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GLI EQUILIBRI ECONOMICO-FINANZIARI DELLA

GESTIONE, cap. 6

Premessa

La costituzione di un’impresa presuppone il conferimento di capitale da parte dei soci fondatori.

L’impresa si finanzia chiedendo il denaro ai soci o a soggetti terzi e investe il denaro ottenuto in

beni materiali.

In ogni momento è possibile esaminare l’aspetto patrimoniale della gestione, ossia gli investimenti

e le relative modalità di finanziamento dell’azienda.

La gestione d’impresa genera conseguenze:

- Economiche, in termini di ricavi e costi aspetto ECONOMICO

- Finanziarie, in termini di entrate e uscite monetarie aspetto FINANZIARIO

L’aspetto economico della gestione

Acquisizione dei fattori produttivi:

- esborso (aspetto finanziario): l’uscita di disponibilità liquide può essere immediata oppure,

nel caso di una dilazione del pagamento, dare origine ad un debito.

- costo (aspetto economico): rappresenta la remunerazione che l’impresa eroga ai soggetti

portatori dei fattori produttivi.

Vendita di beni e servizi:

- ricavo (aspetto economico) : rappresenta il valore dei beni e dei servizi venduti ai clienti.

- incasso (aspetto finanziario): l’entrata di disponibilità liquide può essere immediata o dare

origine a un credito.

Le imprese periodicamente mettono a confronto i ricavi ottenuti con i costi sostenuti. L’insieme

delle operazioni avvenute nel periodo preso a riferimento (periodo amministrativo) è detto

esercizio. REDDITO NETTO D’ESERCIZIO = RICAVI – COSTI

Positivo: UTILE d’esercizio

Negativo: PERDITA d’esercizio

La gestione delle imprese è continuativa: la determinazione del reddito d’esercizio richiede di

individuare tutte le operazioni che si riferiscono al periodo amministrativo in questione anche se

alcune potrebbe non essersi ancora concluse. Per quanto riguarda i fattori produttivi, la

determinazione del reddito d’esercizio richiede di considerare solo i costi produttivi consumati

dall’esercizio e non quelli acquistati ma non ancora consumati. I fattori produttivi acquistati ma non

ancora consumati rappresentano investimenti ancora in essere.

In economia aziendale solo i fattori produttivi la cui remunerazione è prefissata sono considerati

costi. Se un fattore produttivo ha una remunerazione non prestabilita bensì ancorata ai rischi

dell’impresa la sua acquisizione non dà origine ad un costo; si tratta, infatti, del fattore produttivo

capitale (capitale proprio o di pieno rischio).

Il documento nel quale si illustrano tutti i ricavi e tutti i costi generati da un’impresa durante un

esercizio è detto Conto Economico.

L’aspetto finanziario della gestione

La differenza tra le entrate monetarie originate dal flusso dei ricavi e le uscite monetarie

determinate dal flusso dei costi determina l’autofinanziamento dell’impresa. Tale differenza è

anche denominata “flusso di cassa generato dalla gestione reddituale”.

Quando l’impresa necessita di risorse finanziarie al di là di quelle generate dalla gestione

reddituale può far ricorso al capitale proprio oppure capitale di terzi.

Il capitale proprio è quello apportato dall’imprenditore o dal socio, definito anche di “pieno

rischio”. L’impresa corrisponde ai soci la remunerazione del capitale proprio, sotto forma di

dividendi; si genera un’uscita monetaria.

Il capitale di terzi è invece ottenuto dall’impresa da soggetti terzi, con il vincolo del credito e,

perciò, anche detto capitale “di credito”. Si tratta di denaro che viene prestato all’impresa che

genera sia un obbligo di remunerazione sottoforma di pagamento di interessi passivi sia un obbligo

di rimborso. Il soggetto che solitamente presta denaro all’impresa è la banca. Il rimborso dei

finanziamenti ottenuti da terzi genera uscite monetarie.

Per quanto riguarda le entrate, esse si generano anche all’atto della vendita di impianti, brevetti,

macchinari ecc; l’entrata monetaria è generata dal disinvestimento dei beni oggetto di vendita.

FLUSSO DI CASSA DEL PERIODO = ENTRATE MONETARIE – USCITE MONETARIE

Positivo: INCREMENTO delle disponibilità liquide

Negativo: DECREMENTO delle disponibilità liquide

Il documento nel quale s’illustrano le entrate e le uscite generate da un’impresa durante un

esercizio prende il nome di Rendiconto Finanziario.

