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Riassunto esame Bibliografia musicale, prof. Culturato, libro consigliato Lezioni di Bibliografia, Santoro

Riassunto per l'esame di bibliografia musicale e della prof. Culturato, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Lezioni di Bibliografia, Santoro, dell'università degli Studi di Torino - Unito. Scarica il file in PDF!

Esame di Bibliografia musicale docente Prof. A. Culturato

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Considerazioni:

Numeri 1-2 si avvertono i 21 anni di differenza. Nel primo si fa riferimento a testimonianza di

qualunque genere, nel secondo si richiamano differenti tipi di documenti. Latitano i documenti

digitali per motivi cronologici, ma non nel numero 5. Il numero 4 è molto stringato.

IL DOCUMENTO É TUTTO CIÓ CHE TESTIMONIA, SOTO LE PIÚ DIVERSE FORME, CON

RIFERIMENTO A TUTTE LE EPOCHE DELLA CIVILTÀ E COL COINVOLGIMENTO DI UNO O Più

SOGGETTI, UN QUALSIVOGLIA ATTO COMUNICATIVO: TALE TESTIMONIANZA, IN QUESTA

SEDE, ANDRÀ RAPIDAMENTE ILLUSTRATA LIMITATAMENTE A QUEI DOCUMENTI,

CARTACEI E DIGITALI, CHE COMPROVANO PROCEDURE, LOGICHE E STRATEGIE

COMUNICATIVE BASATE E REGOLATE DA CODICI CONVENZIONALI, PROIETTATI A CREARE

UN LEGAME FRA UN EMITTENTE E UN RICEVENTE.

L’avvento del web porta con sé un nuovo concetto di documento. Infatti il documento digitale è un

oggetto la cui informazione è codificata con un linguaggio di rappresentazione di tipo numerico, in

bit, e memorizzata su un supporto. Il documento digitale è manipolabile, flessibile (combina

tipologie di materiali informativi diversi) e duplicabile. Il documento non digitale è autoriale, stabile

(il testo è inalterabile) e autentico (originalità delle fonti).

Nell’età moderna la pubblicazione di un’opera a stampa era soggetta alla concessione di privilegi

conferiti dalle autorità di governo al fine di tutelare le opere dalle contraffazioni. Attualmente il

diritto d’autore è regolato da una legge del 1941, che tutela le opere di carattere creativo

appartenenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro, al cinema. La

tutela consiste in una serie di diritti esclusivi di utilizzazione economica dell’opera e di diritti morali.

La tradizione manoscritta delle comunità monastiche, scriba e copisti laici, sin dal medioevo, ha

dato un contributo determinane. I primi materiali scrittori erano tavolette di argilla, di legno coperte

di cera, tessuti e cortecce d’albero. Poi fu il momento del papiro, prodotto in maggiore quantità e

più agevole. Più fogli danno vita ad un volumen. In seguito venne utilizzata la pergamena, fatta di

pelli. Più fogli davano vita ad un codex. La carta nasce in Cina nel I secolo. La cartiera più famosa

italiano è la Fabriano nata nel 1276.

Una delle invenzioni più importanti fu la stampa a caratteri mobili. Inventata nel 1450 in Germania

da Johannes Gutenberg per una riproduzione di testi più rapida, meno dispendiosa e in numero

sensibilmente superiore rispetto alla copiatura.

Composta da:

- caratteri mobili  comporre a mano un testo o fare modifiche e integrazioni

- inchiostro  miscela atta a garantire nitidezza

- torchio  per l’impressione tipografica

L’incunabolo era un’edizione a stampa edita nel corso del ‘400. Derivazione latina. Le edizioni del

‘500 si chiamano cinquecentine e sono in volgare. L’incremento della pubblicazione cresceva con

l’incremento dei lettori, nonostante gli ingenti controlli censori. L’editoria italiana, in specie a

Venezia, beneficiò di grande successo.

