Marsilio Ficino e Pico della Mirandola
Marsilio Ficino fonda una filosofia caratterizzata dalla tolleranza; secondo il filosofo bisognava trovare qualcosa di unitario che è comune a tutte le filosofie e religioni. La sua opera maggiore è "Theologia platonica": per Ficino Platone è stato un precursore della teologia cristiana. Il filosofo rivendica anche una "prisca theologia", ovvero una teologia precoce sviluppatasi tra i Greci. Un altro cardine della filosofia di Ficino è vedere l'uomo come un microcosmo, un universo in piccolo che rispecchia l'universo in grande; anche la dimensione e il movimento degli astri ha un riflesso nella vita degli uomini (vi è una corrispondenza). Minerali, vegetali e uomini fanno parte di un'unica realtà e quindi possono interagire tra loro.
Pico della Mirandola, seguendo il pensiero di Ficino, aspirava a trovare punti in comune tra tutte le filosofie e religioni del mondo, e per far questo elaborò novecento tesi, introdotte dall'introduzione "L'orazione della dignità dell'uomo", considerata un manifesto dell'Umanesimo. Decisiva nell'Umanesimo è l'idea di uomo come "essere in cammino" e capace di crearsi il proprio destino. L'uomo è in cammino verso la piena realizzazione di sé.
Niccolò Cusano
Cusano è considerato uno dei primi sostenitori del latitudinarismo religioso, ovvero auspicava una pacificazione delle religioni considerando le forme esterne di culto trascurabili davanti alla comune venerazione e bisogno religioso degli uomini. Cusano adotta il concetto della “docta ignorantia”: siamo ignoranti rispetto a Dio perché non lo conosciamo, ma ne abbiamo un'intuizione, sappiamo che è assoluto (quindi sia ignoranti che sapienti). Per il filosofo la conoscenza coincide con la misurazione: ogni cosa può essere confrontata con una grandezza nota; tale metodo è valido solo per le cose finite, in quanto l'infinito è incommensurabile. L'infinito però contiene il finito (che ha un limite) quindi in esso vi è una coincidenza di opposti. Dio, secondo il filosofo, è infinito ma comprende cose finite; tutte le cose sono Dio e si esplicano nell'universo. Tutto è in tutto. L'uomo, in quanto microcosmo, comprende nel suo piccolo tutto l'universo. La mente umana (anche se finita) è "la complicazione delle complicazioni" ovvero la parte dell'universo che più somiglia a Dio.
La filosofia della Riforma
Tra i principali riformatori, oltre Martin Lutero, vanno annoverati anche Giovanni Calvino, Ulrico Zwingli, Michele Serveto e i fratelli Leo e Fausto Socini. La Riforma può anche essere vista come una rivolta del mondo tedesco contro quello latino, quindi contro lo spirito del Rinascimento italiano. Tuttavia, proprio attraverso la Riforma, il Rinascimento si è diffuso in tutta Europa. Lutero, ad esempio, affermò il principio delle Chiese Nazionali contro quella Romana e la gerarchia. Calvino, invece, esaspera il principio della predestinazione alla salvezza. Cardine della Riforma è il "libero esame" che nega l'esigenza di mediatori tra l'uomo e Dio (l'uomo entra in rapporto con il divino mediante la lettura delle Scritture e così può salvarsi).
Erasmo da Rotterdam
Considerato uno dei maggiori umanisti del suo tempo, fu filologo ed editore di testi sacri e disputò con Lutero circa il libero arbitrio; tuttavia il suo nome è legato all'opera "Elogia della follia". In quest'opera, satirica e sagace, il disprezzo del mondo appare come estrema saggezza. Erasmo si oppose al protestantesimo che, secondo lui, toglieva all'uomo la possibilità di operare la propria redenzione in libertà (es. la predestinazione toglieva ogni possibilità di scelta).
