Arg. 1 – Lo stato costituzionale
Stato: sovranità, territorio e popolo
Lo Stato può essere definito come la forma di organizzazione del potere politico, cui spetta l’uso legittimo della forza, esercitato su una comunità di persone, all’interno di un determinato territorio. I caratteri tipici dello Stato costituzionale e dello Stato moderno sono:
- Territorio. Ogni stato ha un suo territorio delimitato da confini entro i quali esercita la sua sovranità;
- Popolo. Nella modernità, l’appartenenza di un determinato popolo ad un certo stato, è connessa ad un dispositivo giuridico, cioè la cittadinanza. Coloro che non sono cittadini ma stranieri, pur non appartenendo a quel popolo, saranno detentori di determinati diritti fondamentali.
- Sovranità. Pretesa a far valere la forza in via esclusiva da parte del potere pubblico.
A queste 3 caratteristiche, nello stato moderno si è aggiunto il simbolo di appartenenza e cioè tutti quei simboli ed elementi di integrazione del popolo, che creano un legame simbolico culturale con lo stato stesso. Ad esempio: Inno Nazionale, Bandiera Nazionale e Capo dello Stato.
Sovranità e Stato
Lo Stato nell’esercitare il potere politico è sovrano in quanto si pone in una posizione di superiorità rispetto a qualsiasi altro soggetto individuale o collettivo operante sul suo territorio. La sovranità ricomprende tre aspetti:
- Sovranità esterna - intesa come indipendenza dall’esterno;
- Sovranità interna - intesa come supremazia all’interno del territorio;
- Originarietà - indipendenza delle sue norme da qualsiasi altro sistema normativo.
Sovranità e popolo
La sovranità rappresenta anche l’esito di un’evoluzione sia giuridica che filosofica, un progressivo compromesso tra il concetto di monarca e la presa di potere del popolo stesso, in cui il monarca non era più investito dal volere divino, ma bensì dal popolo, che trova nella costituzione un approdo nell’art. 1 c. 2 Cost.: “la sovranità spetta al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Da qui si desumono diverse concezioni di sovranità popolare:
- Il popolo è sovrano per diritto naturale originario (tesi giusnaturalistica da escludere);
- Il popolo è titolare giuridico della sovranità (la sovranità è il risultato di un processo storico).
Inoltre l’articolo 1 Cost. evidenzia l’irrinunciabilità della spettanza della sovranità al popolo, quindi implica che non è rinunciabile in favore di un singolo, di un’istituzione o di un’assemblea. Rossau pensava che il popolo fosse sovrano solo quando elegge direttamente il parlamento. Questa visione è erronea perché ci sono vari esercizi di sovranità (es. referendum).
Evoluzione carte costituzionali
In un primo tempo, le carte costituzionali servivano a porre dei limiti agli apparati pubblici del governo, dove, prima delle rivoluzioni, statunitense e francese, il cittadino era considerato come un suddito. Un esempio tipico è la Magna Carta del 1215, “Disciplina dell’Habeas Corpus” che consisteva nella garanzia dell’inviolabilità della persona, di non essere arrestato illegalmente senza garanzie. Questa garanzia non era destinata a tutti i sudditi, ma era riconosciuta ad un ristretto gruppo di persone, come i nobili.
Una definizione di costituzionalismo moderno si può trovare nella “Dichiarazione dell’uomo e del cittadino” del 1789. Quando prende il via la rivoluzione francese (1789-1799) si ha l’incipit del costituzionalismo moderno. “Ogni società nella quale non sono assicurate la garanzia dei diritti né la separazione dei poteri, non ha Costituzione”. Qui si sviluppano i sistemi liberali. Un esempio è lo Statuto Albertino del 1848 (vd. dopo caratteristiche stato liberale).
Tra la fine del 19o secolo e l’inizio del 20o secolo, vi è l’ingresso di nuove classi sociali che chiedono rappresentanza, che il Parlamento sia una fotografia più ampia del popolo, non solo della classe borghese. Vi è, quindi, il passaggio dallo Stato Monoclasse allo Stato Pluriclasse. Si iniziano a richiedere nuovi diritti sociali da parte delle classi più deboli, quindi non una tutela solo astratta dei classici due diritti.
