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1 – SCENARIO ECONOMICO ATTUALE

 Ripresa globale dell’economia si potrebbe ridurre ulteriormente

 Rischi di crisi in tutto il mondo

 Necessaria maggior crescita e maggior stabilità

Elementi di vulnerabilità di M/L termine sempre presenti:

 Disoccupazione elevata nell’eurozona

 Debito pubblico elevato

 Vulnerabilità dei sistemi bancari

 Ribilanciamento economia cinese

 USA in fase ciclica diversa da quella europea

 Deflazione e stagnazione secolare

 Movimento antiglobalizzazione

2 – GLOBALIZZAZIONE

Globalizzazione intensificazione delle relazioni sociali globali che collegano località distanti in modo tale

che gli eventi globali sono influenzati l’uno dall’altro

GLOBALIZZAZIONE ECONOMICA

La globalizzazione economica prende in considerazione 3 aspetti:

 

Commercio internazionale merci

 

Flussi di capitali capitali

 

Migrazioni di lavoratori stranieri persone

La globalizzazione ha avuto diverse fasi:

 

1° fase (1870-1914) riduzione dei costi di trasporto

 

2° fase (1950-1980) politiche di liberalizzazione commerciale

 

3° fase (1980-oggi) riduzione dei costi di comunicazione + ruolo delle multinazionali

COMMERCIO INTERNAZIONALE

CRESCITA DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE > CRESCITA DEL PIL

Visto il ruolo delle multinazionali, la frammentazione internazionale della produzione è stata importante

per la crescita del commercio internazionale nel 2005 circa il 30% delle esportazioni tedesche riguardava

componenti che erano state importate + le componenti del Boeing 787 sono prodotte in USA, Italia,

Giappone, Regno Unito, Corea, Francia…

Dal 2000 in poi sviluppo BRIC (Brasile, Russia, India, Cina)

Dal 2010 in poi processi di nearshoring (delocalizzazione delle attività in paesi vicini)

Dal 2014 in poi globalizzazione delle imprese cinesi + sviluppo MINT (Messico, Indonesia, Nigeria,

Turchia)

FLUSSI DI CAPITALI 

Investimenti diretti all’estero (IDE) investimenti effettuati per acquisire una responsabilità gestionale

(quota > 10% capitale sociale) e per stabilire un legame durevole con un’impresa che opera in un paese

diverso da quello dell’investitore natura produttiva, non finanziaria

Nei paesi in via di sviluppo sono più stabili

Gli IDE sono maggiori in Asia, Europa e Nord America, mentre sono minori in Africa, Centro America e

America Latina 

Chi investe di più USA, Giappone, Cina, Olanda

Chi riceve più investimenti USA, Hong Kong, Cina, Irlanda

MIGRAZIONI DI LAVORATORI STRANIERI

Dal 1990 ad oggi ogni anno 1.1 mln immigrati in Nord America, 1 mln in Europa e 0.9 mln in Asia

Gli immigrati da altri paesi (230 mln di cui 140 mln nei paesi avanzati) sono pari al:

 3,9% della popolazione mondiale

 10,8% della popolazione nei paesi avanzati

 1,6% della popolazione nei paesi emergenti

Chi ha più immigrati (valore assoluto) USA (46 mln), Arabia Saudita, Germania, Russia

Chi ha più immigrati (valore percentuale) Qatar e Emirati Arabi (90% circa)

Chi ha più emigranti (valore assoluto) India, Messico, Russia, Cina

Le rimesse restano una risorsa chiave per i paesi in via di sviluppo

È AUMENTATA LA GLOBALIZZAZIONE POLITICA E SOCIALE?

KOF index of globalization considera 3 dimensioni:

 

Economica flussi economici effettivi + restrizioni al commercio e ai flussi di capitali

 

Sociale contatti personali + flussi di informazioni + prossimità culturale

 

Politica ambasciate + partecipazione a organizzazioni internazionali e missioni di pace + trattati

sottoscritti 

Tutti gli indicatori sono cresciuti dal 1990 al 2007, dopodiché c’è stato uno stallo crisi, mancate riforme,

movimenti antiglobalizzazione…

BENEFICI E COSTI DELLA GLOBALIZZAZIONE ECONOMICA

Benefici della liberalizzazione commerciale:

 

Benefici statici fattori produttivi indirizzati verso impieghi più efficienti + perseguimento di

vantaggi comparati

  

