Storia Medievale
- Montanari –
476: CADUTA IMPERO ROMANO, con deposizione di Romolo Augustolo da parte di Odoacre.
4 fasi:
1. Metà del II secolo: impero è in pace e prosperità
2. Seconda metà III secolo: strutture militari (limes) che contenevano invasioni popolazioni
barbariche crolla e quindi i Romani furono sconfitti ripetutamente.
3. IV secolo: il crollo militare determinò trasformazioni:
CRISTIANIZZAZIONE (il cristianesimo era una religione salvifica presente soprattutto tra le
• classi aristocratiche) impero, che divenne religione di Stato; essa avviene per via istituzionale
(creazione di organizzazioni e strutture, Chiese) oppure per via individuale (monaci, i quali
riescono a convertire popolazioni germaniche). Si parte dai primi decenni del IV sec fino ad
arrivare poi alla libertà di culto (311-313) e nel 380 il Cristianesimo divenne religione ufficiale
dell’Impero grazie all’editto di Milano (313; Costantino mette fine a persecuzioni e da libertà
di culto), il concilio di Nicea (325; condanna l’arianesimo, che sosteneva che il figlio fosse
creato dal padre mentre per i vescovi doveva essere coeterno e fatto della stessa sostanza
del padre, generato e non creato. La religione ariana vedeva Cristo come una figura minore,
non salvifica), l’editto di Tessalonica (380; l’Imperatore Teodosio ordinò ai sudditi di adottare
il Cristianesimo, facendone la religione ufficiale).
INSEDIAMENTO DEI POPOLI BARBARI ENTRO I CONFINI
• MAGGIORE DIFFERENZA TRA RICCHI E POVERI
• MAGGIORE DIFFERENZA TRA ORIENTE (i contadini potevano tranquillamente pagare le tasse;
• la produzione ed il commercio avevano molta più importanza) E OCCIDENTE (contadini non
riuscivano ad aver profitto e dovevano fuggire nelle campagne per evitare le tasse).
4. Società nuova senza impero
Chi erano i barbari?
Erano genti che tramite eterogenesi diventano popoli. Unione di più popolazioni che avevano in
comune solo il fatto di non essere romani, quindi di parlare lingue che non fossero greco o latino.
Le popolazioni ambivano a dominazioni proprie, a ricercare un territorio in cui stabilirsi,
abbandonando così la condizione di seminomadismo; occupavano un territorio, lo sfruttavano e
passavano poi ad altre regioni.
II secolo: spostamento di numerose popolazioni da Oriente a Occidente; rapporti tra romani e
barbari sempre più intensi.
III secolo: molti soldati che facevano parte dell’esercito dell’impero erano barbari, quindi riuscirono
anche a ricoprire cariche elevate.
IV secolo: equilibrio tra i romani e i barbari entra in crisi con indebolimento dell’economia e della
politica romana. Di conseguenza, molte popolazioni iniziano a varcare i limes, non per compiere
razzie ma per cercare di dar vita a degli stabilimenti.
POPOLAZIONI BARBARICHE:
I regni romano-barbarici erano costituiti da tradizioni romane mischiate a quelle barbare.
Mantenimento tradizioni giuridiche e amministrative romane, l’esercito era in mano ai barbari.
1. UNNI: maggiori responsabili della mobilità delle popolazioni barbariche e determinarono
una spinta efficace sui Goti. Gli Unni entrarono in Europa con Attila (450) ma venne sconfitto
da una generale romano, Ezio. Dopo un ritiro, conquistarono alcune città del Nord Italia ma
furono costretti a ritirarsi dalla penisola (forse grazie al Papa Leone I che scese a
compromessi economici) fino a stabilirsi in Pannonia.
2. GOTI: nella zona del Danubio e Mar Nero, distinti poi in VISIGOTI (Est) e OSTROGOTI (ovest).
I Visigoti riuscirono a sconfiggere l’imperatore Valente ad Adrianopoli nel 378 e i romani, per
cercare di frenare la loro espansione, adottano la politica dell’hospitalitas e foederatio
(concessione di 1/3 delle terre o delle tasse in cambio della loro lealtà verso l’imperatore e
anche in cambio del loro appoggio militare). Alarico, il loro re, saccheggia Roma nel 410. Non
si stanziano attorno alla capitale ma si spingeranno più a sud, verso la Sicilia e l’Africa
settentrionale; la morte di Alarico frenò questo progetto perché il suo successore cercò di
unificare dominazione visigota con potere dell’Impero Romano. Onorio non condivise
questo piano e spinse i Visigoti verso le Gallie e l’Ebro. Parte dei Visigoti si trasferirono anche
sulla penisola iberica fino al 711 con l’arrivo dei musulmani. Principalmente erano ariani ma
non calpestarono mai i cristiani: questa doppia rete di diocesi si mantenne fino a quando
uno dei loro re non tentò di riunificarle in quella ariana, ma il tentativo fallì e si convertirono
al cattolicesimo.
3. BURGUNDI: si stanziarono nei bacini del Rodano e Saona. Stabilirono più in fretta una
convivenza con i romani.
4. SVEVI: Galizia.
5. ALANI: Portogallo.
6. VANDALI: occupano Africa settentrionale; c’è conflittualità tra di loro. Nel 533 vengono
sconfitti dai Bizantini.
