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Riassunto e schemi esame storia medievale Appunti scolastici Premium

Schemi basati sul libro consigliato dal docente "Storia Medievale" di Montanari, dell'università degli Studi di Torino - Unito, della facoltà di Torino - Unito, del Corso di laurea in lingue e culture dell'Asia e dell'Africa. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia medievale docente Prof. M. Vallerani

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ISLAM:

Si afferma verso il VII-VIII secolo e corrisponde a ridefinizione dell’Impero Bizantino.

Si estendeva da Spagna a India.

Nell’epoca in cui visse Maometto la penisola arabica era caratterizzata da pastori e la popolazione

era organizzata in clan tribali.

L’arabia viene considerata come area difficile da controllare e nel 540 fu caratterizzata da guerre tra

Bizantini e Persiani per la riconquista di territori; scomparvero molti regni arabi e confederazioni

tribali, solo La Mecca riuscì a mantenere un ruolo di attrazione e di pace.

Nel 570 nacque Maometto la cui religione era monoteista e si basava su alcuni precetti basilari. Il

libro da cui trae spunto è il Corano, libro sacro dell’islam, che veniva considerato come parola di Dio

e non solo ispirata da Dio. Si trasferisce poi nella città che verrà chiamata Medina fondando i pilastri

delle fede: 4 doveri, la preghiera quotidiana, Ramadan, pellegrinaggio alla Mecca e l’elemosina ai

poveri. Muore nel 630 senza successione.

Alla sua morte la religione islamica è forte collante ideologico che CALIFFO:

permise in pochi decenni di sottomettere agli arabi grandi territori sotto “successore

la guida dei primi 4 Califfi (luogotenenti del profeta), periodo in cui il dell’inviato di Dio”,

regno ebbe la sua affermazione più spettacolare giungendo a doveva essere

comprendere regione mediorientale e parte del Nordafrica. semplice sostituto,

Per la questione della successione di Maometto, si contrapposero 3 incaricato di

posizioni: perpetuare e

- Sunniti: si rifacevano alla Sunna (tradizione), ritenevano che il applicare il pensiero

califfo dovesse essere eletto dagli anziani. di Maometto.

- Sciiti: seguaci del cugino di Maometto, ritenevano che il califfo

dovesse essere scelto tra la famiglia del profeta.

- Kharigiti: ritenevano che il califfo dovesse essere scelto per merito.

661 prevalse orientamento sunnita e la dinastia degli OMMAYYADI (661-750):

Stabilirono la corte a Damasco.

• Integrazioni tra conquistati e conquistatori.

• Si moltiplicò la conversione all’Islam anche per gli immigrati che arrivavano da ogni parte:

• Persia, Siria, ebrei. Le conversioni erano vantaggiose perché permettevano di entrare

nell’élite dominante e di godere dell’esenzione fiscale: questo favorì il complicarsi delle

stratificazioni sociali.

La lingua araba sostituì tutte le altre.

• Nuove conquiste con attacchi in regioni lontane: l’impero islamico si affacciò sull’Europa,

• conquista Spagna (711-715) e espansione verso la Francia (fermata con la battaglia di

Poitiers di Carlo Martello).

Omar II: cresce impero, riforme che riguardavano l’uguaglianza di tutti i musulmani nella

• politica. Quando muore si creano però nuovi conflitti interni e l’opposizione è sciita e guidata

dagli Abbasidi che inaugurano nuova fase impero.

ABBASIDI (750-945):

Si dice fosse un impero persiano perché la rivolta che portò alla fine degli Ommayyadi era stata

guidata dai persiani.

Impero non più occupato con le conquiste, costituì solo organismo politico nuovo mediante

• il consolidamento dell’amministrazione centrale.

Baghdad come nuova capitale, divenne anche città più grande del mondo perché divenne

• agglomerato urbano in pochi anni composto da vari quartieri.

Nuovo apparato burocratico suddiviso in 3 rami: cancelleria, esattoria fiscale e

• amministrazione delle spese militari (wazir capo dell’amministrazione).

Tra IX e X secolo una serie di dinastie locali si sottrassero al potere degli Abbasidi: 945 i

Buwayhidi assumono controllo di Baghdad.

IMPERI E REGNI POST-CAROLINGIA:

ITALIA:

Non ci furono grossi cambiamenti geografici, mantenne la stessa estensione del regno Longobardo.

In mancanza di una successione, la guida del regno fu contesa tra i rappresentanti delle principali

famiglie dell’aristocrazia creando conflitti: famiglie di Spoleto, Toscana, Ivrea e Friuli.