L’aspetto patrimoniale della gestione

L’aspetto patrimoniale della gestione è relativo al patrimonio, ovvero alla ricchezza di cui l’impresa

è titolare in un determinato momento.

Il patrimonio dell’impresa è costituito da investimenti quali immobili, macchinari, crediti, brevetti,

titoli, magazzino, crediti.

Il capitale proprio dell’impresa viene anche denominato patrimonio netto.

PATRIMONIO NETTO = ATTIVITÀ – PASSIVITÀ

Il documento nel quale si illustrano tutte le attività (investimenti), le passività (finanziamenti da

terzi) e il patrimonio netto di un’impresa è detto Stato Patrimoniale.

Le relazioni tra l’aspetto economico, finanziario e patrimoniale

All’inizio di un esercizio, l’impresa ha una determinata situazione patrimoniale. Successivamente,

durante il periodo amministrativo, l’impresa pone in essere tutta una serie di operazioni di gestione

che hanno conseguenze economiche e finanziarie. A fine del periodo, la situazione patrimoniale

finale sarà diversa dalla situazione patrimoniale iniziale. Anche il patrimonio netto si è modificato:

l’impresa ha generato un reddito d’esercizio.

PATRIMONIO NETTO alla fine dell’esercizio = PATRIMONIO NETTO ALL’INIZIO

DELL’ESERCIZIO + RISULTATO D’ESERCIZIO

L’equilibrio economico, finanziario e patrimoniale

L’equilibrio economico si ha quando il flusso dei ricavi è durevolmente in grado di fronteggiare il

flusso dei costi. Per un soddisfacente equilibrio economico è necessario che il risultato d’esercizio

non solo sia positivo, ma sia anche in grado di garantire un’adeguata remunerazione ai soggetti il

cui compenso è legato al risultato stesso (azionisti ecc.).

L’equilibrio finanziario si ha, invece, quando il flusso delle entrate è costantemente in grado di

fronteggiare il flusso delle uscite. L’equilibrio finanziario deve essere perseguito in ogni momento

della gestione; se ciò non avviene, l’impresa si troverà nel cosiddetto “stato di insolvenza”.

L’equilibrio finanziario concerne anche la relazione tra gli investimenti aziendali esistenti in un dato

momento e le modalità di finanziamento di questi. La situazione finanziaria è equilibrata quando le

caratteristiche degli investimenti e dei finanziamento sono tra loro omogenee.

L’equilibrio patrimoniale è rappresentato dalla relazione esistente tra le fonti di finanziamento,

esaminate in base alla loro “provenienza”. È importante, inoltre, che vi sia equilibrio tra le fonti di

finanziamento da rimborsare a scadenze prestabilite e che generano il pagamento degli interessi e

il patrimonio netto.

Non esiste un parametro oggettivo per stabilire l’equilibrio tra patrimonio netto e finanziamenti; lo

squilibrio, tuttavia, è massimo quando l’impresa non ha più capitale proprio o, addirittura, si trova in

una situazione di deficit patrimoniale.

L’economicità, la liquidità e la solidità patrimoniale

L’economicità si riferisce ad un’impresa durevolmente in stato di equilibrio economico, in grado,

perciò, di garantire un’adeguata remunerazione a tutti i fattori impiegati nella produzione.

La liquidità si riferisce, invece, alla capacità di far fronte, tempestivamente e in modo economico,

alle necessità della gestione. È, pertanto, legata all’equilibrio finanziario.

Infine, la solidità patrimoniale è misurabile dal rapporto fra il capitale proprio e il capitale di

credito. Un’impresa è dotata di solidità patrimoniale quando il suo patrimonio netto è equilibrato

rispetto alle altre fonti di finanziamento.

Indipendenza finanziaria = patrimonio netto / totale fonti di finanziamento

La redditività

La redditività è la capacità di produrre in modo stabilizzato nel tempo redditi sufficienti a

remunerare i portatori di capitale proprio, dopo aver remunerato tutti gli altri fattori produttivi. La

redditività è intesa anche come la capacità dell’impresa di produrre reddito d’esercizio. Tale reddito

va pero scomposto nelle varie aree in cui viene analizzata la gestione di impresa. È possibile

classificare le aree in:

- caratteristiche/ tipiche: corrispondono alle operazioni finalizzate a realizzare obiettivi legati

all’oggetto caratteristico dell’attività economica.

- Extra-caratteristiche, divise a loro volta in:

• Atipica: operazioni estranee all’oggetto tipico dell’attività aziendale.

