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Cap 7

2214. Scritture contabili

L’imprenditore che esercita una attività commerciale deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari. Deve

altresì tenere le altre scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalla dimensione dell’impresa e

conservare ordinatamente per ciascun affare gli originali delle lettere, telegrammi e delle fatture ricevute,

nonché copia delle lettere, telegrammi o fatture spedite.

Le scritture obbligatorie per legge sono il libro giornale (2216) che contiene l’elenco in ordine cronologico delle

operazioni relative all’attività d’impresa, e il libro degli inventari (2217) da redigere all’inizio dell’impresa e

successivamente ogni anno, contiene la descrizione e la valutazione delle attività e delle passività dell’impresa.

Esso si chiude con il bilancio che illustra la situazione patrimoniale ed il risultato economico d’esercizio.

Cap 8

2203. Institore

È institore colui che è preposto dal titolare all’esercizio di una impresa commerciale, che può essere limitata all’esercizio

di una sede secondaria o di un ramo particolare d’impresa.

2204: l'institore può compiere tutti gli atti pertinenti all'esercizio dell'impresa a cui è preposto, salve le

limitazioni contenute nella procura. Tuttavia non può alienare o ipotecare i beni immobili del preponente. Se

non è stato a ciò che espressamente autorizzato.

2205: l'institore è in tenuto insieme con l'imprenditore all'osservanza delle disposizioni riguardanti l'iscrizione

nel registro delle imprese che la tenuta delle scritture contabili.

2206: la procura con sottoscrizione del predisponente autenticata deve essere depositata per l'iscrizione

presso il competente ufficio del registro delle imprese. Mancanza dell'iscrizione la rappresentanza si reputa

generale il limite azioni di essa non sono opponibili ai terzi se non si prova che questi le conoscevano al

momento della conclusione dell’affare.

2209. Procuratore

Le disposizioni degli articoli 2206 2207 si applicano anche procuratori I quali in base un rapporto continuativo

abbiano il potere di compiere per l'imprenditore gli atti pertinenti all'esercizio dell’impresa.

Hanno poteri e autonomia gestionale circoscritta al settore operativo che dirigono.

2210. Commessi

I commessi possono compiere gli atti che sono ordinari alla qualifica che essi rivestono.

Anche se sono autorizzati a concludere contratti in nome dell’imprenditore, non hanno il potere di derogare alle

condizioni generali di contratto o alle clausole stampate sui moduli dell’impresa, se non sono muniti di una speciale

autorizzazione.

Cap 9

2555. Azienda

L’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa.

Tutti gli elementi appartenenti all’azienda sono accomunati dalla destinazione all’esercizio d’impresa.

L’avviamento è l’attitudine del complesso aziendale di produrre un risultato economico positivo.

L’azienda può formare oggetto di atti di disposizione di diversa natura, in quanto può essere venduta, conferita in

società, donata e sulla stessa possono essere costituito diritti reali o personali di godimento.

2557. Divieto di concorrenza

Chi aliena l’azienda deve astenersi, per un periodo di cinque anni dal trasferimento, dall’iniziare una nuova

impresa che per l’oggetto, l’ubicazione o altre circostanze sia idonea a sviare la clientela dall’azienda ceduta.

2558. Successione nei contratti

Se non è pattuito diversamente, l’acquirente dell’azienda subentra nei contratti stipulati per l’esercizio

dell’azienda stessa che non abbiano carattere personale. Il terzo contraente può tuttavia recedere entro tre

mesi dalla notizia di trasferimento, se sussiste una giusta causa, salvo in questo caso la responsabilità

dell’alienante.

2559. Crediti relativi all’azienda ceduta.

La cessione dei crediti relativi all’azienda ceduta, anche in mancanza di notifica al debitore di sua

accettazione, ha effetto nei confronti di terzi, dal momento dell’iscrizione del trasferimento nel registro delle

imprese.

2560. Debiti relativi all’azienda ceduta.

L’alienante non è liberato dai debiti inerenti all’esercizio dell’azienda ceduta anteriori al trasferimento, se non

risulta che i creditori vi hanno consentito.

Cap. 10

La libertà di concorrenza è la possibilità di procurarsi un vantaggio sul mercato a discapito degli altri operatori che vi

operano. Il legislatore interviene vietano la concorrenza sleale che si verifica mediante comportamenti scorretti capaci di

alterare il corretto funzionamento del mercato.