Regno all’inizio conteso da Spoleto e Friuli ma nessuna riuscì a prevalere richiedendo anche appoggi

esterni: il regno fu prima guidato per alcuni anni dal re di Borgogna e successivamente dal re di

Provenza. Il re di Provenza, anziano, si ritirò e lasciò il regno a Lotario che regnò per poco tempo per

poi passare la guida alle famiglie di Ivrea.

Il nuovo re cercò di consolidare il potere mediante politica di umiliazione e annientamento degli

avversari tanto che fu anche fatta prigioniera la moglie di Lotario, liberata successivamente grazie

all’intervento di Ottone I, che la sposò e guidò il regno d’Italia.

OTTONI/GERMANIA:

Ludovico il Fanciullo fu l’ultimo re carolingio a controllare i Franchi orientali, il quale non lasciò eredi.

Si impose così un principio elettivo in cui il re era eletto dai duchi, ma quando una famiglia era

abbastanza forte tornava il principio dinastico.

Nel 919 venne scelto il duca di Sassonia Enrico.

• Enrico II, cugino. Enrico sottomise nel 925 la Lotaringia.

• Ottone I, figlio di Enrico II, conquistò l’Italia e riuscì a dare nuovamente rigore all’Impero.

• Sposò la vedova di Lotario, Brunilde, e affermò la sua superiorità su Berengario II ma ebbe

problemi col suo stesso figlio, il quale gli impedì di affermare il pieno dominio sull’Italia; il

conflitto si risolse nel 954 con la sottomissione del figlio. Ottone I affermò la sua condizione

di massimo potere politico-militare in Europa carolingia sconfiggendo gli Ungari nel 955. Nel

961 scese di nuovo in Italia, prese possesso del regno e ottenne a Roma la corona Imperiale

e il titolo di protettore di Roma. Da qui in avanti la situazione restò immutata fin quasi al

Medioevo, gli succedettero Ottone II e III.

Ottone III, nel 996 mentre si avviava a Roma gli giunse notizia della morte del Papa Giovanni

• XV, così impose un proprio cugino, Gregorio V che incoronò Ottone imperatore.

L’aristocrazia romana cacciò Gregorio ed elesse un nuovo papa ma Ottone intervenne

militarmente per ristabilire le cose. Alla morte di Gregorio impose come Papa uno dei più

grandi intellettuali di quei decenni, Silvestro II, il Papa che aveva battezzato Costantino e

posto le basi per l’impero cristiano.

Nel 1002 con la morte precoce di Ottone III senza eredi, gli succedette Enrico II (Duca di

• Baviera); muore senza eredi e quindi lascia il titolo a Corrado II, duca di Franconia, che riuscì

a mantenere la corona per 4 generazioni (1125).

FEUDALESIMO:

Caratteristico del periodo che va dal X all’XI secolo.

Termine coniato nel 1700 durante epoca Illuministica; “feudo” deriva dall’antico germanico fihu che

significava “gregge, bestiame” e che poi presto assume il significato di “beneficium”. Quindi feudo

e beneficium sono due termini per indicare la stessa cosa (beneficio era la concessione fatta dal

signore al vassallo nel rapporto vassallico-beneficiario).

Per chiarire lo sviluppo del rapporto vassallatico-beneficiario, esso viene suddiviso in 4 fasi:

1. PRIMA FASE (VIII-IX secolo): diffusione rapporto vassallatico-beneficiario, prima del regno

dei Franchi fino all’impero carolingio. Vi erano rapporti clientari, legami che si costruiscono

legalmente fra sovrano e suoi funzionari.

2. SECONDA FASE (IX-X secolo): dopo la dissoluzione dell’impero carolingio, l’aristocrazia

prende il potere e si ha così ereditarietà degli incarichi pubblici. Conti, duchi, marchesi, …

3. TERZA FASE (IX-metà XII secolo): momento di crisi in cui vi è la massima frammentazione del

potere pubblico su scala locale, fase indicata con il nome di ordinamento signorile. Alla base

di questo ordinamento c’è il castello, cellula base contenente il territorio più o meno ampio

che ogni singola fortificazione riesce a controllare.

4. QUARTA FASE (seconda metà XII secolo in avanti): poteri signorili controllati all’interno di

nuove compagini territoriali e i signori locali vengono assoggettati ai regni mediante nuovi

strumenti giuridici, questo da vita al diritto feudale. Si può parlare di “piramide feudale”,

rete gerarchica di rapporti politici basati su legame feudo-vassallatico.

