L'impresa vista da fuori
L'impresa quale strumento sociale
L'impresa è uno strumento fondamentale del tessuto sociale. Essa altro non è che un'invenzione dell'uomo per cercare di migliorare le proprie condizioni di vita: l'azione combinata di più individui, infatti, consente di ottenere risultati difficilmente conseguibili dai singoli individui. Le esigenze, ossia i bisogni, sono virtualmente infinite, mentre le risorse sono caratterizzate da una tendenziale scarsità; l'impresa allora costituisce la risposta razionale a questa fisiologica relazione squilibrata fra risorse e bisogni tramite:
- Sforzo congiunto di più individui
- Divisione del lavoro → specializzazione
Le funzioni tecnico-economiche
- Produzione: processo di trasformazione di risorse per produrre nuove risorse sotto forma di:
- Beni
- Servizi
- Adattamento: rende usufruibile all'utenza portatrice del bisogno beni già prodotti da altre imprese, ponendo rimedio all'inevitabile non coincidenza tra luogo di produzione e luogo di utilizzo del bene e alla non coincidenza temporale fra flussi di produzione dei beni e domanda del prodotto.
- Finanziaria: si configura quale caso specifico della funzione di adattamento in cui l'oggetto dell'adattamento è costituito dal denaro. Gli istituti di credito, di fatto, spostano il denaro nel tempo e nello spazio.
Interazione tra impresa e contesto economico-sociale
L'impresa ha ragione di essere soltanto in una logica di scambio, vale a dire in un contesto in cui attraverso transazioni l'impresa è in grado di ottenere le risorse da trasformare, ed è in grado di trasferire il risultato della sua attività all'utenza portatrice del bisogno che il prodotto/servizio intende soddisfare. Il luogo di incontro di maggior rilievo del sistema economico è il mercato, che possiamo definire come luogo in cui avviene l'attività di scambio. Gli attori del mercato sono quindi i venditori e gli acquirenti, le transazioni sono regolate da flussi di denaro che misurano il valore del bene o servizio oggetto di scambio.
Nel mercato dei beni finali l'oggetto della transazione è acquistato dal consumatore finale. Nel mercato dei beni intermedi l'acquirente non è un consumatore finale ma un operatore economico che utilizza il bene acquistato per sottoporlo a nuovi processi di trasformazione. Si chiama allora filiera produttiva l'insieme delle fasi di lavorazione necessarie a realizzare un bene o servizio destinato al consumatore finale.
L'impresa, quale attore sociale, intrattiene relazioni con diversi soggetti, detti stakeholders:
- Clienti
- Fornitori
- Stato
- Riscossione imposte
- Presenza di infrastrutture
- Istituzioni finanziarie
- Gruppi di pressione (ambientalisti)
- Partners: attraverso lo sforzo congiunto di più imprese si ottengono risultati che hanno ricadute positive, seppur di diversa natura, per tutti i soggetti coinvolti
- Concorrenza
Condizioni per la nascita e dinamica evolutiva d'impresa
L'impresa è un complesso organizzato di risorse costituito dalla volontà creatrice di uno o più soggetti e finalizzata al soddisfacimento di una domanda di beni o servizi. Fondamentali presupposti per la nascita dell'impresa sono:
- Volontà creatrice
- Utenza portatrice della domanda
- Risorse
- Patrimonio genetico
- Sistema delle capacità
Interessi motivanti del soggetto promotore
Soggetti promotori:
- Persone fisiche (logica individuale): il soggetto promotore è costituito da uno o più singoli individui
- Imprese (logica aziendale): il soggetto promotore è costituito non da persone fisiche, ma da una o più imprese, persone giuridiche, già operanti
- Stato (logica statale)
Gli interessi che inducono i soggetti promotori a dar vita all'iniziativa imprenditoriale sono:
- Interessi lucrativi di natura economico/finanziaria: Il lucro si concretizza sotto forma di ricchezza monetaria ottenibile dalla nuova impresa o attraverso la distribuzione degli utili conseguiti (remunerazione diretta) o attraverso la crescita di valore della quota o azione (remunerazione indiretta). Nel caso di una persona fisica si configura l'ipotesi del capitalista puro, in cui la nuova iniziativa imprenditoriale costituisce per il soggetto promotore un'opportunità di investimento. Gli interessi lucrativi economico-finanziari possono essere perseguiti anche da persone giuridiche; in questo caso l'impresa, soggetto promotore, agisce con una logica sostanzialmente finanziaria, finalizzata a cogliere un'opportunità di investimento giudicata appetibile. Anche lo Stato può dar luogo a nuove iniziative imprenditoriali i cui risultati siano impiegati per finalità di rilevanza sociale.
