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1) Il pensiero sistemico

Bogdanov – La tectologia: la forma organizzativa rappresenta la totalità

 delle connessioni tra le parti del sistema. I due processi organizzativi in

grado di far comprendere la stabilità e lo sviluppo di tutti i sistemi sono la

formazione (unione di sistemi per mezzo di vari tipi di legami) e la

regolazione. Una crisi organizzativa, intesa come collasso dell’equilibrio

sistemico esistente, è una transizione verso il nuovo stato di equilibrio.

Con la regolazione e l’autoregolazione, i sistemi aperti sono in grado di

agire lontano dall’equilibrio. Esistono 3 tipologie di sistemi:

1) Organizzati: il tutto assume valore maggiore della somma delle

parti

2) Disorganizzati: il tutto è minore della somma delle parti

3) Neutri: l’attività di organizzazione e di disorganizzazione si

annullano a vicenda

Vernadskij: usa l’approccio sistemico per lo studio della biosfera,

 evidenziando che essa non costituisce un fenomeno isolato influenzato

da specifiche cause, ma un sistema vivente con forti interconnessioni tra

gli organismi viventi (subsistemi) che la popolano e che ne alimentano la

vita attraverso processi di scambio

Elementi centrali del pensiero sistemico:

 1) Contesto: un sistema non può essere studiato separatamente da

esso

2) Confine: funge da filtro rispetto agli input, selezionandoli e

rendendoli omogenei rispetto al contesto

3) Modificazione strutturale: risposta adattiva del sistema rispetto al

contesto

4) Gli eventi vengono percepiti non più come manifestazioni isolate,

ma come risultato di una serie di relazioni dinamiche, di cause e

concause interrelate.

5) Ogni sistema vivente è identificato come un sub-sistema di un

sistema più esteso

6) Qualsiasi fenomeno è interpretabile grazie alle interazioni tra gli

elementi che lo compongono e con l’ambiente di riferimento

Teoria generale dei sistemi

 1) Von Bertalanffy rifiuta il pensiero riduzionistico e meccanicistico in

cui i fenomeni della vita vengono osservati ed indagati con un

approccio analitico-sommatorio: dalle componenti elementari di un

fenomeno sarebbe sempre possibile spiegarlo nella sua interezza.

2) La teoria generale dei sistemi è basata su un approccio logico-

formale (riduzionismo) oppure euristico generale (olismo) per

studiare problemi e fenomeni, ponendo una base comune a tutte le

discipline scientifiche. Gli elementi significativi sono:

Apertura e chiusura dei sistemi: con riferimento alle

 interazioni con l’ambiente, un sistema è aperto se intrattiene

con esso scambi di energia, materia e informazioni, chiuso se

intrattiene solo scambi di energia. Il funzionamento di un

sistema aperto è costituito dalla successione logica flussi in

input-trasformazione-flussi in output. I sistemi fisici chiusi

sono caratterizzati da processi irreversibili: una parte

dell’energia meccanica viene sempre dissipata sotto forma di

calore e non può essere recuperata completamente. Si entra

in uno stato di disordine crescente, in modo irreversibile:

l’entropia è la misura di tale disordine. Bertalanffy ipotizza

invece che per i sistemi aperti il disordine possa decrescere o

mantenersi costante, a seconda del prevalere della

variazione di entropia dovuta a processi irreversibili del

sistema o di quella dovuta all’introduzione di materia e di

informazioni dall’ambiente esterno. È la variazione entropica.

Omeostasi ed autoregolazione: gli organismi viventi sono in

 grado di essere vitali e stabili anche in condizioni di non

equilibrio, grazie ad un ambiente interno che risponde

adeguatamente alle sollecitazioni dell’ambiente esterno.

L’omeostasi è basata sul meccanismo dell’autoregolazione

che, fondato su scambi informativi tra sistema e ambiente

esterno, consente al sistema di mantenersi in equilibrio con

l’adattamento entro i limiti della propria struttura. Anche in

cibernetica, col meccanismo di feedback vi sono sistemi che

non necessitano di interventi di autoregolazione. Con gli

anelli di retroazione si descrivono schemi organizzativi:

messaggi, meccanismi di controllo e di retroazione si basano

su trasmissione e comunicazione delle informazioni (prima

schema di comunicazione e poi schema di controllo)

Equifinalità: è la possibilità che un sistema raggiunga uno

 stesso stato finale partendo da condizioni iniziali differenti e/o

con percorsi alternativi, diversamente dai sistemi chiusi.

