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L’adozione della moneta unica ha imposto ai paesi aderenti il rispetto di stringenti vincoli di bilancio per

risanare la spesa pubblica comunitaria.

In merito al modello di finanza pubblica adottato ciò ha comportato un graduale trasferimento di funzioni

dalle amministrazioni centrali a quelle periferiche e un conseguente aumento della capacità impositiva

delle amministrazioni locali, al fine di coprire i nuovi oneri.

e) Sistema di tesoreria: la gestione dei flussi finanziari è effettuata da un ente terzo (tesoriere) e ciò

vincola rigorosamente la gestione del denaro pubblico. Il tesoriere effettua i pagamenti disposti

dall’amministrazione a favore di cittadini e imprese e incassa i pagamenti dovuti alle medesime.

Nel nostro ordinamento, il ruolo di tesoriere dello Stato è svolto dalla Banca d’Italia.

Le aziende non Profit (ANP)

Le aziende non profit sono una classe eterogenea di aziende, con finalità diverse. Queste costituiscono il

terzo settore, rappresentato dall’insieme degli operatori economici che, utilizzando forme giuridiche di

carattere privatistico (cooperazione sociale, volontariato organizzato, fondazioni ecc.) producono beni o

servizi destinati a soddisfare bisogni di carattere sociale.

Ciò che caratterizza le ANP è, innanzitutto, il non essere emanazioni dello Stato o sue componenti; esse,

spesso, nascono dall’incapacità del settore pubblico di dare risposta efficace ed efficiente a determinati

bisogni.

Inoltre, le ANP sono caratterizzate dall’operare in assenza di “scopo di lucro” e ciò le rende estranee dalla

logica del profitto. La ricchezza prodotta è destinata, infatti, a essere reinvestita nell’azienda medesimo;

possiamo quindi dire che le aziende non profit agiscono secondo una logica “pubblica”.

Il valore di riferimento delle aziende non profit è generalmente legato ad una visione solidaristica: esse

creano valore aggiunto “sociale” e “culturale”, in termini di diffusione di valori coerenti con la propria

mission.

Le ANP contano su forme di contribuzione volontaria, sovvenzioni pubbliche o agevolazioni, possibilità di

attrarre al lavoro personale volontario.

Una classificazione può esser fatta distinguendo le ANP in base alla realizzazione, o meno, di un’attività di

produzione.

Fanno parte delle ANP che non realizzano un’attività di produzione le fondazioni pure che hanno come

scopo la promozione delle arti e il sostegno di propositi caritatevoli. Esse hanno a disposizione, per i

perseguimento delle loro attività, un patrimonio a loro assegnato dai soggetti che le costituiscono. (es:

Fondazione Bellonci per il Premio Strega, ha come obiettivo la diffusione della letteratura italiana all’estero)

Le ANP che realizzano attività di produzione si distinguono in base al loro scopo:

o Appagamento dei bisogni essenziali dei fondatori: sorgono per soddisfare l’appagamento di quei

bisogni non garantiti dal pubblico e nemmeno dal privato o per il perseguimento di valori etici o

morali o, ancora, motivi di carattere ricreativo e culturale.

Es: Gruppo Abele (2011: ricavo 7.7 milioni, circa 700 dipendenti), Fondazione Banco Alimentare

(2011: 5 milioni di proventi).

o Produzione destinata a beneficio di date persone o dell’intera collettività: senza ricevere alcun

controprestazione, in modo gratuito, per persone che vivono in condizioni di disagio oppure sulla

base di scambi economici di mercato (imprese sociali).

La cooperazione sociale: in Italia vi sono circa 14000 cooperative sociali che impiegano più

di 300mila dipendenti.

In base all’osservazione delle modalità di reperimento dei mezzi finanziari, vi sono ANP:

o Donative: ricevono la maggior parte delle risorse sottoforma di sovvenzioni, donazioni o contributi

volontari.

o Commerciali: ottengono la maggior parte delle entrate da prezzi e tariffe pagati dagli utenti.

