La sociologia: studio e influenze
La sociologia è lo studio sistematico dei modi in cui le persone sono influenzate e influenzano le strutture sociali e i processi sociali associati ai gruppi, alle organizzazioni, alle culture, alla società e al mondo. Dallo studio della sociologia si apprende che ciò che ogni essere umano pensa e fa come singolo individuo è condizionato da ciò che avviene nei gruppi, nelle organizzazioni, nelle culture, nella società e nel mondo. Non solo gli individui sono condizionati dagli eventi, ma essi stessi sono in grado di influenzare le strutture e i processi sociali.
L'effetto a farfalla
Questa dinamica può essere vista come esempio dell' effetto a farfalla, un termine diffuso dal matematico Edward Lorenz. Questo effetto viene applicato soprattutto ai fenomeni fisici, ma anche ai fenomeni sociali. L'idea è che un cambiamento relativamente piccolo in un luogo specifico possa avere effetti di grande portata, persino globali, al di là del tempo e dello spazio.
La sociologia tra passato e presente
La sociologia si occupa dei fenomeni contemporanei, ma anche di interessi storici, a causa delle sue profonde radici storiche. Fondamentale per la fondazione della sociologia fu la rivoluzione del 18-19 secolo. Con l'era industriale i primi sociologi concentrarono i loro studi sulle fabbriche, sulla produzione e sui lavoratori. Iniziarono anche a rivolgere la loro attenzione alla relazione tra industria e resto della società, inclusi lo stato e la famiglia.
Il passaggio all'era post-industriale
A metà del 20° secolo negli USA e nel resto del mondo occidentale, il centro dell'economia e anche l'attenzione di molti sociologi passò dall'industria all'ufficio. In questo cambiamento fu coinvolta anche la crescita dei servizi, a partire dai fornitori di servizi come medici ed avvocati, fino ad arrivare ai domestici e a coloro che lavoravano dietro i banconi dei fast food. Si passò poi all'era dell'informazione, che può essere vista come un'estensione dell'era post-industriale.
L'influenza della tecnologia
La conoscenza e l'informazione furono importanti nell'era contemporanea. La tecnologia fece migliorare la produttività dei lavoratori e alterò la natura del loro lavoro, si pensi alle tecnologie digitali usate per la progettazione di qualunque cosa invece di disegnarle a mano, oppure alla rete elettrica. Quindi non solo il lavoro in sé fu condizionato, ma ogni individuo e ogni cosa ne furono virtualmente condizionati. Il nostro mondo sociale è in continua evoluzione e la sociologia deve essere in sintonia e coinvolta da questi cambiamenti.
Globalizzazione e sociologia
La globalizzazione è un cambiamento sociale molto importante. Si cominciò a parlare di globalizzazione nel 1990, quindi oggi viviamo nell'era della globalizzazione. Un elemento importante di qualsiasi definizione passata o presente di sociologia è il termine società. La società è un modello complesso di relazioni sociali che è confinato in uno spazio e persiste nel tempo. Però con l'era della globalizzazione le società stanno perdendo importanza, ciò è dovuto all'esistenza di strutture sociali transnazionali e globali come l'ONU e l'UE.
Flussi migratori e globalizzazione
Con la globalizzazione ci sono più flussi migratori all'interno della società stessa, ma anche fuori dalla società. Le persone si muovono più facilmente e liberamente rispetto al passato; anche la circolazione dei prodotti è più fluida grazie all'utilizzo di navi container. Anche nell'ambito familiare i compiti domestici sono diventati più fluidi, in quanto la cura dei cari o i lavori domestici vengono affidati ad estranei. Questa maggiore fluidità è dovuta alla circolazione di informazioni grazie all'utilizzo di internet.
Restrizioni e globalizzazione
Però ci sono strutture che impediscono vari tipi di spostamenti, come i confini nazionali, i passaporti, i controlli di sicurezza e doganali, ecc. Queste restrizioni sono aumentate con l'attacco dell'11 settembre 2001, rendendo i viaggi e l'attraversamento dei confini più difficili. La globalizzazione è in aumento e porta con sé una serie di sviluppi sia positivi che negativi; positivi come la circolazione di beni, servizi, informazioni; negativi come la circolazione di malattie, terrorismo, traffico di sesso, mercato nero degli organi e stupefacenti.
