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IDENTIFICAZIONE DELLE FONTI DEL NOSTRO ORDINAMENTO

GIURIDICO

I. FONTE SUPERPRIMARIA:

Fonte costituzionale = norme contenute nella Cost. Sono norme originarie, non derivano da

nessuna altra fonte. Carattere della originarietà.

_ Principi fondamentali: espressione giuridica di caratteri/valori sociali,

politici… che la collettività ha ritenuto essere fondanti.

Esercizio delle funzioni fondamentali dello stato, come essi vengono

attribuiti ed esercitati.

_ leggi costituzionali

Fonti atto _ leggi di revisione costituzionale (es.: modifica del titolo quinto sulle

autonomie territoriali).

Le leggi di revisione cost. non possono incidere su tutta la

costituzione, non sui principi fondamentali.

II. FONTE PRIMARIA

Legge ordinaria:

Regionale (art. 117)

Province autonome di Trento e Bolzano

Parlamento (art.70)

Decreto legislativo Emanati dal Governo

Decreto legge

Il referendum abrogativo è una fonte atto (c’è anche l’organo = corpo elettorale). Perché è a livello

primario? Perché può abrogare queste leggi. Modifica l’ordinamento.

III. FONTE SECONDARIA

Contiene norme g., fonti atto che hanno forza giuridica inferiore.

Regolamenti:

Governativi (approvati dal Governo. Es.: r. di attuazione)

Delle regioni

Degli enti territoriali (province, comuni)

Altri enti pubblici (es.: università)

IV. DECRETI MINISTERIALI

Regolamenti adottati dai singoli ministri ( quelli governativi sono presi da tutti i ministri)

USI/CONSUETUDINI

V. (fonti fatto)

FONTI DELL’ORDINAMENTO COMUNITARIO

Trattati: TUE (= trattato sull’U.E. )

TFUE (= trattato sul funzionamento dell’U.E. )

1. Regolamenti comunitari : sono più efficienti di quelli governativi. Una volta pubblicati sulla

Gazzetta Ufficiale Europea ha efficacia in ogni paese appartenete all’unione, anche senza la

fase di recepimento. Non possiamo con una nostra legge modificare tali regolamenti. Si

trovano quindi nelle fonti del diritto tra la fonte superprimaria e quella primaria.

No recepimento.

2. Direttive comunitarie:entrano in vigore (producono effetti negli ordinamenti nazionali) per

il tramite di una norma di recepimento. In pratica muta una norma comunitaria in una

nazionale e diventa così legge dello stato. Nel periodo di recepimento, l’ordinamento

nazionale, ha una data di termine entro la quale essa deve essere recepita e trasformata in

legge. Ci sono stati casi in cui la direttiva non è stata recepita entro la data di scadenza

dall’ordinamento nazionale (= il Parlamento non ha recepito la direttiva).

Se essa contiene norme giuridiche applicabili, sufficientemente dettagliate, può essere

applicata dal giudice nazionale, che è tenuto a disapplicare eventuali leggi dello stato

contrastanti con le norme contenute della direttiva comunitaria.

Si pone anche essa tra la fonte superprimaria e quella primaria.

CRITERI DI COMPOSIZIONE DELLE FONTI

In base a quali principi le norme si mettono tra loro in relazione (e come quindi portano a un

effetto giuridico).

Principio gerarchico

1) : attribuiamo una efficacia giuridica (o forza normativa) diversa a

una norma in base al rango della fonte di produzione del diritto nella quale si trova. Quindi

le norme giuridiche a seconda della fonte nella quale sono contenute, hanno una diversa

forza giuridica.

Esistono due aspetti: ATTIVO = la norma ha la capacità di modificare l’ordinamento.

Si possono modificare le norme che sono nella fonte

di pari grado o inferiore.

PASSIVO = capacità della norma di resistere alle modifiche apportate

dalle norme. Una fonte di un certo rango non potrà essere

modificata da una norma di rango inferiore (es.: con legge

non modifico legge costituzionale).

Principio cronologico

2) : valuto l’efficacia della norma in funzione del momento storico nel

quale entra in vigore. La norma produce effetti da un certo momento in poi. Es.: con una

norma ordinaria posso modificare il contenuto di una norma ordinaria precedente.

Quindi, se ci sono due norme di pari grado, quale devo applicare? Quella successiva.

Principio di successione delle norme nel tempo = prevede che la legge disponga per il

futuro, produce effetti giuridici da un dato momento in avanti.

Da questo principio ne ricaviamo un ulteriore: il principio di irretroattività della norma,

ovvero la norma dispone per il futuro e non per il passato. Questo principio può essere

derogato.

“Secondo l’art. 25 comma 2 della Costituzione, nessuno può essere punito se non in forza

di una legge entrata in vigore prima del fatto commesso.”La norma penale non può mai

essere retroattiva. Questo accade perché il diritto deve essere certo. Se si modificassero le

norme dopo lo svolgersi di una determinata azione non ci sarebbe più la certezza del

diritto.

Perché in materia penale mai deroga al principio? Bisogna avere prima la norma e dopo il

fatto. È un esempio di garanzia. Principio garantito da norme costituzionali e dalla certezza

del diritto. Sfera giuridica dell’autorità/autonomia, libertà. (?)

Eccezioni ci sono norme che hanno effetti per il passato. Es.: il decreto legge del

governo produce effetti. Se entro 60 giorni non viene convertito in legge allora decade, ma

fino a quel momento aveva prodotto effetti. Decade fin dal momento dell’entrata in vigore

(spesso il legislatore se ne frega tranne in casi di principio dell’indebito arricchimento).

La legge potrebbe porsi il problema di questa lacuna del diritto. E così abbiamo una deroga

al principio di retroattività. Parlamento -> norma -> va a disciplinare quello situazioni che si

sono venute a create durante il periodo di entrata in vigore del decreto legge.

Principio di competenza

3) :

PER TERRITORIO: si applica la norma in relazione all’ambito di pertinenza geografico del soggetto

(titolare della funzione legislativa). Legge regionale si applica alla circoscrizione della regione (RUE).

PER MATERIA: in base all'oggetto della norma si individuano competenze diverse.

Art.117 prevede 3 tipi di rapporto:

Di esclusività= lo stato ha legislazione esclusiva in alcune materie come la giurisdizione

sull'ordinamento civile, penale, concorrenza, mercati ecc.

Di concorrenza=la legge del Parlamento disciplina principi generali. Le leggi regioni

disciplinano gli altri principi, cioè tutto il resto.

Di residualità= la competenza esclusiva delle regioni, in tutte le materie restanti

Differenziare quando una determinata materia deve essere disciplinata da un determinato organo. Si

applica anche alle leggi.

Principio di specialità/generalità

4) : entra in atto quando ho l'ambito di applicazione. Una norma

generale prevale sempre su una norma speciale (= norma più specifica), a meno che non si abbia una

deroga alla norma generale (= eccezione alla norma generale).

Es.: contratto di appalto è regolato da una norma generale.

Deroga rappresentata da una norma speciale (contratto di appalto della Pubblica Amministrazione).

Oltre ad una deroga, come quella sopracitata, per materia, se ne possono avere altre come la deroga

temporale. Non vale il principio cronologico in base al quale vale la norma più recente. La norma speciale

resiste alle norme successive di pari fonte, a meno che la norma generale successiva non sia di riforma.

Abrogazione: modifica dell'ordinamento apportata da una norma, la norma che cede viene abrogata. Se

una norma viene abrogata cessa di esistere e viene quindi eliminata/sostituita.

CRITERI DI INTERPRETAZIONE

= necessità di usare tecniche giuridiche definite che consentano di trasformare la norma (generale

ed astratta) in un precetto, (quindi darle un significato) e applicarla al caso concreto ( o

fattispecie).

ART. 12 delle pre-leggi

1. Criterio letterario (letterale): applicare norma in modo letterale (Es.: nella legge penale)

2. Criterio logico: consiste in interpretazioni più ampie. Consente all’interprete di individuare

l’aratio (=il senso) della norma. Quando il primo criterio non è sufficiente, può essere

sostituito da questo altro criterio. Ho bisogno di una interpretazione certa.

3. Criterio analogico: ho una fattispecie che non è apparentemente disciplinata (non prevista

dalla legge) -> interpretare la norma rispetto alla fattispecie, attingendo dalla disciplina che

presente similitudini. Non si possono usare i primi due criteri perché non ho la norma.

ATTENZIONE: ci sono ambiti in cui non si possono applicare alcuni di questi

criteri, ovvero alle situazioni costituzionalmente tutelate. Es.: in materia penale mai criterio

analogico.

4. Criterio teologico: si trova nell’ordinamento comunitario. Usato dal giudice comunitario

come primo criterio e consiste nell'interpretare la norma secondo il proprio fine. Da un

significato alla norma in base alla finalità perseguita dal legislatore. Grande attività

interpretativa (principio generale dell’ordinamento).

CHI È PREPOSTO AD INTERPRETARE L’ORDINAMENTO?

Interpretazione volgare: fatta da soggetti non qualificati dall’ordinamento.

Interpretazione della norma: fatta da soggetti preposti dall'ordinamento nell'interpretazione

delle leggi e sono QUALIFICATI in questo compito (chiamati a

interpretare la norma).

I soggetti sono:

1) Giudice: interpreta la norma in forma vincolante = nel nostro ordinamento il significato che il giudice

attribuisce a quella norma diventa vincolante per i soggetti coinvolti nel caso.

Sentenza = atto tipico emesso dal giudice, secondo canoni ermeneutici, che produce un effetto giuridico

vincolante tra le parti. Il significato diventa la norma che vincola. Produce effetti solo per i soggetti a cui la

sentenza si riferisce. Un altro giudice potrebbe arrivare a una sentenza diversa. Ma per il principio di

certezza del diritto esiste un giudice superiore a tutti gli altri: giudice della corte di cassazione uniforma

la norma e ha una funzione normofilattica = soggetto qualificato, riconducibile a una unica interpretazione.

Negli ordinamenti di common law (dei paesi anglosassoni), al contrario, il giudice produce diritto, a talune

condizioni. Infatti la decisione presa in un caso, vincola tutti i casi successivi della stessa fattispecie(efficacia

erga omnes). Unico modo per modificare la statuizione erga omnes operata dalla sentenza è che nel caso

successivo ci sia 1 differenza sotto il profilo del fatto. Meccanismo giuridico per differenziare nel tempo le

sentenze. Consiste in una rivalutazione del fatto alla base quel quale si colloca il contrasto, la richiesta di

una parte davanti al giudice…

2) interpretazione qualificata da parte dell’autore della norma: il P. emana norme che contengono

interpretazioni di altre norme. Legge contiene norma interpretativa di un’altra norma.

3) Pubblica Amministrazione: quando applica la norma (astratta e generale) di diritto amministrativo a

casi concreti (es.: dare concessioni per costruzioni). Quindi interpreta la norma generale e astratta e la

applica a casi concreti. Alla loro interpretazione consegue un atto concreto.

Poi ci sono tutti quei soggetti indicati dall’ordinamento come ESPERTI nell'attività di interpretazione

(professori universitari e esperti dell'ordinamento come avvocati commercialisti ecc.). sono soggetti non

qualificati -> con la loro interpretazione non ci sono effetti vincolanti per terzi. Però sono riconosciuti come

esperti.

SOGGETTI DELL’ORDINAMENTO

- Persone Fisiche: sono tutti gli individui intesi dall’ordinamento come centri di imputazione di situazioni

giuridiche (= poter essere titolari di diritti e doveri), cioè come soggetti di diritto ( quindi tutti gli esseri

umani ai quali l’ordinamento attribuisce la titolarità di situazioni giuridiche).

- Persone giuridiche: l'ordinamento attribuisce la soggettività giuridica (centro di imputazione del diritto)

anche a particolari organizzazioni collettive, che assumono quindi diritti e doveri. Esse sono sempre

finalizzate a scopo predeterminato riconosciuto dall'ordinamento.

