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Metodi digitali (Richard Rogers)

Capitolo 1 – La fine del virtuale e la nascita dei metodi digitali

I nuovi media, o media digitali (termine latino plurale di medium), sono quei mezzi di comunicazione di massa sviluppati dopo la nascita dell'informatica e in correlazione ad essa. La distinzione tra nativo digitale e digitalizzato si fa tra oggetti, contenuti, dispositivi e ambienti che sono nati all'interno del nuovo medium e quelli che gli pre-esistevano e sono migrati verso di esso.

Tra gli anni ’80-’90 internet era considerato un regno virtuale a sé stante, oggi lo si vuole valorizzare considerandolo, non solo come oggetto di studio, ma anche come fonte. A tal fine Rogers propone di rielaborare i metodi dei dispositivi online cercando di verificare il cambiamento culturale e le condizioni sociali attraverso i dati del web, e di applicarli alla ricerca su internet sviluppando un nuovo campo di studi definito “metodi digitali”.

Seguire il medium: fare ricerca con i metodi digitali

Per poter studiare con attenzione i siti web, che spesso sono oggetti instabili che cambiano in continuazione o addirittura spariscono da un momento all’altro, bisognerebbe renderli permanenti e superare il problema di registrarli e mantenerli vivi. Un buon metodo sarebbe l’archiviazione anche se questa non permette di mantenere “vivi” i siti web.

Il link

  • La teoria letteraria dell'ipertesto: un ipertesto è un insieme di documenti messi in relazione tra loro per mezzo di parole chiave. Il World Wide Web, nato nel 1991, è stato concepito come un ipertesto globale in cui tutti i siti mondiali possono essere consultati da tutti. La pagina web è il singolo documento e la "navigazione" è il passaggio da un sito all'altro tramite i "link". Scegliendo un percorso attraverso una serie di click, l’utente dell'ipertesto diventa in un certo senso autore di una storia. Attraverso la metafora della traiettoria o del percorso, gli studiosi si concentrano su come i legami unidirezionali o bidirezionali posizionino gli attori sociali: un attore è definito “estremamente centrale”, quando c'è un'elevata probabilità che gli altri attori debbano passare attraverso di lui per entrare in contatto tra loro.
  • La teoria delle reti sociali: vede e studia la società come rete di relazioni, più o meno estese e strutturate. Il presupposto fondante è che ogni individuo (o attore) si relaziona con gli altri e questa sua interazione plasma e modifica il comportamento di entrambi. I motori di ricerca trattano i link secondo questo approccio scientometrico (e di sociologia delle reti). Il profilo degli attori può essere delineato non solo attraverso la quantità di link ricevuti e la quantità ricevuta a loro volta da altri attori, ma anche esaminando il tipo di link ricevuti ed inviati che dà la possibilità di delineare la reputazione di quell’attore.

I siti web

Fino ad oggi i ricercatori, per studiare i siti web, si sono basati sull’osservazione dei soggetti che navigano. Una delle tecniche più usate è l'eye tracking: mentre un sito si carica, gli occhi del navigatore si muovono verso l'area superiore sinistra dello schermo, conosciuta come il triangolo d'oro della ricerca. Le mappe di calore che ne risultano forniscono indicazioni utili per migliorare l'ergonomia del sito.

Un altro filone dominante è l'analisi delle funzionalità, mettendo a confronto vari siti in base al livello di interattività, con lo scopo di capire quali funzioni catturano maggiormente l’attenzione degli utenti.

Da quasi 20 anni i siti vengono archiviati sull'internet archive per essere analizzati approfonditamente in futuro. La Wayback Machine dal 2001 permette di studiare l'evoluzione delle pagine nel corso del tempo, raccogliendo una serie di immagini della pagina nelle date in cui è stata indicizzata.

Il programma digital methods ha elaborato uno strumento per ricostruire la storia dei siti, registrando delle pagine e poi mandandole in un film, nello stile della fotografia time-laps (homepage di google dal 1998 al 2007, analisi dei cambiamenti dell'interfaccia dedicato alla directory).

I motori di ricerca e le sfere

Lo studio dei motori di ricerca fu scosso dalla pubblicazione online nel 2006 delle ricerche effettuate in tre mesi da 650.000 utenti di AOL, accompagnate da commenti talvolta piccanti riguardo ai dettagli intimi che le ricerche rivelavano sugli utenti.

In ambito legale i motori di ricerca sono controllati su quello che riguarda la conservazione dei dati nelle ricerche online. Mentre in ambito politico-economico viene criticato, ad esempio il modello di Google, che fornisce servizi gratuiti in cambio di dati con cui costruire un profilo dell'utente da diffondere alle varie industrie culturali.