LA FORMA GIURIDICA DELLE AZIENDE, cap. 3

Generalità

Con la sua attività l’impresa assume degli obblighi e acquisisce dei diritti. Il soggetto titolare dei diritti e

degli obblighi (soggetto giuridico) può essere:

o Persona fisica: l’attività d’impresa viene svolta da una persona che si assume rischi e risultati di tale

attività.

o Soggetto collettivo: l’attività d’impresa viene svolta da più persone che si assumono con modalità

differenti rischi e risultati di tale attività.

Il sistema giuridico stabilisce un connubio indissolubile fra chi rischia e chi decide nell’impresa.

Si parla, perciò di:

o Impresa individuale: il soggetto giuridico è una persona fisica, l’imprenditore, che apporta il suo

lavoro, i suoi capitali e rischia, nel caso in cui non riesca a far fronte con i ricavi agli impegni assunti,

il suo patrimonio familiare.

o Società (o impresa collettiva): l’impresa è esercitata collettivamente da una pluralità di persone. Le

persone fisiche possono portare come fattori a remunerazione residuale capitale sottoforma

monetaria, capitale sottoforma di beni o lavoro. Tali persone sono qualificati come soci. I soci

possono gestire direttamente o indirettamente (nominando amministratori) l’azienda.

A seconda della tipologia di società, il rischio assunto dai soci può concretizzarsi o meno, oltre che

nella perdita della remunerazione e del capitale apportato, anche nel coinvolgimento del

patrimonio personale.

I tipi di società regolati dalla legge italiana sono:

o Società di persone (art. 2251-2324 del Codice Civile)

1) Società semplice (s.s.)

2) Società in nome collettivo (s.n.c.)

3) Società in accomandita semplice (s.a.s.)

o Società di capitali (art. 2325-2510 del Codice Civile)

1) Società per azioni (s.p.a.)

2) Società in accomandita per azioni (s.a.p.a.)

3) Società a responsabilità limitata (s.r.l.)

o Società mutualistiche (art. 2511-2548 del Codice Civile)

1) società cooperativa (s.c.)

2) mutua assicuratrice

Le società di persone

La società semplice, la società in nome collettivo e la società in accomandita sempre sono classificate come

società di persone.

SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO SOCIETÀ IN ACCOMANDITA SEMPLICE

Tutti i soci hanno diritto ad amministrare la società. Esistono due categorie di soci:

o accomandatari: amministrano la società

o accomandanti: hanno il divieto di ingerire

nell’amministrazione

Autonomia patrimoniale: la società è titolare di diritti e di obblighi

Autonomia imperfetta: nel caso in cui la società non I soci accomandanti non rispondono con il proprio

è in grado di far fronte agli impegni assunti (e un patrimonio personale.

creditore della società lo dimostri) ne I soci accomandatari rispondono, invece, con il

risponderanno i soci. proprio patrimonio personale.

Nelle società di persone il fattore produttivo apportato dai soci può essere sia il lavoro, sia il capitale,

sottoforma monetaria e/o di altri beni. Non vi è un obbligo di apporto minimo da parte dei soci: ogni socio

deve apportare unicamente ciò che viene stabilito all’atto costitutivo della società. L’atto costitutivo

stabilisce la partecipazione agli utili e la modalità con cui ciascun socio partecipa all’amministrazione

dell’azienda.

La società semplice può essere titolare unicamente di una società agricola.

Il bilancio delle società di persone è un documento interno della società e rappresenta la base su cui

calcolare le quote spettanti a ciascun socio.

Le società di persone sono soggette ad un regime di pubblicità costituito dal registro delle imprese. In esso

vengono indicate le informazioni relative alla società:

o ragione sociale

o oggetto sociale: attività per la quale è stata costituita la società

o sede legale: luogo nel quale i soci stabiliscono di svolgere inizialmente l’attività amministrativa

o identità dei soci e loro quote di partecipazione: i criteri di ripartizione degli utili sono determinati

liberamente fra i soci. Unico divieto è il patto leonino, per cui vi sia grande disparità fra l’apporto di

ciascun socio e la sua partecipazione agli utili.

o capitale sociale e conferimenti effettuati: valore attribuito ai conferimenti di denaro o altri beni da

parte dei soci.