Queste ultime possono essere:

- Pubbliche: lo scopo per il quale è costituito è di natura generale.

(es: stato, regioni, università il quale scopo è l'alta formazione e la ricerca).

Persegue fini di interesse pubblico, generale.

- Private: sono chiamate a perseguire fini di natura particolare.

(es. società di capitali il quale scopo è quello di lucro)

Questa distinzione non sempre funziona. Nella realtà ci sono situazioni ibride. Ad esempio, un'impresa di

capitali che eroga un servizio pubblico, l’attività va assicurata anche in caso di perdita perché svolge

un'attività obbligatoria. Quindi se un’attività è necessaria, obbligatoria e svolta da una società di capitali

che eroga un’attività economica obbligatoria come il servizio dei trasporti pubblici -> no coerenza ->è un

soggetto privato, ma eroga un servizio di interesse pubblico.

Il problema è che si hanno doveri diversi tra pubblico e privato. I pubblici infatti devono eseguire procedure

per arrivare a una scelta che tolgono discrezionalità nella scelta, che hanno invece i privati.

CAPACITÀ DEI SOGGETTI (DI DIRITTO)

- Capacità giuridiche: esprime la capacità di un soggetto ad essere titolare di diritti e doveri, o in generale,

di situazioni giuridiche attive e passive. Hanno capacità giuridiche sia le persone fisiche che giuridiche, ma

sono diverse tra loro. Le persone fisiche acquistano capacità giuridiche con la nascita, le persone giuridiche

la acquistano con l’atto costitutivo.

- Capacità di agire: esprime la capacità del soggetto a porre in essere direttamente (senza

l'interposizione di altri) atti produttivi di effetti giuridici, nei limiti dati dall’ordinamento.

Riguarda solo le persone fisiche e si acquista con la maggiore età (es.: la capacità di stipulare un

contratto). Quindi un minore non ha la capacità d’agire, ma quella giuridica.

Oltre all'età ci sono altri principi che determinano la capacità di agire. In certe condizioni previste

dalla legge anche il maggiorenne può subire limitazioni parziali o totali della capacità d’agire, in

modo transitorio o permanente e questa limitazione viene applicata da un’autorità giudiziaria

attraverso sentenza.

Interdizione: rimuove la capacità d’agire del soggetto.

Inabilitazione (es.: l'incapacità di intendere e di volere): necessità che il soggetto sia

sostituito per atti di straordinaria amministrazione.

Lascia la c.d’a. per atti di ordinaria ammi.

Inidoneità: non si può fare una determinata attività se non si ha l’idoneità

(es.: esame di scuolaguida).

SITUAZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVE (tutti i soggetti dell’ordinamento sono titolari

di situazioni giuridiche soggettive attive e passive)

Potere

Diritto soggettivo

ATTIVE Interesse legittimo

Interesse collettivo

Interesse diffuso

Interesse semplice

Dovere

PASSIVE Obbligo

Situazioni giuridiche = particolare condizione (favorevole o sfavorevole) che una norma attribuisce a un

soggetto.

Soggettive = tutti i soggetti dell’ordinamento (p.f. e p.g.), che in un dato momento sono titolari di situazioni

attive ( pretesa giuridica) e l’ordinamento riconosce quindi una situazione giuridica attiva. Invece con la

situazione passiva, deriva un vincolo che il soggetto è tenuto a rispettare. Se da una parte ho una s. g. attiva

e quindi una pretesa, dall’altra parte avrò una s. g. passiva e quindi un vincolo.

Ogni norma comporta per alcni soggetti s.g.s attive e per altri s.g.s. passive. Es. il diritto di proprietà:

proprietario(s.g.s.attiva), altri(s.g.s.passive)

Situazioni giuridiche attive: situazioni di vantaggio per un soggetto modulate in modi diversi.

POTERE

(è il concetto piu generale): situazione giuridica attiva astratta, riconosciuta alla generalità dei

soggetti o categorie di soggetti. Concetto mai collegato ad un interesse attuale e quindi necessita di una

specificazione.

DIRITTO SOGGETTIVO: riconoscimentodiretto e concreto (cioè senza interposizioni di altri) della

titolarità di un vantaggio ad un soggetto e la norma riconosce il potere di farlovalere anche nei confronti dei

terzi (= pretesa del titolare può essere vantata nei confronti dei terzi, tutela diretta). (il soggetto gode di un

vantaggio che gli viene dalla norma)

Esempio: diritto di proprietà, potere del proprietario->disporre del bene -è un vantaggio- e i terzi non

possono ledere questo diritto.Ha una pretesa. Art. 832 codice civile.

Norma di reazione =disciplina rapporto/relazione tra 2 o più soggetti. Si dice che il rapporto è

disciplinato in termini di diritto soggettivo.

Classificazione di diritto soggettivo:

1) Assoluto = s. g. attiva riconosciuta nei confronti della generalità di tutti gli altri soggetti. Esempi: diritto

della persona (es diritto alla salute), diritti reali (= s.g.a. che una norma riconosce direttamente e

disciplinano rapporti con una cosa, come il diritto di proprietà).

2) Relativo

3) Suscettibili di affievolimento = diritto suscettibile di essere ridotto.

Questo diritto si riduce e diventa->norma di azione.

Sono suscettibili di essere incisi, cioè ridotti. La possibilità di farlo deve essere riconosciuta in una norma.

Es. espropriazione: comporta un affievolimento del diritto di proprietà.

INTERESSE LEGITTIMO: situazione giuridica di vantaggio, riconosciuta in un modo indiretto da una

norma. Pretesa attiva del singolo a che l’amministrazione si comporti secondo norma.

Norma->tutela del soggetto in modo indiretto. La norma dice chi ha il potere e come utilizzarlo.

Esempio: in un bando pubblico un candidato non ha il diritto di vincere, ma può pretendere che la pubblica

amministrazione sicomporti in modo legittimo rispettando la legge (in modo equo).

Norma di azione= disciplina l’esercizio del potere amministrativo (potere unilaterale).

Esempio: norma su come p.a. deve assumere. Esempio: espropriazione. Per realizzare una strada può

espropriare al singolo e questo perché esiste una norma di azione che disciplina questa situazione. Questa

norma si rivolge alla p.a. e dice come usare il potere, cioè ne disciplina l’azione. La norma di azione

disciplina un solo soggetto, quello che ha il potere pubblico/autoritativo.

Norma di reazione=gli altri? Sono il relazione

Norma di azione=potere unilaterale relativo a p.a. e gli altri? Non esistono altri.

La norma dice chi ha il potere di quel tipo e come usarlo. Il singolo non ricava una posizione giuridica.

L’interesse giuridico emerge quando il POTERE, astratto, si concretizza in un atto, cioè diventa attuale, in

quel momento crea una situazione giuridica al soggetto che è destinatario dell’azione. La s.g.s. che si crea è

l’interesse legittimo, che posso dire che è stato leso solo quando la motivazione d’azione non è conforme

alla norma.

Esempio: dal momento in cui ti avvisano che la tua proprietà sarà espropriata, si concretizza il potere.

Il potere lede il mio interesse legittimo quanto il potere non è conforme alla norma di azione. Esempio: se il

comune di Bologna espropria la proprietà per guadagnare soldi, può farlo? No.

Interesse legittimo ha < protezione rispetto al diritto soggettivo.

Esempio: se due soggetti concludono contratto con reciproche s. g. di vantaggio e svantaggio, le s. g. a. a

quale categoria le faresti ricondurre? Al diritto soggettivo, perché abbiamo un rapporto disciplinato da una

norma di reazione.

L’Interesse Legittimo ha una pretesa di legittimità che dipende da un altro soggetto, che gode di un

vantaggio che gli viene in maniera indiretta.

Due soggetti con rapporto unilaterale. Un soggetto entra in relazione giuridica con un altro in virtù del

potere che la norma riconosce al soggetto (esso una il potere e si pone in relazione con un altro). Esempio:

violo il codice della strada e prendo una multa. Non c’è consenso da parte mia, esprime un potere

unilaterale->interesse legittimo.

(Contatto)

Alla lesione del diritto soggettivo segue il risarcimento patrimoniale. Se la p.a. lede un interesse legittimo

non c’è un risarcimento perché non è sufficientemente protetto. Solo in determinate condizioni il soggetto

con l’interesse legittimoleso, potrà avere un risarcimento. Esempio: imprenditore agricolo si vede

espropriare il proprio campo, se dimostra che la p.a. ha violato l’interesse legittimo gli ridarà il terreno +

risarcimento.

INTERESSI COLLETTIVI E INTERESSI DIFFUSI: esempio: associazione che ha come scopo la tutela

ambientale e va contro l’amministrazione che vuole distruggere un bosco per edificare. In questo caso

l’interesse legittimo viene riconosciuto a un soggetto diverso dal singolo.

Interesse diretto, concreto e attuale=possibile riconoscimento dell’interesse anche a soggetti diversi in

modo indiretto.

INTERESSE SEMPLICE: ho interesse che il servizio sia erogato in modo efficiente. In questo caso la

posizione giuridica del soggetto non è tutelabile, il singolo non può pretendere dal gestore del servizio una

erogazione efficiente.

Però se compre il biglietto -> contratto -> diritto soggettivo -> mi aspetto adempimento.

Diciamo che il soggetto è più o meno tutelato in base alla situazione giuridica attiva nella quale si trova.

Situazione giuridiche passive:

DOVERE: s.g.p. riferita a una generalità di soggetti. Esempio l’articolo 53 della costituzione, che definisce

l’ordinamento tributario comma (1) e (2).

OBBLIGO: s.g.p. che fa riferimento a diverse s.g.a.

Determina un obbligo nei confronti dei terzi (diritto soggettivo)

Comportamento:

COMMISSIVO: sono tenuto a fare qualcosa Es.: trasferimento della proprietà di un bene

OMISSIVO: sono tenuto a non fare qualcosa

L’obbligo è il reciproco delle situazioni giuridiche soggettive attive… Soprattutto del diritto soggettivo

LO STATO Persone fisiche

Ordinamento giuridicosoggetti private

Persone giuridiche Stato e ordinamento

pubbliche statale

STATO

= principale p.g. pubblica, è un soggetto dell'ordinamento e in quanto tale ha una propria

personalità giuridica e può essere titolare di diritti e doveri in quanto centro di imputazione di

situazioni giuridiche.

Esempio: ministarocontratto.

Sotto il profilo organizzativo è articolato in un complesso di soggetti.

Come tutte le p.g. pubbliche ha una capacità giuridica speciale si esprime attraverso atti di valenza

pubblicistica. (capacità giuridica comune: persona fisica non ha la capacità di imporre il proprio

volere sugli altri soggetti. Lo stato, che ha potere speciale, ha capacità, che derivano alla legge, che

gli consente di svolgere attività particolari e si esprime mediante atti di valenza pubblicistica).

Esempio: Pubblica amministrazione può fare cose che gli altri soggetti dell'ordinamento non

possono fare, può esprimere la propria volontà sui terzi.

STATO-PERSONA (O ORGANIZZAZIONE)= complesso di organi che concorrono a svolgere

determinate attività e al contempo identificano un soggetto.

STATO-COMUNITA'= complesso di soggetti, diversi dallo stato-persona, ai quali l’ordinamento

attribuisce una certa autonomia. Sono diversi dallo stato-persona perché l’ordinamento riconosce

loro un certo grado di autonomia.

Autonomia = autodeterminazione del fine da perseguire. Esempio: ogni regione ha la propria

politica, diversa dalle altre regioni anche se l'ordinamento a cui fanno capo è il medesimo.

STATO-ORDINAMENTO= coincide con l’ordinamento giuridico perché presenta caratteristiche

particolari.

Ordinamento giuridico statale non deriva da nessun’altra fonte, si auto-riconosce. Caratterizzato

da 3 elementi costitutivi: sovranità, popolo e territorio.