Sistemi fisici: c’è coincidenza tra sistema e struttura, il

 principio di equifinalità è in relazione agli stati della

struttura

Sistemi sociali: il sistema emerge dalla struttura se

 orientato ad una specifica finalità. Ad una certa

struttura non corrisponde necessariamente un unico

sistema e un sistema nel tempo può basarsi su

strutture differenti (è fondamentale la capacità del

decisore)

3) Il pensiero sistemico non coincide con l’approccio olistico e non si

contrappone a quello analitico-riduzionistico, ma si pone in un

continuum tra loro che li concilia entrambi.

Apertura e chiusura dei sistemi sociali: Maturana e Varela classificano i

 sistemi in

1) Completamente aperti: le interazioni con l’ambiente esterno sono

incontrollate ed incondizionate, gli influssi esterni si manifestano

all’interno del sistema senza ostacoli

2) Parzialmente aperti: sono dotati di chiusura operazionale e di una

barriera (confine) all’ingresso del sistema che funge da filtro. Sono

in grado di fare penetrare solo gli influssi positivi ostacolando i

negativi. Vi è una capacità di apertura a livello strutturale e un

grado di apertura condizionato dal decisore (si distingue tra

potenzialità dell’apertura e la volonta di usufruirne da parte del

decisore in base a contingenze ed opportunità).

Il problema dei confini tra sistemi ed ambiente

 1) L’ambiente non attiene alla sfera dell’oggettività, ma è mutevole

da soggetto a soggetto. Non è una realtà alla quale adattarsi, ma

dipende dalla percezione sistemica contestualizzata dei soggetti

che osservano, nel tempo e nello spazio. L’ambiente è l’insieme di

tutti gli oggetti i cui movimenti degli attributi influenzano il sistema

e quelli i cui attributi sono mutati dal sistema

2) Il confine ed il contesto appaiono instabili, dipendenti dal rapporto

osservante/osservato e concetti soggettivi frutto di differenze

percettive. Il confine fa riferimento non solo alla struttura del

sistema, ma anche in relazione ai sovrasistemi di riferimento.

3) Il soggetto decisore, analizzando la struttura del proprio sistema e

dei sovrasistemi, pone in essere azioni di attenuazione o

amplificazione per la propria sopravvivenza, modificando i confini

tra il sistema ed i singoli sovrasistemi. Due sistemi strutturalmente

identici relazionati con lo stesso tipo e numero di sovrasistemi, non

daranno quindi necessariamente vita agli stessi risultati.

2) L’impresa nella concezione sistemica

L’impresa e il pensiero sistemico

 1) L’impresa è qualificata come sistema in relazione a 3 elementi

Presenza di più componenti, materiali o immateriali

 Interdipendenza e comunicazione tra le componenti

 Comunione verso una finalità, con le relazioni che si attivano

 in vista del conseguimento della finalità e degli obiettivi del

sistema

2) Zappa osservava che l’azienda non è una massa dissociata e non è

un accostamento temporaneo di fattori e fenomeni disgiunti, ma

una realtà operante; essa diviene di giorno in giorno, si costruisce

continuamente, si rinnova sempre nella sua struttura, si trasforma

e si manifesta sempre nei suoi processi attuati. Tutto ciò in base

alle circostanze mutevoli cui deve adattarsi.

3) L’impresa è considerata un sistema aperto, dinamico, progettato,

governato e controllato, avente una dimensione economico-sociale,

la cui attività di autoregolazione è fortemente influenzata

dall’organo di governo per avere maggiori probabilità di

sopravvivenza.

4) L’impresa genera valore differenziale usando il patrimonio di

conoscenze specifiche ereditate nella sua storia o acquisite

dall’esterno per progettare, costruire e vendere prodotti, processi e

relazioni che incorporano la sua conoscenza rendendola disponibile

per i clienti serviti

L’impresa come sistema meccanico

 1) Taylor, che propone una visione meccanicistica e deterministica

della dinamica imprenditoriale, pone enfasi sulla struttura: si ha

una parcellizzazione dei singoli movimenti nell’esecuzione dei

compiti, per giungere ad una ricomposizione dopo aver eliminato le

sequenze che ostacolano l’incremento di produttività

2) Ford, con la catena di montaggio, afferma che prodotti altamente

standardizzati con economie di scala sono sufficienti per

conquistare un mercato con una domanda eccedente di molto

l’offerta.