2598. Atti di concorrenza sleale. Riprende l’articolo 10 bis del CUP

Ferme le disposizioni che concernono la tutela dei segni distintivi e dei diritti di brevetto, compie concorrenza

sleale chiunque:

- Concorrenza sleale confusoria: usa nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con nomi o con i

segni distintivi legittimamente usati da altri, o imita servilmente i prodotti di un concorrente, o compie con

qualsiasi altro mezzo atti idonei a creare confusione con i prodotti o l’attività di un concorrente.

- Diffonde notizie e apprezzamenti sui prodotti e sull’attività di un concorrente idonei a determinare il

discredito, o si appropria di pregi dei prodotti o dell’impresa di un concorrente

- Si vale direttamente o indirettamente di ogni altro mezzo non conforme ai principi della correttezza

professionale e idoneo a danneggiare l’altrui azienda.

2559. Sanzioni

La sentenza che accerti atti di concorrenza sleale ne inibisce la continuazione e dà gli opportuni provvedimenti

affinché vengano eliminati gli effetti.

2600. Risarcimento del danno

Se gli atti di concorrenza sleale sono compiti con dolo o colpa, l’autore è tenuto al risarcimento dei danni. In

tale ipotesi può essere ordinata la pubblicazione della sentenza.

Alle regole di correttezza imposte all’impresa nei rapporti con altri imprenditori si affiancano ulteriori norme relative ai

rapporti con i consumatori.

Si definisce pratica commerciale una qualsiasi condotta in relazione alla promozione, vendita o fornitura di un prodotto

au consumatori.

Le pratiche si definiscono scorrette quando sono contrarie alla diligenza professionale e sono in grado di falsare il

comportamento economico di un consumatore.

Art. 21 C. Cons. Pratica commerciale ingannevole.

E' considerata ingannevole una pratica commerciale che contiene informazioni non rispondenti al vero o,

seppure di fatto corretta, in qualsiasi modo, anche nella sua presentazione complessiva, induce o è idonea ad

indurre in errore il consumatore medio riguardo ad uno o più dei seguenti elementi e, in ogni caso, lo induce o

è idonea a indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.

Art. 24 C.Cons. Pratica commerciale aggressiva.

E' considerata aggressiva una pratica commerciale che, nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le

caratteristiche e circostanze del caso, mediante molestie, coercizione, compreso il ricorso alla forza fisica o

indebito condizionamento, limita o è idonea a limitare considerevolmente la libertà di scelta o di

comportamento del consumatore medio in relazione al prodotto e, pertanto, lo induce o è idonea ad indurlo ad

assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso

L’AGCM si occupa dell’accertamento dell’illecito amministrativo e l’applicazione di sanzioni.

D.lgs 145/2007, art. 3 e 4. Pubblicità ingannevole e comparativa.

Le disposizioni del presente decreto legislativo hanno lo scopo di tutelare i professionisti dalla pubblicità

ingannevole e dalle sue conseguenze sleali, nonché di stabilire le condizioni di liceità della pubblicità

comparativa.

Il legislatore qualifica ingannevole qualsiasi pubblicità che in qualunque modo, compresa la sua presentazione,

è idonea a indurre in errore le persone fisiche e giuridiche alle quali è rivolta o che essa raggiunge e che possa

pregiudicare il loro comportamento economico.

Per quanto riguarda il confronto, la pubblicità comparativa é lecita purché rispetti alcuni limiti.

La comparazione non deve creare confusione con i segni distintivi del concorrente e deve riguardare beni o

servizi che soddisfano gli stessi bisogni, per confrontare oggettivamente una o più caratteristiche essenziali,

pertinenti, verificabili e rappresentative, compreso eventualmente il prezzo.

È inoltre vietata la comparazione che causi discredito al concorrente e tragga indebitamente vantaggio dalla

notorietà connessa al marchio o altri segni distintivi.

Cap. 11

Reg. CE 139/2004 (concentrazioni) , nonché 101 TFUE (intese), 102 TFUE (abuso di posizione dominante)

Legge 287/1990.

La legge nazionale si applica solo alla concorrenza che non pregiudica il commercio fra stati UE. Altrimenti si applica la

legislazione comunitaria.

La disciplina antitrust si propone di contrastare il potere di mercato delle imprese per cui situazioni in cui una o già

imprese si sottraggono alla pressione concorrenziale.

