Ecologia
Storia dell’ecologia
Le ra di ci dell’ecologia sono complesse e si collegano in va rio modo con un’ampia serie di processi scientifici che hanno avut o l uogo
i n a ltre discipline delle s cienze biologiche e fisiche. L’i dea stessa di ecologia è molto antica, i n quanto fu i l greco Teofrasto, a mico di
Ari s totele, che per primo trattò delle relazioni tra gli organismi e l’ambiente, ma i veri progressi furono fatti a partire dal XIX s ecolo:
Agl i i nizi del 1800 i botanici i niziarono a esplorare e ca rtografare la vegetazione mondiale evidenziando che le regioni del
mondo con cl imi simili si ca ratterizzavano per una vegetazione che presenta molte somiglia nze nel l e forme, benché l e
s peci e s i a no di vers e
Gra zi e anche alle teorie dell’economi s ta Ma l thus , Cha rl es Da rwi n s vi l uppò l ’i dea del l a selezione naturale come i l
mecca nismo che guida l’evoluzione di nuove specie quando queste s ono sottoposte a stress da parte dell’ambiente in cui
vi vono
Mendel i nta nto s tudi a va l a tra s mi s s i one dei ca ra tteri eredi ta ri nel l e pi a n te di pi s el l o
Vers o la fine del 1800 i pri mi ecologi vegetali studiava no la distribuzione degl i orga ni s mi i n na tura , per ca pi re come
ques ta a ves s e ori gi ne e veni s s e ma ntenuta tra mi te l e i ntera zi oni con l ’a mbi ente fi s i co
In quel periodo a lcuni biologi marini si interessavano delle i nterazioni tra gli organismi a cquatici e il l oro a mbi ente e per
pri mi uti l i zza rono i termi ni cons uma tori e produttori
L’ecol ogia animale i ntanto s i sviluppò i n maniera a utonoma a quella vegetale, fi nchè Victor Shelford fornì una nuova linea
d’i ndagine, s ottolineando le mutue relazioni tra piante e animali, così l ’ecologia divenne una s cienza di comuni tà , i l cui
pri ncipale i nteresse era comprendere l’origine, i meccanismi di mantenimento e l e conseguenze della diversità, all’interno
del l e comuni tà ecol ogi che
Da questo momento s i sviluppano va ri ra mi dell’ecologia, come l’ecologia delle popolazioni , l ’ecofi s i ol ogi a , l ’ecol ogi a
comporta mentale, l’ecologia del paesaggi o, l ’ecol ogi a del l a cons erva zi one , fi no a l l a pi ù a mpi a ecol ogi a gl oba l e
Con l a crescita del movimento a mbientalista degli ultimi anni Settanta, l ’ecologia, che prima di a l l ora era fa mi l i a re s ol o per un
gruppo relativamente ri stretto di accademici e biologi a pplicati, passò improvvisamente alle luci della ri balta. Fu s a l ut a ta come l a
di s ciplina i n gra do di fornire una guida per le relazione dell’uomo con il proprio ambiente, ed “ecologia” divenne un termine di us o
quoti di a no.
Anche s e oggi vi ene confuso con termini come a mbi ente e a mbi enta l i s mo (a tti vi s mo con l o s copo di chi a ra to di mi gl i ora re
l ’a mbiente), i n realtà l’ecologia è una scienza, l a cui definizione precisa è s tata coniata dal naturalista tedesco Ernst Haeckel, ed è la
s eguente: “L’ecol ogi a è l o s tudi o s ci enti fi co del l e rel a zi oni tra gl i orga ni s mi e l ’a mbi ente”
Il termine s tesso ecologia, coniato sempre da Haeckel, deriva dalle parole greche “oikos”, ci oè casa, e “l ogos ”, ci oè s tudi o, e non
s orprende che questo termine ri cordi la definizione di economia, che significa “la gestione della casa”. Infatti Ha eckel nel coni a re
questo termine fa s pesso riferimento alle conoscenze dell’economia della natura, ci oè l’indagine del complesso delle relazioni di un
a ni ma l e o di una pi a nta con i l s uo contes to s i a i norga ni co che orga ni co.
