Pensieri lenti e veloci di D. Kahneman
I due sistemi
Sistema 1 "automatico"
Opera in fretta e automaticamente, con poco o nessuno sforzo e nessun senso di controllo volontario. Impressioni e sensazioni spontanee sono le fonti principali delle convinzioni esplicite e delle scelte deliberate del sistema 2. Le operazioni automatiche del sistema 1 generano modelli di idee anche molto complessi, ma solo il sistema 2, più lento, è in grado di elaborare pensieri complessi in una serie ordinata su stadi.
Le capacità del sistema 1 comprendono competenze innate che condividiamo con gli animali: percepire il mondo intorno a noi, riconoscere gli oggetti, orientare l'attenzione e evitare le perdite. Il controllo dell’attenzione è condiviso dai due sistemi: girarsi verso un suono forte è un’operazione involontaria del sistema 1, però mobilitare l’attenzione volontaria è del sistema 2.
Sistema 2 "lento"
Indirizza l’attenzione verso le attività mentali impegnative che richiedono focalizzazione. Le sue operazioni sono spesso associate all’esperienza soggettiva dell’azione, della scelta e della concentrazione. Le operazioni del sistema 2 richiedono l’attenzione e sono annullate quando questa è distolta. Il sistema 2 può modificare il funzionamento del sistema 1 programmando le funzioni dell’attenzione e della memoria che di norma sono automatiche.
Prestare attenzione
Disponiamo di un budget limitato di attenzione che dividiamo per le varie azioni, se lo superiamo falliamo in quelle azioni. Si possono compiere più azioni insieme se sono facili e richiedono poco sforzo.
Esempio: THE INVISIBLE GORILLA: Le persone devono contare i passaggi della squadra bianca, compito che assorbe totalmente l’attenzione. A una certa entra il gorilla, un giocatore esce di scena e cambia il colore dello sfondo. Tutti gli spettatori noterebbero il gorilla se non gli fosse stato detto di contare i passaggi. Vedere e orientarsi sono funzioni automatiche del sistema 1, ma dipendono dal grado di attenzione che viene indirizzata verso lo stimolo.
Sistema 1 e 2 come agiscono
Entrambi sono attivi quando siamo svegli: il sistema 1 funziona in maniera automatica, il sistema 2 agisce con sforzo minimo in cui solo una piccola percentuale della sua capacità viene utilizzata. Il sistema 1, dopo aver interiorizzato le percezioni, produce impressioni, intuizioni e sensazioni: se corroborate da sistema 2 si trasformano in credenze e gli impulsi diventano azioni volontarie.
Il sistema 2 adotta i suggerimenti di sistema 1 senza modificarli, tranne quando sistema 1 trova qualche difficoltà e chiede al sistema 2 di svolgere un’elaborazione più dettagliata. Il sistema 2 viene mobilitato quando si ha un evento che viola il modello di mondo a cui si riferisce il sistema 1. L’esperienza del gorilla dimostra che ci vuole una certa attenzione per far sì che sia notato lo stimolo sorprendente: la sorpresa attiva e orienta la nostra attenzione.
Divisione del lavoro tra sistema 1 e sistema 2
La divisione del lavoro tra sistema 1 e sistema 2 riduce al minimo lo sforzo e ottimizza il rendimento. Il sistema 1 gestisce situazioni note che sono precise, predizioni a breve termine esatte e reazioni iniziali alle difficoltà rapide e spesso appropriate, ma è soggetto a bias, errori sistematici che commette in circostanze specifiche.
Conflitto
Il conflitto tra la reazione automatica e la volontà di controllarla si presenta spesso, dunque uno dei compiti del sistema 2 è quello di vincere gli impulsi del sistema 1. Il sistema 2 è incaricato dell’autocontrollo.
Illusioni
Illusione di Müller-Lyer: I due segmenti sembrano diversi ma, dopo averli misurati, il sistema 2 ha una nuova credenza, sa che sono uguali, ma continuiamo a vederli diversi. Si sceglie di credere nella misurazione ma non si può impedire al sistema 1 di fare quello che fa sempre.
Illusioni cognitive
Illusioni del pensiero: Si possono vincere? Dato che il sistema 1 agisce automaticamente e non può essere disattivato a piacere, gli errori del sistema intuitivo sono difficili da prevenire. Non sempre si possono prevenire i bias, perché il sistema 2 non ha indizio dell’errore. Non è possibile attivare sempre il sistema 2 perché mettere sempre in discussione il nostro pensiero sarebbe troppo dispendioso; il compromesso è imparare a riconoscere le situazioni in cui è probabile che si verifichino errori.
