Estratto del documento

Sunto di antropologia sociale

Docente e libro consigliato

Docente: Paolo Viazzo

Libro Consigliato: La parentela: cos'è e cosa non è, Autore: Marshall Sahnlins

Capitolo primo: Che cos'è la parentela: cultura

L'idea di Sahnlins è che la parentela sia una forma di reciprocità dell'essere, in altre parole una relazione fra persone le cui esistenze sono intrinsecamente connesse, dalla quale derivano le persone reciproche, gli esseri trans corporei, l'appartenenza intersoggettiva. Questa definizione sottintende tutte le varietà etnograficamente documentate, in cui la parentela si è costituita localmente, sia che rimandi alla procreazione, sia alla costruzione sia ad una combinazione delle due. Inoltre è applicabile anche alle relazioni interpersonali, consanguinee o affini e ai gruppi di discendenza. Infine, la reciprocità dell'essere fornisce spiegazioni logiche ad alcuni effetti dei legami di parentela (che lui chiama di tipo "mistico"), come le azioni e le sofferenze di una persona che ricadono sulle altre.

Costruttivismo

Ogni relazione definita in termini di creazione, filiazione o discendenza può essere creata anche dopo la nascita, o in modo performativo attraverso azioni culturalmente appropriate. Qualunque cosa sia stata istituita genealogicamente può anche essere costruita socialmente. È anche vero che le relazioni biologiche sono spesso preferite: due fratelli germani possono essere più "vicini" e più solidali di due fratelli per nascita. Quindi la parentela non discende dalla nascita (es. fra i To Pamona dell'isola di Sulawesi la discendenza è qualcosa che si acquisisce col tempo e con l'impegno, non con la nascita). Inoltre la riproduzione umana è estremamente variabile, spazia da forme che evocano una sorta di partenogenesi (donna mero medium e ruolo maschile non riconosciuto) o "discendenza specifica dal padre, come nel Codice dei Manu. Ci sono anche casi di matrilinearismi come nelle isole Trobriand. Quindi sia la figura madre che padre sono svalutate, ma non la figura degli antenati o delle divinità o degli spiriti, essenziali nella produzione di un essere umano, tanto che spesso si sminuisce completamente la figura genitoriale come nelle popolazioni del circolo polare.

Il legame di sangue non esiste, ma (come per gli iunpiat) dare ai bambini il nome di defunti automaticamente li rende parte di quella determinata famiglia, tanto che nel corso della propria vita un inupiat può raccogliere 4 o 5 nomi affiliandosi così a diverse famiglie. I genitori sono spariti. Nel caso dei Karembola del Madagascar fratelli e sorelle sono considerati la stessa cosa: gli uomini possono essere madri e le donne padri, niente è vietato. Nelle popolazioni della Nuova Guinea la parentela è creata dalla trasmissione di kopong, del grasso o adipe: dallo sperma del padre e dal latte materno viene trasmesso il kopong, dando così una parziale connessione tra bambino e genitori biologici, ma questo grasso è presente anche nelle patate dolci e nel maiale quindi il figlio di stranieri immigrati può diventare parente mangiandoli. Sempre in Nuova Guinea nei Maring il grasso generativo scorre nella terra defluendo dai corpi dei membri del clan e da lì nei maiali e negli altri cibi torna ai membri del clan attraverso la dieta. Stessa cosa in Nuova Caledonia dove la patata dolce è carne degli antenati. Quindi la condivisione del cibo ha la potenzialità di creare parentela.

Anche la terra è un mezzo di parentela: sia uomini che terra sono vivi e affini. Nei Jivaro in Amazzonia quello che lega padre e figlio è sì il seme trasmesso durante la riproduzione, ma soprattutto l'accudimento e la nutrizione, quindi il cibo procuratogli durante la gravidanza e dopo. Quindi anche la memoria, il ricordo dell'affettività condivida tra bambino e genitori svolge un ruolo cruciale. Vivere a fianco giorno per giorno e lo scambio reciproco di affetto sono essenziali nella parentela dei Wari' in Amazzonia. Stessa cosa per i Llngot delle Filippine e i Malays. Condividere casa, ricordi, lavorare insieme, sofferenze ecc. rende parenti.

Altre tipologie di parentela extra-natale riguardano i gruppi inuit dove, per esempio, due persone sconosciute sono fratelli se i propri genitori hanno avuto un rapporto sessuale anni prima o gli Eskimo che hanno un alto grado di flessibilità nella decisione di chi è parente e chi no. Non c'entra la consanguineità, ma la volontà di creare o distruggere un rapporto con un determinato parente. Questo metodo permette loro di scegliere chi volere come parente, ma non che rapporto avere con lui. Tutto questo mette in luce una mancanza di molti antropologi che hanno deciso di studiare esclusivamente i rapporti di parentela attraverso la consanguineità.