Il capitale sociale è ben distinto dal patrimonio netto/capitale netto, rappresentato fra la differenza

tra ciò che l’azienda possiede in un momento detto attività e i suoi debiti o altri impegni nello

stesso momento, detto passività.

o soci che amministrano e rappresentano la società

o eventuali modificazioni dell’atto costitutivo

Le società di capitali

Nelle società di capitali il fattore produttivo apportato dai soci può essere denaro o beni valutabili.

Tali società sono caratterizzate da un’autonomia patrimoniale perfetta poiché per gli impegni assunti

dalla società risponde unicamente a società stessa e i soci non sono responsabili; alla società di capitale

è attribuita personalità giuridica, cioè la società è come se fosse una persona fisica, titolare di obblighi e

diritti, completamente distaccata dalle persone dei suoi soci.

Ciò comporta:

o la presenza di una pluralità di organi: assemblea dei soci, organo di gestione, organo di controllo.

o la necessità di un capitale minimo

o la pubblicità sull’andamento aziendale

I soci non hanno diritto naturale ad amministrare l’azienda bensì a gestirla direttamente attraverso la

partecipazione ad assemblee ordinarie (nomina degli organi e degli amministratori, approvazione del

bilancio, destinazione dell’utile ecc.) e straordinarie.

Poiché il capitale di rischio proviene da diversi soci, le assemblee decidono a maggioranza e, spesso,

sono richiesti quorum più elevati per le decisioni straordinarie.

L’organo di gestione che amministra la società è nominato dall’assemblea ordinaria. Sono previsti due

tipi di organo amministrativo:

o amministratore unico: tutta l’amministrazione dell’azienda è affidata ad una persona sola

o consiglio di amministrazione (CdA): l’amministrazione dell’azienda è affidata a due o più persone.

Il CdA prende le decisioni a maggioranza e, talvolta, all’unanimità. Ogni decisione è poi verbalizzata

sul libro dei verbali del CdA e verrà rappresentata all’esterno dal membro a cui è affidata la

rappresentanza legale.

Il CdA può, inoltre, delegare ad un nucleo ristretto di persone, il comitato, le decisioni oppure ad

una o più persone disgiuntamente, gli amministratori delegati. A differenza degli organi collegiali,

l’amministratore unico o l’amministratore delegato, oltre ad assumere le decisioni, rappresentano

all’esterno la società per le decisioni da loro assunte.

Le società di capitali devono, inoltre, avere un organo al quale affidare il controllo, che può essere:

o collegio sindacale: è composto da tre membri che hanno il compito di controllare l’operato degli

amministratori. Nelle s.r.l. e nelle S.p.A. di piccole dimensioni tale organo ha anche il controllo

contabile.

Nelle S.p.A. di grandi dimensioni vi è un quarto organo, la società di revisione o revisore legale dei

conti, che ha il compito di controllare la contabilità ed esprimere un giudizio sul bilancio.

o sindaco unico (s.r.l.).

La somma dei conferimenti dei soci conferisce il capitale sociale. Poiché i creditori i una società di capitali

possono rivalersi unicamente sui beni della società stessa è fondamentale il monitoraggio continuo del

patrimonio sociale (definito patrimonio minimo della società) al fine di tutelare i creditori. Se il patrimonio

della società diventa inferiore al capitale sociale, è obbligatorio comunicare all’esterno, attraverso la

riduzione del capitale per perdite, che la differenza tra attività e passività iniziale esiste solo parzialmente.

Qualora il patrimonio scenda sotto il capitale minimo e i soci non lo ricostituiscano, la società dovrà

sciogliersi.

Essenziale è il bilancio, redatto annualmente e pubblicato nel registro delle imprese.

Società per azioni (S.p.A.)

