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Ecologia 1

Biodiversità: insieme strutture e funzioni diversificate sviluppati dai sistemi viventi,

in base a efficienza nell’uso di risorse materiali/energetiche. Livelli differenti diversità:

genetica, specie, comunità/ecosistemi. Sistemi naturali: interazioni organismi-

ambiente, differenti scale spazio-temporali, eventi interconnessi.

Problema attuale: esplosione demografica popolazione umana (a partire da

rivoluzione industriale, soprattutto ultimo secolo) porta ad alterazione/distruzione

sistemi naturali, perdita biodiversità (6a estinzione di massa) tassi estinzione attuali

(uccelli e mammiferi) 1% specie/secolo, 100-1000 volte superiori a tasso naturale

estinzione (dimostrato da paleontologia).

Ciò dovuto a: sviluppo urbano e industriale, creazione ecosistemi di produzione

(agricoltura), sfruttamento eccessivo risorse non rinnovabili, immissione inquinanti,

cambiamento climatico globale, introduzione specie aliene invasive 

perdita/riduzione beni e servizi forniti da sistemi naturali a società umana 

necessario comprendere funzionamento tali sistemi per mitigare/compensare effetti

azioni umane.

Ecologia = studio scientifico relazioni tra organismi e loro ambiente (componente

abiotica/fisica e biotica/vivente) e quelle con altri organismi, processi che controllano

distribuzione/abbondanza organismi basata sulla Selezione Naturale (Darwin).

Livelli tradizionali di studio ecologia (processi/caratteristiche differenti 

approcci/metodologie diverse):

Individuo: caratteri morfologici, fisiologici, comportamentali influenzano

 capacità di sopravvivere e riprodursi adattamento al proprio ambiente,

fitness: contributo genetico individuo alle successive generazioni. Confronto

caratteristiche chiave di specie in ambienti differenti fattori che influenzano

loro distribuzione (spazio e tempo).

Popolazione: insieme organismi della stessa specie che vivono in un’area

 particolare e interagiscono (interazione principale riproduzione) mantenendo un

pool genico omogeneo (chiuso, no flusso genico). Es analisi numero individui e

rapporto sessi in popolazione cervi.

Comunità: insieme popolazioni specie diverse che coesistono e interagiscono

 nello spazio-tempo (es barriera corallina).

Ecosistema: insieme componenti biotiche (comunità) e abiotiche,

 caratterizzato da flusso di energia e ciclo della materia; analisi tassi e proprietà

collettive.

Ecologi considerano anche scale più ampie:

Paesaggio: mosaico ecosistemi, confini definiti da evidenti cambiamenti

 habitat e comunità chiazze (patches). Studio relazione pattern spaziale (come

sono disposte chiazze paesaggio) e processi ecologici.

Biomi: sistemi complessi e molto estesi costituiti da insieme ecosistemi, dove

 comunità vegetali-animali hanno raggiunto relativo adattamento a condizioni

ambientali (foreste tropicali, deserto, tundra, ecc).

Biosfera: assieme tutti ecosistemi terrestri idrosfera, parte inferiore

 

atmosfera, parte superiore litosfera. Ecologia a livello globale.

Fattori ecologici:

Condizioni: caratteristiche fisiche/chimiche del mezzo in cui vive organismo,

 influenzano velocità processi funzionali, ma non sono consumati (es T, pH,

umidità relativa).

Risorse: fattori consumati, possono diventare limitanti se scarsi, soggetti a

 competizione tra stessa/differenti specie (es acqua, luce, cibo).

FE distinti anche in naturali e antropogenici a seconda dell’intervento uomo.

Adattamenti organismi vegetali

Caratteristiche abiotiche ambiente (influenza diretta su processi vegetali)

interdipendenti compromessi (trade-offs) nella capacità di adattarsi a limitazioni

imposte da fattori ambientali multipli ciò ostacola capacità adattamento ad

ambienti con diverso set di condizioni/risorse.

Risorse essenziali per sopravvivenza piante (immobili): luce e CO2 parte aerea

(foglie, fusto), acqua e nutrienti parte sotterranea (radici).

Fotosintesi: utilizzo energia luminosa per trasformare acqua e CO2 in molecole

+2

C O H O→ C H O+ H O+O

organiche (redox, eq generale ) piante sono

2 2 2 2 2

organismi fotoautotrofi.

Fase luminosa: energia luminosa fissata in molecole ad alta energia (ATP,

 NADH), ossigeno come scarto. Luce visibile catturata da pigmenti su membrana

dei tilacoidi (cloroplasti) Clorofilla a: assorbe blu e rosso, riflette il verde;

pigmenti accessori (clorofilla b, carotenoidi) assorbono altre bande spettro.

Pigmenti antenna catturano energia trasferendola ai centri di reazione, molecole

clorofilla a.