- Interessi lucrativi di natura tecnico/economica: Il lucro si concretizza sotto forma di ricchezza non monetaria, direttamente connessa all'attività svolta dall'impresa, questo avviene nel caso di vantaggi economici diretti sotto forma di minor costo, ad esempio nel caso di passaggio dall'acquisto da terzi alla produzione in proprio. Il caso maggiormente rilevante si ha con riferimento alle persone giuridiche: è questa un'operazione tipica in una logica di gruppo industriale. L'investimento, infatti, genera valore nel caso in cui sia in grado ad esempio di consentire al promotore dei risparmi di costi sulla fornitura del materiale. Anche lo Stato può realizzare interessi di questo genere: si pensi a contesti in cui la nuova iniziativa imprenditoriale consente di incidere positivamente sul livello dell'offerta altrimenti insufficiente, oppure di sostenere l'occupazione e lo sviluppo industriale.
- Interessi economico sociali: Il caso maggiormente frequente riguarda lo Stato che punta a raggiungere obiettivi rilevanti sotto il profilo sociale, che prescindono dal conseguimento di un vantaggio economico-finanziario diretto.
L'utenza portatrice di una domanda
L'entità quantitativa della domanda, individuata dal numero dei potenziali utenti e dalla frequenza di acquisto del bene, deve essere tale da rendere potenzialmente conveniente per l'impresa soddisfare la domanda individuata. La domanda può essere:
- Domanda latente: si ha nel caso in cui non abbia ancora avuto alcuna forma di manifestazione sul mercato o, addirittura, non vi sia neppure nella mente dei potenziali consumatori la consapevolezza di poter avere un certo bisogno.
- Domanda emergente: esiste già un mercato, ma allo stato di primo sviluppo e che quindi è ancora in crescita. Resta allora da capire se si tratta di flussi di domanda destinati a consolidarsi nel tempo o se invece si tratta di un fenomeno passeggero.
- Domanda esistente, mal soddisfatta: ha già dato luogo ad un mercato sostanzialmente consolidato. In questo caso vi possono essere opportunità di profitto nel caso in cui la domanda non sia del tutto soddisfatta in quantità o in qualità.
Accessibilità e acquisizione delle risorse
Le risorse sono un ingrediente essenziale per la realizzazione di qualunque iniziativa imprenditoriale. In termini generali possiamo considerare risorse tutto ciò di cui l'impresa è in grado di disporre per lo svolgimento della sua attività. Possiamo distinguere le risorse in modi molto diversi, come ad esempio tra capitale e lavoro, tra finanziarie naturali o umane, tra tangibili e intangibili; la più utile è:
- Risorse finanziarie: sono costituite dal denaro.
- Risorse non finanziarie di apparato (fisso): costituiscono l'insieme delle capacità di cui disporrà l'impresa, cedono la loro utilità nel tempo, configurandosi quali risorse a fecondità ripetuta. Esempi: impianti, know-how, immagine.
- Risorse non finanziarie ricorrenti (circolante): risorse a fecondità limitata, nel senso che cedono la loro utilità in un unico contributo al processo di trasformazione. Esempi: materie prime.
Condizioni per la nascita: patrimonio genetico e sistema delle capacità
Il patrimonio genetico è costituito da due componenti fondamentali:
- Idea imprenditiva: modo concreto attraverso il quale l'impresa dovrà cercare di generare valore
- Capitale di rischio: l'idea imprenditiva costituisce il primario motore per la nascita della nuova impresa, ma necessita per aspirare a diventare reale, del capitale di rischio. Il capitale di rischio è costituito dall'apporto di risorse inizialmente fornite dal soggetto promotore.