Sovranità: ordinamento statale è sovrano perché si auto legittima. Non deriva da nessun altro

ordinamento. Potere che può autolimitarsi, ma se viene limitato entra in crisi. Esempio: lo stato si

è autolimitato perché non batte più moneta. Se lo stato, però, non riesce più a disciplinare alcuni

fenomeni, perde di credibilità la sovranità statale.

Lo stato è una forma di manifestazione del potere pubblico. Stato italiano nato con l’unità di Italia

nel 1861. In europa lo stato nasce nel 1648 con la Pace di Westfalia: apparve per la prima volta la

differenziazione tra persona dello stato e del sovrano. Prima coincidevano queste due figure.

Se in un dato momento storico, nasce un’organizzazione sociale che nasce nell'ambito

dell’ordinamento e ha potere sufficiente per limitare quello dello stato, la sovranità dello stato

entra in crisi, perde forza ed effettività. Si perde l'organizzazione statale e potrebbe nascere così un

nuovo ordinamento giuridico. Esempio: ordinamento pre-repubblicano e repubblicano italiano.

Territorio: corrisponde a una determinata area geografica all’interno della quale si esercita la

sovranità.

Il territorio è delimitato da confini e da aree sottoposte a vincolo territoriale:

terra ferma, acque interne e quelle esterne comprese le 12 miglia.

zone marittime di sfruttamento economico esclusivo oltre le 12 miglia. Piattaforme continentali.

sottosuolo: quello raggiungibile con tecnologie attuali.

spazio aereo: spazio aereo sovrastante. Quindi non oltre l'atmosfera.

extra-territorialità: spazio dove lo stato autolimita la propria giurisdizione per la presenza di una

sede diplomatica straniera.

ultra-territorialità: luoghi in cui la sovranità dello stato si esprime in aree esterne ai confini.

Esempio: ambasciata, navi in acque internazionali.

Popolo: soggetti che godono della cittadinanza.

Popolazione = complesso di soggetti che risiedono nello stato in un dato momento e sono soggetti

alle leggi dello stato.

Nazione = collettività caratterizzata da condivisione di elementi come: religione, cultura…

Cittadinanza = status giuridico al quale l’ordinamento riconosce la titolarità di situazioni giuridiche

attive o passive. È un concetto chiuso.

Il cittadino è una p.f. che gode di uno status giuridico particolare però c'è un problema giuridico

rispetto agli altri soggetti giuridici presenti nell’ordinamento. Esempio: l’articolo 18 va riconosciuto

solo per chi ha la cittadinanza o va riconosciuto per la generalità dei soggetti anche senza

cittadinanza?

Altra definizione: forma di organizzazione di una comunità politica o sociale indipendente che si

costituisce (si crea) quando una determinata comunità sociale (popolo) stabilmente stanziata su

un territorio si organizza in una struttura unitaria (=riconducibile a un soggetto) regolata da un

sistema di norme, cioè l’ordinamento giuridico, con le seguenti caratteristiche:

• Sovranità: lo stato trova in se stesso la propria legittimazione. L’ordinamento giuridico

statale ha un carattere originario e non derivato (potere costituente).

• Indipendenza: mostra rapporti con soggetti esterni. Lo stato è sovrano se al contempo è

indipendente da qualsiasi soggetto esterno.

• Effettività: capacità di imporsi ad altri soggetti nel proprio ordinamento. Lo stato si impone

su altri soggetti che esistono nel proprio ordinamento. Lo stato è legittimato all'uso del

potere di coercizione, cioè ha il monopolio della forza.

LA COSTITUZIONE

Il concetto di sovranità è correlato con il momento in cui ha origine l'o.g. statale, in quanto non

deriva da nessun altra organo o ordinamento.

L’o.g.s. ha una FUNZIONE COSTITUENTE = momento nel quale si origina l'ordinamento che si auto-

riconosce e si basa su:

-indipendenza

-effettività

-sovranità

Gli ordinamenti che derivano da o.g.s. non hanno un momento di origine, quindi sono privi della

funzione costituente. Una volta che il potere costituente si manifesta, dettate le norme, esso si

esaurisce. Non si manifesta continuamente, perché sennò avremmo tanti momenti iniziali

costituenti.

Quando in un determinato momento un'organizzazione/gruppo riesce a definire un nuovo o.g. con

determinate caratteristiche (indipendenza, effettività e sovranità) esprime un ordinamento

giuridico basato su norme costituzionali:

- Trasforma valori culturali, etici, religiosi... ritenuti rilevanti per la collettività in quel momento in

norme giuridiche. Diventa quindi un comando/precetto;

- Organizzazione di funzioni/poteri fondamentali dello stato. (in tutte le costituzioni è uguale)

A seconda di come vengono distribuiti (organizzati) i poteri, avremo un diverso assetto. Si

individuano i poteri fondamentali e si attribuiscono a organi che ne sono titolari.

Nascono poteri costituiti, che si originano dal potere costituente, garantiscono l'esistenza dell'o.g.

Statale. Si attuano tramite atti tipici. Questi poteri sono:

Funzione legislativa: creazione del diritto (cioè norme giuridiche). L'esercizio della funzione

legislativa dovrà svolgersi rispettando le norme giuridiche costituzionali.

Atto tipico: legge.

organo: parlamento.

Funzione giurisdizionale: conservazione dell'ordinamento/del diritto, secondo il meccanismo di

tipo interpretativo (seguendo canoni dati).

Atto tipico: sentenze.

NON esiste un organo, viene attribuita a un ordinamento autonomo e indipendente ovvero

l'ordinamento giurisdizionale. E' attribuita ad un insieme di norme. La magistratura non viene

considerata un organo istituzionale.

Funzione esecutiva/amministrativa: realizzazione concreta dei fini generali, che sono magari

imposte dalle norme. Funzione esecutiva amministrativa: potere preordinato e realizzazione di fini

generali assegnati dall'ordinamento.

Atto tipico: atto amministrativo.

organo: governo.

Ci sono altri due organi costituzionali ai quali non si attribuisce una funzione fondamentale ovvero

la Corte Costituzionale e il Presidente della Repubblica. Sono organi di garanzia del corretto

funzionamento del sistema statale.

Il Presidente della Repubblica è garante della costituzione e del rispetto delle funzioni dello stato.

La Corte Costituzionale invece garantisce il rispetto del corretto rapporto fra la funzione legislativa,

la creazione del diritto, e l'assetto costituzionale.

La differenza tra Costituzione formale e materiale è compito, almeno in parte, delle sentenze della

Corte Costituzionale. Inoltre giudica la conformità delle norme di una legge di rango primario

rispetto a quelle costituzionali.

La funzione costituente produce norme costituzionali contenute nella costituzione.

COSTITUZIONE = complesso di norme fondamentali nelle quali vengono racchiusi valori

fondamentali della società organizzata in un determinato momento storico e i principi su cui

poggia l'assetto essenziale dello stato.

Le funzioni dello stato si originano dal potere costitutivo. Una volta trasformati i valori in norme e

assegnati i poteri dello stato a ogni organo, il potere si esaurisce. Si ha la concreta compiutezza

dell'assetto costituzionale. L'o.g.s. deve essere effettivo, sovrano e indipendente nel tempo, se

muta viene meno l'ordinamento stesso.

Quindi abbiamo la costituzione in senso formale: norme giuridiche determinate in un dato

momento come o.g.s. danno origine a precetti.

La costituzione materiale: sistema che materialmente viene organizzato nel tempo e porta un

assetto effettivo. Principio scritto e avere una realizzazione concreta più o meno coincidente con

quel principio.

Esempio:Diritto alla salute. Si ha il diritto formale di avere le cure, ma non si hanno risorse

economiche (ticket..). La realizzazione non è pienamente coincidente con il principio formale

costituzionale.

Se si crea troppo distacco tra Costituzione formale e materiale si può anche arrivare alla creazione

di un nuovo ordinamento.

Gli organi che diventano titolari dei poteri/funzioni dello stato sono organi costituzionali. In ogni

costituzione c'è un diverso modo di attribuire i poteri dello stato.

FORMA DI GOVERNO = come i poteri fondamentali dello stato vengano distribuiti.

In definitiva possiamo dire che il potere costituente è la capacità di determinare l'assetto

fondamentale dello stato e riconoscere a un'identità di natura politica, che in un determinato

momento storico, è in grado di tradurre in regole giuridiche i valori della collettività di riferimento.

Una volta espresse le norme fondamentali dello stato si esaurisce per dar vita ai poteri costituiti.

Abbiamo quindi come atto espresso del potere costituente: la costituzione.

LE CARATTERISTICHE DELLA COSTITUZIONE

- Resistenza formale alle modifiche: flessibile o rigida.

La nostra è rigida ovvero resiste in modo formale alle modifiche. E' modificabile solo attraverso

l'articolo 138 attraverso un procedimento aggravato rispetto alla procedura ordinaria per la

produzione di nuovo diritto.

- Modalità di elaborazione: concessa o votata.

Concessa, per esempio, lo statuto Albertino dove quindi un organo concede uno statuto che ha

valore costituzionale (differenziazione tra potere della corona e dello stato). Votata, ovvero, la

nostra italiana è frutto di una elaborazione di un organo (assetto costituzionale) votato come

suffragio universale.

- Articolazione: estesa o corta.

La nostra costituzione è estesa. Bisogna garantire la sfera intangibile del singolo e dare corpo ai

diritti fondamentali. Questo vuol dire che il potere costituente non si limita a trovare un nucleo

minimo di diritti intangibili (diritto alla diva, felicità…), ma si preoccupa oltre a individuare quei

diritti, si individuare delle modalità significative per far si che quei diritti si realizzino.

Esempio: norma che garantisce il giusto processo.

- Convenzionale o non convenzionale.

Convenzionale se ha avuto origine da due forze politiche in contrasto.

SONO ISTITUTI DI GARANZIA:

-la riserva di legge

-il principio di preferenza della legge

-il principio di legalità

RISERVA DI LEGGE

E' un vincolo al legislatore. La funzione legislativa in alcuni casi è vincolata al rispetto di una norma

costituzionale che contiene la riserva di legge. Disciplina alcune materie o situazioni giuridiche

attribuite, dalla costituzione, alla sola funzione legislativa.

E' anche un istituto di garanzia perché è garante di tutte le situazioni giuridiche ritenute rilevanti

dalla costituzione la disciplina della stessa è possibile soltanto per il tramite di una fonte, la legge,

attribuita ad un organo costituzionale. Ho la garanzia che una certa materia è determinata da una

sola fonte, che può essere solo la legge, e da un solo organo.

Esempio: Articolo 40 permette diritto di sciopero, disciplinato solo con una legge del parlamento.

Mette in relazione per esempio la libertà del singolo e l'organo che rappresenta la collettività.

In un momento successivo la Corte Costituzionale potrà poi verificare se quella disciplina è

conforme alla costituzione. La Corte Costituzionale può verificare la legittimità solo su atti di fonte

primaria.

Questa garanzia può avere una maggiore o minore forza. Nel nostro ordinamento infatti abbiamo

diversi tipi di riserva di legge, può avere un contenuto più o meno esteso e arrivare al punto in cui

può sottrarre una certa situazione giuridica al legislatore ordinario.

La Costituzione può graduare il vincolo a seconda che esso sia più o meno intenso abbiamo la riserva di

legge:

costituzionale: attribuisce la disciplina di una situazione giuridica a una particolare fonte

rinforzata: legge più principi. La Costituzione dispone i principi e conseguentemente vincola il legislatore, in

quanto deve seguirli.

