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DIRITTO AMMINISTRATIVO

CAPITOLO 1 – FONTI DEL DIRITTO

è ogni fatto o atto idoneo a produrre diritto nell’ordinamento giuridico una norma

FONTE DEL DIRITTO:

giuridica.

La presenza nell’ambito di uno stesso ordinamento di una pluralità di fonti che di continuo si evolvono e si

sovrappongono presuppone lo studio e la conoscenza delle fonti dl diritto e delle possibili antinomie che

possono crearsi tra le stesse.

atti o fatti che innovano il diritto oggettivo

FONTI DI PRODUZIONE: atti che disciplinano i procedimenti formativi delle fonti di produzione

FONTI SULLA PRODUZIONE:

atti che aiutano la conoscenza delle norme create dalle fonti.

FONTI DI COGNIZIONE:

- come mezzi di conoscenza privilegiata tra cui annoveriamo: Gazzetta Ufficiale della

UFFICIALI:

Repubblica Italiana, bollettini ufficiali della regione, Gazzetta ufficiale dell’UE, raccolta degli atti

normativi, testi unici compilativi

- mezzi di conoscenza promanati da pubbliche autorità

NON UFFICIALI:

fonti scritte e contegno una manifestazione di volontà

FONTE ATTO: non scritte. Comportamenti umani (consuetudine)

FONTE FATTO: a seconda se le norme giuridiche si formano all’interno dello stato italiano o da

FONTI INTERNE ED ESTERNE

organi esterni allo Stato italiano.

ANTINOMIE: contrasti tra le norme, si applicano i seguenti criteri:

si applica a norme di pari grado, effetti: abrogazione espressa, tacita o implicita

CRITERIO CRONOLOGICO:

della norma più antica che opera solo per il futuro, ex nune(cessazione dell’efficacia)

norme di diverso grado, effetti: annullamento dell’atto impugnato innanzi al giudice

CRITERIO GERARCHICO:

con efficacia retroattiva ex tune limitata

in rapporto di genere, effetti: deroga alla norma a seconda della scelta

CRITERIO DI SPECIALITA’:

dell’interprete con effetto ex nune, che pur se non applicata al caso concreto rimane valida ed efficace. In

alcuni casi è però proprio il legislatore a decidere la prevalenza di una norma speciale.

LA FONTE SECONDARIA è SERVENTE, STRUMENTALE E FUNZIONALE VERSO LA FONTE PRIMARIA .

1. Le fonti costituzionali: LA COSTITUZIONE E LE LEGGI COSTITUZIONALI

È la legge fondamentale dello Stato italiano ed è al vertice nella gerarchia delle fonti di diritto è:

scritta, rigida, votata, democratica (1948). È composta da 139 articoli 4 sezioni. Principi fondamentali

(art. 1-12) Parte Prima: diritti e doveri dei cittadini (art. 13-54) Parte seconda: ordinamento della

Repubblica (art. 55-139) Disposizione transitorie e finali (disposizioni I-XVIII).

- Principio di legalità: esprime l’esigenza che l’attività dei pubblici poteri trovi il proprio fondamento

nella legge e che l’agere della PA sia svolto in conformità alla legge.

- Principio di imparzialità: art. 97 Cost. esprime l’equidistanza dai soggetti con cui la PA entra in

rapporto.

- Principio di buon andamento: esprime l’esigenza che la PA agisca efficientemente, efficacemente,

rapidamente creando minor danno ai destinatari.

- Autonomia e decentramento: art.5

- Principio di sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza e leale collaborazione: regolano il

conferimento delle funzioni amministrative.

2. FONTI PRIMARIE:

si distinguono leggi ordinarie del Parlamento che disciplinano materie riservate allo Stato

Le leggi:

ex art. 117 della costituzione, Leggi Regionali e Leggi della Provincia di Treno e Bolzano.

sono espressione del potere normativo del Governo sono limitati nel tempo

I Decreti legge:

(60giorni) che se non convertiti in Legge decadono del tutto.

sono espressione del potere legislativo del Governo emanati in base a leggi

I decreti legislativi:

delega del Palamento

3. FONTI SECONDARIE:

atto formalmente amministrativo (emanato da organi del potere esecutivo), ma

Regolamenti:

sostanzialmente normativo (astrattezza, generalità, innovatività). È fonte del diritto

