Diritto pubblico
Basi del diritto
- Ordinamento giuridico e norma giuridica
- Fonti del diritto e il nostro ordinamento
- Criteri di composizione delle fonti
- Criteri interpretativi e chi può interpretare
- Soggetti dell'ordinamento e le capacità
- Situazioni giuridiche attive e passive
Lo stato
- Definizioni
- Forme di stato
- Forme di governo
Costituzione
- Caratteristiche
Istituti di garanzia
- Riserva di legge
- Principio di legalità
- Principio di preferenza della legge
Produzione normativa e iter legis
Diritto internazionale
- Fonti
- Unione Europea
Organi costituzionali
- Parlamento
- Governo
- Corpo elettorale
- Presidente della Repubblica
- Corte Costituzionale
Potere giurisdizionale
Diritto amministrativo
Ordinamento giuridico: sistema (sanzionato) di norme giuridiche prodotte all'interno di un gruppo sociale stabilmente strutturato per il perseguimento dei propri fini.
Analizziamo la definizione: Sistema = esprime relazioni tra fonti di produzione di norme. "Insieme relazionato". Interazione tra norme diverse. Principio di effettività: norme di un ordinamento devono essere effettive, ovvero devono essere effettivamente applicabili. Ineffettività = situazione di non applicabilità della norma.
Esercitare una sanzione = esercitare una forza su un gruppo sociale. Gruppo sociale = destinatario dell'o.g., ma allo stesso tempo esso nasce dal gruppo sociale. → Represso Soggetto = se ha un comportamento difforme dalle norme giuridiche attraverso sanzione. (Sanzionato) Coercizione = qualcuno in virtù della norma può sanzionare il comportamento difforme con un atto coercitivo (con la forza o meno).
Come distinguere l'uso legittimo della forza dalla violenza? Bisogna trovare nella sanzione alcune caratteristiche (o elementi giuridici significativi). Ci sono dei parametri legittimi:
- Tipicità: la sanzione deve essere prevista da una norma giuridica. Il diritto pubblico ammette solo atti previsti dalla legge (pubblico potere solo tipico). Nel diritto privato può essere lecito il contratto atipico (= non previsti dalla legge), ma nel diritto pubblico no. Sistema sanzionatorio = meccanismo anche attraverso atto coercitivo ha necessità di essere previsto dalla norma giuridica.
- Certa: la risposta dell'ordinamento giuridico in seguito a una violenza deve essere certa.
- Criterio di proporzionalità della risposta alla violazione: scelta di merito. Proporzionalità della sanzione al comportamento. Valutazione di merito: risponde al principio di ragionevolezza = che muta nel tempo in base al contesto storico di riferimento.
- Predeterminazione dei soggetti incaricati dell'applicazione della misura coercitiva (= sanzione).
Se e solo se queste condizioni esistono possiamo parlare di esercizio legittimo della forza previsto dall'ordinamento giuridico. Gli strumenti di potere pubblico sono sempre finalizzati al bene pubblico. Se il soggetto si oppone alla legittima funzione del potere commette un reato (è difforme alla norma) e va represso.
Norma giuridica
Tutti i comandi che hanno il carattere della giuridicità. Le caratteristiche delle norme giuridiche sono:
- Positività: il carattere della positività è soddisfatto quando la norma è scritta. Nel diritto, l'interesse non è tutelato se non è rappresentato da una norma.
- Coattività: la norma giuridica contiene un precetto sanzionabile. Ogni norma deve avere direttamente o indirettamente una sanzione da applicare in caso di violazione della norma. Norma di chiusura = ci sono norme giuridiche in cui non è presente la sanzione, ma ci si arriva indirettamente attraverso la norma di chiusura. (Sanzione applicata su norma se non specificata in essa una sanzione). Quindi, la sanzione è comunque all'interno dell'ordinamento. Esempio: contratto extra-contrattuale.
- Esteriorità: norma rivolta a disciplinare le relazioni economiche, politiche, tra soggetti e organizza le strutture, le procedure per la realizzazione degli interessi ritenuti rilevanti (meritevoli). Def. su internet: La norma non punisce l'intenzione, ma il comportamento/azione esterna del soggetto.