Sono incompatibili con il mercato interno e vietati tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di

imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per

oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato interno ed in

particolare quelli consistenti nel:

- fissare direttamente o indirettamente i prezzi d'acquisto o di vendita ovvero altre condizioni di

transazione;

- limitare o controllare la produzione, gli sbocchi, lo sviluppo tecnico o gli investimenti;

- ripartire i mercati o le fonti di approvvigionamento;

- applicare, nei rapporti commerciali con gli altri contraenti, condizioni dissimili per prestazioni equivalenti,

così da determinare per questi ultimi uno svantaggio nella concorrenza;

- subordinare la conclusione di contratti all'accettazione da parte degli altri contraenti di prestazioni

supplementari, che, per loro natura o secondo gli usi commerciali, non abbiano alcun nesso con

l'oggetto dei contratti stessi.

Tuttavia, le disposizioni del paragrafo 1 possono essere dichiarate inapplicabili a qualsiasi accordo che

contribuiscano a migliorare la produzione o la distribuzione dei prodotti o a promuovere il progresso tecnico o

economico.

È incompatibile con il mercato interno e vietato, nella misura in cui possa essere pregiudizievole al commercio tra

lo sfruttamento abusivo di una posizione dominante

Stati membri, da parte di una o più imprese sul mercato

interno o su una parte sostanziale di questo.

Tali pratiche abusive possono consistere in particolare:

- nell’imporre direttamente od indirettamente prezzi d'acquisto, di vendita od altre condizioni di

transazione non eque;

- nel limitare la produzione, gli sbocchi o lo sviluppo tecnico, a danno dei consumatori;

- nell'applicare nei rapporti commerciali con gli altri contraenti condizioni dissimili per prestazioni

equivalenti, determinando così per questi ultimi uno svantaggio per la concorrenza;

- nel subordinare la conclusione di contratti all'accettazione da parte degli altri contraenti di prestazioni

supplementari, che, per loro natura o secondo gli usi commerciali, non abbiano alcun nesso con

l'oggetto dei contratti stessi.

Si ha una concentrazione quando si produce una modifica duratura del controllo a seguito:

- della fusione di due o più imprese precedentemente indipendenti o parti di imprese; oppure

- dell'acquisizione, da parte di una o più persone che già detengono il controllo di almeno un'altra impresa, o da

parte di una o più imprese, sia tramite acquisto di partecipazioni nel capitale o di elementi del patrimonio, sia

tramite contratto o qualsiasi altro mezzo, del controllo diretto o indiretto dell'insieme o di parti di una o più altre

imprese.

Tali operazioni sono illecite e vietate se danno luogo a gravi alterazioni del regime concorrenziale del mercato. Il

legislatore interviene solo quando il fatturato delle imprese coinvolte supera determinate soglie.

Cap. 13

La disciplina codicistica non contiene una definizione espressa dei termini ditta e insegna, ed appare incompleta sotto

altri ulteriori profili. Alla ditta e insegna si riferisce anche l’articolo 2 del Codice della Proprietà Industriale, ma nemmeno

tale codice li disciplina.

La protezione della ditta e dell’insegna appare ricostruibile con maggiore compiutezza integrando la lettura degli articoli

2563-68 con l’articolo 2598 co. 1 sulla concorrenza sleale.

2563. Ditta

L’imprenditore ha diritto all’uso esclusivo della ditta da lui prescelta. La ditta deve contenere almeno il

cognome o la sigla dell’imprenditore.

Un segno è utilizzato in funzione di ditta nei rapporti istituiti direttamente dall’imprenditore con i terzi interessati alle

caratteristiche ed affidabilità dell’organizzazione.

Un segno è utilizzato in funzione di marchio per un pubblico non interessato alle qualità dell’organizzazione

imprenditoriale, ma alle caratteristiche del prodotto o servizio.

2564. Modificazione della ditta. (NOVITÀ)

Quando la ditta è uguale o simile a quella usata da un altro imprenditore e può creare confusione per l’oggetto

dell’impresa e per il luogo in cui questa è esercitata, deve essere integrata o modificata con indicazioni idonee

a differenziarla

La ditta deve rispondere al requisito della novità, cioè deve differenziarsi rispetto ad altri segni distintivi

anteriori di terzi.

2565. Trasferimento della ditta.

La ditta non può essere trasferita separatamente dall’azienda. Nel trasferimento dell’azienda per atto tra vivi la

ditta non passa all’acquirente senza il consenso dell’alienante. Nella successione dell’azienda per mortis causa

la ditta si trasmette al successore salvo diversa disposizione testamentaria.

Insegna

L’insegna che contraddistingue i locali d’impresa o seconda una più ampia concezione, l’intero complesso

aziendale. Dev’essere nuovo, legale e avere capacità distintiva.

Marchio

Il marchio quale segno distintivo dei prodotti o dei servizi dell’impresa è disciplinato dall’ordinamento

nazionale, comunitario ed internazionale.