3) Urwick e Gubick vedono l’impresa come un sistema chiuso, una

macchina realizzata per operare secondo procedure fissate

rigidamente e deterministicamente e dal comportamento

completamente prevedibile, capace di funzionare

indipendentemente dagli stimoli esterni. L’enfasi è sulle

componenti e sulle relazioni che si instaurano tra loro nella

struttura.

4) L’impresa è influenzata dalla teoria neoclassica: operava in mercati

trasparenti e concorrenziali e poteva massimizzare il profitto

collocando sul mercato una precisa quantità di prodotto.

5) CRITICA: i limiti sono evidenti in contesti molto complessi e non si

può valutare l’impatto del fattore umano. La realtà complessa

necessiterebbe di approcci che non banalizzino le interazioni che si

generano tra una realtà organizzativa e l’ambiente in cui opera.

L’impresa come sistema organico

 1) Al pari degli esseri viventi l’impresa

Ha un ciclo di vita: concepimento, nascita, crescita, sviluppo,

 stabilizzazione, declino, morte

Assorbe dall’ambiente le risorse per la finalità di

 sopravvivenza

È dotata di struttura articolata in organi, ciascuno dei quali

 svolge attività per le esigenze vitali del sistema

Si adatta all’ambiente, con gli organi che si modificano nel

 tempo. L’ambiente seleziona le imprese che si adattano

meglio

Apprende e replica soluzioni (routines) in situazioni simili a

 quelle già affrontate, sperimentando anche soluzioni nuove

2) Esistono quindi tante modalità di progettazione che rispecchino

l’ambiente di riferimento di ogni impresa, e vi è maggiore

importanza sugli aspetti umani (partecipazione e coinvolgimento di

più individui nei processi decisionali)

3) Il tentativo è di organizzare assetti più reattivi rispetto a quelli

standardizzati del sistema meccanico, senza avere però una

necessaria contrapposizione. A seconda della complessità della

porzione di ambiente affrontata, essi possono convivere nella

stessa organizzazione

4) L’enfasi è posta sul sistema più che sulla struttura

L’impresa come sistema cibernetico

 1) È vista come sistema cibernetico nei processi di comunicazione,

feed-back ed autoregolazione impiegati nel tentativo di realizzare

macchine con capacità computazionali e di adattamento

automatico simili a quelle di un cervello.

2) L’impresa è vista come un sistema capace di autoregolarsi,

consentendo una continua retroazione di informazioni e processi

per mantenere la rotta prestabilita

3) L’abilità dell’organo di governo sta nel:

Ridurre al minimo gli scostamenti dai traguardi fissati

 Cambiare eventualmente rotta se l’obiettivo o il meccanismo

 di autoregolazione non sono più compatibili con la

sopravvivenza

4) LIMITI:

Gli scostamenti sono imputabili a diverse cause di origine

 diversa, da individuare e rimuovere

Esiste una rigidità di sistema (vincoli e regole) per dotazione

 strutturale e per dinamica intersistemica

Si potrebbe essere costretti a sostenere adeguamenti esterni

 all’intervallo di elasticità della struttura, rendendo necessarie

trasformazioni e ristrutturazioni

L’impresa come sistema autopoietico

 1) L’autopoiesi qualifica i sistemi che attuano una produzione in senso

biologico, come le cellule e gli organismi viventi superiori, ed ha:

Individualità: capacità di esistere indipendentemente dalla

 presenza di un osservatore esterno

Autonomia: capacità di mantenere inalterata nel tempo

 l’organizzazione indipendentemente dall’influenza e dalle

finalità del contesto

Unità: confini precisi dovuti sia alla presenza di un

 osservatore esterno in grado di rilevarli sia all’autonomia del

sistema

Chiusura operazionale: i processi sono autosufficienti per

 attivazione e controllo e non esistono input o output

Mancanza di finalismo: autogenesi, una serie di stadi

 embrionali per dare origine all’individuo di una specie

2) Il sistema è capace di produrre i propri componenti rigenerando

continuamente la propria organizzazione grazie a processi interni

(decisionali e cognitivi) che lo rendono autonomo dal contesto. Non

esistono output.