Ciclo di Calvin (C3): non dipendente dalla luce, CO2 convertita in zuccheri

 sfruttando energia chimica di ATP e NADH, avviene in cellule mesofillo fogliare.

Coinvolto enzima Rubisco (ribulosio bifosfato carbossilasi/ossigenasi) 

O2 invece

problema: a bassa concentr CO2 ha attività ossigenasica (si lega a

che a CO2), inibisce fotosintesi.

Zuccheri formati: formano amido (riserva) e cellulosa (sostegno), altre molecole

(grazie a nutrienti assimilati), ma buona parte consumata da respirazione cellulare 

differenza fotosintesi totale (CO2 fissata nell’unità di tempo) e netta (F totale –

respirazione). Punto compensazione luce: F netta = 0 (F tot = respirazione).

Fotosintesi e respirazione rispondono a variazioni T limite inferiore (Tmin), optimum

termico = temperatura ottimale (Topt), limite superiore (inattivazione enzimi, Tmax).

Ogni aumento 10 °C comporta raddoppio tasso fotosintetico, fino a valore soglia

(specie-specifico). Acclimatazione: cambiamenti reversibili fenotipo a mutate

condizioni ambientali (variaz termiche stagionali).

Scambi acqua e gas a livello fogliare pianta apre stomi per permettere diffusione

gas (entra CO2, esce O2) e traspirazione (diffusione vapore acqueo verso l’esterno).

Tasso traspirazione dipende da umidità relativa = qtà vapore acqueo aria a diretto

contatto con la foglia.

Movimento acqua (suolo-pianta-atmosfera) regolato da gradiente concentrazione 

potenziale idrico. Se esso va sotto certo livello (dipende da specie) deve limitare

perdita acqua chiusura stomi e arresto fotosintesi. Bilancio costi-benefici tra

fotosintesi e respirazione ha guidato evoluzione piante terrestri e influenza

direttamente produttività dei vari ecosistemi.

Piante assorbono, riflettono ed emettono radiazioni. Rn: radiazione netta assorbita

dalla pianta, meno del 5% utilizzato nei processi metabolici. Essa aumenta T foglia

rispetto T ambientale quindi pianta deve dissipare il calore radiazione ad onda

lunga, calore latente evaporazione, convezione.

Perdita convettiva: trasferimento netto calore da foglia a strato limite = strato d’aria

direttamente adiacente a lamina fogliare. Moti turbolenti aria facilitano

rimescolamento strato limite (ripristino gradiente diffusione) vantaggio con foglie

lobate e composte.

Bilancio del carbonio positivo ai fini di sopravvivenza, crescita, riproduzione:

Assunzione totale C per unità di tempo = tasso medio assunzione C

 (fotosintesi) per unità di area * superficie fogliare totale pianta.

Perdita totale C per unità tempo = tasso respiratorio medio per unità di

 biomassa * biomassa totale pianta (foglie + fusto + radici).

Guadagno netto C (assunzione – perdita) varia in base a modalità

 

allocazione (maggiore se si ha maggior investimento nelle foglie, minore se si

investe più in radici), disponibilità risorse essenziali e tipo ambiente (es diverso

investimento nei vari tessuti in base ad altitudine).

Adattamenti a diverse intensità luminose differenze tra specie diverse (variazione

genotipo), piante della stessa specie e foglie della stessa pianta (plasticità fenotipica):

Bassa intensità luminosa piante Sciafile (amanti dell’ombra) o foglie in

 

ombra (parte interna chioma): punto compensazione luce e tasso massimo

fotosintesi (punto saturazione) bassi; aumento irradianza seguito da iniziale

rapido aumento tasso fotosintetico (elevato α), arrivando a livello produzione

max; ulteriore aumento provoca calo tasso fotosintetico Fotoinibizione:

effetti dannosi su molecole fotosintetiche (es fotosistema II).

Produzione più clorofilla, necessari più pigmenti per catturare max luce

possibile; meno Rubisco riduzione costi energetici; minore tasso fotosintetico

minore tasso respiratorio fogliare (bassa conduttanza stomi).

Guadagno C impiegato maggiormente per produrre foglie (bilancio C positivo) 

alta Superficie Fogliare Specifica (SFS, superficie/peso) più grandi e sottili,

disposte orizzontalmente (⊥ luce).

Elevata intensità luminosa Eliofile (amanti del sole) o foglie esposte al sole

 

(esterno chioma): bassi valori α (aumento t fotosintesi iniziale più lento), alti

punti compensazione e saturazione e tasso respiratorio, no fotoinibizione.

Basso rapporto clorofilla/Rubisco, alto clorofilla a/b.

Maggiore investimento in radici; bassa SFS, foglie piccole e spesse, disposte

verticalmente.