Durante l’impero carolingio le aristocrazie europee avevano acquisito sempre più importanza e

autonomia; quest’ultima venne riconosciuta dal “CAPITOLARE DI QUIERZY”, disposizione emanata

da Carlo il Calvo nell’887, la quale riconosceva sia appunto l’autonomia delle aristocrazie ma anche

l’ereditarietà dei benefici e delle cariche maggiori.

Su questa frammentazione del potere pubblico poi cercò di incidere anche l’imperatore Corrado II

(XI secolo), emanando “Edictum de beneficis” nel 1037, disposizione che stabiliva l’ereditarietà

anche dei benefici minori, precisando che nessun vassallo poteva essere privato del proprio

beneficio senza una giusta causa, la quale doveva anche essere giudicata da un tribunale o dal

sovrano.

Uno dei fenomeni che si diffuse durante la sgretolazione dell’impero carolingio fu l’incastellamento.

Dovuto sia al fatto che gli esponenti della dinastia non seppero dare sicurezza al territorio, sia al

fatto che i signori (grandi proprietari), utilizzando appunto questo timore e questa insicurezza

diffusa tra la popolazione, volevano consolidare il proprio potere. Si creano così molteplici centri di

potere, delle fortificazioni (recintando solo un’aerea con lo scavo di un fossato o l’innalzamento di

un muro di legno) nei quali cercavano protezione piccoli proprietari e anche coltivatori liberi.

Incastellamento fu uno degli strumenti attraverso cui molti grandi proprietari si trasformano in

signori territoriali. Due forme di signoria:

SIGNORIA FONDIARIA: insieme di poteri che un grande proprietario si trovava ad esercitare

• sui lavoratori di condizione servile che gli appartenevano e anche sui coloni liberi che

lavoravano le sue terre. Egli riscuoteva denaro o beni in natura, ma i coltivatori erano anche

assoggettati dalle corvées, prestazioni d’opera da svolgere sulle terre signorili.

SIGNORIA TERRITORIALE: legata al fenomeno dell’incastellamento; esercizio di una serie di

• prerogative in gran parte analoghe a quelle della signoria fondiaria, ma applicate anche a

soggetti non legati da alcun vincolo di natura patrimoniale al proprietario del castello. Il

signore poteva chiedere loro prestazioni di lavoro per la manutenzione della fortezza, per i

turni di guardia, manutenzione di strade e della sua residenza, e il pagamento delle tasse.

Riscuoteva anche una taglia, versamento in denaro dovuto dall’intera comunità come

riconoscimento della funzione di protezione da lui esercitata. Il signore amministrava la

giustizia e stabiliva un monopolio sulla vendita di generi indispensabili.

RIFORMA DELLA CHIESA:

Processo di ripensamento della funzione della chiesa conosciuto come Riforma; si dovevano

recuperare i beni della Chiesa, inalienabilità delle cose sacre, ci si opponeva alla vendita delle cariche

(simonia), celibato del clero (nicolaismo) e vertice della chiesa libero da condizionamenti.

Il XI secolo fu decisivo per l’affermarsi di un’organizzazione

centralizzata della Chiesa, basata su modello monarchico e si Il termine Simonia deriva da

voleva ridare prestigio e credibilità morale alla Chiesa grazie a Simon Mago, un samaritano

contributo del mondo monastico: questa “riforma monastica” che esercitava la magia

non contestava le ricchezze ecclesiastiche, ma proponeva il convertito al cristianesimo,

proprio modello basato sulla preghiera e la purezza del corpo, aveva chiesto a Pietro di

modello che dava prestigio al cristianesimo. Esempio di vendergli il dono delle

modello monastico erano i monaci di Cluny, fondato dal duca guarigioni; si indicava quindi

Guglielmo d’Aquitania non lontano da Lione e affidata l’acquisto delle cariche

all’abate Bernone. ecclesiastiche, pratica che dal X

A partire da questi movimenti riformatori monastici si secolo divenne comune.

diffusero critiche contro il clero, poiché infatti erano accusati

di simonia e di nicolaismo (matrimonio degli ecclesiastici), che cercavano di moralizzare la Chiesa.

Accanto a questi movimenti riformatori si andarono a creare anche movimenti religiosi di origine

“pauperistica”, i quali predicavano un ideale evangelico di povertà, quindi alla rinuncia dei beni e il

ritorno alla Chiesa delle origini.

L’accelerazione ad un profondo rinnovamento si ha un decennio più tardi quando l’elezione papale

fu riportata sotto il controllo dell’imperatore e di alcune famiglie aristocratiche romane, e ciò portò

alla presenza di 3 Papi diversi che si accusavano di simonia. Interviene così Enrico III, il quale depose

tutti e 3 i Papi e ne elesse uno che era estraneo all’ambiente romano, Clemente II (tedesco).