Il marchio per poter essere registrato deve possedere i requisiti della novità, liceità, capacità distintiva.

2569. Diritto di esclusività.

Chi ha registrato nelle forme stabilite dalla legge un nuovo marchio idoneo a distinguere prodotti o servizi ha

diritto di valersene in modo esclusivo per i prodotti o servizi per i quali è stato registrato.

In mancanza di registrazione il marchio è tutelato dalla norma dell’art. 2571.

2570. Marchi collettivi.

I soggetti che svolgono la funzione di garantire l’origine, la natura o la qualità di determinati prodotti o servizi

possono ottenere la registrazione di marchi collettivi e concederne l’uso a produttori e commercianti.

2571. Preuso.

Chi ha fatto uso di un marchio non registrato ha la facoltà di continuare ad usarne, nonostante la registrazione

da altri ottenuta, nei limiti in cui anteriormente se ne è valso.

2572. Divieto di soppressione del marchio.

Il rivenditore può apporre il proprio marchio ai prodotti che mette in vendita ma non può sopprimere il marchio

del produttore.

2573. Trasferimento del marchio.

Il marchio può essere trasferito o concesso in licenza per la totalità o una parte dei prodotti o servizi per i quali

è stato registrato, purché in ogni caso dal trasferimento o dalla licenza non derivi inganno di quei caratteri dei

prodotti o servizi che sono essenziali nell’apprezzamento del pubblico.

Un marchio può essere utilizzato per tipologie di prodotti estremamente diversificati (marchio generale: FIAT) o

per una singola tipologia di prodotti caratterizzata da precise caratteristiche merceologiche (marchio speciale:

PUNTO). Frequentemente il marchio generale è accompagnato dal marchio speciale (Fiat Punto)

Il marchio può anche distinguersi in denominativo (formato da parole), figurativo (formato da disegni) o misti. Il

marchio denominativo può essere formato dal nome di una persona e si definisce quindi patronimico (es

Versace).

Il marchio ha durata definita nel tempo che è 10 anni, ma è rinnovabile un numero illimitato di volte. Il marchio

può decadere nel caso di non uso, cioè nel termine di 5 anni dalla registrazione o per un periodo interrotto di 5

anni.

Cap. 12

I diritti della proprietà intellettuale e industriale

Il diritto della proprietà intellettuale tutela le opere intellettuali, ovvero i frutti dell’ingegno e dell’inventiva della

personalità umana. Si distinguono in:

- Opere d’ingegno: idee creative nel campo della letteratura, musica, arti figurative, architettura, teatro, cinema (diritto

d’autore)

- Creazioni industriali (Brevetto)

La disciplina è mirata a garantire un duplice interesse: all’autore per rivendicare il diritto allo sfruttamento economico

esclusivo e di garantire alla collettività la circolazione di idee e delle scoperte.

I diritti tutelati dal diritto d’autore sono:

- Diritti patrimoniali: diritto allo sfruttamento economico esclusivo. Dura tutta la vita dell’autore più 70 anni. Trasferibili

con cessione o licenza.

- Diritti morali: salvaguardia del legale esistente tra opera ed autore. Diritti non trasferibili.

Il brevetto dell’infezione attribuisce al titolare il diritto esclusivo al suo sfruttamento economico e alla

commercializzazione. Il brevetto ha durata di 20 anni.

Cap. 16

Cooperazione tra imprenditori.

2602)

Il consorzio (art. è un contratto attraverso il quale più imprenditori istituiscono un’organizzazione comune per la

disciplina o lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese, ottenendo maggiori ricavi e minori costi risultante

da una razionalizzazione del ciclo produttivo o distributivo.

Tale contratto può inoltre assolvere alla funzione di limitare, in modo positivo, la concorrenza tra imprenditori.

Le imprese che partecipano mantengono ciascuna la propria individualità e autonomia giuridica, ma vincolano la

propria attività economica per determinate fasi.

Vi sono due tipologie di consorzi: con attività interna ed esterna. Entrambi si caratterizzano per l’erezione di

un’organizzazione comune che però nei primi è volta ad una mera predisposizione di una regolamentazione dei rapporti

concorrenziali degli imprenditori consorziati ; nei consorzi con attività esterna tale organizzazione è preordinata anche a

con i terzi.

disciplinare l’attività imprenditoriale svolta dal consorzio quale soggetto giuridico autonomo,

Art. 2603. Forma e contenuto del contratto

Il contratto deve essere fatto per iscritto sotto pena di nullità.