Vi s to che le i nterazioni complesse che si verificano in un certo a mbiente, dove c’è materia organica e i norganica, coi nvol gono va ri
processi fisici e chimici, l ’ecologia deve fare ri ferimento a nche ad a ltre scienze, come per esempio la fisiologia vegeta l e per ca pi re
come l e piante assumono anidride ca rbonica, l ’idrogeologia per capire come il s uolo è i nfl uenza to qua ndo l e pi a nte a s s umono
a cqua da es s o, o a ncora l a meteorol ogi a , per s a pere come cl i mi di vers i a ndra nno a i nfl uenza re proces s i bi ol ogi ci .
Qui ndi, mentre prima l’approccio verso a lcune materie era isolato, non cooperativo o a disciplina trasversale (cioè va rie di s ci pl i ne
convergevano verso una s ola di esse), lo studio dell’ecol ogi a deve per forza es s ere di ti po interdisciplinare, permettendo cos ì
l ’i nterazione di va rie discipline che si condizionano a vicenda, condizionano l’ecologia e sono coordinate da un settore discipl i na re.
Arri va ndo ai gi orni nostri, questa scienza si è diversificata sempre di più e, in ci rca un s ecolo, si è passati da l l ’ autoecologia, ci oè l o
s tudio delle relazioni esistenti tra un dato organismo e i fattori fisici e chimici i n cui vi ve, alla sinecologia, ci oè l o studio del modo i n
cui orga nismi omo - ed etero – s pecifi ci cos ti tui s ca no popol a zi oni e comuni tà , e come ques te s i modi fi ch i no nel tempo e
i nteragiscano con la parte fisica e chimica dell’ambiente; e, a questo proposito, l ’ecologo statunitense Howa rd Thoma s Odum h a
potuto es pri mere l ’ecol ogi a come:
“Lo s tudi o del l a s truttura e del funzi ona mento degl i ecos i s temi ”
Ma pri ma di poter ca pire a fondo questa definizione, dobbiamo ca pire definire il mezzo in cui l’ecologia si muove, e come ques to è
orga ni zza to da l punto di vi s ta gera rchi co.
Livelli di Organizzazione Gerarchica
Per comprendere l ’ecologia moderna si può i ntrodurre il concetto di livelli di orga ni zza zi one gera rchi ca , a ttra vers o i l qua l e s i
di s pongono i n una s erie progressiva va ri elementi che va nno a costituire cl assi sempre più a mpie e che i nglobano l e precedenti i n
modo da a vere una vera e propria gerarchia. Nelle scienze si opera su questa scala, che in ques ta s ede va l etta da l ba s s o vers o
l ’a l to:
Uni vers o
Ga l a s s i e
Si s temi Sol a ri
Pi a neti
Terra
Ecos fera
Ecos i s temi
Comuni tà
Popol a zi oni
Orga ni s mi
Si s temi di Orga ni
Orga ni
Tes s uti
Cel l ul e
Protopl a s ma
Mol ecol e
Atomi
Pa rti cel l e Suba tomi che
Si può notare come ogni ca tegoria, eccetto quella delle parti cel l e s uba tomi che, i ngl obi l a precedente perché forma ta da gl i
el ementi che i n essa si ri trova no (ad esempio le molecole sono i nsiemi di atomi), fi no a d arri vare all’unive rso, che è l ’i ns i eme pi ù
gra nde oggi conos ci uto.