Bilancio costi-benefici: sciafile possono sopravvivere anche con più luce limitando

tasso fotosintesi/crescita, mentre eliofile non possono sopravvivere all’ombra (serve

più energia).

Adattamenti a livello umidità suolo (piante terrestri) richiesta acqua legata a T

(aumento T aumento traspirazione). Suolo arido: parziale chiusura stomi, limita

perdita acqua ma diminuisce tasso fotosintetico (minor diffusione CO2) 

compromesso assunzione CO2 – bilancio idrico.

Piante C3 (primo composto stabile ha 3 atomi C): più diffuse, max efficienza

 con luce e T moderate, elevato consumo acqua, rischio attività ossigenasica

Rubisco.

Piante C4 (primo composto stabile 4 C): adattate a luce e T elevate (regioni

 tropicali, ambienti aridi e salati), più efficienti in utilizzo acqua e assimilaz CO2

PEP carbossilasi: elevata affinità con CO2, non reagisce con O2, agisce in

cellule mesofillo ciclo Calvin in cellule guaina del fascio.

Piante CAM (Crassulacean Acid Metabolism): piante deserti caldi, limitano al

 max perdita acqua aprendo stomi solo di notte fissazione CO2 poco

efficiente, fotosintesi e crescita procedono lentamente.

Altri adatt: più investimento su radici ( aumento assunzione acqua per utà area

fogliare), foglie piccole, spesse, stomi piccoli, rivestite di cere-resine.

Adattamenti a disponibilità nutrienti (minerali necessari a processi metabolici,

sintesi nuovi tessuti elementi di base (C, H, O); macronutrienti, necessari in grandi

qtà (es N, P, K); micronutrienti, qtà minime (es Fe, Cl, Mn).

Azoto: importante per fotosintesi (necessario > 50% contenuto nella foglia),

costituisce Rubisco e clorofilla, assimilato sotto forma di NH4+, NO3-, NO2-. Non

possono utilizzare direttamente N2 (azoto atmosferico) batteri azotofissatori (noduli

radicali leguminose). Assunzione N (radici) aumenta con sua concentrazione, fino a

punto saturazione. Carenza N: limita tasso max fotosintesi e crescita, aumento

longevità foglie (costa di più produrne nuove) e produz radici.

Adattamenti organismi animali

Vantaggio animali: movimento; svantaggio: cibo diventa risorsa molto più limitante.

Processi chiave: assunzione/digestione cibo, assorbimento O2, mantenimento T

corporea e bilancio idrico e salino, adattamento a variaz sistematiche luce e T (cicli

nictemerali = giorno/notte e stagionali).

Regolazione condizioni interne omeostasi: mantenimento ambiente interno

relativamente costante, regolata da meccanismi di feedback per regolare attività

sopra e sotto valore riferimento (set point); esso non fissato in modo preciso ma

organismi hanno livello tolleranza limitato plateau omeostatico; controllo

omeostatico fisiologico e comportamentale. Eco-fisiologia: studio processi

omeostatici, analisi limiti condizioni abiotiche che definiscono successo e adattamento

organismi.

Dimensioni corporee: molto variabili (μg – tonnellate), vincolo fondamentale

adattamento. Effetto scala: variazione prevedibile caratteristiche morfo/fisiologiche in

funzione dim corporea per oggetti isomerici (crescita uguale nelle 3 dim, es cubo)

 /3

2 3 2

superficie S e volume V legati a lunghezza L: (2/3 esponente

∝ ∝ ⇒ ∝V

S L ,V L S

di scala isometrica). Corpi piccoli: rapporto S/V > rispetto corpi più grandi di forma

simile.

Aumento dim corporee cambiamenti strutturali adattamenti per mantenere

 

rapporto S/V.

Es assimilazione O2: diffonde rapidam attraverso superficie organismo; aumentando

dim corporee essa diminuisce rispetto V parti interne bisognose di O2 cambiamento

forma, forme ripiegate e appiattite per aumento S a parità V; trasporto O2 nel corpo,

sviluppo apparato respiratorio e sistema circolatorio (trachee, branchie, polmoni).

Nutrimento: animali ricavano energia e nutrienti da consumo composti organici

(eterotrofi). Divisi in:

Erbivori: si nutrono di organismi/tessuti vegetali.

 Ambiente terrestre: brucatori (foglie e germogli in alberi e arbusti,

o bloccano crescita pianta), pascolatori (piante erbacee), frugivori,

granivori, nettarivori, perforatori/succhiatori;

Acquatico: brucatori/masticatori, filtratori, raschiatori.

o

Piante hanno poche proteine (azoto), rapporto C/N = 50:1, animali 10:1 

necessaria notevole quantità e buona qualità nutrimento (ricco in azoto,

germogli, giovani foglie, gemme). Carboidrati complessi (cellulosa, lignina)

difficili da demolire tratto digerente molto lungo, solitam si cibano solo della

parte verde della pianta. Ruminanti (pascolatori/brucatori) non hanno enzimi

per digerire cellulosa: dipendono da batteri/protozoi che vivono nei loro tratti

digerenti come simbionti (fermentazione).

