RIASSUNTI APPRENDIMENTO LINGUISTICO
- IL CAMPO –
Chi studia l’apprendimento linguistico?
- linguistica>
- >la descrizione delle lingue naturali
>la psicolinguistica>
- processi e strategie mentali
sociolinguistica>
- >la fattori contestuali
L1 > elle uno,lingua prima > lingua materna di ciascun parlante; E’ possibile
averne più di una.
L2 > elle due, lingua seconda > Lingua appresa nel paese in cui essa è
abitualmente parlata. (es. l’italiano di studenti Erasmus o immigrati)
LS > lingua straniera >lingua appresa in contesti formali in un paese dove
non è abitualmente parlata.
- DIFFERENZE L1 E L2
Cronologia-> L2 si impara dopo il processo di acquisizione di L1
Competenza-> generalmente la L2 si conosce meno bene della L1
Uso-> la L2 si usa meno spesso della L1
Il processo di apprendimento di L1 e L2 è differente:
1) Si impara la L2 quando si è socialmente e cognitivamente più maturi;
2) La presenza di L1 e un uso meno frequente della L2 possono rallentare il
processo di apprendimento.
Velocità-> nell’acquisizione di L1 ci sono dei ritardi per la L2 ( differenza
apparente)
Sforzo-> minore per L1 e maggiore per L2
Esito-> competenza perfetta in L1 e imperfetta in L2.
IMPARARE: ACQUISIZIONE E APPRENDIMENTO
Da una parte il processo di apprendimento della L2 può essere inteso come
Maturazione biologica
SVILUPPO e cioè come processo di (inconsapevole).
crescita sociale
Dall’altra lo si può intendere come processo di dovuta
principalmente all’esperienza e all’ambiente.
Apprendimento spontaneo > in maniera inconsapevole, autonomo e inconscio.
Apprendimento guidato > consapevole, intenzionale , in ambiente formale.
(insegnamento)
Apprendimento Misto > sia spontaneo che in classe
CONOSCERE UNA LINGUA significa Possedere una competenza linguistico-
comunicativa.
Il parlante di L1 è:
Linguisticamente competente
- > Conosce le regole della sua lingua e ha
intuizioni su ciò che è corretto ed errato; Conosce i significati linguistici,
cognitivi,affettivi e culturali delle forme linguistiche
Metalinguisticamente competente
- > è in grado di parlare della sua lingua,
di analizzarla e scomporla.
Comunicativamente competente
- > conosce le funzioni sociolinguistiche e
sa usare la lingua in un contesto;
Il parlante di L2
Non ha ancora automatizzato le operazioni mentali per la comprensione e
produzione della lingua.
Come si misura la competenza in L2?
FATTORI INTERNI FATTORI ESTERNI
Lingua materna Ambiente
linguistico
Età Input
Motivazione
attitudine
stile cognitivo
Personalità e fattori affettivi
( Il parlante di L1 dà più attenzione al CONTENUTO che alla forma.
Il parlante di L2 si focalizza maggiormente sulla FORMA. )
- L’INTERLINGUA -
Il concetto di interlingua è stato introdotto da Selinker nel 1972.
E’ la LINGUA DEGLI APPRENDENTI intesa come:
-sistema competenza (ciò che l’apprendente SA)
- sistema esecuzione individuale ( ciò che l’apprendente USA)
Essa è caratterizzata da: -Elementi corretti (cose che si sanno)
Elementi scorretti (cose che si sanno male)
Lacune (cose che non si sanno)
E’ un sistema INDIPENDENTE (sia da L1 che da L2),PROVVISORIO E
DINAMICO poiché è soggetto a cambiamenti ed evoluzioni.
L’interlingua non è da considerare come un sistema d’arrivo ma come un
comuni a tutti gli apprendenti.
CONTINUUM che si sviluppa per STADI
Ciò che può variare è la velocità di apprendimento.
L’evoluzione dell’interlingua da L1 verso L2 avviene per
TENTATIVI ed IPOTESI che implicano a loro volta degli ERRORI ovvero degli
indici di uno stadio dell’interlingua
> errori intralinguistici o evolutivi > es. bere=bevere
>errori interlinguisitici > legati alla L1
- LA MODULARITà -
Il processo di apprendimento ella L2 può essere considerato come un
complesso di processi separati ognuno dei quali costituisce un MODULO
obbedendo a principi diversi.