Dopo l’avvento dei regimi Nazi-Fascisti in Europa e il dramma del secondo conflitto mondiale, il mondo si divide in due blocchi, che si vanno anche a scontrare con la guerra fredda, con due diverse Carte Costituzionali:
- Blocco Occidentale: Con carte fondamentali pluraliste, liberali e democratiche tra cui la Costituzione Italiana.
- Blocco Orientale: con carte di ispirazione che regolano i rapporti di potere nelle Repubbliche afferenti all’area dell’Urss e repubbliche orientali sotto l’influenza sovietica.
Forme di Stato
L’espressione “Forma di Stato” indica il rapporto che intercorre tra chi detiene il potere e coloro che ne sono assoggettati. È necessario distinguere tra:
- Forma di Stato, tiene conto del diverso peso degli elementi costitutivi dello stesso (popolo, territorio, sovranità);
- Forma di Governo, descrive il modello organizzato di ripartizione del potere (sovranità) tra gli organi di vertice dello Stato.
Si ricordano:
- Stato Assoluto. Più risalente nel tempo, con riferimento ad Hobbes. Teorizza lo stato come il soggetto che ha il dominio assoluto della forza in capo al Sovrano Assoluto, perché “legibus solutus” (sciolto dalle leggi) legittimato da una forza metafisica. Qui le leggi valevano per la popolazione ma non per il sovrano, perché aveva il diritto di vita e di morte. Il sovrano detiene potere legislativo ed esecutivo.
- Stato Liberale. Forma più diffusa nella modernità. È uno stato monarchico costituzionale; qui il monarca poteva regnare senza legittimazione democratica diretta, bensì su una successione temporale. Queste monarchie prevedevano, da un lato il monarca, e dall’altro le assemblee elettive (popolo) che legiferavano. Se il monarca non aveva la fiducia delle assemblee il suo governo cadeva. Questa tipologia è presente dal 1700 ed il teorico è Locke. I Caratteri dello Stato Liberale:
- Funzione Garantista: lo stato è considerato uno strumento per la tutela dei diritti civili inalienabili e della sfera privata individuale libera da ingerenze esterne (es. diritto di proprietà).
- Stato Minimo: lo stato si astiene dall’intervento nella sfera economica, affidata alle relazioni ed alle autoregolazioni tra privati. L’intervento dello stato perturberebbe la logica del mercato se intervenisse. Lo stato si limita alle funzioni giurisdizionali e quelle dell’ordine pubblico, emissione della moneta, della difesa e politica estera.
- Separazione dei poteri: formulata da Montesquieu, in virtù del quale i poteri devono essere esercitati da organi diversi ed indipendenti tra loro. Si articola sullo schema Legislativo (Parlamento) ed Esecutivo (Governo su legittimazione del Parlamento).
- Principio di legalità formale e della rappresentanza: la legge regola un numero indefinito e generale di casi astratti e la legge del parlamento è il centro del sistema delle fonti.
- Stato Sociale o Democrazia Pluralista. Si ricorda Keynes che teorizza l’intervento dello stato nell’economia così da distribuire la ricchezza sociale e livellare determinate drastiche stratificazioni sociali. Quindi la caratteristica di questa forma è il riversamento dell’azione dello stato in situazioni economiche così da garantire a tutte le classi sociali determinati diritti. Esempio classico è il Welfare State (istruzione, sanità e pensioni). La differenza sostanziale tra Stato Liberale e Stato Sociale/democrazia pluralista è che:
- allo Stato Liberale era affidato solo il compito di garantire la libertà dei privati;
- allo Stato Sociale è affidato anche il compito di intervenire nella distribuzione dei benefici sociali, correggendo eventuali esiti dei rapporti economici del mercato.
Quali sono le caratteristiche dello stato di democrazia pluralista?
- Suffragio Universale. Diritto di voto esteso a tutti i cittadini maggiorenni che non si trovino in condizioni di incapacità elettorale. Primo suffragio universale maschile nel 1913. Le donne solo dal 2/6/1946. Tutti possono votare e tutti i votanti hanno diritto alle tutele connesse a tale esercizio.
- Pluripartitismo. Si fonda sul principio di tolleranza in base al quale il dissenso, la minoranza o l’opposizione, non possono essere represse, ma anzi devono essere garantite. Questo non solo a livello di formazioni politiche, ma anche di formazioni sociali dell’uomo, sia come singolo, che come collettivo, purché non sia anticostituzionale (ad es. Partito Fascista è vietato dalla costituzione).