È la forma societaria tipica di aziende di medie-grandi dimensioni.

Il capitale sociale è suddiviso astrattamente in parti uguali, le azioni, che facilita la negoziabilità delle

partecipazioni da parte dei soci, chiamati azionisti.

Nelle società per azioni quotate, il prezzo delle azioni è fissato quotidianamente dal mercato di Borsa

(prezzo di negoziazione). Nonostante il capitale conferito resti vincolato fino alla liquidazione della società,

gli azionisti possono vendere le proprie azioni ad un terzo.

L’atto costitutivo, redatto dal notaio, deve contenere: identificazione di ogni socio e numero di azioni

possedute, la sede della società, il totale del capitale sottoscritto e versato, l’oggetto sociale, il valore dei

crediti e beni conferiti, il numero/valore nominale/ modalità di emissione e circolazione delle azioni, le

norme di ripartizione degli utili, i benefici accordati ai soci fondatori, il sistema di amministrazione, il

numero degli amministratori e il loro potere, il numero dei componenti del collegio sindacale, la nomina di

amministratori/sindaci/revisore legale, la durata della società.

Società in accomandita per azioni (s.a.p.a)

Società adatta nei casi in cui si voglia garantire una continuità nella governance dell’azienda.

Vi sono due categorie di azionisti:

o azionisti accomandatari: sono illimitatamente responsabili di tutte le obbligazioni assunte dalla

società nel periodo in cui rivestivano la qualifica di amministratori. Per via di tale responsabilità, gli

azionisti accomandatari hanno diritto a far parte dell’organo amministrativo dell’azienda e possono

essere revocati solo da un’assemblea straordinaria.

o azionisti accomandanti.

Società a responsabilità limitata (s.r.l.)

Sono adatte alle imprese a ristretta base societaria, spesso a struttura famigliare, e pertanto hanno

struttura meno rigida e più adattabile alle esigenze dei soci. Esse affiancano al modello delle società di

capitali quello delle società di persone: le assemblee sono più snelle, è possibile l’amministrazione

congiunta/disgiunta da parte dei soci, l’organo di controllo non è necessario per le società con capitale

inferiore a 120.00 euro o con ridotte dimensioni, il controllo contabile è affidato al collegio sindacale o al

sindaco unico. Infine, il capitale minimo è 10.000 euro e non può essere diviso in azioni; ogni socio avrà una

quota.

Le società mutualistiche

Nelle società mutualistiche lo scopo dei soci è quello di conseguire direttamente un lucro soggettivo, ossia

un vantaggio economico diretto attraverso lo svolgimento dell’attività di azienda. Questo vantaggio può

essere una retribuzione più elevata (cooperative di lavoro), la vendita ad un prezzo più elevato dei propri

prodotti (cooperative agricole, di pesca ecc.), nella possibilità di acquistare articoli a prezzo inferiore a

quello di mercato. L’impianto formale può essere quello delle S.p.A. (società cooperative per azioni) o delle

s.r.l. (società cooperative a responsabilità limitata). Il voto dei soci avviene per capi (un voto per ogni socio)

e la ripartizione degli utili prevede dei vincoli di accantonamento molto superiori.

GLI ASPETTI SOCIALI DELL’AZIENDA, cap. 4

L’azienda sistema sociale

L’azienda, nell’espletare in modo economico le sue funzioni “sociali” (ossia rivolte al soddisfacimento dei

bisogni dell’uomo e della società) non può avere conseguenze “antisociali” derivanti dal suo

comportamento, né sul piano dei rapporti esterni, né su quello dei rapporti interni.

Si rendono, così, concreti il ruolo sociale dell’azienda e le sue responsabilità verso la collettività, derivanti

dalle scelte operate dal management.

Il sistema degli interlocutori sociali: gli stakeholder

L’azienda può essere vista come un sistema aperto, all’interno del quale si instaurano relazioni con

molteplici soggetti/gruppi di soggetti.