Carnivori: si cibano di altri animali; tratto digerente semplice e più corto (no

 problema digestione cellulosa); cibo ricco di energia (lipidi, proteine) facile da

assimilare problema principale è trovarne qtà sufficiente.

Onnivori: cibo vegetale e animale; abitudini alimentari cambiano durante stadi

 ciclo vitale, in base a dimensione/tasso crescita e stagione.

Detritivori e decompositori (vedi sotto).

Esigenze nutrizionali: minerali, amminoacidi animali sintetizzano circa metà dei

20 necessari per sintesi proteica, rimanenti detti amminoacidi essenziali, assunti

direttam con la dieta.

Termoregolazione: a diff delle piante animali possono produrre molto calore

attraverso metabolismo e possono ricercare o evitare calore o freddo (mobilità). Calore

proviene da radiaz solare (diretta o riflessa); scambiato attraverso superfici, tra due

solidi (conduzione) o tra solido e gas (convezione). T ha maggiore influenza su tasso

metabolico (consumo O2, test con respirometro), relazione tra i due diversa a seconda

tipo di animali:

ECTOTERMI e PECILOTERMI: calore acquisito dall’ambiente; T corporea

 variabile in base a scambi termici con l’esterno (animali a sangue freddo);

ENDOTERMI e OMEOTERMI: produzione interna calore (metabolismo); T

 corporea mantenuta costante, indipendente dall’esterno (sangue caldo);

ETEROTERMI: si comportano da omeo o pecilotermi se attivi produzione

 

calore, se inattivi (pipistrelli di giorno, colibrì notte) T corporea vicina a T

ambiente.

Ectotermi (pecilotermi): alta conduttività termica (scambio calore corpo-ambiente)

facilità perdita calore; tasso metabolico aumenta con T; funzioni vitali solo in range

ottimali T.

Consumo O2 (Q) calcolo variazione con aumento 10 °C, Q10 = K2/K1 (costanti

velocità reazione enzimatica dopo e prima aumento T), misura sensibilità processo

fisiologico in seguito ad aumento, di norma compreso tra 2-3. Tempo sviluppo:

espresso in gradi-giorno, sotto valore soglia non si ha riproduzione.

Presentano T ottimale (macchina metabolica funziona), T max/min letale e di

sopravvivenza, T di quiescenza (letargo). Alte T: denaturazione proteine (45-

50°C), inattivazione enzimi, alterazione membrane cellulari. Basse T: diversa

tolleranza, alcune specie sopravvivono sotto -1°C (< 0 per ioni disciolti) sostanze

abbassano freezing point (aumentano osmolarità sangue), es glicerolo (insetti, anfibi),

glicoproteine antifreezing (interagiscono con cristalli ghiaccio iniziali impedendo

ulteriore cristallizzazione, es pesci antartici) T letale inferiore rispetto endodermi.

Acclimatazione: adattamento metabolismo a nuovo regime termico, differenze tra

specie e plasticità fenotipica.

Ectotermi terrestri (anfibi/rettili): mantengono T giornaliera ± costante grazie

strategie comportamentali, sfruttando diversi microclimi orientazione corpo,

entrare in acqua, trovare un rifugio (T costante), aprire bocca o tirare fuori lingua per

eliminare calore eccessivo per evaporazione (thermal gaping), cambio colore,

sollevarsi sulle zampe per far passare aria tra corpo-substrato. Es lucertola: sta nella

tana di notte, spola tra ombra-sole di giorno (andamento T ondulatorio). T operativa:

intervallo in cui svolgono attività quotidiane 4-5°C rettili, 10°C anfibi.

Dimensioni corporee: scambi attraverso superficie ma va scaldata intera massa

corporea, S/V diminuisce all’aumentare dim ridotte dimensioni, ectotermi grandi

solo in regioni tropicali/subtropicali (alligatore).

Molti vanno in letargo (ibernazione) durante stagione fredda: cambiamenti fisiologici

marcati diminuz zuccheri, variaz emoglobina, O2, CO2 nel sangue, aumento

glicogeno nel fegato, imbrunimento pelle, variaz tono muscolare.

Vantaggi ectotermi: bassi costi metabolici e fabbisogno energetico, buona parte

energia destinata a produzione biomassa, limitano metabolismo quando cibo/acqua

scarsi, adatti ad ambienti estremi. Svantaggi: dipendenza da T ambiente, periodi<

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Scienze biologiche BIO/07 Ecologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher brixen96@hotmail.com di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ecologia I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Franzoi Piero.
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