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Unico e molteplice per una fondazione antropologica oltre l'individualismo

Introduzione

Unitas multiplex persona umana, divisa nel suo cuore fra l’essere individuo e il partecipare alla vita assieme come con cittadino, impegni civili nell’ambito della convivenza.

Unicità nella distinzione

Arendt L’unicità nella distinzione, ogni uomo è unico e con la nascita di ciascuno viene al mondo qualcosa di nuovo nella sua unicità. L’unicità nella pluralità e nella molteplicità.

  • Unicità vuol dire essere singolare, dove la singolarità non è mai separazione ma avvicinamento all’umanità degli altri uomini.
  • Unificazione processo di personalizzazione che passa attraverso la molteplicità e pluralità come ricchezza e percorso di arricchimento.

La scelta dell’unico e molteplice riprende il tentativo di mettere in luce il fatto che gli esseri umani, in modo del tutto speciale rappresentano nello stesso tempo qualcosa di unico e di molteplice. Unico è qualcosa di emergente in e tra tutto il resto. Indica lo stile complessivo che accompagna le molteplici espressioni in cui prende forma l’essere umano e personale. L’uomo è unità pluridimensionale. L’unico si conosce grazie al molteplice e il molteplice perviene a sé stesso grazie al formarsi degli unici. Quanto più stiamo meglio o crediamo di stare meglio, tanto più crescono e si affacciano le domande che rinviano agli universali antropologi del senso. L’uomo ai nostri giorni è smarrito, avendo perduto ciò che possiamo chiamare il senso della coscienza umana, occorre un nuovo messaggio con il quale vivere con speranza e con senso. L’uomo si sente abbandonato.

Impraticabilità del modello antropologico volontaristico ecoscienzialistico

Discussione che mostra come sia incompleto il modello antropologico che ha dominato fino alla seconda metà del secolo scorso, ci sono due modi di far riferimento all’uomo: volontà e coscienza-intelletto:

  • Modello volontaristico, la volontà determina l’agire, ci sono capacità, ma non ci si impegna, manca di volontà.
  • Modello coscienzialistico, dovremmo essere consapevoli, coscienza, capire.

Esito di un radicale soggettivismo e individualismo. Unico modello antropologico: l’uomo dotato di intelligenza e volontà, da usare nella sua libertà. L’uomo è il suo logos, coincidenza tra uomo e spirito. Importante la consapevolezza e la volontà, ma non basta soprattutto tenere conto soltanto di essi perché produce una mutilazione della persona, bisogna tener conto della storia personale, relazioni inconsce e rete sociale, essere umano non è solo testa e volontà, infatti ci sono 3 integrazioni:

  1. Hegel – fenomenologia dello spirito Cerca di ricostruire e descrivere (fenomenologia), la vita dello spirito (ciò che l’uomo ha creato e messo in scena), che cosa la creazione culturale degli uomini ha prodotto. Nell’uomo non basta la coscienza, volontà, bisogna tener conto della storia personale e globale dove tu sei e sei un prodotto, conseguenza. Noi poveri di storia e di memoria storica, abbiamo carenza, perdita della memoria del significato. Tener conto che sei dentro un flusso che ha plasmato il tuo spirito.
  2. Freud - inconscio Importante non c’è solo la coscienza, volontà e storia (3 fattori evidenti e consapevoli), ma anche un pezzo di storia che tu non sei consapevole (inconscio), e la tua coscienza e volontà possono andare in tilt. L’inconscio antropologicamente detto dall’insieme di strutture simboliche che operano anche quando noi non ne siamo consapevoli, le abbiamo ereditate e funzionano in modo immediato. Struttura dell’inconscio archetipi di senso (morte, vita, male…), si trasformano i rimpianti di contenuti diversi, dipendono dal contesto dove viviamo. Tema dell’auto coscienza, non siamo padroni e sovrani di noi stessi.
  3. Marx Le strutture simboliche sono importanti però l’uomo dove vive? Dentro i rapporti sociali, materiali concreti, puoi avere coscienza, volontà ma senza risorse, soldi, lavoro, la volontà sparisce. I modi di pensare sono prodotti e risentono delle relazioni sociali. La decisione implica la volontà e la libera scelta fondata sulla conoscenza critica della propria storia, situazione personale e sociale, decisionismo, Ricoeur, atto di decidere composto dove c’è un progetto, esporsi in prima persona nel progetto, storicizzazione del valore. Hanno allargato l’idea di uomo (collegarsi al capitolo 6).