Assoluta: legge. Una determinata situazione giuridica può essere disciplinata solo dalla legge e non dalle

fonti ad essa subordinate.

relativa: dispone che per una determinata s.g. la legge a definire i principi e quest’ultima PUÒ OPERARE un

rinvio a un regolamento per i dettagli (art. 97).

relativa-necessaria: (art.117 comma 6) i principi sono definiti con legge, ma essa non può spingersi oltre la

disciplina dei principi generali. Il resto DEVE essere disciplinato da un'altra fonte. È una garanzia per gli enti

locali. Per la disciplina delle loro funzioni, chi decide come si svolgono le loro attività? Lo decide la legge + i

regolamenti.

PRINCIPIO DI PREFERENZA DELLA LEGGE

Il principio di preferenza della legge → individua nella legge la fonte normalmente usata per disciplinare le

situazioni. NON COMPORTA UN VINCOLO. La naturale funzione di creazione del diritto è attribuito al

potere legislativo.

PRINCIPIO DI LEGALITÀ

Il principio di legalità → condiziona l'esercizio della funzione dello stato. Fa si che la funzione legislativa

conformi quella esecutiva e giurisdizionale.

La legge definisce l'esercizio degli altri due poteri fondamentali dello stato. Questo non vuol dire che tutto

ciò che riguarda il potere dello stato sia disciplinato dalla legge. Infatti la legge è necessaria quando incide

direttamente sulla situazione giuridica del singolo. Si usa se si tratta di disciplinare qualcosa che

tocca/indice su un diritto soggettivo o un interesse legittimo per esempio.

Esempio: la legge disciplina il potere amministrativo di tipo sanzionatorio, perchè la sanzione incide sulla

situazione giuridica del singolo.

Sono istituti di garanzia perché mettono in condizione di poter avere una forma di potere tutte quelle

situazioni che si possono attribuire direttamente o indirettamente alla sfera giuridica del singolo.

LE FORME DI STATO

Cerchiamo di capire come il popolo, sovranità e territorio sono stati organizzati nel tempo.

l'ordinamento pre-statale (VII e IX sec)

Iniziamo con come quello di tipo feudale:

Territorio: considero un bene riconducibile direttamente o indirettamente alla proprietà del

sovrano (tipo privatistico).

Popolo: quantità di soggetti diversi sottoposti a regimi giuridici diversi. Principio di personalità del

diritto: i rapporti giuridici tra i privati venivano regolati in dipendenza della nazionalità dei singoli

individui, sulla base di uno status personale e si impose l'istituto della cittadinanza sulla base

dell'uguaglianza davanti alla legge. NO concetto unitario di popolo.

Sovranità: veniva a manifestarsi sulla base di rapporti privatistico/patrimoniale.

Appare poi l'organizzazione statale con le caratteristiche già citate e abbiamo come prima forma

lo stato assoluto (XVI-XVIII)

statale: , chiamato così considerando il rapporto autorità-libertà.

Territorio: elemento costitutivo primario su cui si fonda lo stato assoluto.

Popolo: era sottomesso al Sovrano.

Sovranità: sovranità attribuita a un organo/soggetto titolare di tutti i poteri fondamentali.

La Corona era l’organo al quale veniva attribuita la titolarità di tutti i poteri.

Ora si può distinguere il sovrano dallo stato, prima c'erano delle difficoltà.

L'assolutismo illuminato (seconda metà del XVIII sec, come la Prussia di Federico II) intendeva

realizzare uno STATO DI POLIZIA dove accanto al principio di impersonalità del sovrano si

affiancava la forte distinzione fra patrimonio della corona e quello privato del re.

I beni della corona diventano suscettibili a pretese di terzi (Il fisco nasce per mantenere i beni della

corona).

La novità di questo ordinamento statale è il concetto di interesse generale = verificare la coerenza

di alcuni poteri alla norma. Legittima l'esercizio di un potere se finalizzato a un interesse generale.

stato liberale

Successivamente si passa allo (XVII-XVIII sec.) che mantiene alcune caratteristiche

dello stato assoluto ovvero il territorio unitario. La novità di questo stato è che i poteri

fondamentali sono distinti e distribuiti tra più organi costituzionali. Il sovrano è sottoposto alle

norme, prima invece il re non era sottoposto a legge salvo eccezioni come ereditare la corona.

STATO DI DIRITTO-> principio di legalità si intende la norma come norma giuridica generale e

astratta non retroattiva. Primato del parlamento e della legge sugli altri poteri è una garanzia per

la sfera giuridica del singolo.

Principio di nominatività e tipicità dei poteri pubblici = non è possibile avere una manifestazione di

potere pubblico (unilaterale), se non nei casi previsti dalla legge.

Importante è il principio di separazione dei poteri dello stato.

Lo stato moderno è uno stato rappresentativo ovvero una forma di stato che rafforza il rapporto

tra singolo e autorità.

Introduzione del principio rappresentativo: introduce il diritto di elettorato, anche se non è ancora

il popolo nella sua interezza a essere rappresentato ma solo una ristretta cerchia di cittadini e

questo muta la forma di stato.

Quando si arriva ad ottenere il suffragio universale si ha il riconoscimento di nuovi diritti del

singolo e interessi mai rappresentati, in questo modo lo sono.

stato democratico-sociale

In questo modo si passa poi allo .

Questo stato si basa su una democrazia pluralista, che mantiene gli elementi di garanzia dello

stato liberale che fanno riferimento al singolo: come l'uguaglianza formale e sostanziale (comporta

un'organizzazione diversa).

Ordinamento giuridico statale che riconosce come elementi caratterizzanti situazioni giuridiche di

rilievo sociale.

Organizzazione dei mezzi necessari che facciano si che i fini indicati nell'ordinamento/stato, siano

perseguiti → necessità di una P.a. chiamata a derogare prestazioni.

Forma di stato in crisi perché per erogare servizi servono risorse e per averle bisogna produrre.

Individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti diritti civili e sociali. Va comunque

detto, però, che in periodi di recessione economica l'effettività dei diritti sociali possono subire

significative limitazioni. Esempio: sanità. Art. 354 del codice civile dice: livelli essenziali delle

prestazioni concernenti diritti civili e sociali.

FORMA DI GOVERNO

= Spiega come è attuato il principio di separazione dei poteri. Vedere come nelle diverse forme di

governo vengono distribuiti i poteri fondamentali dello stato tra gli organi costituzionali e a chi

viene attribuito il potere di indirizzo politico che consente di fare scelte.

e forme di governo principali sono:

L

-parlamentare (la nostra)

-presidenziale

-semi presidenziale

-direttoriale

Parlamentare:

esiste un rapporto fiduciario tra parlamento e governo, cioè tra organo titolare della funzione

esecutiva e legislativa. Rapporto di tipo revocabile. Cioè il parlamento può revocare il rapporto di

fiducia al governo e viceversa. Rapporto fiduciario = sostanziale coincidenza di indirizzo politico.

Deve esserci una coincidenza tra l’indirizzo politico del primo e quello del secondo.

Poiché la nostra forma di governo è parlamentare sarà il parlamento che riconoscerà meno questa

fiducia all'esecutivo e MAI IL CONTRARIO.

Ha come conseguenza un altro aspetto -> responsabilità che consegue al governo. Questo ultimo,

in relazione al rapporto di fiducia, è responsabile nei confronti del parlamento per le scelte che fa

e dell'indirizzo politico. Tipo di responsabilità: collegiale (= governo nel suo complesso).

Responsabilità sia come governo nel suo complesso già come singolo componente ovvero il

governo. È necessaria la fiducia

In ogni sistema ci sono modi diversi di controllare l’esistenza di questo rapporto. Nel nostro c’è la

Mozione di fiducia = richiesta formulata da qualche soggetto incaricato per verificare una scelta

ritenuta significativa e il mantenimento di questa fusione coincidente di indirizzo politico. Si

manifesta tramite il parlamento.

Le modalità di nomina del primo ministro ovvero del capo dell'esecutivo sono diverse.

La repubblica parlamentare e monarchia parlamentare, dal punto di vista della forma di governo

sono simili. Anche nella monarchia parlamentare deve esserci questo rapporto tra esecutivo e

parlamento, e l’esecutivo deve avere la fiducia del parlamento.

Sono forme di stato diverse ma con stessa forma di governo. La differenza tra i due sta nel fatto

che il capo della stato nella repubblica è esponenziale, cioè rappresentativo di una collettività

direttamente o indirettamente, invece nella monarchia il capo della stato non è elettivo, ma

magari per successione o comunque bisogna vedere le leggi della monarchia che stiamo

considerando.

Presidenziale:

lo si ha in presenza di un sistema dualista, perché abbiamo una separazione dei poteri più rigida. Ci

sono due organi ovvero quello che ha la funzione legislativa (camera o camere) e quella esecutiva.

Sono entrambi esponenziali, cioè eletti dal corpo elettorale (direttamente). Quindi esistono per

propria legittimazione e non fondano la propria esistenza su un rapporto di tipo fiduciario come

invece accade nel sistema parlamentare. Necessità di un meccanismo/sistema di contrappesi tra i

due organi che consente di assicurare un determinato regime di garanzia (Esempio: la possibilità di

opporre il veto ad una norma in corso di approvazione verso la camera, è un veto temporaneo.

Negli u.s.a le camere approvano il bilancio federale presentato dall'esecutivo che senza

l'approvazione del bilancio federale non può svolgere la sua funzione).

Consente una sorta di possibile coesistenza di sistemi politici diversi, cosa che non può accadere

nel sistema parlamentare. Ogni organo vive di vita propria.

Esempio: u.s.a.

Semi-presidenziale:

è una situazione ibrida tra i due sistemi precedenti. Entrambi gli organi (parlamento e presidente

della repubblica) hanno carattere esponenziale, ovvero sono eletti dal popolo direttamente.

C è una minore rigidità tra i poteri corrispondenti. L’assemblea viene eletta direttamente.

L’esecutivo è nominato dal presidente della repubblica e questo ultimo viene eletto. Però

l’esecutivo (primo ministro) prima deve essere eletto dall'assemblea. Quindi possiamo avere per

esempio un’assemblea di un partito e il presidente della repubblica di un altro. Non c è

coincidenza, però il presidente nomina un esecutivo ma sa che dovrà ottenere la fiducia

dell'assemblea quindi è un sistema circolare.

Esempio: Francia.

Direttoriale:

E' una rarità. Esiste la massima separazione del potere legislativo da quello esecutivo. L’esecutivo è

il direttorio. Il parlamento viene eletto dal popolo e nomina il direttorio che resta in carica per 4

anni. Il direttorio non è revocabile.

Parlamento negoziazione politica. Le forze politiche rappresentate in assemblea producono

norme, solitamente attraverso negoziazioni sulla legge.

Noi siamo una repubblica parlamentare. Il capo dello stato è esponenziale, eletto dal popolo in

modo indiretto. Il rapporto di fiducia tra parlamento e governo può essere verificato in un

qualsiasi momento, su richiesta del parlamento o del governo.

L’Italia è passata da una monarchia assoluta a costituzionale poi con lo statuto Albertino

monarchia parlamentare poi repubblica. Il caso italiano è difficile da far risalire ad un solo

idealtipo.

PROCEDIMENTO PER LA PRODUZIONE NORMATIVA

Costituzione articolo 138 procedimento aggravato

La nostra costituzione prevede un procedimento aggravato da seguire per le:

-leggi costituzionali = apporta nuove modifiche

-leggi di revisione costituzionale = apporta modifiche al testo costituzionale, però ci sono dei limiti.

Non si può modificare l’intero testo costituzionale. I principi fondamentali non sono suscettibili a

modifiche perché se andiamo a modificare le basi del nostro ordinamento ne avremmo uno

nuovo.

Indipendentemente dalla fonte, la procedura utilizzata per produrre norme è caratterizzata da tre

fasi: Iniziativa

1. : si individua l’organo/gli organi titolari del potere di impulso. Si avvia la

procedura finalizzata ad aggiungere norme giuridiche. Esempio: proposta di legge.