- Astrattezza: attitudine della norma a disporre in via preventiva e ipotetica la disciplina in una determinata situazione. Ritrovo lo schema logico causa-effetto. No riferimento a caso concreto.
- Generalità: attitudine della norma a disciplinare comportamenti senza far riferimento a soggetti/situazioni predeterminati. Disciplina qualcosa senza entrare nel dettaglio. Def. su internet: applicabilità della norma a tutti coloro che si trovino nella situazione disciplinata. La norma giuridica è generale, perché non è diretta a singoli individui ma a una serie indeterminata di possibili destinatari.
Non tutte le norme contenute nelle leggi sono giuridiche (ad esempio le leggi provvedimento).
Fonti del diritto
Atti e fatti mediante i quali vengono prodotte norme giuridiche. Ci sono varie classificazioni delle fonti:
- Fonti di produzione del diritto: fonti che consentono di produrre norme giuridiche nell'ordinamento. (Es.: legge). Strumento giuridico che consente di creare nuove norme.
- Fonti sulla produzione: fonti che disciplinano organi e procedure necessari alla produzione di norme (= disciplina delle fonti di produzione) es.: articolo 70 dice chi e come produrre norme.
- Fonti atto: strumento delle norme giuridiche. Sono manifestazioni di volontà espresse da organi (dello stato) o da un altro soggetto a ciò legittimato dallo stesso ordinamento (es.: regolamento governativo, legge del parlamento…). Nel nostro ordinamento sono disciplinate dalle fonti sulla produzione.
- Fonti fatto: (es.: usi e consuetudini). Ne abbiamo una quando una norma giuridica che non può essere ricondotta a un organo. Difficile assicurarne il rispetto. Possono produrre norme giuridiche come le fonti atto, ma cambia lo strumento. Non è espressione di una volontà politica attribuita a un organo. Le consuetudini mutano, non c'è un momento esatto in cui muta. Non regolo un contratto sulla base delle fonti fatto (più usate dell'800). Es.: non dico buongiorno mio marito mi tira una ciabatta. Altre fonti fatto: atti formali che derivano da ordinamenti esterni al nostro, atti extraordinamentari (es.: fare un contratto in Gran Bretagna regolate dal nostro ordinamento). Non scritte in modo formale.
- Fonti di cognizione: (es.: Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana) si individuano documenti ufficiali (= riconosciuti da norme) che contengono formalmente norme giuridiche emanate mediante fonti atto. Da non confondere con libri che raccolgono norme = no carattere dell'ufficialità. Conseguenza delle fonti di cognizione: dare pubblicità legale costitutiva alla norma → solo da quel momento la norma produce effetti giuridici (se la norma viene approvata dal Parlamento e/o promulgata dal Presidente della Repubblica se non è pubblicata non produce effetti).
- Fonti dirette: tutte quelle fonti di produzione del diritto previste in uno specifico ordinamento (quindi tutte le fonti del nostro ordinamento sono dirette).
- Fonti indirette: fonti previste in un ordinamento esterno che viene preso come riferimento. Norme vengono recepite e rese efficaci dal nostro ordinamento (o ordinamento di riferimento). Come? Mediante procedure determinate e formalizzate. Il nostro ordinamento dice come applicare le fonti indirette, cioè come le norme giuridiche contenute in fonti di altri ordinamenti possono produrre effetti nel nostro (es.: norme del diritto internazionali. Le consuetudini sono importanti e vengono recepite automaticamente dall’ordinamento italiano. Norme del WTO).
- Fonti extra-ordinamentali: sono atti/fatti che producono norme giuridiche che però non sono riconducibili a fonti del diritto (es.: circolari della pubblica amministrazione). La pubblica amministrazione a volte ha un potere para amministrativo, cambiando alcune procedure a soggetti determinati. Questo va contro la natura delle norme e alla prassi amministrativa che prevede una consuetudine e l'imparzialità.
Identificazione delle fonti del nostro ordinamento giuridico
I. Fonte superprimaria
Fonte costituzionale: norme contenute nella Costituzione. Sono norme originarie, non derivano da nessuna altra fonte. Carattere della originarietà.
- Principi fondamentali: espressione giuridica di caratteri/valori sociali, politici… che la collettività ha ritenuto essere fondanti. Esercizio delle funzioni fondamentali dello stato, come essi vengono attribuiti ed esercitati.