Esso deve indicare:

1) l'oggetto e la durata del consorzio;

2) la sede dell'ufficio eventualmente costituito;

3) gli obblighi assunti e i contributi dovuti dai consorziati;

4) le attribuzioni e i poteri degli organi consortili anche in ordine alla rappresentanza in giudizio;

5) le condizioni di ammissione di nuovi consorziati;

6) i casi di recesso e di esclusione;

7) le sanzioni per l'inadempimento degli obblighi dei consorziati.

Se il consorzio ha per oggetto il contingentamento della produzione o degli scambi, il contratto deve inoltre

stabilire le quote dei singoli consorziati o i criteri per la determinazione di esse.

Art. 2604. Durata del consorzio

In mancanza di determinazione della durata del consorzio, questo è salito per dieci anni

Art. 2606. Deliberazioni consortili

Se il contratto non dispone diversamente, le deliberazioni relative all'attuazione dell'oggetto del consorzio sono

prese col voto favorevole della maggioranza dei consorziati.

Art. 2607. Modificazioni del contratto.

Il contratto, se non è diversamente convenuto, non può essere modificato senza il consenso di tutti i consorziati.

Le modificazioni devono essere fatte per iscritto sotto pena di nullità.

Art. 2610. Trasferimento dell’azienda

Salvo patto contrario, in caso di trasferimento a qualunque titolo dell'azienda l'acquirente subentra nel contratto

di consorzio.

Tuttavia, se sussiste una giusta causa, in caso di trasferimento dell'azienda per atto fra vivi, gli altri consorziati

possono deliberare, entro un mese dalla notizia dell'avvenuto trasferimento , l'esclusione dell'acquirente dal

consorzio.

Art. 2611. Scioglimento del consorzio.

Il contratto di consorzio si scioglie:

1) per il decorso del tempo stabilito per la sua durata;

2) per il conseguimento dell'oggetto o per l'impossibilità di conseguirlo;

3) per volontà unanime dei consorziati;

4) per deliberazione dei consorziati, presa a norma dell'articolo 2606, se sussiste una giusta causa;

5) per provvedimento dell'autorità governativa, nei casi ammessi dalla legge;

6) per le altre cause previste nel contratto.

I consorzi con attività esterna costituiscono autonomi centri di imputazione dotati di soggettività giuridica.

Un estratto del contratto di consorzio e le sue modificazioni successive devono essere iscritte nel RdI.

Questa tipologia di consorzio è dunque esposto al fallimento.

I consorzi con attività esterna condono di un regime di autonomia patrimoniale.

Art. 2614. Fondo consortile

I contributi dei consorziati e i beni acquistati con questi contributi costituiscono il fondo consortile. Per la durata

del consorzio i consorziati non possono chiedere la divisione del fondo, e i creditori particolari dei consorziati

non possono far valere i loro diritti sul fondo medesimo.

Art. 2615. Responsabilità verso terzi.

Per le obbligazioni assunte in nome del consorzio dalle persone che ne hanno la rappresentanza, i terzi possono

far valere i loro diritti esclusivamente sul fondo consortile.

Per le obbligazioni assunte dagli organi del consorzio per conto dei singoli consorziati rispondono questi ultimi

solidalmente col fondo consortile (rispondono con il loro patrimonio personale. Il fondo consortile vale solo da

garanzia). In caso di insolvenza nei rapporti tra i consorziati il debito dell'insolvente si ripartisce tra tutti in

proporzione delle quote

contratto di rete

Con il più imprenditori perseguono lo scopro di accrescere la capacitò innovativa e competitività sul

mercato e a tal fine is obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in ambiti predeterminati

attinenti all’esercizio delle proprie imprese ovvero scambiarsi informazioni o prestazioni, ovvero ancora ad esercitare in

comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa.

Il contratto dev’essere scritto per forma pubblica o privata autenticata.

Quanto al contenuto, il contratto deve recare una serie di indicazioni, tra cui: nome, ditta, ragione o denominazione

sociale di ogni partecipante, indicazione degli obiettivi strategici di innovazione e di innalzamento della capacità

competitiva dei partecipanti, definizione di un programma di rete, che contenga l’enunciazione dei diritti e degli obblighi

assunti da ciascun partecipante.

Cap. 31-32

La società

Art. 2247. La società

La società è un contratto tra due o più persone che conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di

un’attività economica, allo scopo di dividerne gli utili.

Il conferimento è il contributo di ciascun socio alla formazione dei mezzi necessari per l’attuazione dello scopo sociale

ed ha la funzione di dotare la società del capitale di rischio iniziale per lo svolgimento dell’impresa, il quale costituisce il

patrimonio iniziale della società.