Inizialmente le ricerche sui motori di ricerca fornivano gli stessi risultati a tutti gli utenti, adesso invece rispondono tenendo conto delle preferenze, della cronologia e della localizzazione geografica del singolo utente. I motori di ricerca sono macchine epistemologiche, nel senso che percorrono i contenuti, li indicizzano, li memorizzano e li ordinano gerarchicamente.

Quando si pensa al web in termini di sfere, si fa riferimento in primo luogo alla sfera più conosciuta, ossia la blogosfera (insieme dei blog) e la websfera. La radice sfera contenuta nel termine blogosfera richiama idealmente la sfera pubblica, ma suggerisce anche la forma geometrica, in cui tutti i punti della superficie sono alla stessa distanza dal centro. È stato scoperto che alcune fonti sono più centrali di altre e ricevono la maggioranza di link e di visite, i siti che stanno già ricevendo attenzione ne riceveranno sempre di più. È quindi possibile analizzare quali siano le fonti che tendono a porsi al centro di una sfera e non di altre.

Web nazionali

La ricerca su internet è stata ossessionata a lungo dall'opposizione reale/virtuale. Lo studio di web nazionali non usa metodi digitali ma si basa sull’osservazione: ad esempio attraverso gli indirizzi geo-IP è possibile individuare quali siti vengono visitati più spesso nei diversi Paesi.

Studi postdemografici sui social media

I social network offrono molte opportunità per la ricerca sociale e culturale. Uno studio condotto su larga scala mette a confronto le reti sociali online con le reti sociali preesistenti nel mondo reale. Altro studio utilizza la mole di dati che le persone hanno messo online nei loro profili.

Capitolo 2: Il link e la politica dello spazio web

Nel periodo del web inteso come iperspazio, quando generatori casuali di siti web invitavano gli internauti a saltare da un sito all'altro, la cartografia era realizzata tramite i link in entrata (backlink) e presentava i siti uno di seguito all'altro, mostrando le diverse “politiche di associazione” attraverso le pratiche di linking di istituzioni, aziende e organizzazioni non governative.

Nel periodo neopluralista, quando il web era considerato come una sfera pubblica, le mappe circolari fungevano da tavole rotonde virtuali. Le mappe dei cluster (insiemi di pc connessi tra loro) permettevano di evidenziare gli spazi tematici, in cui i gruppi di attori impegnati sulla stessa tematica apparivano in posizione più o meno centrale o marginale.

Nell'attuale periodo della localizzazione, le mappe sono in grado di mostrare la distribuzione geografica della mobilitazione politica.

La morte del cyberspazio

Con l'avvento nel web degli strumenti consapevoli della localizzazione geografica (es. i motori di ricerca), il cyberspazio più che un'esperienza di spostamento diventa un'esperienza di rientro, dal momento in cui l'utente viene portato a casa di default. Il fatto che il web conosca la posizione dell'utente ridefinisce non soltanto lo spazio online, ma anche lo studio sulla “cybergeografia”. Prima che il web, per gli utenti dei motori di ricerca, fosse legato al territorio secondo una geografia della localizzazione, internet offriva forme o organizzazioni spaziali che non erano basate sulle coordinate geografiche di un luogo.

1 AOL America Online

Notti stellate: collegare singoli siti web uno all'altro (attraverso i link) nel periodo dell'iperspazio

Un link (abbreviazione di hyperlink) è un collegamento ipertestuale tra due pagine web, che serve a far spostare l'utente da un punto A (pagina web dove è inserito il link), a un punto B (pagina di destinazione o di arrivo del link). La scelta dei link prevede uno studio da un punto di vista sociologico e politico: inserire o rimuovere un link da un certo sito può essere visto rispettivamente come un atto di associazione o di dissociazione.

La trasformazione dei collegamenti da casuali a mirati, ha permesso di far emergere il loro significato. Attraverso i link le connessioni tra siti professionali, culturali e di organizzazioni emergevano in quanto legami densi di significato.

Dalla politica dei percorsi di navigazione all'autorità della lista

Le mappe di link erano concepite come mappe di percorsi di navigazione, e mostravano la distanza tra siti ufficiali e non ufficiali, tra siti seri e siti goliardici. Gli algoritmi del motore di ricerca più diffuso, trattano i link in uscita come segni di adesione più che come tappe di un percorso.

Lo spazio dei motori di ricerca e la nuova politica della sfera

Le concezioni dello spazio dei motori di ricerca e la nuova politica della sfera vengono esplorate attraverso l'analisi dei link e la loro influenza sulla visibilità e l'interazione online.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher danielademarte di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi dell'opinione pubblica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Martire Fabrizio.
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