Consumo e sociologia
La globalizzazione è collegata al consumo, processo attraverso il quale le persone ottengono ed utilizzano beni e servizi, che spesso provengono da altri paesi. Il consumo, seppur divertente, è caratterizzato da aspetti negativi come: il consumo esagerato, debito eccessivo, crescente possibilità di definirci per ciò che possediamo e non per ciò che siamo.
Strutture e consumo
La sociologia si interessa anche dei modi in cui i luoghi di consumo sono strutturati, al fine di invogliare la gente ad acquistare certi prodotti e non altri, fino ad indebitarsi; come i consumatori utilizzano i centri commerciali e i siti internet. Molto importante per il consumo è la tecnologia e il suo collegamento con il mondo reale: si passa così all'acquisto isolato (online) e non più sociale (in un centro commerciale).
Internet e la vita sociale
La sociologia studia l'impatto che internet ha sulla vita delle persone che passano tanto tempo interagendo sui siti web ed hanno poco tempo per altre attività. Internet, oltre ad un'infinità di beni e servizi, svolge un'attività educativa grazie alle Università telematiche e corsi online.
Modernità e razionalizzazione
L'era moderna è caratterizzata dalla razionalizzazione (organizzazione) della società. La modernizzazione è collegata alla mcdonaldizzazione: processo attraverso cui i principi razionali del fast food iniziano a dominare più settori della società, si guarda solo allo scopo e ai mezzi (voglio un buon panino, ottengo solo un panino), si ha meno spreco.
Caratteristiche dei sistemi mcdonaldizzati
- Efficienza: strumenti veloci e meno costosi per qualsiasi fine.
- Calcolabilità: produrre tanto ad una quantità bassa.
- Prevedibilità: la frequentazione di una catena di fast food è identica da un contesto geografico ad un altro.
- Controllo: effettuato tramite tecnologia.
L'immaginazione sociologica
Secondo Mills, il sociologo deve adottare un' immaginazione sociologica: deve estraniarsi dal senso comune, dalla sua esperienza ed adottare un senso sociologico, una logica comparativa (deve cioè immaginarsi nel soggetto che studia). Il pensiero sociologico è comparativo poiché associa i fenomeni ad alcuni concetti definiti stati su proprietà.
Un esempio è il concetto d'integrazione: indica una società coesa, integrata che si fa esprimere da alcune immagini. Esistono gradi di integrazione utili per classificare le società:
- Alta integrazione: piccole comunità, parentele strette, forte coesione, forte controllo sociale che deriva dalla forte densità morale e dalla frequenza con cui avvengono le interazioni, processi di individuazione più elevati.
- Media integrazione: relazioni meno frequenti, processi di individuazione meno accentuati, anomia più forte.
- Bassa integrazione: minore densità morale, tutti la pensano diversamente, processi di individuazione molto meno presenti a causa della società aperta che offre diverse opportunità, relazioni meno frequenti.
Riguardo l'immaginazione sociologica, Simmel riteneva che il denaro fosse cruciale per la moderna economia: i contanti permettono di pagare le persone per il loro lavoro e permette loro di acquistare beni, accelerando i consumi e permettendo, quindi, alle persone di consumare più di quanto fosse necessario.
La disponibilità di denaro è aumentata con l'espansione del credito alla persona, sotto forma di prestiti ipotecari e/o per l'acquisto dell'auto e carte di credito. L'immaginazione sociologica può essere utile soprattutto nell'aiutare i sociologi a scorgere i legami tra problemi privati e questioni pubbliche. Ad esempio, prima della grande recessione, l'immaginazione sociologica sarebbe stata utile per allertare la società riguardo la crescita dei consumi e dell'indebitamento, a quel tempo considerate questioni private, che avrebbero presto causato il quasi crollo dell'economia globale, che è una questione pubblica.
L'interesse nei problemi privati e nelle questioni pubbliche è uno specifico esempio di un più ampio e basilare interesse sociologico alla relazione tra micro (su piccola scala) fenomeni sociali come le persone e i loro pensieri e macro (larga scala) fenomeni sociali come i gruppi, le organizzazioni, le culture, la società e il mondo. Marx, ad esempio, era interessato al rapporto tra ciò che i lavoratori pensavano e dicevano (aspetti micro) e il sistema economico capitalistico (aspetto macro). Collins invece ha sviluppato una teoria della violenza che spieghi sia il comportamento di coloro che sono portati alle interazioni violente, come il fatto di colpire i più deboli, sia la questione delle risorse materiali necessarie alle organizzazioni violente per distruggere altre organizzazioni violente (caso uccisione di Osama Bin Laden).