Il capitale sociale assolve a due funzioni principali:

- Funzione vincolistica garanzia

e di dei creditori sociali pochi esso individua il valore delle attività patrimoniali che

non possono essere distratte

- Funzione organizzativa: In tutte le società è il termine di riferimento per verificare utili o perdite. Nelle società di

capitali è anche metodo per la misurazioni dei diritti dei vari soci quali diritto al voto, utili.

scopo lucrativo scopo mutualistico

L’attività economica può essere finalizzata ad uno (dividere gli utili), (fornire beni o

scopo consortile

servizi con condizioni più vantaggiose rispetto ad altre offerte del mercato), (coordinare più attività).

Le società di persone hanno soggettività giuridica, mentre quelle di capitali hanno personalità giuridica.

Le società di persone hanno autonomia patrimoniale imperfetta, mentre quelle di capitali perfetta

Si hanno le:

- società di fatto: si costituiscono per fatti concludenti, cioè non in virtù di una espressa manifestazione di volontà, ma

a seguito di un comportamento consistente nell’esercitare in comune e con mezzi propri un’attività economica per

dividerne gli utili.

Le società di fatto possono essere solo le società di persone, in quanto le società di capitali hanno necessariamente

bisogno dell’iscrizione.

Se la società è di tipo commerciale si applica la regolamentazione della SNC irregolare. Se non commerciale la

normativa della SS

- società occulta: si ha quando più soggetti decidono di dar vita ad una società pattuendo che la sua esistenza non

sia rilevabile dall’esterno. Nei confronti di terzi appare come un’impresa individuale.

- società apparente: si ha quando più soggetti, non legati da un rapporto societario, si comportano in modo da

generare nei terzi la convinzione che essi agiscano in qualità di soci.

Cap. 33-34-35

La Società in Nome Collettivo.

Art. 2291-2312

Art. 2291. Nozione

Nella società in nome collettivo tutti i soci rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali.

Il patto contrario non ha effetto nei confronti dei terzi.

Art. 2295. Atto costitutivo.

L'atto costitutivo della società deve indicare:

1. Il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita, il domicilio, la cittadinanza dei soci;

2. La ragione sociale ;

3. I soci che hanno l'amministrazione e la rappresentanza della società;

4. La sede della società e le eventuali sedi secondarie;

5. L'oggetto sociale;

6. I conferimenti di ciascun socio, il valore ad essi attribuito e il modo di valutazione (forma oggetto di

conferimento qualsiasi entità suscettibile di valutazione economica, per cui oltre ai conferimenti in denaro,

di beni in natura o di crediti, anche conferimenti aventi ad oggetto un obbligo di non fare o beni intangibili);

7. Le prestazioni a cui sono obbligati i soci di opera (socio che si obbliga nei confronti della SNC a svolgere

una prestazione di fare, senza assumere la posizione di lavoratore subordinato);

8. Le norme secondo le quali gli utili devono essere ripartiti e la quota di ciascun socio negli utili e nelle

perdite;

9. La durata della società.

Art. 2296. Pubblicazione.

L'atto costitutivo della società con sottoscrizione autenticata dei contraenti, o una copia autenticata di esso se

la stipulazione è avvenuta per atto pubblico, deve entro trenta giorni essere depositato per l'iscrizione a cura

degli amministratori presso l'ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale.

Se gli amministratori non provvedono al deposito nel termine indicato nel comma precedente, ciascun socio può

provvedervi a spese della società, o far condannare gli amministratori ad eseguirlo.

Se la stipulazione è avvenuta per atto pubblico, è obbligato ad eseguire il deposito anche il notaio.

Art. 2297. Mancata registrazione.

Fino a quando la società non è iscritta nel registro delle imprese i rapporti tra la società e i terzi ferma restando

la responsabilità illimitata e solidale di tutti i soci, sono regolati dalle disposizioni relative alla società semplice.

Capitale sociale.

Il Capitale Sociale è l’insieme dei conferimenti dei soci. Il capitale sociale è elemento essenziale dell’atto costitutivo ha

una funzione vincolistica e organizzativa.

Art. 2303. Utili e perdite.

È vietato distribuire somme tra i soci se non per utili realmente conseguiti, per cui si ha il divieto di distribuire utili

fittizi, cioè somme non corrispondenti ad un’eccedenza del patrimonio netto rispetto al capitale sociale.