- Pluralismo dei Centri di Potere. Esistono entità politiche sub-statali (regioni e province) che determinano canali di comunicazione e partecipazione dalla cittadinanza fino al vertice statale.
- Non esiste un Interesse Generale. Esiste una pluralità di interessi in conflitto tra di loro che è compito dello stato contemperare.
Arg. 2 – Il governo
Forme di Governo
Per “Forma di Governo” si intende il modello organizzato di ripartizione del potere (sovranità) tra gli organi di vertice dello Stato. Il percorso per arrivare allo stato costituzionale inizia dallo Stato Liberale in cui vi è netta separazione tra i poteri del Re ed il Parlamento, titolari rispettivamente del potere Esecutivo e Legislativo. Si tratta di un Parlamentarismo Dualista in cui il potere Esecutivo era ripartito tra il Monarca ed il Governo che doveva essere gradito dal Re ed avere la fiducia del Parlamento. Al monarca era riconosciuto il potere di scioglimento anticipato del Parlamento che fungeva da contrappeso alla responsabilità politica del Governo. L’art. 48 dello Statuto Albertino diceva che “i ministri sono responsabili” anche se non specificava nei confronti di chi lo erano (probabilmente si intendeva del Re).
Si passa poi al Parlamentarismo Monista in cui il Governo ha un rapporto di fiducia esclusivamente con il Parlamento, mentre il Re è una figura che svolge una mera funzione di garanzia. Questa trasformazione da dualista a monista avviene attraverso l’istituto della controfirma con cui il governo ha assunto la responsabilità politica davanti al Parlamento e alla Nazione del contenuto degli atti normativi. Altro elemento da considerare che si afferma nella fase Liberale nella seconda metà dell’800 è il cosiddetto concetto dell’Indirizzo Politico: rappresenta il canale che permette alle forze politiche di esprimere il loro orientamento per il tramite dei canali istituzionalmente a ciò preposti. Esempio: Una maggioranza di destra perseguirà un indirizzo politico con annessi determinati obiettivi rispetto ad una maggioranza di sinistra.
Monarchia costituzionale
La monarchia costituzionale è la forma di governo che si afferma nel passaggio dallo Stato assoluto allo Stato liberale - nasce prima in Inghilterra, poi in Europa continentale dopo la rivoluzione francese. Caratterizzata da:
- Netta separazione del potere tra Re e Parlamento;
- Il Re titolare di prerogative quale Capo dello Stato (consentiva di partecipare alla funzione legislativa- sanzione delle leggi del Parlamento) e giurisdizionale (nomina giudici, concede grazia e commuta pene);
- Il Re nomina i ministri e può sciogliere anticipatamente la Camera elettiva del Parlamento;
- Il Parlamento (potere legislativo) approvava anche norme limitatrici dei poteri dell’amministrazione e i tributi;
- Le leggi entravano in vigore solo con il consenso del Re (sanzione regia);
- I cambiamenti erano consentiti dalla natura flessibile della costituzione – monarchia costituzionale che cambia negli equilibri al variare degli equilibri sociali rappresentati in Parlamento.
Forma di governo parlamentare
La forma di governo parlamentare si identifica in determinate caratteristiche:
- Si riconosce per la centralità del rapporto fiduciario tra Parlamento e Governo. Il Governo detiene il potere di indirizzo politico del quale risponde solo dinanzi al Parlamento.
- Si tratta dello schema di organizzazione dell’indirizzo politico più risalente e tradizionale che nasce dalla forma di stato monarchico-costituzionale e poi evolve attraverso la specializzazione dei compiti del Parlamento. Le camere, in primo luogo, rappresentano un contropotere rispetto a quello monarchico.
- Si sviluppa e si complica la funzione del Governo, che dapprima come proiezione del Re, diviene il frutto del supporto della rappresentanza parlamentare, attraverso il conferimento della fiducia.
Le forme di Governo Parlamentari
- Razionalizzata (Germania). La Germania è uno stato federale, ha una camera rappresentativa di tutti gli interessi del paese ed una camera rappresentante i singoli stati federali (Land). È un sistema in cui i partiti minori devono superare uno sbarramento per arrivare alla rappresentanza parlamentare. Viene definito Razionalizzato perché ogni singolo passaggio parlamentare, fiducia o sfiducia dei governi, è stato dettagliatamente previsto nel testo costituzionale per evitare abusi sui vuoti di potere. Quindi, quando il parlamento decide di sfiduciare, non ci deve essere un vuoto di potere che potrebbe permettere prese di posizioni illegittime, ma deve essere già prevista una sostituzione.