Il paratesto comprende: titolo, nome autore, una prefazione, insomma tutto ciò che serve per

presentarlo.

Tra il 1600 e la metà del 1700 si ha un periodo ricordato come di “crisi di crescita”, dove si ha un

incremento di pubblicazioni e di lettori, ma un divario fra le pubblicazioni di pregio e quelle popolari.

Si può attribuire ciò ai primi successi della stampa periodica, alla nascita e allo sviluppo di nuovi

generi letterari, le committenze. 2

Dopo la metà del 1700 il libro e la comunicazione scritta consolidano il ruolo informativo e

formativo, si ha una diffusione di libri, periodici e opuscoli. Questo porta alle forme di pirateria

come la contraffazione e la ristampa. La contraffazione è la riproduzione abusiva di un’opera di

successo realizzate per eludere i diritti di proprietà e per maggiore profitto. Le ristampe

presentavano vere e proprie indicazioni tipografiche, incuranti dell’esistenza di eventuali privilegi

originari. La sottoscrizione è basata su un rapporto fiduciario tra cliente e venditore (non mancano i

raggiri), si configura come una proposta di acquisto con importanti vantaggi per il pubblico, quali il

prezzo di favore, la rateazione della spesa e la possibilità di ricevere a domicilio l’opera.

Nel 1800 nascono nuove case editrici, alcune proprio per il mercato scolastico. Nascono e si

sviluppano collane e serie.

Un libro è così composto:

- copertina  parte esterna, di cartoncino o cartone, sulla quale sono stampati titolo, autore,

editore e anno di pubblicazione. Ci sono anche illustrazioni e riferimenti al curatore,

traduttore, ecc…

- frontespizio  ci sono informazioni come l’autore, titolo, editore, luogo e data di edizione.

Possono racchiudere anche le dediche

- antiporta  pagina precedente il frontespizio ed ha un’incisione in rame costituita da un

ritratto o da un’immagine

- corredo iconografico  comprende anche l’antiporta e presenta illustrazioni, tavole,

capilettera per valore estetico

- colophon  presenta info relative alle circostanze della realizzazione del manufatto. È alla

fine

- peritesto  non sono una parte intrinseca della pubblicazione, come una dedica, un avviso

al lettore, una prefazione, indice, ecc…

Con l’avvento del web abbiamo il documento digitale, ovvero quel documento la cui informazione è

codificata con un linguaggio espresso in bit e memorizzata su un supporto.

DOC. DIGITALE DOC. NON DIGITALE

Manipolabile (modificabile) No manipolabile

Flessibile (combina diversi materiali No flessibile

informativi)

Duplicabile (riproducibile all’infinito) Unico

Autoriale

Stabile

Testo inalterabile

Autenticità

Originalità delle fonti

L’avantesto nel doc. digitale è tutto ciò che precede il testo nella sua forma definitiva come appunti,

schemi, bozze. Importante è l’ipertesto dove questa dimensione è caratterizzata dai link e

l’interfaccia che ne facilita la lettura. 3

La legge che attualmente regola il diritto d’autore risali al 1941 per la tutela delle opere

dell’ingegno di carattere creativo appartenenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative,

architettura, cinema e teatro. La tutela sono i diritti:

• diritto di riproduzione = diritto di effettuare la moltiplicazione in copie dell’opera con

qualsiasi mezzo;

• diritto di esecuzione, rappresentazione, recitazione o lettura pubblica = diritto di presentare

l’opera al pubblico nelle più diverse forme di comunicazione;

• diritto di diffusione = diritto di diffondere l’opera a distanza;

• diritto di distribuzione = diritto di porre in commercio l’opera;

• diritto di elaborazione = diritto di apportare modifiche;

• diritto morale alla paternità = rivendicare la propria qualità di autore;

• diritto morale all’integrità = diritto di opporsi a modifiche o deformazioni dell’opera che

possano danneggiare l’autore;

• diritto di pubblicazione = diritto di decidere se pubblicare o meno l’opera;

• diritti d’autore = diritti che la legge riconosce ad altri soggetti comunque collegati all’autore,

come gli interpreti e gli esecutori, i produttori di opere cinematografiche o audiovisive, gli

emittenti radio e tv, ecc… In Italia la SIAE fa da intermediario per la gestione dei diritti

d’autore, concedendo le autorizzazioni, riscuotendo i compensi e ripartendo i proventi che

ne derivano.