Bernardino Telesio
La sua opera principale è "De rerum natura iuxta propria principia" in cui sostiene che la natura vada studiata e compresa non con principi estranei ad essa, ma con principi in essa presenti. Contano, quindi, le forze agenti che operano nella realtà concretamente (principi fisici, quindi). Telesio accettava l'idea religiosa dell'anima dell'uomo, tuttavia l'etica per lui era utilitaristica perché mirata all'autoconservazione dell'individuo e al calcolo dell'utile. Con il suo lavoro, Telesio apre la strada alle scienze naturali e alla fisica come scienze autonome, indipendenti dalla metafisica. Telesio basa la fisica su principi sensistici, convinto che il senso riveli la realtà della natura. Il senso rivela due principi basilari: il caldo e il freddo, i quali però essendo incorporei hanno bisogno di aderire ad una massa per operare la dilatazione e la condensazione. Telesio, quindi, conclude che alle due nature agenti bisogna aggiungere una massa corporea (la materia). Ogni cosa ha un grado di sensibilità e vitalità, quindi tutto è dotato di senso. La conoscenza stessa è dovuta all'azione del caldo e del freddo che operano una dilatazione e restrizione dello spirito: l'intelligenza, pertanto, opera sul ricordo delle sensazioni che per analogia vengono estese ad altre cose. La vita morale dell'uomo può essere altresì spiegata in base ai principi naturali, in quanto il bene consiste nell'autoconservazione e il male nel proprio danno. Ciò che produce sensazioni piacevoli è bene. Telesio ammette un Dio creatore, provvidenziale per gli uomini e crede nell'immortalità dell'anima; questa sua posizione è stata interpretata in due modi, ovvero come un cedimento per timore dell'Inquisizione oppure per un suo voler distinguere la sfera della ricerca fisica da quella religiosa dell'uomo.
Giordano Bruno
Giordano Bruno ebbe modo di confrontarsi con vari pensatori e movimenti, spostandosi a Parigi, in Svizzera e Gran Bretagna. Il suo pensiero risulta essere quindi complesso, proprio per l'incidenza di elementi culturali diversi. Comunemente, il suo pensiero è definito panteistico, denominazione data da Dilthey. In Bruno la dottrina della "coincidenza degli opposti" viene accettata per superare il dualismo aristotelico di materia e forma, sia per superare Copernico, affermando l'eliminazione di differenze qualitative in un mondo unitario. Per Bruno, inoltre, il progresso è morale, la genialità dell'uomo non è nulla di meccanico o automatico per il trascorrere del tempo. La verità, infatti, non si ottiene automaticamente ma bisogna ricercarla con fatica. Quella di Giordano Bruno è un'etica "eroica".
Tommaso Campanella
Campanella teorizza l'autocoscienza come "sapientia indita" contrapposta alla "sapientia addita" che riguarda la conoscenza del mondo esterno; questa seconda forma di sapere nasconde la prima trasformandola in "sapientia abdita" (appunto, nascosta). La riflessione filosofica, quindi, porta alla riconquista della coscienza di sé. Campanella distingue l'essere dal conoscere, considerandolo vivo nelle tre Primalità di Potenza, Sapienza, Amore (Pon, Sin e Mor ne La Città del Sole). Campanella è teista: vede attuate in Dio le tre Primalità, che nelle creature sono invece miste di imperfezione e non essere. Campanella, domenicano, non era contrario alla Chiesa ma cercava una Riforma che sanasse la frattura creatasi dal luteranesimo e calvinismo; a capo di questa nuova Chiesa doveva esserci, secondo il filosofo, un capo di una religione rinnovata e vicina al concetto di religione naturale.