È vietato alle SNC in perdita di ripartire utili fino a che il capitale sociale non sia reintegrato o ridotto in maniera

corrispondente. Ogni modifica del capitale originario va assunta dai soci all’unanimità.

Si presume che la parte di ciascuno negli utili coinciderà con la quota di partecipazione al capitale.

(2265)

Nel rapporto tra utili e perdite si applica il divieto del patto leonino per cui è nullo il patto con cui uno o più soci

sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite, questo per evitare situazioni di favore o svantaggio.

Art. 2305. Creditori particolari dei soci.

I creditori particolari, cioè quelli che vantano un credito nei confronti di un singolo socio, non possono chiedere

la liquidazione della quota del socio loro debitore, almeno finché dura la società.

I creditori particolari possono tutelarsi solo aggredendo gli utili spettanti al socio e ponendo in essere atti

conservativi sulla quota a questi spettante in occasione della liquidazione della società.

Amministrazione

Nelle regole in tema di amministrazione della SNC, viene approntato un modello legale che prevede l’amministrazione

Disgiunta dei soci

Art. 2257. Amministrazione disgiuntiva

Salvo diversa pattuizione, l'amministrazione della società spetta a ciascuno dei soci disgiuntamente dagli altri.

soci, ciascun socio amministratore

Se l'amministrazione spetta disgiuntamente a più ha diritto di opporsi

all'operazione che un altro voglia compiere, prima che sia compiuta.

La maggioranza dei soci, determinata secondo la parte attribuita a ciascun socio negli utili, decide

sull’opposizione.

Art. 2258. Amministrazione congiuntiva

Se l'amministrazione spetta congiuntamente a più soci, è necessario il consenso di tutti i soci amministratori per

il compimento delle operazioni sociali (Unanimità)

Se è convenuto che per l'amministrazione o per determinati atti sia necessario il consenso della maggioranza,

assoluta 50%+1

questa si determina a norma dell'ultimo comma dell'articolo precedente (Maggioranza

determinata rispetto alle quote di interesse dei soci).

Nei casi preveduti da questo articolo, i singoli amministratori non possono compiere da soli alcun atto, salvo che

vi sia urgenza di evitare un danno alla società

Il modello di amministrazione adottato è da specificare all’interno dell’atto costitutivo, così come sono da specificare le

eventuali deroghe, ovvero i casi specifici in cui in regime di un modello di amministrazione, si adotta il modello opposto

per far fronte a decisioni più delicate.

La revoca degli amministratori può essere:

- negoziale:

- quando la nomina era nell’atto costitutivo: per volontà dei soci, per giusta causa. Richiede l’unanimità dei

consensi in quanto va a modificare l’atto costitutivo.

- quando la nomina era con atto separato: ammessa secondo quanto disposto in tema di mandato

- giudiziale: produce effetto solo con la pronuncia del tribunale.

Sugli amministratori incombono gli obblighi di tenuta delle scritture contabili, quali la tenuta della contabilità, redazione

del bilancio (2302), e l’iscrizione della società nel registro delle imprese mediante deposito dell’atto costitutivo.

Art. 2261. Controllo dei soci.

I soci che non partecipano all'amministrazione hanno diritto di avere dagli amministratori notizia dello

svolgimento degli affari sociali (potere di informazione), di consultare i documenti relativi all’amministrazione

(potere di ispezione) e di ottenere il rendiconto quando gli affari per cui fu costituita la società sono stati compiuti

(potere di rendiconto).

Se il compimento degli affari sociali dura oltre un anno, i soci hanno diritto di avere il rendiconto

dell'amministrazione al termine di ogni anno, salvo che il contratto stabilisca un termine diverso

Rappresentanza.

Con potere di rappresentanza si intende quel potere di esternare nei rapporti tra la società e i terzi, la volontà della

società, acquistando in nome di essa diritti e assumendo obbligazioni al fine di ottemperare alle linee gestionali decise

dagli amministratori per la realizzazione dell’oggetto sociale.

In caso di più rappresentanti l’atto costitutivo dovrà precisare se essi operano disgiuntamente o congiuntamente ai

sensi degli articoli 2257 e 2258.

In caso di mancanza di indicazioni, il modello sarà simmetrico a quello adottato per l’amministrazione.

Le eventuali limitazioni ai rappresentanti non sono opponibili ai terzi, se non sono iscritte nel registro delle imprese o se

non si prova che i terzi erano a conoscenza di tali limitazioni.

Modifica dell’atto costitutivo.

Art. 2300. Modifica dell’atto costitutivo.