Le raccolte

Una biblioteca è un luogo dove si colleziona un numero variabile di libri, i quali vengono disposti e

schedati secondo procedure diverse ma sempre accomunate dalla necessità di agevolare il loro

utilizzo da parte del lettore.

Metodi raccolta biblioteche:

- L’acquisto  oculate scelte, programmate in relazione al tipo di istituzione bibliotecaria, alla

tipologia dei lettori e alla presenza di altre biblioteche sul territorio. Pochi fornitori, con i

quali si concordano sconti e forniture di servizi aggiuntivi. In questo filone si inserisce

l’approval plan, cioè l’intesa fra biblioteca e fornitore volta a razionalizzare le acquisizioni in

virtù di specifiche esigenze della biblioteca.

- Doni o lasciti  i lasciti possono provenire da privati o da enti, associazioni o altre

biblioteche. Occorre valutare il costo/beneficio di un lascito per problemi di catalogazione e

collocazione.

- Scambio  tra biblioteche o tra biblioteche e ente. Accordo in virtù del quale i soggetti

coinvolti si impegnano a inviarsi scambievolmente e pubblicazioni da loro edite

- Deposito legale  l’obbligo di inviare alle due biblioteche nazionali centrali di Roma e

Firenze e ad altre due biblioteche non solo i volumi ma anche i documenti destinati all’uso

pubblico e fruibili mediante la lettura, l’ascolto e la visione, qualunque sia il loro processo

4

tecnico di produzione, di edizione o di diffusione, ivi compresi i documenti finalizzati alla

fruizione da parte di portatori di handicap.

Esistono diversi tipi di biblioteche:

- Biblioteche di conservazione  fungono da memoria storica dei prodotti comunicativi di una

più o meno vasta comunità di autori e di soggetti produttori

- Biblioteche di ricerca  soddisfano e promuovono le esigenze di studiosi e studenti, spesso

di specifiche aree disciplinari

- Biblioteche di pubblica lettura  agevolano la fruizione e la divulgazione dei documenti

Secondo una raccomandazione dell’UNESCO del 1970 l’istituzione bibliotecaria può essere

classificata nel modo seguente:

- Biblioteche nazionali

- Biblioteche di istituti di alta istruzione

- Altre importanti biblioteche non specializzate

- Biblioteche scolastiche

- Biblioteche speciali

- Biblioteche di pubblica lettura o popolari

Possibile suddivisine in virtù di 5 caratteristiche:

- In base all’ente di appartenenza (ad esempio quelle statali che dipendono dal Ministero per

i Beni Culturali e Ambientali)

- Alle finalità, agli obiettivi e alle funzioni

- Alle raccolte possedute

- All’utenza cui sono destinate

- Alle procedure adottate nei processi di mediazione

La storia millenaria delle biblioteche coincide con 3 grandi nuclei storici: nasce dagli scriptoria

monastici, continua con l’opera dei grandi umanisti presso le corti rinascimentali e si consolida

durante il secolo dei lumi e il periodo post-unitario.

