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Archeologia medievale B Prof. De Vingo

Premessa storica

Nel V secolo ci fu la lotta tra le popolazioni germaniche e l'Impero Romano. Si costituirono i regni romano-barbarici basati sugli ordinamenti militari e tribali germanici e la tradizione aristocratica romana.

Piemonte meridionale

Un insieme eterogeneo di Germani arriva in prossimità di Augusta Taurinorum, spingendo la popolazione a rifugiarsi entro le mura. Nei secoli tardo antichi però la situazione cambia, vi sono infatti importanti cambiamenti dal punto di vista sociale ed economico testimoniati dal ritrovamento della tomba della dama di Pollenzo: tomba femminile di una donna abbigliata con il costume germanico ma sepolta in una necropoli romana. Ciò ci fa pensare che ella fosse la moglie di un ufficiale e un'importante testimonianza dell'incontro tra le due etnie (romana e barbarica) che si stava verificando.

Le invasioni e le scorrerie però continuarono per un lungo periodo di tempo e ciò ci fornisce un quadro demografico non più stabile bensì variabile, in cui la società era ormai multietnica.

Piemonte centro-settentrionale

Sono stati fatti degli studi in questa zona per conoscere quale fosse la presenza della popolazione in un periodo di “crisi” in cui il territorio stava diventando da provincia romana a entità romano-germanica. Il primo sito analizzato in questo senso è quello di Mombello (AL): è stata ritrovata una struttura lignea e nelle sue vicinanze tre sepolture. Si tratta di tombe molto semplici, prive di corredo, in cui il cadavere è posto in una semplice fossa scavata nella terra o delimitata da pietre e laterizi di recupero.

Il secondo sito scavato è quello di Castelvecchio di Peveragno (CN): è stata ritrovata una fibbia di cintura che attesta la presenza di Ostrogoti in ambienti molto diversificati tra loro. La fibbia è stata ritrovata casualmente in un insediamento composto da gruppi di capanne e datata nei primi decenni del VI secolo.

Anche a Villaro del Ticineto (AL): è stato ritrovato un insediamento funzionale di età romana articolato intorno a un cortile centrale e riconosciuto come una “villa rusticana” facente forse parte di un insediamento a nuclei sparsi. In età tardo antica questo insediamento è stato ristrutturato e nel settore occidentale è stato costruito un nuovo edificio impiegato:

  • Fase finale dell’età tardoantica: come mausoleo o cappella funeraria destinata a sepolture privilegiate e circondata da necropoli. Le inumazioni erano realizzate in semplici fosse scavate nella terra o in casse laterizie coperte da lastre di pietra. Le inumazioni sono datate tra il V e il VI secolo. Le analisi antropologiche hanno mostrato un'alta percentuale di individui maschili sepolti, pochi giovani e pochi con età superiore ai 50 anni. Inoltre, i dati hanno mostrato inumazioni di individui più alti raggruppati insieme in una prima fase ostrogota e mischiati alla popolazione locale nella fase longobarda. Questo fa ipotizzare in una fase iniziale alla sovrapposizione di individui allogeni alla popolazione locale e nel periodo tra V e VI ad una integrazione degli individui allogeni alla popolazione locale.
  • Età altomedievale: venne trasformata in chiesa occupata da sepolture privilegiate e circondata da necropoli.

Il sito di Villaro del Ticineto è confrontabile con Frascaro (AL): è stata riconosciuta la presenza di una piccola comunità rurale con necropoli non molto distante dal villaggio. All'interno della necropoli un recinto delimitava un'area del cimitero comprendente 17 inumazioni. Il materiale organico ritrovato in 7 di esse ha confermato la possibilità che per contenere alcuni cadaveri fossero stati utilizzati tronchi lignei appositamente preparati. Da Villaro del Ticineto che aveva inumazioni molto semplici.

Sono stati ritrovati inoltre elementi del costume maschile femminile ostrogoto da Villaro del Ticineto dove la mancanza del costume e del corredo ha reso difficile la datazione delle tombe che è approssimativamente tra IV e V secolo.

Una piccola necropoli ostrogota e stata rinvenuta anche a Collegno (TO): sono state ritrovate 4 tombe: 1 maschile con sovrastruttura monumentale, abbigliamento privo di armi ma con fibbie ricollegabili a due diverse cinture una delle quali potrebbe essere stata da combattimento, 2 femminili con presenza di elementi di abbigliamento di pregio e infine 1 infantile.

Cambiamenti dopo il V secolo

Indagando tutte queste inumazioni si è cercato di capire con quali modalità e caratteristiche avvenne la fase di incontro tra la popolazione romana e gli Ostrogoti. Infatti nel V secolo gli Ostrogoti appaiono sepolti in tombe singole con corredo mentre nel IV secolo la situazione cambia molto anche a causa della guerra greco-gotica e delle invasioni longobarde. Infatti soprattutto dopo quest’ultima vennero imposte dai Longobardi profonde trasformazioni che in alcuni casi assunsero anche connotativi violenti. Nella necropoli del Ticineto è in questa fase che avvengono i cambiamenti già citati ossia il mausoleo trasformato in chiesa, la presenza di tombe a cappuccina e la coesistenza di tombe barbariche con le altre.

A S. Gervasio (CN) con l’invasione longobarda iniziarono lavori di modifica in una chiesa battesimale paleocristiana a cui venne aggiunta la funzione funeraria riservata alla famiglia di nuovi proprietari germanici subentrati dopo la conquista.

Una situazione analoga la ritroviamo alla Perosa (TO) in cui è stata individuata una distinzione delle tombe in piccoli nuclei (probabilmente quelli familiari) inumazioni maschili e femminili.

Nuovi scavi fatti a Mombello hanno inoltre permesso di individuare oltre alle sepolture della prima fase anche la chiesa, polo religioso di riferimento, per gli abitanti del villaggio. Lungo le prossimità dell’edificio e anche al suo interno sono state individuate delle tombe.

Gli studi sui materiali utilizzati nell’alto medioevo compiuti a Collegno e a Mombello hanno messo in evidenza elementi comuni ma anche alcune differenze. A Collegno sono state individuate 3 fasi di utilizzo:

  • VI sec.: Sepolture del gruppo originario dominante con costume ricco e completo.
  • VII sec.: I corredi sono più semplificati soprattutto quelli armati.
  • VIII sec.: Si passa da un inumazione vestita alla semplice deposizione del corpo in un sudario.

A Mombello invece le tombe delle fasi più antiche hanno la presenza episodica di armi deposte in forma simbolica. Lavori agricoli o aperture delle tombe hanno influito sui risultati dei ritrovamenti. Capiamo così come tutte le inumazioni del VII secolo ripropongono il defunto deposto con il suo abito quotidiano. Con gli inizi del secolo successivo invece per tutte le tombe in fossa è sempre stata supposta la presenza del sudario e quindi la scomparsa della sepoltura vestita. Tutte le inumazioni del VII secolo mantengono un uso rituale funerario sessualmente caratterizzante. Il rituale implicava la volontà di trasmettere un messaggio dai forti contenuti sociali, era più importante il significato intrinseco dell’oggetto piuttosto che il suo significato estrinseco, poiché gli oggetti del corredo e del costume contenevano valori simbolici rilevanti.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/08 Archeologia cristiana e medievale

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