Costitutiva

2. : un organo titolare della funzione di produzione normativa (da noi il

Parlamento) decide se approvare o meno il contenuto di una norma. Questa fase si

conclude quando si manifesta in modo definitivo la volontà dell’organo titolare. Nel

nostro ordinamento accade quando entrambe le camere approvano lo stesso testo, però

esso non produce ancora effetti giuridici.

Fase integrativa dell’efficienza

3. : avvengono cose diverse a seconda del tipo di

procedura. Solitamente comprende:

-L’attività di controllo = il presidente della repubblica promulga la legge.

-La norma produce effetti solo quando, dopo aver superato la fase di controllo, giunge

alla pubblicazione legale costitutiva. La norma viene così resa conoscibile alla generalità

dei soggetti dell'ordinamento.

Questa struttura si trova sia nell'iter di una norma costituzionale sia di revisione costituzionale.

L’ APPROVAZIONE DI LEGGI COSTITUZIONALI E DI

REVISIONE COSTITUZIONALE

Il procedimento aggravato prevede una serie di passaggi che non sono uguali a quelli usati per la

legge ordinaria.

INIZIATIVA

A chi spetta l'iniziativa per una proposta di legge costituzionale o di revisione costituzionale?

Spetta ai medesimi soggetti della legge ordinaria, ovvero:

camere

 governo

 regioni

 corpo elettorale

 tutti gli altri organi ai quali sia conferita l'iniziativa legislativa da legge costituzionale

 (esempio CNEL)

FASE COSTITUTIVA

Possiamo avere tecniche diverse, ma alla fine si esaurisce sempre nel parlamento, salvo eccezioni.

Il procedimento aggravato prevede una doppia deliberazione (Articolo 138).

Uno dei soggetti sopra elencati, presenta il progetto a una delle due camere. Una camera vota e se

lo approva, dovrà aspettare almeno 3 mesi per la seconda deliberazione. E la stessa procedura si

deve ripetere anche nell’altra camera.

Tra le due delibere devono quindi passale almeno 3 mesi.

Nella seconda deliberazione è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti della camera e

NON dei presenti. Approvato SE E SOLO SE si raggiunge questa maggioranza.

Se il testo viene approvato con la seconda delibera da parte della maggioranza assoluta dei

componenti –> c’è l’obbligo di pubblicazione sulla gazzetta ufficiale della repubblica italiana del

testo, che non è ancora una legge in quanto non si è ancora completata la fase costitutiva.

Infatti qua è presente un’ECCEZIONE: questa fase non si esaurisce nel momento dell'approvazione

da parte del parlamento, ma solo dopo che il corpo elettorale si sarà espresso.

Cose si esprime il corpo elettorale? Attraverso la pubblicazione viene a conoscenza del testo e così

possiamo ora avere due casi:

1. Può essere richiesto il referendum costituzionale entro 3 mesi dalla pubblicazione da:

-500.000 elettori

-almeno 1/5 dei componenti della camera

-almeno 5 regioni/consigli regionali

In questo caso il referendum è in ordine all'approvazione di una norma e non all'abrogazione in

quanto ancora non c’è la norma.

Una volta formulata la richiesta, serve un atto del presidente della repubblica che accerta la

legittimità della richiesta. Il PdR con un proprio decreto indice il referendum che ha come oggetto

quel determinato disegno costituzionale/ di revisione costituzionale.

Quindi in generale la pubblicazione serve per dare efficacia alla legge, ma in questo caso diciamo

che c'è un'eccezione perché la legge viene pubblicata allo scopo di farla conoscere al corpo

elettorale.

Col referendum costituzionale NON abbiamo un quorum ( = numero di elettori necessario affinché

una votazione sia valida). La legge si dice approvata se ottiene la maggioranza dei voti validi.

Se la maggioranza dei voti validi è a favore del nuovo testo allora si potrà passare alla FASE

INTEGRATIVA DELL’EFFICACIA. Nel caso contrario, anche con un duplice voto positivo del

parlamento se il corpo elettorale non approva la legge essa non verrà pubblicata.

2. Però entro 3 mesi nessun soggetto sopra citato potrebbe fare richiesta.

In questo caso, la legge viene tacitamente approvata e la fase costitutiva si esaurisce.

Avremo così la FASE INTEGRATIVA DELL’EFFICACIA con la promulgazione e la

pubblicazione del testo.

ALLORA, se nella seconda delibera:

Non si arriva a una maggioranza assoluta -> testo non approvato

Si arriva alla maggio. assoluta -> pubblicazione provvisoria e possibile richiesta di R. entro 3 mesi

Si raggiunge la maggioranza qualificata -> approvazione diretta

Se il disegno viene approvato dai 2/3 dei componenti di ogni camera nella seconda deliberazione

(maggioranza qualificata) NON si passa per il referendum ma viene direttamente approvato. Si

passa poi alla la FASE INTEGRATIVA DELL’EFFICACIA (promulgazione e pubblicazione).

La fase costitutiva, quindi, è variabile.

FASE INTEGRATIVA DELL’EFFICACIA

Il PdR promulga la legge e viene poi inserita sulla gazzetta. Da quel momento la legge è ufficiale e

produce effetti giuridici.

Il procedimento aggravato è chiamato così perchè prevede passaggi particolari che permettono la

partecipazione di diversi organi.

Non si può considerare come un momento di nuova manifestazione del potere costituente, perché

c'è una parte della costituzione che è immodificabile, ovvero non si può modificare senza cambiare

tutta al costituzione. Ecco, solo in questo caso si potrebbe parlare di un nuovo assetto.

Ci sono parti che non possono essere modificate, ci sono dei limiti alle modifiche, che non

consentono di modificare la forma repubblicana -> Parte della costituzione intangibile.

In questo caso è importante il PdR perché garantisce attraverso un controllo di legittimità che

siano state seguite le fasi dell’iter. Qui la corte costituzionale, nostro quarto organo di garanzia,

non ha nessun ruolo perché si occupa delle leggi di rango primario.

L'articolo 5 non può essere modificato per esempio. Si può modificare l’autonomia territoriale

degli enti locali ma fino a che punto? Fino a quando non si tocca la forma unitaria della

repubblica, questo perché la forma repubblicana è immutabile.

Quindi gli articoli 1-12 non posso essere modificabili in quanto articoli fondamentali della

costituzione. formale = i limiti che le norme apportano al sistema, norme giuridiche determinate

Costituzione

in un dato momento come o.g.s. e danno origine a precetti.

materiale = norme formalmente qualificate come norme costituzionali, ma bisogna

Costituzione

vedere altri aspetti come grado di attuazione dei precetti costituzionali nell'ordinamento ovvero

capire come la legge ordinaria attua i principi costituzionali. Fattori che traducono

nell'ordinamento le norme costituzionali. Esempio: articolo 40/41 della costituzione.

sostanziale

Costituzione DIRITTO INTERNAZIONALE

rapporti tra stati sono disciplinate da norme di diritto internazionale → la nostra cos tuzione

I

accoglie queste norme nei modi previsti dagli articoli 10, 11 e 117 primo comma e 80, che

pongono ulteriori vincoli all'ordinamento g. statale. Quindi la costituzione da origine a un

ordinamento che ha una maggior o minore distanza formale per una serie di fattori.

Grazie a questi articoli, ci sono temi extra-ordinamentali (derivano da altri ordinamenti), che sono

comunque in vigore nel nostro.

Ci sono dei limiti che condizionano tutte le altre fonti di produzione del diritto estranee al nostro

ordinamento:

ARTICOLO 10

- : le norme che vengono create da un organizzazione a livello internazionale sono

recepite automaticamente dal nostro ordinamento con la stessa forza di una norma costituzionale.

Fonti che derivano da consuetudini: rinvio mobile = rinvio a una norma non definita in un modo

fisso, quello che viene prodotto da una comunità nazionale per l'ordinamento statale del nostro

paese è norma e non serve il legislatore. Adattatore automatico.

Principio di adattamento automatico dato dalla nostra costituzione.

ARTICOLO 11

- : lo stato ripudia la guerra come strumento di difesa o contro gli altri popoli e

promuove le organizzazioni che hanno lo scopo di mantenere la pace tra le nazioni.

ARTICOLO 80

- : “le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di

natura politica (…)”.

Ci sono casi in cui non possiamo operare un adattamento automatico e prevede la sottoscrizione

di trattati con altri paesi in condizioni di parità (fonte pattizia).

Quando siamo in questa ipotesi abbiamo necessità di un trasferimento di un'azione che porti

quelle norme fatte fuori dal nostro ordinamento, qua. Rinvio fisso.

L’oggetto dell'accordo è di natura politica, modifica leggi dell'ordinamento internazionale vigente.

Serve un autorizzazione alla modifica del trattato.

negoziazione -> se esito positivo -> abbiamo un trattato/accordo.

Deve essere sottoscritto dal governo e non produce effetti se ha come oggetto quelli

citati dall'articolo .

C’è la necessità di due passaggi:

1. il parlamento con propria legge deve autorizzarla

2. il PdR procederà con la ratifica.

Quindi il parlamento può approvare o meno una legge di ratifica. Poi con l'ordine di esecuzione il

PdR procederà alla ratifica e finalmente le norme contenute nel trattato potranno produrre effetti

nel nostro ordinamento. RATIFICA DEI TRATTATI INTERNAZIONALI.

ARTICOLO 117

- : una volta identificate le norme quelle vincolano il legislatore.

Ci sono due meccanismi che consentono alle norme prodotte di produrre effetti

giuridici nel nostro ordinamento:

-PRINCIPIO DELL' ADATTAMENTO AUTOMATICO → troviamo questo principio nell'articolo 10.

La norma internazionale viene recepita automaticamente all'interno del nostro ordinamento senza

l'intervento di particolari organi e ha la stessa forza di una norma costituzionale.

Fonti che derivano da consuetudini → comporta un rinvio mobile a tu e quelle norme giuridiche

che si creano nella comunità internazionale (stati) dalla quale sono generalmente riconosciute.

Quindi c'è il rinvio a una norma non definita in modo fisso.

-ESPRESSIONE ESPLICITA DEL PARLAMENTO → è richiesto l'intervento del legislatore che consente

l'introduzione di norme internazionali nel nostro ordinamento. Non c'è un recepimento

automatico, ma un rinvio fisso.

Fonte pattizia → c'è la necessità di un accordo/patto formale tra due o più stati (WTO).

Quindi il diritto internazionale esiste se e solo se esiste un trattato.

La norma fino a quando non viene ratificata non produce diritto.

Ratifica: atto mediante il quale il presidente della repubblica esprime la volontà di far entrare o

meno quella norma nel nostro ordinamento. Dato che nel nostro sistema non ha un potere

legislativo, dovrà avere l'autorizzazione del parlamento prima di ratificare la norma.

Ci deve quindi essere un'espressione esplicita del parlamento alla ratifica della norma, e si esprime

attraverso legge.

Ratifica → ordine di esecuzione → fa si che la norma produca effe in seguito alla pubblicazione.

DIRITTO INTERNAZIONALE: è consuetudinario o pattizio. Presuppone il consenso di quei

 soggetti che compongono la comunità

DIRITTO COMUNITARIO/ORDINAMENTO COMUNITARIO: le norme vengono prodotte con

 sistemi indipendenti dalla volontà degli stati, è un altro soggetto. Non presuppone il

consenso dei vari stati. Infatti l’UE è considerato un SOGGETTO delle comunità

internazionali. L’UNIONE EUROPEA

È nata con un atto di diritto internazionale ovvero con un trattato tra stati sovrani.

Nell'ambito del regolamento comunitario, in particolare dell'UE, abbiamo un soggetto che produce

diritto (autonoma produzione di norme) che quindi esce dallo schema pattizio.

Il diritto viene creato dagli organi dell'UE indipendenti dai singoli stati che ne fanno parte.

SI AUTO-PRODUCE. Gli stati hanno limitato la propria sovranità. Le norme prodotte qua sono

superiori alla legge prodotta dai singoli parlamenti dei singoli stati.