Attenzione e sforzo
Sforzo mentale
Quando la mente è impegnata in un duro esercizio, la dilatazione delle pupille è una testimonianza dello sforzo mentale: si dilatano di più di fronte a un problema difficile, rispetto a uno facile.
Esempio: Scattare fotografie alle pupille dei soggetti mentre aggiungevano 3 alle cifre date. Le dimensioni delle pupille variavano secondo per secondo, rispecchiando le esigenze del compito assegnato. La forma delle risposte era una V rovesciata: lo sforzo si accumula a ogni nuova cifra, raggiunge il picco quando si trasforma la cifra aggiungendo 3 e immediatamente dopo la pausa, poi diminuisce gradualmente quando si “scarica” la memoria a breve termine.
Pupille
Le pupille si dilatavano molto in pochi secondi e ci rimanevano finché non avevano eseguito il calcolo; appena il soggetto trovava la soluzione o rinunciava, si contraevano subito. I compiti somministrati erano molto impegnativi, mentre la conversazione non richiedeva un simile sforzo: le persone quando si impegnano nello sprint mentale diventano “cieche” come nell’esempio del gorilla che non veniva notato.
Indice del ritmo con cui è usata l’energia mentale
Il sistema 2 ha capacità limitate, e risponde al sovraccarico mentale in modo selettivo e sofisticato: sistema 2 protegge l’attività più importante in modo che riceva l’attenzione di cui ha bisogno. L’energia “di riserva” è assegnata secondo per secondo agli altri compiti. L’allocazione dell’attenzione si è evoluta nel tempo e permette di dare più importanza alle minacce più gravi e alle opportunità più promettenti.
Legge del minimo sforzo
Quando si diventa esperti in un compito, la quantità di energia richiesta diminuisce. Il talento ha lo stesso effetto. La legge del minimo sforzo afferma che se ci sono vari modi di raggiungere un obiettivo, la gente tende ad adottare quello meno impegnativo. Lo sforzo è un costo e l’acquisizione di una competenza segue il bilanciamento dei costi e dei benefici, poiché la pigrizia è fortemente radicata nella natura umana.
Che cosa rende alcune operazioni cognitive più faticose di altre?
E che cosa può fare il sistema 2 che il sistema 1 non possa fare? Per mantenere in memoria più idee contemporaneamente che richiedono azioni separate, o devono essere combinate secondo una precisa regola viene fatto uno sforzo. Il sistema 2 è l’unico in grado di seguire le regole, confrontare le caratteristiche di alcuni oggetti e fare scelte tra varie opzioni.
Il sistema 1 non ha queste capacità
Individua relazioni semplici e integra i dati relativi a una sola casa, ma non è in grado di gestire simultaneamente argomenti distinti, né combinare informazioni eterogenee. Il sistema 2 può programmare la memoria in modo che obbedisca a un’istruzione che va al di là delle risposte abituali.
Controllo esecutivo: Quando si pianifica un compito da fare in una serie di tappe. Le regioni del cervello coinvolte sono una che si attiva ogni volta che dobbiamo risolvere un conflitto; l’altra è l’area prefrontale del cervello ed è molto più sviluppata nell’uomo rispetto ai primati, è coinvolta in tutte le operazioni che riguardano l’intelligenza.
Spostare l'attenzione
Spostare l’attenzione da un compito a un altro è faticoso, soprattutto quando si è pressati dal tempo, perché si deve tenere tante informazioni nella memoria di lavoro. Anche se la capacità di controllare l’attenzione non è una semplice misura dell’intelligenza. L’incalzare del tempo è un altro fattore di sforzo perché le forme più impegnative di pensiero lento sono quelle che ci costringono a pensare più in fretta.
Dividere i compiti
Di norma per evitare il sovraccarico mentale dividiamo i nostri compiti in più passaggi facili, affidando risultati intermedi alla memoria a lungo termine o alla carta, anziché alla memoria di lavoro che facilmente si sovraccarica.
Il controllore pigro
Sistema 2 ha una sua velocità naturale
Quando la nostra mente non fa nulla di particolare, consumiamo una certa energia mentale in pensieri casuali e nel controllare cosa ci succede intorno, con uno sforzo minimo, a meno che non ci troviamo in una situazione che ci renda insolitamente vigili. Di solito è facile pensare e camminare, ma se spinte al limite queste due attività possono entrare in conflitto per contendersi le risorse limitate del sistema 2.