Si possono, pertanto, delineare interessi “istituzionali”, che riferiscono ai prestatori di lavoro di ogni tipo e

ai conferenti di capitale, e interessi “non istituzionali”.

Tutti i soggetti che sono legati o meno da interessi all’attività, e che quindi condizionano oppure sono

condizionati da queste, sono detti stakeholder (stake = posta). Riassumendo, gli stakeholder sono i gruppi

verso i quali l’azienda è responsabile.

Non tutti gli interessi degli stakeholder hanno, tuttavia, stessa rilevanza e sollecitazione per l’azienda.

Innanzitutto, si pone in analisi la legittimità delle aspettative, basata su un contratto, su uno scambio o su

un diritto morale. Successivamente, si analizza il grado di rilevanza delle risorse apportate (potere dello

stakeholder) ed in base al grado di urgenza con cui gli interlocutori rivendicano attenzione.

Gli stakeholder possono essere divisi in:

o primari: ripongono aspettative assolute nel rapporto con l’impresa e sono essenziali per la

realizzazione degli scopi di questa.

o secondari: non sono essenziali per l’impresa poiché non sono direttamente in trattativa con essa.

o a carattere derivativo: esercitano un potere “radicale” perché, talvolta, sono in grado di influenzare

l’opinione pubblica a favore o contro l’azienda (stampa, attivisti ecc.).

Il benessere degli stakeholder rappresenta, a lungo termine, la chiave per il successo e la sopravvivenza

duratura dell’impresa.

Occorre, inoltre, considerare l’insieme di altri benefici che concorrono a garantire condizioni

ottimali per l’impresa (dalla “buona reputazione alla non conflittualità con i dipendenti) e che formano il

cosiddetto capitale sociale.

La responsabilità sociale dell’impresa nelle sue varie forme

L’agire responsabile dell’impresa si esplica in problematiche legate alla sfera sociale o

ecologica/ambientale.

L’attitudine di un’impresa a considerare nei processi decisionali ogni aspetto dei potenziali influssi

sull’ambiente circostante è detta Corporate Social Responsability (CSR).

Sotto il profilo di osservazione di tipo ecologico-ambientale il rapporto tra l’impresa e l’ambiente riguarda

gli impatti dei consumi di risorse utilizzate nei processi di produzione/trasformazione economica e gli

impatti produttivi legati all’uso dei prodotti. Il processo d’interazione tra ambiente e impresa è

rappresentabile come un vero circuito di continuo scambio reciproco.

Le azioni finalizzate alla riduzione dei consumi e alla riduzione degli impatti ambientali sono, tuttavia,

strettamente legate a miglioramenti dell’efficienza produttiva (cosiddette soluzioni win-win, che realizzano

un doppio risultato).

In merito alla dimensione sociale, la responsabilità delle aziende è legata agli impatti dell’organizzazione sui

sistemi sociali in cui opera (risorse umane, responsabilità legate ai prodotti ecc.).

L’etica nel governo e nel management delle aziende

Il termine “etica d’impresa” (business ethics) si riferisce ai principi che sottintendono alle scelte prese

quotidianamente per la corretta gestione dell’azienda. Lo studio dell’etica aziendale è riconducibile allo

studio di come le aziende affrontano il problema etico mentre cercano di conseguire i loro equilibri.

I problemi etici della conduzione dell’azienda possono essere analizzati in base all’influsso che le scelte ad

essi connessi hanno sugli equilibri economico-finanziari dell’azienda stessa:

1) Soluzione ottimale: i comportamenti eticamente corretti influenzano positivamente gli equilibri

aziendali

2) Un atteggiamento eticamente positivo può avere un peggioramento delle condizioni di equilibrio

del sistema

3) Un comportamento eticamente scorretto può avere, per un breve periodo, influenze positive

sull’azienda

4) L’atteggiamento non etico si ripercuote negativamente sul sistema aziendale. Oltre al

deterioramento della reputazione dell’azienda, ciò può causare anche risarcimenti e/o oneri legali.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Economia e commercio
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SerenaSoldan54 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Cantino Valter.

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