Qual è la differenza tra la norma prodotta nel 2001 e quella originaria del 1977?

Nel vecchio ordinamento comunitario, grandissimo ruolo era attribuito al consiglio dell'unione

europea. Successivamente al deficit di democraticità, sono state introdotte procedure comunitarie

che coinvolgessero in modo maggiore il parlamento europeo.

Procedura di codecisione, rinominata: procedura legislativa ordinaria, basata sul principio di

codecisione che fa si che il potere decisionale sulla norma appartiene al parlamento europeo e dal

consiglio dell'UE. Ogni norma dell'UE prevede necessariamente il coinvolgimento di entrambi gli

organi.

FONTI NORMATIVE DELL'ORDINAMENTO COMUNITARIO

1_ TRATTATI: TUE + TFUE (fonti/diritto originario). Fonte fondamentale dell'UE. Però i trattati non

rappresentano una costituzione, perché sono norme derivate, non originarie. Sono accordi tra

stati. Inizialmente erano solo principi legati all'economia, in seguito si sono aggiunti principi legati

al singolo come la libera circolazione con trattato di Schenghen. Troviamo al loro interno i valori

ritenuti fondamentali, trasformati in norme giuridiche, e i principi organizzativi che riguardano

quindi la distribuzione dei poteri fondamentali.

Formalmente essi si trovano sotto la Costituzione dei singoli stati.

2_ DIRITTO DERIVATO: le fonti di produzione del nuovo diritto sono previste da questa fonte,

quindi non devono intervenire i singoli stati. Le fonti di produzione di diritto sono:

REGOLAMENTO

 DIRETTIVA

Essi sono norme giuridiche.

DECISIONI che prevedono una prescrizione che potrebbe essere una norma giuridica,

 dipende dal contenuto della decisione.

ATTI NON NORMATIVI: raccomandazione, pareri e comunicazioni.

Non contengono norme giuridiche in modo formale.

Attraverso una procedura di legislazione ordinaria che vede la partecipazione del parlamento

europeo e del consiglio dell'UE per la produzione di regolamenti e direttive.

REGOLAMENTI

Una volta pubblicati, vincolano non solo gli stati, ma anche i singoli cittadini→ efficacia giuridica

superiore alla legge dello stato, quindi il giudice nazionale di ogni stato è tenuta a disapplicare

tutte quelle leggi in contrasto con i regolamenti europei, non è necessaria una modifica.

STESSA FORZA DI UNA LEGGE, MA EFFICACIA GIURIDICA SUPERIORE. Hanno un'efficacia diretta.

DIRETTIVE

Una volta pubblicata sulla gazzetta ufficiale europea, implica l'adattamento.

È una norma che vincola direttamente lo stato, non i cittadini. Qua sono contenute le materie più

importanti in quanto devono poi essere adattate da ogni stato, in ogni ordinamento statale.

C'è la necessità di una legge: legge di recepimento → la dire va vincola lo stato a disciplinare una

determinata materia nel modo indicato appunto dalla comunità europea, poi il legislatore DEVE

intervenire e recepire la direttiva e adatta la direttiva al proprio ordinamento.

Bisogna però, rispettare i principi contenuti nella direttiva ed essa riporta un altro limite

vincolante: il termine, entro il quale il parlamento deve recepire la direttiva e adattarla.

Lo stato che non recepisce entro il termine la direttiva potrà essere soggetto a sanzioni. Entro il

termine → atto di trasformazione.

Quando una direttiva è sufficientemente dettaglia, ma non viene recepita entro il termine previsto

→ DIRETTIVA AUTOAPPLICATIVA → devono essere applicate dal giudice nazionale anche in

assenza in una legge di recepimento. Il singolo può invocare la direttiva tal dei tali non applicata

davanti al giudice così poi il giudice nazionale la applica.

LEGGE COMUNITARIA

La legge comunitaria non è un atto nella comunità europea, ma una legge del parlamento

italiano, visto che ci si trovava in una condizione di perenne ritardo.

La legge del parlamento con la quale si recepiscono non una, ma più direttive, quindi è un tipo

specifico di legge di recepimento. È una legge annuale, complessa. Normalmente la legge di

recepimento è anche una legge di delega, ovvero contiene una delega, un rinvio, non più per il

recepimento, ma per l'attuazione. Solitamente rinvia al Governo. In questo modo dato che viene

recepita l'UE non ci fa la multa. Però deve essere recepita e anche attuata quindi appunto delega

al governo l'attuazione. Delega il governo a dare attuazione delle discipline recepite attraverso

atti: decreti legislativi.

DECISIONI

Sono atti vincolanti formalmente. Si differenziano in ragione del fatto che i regolamenti e direttive

contengono norme giuridiche generali ed astratti invece le decisioni contengono comandi, che

fanno riferimento a una fattispecie concreta.

Esempio: sanzione alle imprese che violano norme sulla concorrenza. Anche questi sono atti che

vanno pubblicati sulla gazzetta ufficiale europea. Sono atti di esclusiva competenza della

COMMISSIONE EUROPEA.

La commissione europea può rivolgersi anche a una quantità di soggetti diversi: tanto più è ampia

la platea dei destinatari, più è difficile discriminare i soggetti considerati.

Se la decisione si riferisce a uno stato, lo vincola. Il destinatario della decisione può essere sia

pubblico che privato.

ATTI NON NORMATIVI

Non producono norme giuridiche e si collocano al di fuori delle norme di produzione formalmente.

Principalmente sono atti della COMMISSIONE EUROPEA. Il contenuto suggerisce, NON OBBLIGA.

Sono definiti atti di soft law, ovvero atti che non sono norme, ma che producono effetti sul piano

sostanziale simili a quelli di una norma giuridica formale.

GLI ORGANI DELL’UE

L'Unione Europea è nata con accordi tra stati:

Trattato di Roma del 1957 con cui è nata la CEE.

Atto unico europea

Trattato di Maastricht con cui è nata la C.E.

Trattato di Amsterdam con cui è nata l'U.E.

Trattato di Lisbona del 2007/2008

I SUOI ORGANI SONO:

Parlamento

dell'UE

Consiglio europea

Commissione

di primo grado

Tribunale

corte di giustizia europea

La corte dei conti dell'UE

La

Eurostat

consiglio delle regioni

Il

Analizziamo le 3 fasi della procedura legislativa ordinaria dell'UE.

FASE DI INIZIATIVA = attribuita normalmente alla Commissione europea, in questa fase si

determina il contenuto della norma.

FASE COSTITUTIVA = troviamo due organi: Parlamento e il Consiglio dell'unione, infatti è qui che

ritroviamo il principio di codecisione. Originariamente il parlamento non aveva un ruolo

fondamentale nella produzione delle norme, solo negli ultimi anni si è rafforzata la sua posizione

come organo esponenziale e quindi direttamente eletto e partecipa alla fase costitutiva sia per le

direttive che per i regolamenti.

Attraverso il principio di codecisione si evitano quelle situazioni in cui il Parlamento e il Consiglio

danno pareri contrastanti.

In questa fase quindi viene approvata la norma.

FASE DI INTEGRAZIONE DELL'EFFICACIA = pubblicazione del testo sulla Gazzetta Ufficiale dell'UE.

Esiste anche una procedura legislativa che non è ordinaria ed è diversa da quella

spiegata prima. Esiste un unico caso, trattato DALL'ARTICOLO 106, che riguarda

tutte quelle situazioni in cui bisogna disciplinare attività economiche di interesse

generale.

In questo caso la commissione europea ha potere di impulso e autonomo potere

normativo. Può adottare una direttiva e il Parlamento è quindi escluso.

IL PARLAMENTO ITALIANO: LA FUNZIONE LEGISLATIVA

Dall'articolo 70 a 74 ci sono tutti quegli articoli che disciplinano l'esercizio della funzione

legislativa.

Potere legislativo -> funzione legislativa -> titolarità funzione -> Parlamento

ARTICOLO 70

: “la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due camere”.

Essendo l'unico organo titolare di quella funzione l'esercizio deve essere esercitato dal entrambe

le camere.

Legge ordinaria = atto complesso, uguale.

Il Parlamento produce leggi ordinarie, che sono atti complessi ed uguali ovvero serve la

partecipazione delle due camere che devono esprimere il proprio parere. In base al principio di

bicameralismo perfetto, entrambe le camere devono esprimere la stessa volontà sullo stesso

testo. Infatti un testo non è approvato ne non è appunto approvato UGUALE da entrambe le

camere.

La fase costitutiva si esaurisce quando entrambe le camere si sono espresse sullo stesso testo.

Non c'è un termine entro il quale la fase costitutiva deve esaurirsi.

FASI DI INIZIATIVA

Quali sono i soggetti ai quali la costituzione attribuisce un potere di impulso?

1. Governo

2. Parlamento = ogni singolo parlamentare.

3. Popolo con un disegno di legge di iniziativa popolare

4. Consigli regionali

5. Cnel (art. 99 della Cost. Ed è un organo di rilevanza costituzionale)

6. Più altri organi previsti con legge costituzionale (esempio: i comuni)

FASE COSTITUTIVA

Si svolge in Parlamento e partecipano con stessi poteri entrambe le camere.

L'articolo 72 prevede diverse modalità di svolgimento della fase costitutiva.

Sono previsti 3 diverse modalità:

-procedimento ordinario

-procedimento decentrato

-procedimento misto

Possiamo distinguere in ogni camera l'assemblea e le commissioni legislative (permanenti e si

dividono per materia).

Ogni camera è articolato in commissioni = la composizione di ogni commissione deve rispecchiare

proporzionalmente i singoli gruppi parlamentari che compongono la camera.

Ci sono 3 modalità con cui si può svolgere la fase costitutiva perché diverso è il compito attribuito

all'assemblea e alle commissioni.

PROCEDIMENTO ORDINARIO ARTICOLO 72

Il disegno di legge, viene presentato ad una Camera ed esaminato da una commissione, poi dalla

Camera stessa, che l'approva articolo per articolo e con votazione finale.

Prima ogni camera decide cosa approvare.

Poi il disegno di legge recepito dalla camera, in ragione dell’oggetto, sarà avviato alla commissione

pertinente.

Le commissioni possono essere permanenti, come in questo caso o straordinarie.

Nel procedimento ordinario, le commissioni permanenti operano in sede referente = hanno un

potere limitato che è quello che fa si che riferiscano all'assemblea con una o più relazione il

dibattito che si è tenuto sul disegno di legge (ecco perché referente).

L'assemblea ha un ampio potere decisionale.

Sia la commissione legata alla camera sia quella del senato fanno questa procedura.

In fine abbiamo due momenti di voto: sui singoli articoli e poi sul testo finale (dichiarazione di

voto).

Quindi la commissione ha il compito di esaminare il disegno di legge, invece la Camera ha il

compito di approvare articolo per articolo e con votazione finale il testo.

Alla fine della procedura se la legge è approvata si dice che è perfetta.

Nel comma 4, sono indicate tutte le materie di legge che devono essere approvate con questo

metodo, ovvero: costituzionale, elettorale, delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare

trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi

Per le altre materie non specificate nella costituzione, è specificato il procedimento da utilizzare

nel regolamento interno delle camere.

Esiste anche la procedura ordinaria abbreviata per i disegni di legge dei quali è dichiarata l'urgenza

o per esigenze di termini si può ritenere opportuno una procedura ordinaria entro un termine

minore.

PROCEDIMENTO DECENTRATO

Operano in sede deliberante.

Decentrato perché la fase di voto non si ha più in assemblea, ma nelle commissioni.

Il progetto di legge viene votato solo nelle commissioni. Quindi le commissioni competenti per

materia operano in commissioni legislative. Votano articolo per articolo e il provvedimento nel suo

complesso.