- Multipartitismo Estremo (Italia fino al 1994). Modello che consentiva anche a piccoli partiti di poter avere uno specifico rappresentante in Camera o Senato.
- Prevalenza governativa (sistema maggioritario: Regno Unito ed Italia dal 1994). Il modello WestMinster del Regno Unito viene ricondotto al modello parlamentare con prevalenza governativa con un sistema elettorale di tipo maggioritario, cioè il territorio del regno unito viene diviso in circoscrizioni ed in ciascuna il candidato del partito che ottiene la maggioranza viene automaticamente eletto all’interno della circoscrizione. Comporta che, se in parlamento c’è una maggioranza di partito politico, automaticamente salirà al potere l’esponente di quel partito come Primo Ministro. Chi governa, quindi, ha una maggioranza molto solida in Parlamento. Questo modello inizia a scricchiolare per il pluralismo di partiti e coalizioni.
Altre forme di Governo
- Governo Presidenziale. Molto famoso è quello statunitense in cui il capo dello stato viene eletto direttamente dal corpo elettorale. Questa forma ha carattere duale:
- Da un lato il Presidente in posizione di investitura diretta;
- Dall’altro lato il Congresso, che è il Parlamento Bicamerale composto dalla Camera dei Rappresentanti e dal Senato il quale anch’esso ha investitura diretta. È una situazione in cui, sia il congresso che il presidente hanno la medesima investitura democratica e pertanto condividono determinati poteri: Il capo dello stato non può essere sfiduciato, tranne per infermità, malattia o gravi motivazioni, per tutto il suo mandato di 4 anni. L’unico strumento è l’ipotesi dell’Impeachment -> messa in stato d'accusa di persona che detiene un'alta carica pubblica ritenuta colpevole di azioni illecite nell'esercizio delle proprie funzioni. Il capo dello stato dirige i governi da lui nominati con i segretari di stato. Gli USA hanno un impianto federale, composto da altri stati. Inoltre è presente la Corte Suprema con presenza forte ed incisiva, che risolve conflitti tra le legislazioni degli stati e la legislazione federale valevole per tutti.
- Governo Semipresidenziale. Simile al presidenzialismo è il modello della V Repubblica francese. Il capo dello stato ha una carica di 4 anni, ha un’investitura diretta, è indipendente dal Parlamento perché non ha bisogno della fiducia dell’assemblea nazionale, ma nonostante ciò non può governare da solo, ha bisogno di un governo da lui nominato. Il governo del Presidente deve avere la fiducia del Parlamento, a differenza del Presidenzialismo degli USA. Il presidente ha una forte influenza all’interno delle dinamiche politiche (mentre in Italia è una figura simbolica). Il governo è doppiamente supportato, ma anche influenzato verso due direzioni potenzialmente divergenti. Il grosso problema riguarda la “coabitazione”, ossia quando c’è un Presidente di un partito e un Parlamento di maggioranza con partito opposto. Quindi il governo è di espressione opposta a quella del Presidente.
- Governo neo-parlamentare. Ad esempio in Israele e nel sistema regionale italiano. C’è un rapporto di fiducia tra Governo e Parlamento, ma la differenza dal classico parlamentarismo risiede nell’elezione diretta popolare del Primo Ministro e contestualmente del Presidente del Parlamento. È un Governo di legislatura in quanto, se c’è la sfiducia del governo, automaticamente c’è uno scioglimento del Parlamento e vi sono nuove elezioni. Nel parlamentarismo classico ciò non avviene automaticamente, ma solo se non ci sono modi per determinare un nuovo governo.
- Governo Direttoriale. È una forma sperimentata nell’ordinamento svizzero e si accompagna ad una forma di stato di stampo federale ad alta differenziazione linguistica, infatti la svizzera ha partite desche, francesi, italiane. Questa forma prevede quali organi costituzionali:
- Assemblea federale che è l’assemblea politica;
- Direttorio o Consiglio Federale che svolge le funzioni di governo, che non sono legate all’Assemblea da un rapporto fiduciario, anche se l’esecutivo viene eletto, membro a membro, dall’Assemblea stessa.
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