Detto ci ò si possono cominciare a fa re delle differenze didattiche ri guardo questa gerarchia: è ovvi o che di s ci pl i ne come que l l e
chi miche si occuperanno delle classi atomiche e molecolari, mentre discipline puramente bi ol ogi che a ndra nno a d a na l i zza re i l
funzi onamento delle cellule e di come si s anno orga ni zza re i n tes s uti ed orga ni , fi no a l l e di s ci pl i ne geol ogi che, fi s i che ed
a s tronomiche che s i occuperanno delle categorie definite “s uperma cros copi che” a cui a ppa rtengono i pi a neti e l e ga l a s s i e.
Ci ò di cui si occupa invece l ’ecologia è lo studio delle i nterazi oni che a vvengono a l l ’i nterno del l e ca tegori e s ottol i nea te, che
a ndi a mo a d a na l i zza re nel detta gl i o:
Organismo: è ra ppresentato da una qualsiasi forma di vi ta che ra ppresenta il punto di partenza dello studio dell’ecologia ,
perché è l’organismo, o individuo, che ri l eva le principali caratteristiche dell’ambiente fisico e mette i n atto ri s pos te per
s opravvi vere e quindi adattarsi. E’ s empre l’individuo, tra mite l a riproduzione, a tra smettere l ’informazione genetica a l l e
s uccessive generazioni, determinando le future ca ratteristiche di a ltri i ndivi dui che andranno a formare popola zi oni , poi
comuni tà e qui ndi ecos i s temi
Popolazione: è un gruppo di i ndividui della stessa s pecie che interagiscono tra di l oro e che occupano una data a rea nell o
s tes s o peri odo di tempo
Comunità: è l ’i nsieme delle popolazioni di tutte le specie che occupano un determinato l uogo nel l o s tes s o peri odo di
tempo, popolazioni che ovviamente non vivono l’una i ndi pendentemente da l l ’a l tra , perché, a d es empi o, pos s ono
competere per a lcune risorse limitate come a cqua e cibo, o possono trarre benefici dalle relazioni che intercorrono tra di
l oro, a vendo cos ì ma ggi ori proba bi l i tà di s opra vvi venz a coopera ndo
Ecosistema: è l ’i nsieme delle comunità e delle componenti fisiche e chimiche (che, non ra ppres enta ndo forme di vi ta ,
s ono definite a biotiche) che interagiscono tra di l oro, che può es s ere ta nto una fores ta qua nto una pozza nghera .
L’ecos istema quindi vede individui della s tessa specie, come gli scoiattoli gri gi o l e querce, che s i ra ggruppa no i n una
popolazione, venendo definiti da tassi di accrescimento e distribuzione di età. Tali popolazioni i ntera gi s cono forma ndo
comunità, dove, ad esempio, gli erbivori s i cibano di piante mentre i carnivori di prede, e s i i ns ta ura no cos ì rel a zi oni
competitive. Infine, quando gli individui muoiono, altri organismi consumano e decompongono i l oro res ti , ri ci cl a ndo i
nutri enti nei l oro tes s uti , che torna no cos ì a d a rri cchi re i l s uol o. L’ecol ogi a s tudi a tutto ques to.
Una conseguenza dell’organizzazione gerarchica è che combinando l e parti che compongono un l i vel l o per produrre quel l o pi ù
el evato emergono nuove proprietà. Pertanto, non è possibile prevedere una proprietà emergente di un livello ecologico studia ndo
s emplicemente le s ue componenti. Lo stesso concetto può es s ere es pres s o come propri età i rri duci bi l e , ci oè una propri età
del l ’i ns i eme non ri conduci bi l e a l l a s omma del l e s ue pa rti (s i di ce che l ’i ns i eme è pi ù del l a s omma del l e pa rti ).
Ma mentre in ciascun livello emergono diverse proprietà, ci sono i mportanti fattori di ba s e che i nteres s a no tutti i l i vel l i d el l a
gera rchia poiché s ono ri scontrabili sempre in ognuno di essi, che sono chiama ti funzioni trascendenti, e s ono ra ppres enta te da l
comporta mento, da l l o s vi l uppo, da l l ’evol uzi one, da l l a i ntegra zi one, da l l ’energeti ca e da l l a regol a zi one.