Francesco Bacone
La sua fortuna politica si ebbe sotto il regno di Giacomo I. Tra le sue opere maggiori, ricordiamo "De dignitate et augumentis scientiarum", una rassegna delle scienze ed un relativo tentativo di sistemazione. Bacone fu anche uno storico e firmò la "Storia del regno di Enrico VII"; egli è considerato tutt'ora un grande umanista, anche se fu nemico della scolastica (a cui rimproverava un inutile formalismo). Bacone è stato il filosofo del progresso; egli esortava gli uomini a prendere coscienza e possesso della natura (la figlia prediletta di Dio), studiandone le leggi mediante il metodo induttivo. Il filosofo però, secondo Bacone, doveva saper raccogliere tutte le informazioni ed elaborarle. Bacone affermava che per avere migliori risultati nella ricerca, bisognasse lasciar perdere gli "idoli" (opinioni illusorie) da lui classificate in quattro tipologie:
- Idola tribus, che ci portano a giudicare tutto da un punto di vista antropomorfico
- Idola specus, dovuti alle passioni umane
- Idola fori, dovuti al linguaggio (es le credenze nate per sentito dire)
- Idola theatri, teorie tradizionali, immutabili
La filosofia baconiana è divisa in "pars destruens" (critica alla scolastica medievale) e "pars costruens" (indica la nuova metodologia induttiva). Bacone parlava di "forma" per indicare l'impronta dello spirito divino nell'uomo; inoltre indicava tre facoltà dell'uomo, ovvero la memoria (da origine alla storia), la fantasia (produce la poesia) e l'intelletto (porta alla filosofia). La storia per Bacone è tanto un racconto di insieme, tanto un'indagine scientifica piena di inconvenienti, giacché non è applicabile il metodo induttivo.
Galileo Galilei
Scienziato, insegnante ma anche scrittore: dominò la prosa scientifica del Seicento e volle scrivere le sue opere in italiano per aprire le porte dell'astronomia e della scienza al maggior numero di persone possibile. Nel 1609 costruì il cannocchiale, successivamente a Firenze scrisse le sue opere "Il Viaggiatore" e "I Dialoghi sopra i due massimi sistemi del mondo, il tolemaico e il copernicano". Le sue opere costituiscono un continuo attacco all'aristotelismo e alla scolastica medievale, ponendo le basi per il pensiero scientifico moderno. Dio, secondo Galilei, ha scritto il mondo con termini matematici e l'uomo può scoprirli perché egli conosce "intensive" (anche se Dio conosce più dell'uomo, extensive). Galilei, inoltre, affermava che la filosofia non potesse trascurare il contributo delle nuove esperienze ed osservazioni; inoltre affermava il carattere puramente metaforico dei testi sacri, per cui non va posta la parola scritta davanti alle verità scientifiche (infatti i testi della Parola erano rivolti ai dotti, in grado di interpretarli). Considerando il mondo come scritto in caratteri matematici, il quantitativo regna sul qualitativo; le qualità sono puri nomi, modi della percezione dei corpi sensitivi.
Renato Cartesio
Nonostante i suoi viaggi giovanili, è all' Olanda che è legata la maggiore sua produzione; qui si diffonde la sua filosofia in tutte le Università. Cartesio era un filosofo nato e le sue scoperte scientifiche si presentano come il campo di ricerca di un nuovo metodo speculativo. Egli limitò la pubblicazione dei suoi scritti di geometrica e matematica alla prima parte del volume che aveva progettato non solo per timore dell'Inquisizione ma anche per la consapevolezza del peso della sua scoperta metodologica, ovvero l'idea di non accettare nulla che non sia evidente. La prima verità è l'intuizione che troviamo dentro di noi, è immediata. Il metodo prevedeva anche un'analisi, quindi la scomposizione delle difficoltà in ricerche parziali; poi vi era la sintesi, che riunificava ciò che si era separato, e infine l'enumerazione, un controllo quantitativo su ciò che si è esaminato. In "Discorso sul metodo", Cartesio narra la sua biografia e afferma che i suoi studi giovanili, seppur interessantissimi, lasciavano sempre un margine di dubbio per l'assenza di un fondamento sicuro (una scienza). Tutto ciò che è fondato sui sensi può ingannare, per questo bisogna basare la conoscenza sull'evidenza e sulla matematica. La conoscenza razionale è sicura e chiara, a differenza di quella