• Finanziaria: complesso delle operazioni legate al finanziamento e alla gestione della

liquidità.

• Straordinaria: operazioni di carattere eccezionale, non ordinario.

• Tributaria: oneri tributari dell’impresa (IRES, IRAP).

È possibile, pertanto, individuare diverse configurazioni di reddito

- Reddito operativo dell’esercizio, derivante dalla contrapposizione di ricavi e costi

appartenenti all’area caratteristica.

- Reddito netto dell’esercizio, derivante dalla contrapposizione do tutti i ricavi e tutti i costi di

competenza dell’esercizio.

La redditività operativa fa riferimento alla capacità dell’impresa di rendere proficui gli investimenti

nell’area operativa, cioè a gestire economicamente il business aziendale. Essa è sintetizzata

dall’indicatore Return On Investment (ROI).

ROI = Reddito Operativo / Investimenti

La redditività operativa riflette l’attitudine dell’impresa ad acquisire ed impiegare efficientemente le

risorse e a gestire efficacemente le relazioni con i mercati di sbocco e i clienti, mostrando

competitività.

Sono qui fondamentali i concetti di attività ed elasticità.

Le condizioni di attività sono relative alla dimensione e alla struttura dell’attività economica (che

cosa produrre e quanto produrre).

Le condizioni di elasticità si riferiscono, invece, alla relazione tra la rigidità della struttura e

l’elasticità della gestione. I fattori produttivi possono, infatti, essere classificati in fattori ad

acquisizione rigida (costi fissi) e fattori produttivi ad acquisizione e impiego variabile (costi variabili

in funzione del volume di produzione) .

La redditività globale fa riferimento alla capacità di remunerare congruamente il capitale proprio

dopo aver remunerato tutti gli altri fattori produttivi.

ROE (Return on Equity) = Reddito Netto d’Esercizio / Patrimonio Netto

La redditività globale sintetizza tutte le condizioni della gestione dell’impresa tra cui anche

l’efficienza finanziaria, relativa al rapporto instaurato dall’impresa con il mercato dei capitali.

Occorre, infine, sottolineare che l’equilibrio reddituale della gestione può essere inteso nella

prospettiva del breve periodo (annuale o inferiore) o del medio-lungo periodo (pluriennale).

La vitalità economica delle imprese

L’impresa dotata di redditività riesce a produrre extra-redditi che hanno implicazioni su:

- aspetto economico: consentono di stabilizzare la capacità di copertura dei ricavi

- aspetto patrimoniale: aumentano la solidità del patrimonio

- aspetto finanziario: consentono all’impresa di autofinanziarsi

Un’impresa è definita economicamente vitale quando è in grado di far fronte agli squilibri

economici di breve periodo con forza propria.

L’impresa incapace di produrre extra-redditi può sopravvivere solo se vi sono terze economie

disposte ad accollarsi le erosioni di patrimonio derivanti dagli squilibri economici; si dice, infatti, che

l’impresa si trova in condizioni di “solidità patrimoniale riflessa” .

Con riferimento alle condizioni oggettive di autosufficienza economica, le imprese si suddividono

in: - imprese economicamente autosufficienti: in grado di sopravvivere con forza propria,

oggettivamente durevoli e soggettivamente indipendenti, poiché possiedono redditività

operativa e globale nel lungo periodo e andamenti reddituali compatibili con la solidità

patrimoniale-finanziaria nel breve periodo.

- Imprese prive di vitalità economica: non dotate di redditività e neppure della possibilità di

trasferire a terzi eventuali risultati negativi sono, pertanto, oggettivamente non durevoli,

sebbene soggettivamente indipendenti.

- Imprese a vitalità economica riflessa: non sono dotate di requisiti di redditività ma riescono

a sopravvivere grazie all’apporto di terze economie. Sono, pertanto, oggettivamente

durevoli, sebbene soggettivamente dipendenti.

IL BILANCIO D’ESERCIZIO, cap. 7

Introduzione

Il bilancio d’esercizio è il documento contabile di sintesi con cui si rappresenta la situazione

patrimoniale, finanziaria ed economica di un’impresa. Esso è oggetto di attenzione di tutti coloro

che hanno un interesse verso l’andamento e i risultati della gestione (stakeholders).

Le funzioni riconducibili al bilancio di esercizio sono:

- Conoscitiva: esprime ex post i risultati connessi alle scelte di gestione.

- Controllo: gli amministratori devono rispondere del loro operato.

- Informativa: garantisce informazioni ai terzi.