Il regolamento delle camere = possibilità di abbandonare quella procedura e passare a quella

ordinaria se richiesto da:

Governo

 1/10 dei componenti della camera

 1/5 dei membri della commissione

Non può essere previsto per le materie citate dall’articolo.

PROCEDIMENTO MISTO

Le commissioni operano in sede redigente.

Si avvia su decisione dell'assemblea che trasferisce la formulazione degli articoli della proposta di

legge alla commissione. La commissione redige.

Per quanto riguarda il voto (approvazione) ogni camera ha un suo regolamento:

Camera: il regolamento prevede per la propria commissione che il proprio compito sia solo quello

di redazione e il voto spessa solo all'assemblea (sia il voto articolo per articolo e finale è di

competenza esclusiva dell'assemblea).

Senato: assegna alla sua commissione oltre alla redazione anche l'approvazione articolo per

articolo. Va invece al senato il voto finale.

Emendamento = richiesta di modifica di una parte della legge che diventa da votare come tutti gli

articoli che formano questa legge.

FASE INTEGRATIVA DELL'EFFICACIA

Dopo il voto finale in entrambe le camere sul medesimo testo si passa a questa fase che è divisa in:

PROMULGAZIONE: atto tipico del Presidente della Repubblica tramite il quale accerta una

 serie di condizioni: controllo formale (controllo di regolarità formale della procedura di

approvazione) e controllo sostanziale che non travalichi il merito politico.

Il Presidente della Repubblica può anche decidere di negare la promulgazione.

Se questo avviene c'è un rinvio alle camere del testo. Se ancora una volta viene approvato,

la promulgazione diventa obbligatoria.

PUBBLICAZIONE che si svolge in due momenti:

 1- atto formale del ministro della giustizia -> la legge entra nella “raccolta ufficiale

degli atti normativi della Repubblica italiana”.

2- pubblicazione legale costitutiva sulla “Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana”

che deve avvenire entro 60 giorni dalla promulgazione. Dopo 15 giorni, invece, dalla

pubblicazione la legge entra in vigore e produce effetti giuridici. Questo periodo,

però, può essere modificato dalla legge stessa.

FONTE PRIMARIA

LEGGI REGIONALI NELL’ARTICOLO 117

Per quanto riguarda le leggi regionali, ritroviamo il criterio di competenza,

il quale indica in quali ambiti ogni regione può legiferare.

Articolo 117 comma 2 = materie di competenza esclusiva dello stato. Lo stato ha sulle materie

elencate competenza legislativa (Parlamento) o regolamentare (Governo con regolamenti).

Articolo 117 comma 3 = materie di competenza concorrenziale. La competenza legislativa,

appartiene al parlamento il quale definisce norme di principio. Legislazione regionale, ovvero ogni

regione definisce norme di completamento.

Possiamo comunque avere un caso in cui la regione non disciplina niente se non ce n’è la

necessità.

Articolo 117 comma 4 = competenza residuale. Rinvia alla competenza legislativa delle singole

regioni tutte quelle materie che non sono citate nell’articolo. Norma di disciplina.

Ci sono due tipi di regioni, quelle a statuto ordinario e quelle a statuto speciale.

Queste ultime, possono avere un maggiore grado di autonomia e spazi giuridici maggiori definiti

nello statuto stesso, che viene approvato dal Parlamento con legge costituzionale.

DECRETO LEGGE E DEGRETO LEGISLATIVO

Essi sono atti aventi forza/valore di legge, e li possiamo ritrovare nell’articolo 76-77 della

Costituzione.

Cosa li accomuna? Sono entrambi fonti sub primarie perché sono adottati dal Governo, ovvero da

un organo costituzionale che non è titolare della funzione legislativa. Quindi questi decreti devono

prima o poi passare dal Parlamento, in quanto titolare della funzione.

DECRETO LEGISLATIVO ARTICOLO 76

Atto normativo emanato dal Governo, al quale la Costituzione attribuisce forza di legge tale da

modificare una legge del Parlamento.

Il Governo può emanarlo SOLO sulla base di una legge-delega approvata dal Parlamento e la

funzione legislativa può essere delegata al Governo solo se sono determinati nella legge-delega:

principi

 criteri direttivi che il G deve rispettare

 termine, entro il quale il G può produrre norme e approvarle

 oggetto definito (ambito giuridico nel quale di rinvia il Governo a disciplinare)

In quanto deve essere conforme a costituzione. Se non si rispettano si ha un vizio di

costituzionalità.

La delega in bianco nel nostro sistema non è ammessa.

Il Parlamento può successivamente decidere con un’ulteriore legge di revocare la delega.

ANALIZZIAMO LE 3 FASI:

1. INIZIATIVA: predisposizione del disegno legislativo

2. COSTITUTIVA: si svolge nell’ambito del Governo. Il Consiglio dei Ministri a maggioranza

approva le norme che saranno oggetto del decreto. Per legge il Governo è obbligato a

chiedere un parere al Consiglio di Stato (organo consultivo) prima dell’approvazione, il

quale si deve pronunciare entro 60 giorni.

Il suo consiglio NON è vincolante, perché se no ci sarebbe un trasferimento dell’esercizio

della funzione legislativa dal G al Consiglio.

3. INTEGRATIVA DELL’EFFICACIA: una volta approvato il testo, interviene il Presidente della

Repubblica, il quale con un decreto emana la norma e svolge con l’emanazione un’attività

di controllo (no promulgazione).

Poi avviene la pubblicazione da parte del Ministro della Giustizia sulla racconta degli atti

normativi per la certezza del diritto. Infine, per motivi conoscitivi, viene pubblicata sulla

Gazzetta.

DECRETO LEGGE ARTICOLO 77

Il Governo non può emanare decreti, che abbiamo valore di legge ordinaria, senza la delega delle

Camere.

Bisogna però considerare il fatto che il Governo è un organo molto più veloce delle Camere.

Così, in casi straordinari di necessità e d'urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, un

decreto d’urgenza.

ANALIZZIAMO LE FASI:

1. INIZIATIVA: il Governo (C. dei M.) decide di adottare un decreto-legge

2. COSTITUTIVA: approvazione del decreto-legge

3. INTEGRATIVA DELL’EFFICACIA: solita procedura. Il giorno stesso della pubblicazione, il

decreto deve essere presentato alle Camere, le quali hanno un termine di 60 giorni entro il

dovranno decidere se convertirlo in legge.

Il decreto perde efficacia sin dall'inizio, se non viene convertito in legge entro il termine.

Quindi tutti gli effetti che il decreto ha prodotto fino a quel momento vengono annullati.

Il Parlamento può disciplinare con legge tutti quei rapporti giuridici sorti nei 60 giorni sulla

base del decreto non convertito (norma retroattiva).

Tecnica di reiterazione = ripresentazione del decreto-legge, così continua a produrre effetti.

In parole povere: il G emana il decreto entro 60 giorni decade, allora lo emana e lo ripresenta alle

Camere e di nuovo decade… e così via in modo tale da continuar a produrre effetti.

Questa tecnica è stata usata fino al 1996, poi la Corte Costituzionale ha posto dei limiti in quanto

questa tecnica è non costituzionale in quanto implica un trasferimento della funzione legislativa.

Il decreto-legge può comunque essere convertito dalle Camere e successivamente modificato.

REFERENDUM ABROGATIVO ARTICOLO 75.

Consente a determinate condizioni l’abrogazione/espulsione di una norma di rango primario.

È considerato una fonte di produzione di norme giuridiche perché, con la tecnica del ritaglio, se si

modifica/abroga una parte di una norma, essa assume un altro significato.

FONTE SECONDARIA (regolamenti)

I regolamenti non sempre corrispondono a una fonte secondaria.

Quelli di camera/senato sono di rango primario.

Ora noi stiamo parlando di atti normativi che non hanno valore/forza giuridica di legge (atto

amministrativo). Ci sono vari regolamenti:

1. governativi

2. regionali

3. degli enti territoriali

4. delle autonomie locali

5. delle autonomie funzionali (articolo 33 le università)

6. altri individuati dalla legge

Da 1 a 5 sono individuati dalla costituzione.

REGOLAMENTI GOVERNATIVI

Sono atti normativi/amministrativi, emanati dal Governo.

Ci sono sempre le 3 solite fasi.

Devono essere conformi al PRINCIPIO DI LEGALITÀ = no violazione legge-> il regolamento è una

fonte secondaria quindi è subordinato alla legge.

Possono essere sottoposti al giudizio di un giudice amministrativo per stabilire se è conforme o no

a legge.

Se un cittadino dovesse accorgersi che un regolamento risulta essere illegittimo, può chiedere al

giudice amministrativo di disapplicarlo/annullarlo.

Quindi un atto approvato dal Governo, può essere annullato da un giudice amministrativo.

ABBIAMO DIVERSI TIPI DI REGOLAMENTI GOVERNATIVI, IN BASE AI DIVERSI TIPI DI RISERVA DI

LEGGE.

Infatti essi non possono disciplinare tutti quegli ambiti che sono coperti da riserva. In base a

questo criterio abbiamo:

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE: sono previsti da legge in caso di una materia coperta da

 riversa di legge assoluta.

Introducono disposizioni tecniche necessarie per rendere applicabili le norme.

Questo regolamento non condiziona la legge (non aggiungono norme giuridiche).

Esempio: patente.

REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE: presuppone la riserva di legge relativa.

 Quindi, dato che la legge può definire i principi, i dettagli devono essere integrati da questo

tipo di regolamento.

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE: fanno riferimento all’organizzazione della P.A.

 (articolo 97) e funzionano come i regolamenti di esecuzione.

REGOLAMENTO INDIPENDENTE: emanati nei casi in cui una materia non è né coperta da

 riserva di legge, né disciplinata da atti di rango primario.

Quindi non c’è un vincolo costituzionale da rispettare.

 REGOLAMENTO DI DELEGIFICAZIONE (DELEGATI): equivalente a quelli di attuazione, ma si

differenziano per il rapporto che hanno con la legge.

Presuppone una riserva di legge relativa.

Il Parlamento, con propria legge, fissa le norme generali che regolano una determinata

materia e delega il Governo a emanare uno o più regolamenti, che determinano

APPARENTEMENTE di abrogazione di una o più norme di legge.

Solo quando il regolamento entra in vigore, l’effetto di abrogazione si CONCRETIZZA,

quindi esso individua il momento in cui l’abrogazione si concretizza e viene PUBBLICATO

sulla Gazzetta Ufficiale.

Fino a quando non c’è l’abrogazione, la legge precedente continua a essere in vigore

(produce effetti solo dopo la pubblicazione).

Ho scritto apparentemente, perché questa p una fonte secondaria, che abroga una legge

(primaria), ma in realtà è la legge che delega l’abrogazione.

Se il Governo non emana il regolamento, non c’è l’abrogazione. Si usa il R per far prima,

così non bisogna seguire tutto l’iter.

GLI ORGANI COSTITUZIONALI

= sono organi ai quali sono attribuiti i poteri fondamentali dello stato, e sono:

Parlamento = potere legislativo

 Governo = potere esecutivo

 P. della R. = garanzia

 Corte Costituzionale = garanzia

 Corpo Elettorale = c'è chi sostiene che sia un organo costituzionale e chi no.

IL CORPO ELETTORALE L'ARTICOLO 1 COMMA 2

Noi lo consideriamo un organo costituzionale, perché della

Costituzione attribuisce a una parte del popolo l'esercizio della sovranità.

Popolo -> titolare di s.g. attive e passive inerenti all'esercizio del diritto di voto...

Il concetto di popolo è molto ampio.

Il corpo elettorale è la parte politicamente attiva del popolo, titolare della sovranità e di diverse

funzioni previste dalla Costituzione.

CONDIZIONI DI CAPACITÀ E INCAPACITÀ :

(Chi fa parte del corpo elettorale?)