4 abilità linguistiche = 1) ASCOLTARE E LEGGERE > Abilita RICETTIVE
ABILITà ORALI/ 2) PARLARE E SCRIVERE > Abilità PRODUTTIVE
SCRITTE
a cui si aggiunge una quinta abilità :
l’ abilità METALINGUISTICA ovvero il saper riflettere sulla propria lingua
(produrre enunciati corretti,parlare della lingua,riconoscere gli errori…)
Essa può essere CONSAPEVOLE o “sgambetti”
INCONSAPEVOLE > es. linguaggio dei bambini > per intendere
spiedini dove dimostrano di conoscere inconsciamente le possibilità
morfologiche della lingua italiana. - CAPIRE -
- COME SI IMPARA LA L2?
Per imparare la L2 è necessario che l’apprendente abbia a disposizione degli
INPUT, ovvero qualsiasi esempio o pezzo di L2 al quale l’apprendente è
esposto. (es. film, conversazioni, testi, e-mail,musica)
Affinché l’input diventi produttivo, ovvero sia compreso, deve diventare
INTAKE. >CONTESTUALIZZATO
L’INPUT è : >STRUTTURATO
>MODIFICABILE
>NEGOZIABILE
CONTESTUALIZZATO => è DATO DA COORDINATE SOCIOLINGUISTICHE
’ , cioè
DELL INTERAZIONE dall’ambiente culturale, spazio, tempo, partecipanti,
scopo e argomento. L’input più facilmente decifrabile è
quello in cui l’ equilibrio tra informazione extralinguistica e quella
linguistica è a favore del contesto, soprattutto per
l’apprendente che ha poca competenza linguistica. Infatti, se il contesto è
ovvio, sarà più facile focalizzarsi sulla forma.
STRUTTURATO => L’input è per sua natura organizzato in strutture che sono
in parte comuni a tutte le lingue, in parte comuni a lingue specifiche.
L’apprendente di L2, cognitivamente maturo e scolarizzato,
può fare affidamento sulle sue conoscenze linguistiche, sulla conoscenza della
L1 e sulla parziale conoscenza della L2. > UNIVERSALI LINGUISTICI
Conoscenze generali del linguaggio
Sono le proprietà ricorrenti in tutte le lingue del
mondo. Non tutti sono effettivamente uguali ma
l’importante è che non siano contraddetti.
es. a livello fonologico > in ogni lingua naturale le
parole sono composte da sillabe;
a livello sintattico > segmentazione degli enunciati
in costituenti per evitare frasi ambigue.
a livello semantico > per esempio, la
denominazione di utensili non si riferisce alle loro
qualità fisiche ma all’attività che permettono di
compiere. ita= macina
ingl=grinder
Altre proprietà che aiutano a decifrare l’input sono:
La frequenza con cui le parole ricorrono nell’enunciato
La posizione che occupa nell’enunciato
La struttura prosodica dell’enunciato (ovvero la struttura ritmica della frase –
ogni lingua ha una propria struttura ritmica)
Conoscenza della L1 > aiuta poi a decifrare l’input la conoscenza della L1
Soprattutto se questa è simile o imparentata alla L2.
Conoscenza parziale della L2 > Più si capisce, più si può capire.
ciò comporta:
-Errori di segmentazione= la vagna,l’upo, lo rologio..
-Verbi psicologici= (comprensione a livello sintattico)
essi richiedono due attori: un essere animato che esperisce il sentimento e
qualcuno/qualcosa che lo causa.
SENZA INVERTIRLI
Es. A Marco piacciono i fori // Ai fiori piace Marco
Il problema può sorgere quando ci sono due attori animati.
Es. Luca affascina Marta.
MODIFICABILE => quando la lingua indirizzata agli apprendenti dai parlanti
nativi viene modificata con l’intento di renderla più intellegibile, si parla
di FOREIGNER TALK
Caratterizzato da modifiche che possono interessare tutti i livelli di analisi:
es. iperarticolazione e voce più alta a livello fonologico;
a livello lessicale= il FT sceglie parole più semplici e comuni;
a livello morfo-sintattico= enunciati meno complessi e più brevi;
a livello pragmatico= preferisce la forma allocutiva ‘tu’
strategie di semplificazione strategie di elaborazione formale
esso si basa su e
la distinzione tra le due è importante perché la sola semplificazione formale non
offre molte opportunità di apprendimento perché è qualcosa che l’apprendente
già sa. L’elaborazione formale invece offre elementi nuovi.
TEACHER TALK=> il modo di parlare degli insegnanti in classe caratterizzato da:
grammatica corretta e calibrazione sui bisogni degli
apprendenti.