sensibile, oscura e confusa. Le idee non derivate dai sensi sono innate; vi sono poi idee avventizie (basate sui sensi) e fattizie (prodotte dall'immaginazione), per cui l'idea diventa rappresentazione. Per Cartesio l'errore è l'assenso e non dal pensiero, l'errore ha un'origine pratica, volontaria e non teoretica, ed è dovuto alle credenze, non alle deduzioni. Cartesio afferma l’esistenza di un mondo delle cose materiali (res extensa) che occupano uno spazio, e il pensiero, immateriale, fuori dallo spazio (res cogitas). Res extensa e res cogitas sono le uniche entità esistenti. L'uomo è res cogitans perché è dotato di autocoscienza attraverso cui arriva a dimostrare l'esistenza di Dio. L’idea della perfezione è un’idea innata e se esiste, vuol dire che c’è una causa, ovvero il riflesso mentale che si ha della perfezione. Se l’uomo è imperfetto ma ha in sé l’idea della perfezione, allora vuol dire che qualcuno di perfetto gliel’ha profusa e tale essere perfetto è Dio (che esiste perché perfetto). Inoltre, si dimostra che Dio è creatore dell’uomo sostenendo che se l’uomo si fosse creato da sé, si sarebbe creato perfetto. L'uomo è immerso nel mondo della qualità, la natura in quello della quantità. Cartesio distingue qualità primarie e secondarie dei corpi, le prime sono oggettive e le seconde sono soggettive. Nel suo "Discorso sul Metodo" Cartesio estrae dai principi matematici quattro regole a base del metodo per procedere in qualsiasi tipo di conoscenza:
- Evidenza
- Analisi
- Sintesi
- Enumerazione
Inoltre, Cartesio cerca un fondamento sicuro inserendo nel suo pensiero al dubbio iperbolico: la nostra esistenza va considerata come un sogno da cui ci si sveglia attoniti perché lo si era considerato realtà. Da qui il filosofo arriva a definire l’esistenza del “genio maligno”, ovvero un dio malvagio che inganna l’uomo. Il filosofo propone una morale provvisoria, una guida per l'uomo nella vita pratica, basata su tre pilastri: seguire la tradizione, essere coerenti con se stessi, adattarsi alle situazioni.
La logica di Portoreale e Pascal
Il Monastero di Portoreale accoglieva gli adepti del giansenismo. Tale movimento nacque dalla pubblicazione (postuma) dell'Augustinus del vescovo Cornelio Giansenio. Il Monastero, dal punto di vista filosofico, è ricordato soprattutto per La Logique ou l'art de penser dei cartesiani Arnauld e Nicole; si tratta di un tentativo di riformare la logica tradizionale in chiave cristiana. Nell'opera viene fatta una distinzione tra le cose conosciute, quelle conoscibili ma ancora non scoperte e quelle inconoscibili, come Dio. I due filosofi parlano anche del metodo storico come basato sull'autorità e credibilità delle testimonianze.
Biagio Pascal fu apprezzatissimo scienziato ma anche uomo di fede. Egli, nel suo "Frammento d'un trattato del vuoto" descrive l'umanità come un solo grande uomo che nasce, cresce ed invecchia senza morire; la vecchiaia è rappresentata dall'insieme delle esperienze. Pascal nei Pensieri, insiste sulla pochezza dell'uomo, la cui grandezza è il pensiero. Inoltre, Pascal invitava gli atei a credere in Dio con una "scommessa": credendo in Dio, se si vince si vince tutto e se si perde, non si perde nulla. Il principio peculiare del suo pensiero e l'opposizione a Cartesio quando parla di esprit de finesse e esprit de geometrie: il primo permette all'uomo di raggiungere Dio, il secondo di conoscere la natura. Il Dio di Pascal, inoltre, non è quello cartesiano (un garante del principio di evidenza) ma è il Dio delle Scritture. Pascal con i Pensieri voleva offrire una difesa del cristianesimo, ma morì prima di completare l'opera; tra i pensieri più noti ricordiamo il "divertissement" (l'uomo si distrae, si diverte, per non pensare alla miseria e alla morte), la scommessa (in francese "pari").
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto di filosofia basato sulla dispensa del prof. Gargano
-
Riassunto per l'esame di filosofia antica, prof. Gargano, libro consigliato Filosofia Antica, A.Gargano
-
Riassunto esame di Storia della Filosofia, prof. Antonio Gargano, libro consigliato Filosofia moderna, A.Gargano
-
Riassunto esame Letteratura spagnola, prof. Gargano, libro consigliato Don Chisciotte, De Cervantes