Possesso della cittadinanza, quindi essere cittadini (status giuridico)

 Avere la capacità d'agire (non sempre è sufficiente)

 ARTICOLO 48 COMMA 4

: condizioni di inidoneità/incapacità elettorale

 il diritto di voto può essere limitato per:

-incapacità civile

-per effetto di sentenza penale irrevocabile

-nei casi di indegnità morale indicati dalla legge

ALTRI VINCOLI:

Ineleggibilità: quando il soggetto è titolare di cariche/posizioni particolari individuate dalla

 legge e che non gli consente di essere eletto. Limitazione esclusiva dell'elettorato passivo.

Il soggetto può disporne, ad esempio rinunciando a una carica.

Incompatibilità: quando si è titolari di altre cariche di tipo elettivo. Comporta la scelta tra

 le 2 cariche.

Esempio: se eletto deputato e si detiene già la carica di sindaco, oppure se vengo eletta

contemporaneamente deputata e senatrice.

Elettorato attivo = esercizio del diritto di voto.

Per le elezioni politiche della Camera dei Deputati -> capacità d'agire.

Per le elezioni politiche del Senato -> CONDIZIONE ULTERIORE -> bisogna avere 25 anni, non è

sufficiente la capacità d'agire.

Elettorato passivo = diritto/capacità di essere eletti

Passivo = condizioni precedenti più altri vincoli:

sono eleggibili a deputati, gli elettori che hanno compiuto 25 anni entro il giorno delle elezioni

sono eleggibili a senatori, gli elettori che hanno compiuto 40 anni

FUNZIONI DEL CORPO ELETTORALE RICONOSCIUTE DALLA COSTITUZIONE:

Deliberativa: consente di esprimere una volontà da parte del corpo elettorale che porta a

 un dato normativo.

Effetto dispositivo, ovvero porta alla costruzione di una norma giuridica. Abbiamo:

referendum abrogativo (ARTICOLO 75): abrogazione di una o più n.g.

o referendum costituzionale (ARTICOLO 138): tipo costitutivo/affermativo, completa

o la fase costitutiva della legge costituzionale o di revisione costituzionale

referendum art. 132/133 cost.: è di tipo costitutivo e modifica le circoscrizioni

o territoriali. Referendum obbligatorio il cui risultato incide sulla norma.

Prepositiva: riconducibili alla capacità di costituire (preporre), in virtù del principio di

 rappresentanza politica, altri organi.

Poteri che riguardano il diritto di elettorato.

Esercizio del diritto di voto -> elegge. Un organo è esponenziale = è rappresentativo.

Propositive: articolo 71 e 50 della Costituzione.

 ARTICOLO 71

: il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di

almeno 50.000 elettori, di un progetto redatto in articoli.

FASE DI INIZIATIVA DEL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE DELLE LEGGI

ARTICOLO 50

: diritto di petizione. Il corpo elettorale può chiedere petizione alle Camere

per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.

RICHIESTA AL PARLAMENTO DI ADOZIONE DI UN PROVVEDIMENTO LEGISLATIVO

Cosa hanno in comune? La capacità di dare impulso a un iter che può concludersi con

l'approvazione di una legge.

Quale è la differenza fondamentale? Nel primo caso viene presentata alle camere una

proposta/disegno di legge redatto sotto forma di articolato (suddiviso per articoli). Nel

secondo caso, ci si rivolge sempre alle camere con lo stesso obiettivo, però non c'è una proposta

da parte del corpo elettorale, ma una richiesta in ordine alla necessità di adottare una legge che è

ancora da scrivere, relativa a una determinata materia.

Quindi la fase di iniziativa, nel primo caso, è esaurita dal corpo elettorale invece nel secondo caso

no.

IL REFERENDUM ABROGATIVO (ARTICOLO 75)

È considerato fonte del diritto, perché modifica l'ordinamento, potendo abrogare leggi o atti

aventi forza/valore di legge.

Effetto -> equivale a quello di una fonte di rango primario -> effetto di ELIMINAZIONE e di

CREAZIONE -> tecnica a ritaglio -> la formulazione del quesito referendario, può riguardare una

parte della norma, in modo tale che l'eliminazione porti a un cambiamento di significato.

L'iter da seguire è quindi uguale a quello delle altre fonti del diritto:

Iniziativa: il titolare del potere di iniziativa sono:

almeno 500.000 elettori (= soggetti ai quali è attribuito l'esercizio del diritto di voto attivo)

 5 consigli regionali

che devono appunto richiedere il referendum.

Costitutiva: appartiene sempre al Corpo Elettorale e si conclude con l'espressione del voto.

Integrativa dell'efficacia: intervento del PdR e pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

MODALITÀ DI SVOLGIMENTO:

Comma 5: la legge determina le modalità di attuazione del referendum -> Implica una Riserva di

Legge.

L'iniziativa si qualifica come una richiesta di indizione fatta dal popolo (che esercita la sovranità

nei limiti previsti dalla Cost), ovvero quali elementi della norma si vuole sottoporre a referendum.

Le richieste (presentante dall’1 gennaio al 30 settembre) vengono presentate/depositate presso

la Corte Suprema di Cassazione (ufficio generale del referendum) per controllare la procedura

tecnico-giuridica (es.: controlla firme)= verifica la regolarità.

Poi alla Corte Costituzionale controlla che il referendum non abbia per oggetto quelle materie

citate dalla Costituzione, le quali non possono essere sottoposte a referendum = legittimità

DELL'ARTICOLO 75

rispetto ai vincoli :

leggi tributarie e di bilancio

 leggi di amnistia e di indulto

 leggi di ratifica dei trattati internazionali

Quindi è un controllo di legittimità costituzionale = giudizio di ammissibilità

La Corte Costituzionale si esprime con una sentenza.

Se la Corte Costituzionale ammette la richiesta attraverso sentenza -> il PdR ricevuta la

comunicazione -> su delibera del Consiglio dei Ministri (Governo) ->indice con decreto di

indizione -> il Referendum

La deliberazione del Consiglio dei Ministri è più di tipo tecnico (esempio: la fissazione della data

nella quale si terrà il referendum).

Invece in Decreto di indizione, ovvero ciò che formalmente qualifica l'avvio del referendum come

espressione deliberativa del corpo elettorale è un atto del PdR.

Se si svolge il referendum nella data indicata nella deliberazione del Consiglio dei Ministri, l'esito

può essere: abrogativo o niente.

Se è abrogativo può esserci una nuova deliberazione del Consiglio dei Ministri.

Poi il PdR interviene con decreto e si ha la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Solo in questo momento si produce l'effetto di abrogazione (fase integrativa dell’efficacia).

Con la deliberazione dei Consiglio si può posporre (rimandare), non la decisione, ma l'effetto

dell'abrogazione per un tempo ulteriore di massimo 60 giorni, magari per motivi di lacuna del

diritto.

CONDIZIONI PER L'ABROGAZIONE:

deve esprimere il proprio diritto di voto la maggioranza del corpo elettorale previsto alle

 elezioni della camera.

QUORUM RAGGIUNGIMENTO DELLA MAGGIORANZA DEGLI AVENTI DIRITTO

richiesta di abrogazione da parte della maggioranza di coloro che si sono espressi (dei voti

 validi)

REFERENDUM COSTITUZIONALE (ARTICOLO 138)

Funzione costitutiva/affermativa/deliberativa = quando si tiene, completa la fase costitutiva del

processo di creazione di norme costituzionali o di revisione.

Non si elimina, semmai si aggiunge, con questo tipo di referendum.

Qui il voto favorevole NON È PER ABROGARE MA PER CONFERMARE UNA NORMA.

Le leggi costituzionali e di revisione costituzionale, devono essere approvate da entrambe le

camere, 2 volte, con una distanza di 3 mesi tra la prima e la seconda votazione.

Se la legge viene approvata a maggioranza assoluta dei componenti della camera, entro 3 mesi,

5 consigli regionali, 500mila elettori e 1/5 dei membri della camera

possono richiedere referendum popolare

REFERENDUM ARTICOLO 132/133

Il popolo viene consultato per un parere

IL PARLAMENTO

(art. 55-82)

COMPOSIZIONE

Parlamento italiano è un esempio di bicameralismo perfetto = ESERCIZIO DELLE STESSE FUNZIONI

SECONDO GLI STESSI PRINCIPI

ARTICOLO 55

il Parlamento si articola in due organi: Camera dei Deputati e Senato.

Rispondono a un meccanismo di bicameralismo perfetto (

se competenze e funzioni differenziate

abbiamo un bicameralismo imperfetto)

Avendo le stesse funzioni devono operare seguendo gli stessi principi:

deliberazioni = lo stesso contenuto

 principio della contemporaneità dei lavori = svolgimento contemporaneo delle funzioni

Questi principi assicurano che fino a quando le camere non esprimono la stessa volontà sullo

stesso contenuto non si può dichiarare conclusa la fase costitutiva.

Esempio: le la deliberazione ha per oggetto una legge, sia la camera sia il senato devono esprimere

il proprio assenso.

Secondo il principio di contemporaneità dei lavori -> i due organi con funzioni uguali, devono

operare contemporaneamente, fino a quando la deliberazione non è uguale.

Lo stesso disegno deve essere presentato ad entrambe le camera.

Esempio: se il Senato modifica il disegno di legge, la modifica deve essere rinviato alla camera che

dovrà esprimersi su quella modifica. La camera potrebbe modificarla ulteriormente e così dovrà

rinviarla al senato il quale si dovrà esprimere su questa modifica.

Presi singolarmente, però, i due organi presentano delle differenziazioni:

DIVERSA DIMENSIONE

Camera: 630 deputati

Senato: 315 senatori

deroga al bicameralismo perfetto

Abbiamo una , quando il Parlamento opera come se fosse

un'unica camera = si riunisce in seduta comune = struttura monocamerale, SOLO NEI CASI

PREVISTI DALLA COSTITUZIONE :

(di solito quando non esercita potere legis.)

elezione di 1/3 della Corte Costituzionale (art 135)

 elezione del PdR (arto 83) Potere elettorale

 elezione di 1/3 del CSM

 giuramento del PdR (art 91)

 per la messa in stato di accusa del PdR

FORMAZIONE

Salvo lo scioglimento anticipato di una delle due camera il principio generale è che, secondo il

sistema di bicameralismo perfetto camera e senato vengono formate e di sciolte nello stesso

momento.

ARTICOLO 60 COMMA 1

: la Camera e il Senato sono eletti per 5 anni.

Legislatura = periodo che intercorre tra la prima seduta delle camere, fino al giorno del loro

scioglimento naturale o lo scioglimento anticipato ad opera del PdR.

ARTICOLO 61

: le elezioni (comizi elettorali) delle nuove Camere, devono tenersi entro 70 giorni

dalla fine della precedenti.

Attraverso il Decreto di Induzione delle elezioni, viene fissata la data delle elezioni, che devono

tenersi, appunto, entro 70 giorni dalla data dello scioglimento delle precedenti.

Nello stesso decreto è anche fissata la data della prima riunione delle nuove Camere, che deve

tenersi entro 20 giorni dalle elezioni.

PROBLEMA. Nel periodo che intercorre tra lo scioglimento e la formazione (prima riunione) delle

nuove camere → prorogatio ** (diverso dalla proroga).

ARTICOLO 60 COMMA 2

: le funzioni delle camere precedenti non possono essere prorogate,

se non con legge e solo in caso di guerra.

La proroga = istituto di carattere eccezionale che aumenta la durata dell'esercizio pieno dei poteri

previsti in via ordinaria. È necessario un atto, in questo caso è la legge.

ARTICOLO 61 COMMA 2

** : fino a quando non sono riunite nuove camere, sono prorogati i

poteri delle precedenti non è necessario un atto specifico è un effetto automatico = in questo

periodo però, il Parlamento non può adottare ogni atto, ma solo atti che hanno necessità di

essere approvati/adottati in tempo utile.

Esempio: conversione del decreto legge.


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Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Valecomastri94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Senzani Daniele.

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