Origini e teorie della sociologia
Il termine sociologia nasce con Compte nel 1839 e faceva una distinzione importante tra statica sociale e dinamica sociale. La statica sociale osserva le varie strutture delle società (produttori e venditori) e il rapporto che hanno l'uno con l'altro; un interesse particolare della dinamica sociale è il cambiamento sociale, dove troviamo i processi sociali che sono dinamici e rappresentano il continuo cambiamento del mondo sociale.
Le teorie sociologiche
La sociologia ha 3 tipi di teorie:
- Teorie struttural/funzionali
- Teoria del conflitto
- Teorie critica
Teoria struttural/funzionale
Le teorie struttural/funzionali sono nate dall'osservazione e analisi di fenomeni sociali su vasta scala. Abbiamo due teorie importanti: lo struttural-funzionalismo, che si occupa sia delle strutture sociali che delle loro funzioni, e lo strutturalismo, che si occupa solo delle strutture sociali. Lo struttural-funzionalismo è influenzato da Durkheim ed è una teoria conservatrice.
Concetti di funzione e disfunzione
Robert Merton elabora dei concetti e delle funzioni di questa teoria:
- Il concetto di funzione è la conseguenza osservabile e positiva di una struttura che la aiuta a sopravvivere.
- Il concetto di disfunzione sono le conseguenze che incidono negativamente sulla capacità di un dato sistema a sopravvivere.
Con questi due concetti nasce il problema su come si decide la funzionalità o disfunzionalità di una struttura; si guardano e valutano i benefici dell'azione, ma anche tutte le perdite che questa può causare. Sulle funzioni, Merton fa una differenza:
- Funzioni manifeste: conseguenze positive cercate coscientemente e volutamente;
- Funzioni latenti: conseguenze positive non intenzionali.
Concetto di conseguenze inattese cioè impreviste, che posso anch'esse essere positive, più importanti delle negative.
Strutturalismo
Lo strutturalismo si concentra solo sulle strutture nascoste, perché queste determinano ciò che accade nel mondo sociale. Marx può essere considerato uno strutturalista perché era interessato alle strutture nascoste che determinano il funzionamento del capitalismo. Un concetto molto importante dello strutturalismo è lo smascheramento di Berger, cioè guardare, capire e analizzare quello che sta dietro alla struttura. (Non solo capire, ma analizzare la realtà sottostante, mettendo in discussione gli obiettivi accettati socialmente e le spiegazioni fornite.
Teoria del conflitto
La teoria del conflitto risale a Marx e può essere vista come un rovesciamento dello struttural/funzionalismo, progettata per competere con questo e contrastarlo. Quindi la sociologia ha bisogno di due teorie diverse: la teoria del conflitto e la teoria del consenso.
Teorie inter/azioniste
Le teorie inter/azioniste comprendono l'interazionismo simbolico, che enfatizza l'importanza dei simboli nella comunicazione. Senza simboli non si può comunicare, consentono la comunicazione di significati tra un gruppo di persone:
- L'uomo è in grado di pensare
- I significati simbolici possono modificare il loro significato in base all'interpretazione (in base al contesto e al proprio modo di pensare).
Gli interazionisti simbolici sono interessati a come i vari aspetti dell'identità vengono creati e sostenuti durante l'interazione sociale.
Etnometodologia
L'etnometodologia è una teoria inter/azionista che si focalizza su quello che fanno le persone piuttosto che su quello che pensano. Gli etnometodologi studiano i modi in cui le persone organizzano la loro vita quotidiana. Molti etnometodologi studiano le conversazioni e quindi:
- I segnali vocali come elementi della conversazione, la conversazione coinvolge non solo le parole, ma anche i segnali vocali come pause, schiarimenti di voce e silenzi
- Stabili e ordinate regole delle conversazioni
In una conversazione le persone aspettano il proprio turno per parlare; gli etnometodologi esaminano quando due sconosciuti parlano e una delle loro scoperte è che una persona con status più elevato interrompa una di status inferiore.
Teoria dello scambio
La teoria dello scambio si interessa del comportamento e delle ricompense verso di esso. Homans sosteneva che ogni azione prevede una ricompensa materiale e immateriale (prestigio, gratitudine o status). La teoria della scelta razionale prevede che l'attore agisca secondo una logica costi-benefici (minimi costi per massimi benefici) anche su decisioni non strettamente economiche (come la scelta dell'istruzione che si basa sul mercato del lavoro), quindi al fine di raggiungere l'obiettivo vengono fatte delle scelte, pienamente consapevoli e razionali.