Tra i Papi di maggior rilievo scelti da Enrico III ci fu Papa Leone IX, il quale combatté contro simonia

e nicolaismo, ed inoltre si scontrò con il patriarca di Costantinopoli riguardo al controllo delle Chiese

dell’Italia meridionale. Alla fine si giunse (1054) alla rottura tra Chiesa di Roma e Costantinopoli.

Morì Leone IX ma la sua opera continuò.

Morì anche, 1056, Enrico III e gli succedette Enrico IV; purtroppo era minorenne e quindi l’elezione

del Papa passò di nuovo nelle mani dell’aristocrazia, la quale scelse Niccolò II. Egli promulgò altri

editti nei quali si stabiliva che fosse l’imperatore ad avere l’ultima parola riguardo all’elezione del

Papa. Promulgò poi anche l’editto nel quale si diceva che fossero i cardinali ad eleggere il Papa.

Morto Niccolò, gli succedette Alessandro II, che non fu riconosciuto dagli imperatori ed elessero un

nuovo Papa, Onorio II. Questo sottolineò la lotta alle investiture del periodo.

Papa Gregorio VII: elezione avvenuta per acclamazione popolare e non secondo editto di Niccolò e

questo generò problema della sua legittimità, in particolare si scontrò con arcivescovo di Ravenna

Wiberto. Gregorio desacralizzò la carica imperiale e quindi escluse l’imperatore dalla vita religiosa.

Il Papa cerca appoggio dei vescovi tedeschi ma essi si schierano dalla parte di Enrico IV; il Papa allora

condanna le investiture imperiali e rende le cariche dei vescovi ottenute dall’imperatore nulle ed

emana editto (Dictatus papae), ovvero disposizioni che definivano ruoli del papato e della chiesa

(solo il Papa può deporre o eleggere vescovi, può anche deporre imperatore). Enrico nel 1076 allora

convoca a Worms un concilio di vescovi tedeschi e depose Gregorio VII; Gregorio a sua volta

scomunica l’imperatore. Quest’ultimo si reca a Canossa ed è costretto a scendere a patti con il Papa,

il quale è costretto a ritirare la scomunica. L’imperatore torna in Germania e nel 1080 fede nominare

Wiberto Papa, Clemente III.

1084 Enrico invade Roma ma Gregorio venne salvato dai normanni e morì un anno dopo. Con la sua

morte i conflitti tra Chiesa ed Impero però continuarono.

La fine dei conflitti si ha con il concordato di Worms (1122), firmato da Enrico V e Papa Callisto II:

elezione dei vescovi doveva avvenire attraverso il clero e il popolo della città e che solo in Germania

l’imperatore poteva assistere all’elezione del Papa ed investirlo di funzioni e beni temporali.

COMUNI:

Nei decenni centrali del secolo XI vari fattori, tra cui la riforma della chiesa, la lotta per le investiture,

determinarono una profonda crisi nell’equilibrio delle città italiane.

Da questa situazione di conflitto emerse nelle città la volontà di pacificazione sociale da cui prese

avvio un nuovo ordinamento politico, l’ordinamento comunale. I cittadini, staccatosi dalla figura del

vescovo, sostituirono la tradizionale riunione che tenevano davanti alla cattedrale con altre

assemblee che eleggevano come loro rappresentanti i “consoli” (consules); il consolato fu la

magistratura composta da 2 a 24 membri che fu posta alla guida del nuovo organismo che stava

prendendo via: il comune.

Si usa datare l’inizio dell’esperienza comunale nelle diverse città in base a quando il console iniziano

ad agire, ad esempio:

- Pisa e Lucca 1085

- Asti 1095

- Cremona 1112

- Bologna 1123

Altri pensano che si possa parlare di comune semplicemente quando la cittadinanza agisce in modo

autonomo.

Però gli stessi consoli ritengono per la loro autonomia importante il fatto dell’iniziare a conservare

la documentazione relativa ai loro diritti patrimoniali e giurisdizionali. Questo è uno dei punti di

rottura più importanti della storia europea: cessa egemonia ecclesiastica nella conservazione della

documentazione scritta. Grazie a questi secoli, grazie agli archivi dei comuni, noi riusciamo ad

analizzare le strutture dell’epoca.

Il sostentamento degli abitanti arrivava praticamente solo dal mercato e di conseguenza dalla

capacità delle classi dominanti di garantire approvvigionamento.


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12

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2.88 MB

AUTORE

aryyb

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture dell'Asia e dell'Africa
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aryyb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Vallerani Massimo.

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