Benefici dinamici maggior concorrenza, maggiori innovazioni sistema economico più

efficiente + stimola la crescita di lungo periodo

In media, i paesi che hanno abbattuto le barriere commerciali hanno avuto una crescita maggiore dopo il

loro abbattimento

Ci possono però essere degli ostacoli ai benefici nei paesi in via di sviluppo:

 Specializzazione nelle materie prime, le cui ragioni di scambio sono peggiorate negli anni

 Settori esportativi gestiti da stranieri che danno scarsi benefici alla popolazione locale

Gli IDE sono importanti per l’economia ospitante se:

 Portano lavoro qualificato

 Diventano moltiplicatori di sviluppo sul territorio

 Generano apprendimento e innovazione nelle imprese locali

 Si radicano sul territorio in un’ottica di lungo periodo

Possibili effetti negativi degli IDE:

 

Impianti cacciavite ci si localizza in un paese solo perché la manodopera costa meno, senza

portare benefici al territorio, e appena il costo della manodopera aumenta si va da un’altra parte

 

Cattedrali nel deserto impianti industriali realizzati in zone non idonee

IMPATTO ECONOMICO DELL’IMMIGRAZIONE

PROBLEMI DELLA GLOBALIZZAZIONE

 Crescente disuguaglianza

 Danni ambientali (es. inquinamento da aumento del commercio e del turismo)

 

Omogeneizzazione culturale perdita di culture locali

 Potere delle multinazionali può essere usato in modo negativo

 Mancato rispetto di standard sociali e lavorativi

GLOBAL VALUE CHAINS: OPPORTUNITA’ E SFIDE

Catena del valore tutte le attività in cui un’impresa è coinvolta, nel proprio paese o all’estero, per

portare un prodotto sul mercato, dall’ideazione dello stesso alla sua distribuzione finale

Diventa “globale” quando molte attività diventano internazionali

Il commercio mondiale, la produzione e gli investimenti sono sempre più organizzati attorno alle catene

globali del valore che si fondano su 4 caratteristiche che caratterizzano l’economia globale:

 Crescente interconnessione delle economie

 Specializzazione delle imprese e dei paesi in specifiche “business functions”

 Reti globali di compratori e fornitori

 Nuovi drivers della performance economica

Le catene globali del valore possono essere guidate da:

 

Compratore (es. Nike, Ikea) le imprese si focalizzano su marketing e vendite + producono

numerosi fornitori anche di piccola dimensione che competono sul costo

 

Produttore (es. Apple, Sony) le imprese presidiano R&D e sovraintendono anche

all’assemblaggio + più frequentemente i fornitori sono di medio/grandi dimensioni, a loro volta

danno vita ad altre catene di fornitura

Le catene globali del valore emergono perché:

 Cambiamenti tecnologici

 Liberalizzazione commerciale e degli investimenti

 

Possibilità di diventare più efficienti economie di scala/scopo

 Accesso ai mercati esteri + accesso alle conoscenze

Partecipazione forward esportazioni usate come input nelle esportazioni in altri paesi

Partecipazione backward contenuto di input importati nelle esportazioni del paese (è più bassa per i

paesi esportatori di materie prime)

La partecipazione aumenta se:

 Paese piccolo

 Paese molto aperto al commercio internazionale

 Paese vicino a centri economici

IMPATTI DELLE CATENE GLOBALI DEL VALORE

 La partecipazione di un’impresa in una catena globale del valore ne aumenta la competitività e le

opportunità di crescita l’impatto con la concorrenza internazionale aumenta l’efficienza dei

processi e dell’organizzazione + la produttività può aumentare per l’accesso facilitato a input

intermedi di qualità superiore

Nei paesi OCSE le imprese con quote maggiori di import di beni intermedi mostrano una

produttività più alta

 

Effetti incerti sull’occupazione l’occupazione non dovrebbe variare nel paese all’aumentare della

sua partecipazione alle catene globali del valore, ci possono essere effetti di scomposizione rilevanti

Politiche per inserire un paese nelle catene globali del valore:

 Riduzione barriere tariffarie e non tariffarie

 Investimenti in infrastrutture

 Riduzione dell’aliquota fiscale

Il deprezzamento del cambio non va bene perché viene percepito in un’ottica di breve periodo; inoltre, se

importo beni che vengono utilizzati nelle produzioni da esportare, è vero che le esportazioni sono più

convenienti ma le importazioni sono più costose

LE ISTITUZIONI INTERNAZIONALI: BANCA MONDIALE, FMI, WTO

Istituzioni nate a Bretton Woods nel 1944 (Banca Mondiale + FMI)

 