Il sistema delle capacità, infine, altro non è che il saper fare dell'impresa, quali:
- Capacità di approvvigionamento
- Capacità di trasformazione
- Capacità di vendita
Continuità, cambiamento e dissoluzione dell'impresa
L'impresa è in grado di continuare a esistere fino a quando il saldo tra il valore immesso nel contesto socio-economico è maggiore di quello acquistato dall'esterno. Il cambiamento e la dinamicità costituiscono indubbiamente caratteri inscindibili del divenire d'impresa. Nella prospettiva del vertice imprenditoriale il cambiamento costituisce un cammino da gestire. Tre sono i possibili processi evolutivi:
- Sviluppo: Il processo di sviluppo si qualifica come un cambiamento radicale e positivo dell'impresa, di natura quantitativa e/o qualitativa. Si ha una prospettiva di conquista che si concretizza nel perseguimento di nuovi e diversi livelli di soddisfacimento degli obiettivi.
- Stabilità: Esiste un legame logico tra sviluppo e stabilità: nel corso dei processi di stabilità vengono infatti creati i punti di forza dell'impresa su cui fondare il successivo sviluppo del sistema. Concettualmente non esiste quindi una netta distinzione tra sviluppo e stabilità: già nel processo di stabilità l'imprenditore pensa allo sviluppo e crea le condizioni affinché questo possa effettivamente realizzarsi. Nel processo di stabilità la prospettiva è quella del mantenimento e difesa delle condizioni raggiunte. Le risorse che si creano durante il processo di stabilità devono essere utilizzate per consolidare la posizione economico-finanziaria. L'obiettivo è quello di migliorare il grado di soddisfazione dei soggetti interessati all'attività, generando una crescita equilibrata.
- Risanamento: possono talvolta intervenire eventi indesiderati che invertono il segno del cambiamento che, da volontario e positivo, diviene indesiderato e negativo. Lo stato di crisi richiede un intervento imprenditoriale diverso, a seconda del giudizio espresso circa il grado di reversibilità della situazione. Nel caso di crisi irreversibile, il cambiamento attuato dal vertice imprenditoriale sarà finalizzato alla cessazione dell'attività d'impresa attraverso la liquidazione, massimizzandone il valore di realizzo. Nel caso in cui, invece, lo stato di crisi sia giudicato reversibile, l'azione del vertice imprenditoriale sarà finalizzata ad attuare un vero e proprio nuovo processo strategico denominato processo di risanamento.
Il sistema d'impresa: elementi costitutivi
La visione per apparati-capacita-comportamenti
Si distingue tra:
- Comportamenti di autostrutturazione: volti a organizzare il sistema aziendale → apparati e capacità funzionali
- Comportamenti funzionali rivolti all'esterno → risultati operativi
La visione per assetti costitutivi
Consideriamo l'impresa costituita da tre assetti o parti fondamentali:
- Assetto proprietario: è formato dai detentori del capitale di rischio investito nell'impresa.
- Assetto imprenditoriale: costituisce il vertice decisionale del sistema d'impresa.
- Sistema operativo: è governato dal vertice imprenditoriale e svolge in concreto l'attività produttiva attraverso la combinazione di risorse.
Tra i diversi assetti esiste di fatto un rapporto di dipendenza e di coerenza.
L'assetto imprenditoriale
Funzioni dell'imprenditore
Il vertice imprenditoriale costituisce l'apice del potere decisionale. Spetta a questi l'individuazione degli obiettivi e delle relative strategie di attuazione, organizzando il sistema operativo nel tentativo di creare le condizioni di sviluppo nel lungo periodo. Le funzioni essenziali sono:
- Funzione strategica: La prima funzione dell'imprenditore è l'impostazione e soluzione dei problemi dello sviluppo in chiave strategica. Per esercitare tale funzione è necessario guardare al futuro, intuire i fattori di cambiamento ambientale, in funzione dei quali modificare la struttura d'impresa.
- Funzione di organizzazione dell'attività d'impresa: Definita la strategia, è necessario che l'imprenditore risolva problemi di natura organizzativa. L'imprenditore coordina l'attività delle varie aree funzionali in modo che la loro azione risulti armoniosa e coerente.
- Funzione politica armonizzatrice: La terza funzione imprenditoriale è di natura politica e si esplicita nella continua armonizzazione degli interessi contrastanti che ruotano intorno all'impresa.