- Leggi costituzionali
- Leggi di revisione costituzionale (es.: modifica del titolo quinto sulle autonomie territoriali). Le leggi di revisione costituzionale non possono incidere su tutta la costituzione, non sui principi fondamentali.
II. Fonte primaria
- Legge ordinaria:
- Regionale (art. 117)
- Province autonome di Trento e Bolzano
- Parlamento (art. 70)
- Decreto legislativo emanati dal Governo
- Decreto legge
- Il referendum abrogativo è una fonte atto (c'è anche l'organo = corpo elettorale). Perché è a livello primario? Perché può abrogare queste leggi. Modifica l'ordinamento.
III. Fonte secondaria
Contiene norme giuridiche, fonti atto che hanno forza giuridica inferiore.
- Regolamenti:
- Governativi (approvati dal Governo. Es.: regolamento di attuazione)
- Delle regioni
- Degli enti territoriali (province, comuni)
- Altri enti pubblici (es.: università)
IV. Decreti ministeriali
Regolamenti adottati dai singoli ministri (quelli governativi sono presi da tutti i ministri)
Usi/consuetudini (fonti fatto)
Fonti dell'ordinamento comunitario
- Trattati:
- TUE (= trattato sull'U.E. )
- TFUE (= trattato sul funzionamento dell'U.E. )
- Regolamenti comunitari: sono più efficienti di quelli governativi. Una volta pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale Europea ha efficacia in ogni paese appartenente all'unione, anche senza la fase di recepimento. Non possiamo con una nostra legge modificare tali regolamenti. Si trovano quindi nelle fonti del diritto tra la fonte superprimaria e quella primaria. No recepimento.
- Direttive comunitarie: entrano in vigore (producono effetti negli ordinamenti nazionali) per il tramite di una norma di recepimento. In pratica muta una norma comunitaria in una nazionale e diventa così legge dello stato. Nel periodo di recepimento, l'ordinamento nazionale, ha una data di termine entro la quale essa deve essere recepita e trasformata in legge. Ci sono stati casi in cui la direttiva non è stata recepita entro la data di scadenza dall'ordinamento nazionale (= il Parlamento non ha recepito la direttiva). Se essa contiene norme giuridiche applicabili, sufficientemente dettagliate, può essere applicata dal giudice nazionale, che è tenuto a disapplicare eventuali leggi dello stato contrastanti con le norme contenute della direttiva comunitaria. Si pone anche essa tra la fonte superprimaria e quella primaria.
Criteri di composizione delle fonti
In base a quali principi le norme si mettono tra loro in relazione (e come quindi portano a un effetto giuridico).
- Principio gerarchico: attribuiamo una efficacia giuridica (o forza normativa) diversa a una norma in base al rango della fonte di produzione del diritto nella quale si trova. Quindi le norme giuridiche a seconda della fonte nella quale sono contenute, hanno una diversa forza giuridica. Esistono due aspetti: attivo = la norma ha la capacità di modificare l'ordinamento. Si possono modificare le norme che sono nella fonte di pari grado o inferiore. Passivo = capacità della norma di resistere alle modifiche apportate dalle norme. Una fonte di un certo rango non potrà essere modificata da una norma di rango inferiore (es.: con legge non modifico legge costituzionale).
- Principio cronologico: valuto l'efficacia della norma in funzione del momento storico nel quale entra in vigore. La norma produce effetti da un certo momento in poi. Es.: con una norma ordinaria posso modificare il contenuto di una norma ordinaria precedente. Quindi, se ci sono due norme di pari grado, quale devo applicare? Quella successiva. Principio di successione delle norme nel tempo = prevede che la legge disponga per il futuro, produce effetti giuridici da un dato momento in avanti. Da questo principio ne ricaviamo un ulteriore: il principio di irretroattività della norma, ovvero la norma dispone per il futuro e non per il passato. Questo principio può essere derogato. "Secondo l'art. 25 comma 2 della Costituzione, nessuno può essere punito se non in forza di una legge entrata in vigore prima del fatto commesso." La norma penale non può mai essere retroattiva. Questo accade perché il diritto deve essere certo. Se si modificassero le norme dopo lo svolgersi di una determinata azione non ci sarebbe più la certezza del diritto. Perché in materia penale mai deroga al principio? Bisogna avere prima la norma e dopo il fatto. È un esempio di garanzia. Principio garantito da norme costituzionali e dalla certezza del diritto. Sfera giuridica dell'autorità/autonomia, libertà. (?) → Eccezioni ci sono norme che hanno effetti per il passato. Es.: il decreto legge del governo produce effetti. Se entro 60 giorni non viene convertito in legge allora decade, ma fino a quel momento aveva prodotto effetti. Decade fin dal momento dell'entrata in vigore (spesso il legislatore se ne frega tranne in casi di principio dell'indebito arricchimento). La legge potrebbe porsi il problema di questa lacuna del diritto. E così abbiamo una deroga al principio di retroattività. Parlamento → norma → va a disciplinare quello situazioni che si sono venute a creare durante il periodo di entrata in vigore del decreto legge.