Autocontrollo e pensiero intenzionale
L’autocontrollo e il pensiero intenzionale attingono allo stesso limitato budget di sforzo. Il frequente cambio di compiti e lavoro mentale accelerato seguono la legge del minimo sforzo. Il lavoro cognitivo non è sempre avversivo e le persone riescono a svolgere compiti lunghi anche senza impegnare troppo la loro forza di volontà.
Sforzo come FLUSSO
Lo sforzo come FLUSSO: Stato di concentrazione naturale, e profonda da far perdere il senso del tempo e di se stessi. Il flusso separa nettamente le due forme di sforzo: la concentrazione sul compito e il controllo intenzionale dell’attenzione. Nello stato di flusso, l’attenzione resta concentrata su queste attività impegnative senza bisogno di autocontrollo, e quindi si liberano le risorse che si sarebbero impiegate per l’autocontrollo.
L’indaffarato e svuotato sistema 2
Sia l’autocontrollo sia lo sforzo cognitivo sono forme di lavoro mentale. Si è dimostrato che chi è sottoposto simultaneamente a un compito cognitivo difficile e a una tentazione tende maggiormente a cedere alla tentazione: il sistema 1 influisce più sul comportamento quando sistema 2 è indaffarato. Le persone “cognitivamente indaffarate” hanno anche più probabilità di fare scelte egoistiche, usare linguaggio sessista e fare giudizi superficiali, perché mentre il sistema 2 svolge i compiti allenta la presa sul comportamento.
Autocontrollo indebolito
L’autocontrollo viene indebolito oltre che dal carico lavorativo anche da qualche drink oppure da una notte insonne. L’autocontrollo richiede uno sforzo e il controllo dei pensieri e dei comportamenti è un compito di sistema 2, e tutte le varianti dello sforzo volontario (cognitivo, emozionale e fisico) attingono in parte all’energia mentale.
Depletazione dell’Io
Depletazione dell’Io: Lo sforzo di volontà o di autocontrollo genera stanchezza; se ci si impone di fare qualcosa si è meno capaci di esercitare l’autocontrollo se insorge un nuovo problema.
Esempio: I soggetti prima di un compito mangiavano cibo sano, dopo un difficile compito cognitivo invece cedevano al cioccolato prima della norma. Tutte le situazioni che comportano un conflitto e necessità di reprimere una tendenza naturale causano depletazione dell’io (evitare pensieri ossessivi, compiere scelte che comportano conflitto, rispondere educatamente a uno arrabbiato). Le attività molto impegnative per sistema 2 richiedono autocontrollo che è sempre “svuotante”.
Perdita di motivazione
La depletazione dell’io è una perdita di motivazione (dopo aver usato l’autocontrollo per svolgere un compito, non abbiamo più voglia di sforzarci per fare qualcos’altro), non è lo stesso stato mentale di chi è cognitivamente indaffarato. Il sistema nervoso e soprattutto l’attività mentale consuma più glucosio di tutte le altre parti del corpo. Quando si è coinvolti in difficili ragionamenti cognitivi o in compiti che richiedono autocontrollo, il livello di glucosio nel sangue cala. Gli effetti della depletazione dell’io possono essere neutralizzati con l’assunzione di glucosio.
Esempio di depletazione
Esempio: Guardare un filmato di una donna muta ignorando le parole scritte sullo schermo, si sapeva che causa depletazione dell’io. Prima di fargli svolgere un secondo compito in cui non dovevano seguire la risposta intuitiva, errata, fu distribuita a metà gruppo una limonata con glucosio, all’altra metà senza. Gli errori intuitivi sono molto più frequenti per le persone affette da depletazione dell’io, e chi non aveva bevuto il glucosio lo dimostra; i bevitori di glucosio non erano “svuotati”: ripristinare il livello di zuccheri nel cervello impedisce il deterioramento del rendimento.
Il pigro sistema 2
Uno dei compiti del sistema 2 è monitorare e controllare pensieri e azioni “suggeriti” da sistema 1, permettendo ad alcuni di diventare comportamento e reprimendo/modificando altri.
Esempio: Pallina e mazza da baseball quanto costano se il tot è 1,10€ e la mazza costa 1€ in più della palla? Risposta intuitiva 10 cent/1€ - risposta giusta 0,05/1,05€. La risposta intuitiva viene a tutti, anche a chi poi risponde bene resistendo all’intuizione. Le persone che seguono l’istinto seguono la legge del minimo sforzo, perché il loro sistema 2 non controlla che la risposta sia corretta anche se lo sforzo è minimo.