Si è sottovalutata l’importanza di esteriorizzare, perché siamo figli dell’esteriorizzazione curata, puoi essere – avere coscienza, ma se non fiorisci, esprimi, metti in gioco i tuoi talenti, rischi. L’uomo come caratteristica fondamentale ha avuto quella di mettersi in gioco, capacità, competenze, fatto di azioni, relazioni e creatività, essere dinamico.

L'uomo: essere aperto al mondo

La specie umana è caratterizzata da una nascita prematura, nascita incompiuta (essere carente), animale non definito, agiscono in lui impulsi non specializzati e non diretti, non ha alcun ambiente proprio alla sua specie Nietzsche. L’uomo utilizza l’ambiente per abitarvi, è essere culturale che modifica l’insieme delle condizioni originarie in cui si trova per potervi vivere in modo adeguato. Dislivello dell’uomo: carico di potenzialità, povero di strumenti al momento della nascita, incompiuto, incompleto, incompiutezza biologica:

  • Tempo più lungo di adattamento
  • Plasticità
  • Essere eccentrico, che nasce dal linguaggio.

Nietzsche uomo essere aperto al mondo, senza difesa, sommerso dalle stimolazioni dei segnali del mondo esterno e insicuro nella vita istintuale. L’azione è l’atto attraverso il quale l’uomo porta a compimento il suo destino.

La specie umana è costitutivamente aperta al mondo

Mondo: ambiente nel quale la specie umana vive e col quale interagisce. Gli uomini si evolvono modificandolo e modificandosi. Insieme dell’interazione della specie umana e la storia. Senso di apertura

  • Statico: è colui che è ricettivo, ogni uomo è come una finestra aperta sul mondo.
  • Dinamico: esteriorizzazione, produzione, creatività, intervento attivo.

Che significato ha questa apertura?

Interazione fra la specie umana e il suo ambiente. Esteriorizzazione significa modificare me stesso, modificando l’ambiente esterno a me. Il mondo è preesistente a noi, è un insieme di possibilità di intervento, è plastico. Abbiamo possibilità indefinite, condizionate. È una relazione dialettica Sono in relazione, subiscono una reazione. La specie umana subisce un’azione dal mondo: l’ambiente ci modella, noi effettuiamo un’azione sull’ambiente. Anche la passività è azione. Apertura al mondo, è processo di interazione reciproca tra specie umana e mondo. Qualsiasi valore trascendente è mediato da questo rapporto dialettico: mediazione dell’interazione tra specie umana e mondo. Mediazione: è azione, rapporto tra noi e mondo.

Alcune osservazioni riassuntive sul significato dell'apertura costitutiva degli esseri umani

L’uomo è aperto verso cose nuove, si trova proteso oltre ogni esperienza, situazione. È oltre il mondo, acquista senso a partire da questa prospettiva di assoluta apertura. Nell’uomo la pressione dello stimolo ha una direzione indefinita. I nostri impulsi non trovano mete determinate o oggetto determinato che le soddisfi. Gehlen obbligazione indeterminata: spinta al superamento del gradino raggiunto nella realizzazione della vita e ricerca di appagamento dei suoi impulsi. Ciò che per gli animali è ambiente, per l’uomo è Dio, compreso come meta dove ogni sforzo può trovare appagamento e dove il suo destino si compie. L’uomo cerca un senso di sé stesso, ambiente, mondo. L’apertura dell’uomo ha la sua dinamica nella ricerca di significato, nell’instancabile istanza di superamento di progetto e creazione.