Luoghi e siti per cataloghi biblioteche:

- L’Anagrafe delle biblioteche italiane, una base dati realizzata e gestita all’Istituto centrale

per il catalogo unico delle biblioteche italiane (ICCU) che raccoglie informazioni relative a

biblioteche presenti su tutto il territorio nazionale, raggruppate anche per tipologia

istituzionale. L’Anagrafe registra i dati anagrafici e patrimoniali di ciascuna biblioteca, quelli

sui servizi al pubblico e quelli amministrativi

- OPAC (Online Public Access Catalogue) per accesso alle biblioteche di tutto il mondo e ai

loro cataloghi informatizzati approntati dall’AIB (Associazione Italiana Biblioteche)

- Sito della Direzione Generale per gli archivi

- Il SIAS, ovvero il portale del Sistema Informativo degli Archivi di Stato

- ICAR, l’Istituto Centrale per gli Archivi 5

- Consorzio interuniversitario CINECA nel servizio “Cerca Università” che consente diverse

tipologie di ricerche

- Istituti culturali di altri paesi operanti sul nostro territorio e quelli religiosi

La catalogazione è la procedura che ha lo scopo di porre in relazione i documenti custoditi presso

una biblioteca, evidenziandone le peculiarità significative, coi bisogni informativi dei lettori. Un

catalogo serve a comunicare alla più vasta platea possibile notizie intorno ad un documento, così

da consentirne l’individuazione e il riconoscimento fra milioni di altri documenti e di catturarne nel

contempo i dati peculiari. Per essere comprensibile deve possedere due requisiti: la

normalizzazione e la uniformità. Per garantire questi principi a livello internazionale si utilizzano gli

ISBD (International Standard Bibliographic Description) che a seconda della natura del documento

da descrivere prevedono una serie di variati. C’è anche l’FRBR (Requisiti Funzionali per Record

Bibliografici) dove si identificano i requisiti minimi della descrizione bibliografica, sviluppato e edito

dall’IFLA. Lo schema di basa sul rapporto tra entità bibliografiche e concettuali e relazioni che esse

intrattengono, al fine di consentire all’utente di trovare una risorsa, di identificarla, di selezionarla

tra altre e di ottenerne l’accesso.

Così si ricorre a principi fissi. Inizialmente si utilizzavano i cataloghi a volume, il vantaggio era

quello di formare la comunità in merito al patrimonio bibliografico di una data biblioteca, lo

svantaggio era l’impossibilità di aggiornare tempestivamente le liste con le nuove acquisizioni. Si

passò quindi ai cataloghi costituiti da schede cartacee dove è presente la presenza nella biblioteca

e la disponibilità di testi su un determinato argomento. Due cataloghi tradizionali fondamentali,

ordinati in modo alfabetico: per autore (e titoli) e quello per accesso semantico (per soggetto).

Gli OPAC sono i cataloghi elettronici delle biblioteche. Consentono flessibilità nella combinazione

dei criteri di distinzione e di ordinamento logico delle raccolte, grazie a differenti funzioni di ricerca

e a diverse opzioni di visualizzazione dei risultati.

- Sono composti da registrazioni catalografiche (records) che descrivono e localizzano una

pubblicazione

- Ogni records è diviso in campi (fields) dove sono presenti elementi informativi e descrittivi

diversi (autore, titolo, pubblicazione, ecc…)

Gli OPAC si stanno evolvendo verso raffinati strumenti di ricerca, i discovery systems, che

consentono all’utente di espandere automaticamente la ricerca a risorse e fonti esterne al catalogo

utilizzato.

Un esempio di collettivo nazionale è il NUC, National Union Catalog, che cumula le registrazioni di

un consistente numero di cataloghi di biblioteche statunitensi e canadesi. Sono pubblicate con

cadenza mensile o trimestrale i microfishes, ovvero i microfotogrammi che riproducono singole

pagine di documenti.

A livello nazionale ricordiamo:

- SBN Servizio Bibliotecario Nazionale, un catalogo collettivo delle biblioteche consorziate

nella catalogazione partecipata

- Cataloghi Storici

- MANUS Censimento dei manoscritti delle biblioteche italiane

- EDIT 16 Censimento nazionale delle edizione italiane del XVI secolo

L’informazione libraria e la promozione del libro 6

Accanto a strumento tradizionali deputati alla raccolta e alla divulgazione di notizie bibliografiche (i

repertori), le informazioni possono essere enucleate da riviste, trasmissioni tv e radio e dalla rete.