Obiettivo evitare il ritorno all’isolazionismo

 Economia interconnessa riduce il rischio di conflitti e contribuisce ad innalzare il tenore di vita

 Enfasi su crescita e libero scambio

BANCA MONDIALE

189 paesi che contribuiscono al capitale circolante in proporzione alla grandezza economica

Fornisce prestiti a lungo termine (a volte a fondo perso) per finanziare progetti nei paesi emergenti e nei

paesi a basso reddito

Obiettivi:

 Ridurre la percentuale di persone sotto la soglia di povertà (1,9 $ al giorno) al 3%

 Sostenere la crescita del reddito della fascia più bassa della popolazione in ogni paese

FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE

Fornisce capitali a breve termine per sostenere le difficoltà di breve termine dei paesi (es. problemi nella

bilancia dei pagamenti, problemi di default…), a condizione di determinate politiche

Obiettivi:

 Promuovere stabilità finanziaria

 Promuovere crescita economica sostenibile

 Ridurre la povertà nel mondo (è un passaggio “ultimo”)

 Facilitare il commercio internazionale

WTO

Istituito nel 1995 in sostituzione del GATT, ha 164 paesi che si attengono alle norme esistenti e agli accordi

futuri 

Ha carattere coercitivo può imporre sanzioni

Obiettivi:

 Amministrare accordi WTO

 Istituire forum per ulteriori negoziati commerciali

 Dirimere dispute commerciali

 Sorvegliare le politiche commerciali nazionali

 Fornire assistenza tecnica ai paesi in via di sviluppo

È dal 1994 che non si chiude un round negoziale per decidere multilateralmente come aprirsi al commercio

internazionale

Principi fondamentali del WTO:

 

Non discriminazione clausola della nazione più favorita (non si possono applicare dazi diversi a

prodotti di paesi diversi) + clausola National Treatement (una volta all’interno del paese, i prodotti

esteri devono ricevere lo stesso trattamento dei prodotti domestici – NO barriere legali o diversi

canali distributivi)

 Liberalizzazione progressiva attraverso negoziazioni all’unanimità

 

Prevedibilità del sistema multilaterale gli accordi sono vincolanti, non possono essere

aumentati i dazi in modo unilaterale e/o introdotte restrizioni al commercio internazionale

 

Trasparenza e reciprocità i membri del WTO hanno diritti e obblighi simmetrici (trattamento

privilegiato per i paesi in via di sviluppo)

 Sistema di soluzione delle controversie

STRUMENTI DI DIFESA COMMERCIALE

 Dazi anti-dumping nei confronti di importazioni effettuate sul mercato UE a prezzi inferiori a quelli

praticati sul mercato domestico

 Misure anti-sussidi nei confronti di importazioni di prodotti che godono di aiuti e sovvenzioni statali

concessi dal governo del paese di origine alle proprie imprese

 Misure di salvaguardia attivate (temporaneamente) in presenza di grave danno alle imprese UE a

seguito dell’aumento dei flussi di importazione

DOHA ROUND

È stato lanciato dal WTO nel 2001. Doveva portare ad ampliare gli ambiti delle regole comuni e doveva

chiudersi nel 2005 (non si è chiuso). Temi del negoziato:

 Agricoltura

 Cotone

 Prodotti non agricoli

 Commercio di servizi

 Facilitazione degli scambi

 Norme (antidumping, sovvenzioni, accordi commerciali regionali)

 Indicazioni geografiche

 Paesi in via di sviluppo

 Commercio ed ambiente

 Soluzione alle controversie

 Gruppi di lavoro

Le uniche cose che è riuscito a fare il WTO sono piccoli accordi specifici a livello regionale

WTO: ACCORDO BALI (2013)

 Facilitazioni al commercio, tra cui la possibilità per i paesi in via di sviluppo di accumulare cibo ai fini

della sicurezza alimentare

 Possibilità di esportare senza dazi e senza limiti dai paesi più poveri (circa 40 stati con PIL < 992 $)

WTO: NAIROBI PACKAGE (2015)

 Eliminazione dei sussidi alle esportazioni agricole

 Cotone: accesso preferenziale per esportazioni da paesi più poveri

3 – IL COMMERCIO INTERNAZIONALE

Crescita commercio internazionale > crescita PIL negli ultimi anni però si ha una fase di stallo, le crescite

sono simili 

Chi esporta di più Cina, USA, Germania, Giappone

Chi importa di più USA, Cina, Germania, Giappone

Una parte significativa dei flussi avviene all’interno delle stesse aree geografiche (es. Nord America, Europa,