7. OSTROGOTI: furono guidati in Italia da Teodorico, comandante delle truppe imperiali, e
appoggiati dall’imperatore Zenone per ostacolare Odoacre, con il quale combatté dal 488 al
493 con conseguente morte di quest’ultimo. Nel regno venne mantenuto l’ordine del
passato, con i Romani a capo dell’amministrazione e i goti a capo invece dell’esercito.
Governò a Ravenna e fu anche affiancato dal consistorium, consiglio del principe costituito
da goti e romani e di conseguenza elemento di congiunzione tra i due popoli e anche
principale strumento di governo. Venne condotta una politica fiscale equilibrata
privilegiando la bonifica e ricostruzione. Come politica estera riuscirono ad espandersi oltre
le alpi orientali, conquistarono la Provenza e riuscirono a costruire rapporti con altri regni
romano germanici mediante anche matrimoni. Anche se Teodorico conservò la propria
religione ariana, con la Chiesa ebbero rapporti forti, e si pose come protettore della Chiesa
cristiana. Teodorico morì nel 526 e l’integrazione romano-barbarica si dissolse; di questo
periodo di crisi ne approfittò Giustignano, il quale inviò truppe in Italia e sconfisse gli
Ostrogoti riportando l’Italia sotto la dominazione romano-bizantina (554, Prammatica
Sanzione).
Giustignano: regnò per quasi 40 anni (527-565) voleva riunire l’Impero, riconquistando quei
• territori sotto il controllo dei barbari: vs Vandali nell’Africa settentrionale, vs Visigoti Spagna
meridionale, vs Ostrogoti penisola italiana. La guerra contro i goti durò quasi 20 anni e nel
540 fu riconquistata Ravenna costringendo così i Goti a ritirarsi al di là del Po. Nel 533 l’Italia
fu assoggettata a Bisazio. Nel 554 Giustignano promulgò “Prammatica Sanzione”, legge che
riportò l’Italia sotto il controllo romano-bizantino. Muore nel 568 e la penisola viene invasa
dai Longobardi.
8. ANGLOSASSONI: costituirono regni regionali in Britannia a danno dei Britannici che si
ritirarono a Occidente. Intanto si era diffuso il paganesimo, ma il monaco Agostino
rievangelizza.
9. LONGOBARDI: un tempo si pensava fossero di origine scandinava, oggi però questo fatto è
in dubbio; si stanziarono in Germania settentrionale, verso l’inizio del V secolo si stabilirono
in Pannonia e nella seconda metà del VI secolo si trasferirono in Italia guidati dal re Alboino
(568). L’insediamento avvenne in maniera violenta con saccheggi, distruzione di Chiese, …
La conquista divise il paese in due, una parte dominata dai longobardi, l’altra dall’impero.
Era un popolo esercito/popolo in armi composto da longobardi e altre aggregazioni di altre
genti ed erano guidati da capi, duces. Il re, votato da dall’assemblea di uomini liberi, aveva
potere limitato ed inoltre i Longobardi furono un esempio per l’Italia di come non fosse
necessaria la presenza di un re; quando morì Alboino e il suo successore, rimasero infatti per
un decennio senza di esso. Successivamente, durante il periodo di instabilità i Longobardi si
assicurarono sempre la presenza di un rex sovraordinato ai duces. Dal punto di vista militare,
l’esercito era costituito dagli arimanni (uomini in età da combattimento) che facevano parte
di raggruppamenti, farae, ed erano guidati dai duces (duchi). Essi godevano di una certa
autonomia e si stanziarono nelle diverse regioni; non si può però ancora parlare di ducati,
ma di sedi ducali.
Nel 572 invadono Pavia e ne fanno la capitale.
• 584 viene eletto re Autari, il quale sposò Teodolinda, figlia del duca di Baviera.
• Quando morì Autari (590), il re Agilufo sposò Teodolinda e questo fu importante per il potere
• regio e per la storia religiosa dei longobardi. Uno era turingio e l’altra bavara, non longobardi
di sangue, e lei era cristiana mentre lui ariano e lui accettò il battesimo cattolico del figlio.
Le due fedi convivevano e questo fu un esempio dell’etnogenesi di quel tempo. Teodolinda
faceva collegamento tra i Longobardi ariani e la Chiesa di Roma grazie ai suoi rapporti
amichevoli con Papa Gregorio Magno e riuscì anche ad assicurare periodi di tregua nella
guerra tra romani e longobardi. A differenza dei franchi o di altri regni non si formò il
processo di simbiosi tra vescovi e regno; si crearono tensioni col vescovo di Roma che additò
i longobardi come eretici, e dovettero coalizzarsi contro di loro le forze cattoliche della
penisola.
Ariperto I nel 653 abolisce definitivamente l’arianesimo.
• VII secolo, 643: ROTARI E EDITTO, prima raccolta delle leggi longobarde scritte in latino che
• dovevano seguire solo i Longobardi; Rotari voleva contenere il fenomeno della faida, la
giustizia privata che l’offeso/famiglia dell’offeso esercitava verso il colpevole. Ora era
previsto un guidrigildo, ovvero un risarcimento in denaro che doveva pervenire al regno e la
sua quantificazione dipendeva dallo status sociale dell’ucciso o del ferito (grazie a questo
riusciamo a capire le condizioni e la società dell’epoca, stratificata, impoverita, rurale, la cui
unica ricchezza era la terra, un mondo dominato dall’elite militare). L’elezione del re non
divenne mai dinastica.
Le tendenze
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