La struttura del vertice imprenditoriale
L'imprenditore potrà individuarsi in una persona fisica o in un gruppo, che di fatto regge le sorti dell'impresa assolvendo le tre indecentrabili funzioni imprenditoriali. La configurazione più semplice è quella in cui le funzioni imprenditoriali sono di fatto svolte da un unico soggetto: vertice imprenditoriale monopersonale. Nella maggioranza dei casi siamo però di fronte ad un vertice pluripersonale, costituito da un gruppo di soggetti. Un vertice imprenditoriale è un gruppo a struttura monocentrica nel caso in cui i soggetti che lo compongono attuino un comune sistema di decisione. In altri casi l'impresa però può far parte di complessi economici controllati da una proprietà capogruppo. Il governo di questi complessi economici è di tipo policentrico; in essi infatti si ha il vertice del gruppo e, al tempo stesso, tanti centri imprenditoriali quanti sono le imprese o le divisioni di cui questo è composto.
I modelli imprenditoriali
Secondo Fazzi, due sono i fondamentali modelli imprenditoriali:
- Imprenditore tradizionale
- Imprenditore moderno
Gli elementi necessari ad individuare i diversi modelli imprenditoriali sono:
- Requisiti personali
- Capacità di resistenza fisica
- Ambizione
- Intuizione
- Laboriosità
- Variabili
- Titolarità della proprietà: l'imprenditore proprietario, riunendo in sé le caratteristiche e le funzioni sia dell'assetto imprenditoriale che proprietario, ha il vantaggio di risolvere al proprio interno le problematiche conflittuali tra i due assetti.
- Propensioni: inclinazioni specificatamente legate al carattere dell'imprenditore
- Propensione alla delega: con la delega l'imprenditore affida parte della propria attività decisionale ad altri soggetti, presenti all'interno della struttura organizzativa
- Propensione al rischio
- Propensione all'innovazione
- Logica di azione
- Logica economica: prende in esame il modo nel quale l'imprenditore distribuisce la ricchezza prodotta
- Logica programmatica: ha ad oggetto il modo in cui l'imprenditore affronta la valutazione del futuro
- Estrapolativa: il futuro è visto quale evoluzione lineare del passato (guardando al fatturato)
- Prospettica: si cerca di prevedere il futuro in modo del tutto slegato dal passato (indagini di mercato)
- Logica di controllo: si riferisce al modo in cui l'imprenditore svolge la propria attività di controllo
- Controllo sull'azione
- Controllo sui risultati
- Cultura specifica: matrice intellettuale dell'imprenditore, preparazione specifica formatasi in seguito agli studi svolti o alle precedenti esperienze lavorative
- Tecnologica
- Di marketing
- Finanziaria
- Funzioni imprenditoriali
- Strategica
- Organizzativa
- Politica
L'assetto proprietario
Modalità di funzionamento
L'assetto proprietario è costituito dall'insieme dei soggetti detentori del capitale di rischio. Tutti coloro che detengono quote di una società acquistano la qualifica di proprietari ed hanno diritto all'esercizio delle funzioni proprietarie e agli obblighi ad essa connessi. A differenza dell'imprenditore, l'identificazione delle funzioni della proprietà può facilmente aver luogo tramite uno specifico connotato giuridico. L'attività decisionale della proprietà è svolta dall'assemblea dei soci. Le decisioni all'interno dell'assemblea sono assunte generalmente sulla base del principio di maggioranza calcolato sull'entità della titolarità delle quote (chi detiene una maggiore quantità di quote pesa di più nelle deliberazioni); colui o coloro che sono in grado di detenere la maggioranza del capitale di fatto controllano l'attività decisionale dell'assetto proprietario (capitale di comando).
Assetto proprietario: funzioni
A fronte dell'apporto di risorse a titolo di capitale e del sostenimento del conseguente rischio, l'assetto proprietario ha il potere di controllo. Tre sono le principali funzioni della proprietà:
- Capitalizzazione: Funzione di natura essenzialmente finanziaria che si concreta nell'apporto di risorse a titolo di capitale di rischio. La proprietà può influire sull'entità delle risorse a disposizione dell'impresa non solo in forma diretta, attraverso il conferimento di
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