Ecosistemi
Abbi amo definito cos’è un ecosistema e quali sono l e relazioni che si possono instaurare a l suo interno, ma per a mpl i a re que s to
concetto bisogna definire i l concetto di a mbiente, cioè l a porzione di spazio con ca ra tteri s ti che ta l i da poter contenere l a vi ta .
Qui ndi si capisce che i vari i ndividui sono i nseparabilmente l egati e i ntera gi s cono con i l l oro a mbi ent e, cos ti tuendo un vero e
propri o flusso di energia o ciclo della materia tra l a componente a biotica e quella biotica; questa è un’interpreta zi one pi ù a mpi a
del l’ecosistema o, meglio a ncora, s i s tema ecol ogi co, perché a ffronta i l di s cors o del l ’i ntera zi one s u una ba s e energeti ca .
Ri ferimento all’atmosfera: l ’atmosfera è composta per i l 78 % da azoto molecolare (N ), per il 21 % da ossigeno mol ecol a re (O ) e
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da l lo 0,03 % di CO , ma molto spesso è utile esprimere la CO i n parti per milione (ppm) perché è molto piccola. E quindi si dice che
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l a CO è pres ente i n 300 ppm.
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Pri ma di tutto bisogna dire che la concentrazione di CO va ri a gi à nel l ’a rco del l e 24 ore; s e prendi a mo a d es empi o un bos co
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qua lsiasi, sappiamo che la mattina gli a utotrofi fanno la fotosintesi di gi orno, mentre tutti gli organismi fanno respirazione ma tti na
e s era. Questo vuol dire che durante il giorno, i n un bosco, c’è un grosso assorbimento di CO e l a concentrazione nell’aria tende a
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di minuire, mentre durante la s era, quando gli organis mi conti nua no a fa re res pi ra zi one, l a concentra zi one di CO a umenta .
2
Ques ta concentra zi one di a ni dri de ca rboni ca oggi , dopo l ’era i ndus tri a l e, è a umenta ta a ci rca 380 ppm.
La termodinamica, l a bra nca della fisica che studia l e trasformazioni e i passaggi di energia, prevede che un sistema può es s ere di
tre ti pi , e per ca pi rl i megl i o prendi a mo a d es empi o una provetta con del l i qui do a l l ’i nterno:
Aperto: un s istema che può s cambiare e con cui si può scambiare sia energia che materia, quindi nel nos tro ca s o nel l a
provetta si potranno i mmettere sia altre sostanze, sia si potrà ri scaldare col ca lore; un esempio ecol ogi co è una pi a nta ,
che us a l’energia solare per creare nutrienti e a llo stesso tempo scambia l ’atmos f era ga s come l ’a ni dri de ca rboni ca o
a s s orbe a cqua da l s uol o
Chiuso: un s i stema a ttraverso il quale si può scambiare solo energia, quindi nella provetta ci può solo essere passaggio di
ca l ore da l l ’es terno, ma non s i può s ca mbi a re ma s s a
Isolato: con questo sistema non si può scambiare né energia né materia, un esempio è il thermos o, parlando i n termi ni
ma cros copi ci , i l nos tro s tes s o Uni vers o
Fa tte queste considerazioni si ca pisce come l a Terra s i mbol eggi un s i s tema chi us o,
a ttra verso cui vi ene s cambiata continuamente energia, che consiste nell’energia s ola re
che col pisce la s uperficie terrestre o l’energia geotermica prodotta dal pianeta stesso a
ca us a del l e a l te tempera ture del nucl eo.
L’ecos istema invece ra ppresenta un perfetto sistema aperto, i n cui a rri va energi a da l
Sol e che vi ene sfruttata dagli autotrofi, componenti inorganiche porta te da l l e pi ogge
che possono costituire nutrienti per l e piante stesse, da cui si a l l onta na no orga ni s mi
che a d esempio emigrano e da cui si perde energia diss i pa ta s otto fo rma di ca l ore a
ca us a di reazioni come quel l e che i nteres s a no gl i a ni ma l i , che qua ndo s i ci ba no
producono energia, una parte della quale è dissipata s otto forma di ca l ore corporeo.