NEGOZIABILE=> Se nonostante la contestualizzazione, le conoscenze
linguistiche precedenti e le modifiche formali del FT, ci sono ancora
problemi di comprensione, allora il parlante nativo e l’apprendente
possono NEGOZAZIONE DELL’INPUT
ricorrere alla
Può avvenire in vari modi: - espressioni facciali e gesti
- ripetizioni e riformulazioni
- dislocazioni
- scomposizioni e domande dirette
-verifica di comprensione
- no pronomi e avverbi
La negoziazione dell’input ne promuove la comprensione.
L’ASCOLTO
IL MODELLO PSICOLINGUISTICO DI LEVELT 1989
Analizza come si può articolare il processo di comprensione, elaborato per la
produzione del parlato in L1, adattato poi al processo di ascolto e alla L2. Esso ci
mostra in che modo la nostra mente elabora ciò che ascolta, cioè in che modo
l’input diventa intake. stringa fonetica
Il messaggio acustico è trasformato in da un primo
elaboratore:l’UDITORE.
A questo punto, il suono ascoltato è diventato un enunciato parlato che
passa poi per un secondo elaboratore, il DECODIFICATORE che grazie
struttura superficiale
all’elaborazione fonologica lo trasforma in e poi in
enunciato analizzato grazie ad un’elaborazione grammaticale.
Infine, questo viene consegnato ad un terzo elaboratore: l’INTERPRETE
che completa la comprensione. Quindi,
secondo questo modello, la comprensione del messaggio parlato si basa
su una gerarchia universale di conoscenze procedurali che operano
sulle conoscenze dichiarative e procedurali dell’ascoltatore.
Conoscenze dichiarative: lessicali e generali.
Conoscenze procedurali: si basano su 3 componenti di elaborazione:
uditore,decodificatore e interprete.
CARATTERISTICHE DEL MODELLO
AUTOMATICITà => per il parlante nativo il processo di ascolto e comprensione
è veloce ed automatico. Per un apprendente di L2 il processo è più lento, può
interrompersi o non essere efficace perché la memoria di lavoro di
sovraccarica facilmente e il parlante impiega molto tempo ad elaborare anche
ciò che già sa.
AUTONOMIA => Ogni elemento dell’elaborazione lavora in modo autonomo e
specifico.
INCREMENTALITà => tutti gli elaboratori lavorano parallelamente tra loro. Ciò
implica la necessita di una memoria di lavoro che immagazzina e conserva
l’output ricevuto dall’elaboratore precedente.
PARLARE
L’apprendimento del parlato è determinato da due principi:
Si sviluppa per stadi comuni a tutti gli apprendenti
Presenta variabilità
La prima produzione del parlato è costituita da FORMULE FISSE e BREVI PEZZI
ANALIZZATI
Formule fisse => sono pezzi di lingua non analizzati che vengono
memorizzati nella loro forma .
Es. s’il vous plait. Come ti chiami ? Grazie.
-Hanno grande importanza comunicativa;
evoluzione
-Non sono produttive ma può esserci (combinazione di
formule diverse) Es. I don’t know. I don’t know this.
errata interpretazione
-può esserci
Es. ?
Waduyu say? Waduyu came from
WADUYU non è segmentato e
analizzato ma è usato per le domande sistematicamente.
Brevi pezzi analizzati => l’analisi non ha ancora raggiunto il pieno
livello grammaticale.
Le parole ( o lessemi) non sono assegnabili a una classe morfologica.
Presentano nulla o minima flessione morfologica.
Sono parole prevalentemente di contenuto.
Seguono un ordine pragmatico-discorsivo più che sintattico.
IL LESSICO
Nell’apprendimento della L2, l’importanza del lessico è enorme, più della
grammatica. Lexical Approach,
-Lewis (1993) => secondo il suo vede la lingua come LESSICO
GRAMMATICALIZZATO e non come grammatica
lessicalizzata.
Il lessico possiede delle regolarità intrinseche e regolarità di apprendimento
possiamo considerarlo dal punto di vista QUANTITATIVO e QUALITATIVO.
Lessico dal p. di vista quantitativo =>
Da quante parole è composta una lingua?
-
secondo il Webster’s Third International Dictionary (1963), il più ampio
dizionario di lingua inglese, abbiamo in questa lingua 450 000 parole e 54 000
famiglie di parole (esclusi arcaismi, abbreviazioni, nomi propri e varianti
dialettali) Quante parole conosce un parlante nativo?
Si stima che il vocabolario di una persona adulta colta abbia circa 20 000
famiglie di parole; un bimbo scolarizzato ne apprende circa 1000 all’anno.
Quante parole deve imparare un apprendente di L2?
Primo obiettivo 3000 parole circa, le più frequenti.