- Principio di competenza:
- Per territorio: si applica la norma in relazione all'ambito di pertinenza geografico del soggetto (titolare della funzione legislativa). Legge regionale si applica alla circoscrizione della regione (RUE).
- Per materia: in base all'oggetto della norma si individuano competenze diverse. Art. 117 prevede 3 tipi di rapporto: Di esclusività = lo stato ha legislazione esclusiva in alcune materie come la giurisdizione sull'ordinamento civile, penale, concorrenza, mercati ecc. Di concorrenza = la legge del Parlamento disciplina principi generali. Le leggi regionali disciplinano gli altri principi, cioè tutto il resto. Di residualità = la competenza esclusiva delle regioni, in tutte le materie restanti. Differenziare quando una determinata materia deve essere disciplinata da un determinato organo. Si applica anche alle leggi.
- Principio di specialità/generalità: entra in atto quando ho l'ambito di applicazione. Una norma generale prevale sempre su una norma speciale (= norma più specifica), a meno che non si abbia una deroga alla norma generale (= eccezione alla norma generale). Es.: contratto di appalto è regolato da una norma generale. Deroga rappresentata da una norma speciale (contratto di appalto della Pubblica Amministrazione). Oltre ad una deroga, come quella sopracitata, per materia, se ne possono avere altre come la deroga temporale. Non vale il principio cronologico in base al quale vale la norma più recente. La norma speciale resiste alle norme successive di pari fonte, a meno che la norma generale successiva non sia di riforma. Abrogazione: modifica dell'ordinamento apportata da una norma, la norma che cede viene abrogata. Se una norma viene abrogata cessa di esistere e viene quindi eliminata/sostituita.
Criteri di interpretazione
Necessità di usare tecniche giuridiche definite che consentano di trasformare la norma (generale ed astratta) in un precetto, (quindi darle un significato) e applicarla al caso concreto (o fattispecie).
ART. 12 delle pre-leggi
- Criterio letterario (letterale): applicare norma in modo letterale (Es.: nella legge penale)
- Criterio logico: consiste in interpretazioni più ampie. Consente all'interprete di individuare l'aratio (= il senso) della norma. Quando il primo criterio non è sufficiente, può essere sostituito da questo altro criterio. Ho bisogno di una interpretazione certa.
- Criterio analogico: ho una fattispecie che non è apparentemente disciplinata (non prevista dalla legge) → interpretare la norma rispetto alla fattispecie, attingendo dalla disciplina che presenta similitudini. Non si possono usare i primi due criteri perché non ho la norma. Attenzione: ci sono ambiti in cui non si possono applicare alcuni di questi → criteri, ovvero alle situazioni costituzionalmente tutelate. Es.: in materia penale mai criterio analogico.
- Criterio teologico: si trova nell'ordinamento comunitario. Usato dal giudice comunitario come primo criterio e consiste nell'interpretare la norma secondo il proprio fine. Da un significato alla norma in base alla finalità perseguita dal legislatore. Grande attività interpretativa (principio generale dell'ordinamento).
Chi è preposto ad interpretare l'ordinamento?
Interpretazione volgare: fatta da soggetti non qualificati dall'ordinamento. Interpretazione della norma: fatta da soggetti preposti dall'ordinamento nell'interpretazione delle leggi e sono qualificati in questo compito (chiamati a interpretare).
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