3) LIMITI:

L’impresa da osservato diventa soggetto osservante,

 prospettiva inconciliabile

L’organo di governo si annulla, quando invece dovrebbe

 essere dotato di massima responsabilità e poteri decisionali e

decidere di percorrere nuove rotte o correggere quella

prestabilita

L’impresa come sistema cognitivo

 1) Denominatore comune è la produzione di conoscenze, quindi

l’impresa è vista come un processore di dati, produttore e diffusore

di conoscenza. Sono necessarie due analogie:

Semantica trasparente: un’intuizione o una proiezione della

 mente può essere riprodotta combinando simboli e regole

Capacità di realizzare processi di generazione, trasferimento

 ed utilizzo della conoscenza, rendendo necessaria una

particolare configurazione strutturale

2) LIMITE: non sempre l’impresa riesce ad emulare la struttura

cerebrale né riesce a simulare i processi di generazione della

conoscenza

L’apertura ed i flussi di interscambio con l’ambiente

 1) L’impresa è un sistema

Parzialmente aperto: regola il flusso di energia, materia ed

 informazione

Constestualizzato: immerso in sovrasistemi dell’ambiente di

 riferimento con i quali intesse relazioni

Dinamico: entità e qualità delle interazioni con l’ambiente

 esterno variano nel tempo

2) Il grado di apertura dipende da fattori connessi alle esigenze di

sopravvivenza, compatibilmente con i vincoli imposti e le

opportunità concesse dal contesto, e dipende dall’organo di

governo che lo decide (anche in base ai suoi valori culturali e

imprenditoriali) in relazione ai sovrasistemi di riferimento

3) Con i flussi in entrata l’impresa alimenta la propria energia

trasformando le risorse acquisite all’esterno in capacità. L’energia

viene poi arricchitta attraverso un processo interno dal quale

scaturiscono le competenze, che concorrono a definire i flussi in

uscita

4) I flussi in uscita sono i prodotti, realizzati da un apparato che

accumula e consolida le conoscenze acquisite nel tempo e le

impiega al momento di realizzare i prodotti.

5) Il prodotto può essere tangibile o intangibile, incorpora e veicola il

patrimonio di capacità, la cultura tecnica, organizzativa ed

economica dell’impresa

L’impresa contestualizzata

 1) In un’economia complessa l’impresa trae la capacità di innovazione

e di sviluppo non solo dalle proprie forze ma anche dalle

opportunità di cooperare ed acquisire competenze e conoscenze

specifiche dall’esterno, interagendo ad esempio anche con le

istituzioni

2) L’ambiente è la sintesi di sovrasistemi, e l’impresa si modifica nel

tempo reinterpretandolo con rinnovati schemi concettuali.

3) L’impresa è un sistema di livello L, la cui esistenza è motivata dalla

continua ricerca della risonanza con i sistemi di livello L+1,

riferendosi al mutuo adattamento sulla base di processi di

assimilazione dell’impresa (da parte dell’ambiente) e di costruzione

del proprio ambiente (da parte dell’impresa)

4) La possibilità di sopravvivenza dell’impresa e la sua capacità di

generare valore sono determinate non solo dalla sua struttura e

dalla sua capacità e risorse disponibili, ma anche dalle relazione e

dalle interazioni con il contesto ambientale

Ambiente generale: manifesta un impatto indiretto ed è identificato da

 elementi geoterritoriali, demografici, socio-economici, politici, culturali e

tecnologici

Ambiente transazionale: vincoli, condizionamenti ed opportunità hanno

 un impatto diretto, costituendo il luogo figurato in cui l’impresa attua

scambi di risorse rilevanti per la sua sopravvivenza. È quindi

caratterizzato dalla presenza di soggetti, entità e sistemi con i quali

l’impresa intrattiene rapporti di scambio (transazioni)

Dinamica e percorso evolutivo del sistema

 1) L’evoluzione del sistema è scandita da stati di equilibrio dinamico

in quanto l’apertura del sistema, con la continua immissione ed

emissione di conoscenza, e con i concreti rapporti tra le

componenti della struttura e l’azione di governo, fanno si che ogni

stato di equilibrio raggiunto rappresenti quasi il presupposto per la

ripresa del percorso evolutivo

2) Le nuove forme di comportamento e le nuove configurazioni della

struttura dipendono quindi dall’

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mattsilv90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale o del prof Formisano Vincenzo.
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