Gli amministratori devono richiedere nel termine di trenta giorni all'ufficio del registro delle imprese l'iscrizione

delle modificazioni dell'atto costitutivo [2252] e degli altri fatti relativi alla società, dei quali è obbligatoria

l’iscrizione.

Se la modificazione dell'atto costitutivo risulta da deliberazione dei soci, questa deve essere depositata in copia

autentica.

Le modificazione dell'atto costitutivo, finché non sono iscritte, non sono opponibili ai terzi, a meno che si provi

che questi ne erano a conoscenza

Art. 2252. Modificazione dell’atto sociale

Il contratto sociale può essere modificato soltanto con il consenso di tutti i soci (unanimità), se non è convenuto

diversamente.

Per la decisione sull’opposizione in regime di amministrazione disgiunta, così come per quelle di trasformazione in

società di capitali, fusione e scissione, i soci sono chiamati a decidere a maggioranza in base alla partecipazione agli

utili, fermo il diritto di recesso del dissenziente.

Il principio maggioritario si applica per esclusione di un socio (maggioranza calcolata per teste) o per la soluzione dei

conflitti tra soci amministratori in regime di amministrazione disgiunta (maggioranza calcolata per teste).

Nel caso in cui nulla sia disposto (revoca dell’amministratore nominato nell’atto costitutivo, nomina/revoca

amministratore per atto separato, approvazione del bilancio di esercizio nella S.n.c., esonero dall’obbligo di non

concorrenza):

- se le decisioni toccano le basi organizzative delle società sono prese all’unanimità (revoca

amministratore nominato con l’atto costitutivo, cambiamento del metodo di

amministrazione)

- se le decisioni attengono alla gestione dell’impresa comune, sono prese a maggioranza

(nomina/revoca amministratori con atto separato, approvazione bilancio)

Scioglimento del singolo rapporto sociale.

Art. 2284. Morte

Salvo contraria disposizione del contratto sociale, in caso di morte di uno dei soci, gli altri devono liquidare la

quota agli eredi, a meno che preferiscano sciogliere la società ovvero continuarla con gli eredi stessi e questi vi

acconsentano.

Art. 2285. Recesso

Ogni socio può recedere dalla società quando questa è contratta a tempo indeterminato o per tutta la vita di uno

dei soci.

Può inoltre recedere nei casi previsti nel contratto sociale ovvero quando sussiste una giusta causa.

Nei casi previsti nel primo comma il recesso deve essere comunicato agli altri soci con un preavviso di almeno

tre mesi.

Art. 2286. Esclusione

L'esclusione di un socio può avere luogo per gravi inadempienze delle obbligazioni che derivano dalla legge o

dal contratto sociale, nonché per l'interdizione, l'inabilitazione del socio o per la sua condanna ad una pena che

importa l'interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici.

Il socio che ha conferito nella società la propria opera o il godimento di una cosa può altresì essere escluso per

la sopravvenuta inidoneità a svolgere l'opera conferita o per il perimento della cosa dovuto a causa non

imputabile agli amministratori.

Parimenti può essere escluso il socio che si è obbligato con il conferimento a trasferire la proprietà di una cosa,

se questa è perita prima che la proprietà sia acquistata alla società

Art. 2287. Procedimento di esclusione

L'esclusione è deliberata dalla maggioranza dei soci, non computandosi nel numero di questi il socio da

escludere, ed ha effetto decorsi trenta giorni dalla data della comunicazione al socio escluso.

Entro questo termine il socio escluso può fare opposizione davanti al tribunale, il quale può sospendere

l'esecuzione.

Se la società si compone di due soci, l'esclusione di uno di essi è pronunciata dal tribunale, su domanda

dell’altro.

Art. 2290. Responsabilità del socio uscente o dei suoi eredi.

Nei casi in cui il rapporto sociale si scioglie limitatamente a un socio, questi o i suoi eredi sono responsabili

verso i terzi per le obbligazioni sociali fino al giorno in cui si verifica lo scioglimento.

Lo scioglimento deve essere portato a conoscenza dei terzi con mezzi idonei .in mancanza non è opponibile ai

terzi che lo hanno senza colpa ignorato

Scioglimento della società.

Art. 2272. Cause di scioglimento

La società si scioglie:

1) per il decorso del termine;

2) per il conseguimento dell'oggetto sociale o per la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo;

3) per la volontà di tutti i soci;

4) quando viene a mancare la pluralità dei soci, se nel termine di sei mesi questa non è ricostituita;

5) per le altre cause previste dal contratto sociale


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione aziendale (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pietrotorri di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Cetra Antonio.

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