Asia) regionalizzazione dei flussi commerciali

L’Italia è un paese manifatturiero con un significativo export

TEORIA DEL VANTAGGIO COMPARATO (Ricardo)

Per il commercio internazionale non è importante il livello assoluto di produttività ma la produttività

comparata tra i paesi. La specializzazione del lavoro è positiva e tutti i paesi aperti al commercio

internazionale ne traggono benefici

MATRICE DEI VANTAGGI COMPARATI

Dice quali sono i vantaggi comparati di ciascun paese. Nei riquadri vengono messi i costi opportunità di

produrre un bene piuttosto che l’altro

Costo opportunità (X) numero di unità del bene Y cui si deve rinunciare per produrre un’unità aggiuntiva

di X

È relativamente meno costoso produrre cocco in Terrania (0,4 vs 0,8) + è relativamente meno costoso

produrre pesci in Oceania (1,25 vs 2,5) Terrania produrrà cocco (in parte li esporterà in Oceania) +

Ocenia produrrà pesci (in parte li esporterà in Terrania)

TERRANIA OCEANIA

COCCO 2/5 = 8/10

0,4 = 0,8

5/2 = 10/8

PESCI 2,5 = 1,25

Se si giocasse solo sul vantaggio assoluto, Terrania produrrebbe ed esporterebbe tutto, mentre Oceania

imporrebbe barriere protezionistiche per proteggere la propria economia

Ipotesi del modello del vantaggio comparato:

 Un solo fattore produttivo (lavoro) mobile nel paese ma non tra i paesi

 Differenze nelle tecnologie tra i paesi (differenze nelle produttività relative del lavoro nelle diverse

attività produttive)

 Concorrenza perfetta

Prezzi relativi dei beni compresi tra i valori dei prezzi interni nei rispettivi mercati (es. 2 cocchi = 1 pesce)

I vantaggi assoluti influenzano lo standard di vita, non la specializzazione

I benefici derivano dal produrre ciò che si è più bravi a fare, ma i produttori dei settori relativamente meno

produttivi perdono la distribuzione dei benefici dipende dai prezzi relativi

I benefici si distribuiscono in base alle ragioni di scambio =

IPOTESI DI PREBISH-SINGER

Le ragioni di scambio dei paesi poveri peggiorano costantemente perché si specializzano nell’esportazione

delle materie prime e dei prodotti agricoli, i cui prezzi relativi si riducono sempre rispetto a quelli dei beni

industriali i paesi in via di sviluppo devono sviluppare l’industria nazionale: politiche di

industrializzazione in sostituzione delle importazioni (ISI) + protezionismo

LA LEGGE DI HOTELLING

I prezzi delle risorse naturali esauribili (es. petrolio) hanno dinamiche diverse da quelle tradizionali perché

non sono beni che possono essere prodotti ogni anno (perché sono esauribili)

Il prezzo della risorsa naturale esauribile è influenzato da P , dal tempo e dal tasso di sconto

B

Il prezzo aumenta in modo lineare al tasso r per arbitraggio tra i vari periodi fino all’esaurimento

Questo è quello che avviene in teoria. Nella pratica il prezzo può oscillare molto perché cambia la

disponibilità della risorsa, la domanda della risorsa, il tempo, il tasso di sconto, la disponibilità e il costo

delle risorse alternative…

MODELLO DI HECKSCHER-OHLIN

Incorpora caratteristiche più realistiche del processo produttivo che sono ignorate dal modello di Ricardo

 Considera più fattori di produzione K e L (mobili nel paese ma non tra paesi diversi). I paesi hanno

dotazioni fattoriali diverse (però tecnologie identiche)

 Concorrenza perfetta, assenza di barriere al commercio

 Le differenze relative nella dotazione dei fattori sono la causa del commercio internazionale

Quando i paesi hanno diverse dotazioni di fattori produttivi e i diversi settori usano i fattori in proporzioni

diverse esistono flussi commerciali vantaggiosi per tutti i paesi

Questo è quello che succede anche nella realtà tendenzialmente i paesi industrializzati importano beni

labour-intensive ed esportano beni capital-intensive

 

PVS ↑Q e ↓Q + ↑D e ↓D + ↑w e ↓R ↑

tessuti auto lavoro capitale

 

PI ↑Q e ↓Q + ↑D e ↓D + ↑R e ↓w ↓

auto tessuti capitale lavoro

Teorema dell’equalizzazione del prezzo dei fattori il commercio internazionale conduce al pieno

pareggiament

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fabiomere di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scenari economici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano o del prof Merelli Marco.
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