Lessico dal p.di vista qualitativo =>
Conoscere una parola significa conoscerne le proprietà: struttura
morfologica, forma, pronuncia, pattern sintattico, significato, relazioni
lessicali (sinonimia,polisemia), collocazioni.
A tal proposito possiamo distinguere 3 dicotomie riguardo il lessico:
CONOSCENZA POTENZIALE vs CONOSCENZA REALE
del lessico
Parole riconosciute anche senza parole conosciute
solo dopo
averle mai incontrate prima averle incontrate
nell’input
(es.termini scientifici/tecnici)
LESSICO ATTIVO vs LESSICO PASSIVO
Ciò che si produce ciò che si riconosce soltanto
CONOSCENZA vs CONTROLLO
Rappresentazione mentale capacità di elaborare
del lessico nella memoria a il lessico durante
l’esecuzione
lungo termine SCELTA DELLE PAROLE
ESTERNI
Scelgo le parole secondo criteri E
INTERNI. L’utilità,
la disponibilità,
preferenza personale Oltre
all’influenza della L1 ci sono Criteri Formali e
Criteri Semantici - pronunciabilità
-polisemia/omonimia -similarità con altre parole
-specificità -corrispondenza suono-grafia
-opacità -morfologia e lunghezza
-idiomaticità
Una parola straniera è più facile da imparare soprattutto quando forma e
significato sono simili nelle due lingue.
SIGNIFICATO =>parola (significato+forma) > fa parte del lessico mentale
CONCETTO => fa parte dell’enciclopedia mentale
Imparare una nuova parola di L2 vuol dire impararne tutti i significati
anche se questo non implica una nuova concettualizzazione.
Kroll e de Groot (1997) => propongono due possibili modelli di
abbinamento delle parole in L1 e L2 più un altro modello per i concetti.
Associazione lessicale > attraverso le parole di L1 si accede al
concetto di L2;
Mediazione concettuale > si accede direttamente al concetto di
L2 (negli stati più avanzati dell’interlingua)
Associazione lessicale e mediazione concettuale > ci sono
connessioni tra i legami lessicali e concettuali (variano
ovviamente a seconda della competenza linguistica)
COME SI APPRENDONO LE PAROLE ?
Quali proprietà di una parola vengono apprese prima?
FONOLOGIA, SEMANTICA, PRAGMATICA, GRAMMATICA, SINTASSI
FONOLOGIA > L’apprendente tende a sostituire le strutture fonematiche
della L1 al posto di quelle simili nella L2. Nell’interferenza della L1 agiscono
anche i principi di marcatezza che favoriscono la sostituzione di elementi
marcati nella L2 con quelli non marcati della L1.
SEMANTICA > L’App. non impara subito tutti i significati delle parole ma ne
impara i significati individuali, separati e basici. I significati metaforici ad
esempio, li apprende in seguito.
PRAGMATICA > uso delle parole in un determinato contesto
es. CIAO! (adatto solo in contesti informali)
GRAMMATICA > L’apprendimento avviene per stadi comuni a tutti gli
apprendenti MORPHEME STUDIES
A tal proposito possiamo parlare dei (’70) secondo cui
alcuni morfemi compaiono in inglese con ordini fissi il cui uso e
apprendimento è lo stesso sia per gli apprendenti di L1 che di L2
-ing
-s
-be copula
-be ausiliare
-articolo … genere in italiano.
Poi possiamo parlare dell’apprendimento del
-
Secondo CHINI (1995), ciò che caratterizza il genere è l’accordo che ha
risvolti sintattici a livello sintagmatico.
Come si assegna il genere ai sostantivi? Secondo criteri fonologici,semantici
e morfologici e l’accordo sintattico si basa su una sequenza di sviluppo
implicazionale.
Egli propone inoltre il “Criterio di distanza sintattica” secondo cui più
l’elemento da accordare è lontano dall’elemento che ne controlla l’accordo,
più tardi verrà accordato nell’interlingua.
Come in morfologia, anche la SINTASSI si apprende per stadi comuni a tutti
gli apprendenti.
A tal proposito possiamo parlare della:
-sequenza di sviluppo della negazione inglese=>
La negazione è un elemento che è presente sin dai primi stadi
dell’interlingua ed è un atto universale. In inglese esso si sviluppa seguendo i
seguenti stadi:
1)la negazione è indicata con “no,not” e sono resi all’esterno della frase;
2)la negazione che diventa “don’t” non analizzato si sposta all’interno
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- Risolvere un problema di matematica
- Riassumere un testo
- Tradurre una frase
- E molto altro ancora...
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