Due piste di approfondimento importanti

  1. Mediazione sociale: individuo e gli altri. Il mondo è artificiale, perché modificato dall’attività di altri uomini, l’uomo vive dentro una rete di relazioni, abbiamo un rapporto mediato con la realtà oggettiva dalla presenza di altre persone, mediazione interindividuale, ha come poli due individui.
  2. Dimensione temporale: essere nel tempo. Successione dei tempi: passato, presente e futuro. Presente: rapporto passato-futuro. Memoria come nostalgia o deposito. Nostalgia: ritorno al passato a livello emotivo fantastico, come fuga. Deposito: passato come serbatoio di cose da tirar fuori al momento opportuno. Passato: non solo come deposito, ma memoria critica, alcuni fatti per noi costituiscono memoria. È qualcosa di dato, ricevuto, agisce su di noi, per ricordalo dobbiamo agirlo, ricordiamo e proiettiamo alcuni fatti al presente o futuro. Futuro: come proiezione del passato, esiste come spazio in cui sarà possibile realizzare le possibilità già presenti nel passato, non ancora realizzati.

Alcune osservazioni finali

La relazione con gli altri è l’ambiente dove l’uomo diventa uomo. Relazione con l’ambiente mediata dalla società, relazione con gli altri. L’uomo è animale che vive in società organizzata, rapporto uomo-mondo in vista dell’incompiutezza. Tutto passa attraverso la società, luogo di mediazione. Il rapporto individuo società è a livello culturale, quello uomo-mondo è naturale. L’apertura al mondo implica apertura al significato, trascendere il mondo stesso.

L'insufficienza sociale della verità nel pensiero occidentale

I nostri problemi hanno provocato certe concezioni dell’uomo che derivano da una insufficienza sociale (educati su un’idea di verità basata su principio di identità A=A) del pensiero occidentale. Mounier colloca l’individualismo come metafisica della solitudine integrale, di fronte alla verità, di fronte al mondo e agli uomini. Habermas non c’è individuazione se non in un processo di socializzazione. La lotta per il riconoscimento, non siamo sufficientemente riconosciuti, non riceviamo un riconoscimento adeguato a quel che facciamo e siamo: sentimento di essere stigmatizzati, vivere nel disprezzo e umiliazione. La logica dello scambio di doni è l’unica in grado di scongiurare per l’umanità un futuro fatto di guerra di tutti contro tutti. Ricoeur l’identità personale si costruisce tra affermazione di sé e riconoscimento reciproco.

Coscienza? Soggetto? Io?

Ricoeur osserva che le tre grandi raffigurazioni che l’occidente ha prodotto per rappresentare l’essere personale (coscienza, soggetto, io), sono figure vuote e poco fedeli alla complessità umana. Tutti noi educati sul fatto che la verità è identità, concezione che ha prodotto coscienza, soggetto, io. Uomo:

  • Soggetto più antica
  • Io Cartesio egocentrismo della cultura moderna, individualismo
  • Coscienza Kant come la concepiamo noi, si contraddice al significato della parola stessa.

Soggetto

Dai Greci ipokeimenon, ignorano l’altro (ipo: sotto, keimenon: sostanza = ciò che sta sotto, fondamenta che tengono su il resto). Soggetto in latino sub-jectum è lo zoccolo duro dell’essere umano, io sono io senso identitario che ha un’unità, io sono un soggetto senza gli altri. Concetto moderno soggetto = oggetto. Per i Greci il soggetto non era questo, corrispondeva a persona, contava il nome, identificazione della persona, se qualcuno non mi chiama per nome, io non ci sono. Non dobbiamo mai tagliare la storia, il soggetto lungo la storia ha avuto un ruolo positivo, affermare che ciascuno di noi costituisce un essere degno di essere riconosciuto fino in fondo, sono soggetto – Kant dignità non oggetto.

Io

Io definizione critica secondo Pascal, è odioso, cattivo, ma qui è anche positivo, non è soltanto affermazione egocentrica, ma unico modo per emergere, far venire fuori dall’anonimato, assumersi la responsabilità.

Coscienza

San Tommaso – coscienza deriva da cum scire, contrario del significato odierno, non posso conoscere se non con gli altri. La coscienza si costruisce educandoci con...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alessia007bergamo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di antropologia filosifica e teologica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Biagi Lorenzo.
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