Stato si sono
andate sviluppando organizzazioni private aventi il fine di supportare o sostituire lo
Stato stesso nei relativi adempimenti. Assume quindi centralità la comunicazione fra
le numerose componenti del sistema pubblico e fra queste e l’ambiente (cittadini,
associazioni, imprese, ecc). Una comunicazione però che non può più essere intesa e
configurarsi in modo lineare e diretto, bensì in modo intrecciato e indiretto. Il
passaggio della produzione meccanica (a cui si riferiva Weber) alla produzione
elettronica, informatica e telematica, supportata da
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