Intuizioni e sforzo cognitivo
Molte persone sono troppo sicure delle loro intuizioni e gli danno troppa fiducia, trovano lo sforzo cognitivo leggermente sgradevole e lo evitano a ogni costo. Quando la gente è convinta che una conclusione sia vera, tende anche a credere alle argomentazioni che sembrano confermarla anche se sono infondate. Se nella risposta è coinvolto il sistema 1 prima arriva la conclusione e poi le argomentazioni.
Vigilanza e attivazione
Fallire in questi mini test dimostra che non c’è sufficiente motivazione, che non ci si è dati abbastanza da fare, ci si accontenta di una risposta superficiale pur di non pensare. Chi non segue l’intuizione è più vigile e attivo.
Intelligenza, controllo, razionalità
Connessione tra pensiero e autocontrollo: Se gli individui fossero classificati in base all’autocontrollo e all’attitudine cognitiva, avrebbero posizioni analoghe nelle due.
Esempio di controllo cognitivo
Esempio: Bambini di 4 anni dovevano scegliere se prendere 1 biscotto in qualsiasi momento oppure 2 biscotti dopo 15 min, in cui non erano sottoposti a distrazioni. La metà dei bambini aspettò 15 min distogliendo lo sguardo dalla ricompensa tentatrice, chi aveva resistito ha maggiore controllo esecutivo nei compiti cognitivi, soprattutto nella capacità di ricollocare l’attenzione in modo efficace.
Nesso tra controllo cognitivo e intelligenza
Per analizzare il nesso tra controllo cognitivo e intelligenza, si guardò anche al tentativo di aumentare l’intelligenza migliorando il controllo dell’attenzione.
Esempio di videogiochi
Esempio: Addestrare l’attenzione migliorava il controllo esecutivo, ma anche i punteggi nei test d’intelligenza non verbale, così si trovarono i geni coinvolti nel controllo dell’attenzione.
Test di riflessione cognitiva
Il test di riflessione cognitiva conteneva 3 domande come il costo della mazza/palla che invitano a dare una risposta intuitiva ma errata. Si studiò le caratteristiche degli studenti che avevano ottenuto un punteggio basso e si scoprì che questi tendevano a dare la prima risposta che gli veniva in mente e non si volevano sforzare per verificare l’esattezza della risposta.
Impulsività e sistema 1
Chi segue l’intuizione è anche incline a seguire i suggerimenti del sistema 1: è impulsivo, impaziente e ansioso di ricevere gratificazione immediata. Il sistema 1 è impulsivo e impaziente; mentre il sistema 2 è cauto e capace di ragionare ma in alcuni soggetti è anche pigro. Anche le persone assomigliano più al sistema 1 o al sistema 2.
Errori sistematici
Che cosa rende alcuni individui più soggetti a errori sistematici rispetto ad altri? Stanovich distingue tra 2 parti del sistema 2, che chiama addirittura “menti”: una “algoritmica” gestisce il pensiero lento e calcoli impegnativi. Alcuni soggetti sono più bravi in questi compiti di potenza cerebrale, coloro che passano bene i test di intelligenza e che passano velocemente da un compito all’altro, anche se un’elevata intelligenza non rende le persone immuni dai bias.
Razionalità e intelligenza
Caratteristica di un’altra intelligenza è anche la “razionalità” che sarebbe distinta dall’intelligenza. Il pensiero superficiale o pigro è un difetto della mente riflessiva, un cattivo funzionamento della razionalità. È un’ipotesi interessante e provocatoria e per confermarla hanno scoperto che il problema della palla e della mazza sono indici della nostra vulnerabilità a errori cognitivi rispetto ai convenzionali test sull’intelligenza.
Il meccanismo associativo
Esempio di associazione
Esempio: Banane - Vomito. La mente assume automaticamente che ci sia una sequenza temporale e una connessione causale tra i due termini, cioè che le banane causano il vomito. Le reazioni causate dall’associazione delle due parole sono state causate dal sistema 1.
Attivazione associativa
Attivazione associativa: Le idee che sono state evocate innescano molte altre idee in una cascata sempre più grande. Ogni elemento è coerente e connesso con gli altri.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Marketing avanzato, prof. Grande, libro consigliato Pensieri lenti, pensieri veloci, Kahneman
-
Riassunto esame marketing relazionale, prof. Grande, libro consigliato Pensieri lenti. Pensieri veloci, Kahneman
-
Riassunto esame Psicologia del pensiero, decision making e comunicazione, Prof. Macchi Laura, libro consigliato Pen…
-
Riassunto esame Psicologia delle decisioni in ambito sportivo, Prof. Caserotti Marta, libro consigliato Pensieri le…