Abstact  equivalente di sommario, il compendio degli argomenti di un saggio strutturato come

guida alla lettura, privi di elementi interpretativi e critici. Permette l’individuazione dei concetti

principali presenti nel testo, si concentra più sull’oggetto e su come viene trattato, linguaggio

controllato, conciso e referenziale.

Segnalazione libraria  descrizione dell’argomento del libro: prima vi è l’esame del libro, poi la

selezione e mappatura degli argomenti e infine la stesura della segnalazione.

Recensione  fornisce informazioni stringate sull’autore, fa il punto della ricerca sul tema proposto,

descrive il contenuto del libro, illustra alla fine dell’esposizione qualità e lacune dell’opera, annota

osservazioni sullo stile espositivo, interviene sull’intenzione di risposta del libro rispetto a problemi

metodologici insoluti, sottolinea l’eventuale apertura di nuove prospettive di ricerca, commenta la

qualità della traduzione.

PARTE SECONDA: LA RICERCA BIBLIOGRAFICA

Identità e compiti della bibliografia repertoriale

L’informazione è l’atto che consiste del dare a un essere la forma sostanziale, lo determina nella

sua natura, si dà forma a qualcosa nel senso di dare o ricevere notizia, non più con la

comunicazione, ma con il contenuto della comunicazione. La libertà di informazione è il libero

accesso alla verità attraversi i mezzi di pubblica opinione. È importante non confondere

comunicazione con informazione. La comunicazione costituisce un processo complesso di cui i

media rappresentano la parte tecnologica. L’informazione invece coincide con la misura del

contenuto dei messaggi trasmessi da questi media.

La bibliografia segnaletica essenziale

La bibliografia è lo studio sistematico delle opere di una stessa materia, di un autore, ecc…;

repertorio più o meno completo di tali opere; elenco che accompagna uno studio o un’edizione;

disciplina che studia i vari sistemi di catalogazione dei libri e provvede a fornire cataloghi e

inventari di biblioteche, repertori di opere di scrittori, scienziati, ecc…

Esistono due tipi di bibliografie:

• Lista che propone di offrire suggerimenti, frutto di una legittima e oculata selezione, volti ad

agevolare e a stimolare il lettore per l’approfondimento mirato di una tematica. Sono poste

in appendice di un volume

• Elenco che aspiri a qualificarsi come repertorio bibliografico, o bibliografia. Nulla vi può

essere di inespresso, di ambiguo, di sottinteso, in merito ai criteri adottati, non è dato non

segnalare le fonti utilizzate, non è lecito escludere informazioni su documenti presenti nelle

fonti delle quali ci si è serviti

Descrivere una pubblicazione significa utilizzare una procedure e dei codici che consentano di

segnare gli elementi identificativi, ai fine di individuare quello specifico prodotto editoriale. Le

esigenze di un’identificazione il più possibile attendibile possono mutare da pubblicazione a

pubblicazione, ma non si possono ignorare: autore, titolo, luogo di edizione, denominazione

dell’azienda produttrice e anno di pubblicazione.

Es: RINO PENSATO, Manuale di bibliografia, Milano, Editrice Bibliografica, 2007

Gli stili citazionali possono essere diversi non solo in relazione alla maggiore o minore ricchezza di

connotati che si intende monitorare e riportare, ma anche n relazione a consuetudini e metodologie

differenziate, come punteggiatura e segnalazione di nome e cognome. 7

Metodologia della ricerca bibliografica

Esistono diverse tipologie di bibliografie:

- Bibliografie correnti e bibliografie retrospettive  si basano sul contenuto e possono essere

aperte se registrano periodicamente le pubblicazioni a mano a mano che vedono la luce,

oppure chiuse cioè basate su una documentazione apparsa in determinati anni

- Bibliografie generali e bibliografie speciali  si basano sul contenuto a seconda se relative

ad opere di ogni argomento o afferenti ad una specifica materia o tematica

- Bibliografie internazionali o nazionali o locali  si basano sul contenuto a seconda se si

segnalano opere pubblicate in ogni paese e/o lingua, edizioni di un solo paese e/o una sola

lingua, oppure che riguardano un’area territoriale

- Bibliografie primarie e secondarie  si basano sul metodo, a seconda se impostate

sull’esame diretto dei documenti oppure sull’utilizzo di notizie di precedenti repertori

- Bibliografie segnaletiche  si basano sull’indicazione, includono le notizie considerate

dall’estensore dell’elenco di maggiore congruità e qualità rispetto all’argomento affrontato

- Bibliografie descrittive  si basano sull’indicazione, prevedono una descrizione più o meno

accurata degli specifici esemplari esaminati

- Bibliografie analitiche  si basano sull’indicazione, prevedono una descrizione dettagliata

sulle singole parti delle unità bibliografiche schedate

- Bibliografie critiche  si basano sull’indicazione, prevedono giudizi sui contenuti

- Bibliografie ragionate  si basano sull’indicazione, creano riferimenti e relazioni fra le notizie

inserite e altre opere

- Bibliografie autonome repertorio bibliografico realizzato in pubblicazione a sé stante

- Bibliografie non autonome  elenco di titoli in altra pubblicazione

Affinare la ricerca bibliografica sulle effettive necessità, ad esempio per:

• Titoli

• Edizioni che presentino determinate caratteristiche

• Ubicazioni delle istituzioni di conservazione degli esemplari

• Identificazione e/o completamento delle notizie bibliografiche in possesso dell’utente

• Riproduzione di un determinato stile citazionale e di forme normalizzate

• Rilevazioni statistiche su determinati fenomeni editoriali

È utile ribadire i criteri fruibili per la valutazione delle fonti tradizionali cartacei:

Proponimento La verifica dell’acquisizione con chiarezza il fine della realizzazione di un

repertorio. Già dal titolo e dal sottotitolo è possibile capire se si troveranno o

meno le informazioni

Autorità Gli artefici: singolo studioso o ente. Importante è anche la casa editrice

Destinazione Rilevare i destinatari e la tipologia di fruizione

Metodologia Inserire: tipo di repertorio, le coordinate della ricerca compresa la tematica, 8

le fonti consultate, se sono state inserite tutte le fonti o se si è fatta una

selezione, il grado di aggiornamento, la conformità e la coerenza delle

notizie, il grado di autonomia della fonte

Organizzazione Ordinamento e applicazione, la leggibilità della lista, l’esistenza e i requisiti

dei richiami interni

Per le fonti in rete si richiede un’attenta valutazione critica circa la loro attendibilità dal punto di

vista sostanziale, bibliografico ed editoriale. Qui di seguito gli indicatori di qualità delle fonti:

Utenza di riferimento La tipologia di lettori

Autorialità Responsabilità intellettuale ed editoriale

Autorevolezza Reputazione e credibilità della fonte. Vedi

Impact Factor e Peer Review

Pertinenza Congruità tematica rispetto alla ricerca

Ampiezza Esaustività dei contenuti

Copertura Geografica, cronologica, ecc…

Data di pubblicazione e di aggiornamento Per l’attualità

Dichiarazione delle opere di riferimento

utilizzate

Organizzazione delle informazioni

Leggibilità Cura, chiarezza e correttezza formale

Presenza di metadati Per l’autenticità

Adozione di standard Per codifiche e protocolli di trasmissione

Usabilità Grado di facilità tra utente e la risorsa

Accessibilità Contenuti accessibili per disabili

Impact Factor  misura la frequenza con cui un articolo viene citato da altre riviste in un

determinato arco temporale

Peer Review  lettura e valutazione critica eseguita da specialisti della materia di “pari grado”