Schneider e Durkheim

Per Schneider non esiste la parentela in quanto sistema culturale distinto e nemmeno a fortori in quanto categoria comparativa e interculturale. Ha posizionato la parentela nell'ordine dei simboli e significati, classificandola come un artefatto dell'apparato analitico dell'antropologo. Schneider afferma che tutti gli antropologi che analizzano la parentela sono dei bugiardi, anche Durkheim. Questo fa parte di quegli studiosi che sono intenti a riportare la parentela ai fatti naturali della riproduzione biologica (posizione costruzionista). Ma Durkheim sottolinea anche una certa differenziazione della parentela dalla consanguineità e dalla genealogia: era un fatto sociale ed essendo tale doveva essere spiegata mediante altri fatti sociali, piuttosto che essere ridotta alla biologia o psicologia. Durkheim studierà gli Omaha, la loro terminologia che prevede lo stesso termine applicato alla madre, alla sorella della madre, alla sorella del padre della madre ecc. non ci si trova in questo caso davanti a pratiche di matrimonio e procreazione. Di cosa si tratta? Per Durkheim la parentela è una serie di relazioni reciproche fra individui, un partecipare l'uno all'esistenza dell'altro. I suoi studi sul totemismo rivelano infatti che per essere membro della famiglia una persona dovesse avere in sé qualcosa di totemico, che deriva in parte dalla riproduzione sessuale, ma può essere ottenuta anche attraverso tatuaggi, condivisione alimentare e patti di sangue. La sociologia della parentela di Durkheim nel totemismo, tanto bistrattata da Schneider, non ha studiato il termine totem, ma studi successivi hanno dimostrato come Durkheim avesse azzeccato il suo postulato: totem significa co-residente.

La reciprocità dell'essere

Maurice Lenhardt nelle sue missioni in Nuova Caledonia dialoga con un anziano dicendo lui che il cristianesimo ha portato loro il concetto di spirito. Ma il vecchio gli rispose che loro conoscevano già lo spirito, piuttosto il cristianesimo aveva portato loro il concetto di corpo. Batsdide commenta l'esperienza di Lenhardt: i Melanesiani infatti vedevano già se stessi come un nodo di partecipazioni: l'uomo era inserito nel suo lignaggio e nel suo totem, nella natura e nell'essere socius. I missionari hanno semplicemente insegnato loro a scindere se stessi da queste alterità al fine di scoprire la loro vera identità, dettata dai limiti del corpo. Batside descrive nei suoi studi (concentrati in Africa) la persona al tempo stesso "divisibile" e "indistinta", nel senso che molti aspetti del sé sono distinguibili negli altri, proprio come quelli degli altri sono presenti nel sé. Questa dimensione trascendente dell'individuo non fa altro che sottolineare la pluralità di elementi costitutivi della persona che lo spinge a partecipare alle altre realtà. Quindi come per i Melanesiani, anche gli Africani hanno questa visione di se stessi: se si reincarnano in un antenato hanno in loro una porzione di lignaggio, o se si associano ad un totem hanno un'anima esteriore ed interiore. Per Sahnlins questo è un sistema di parentela, ovvero un coacervo di partecipazioni intersoggettive, la reciprocità dell'essere. La parentela è quindi la stessa identità in diversi soggetti, che ovviamente si declina in varie forme e gradi, ma presi in generale, i parenti sono persone che appartengono le une alle altre, che fanno parte le une alle altre e che sono reciprocamente compresenti, persone le cui vite sono coinvolte e interdipendenti.

Un esempio che facilita la comprensione di questa reciprocità riguarda la lingua polinesiana, piena di pronomi possessivi che si riferiscono a certi parenti o a certe parti del corpo che rimandano gli uni agli altri. Anche nei verbi relating to others e being related in inglese dove i parenti sono percepiti come parte intrinseca del sé. Anche nella Rift Valley, la tribù Nyakyus ha questa visione della parentela, sia con i co-residenti di una stessa fascia d'età, quanto con i consanguinei o anche con coloro che hanno ceduto del bestiame. In molte popolazioni si ritrova questo concetto di appartenenza l'uno all'altro, che si spinge fino al vero e proprio possesso.

Strathern affermava l'esistenza della persona "dividuale", applicandola al caso melanesiano: i melanesiani, infatti, sono persone concepite tanto come individui quanto come dividui, ovvero le persone sono costituite dalle relazioni che producono, possono essere considerate dei microcosmi sociali. La persona è un ambito composito in cui confluiscono le esperienze e le relazioni con gli altri.

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 8
Riassunto esame Antropologia Sociale, docente Viazzo, libro Consigliato La parentela: cos’è e cosa non è, Autore Marshall Sahnlins Pag. 1 Riassunto esame Antropologia Sociale, docente Viazzo, libro Consigliato La parentela: cos’è e cosa non è, Autore Marshall Sahnlins Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 8.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Antropologia Sociale, docente Viazzo, libro Consigliato La parentela: cos’è e cosa non è, Autore Marshall Sahnlins Pag. 6
1 su 8
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher simosuxyeah di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Viazzo Pier Paolo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community