Facciamo degli esempi di ecosistemi: la savana, un lago, un fiume (quindi sistemi sia acquatici che terrestri). In questi ecosistemi
la fonte di energia principale è il Sole, ma possono essere anche altre le fonti di energia. Un ecosistema particolare è la c ittà, che
è un ecosistema eterotrofo, perché prende energia dagli agro ecosistemi (gli ortaggi e la frutta), prende il petrolio, l’energia
elettrica e libera, oltre che CO , anche tanti rifiuti. D’altro canto il bosco, è l’ecosistema autotrofo più importante, perché
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comprende specie arboree, specie erbacee, strati di muschi, e quindi e un sistema perfettamente autotrofo.
Un altro ecosistema importante è l’agroecosistema, che vive a spese dell’acqua che arriva dal fiume, della luce del Sole, dai
carburanti per tenere in moto le macchine agrarie, e dei concimi, questo perché negli agro ecosistemi il ciclo della materia è
diverso. Infatti la componente organica che si crea viene raccolta per essere portata al mercato (è quindi anche un sistema
aperto), e quindi la futura necromassa non sarà disponibile per il ciclo dei materia e quindi il suolo è impoverito dei nutrienti e
bisogna rifornirli tramite i concimi e compost. A Salerno è presente un impianto di compostaggio: il compost è il risultato della
decomposizione e dell’umificazione di un misto di materie organiche, come i residui di potatura, gli scarti di cucina, letame,
liquame o i rifiuti di giardinaggio come foglie ed erba sfalciata da parte di macro e microrganismi.
Il fiume è un ecosistema che riceve un input dall’esterno (quindi la materia e l’energia si possono anche trasferire da un sistema
all’altro), come tutte le foglie morte degli alberi lungo le sponde e nel fiume sono presenti molti saprotrofi che vanno a costituire
delle catene alimentari di detrito.
Ovvi a mente gli ecosistemi non s ono tutti uguali, basti pensare ad una vasta a rea montana coperta da bos chi o un pi ccol o cors o
d’a cqua, e quindi ci s ono vari fa ttori che possono contribuire a rendere un ecosistema più o meno autosufficiente ed equi l i br a to,
come:
Dimensione del sistema: pi ù l ’ecosistema è grande, meno dipende dall’esterno, perché c’è più probabilità di ri trova re a l
s uo i nterno una grande va rietà di nutrienti, di i ndi vi dui che competono o coopera no, e c’è un gra nde s frutta mento
del l ’energi a proveni ente da l Sol e
L’intensità metabolica: pi ù è el eva to i l ta s s o, ma ggi ori s ono l e entra te e l e us ci te di ma teri a e di energi a
L’equilibrio autotrofia – eterotrofia: ma ggi ore è lo squilibrio, maggi ori s ono l e ri chi es te es terne per ri equi l i bra re i l
s i s tema
Lo stadio di sviluppo: i s istemi più giova ni differiscono da quelli maturi, che a vranno caratteristiche di vers e e propri età
pi ù funzi ona l i , s i pa rl a di s ucces s i oni ecol ogi che.
Da to che un ecosistema è ca ratterizzato da un flusso continuo di energia e di ci clo della materia, se l ’energia e la materia i mmes s a
(input) s ono maggiori di ci ò che l ’ecosistema perde (output) a l lora l ’ecosistema si accrescerà, a ltrimenti a ccadrà il contra ri o. In un
s i stema ecologico ma turo e consolidato, a meno che non ci siano grandi ca tastrofi naturali o azioni da pa rte del l ’uomo, gl i i nput
s ono ugua l i a gl i output, e s i di ce qui
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