I principali documenti del bilancio sono:

- Stato Patrimoniale, da cui emergono attività, passività e capitale proprio.

Lo Stato Patrimoniale fornisce una sorta di “fotografia istantanea” degli investimenti

esistenti in un determinato momento (attività) e in che modo questi sono stati finanziati.

Nel lato di destra (Passivo) è indicato da dove proviene il capitale che l’azienda ha a

disposizione, costituito in parte da passività e in parte da capitale proprio. Nel lato sinistro

(Attivo) è rappresentato il modo in cui è investito il capitale dell’impresa.

Nello Stato Patrimoniale il capitale dell’impresa è, quindi, osservato sotto due punti di vista:

la sua provenienza (fonti) e il suo utilizzo (impieghi).

- Conto Economico, il quale considera l’utile o la perdita d’esercizio.

Il Conto Economico evidenzia il risultato economico netto della gestione di un determinato

periodo, contrapponendo i ricavi e i costi.

- Rendiconto finanziario (cash flow statement) pone in evidenza i flussi finanziari del

periodo.

Il Rendiconto Finanziario mette in evidenza l’entità delle variazioni della liquidità aziendale

(cassa e banca) nel corso dell’esercizio e le cause di queste variazioni.

Il rendiconto finanziario non è sempre presente nel bilancio d’esercizio delle imprese

italiane perché prescritto solo per alcune.

- Nota integrativa: ha l’obiettivo di integrare i dati contenuti nei primi due rendiconti.

Ha il compito di fornire informazioni qualitative e spiegare al lettore del bilancio il contenuto

delle voci dello stato patrimoniale e del conto economico.

È possibile, inoltre, valutare la redditività della gestione nel suo complesso, attraverso il calcolo

dell’indicatore ROE (Return On Equity).

ROE= utile netto d’esercizio/patrimonio netto

Le normative riguardanti il bilancio

Esistono varie tipologie di bilancio:

- Bilancio ordinario, classificato in bilancio infrannuale e bilanci d’esercizio

- Bilancio straordinario

- Bilancio preventivo, detto anche budget

In Italia il bilancio d’esercizio è disciplinato da: Codice Civile e principi contabili nazionali, principi

contabili internazionali e norme fiscali.

Le società di capitali devono redigere il bilancio ordinario, come previsto dall’art. 2423 ss. Le

società di persone e le imprese individuali hanno, invece, come riferimento l’art. 2214 e l’art.

2217(redazione dell’inventario). Se una società di capitali esercita il controllo su un’altra impresa

deve redigere il bilancio consolidato (D.Lgs. 9 aprile 1991, n. 127).

Un’ulteriore serie di prescrizioni è stata formulata dall’UE per le imprese di maggiori dimensioni

operanti nei paesi UE; si stabilisce che le società degli stati membri con titoli quotati in qualunque

mercato dell’UE debbano redigere il bilancio consolidato secondo i principi contabili internazionali.

Le imprese di minori dimensioni possono redigere un bilancio in forma abbreviata. Di ciò possono

usufruirne le s.r.l. che rientrano nei limiti previsti dall’art. 2435 bis, ossia che non hanno emesso

titoli negoziati in mercati regolamentati nel primo esercizio o successivamente per due esercizi

consecutivi e non hanno superato almeno due dei seguenti limiti:

- Totale dell’attivo dello stato patrimoniale non superiore a 4.400.000,00 €

- Ricavi di vendita e di prestazioni di servizi non superiori a 8.800.00,00 €

- Numero dei dipendenti occupati in media durante l’esercizio non superiore a 50.

Confronto tra i due diversi modelli di bilancio

Il bilancio d’esercizio redatto secondo i principi contabili civilistici si basa sulla prevalenza della

“forma sulla sostanza” e sui principi di chiarezza e precisione. Esso è tipico di un contesto

ambientale caratterizzato dalla presenza di imprese governative e da pochi azionisti che

detengono gran parte del capitale sociale. In questa situazione, il ricorso al mercato finanziario è

scarso; si preferisce, infatti, l’indebitamento verso le banche.

Il bilancio d’esercizio redatto secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS si fonda, invece,

sulla prevalenza della “sostanza sulla forma”. È tipico di u ambiente caratterizzato da una grande

presenza di società di capitali ad azionariato diffuso; gli azionisti sono, infatti, scarsamente

interessati alla gestione dell’impresa e il finanziamento proviene, prevalentemente, dalla borsa

valori.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SerenaSoldan54 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e contabilità e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Cantino Valter.

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