(peer) chiamati ad attestarne l’idoneità alla pubblicazione

Semantic Web  strumenti di controllo terminologico e di disambiguazione dei contesti semantici

Ricerca bibliografica è un processo che si svolge:

- Diacronia  si sviluppa per successione di fatti

- Sincronia  analisi delle singole fonti

- Reticolarità  connessione di fonti diverse

- Flessibilità  stessa fonte o documento fruiti in modo diverso

- Serendipità  si può trovare una cosa non cercate e imprevista mentre se ne cerca un’altra 9

Importante è la formulazione della domanda di ricerca, che deve essere dettagliata e puntuale. Il

termine di ricerca deve essere usato da solo o in combinazione con altri termine, espressi nella

lingua originaria.

Fonti tradizionali e fonti in rete

La protostampa  l’incunabolo (nome attribuito ai primi prodotti dell'arte della stampa (dalle origini

al 1500 incluso), modellati sull'esempio dei manoscritti.) è privo di paginazione, presenta ancora

l’incipit o forme embrionali di frontespizio come l’occhietto con le eventuali note tipografiche

racchiuse nel colophon, ed è caratterizzato da una testualità continua, compatta e densa, che

ingloba testo principale e testi ausiliari. Questi ultimi compongono un apparato paratestuale non

sempre immediatamente individuabile, con epistole dedicatorie, avvisi al lettore, ecc… Una buona

parte delle quattrocentine risulta essere sine notis, ovvero priva dell’attribuzione della paternità

tipografico-editoriale e della datazione; per identificare questi elementi si ricorre all’analisi

comparata dei caratteri tipografici, delle note manoscritte, della filigrana della carta. I risultati di

queste immagini si presentano nelle bibliografie graficamente connotate dalle parentesi quadre.

Le parti costitutive del libro del 500 e di quelli successivi assumono un assetto più individualizzato:

si stabilizza il romano e il corsivo, la separazione dei componenti paratestuali e testuali, la

diversificazione dei formati, l’uso dei fregi tipografici e di un apparato iconografico di vario tipo e

qualità.

Il libro antico può essere:

- Esemplare nella sua unicità  reca tracce delle manipolazioni subito che sono segni di

provenienza e di appartenenza (es timbri), mutilazioni di carte o particolari legature

- Rappresentante di un’edizione  si mette in ombra il suo vissuto per diventare testimone di

un insieme più ampio di cui documenta la storia e la forma materiale, pur mantenendo nel

confronto con gli altri esemplari, una specifica individualità risultante da varianti e lezioni

tipografiche difformi.

La stampa manuale poteva generare fogli impressi non proprio simili: la bibliografia testuale

ricostruisce i processi di produzione tipografica per risolvere complessi casi filologici. Il libro antico

racconta la sua piccola storia biografica, ma anche la grande storia della protoindustria editoriale. Il

libro passa da oggetto materiale a oggetto di conoscenza.

Due livelli di analiticità della descrizione:

- Short little  offre un grado minimo di informazione riguardante autore, titolo e le

qualificazioni tipografico-editoriali; si usa nei censimenti bibliografici, nelle rassegne, nelle

liste di reperimento, ecc..

- Citazione catalografica standard  descrizione altamente formalizzata, come le RICA o

ISBD; si usa nei cataloghi delle biblioteche, nelle basi di dati bibliografiche

Lo stile della descrizione bibliografica ha 3 modalità:

- Descrizione iconica o diplomatica  riproduce la configurazione grafica del documento, di

prevalente interesse bibliologico

- Descrizione linguistica  rispetta i valori linguistici e trascura quelli ortografici

- Descrizione informazionale  cita secondo un determinato codice formale il documento,

normalizzando i valori linguistici e ortografici, con applicazioni a vari generi di repertori 10


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NormaG

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10 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo (DAMS)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher NormaG di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bibliografia musicale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Culturato Annarita.

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