Teoria critica
La teoria critica si fonda sul concetto di cultura; la cultura è diventata più importante del sistema economico. La cultura di massa però mette insieme idee preconfezionate che falsificano la realtà (YouTube e Facebook). Lo scopo delle culture di massa è reprimere le masse per evitare un cambiamento.
Teoria post-moderna
La teoria post-moderna aggiunge più elementi alla teoria critica. Il termine post-moderno può essere visto in due modi:
- Post-modernità: le società dopo l'era moderna, è meno razionale e si focalizza sulla superficie delle cose che ci circondano (cosa mangiamo, cosa vestiamo).
- Post-modernismo: fa riferimento all'emergere di nuove forme culturali come la musica, l'arte e il cinema.
Boudrillard è un post-modernista. Secondo lui, il mondo post-moderno è caratterizzato dall'iperconsumismo, cioè consumare più di quanto sia necessario, più di ciò che realmente si vuole e ci si può permettere. Un'altra sua idea è la simulazione, ovvero un'autentica o falsa versione delle cose; nell'era post-moderna si consumano sempre più simulazioni. (Esempio al McDonald consumiamo le ali di pollo, ma le ali di pollo non vengono da un solo pollo, ma da diversi polli).
Cambiamento sociale e nascita della modernità
Gli eventi che hanno portato alla nascita della società moderna sono:
- L'illuminismo: si afferma il valore dei lumi nella totalità della cultura, nasce il metodo induttivo e le scoperte scientifiche.
- La rivoluzione francese: nascono e si affermano i diritti dell'uomo.
- Rivoluzione industriale inglese: passaggio al modello di produzione capitalistico.
- Rivoluzione americana: si afferma la costituzione americana che garantiva i diritti naturali dell'uomo.
Karl Marx e la visione materialistica
Karl Marx ha una visione materialistica dialettica della storia. È un teorico dei processi macro-sociali, ha concentrato la sua attenzione sulla struttura della società capitalistica. Secondo Marx, i rapporti di produzione formano la struttura economica della società, dove si elevano le sovrastrutture politico-giuridiche. Le strutture sono autonome, mentre le sovrastrutture hanno bisogno della struttura, con la quale si determinano.
Modi di produzione secondo Marx
Nella sua analisi, Marx parla di quattro modi di produzione:
- Asiatico: proprietà collettive della terra.
- Antico: inizio proprietà privata; rapporti di produzione di tipo schiavistico.
- Feudale: rapporti di produzione di tipo servile; il feudatario ha la terra, il servo della gleba lavora per lui, non è libero di lavorare ed è legato a quella terra.
- Capitalistico: rapporti di produzione di tipo salariale; il lavoro libero è diventato merce.
I passaggi da un modo di produzione all'altro hanno sviluppato la lotta di classe (materialismo storico). Senza una lotta di classe non si può ottenere un cambiamento nei modi di produzione.
Il cambiamento rivoluzionario
Marx vede il cambiamento rivoluzionario caratterizzato da tre momenti:
- Tesi: che nella sua visione è la classe dominante.
- Antitesi: il nuovo soggetto rivoluzionario della classe dominata.
- Sintesi: è un nuovo tipo di società.
Marx, nonostante critichi il capitalismo, lo vede come un'evoluzione dei modi di produzione che terminerà dando vita al socialismo. (Che nasce da un naturale sviluppo delle forze produttive e della nuova classe rivoluzionaria, chiamata proletariato).
Il modo di produzione capitalistico
Il modo di produzione capitalistico per Marx rappresenta il risultato dello sviluppo delle forze produttive e della formazione di una borghesia commerciale. Con la nascita del modello di produzione capitalistico si forma il lavoro libero ossia merce. Ci sono quindi due classi:
- Chi ha i mezzi di produzione
- Chi ha la forza lavoro
Questi entrano in un rapporto di scambio (lavoro contro salario). All'apparenza sembra uno scambio eguale, ma in realtà non cambia molto dai precedenti modi di produzione. Lo sfruttamento c'è ma è nascosto, in quanto il salario non corrisponde alle ore effettive lavorate ma è calcolato in base a ciò che si ritiene necessario per l...