Non può mai contrastare con la costituzione, no contrasto con fonti comunitarie, no principio di

irretroattività, no sanzioni penali.

sono fonti del diritto (carattere normativo) impongono ordini e possono anche creare

Ordinanze:

obblighi o divieti, non sono definite dal legislatore è un concetto ampio che varia anche dal punto di

vista del soggetto che le emana:

lo statuto di un ente locale tende a dare le linee fondamentali che l’Ente

Statuti degli Enti Pubblici:

deve seguire nell’esercizio dell’attività amministrativa e molto discussa è la loro qualificazione e

collocazione nella gerarchia delle fonti

4. fonte non scritta: reiterazione di un determinato comportamento, obbligatorio

CONSUETUDINE

ripetizione di atti volontari

USI: insieme dei comportamenti della PA ma non è fonte del diritto

PRASSI AMMINISTRATIVA:

non sono fonti del diritto ma norme interne

CIRCOLARI (EUROPEO): disciplinano i rapporti fra UE e singolo stato membro e fra

DIRITTO AMM. VO COMUNITARIO

cittadino e Stato membro avendo le norme di diritto comunitario un effetto diretto e anche una primazia

rispetto alle norme di diritto interno

1 . : diritto originario i trattati della comunità europea

fonti di primo grado

2. diritto derivato: regolamenti, direttive, decisioni, raccomandazioni e pareri

fonti di secondo grado:

è un atto legislativo non direttamente applicabile che vincola lo Stato o gli stati membri su un

DIRETTIVA:

obiettivo che devono realizzare ma ciascun paese può però decidere come procedere in riferimento alla

forma o ai mezzi idonei a conseguirlo (obbligo di risultato)

portata individuale e sono obbligatorie in tutti i loro elementi

DECISIONI: esortazioni a compiere determinati atti

RACCOMANDAZIONI:

espressioni di un opinione da parte della comunità europea.

PARERTI:

CAPITOLO 2 – GLI ENTI PUBBLICI E L’ESERCIZIO PRIVATO DELLE PUBBLICHE FUNIZIONI

PLURALISMO AMMINISTRATIVO.

Molteplicità delle organizzazioni pubbliche:Formali: il legislatore regolamenta espressamente la vita di questi

enti , necessarie: l’ente pubblico deve esistere per curare gli interessi generali della comunità, indisponibili:

solo il legislatore ne puo disporre.

Le organizzazioni pubbliche, a differenza di quelle private, sono costituite per legge per il perseguimento di

interessi a carattere collettivo. sono plurimi gli interessi pubblici primari affidati agli enti.(3 modi)

PLURALISMO ORGANIZZATIVO:

1. Pluralismo organizzativo dei pubblici poteri, accanto allo Stato vi sono organizzazioni chiamate ad

esprimere un indirizzo politico

2. Pluralismo dell’organizzazione statale, all’interno dello stato

3. Pluralismo organizzativo degli enti pubblici

Ente pubblico: applicazione di norme e principi (legalità. Imparzialità, economicità)

- Previsto dalla legge: “nessun nuovo ente pubblico può essere costituito se non per legge”

- Persegue un fine pubblico

- Gestione da parte dello stato

- Utilizza denaro pubblico

- Teorie oggettive: interesse perseguito dal soggetto (interesse pubblico)e soggettive: collegamento

con il potere pubblico (vigilanza e controllo a favore dello stato)

Conseguenze:

- Diminuzione della capacità (indisponibilità della propria esistenza)

- Posizioni di privilegio: sottraggono l’ente al’applicazione di determinate norme di diritto comune

Ente pubblico economico (impresa ente pubblico):

- Personalità giuridica

- Proprio capitale

- Propria struttura organizzativa

- Senza poteri

- Non sottratto al regime fallimentare

Ente pubblico non economico:

- Fini pubblici

- Titolarità di poteri autoritativi

- Contributi pubblici

- Controllo poteri pubblici

- sottratto al regime fallimentare

CAPITOLO 3 – PRINCIPIO DI TRASPARENZA

Quando si parla del principio di trasparenza nel diritto amministrativo si fa riferimento a quel principio che

da contenuto al rapporto tra PA e privato, da sempre sbilanciato, in favore della PA tendente alla

parificazione.

L’eterno problema del legislatore è creare un equilibrio tra segretezza e accessibilità.

riguarda i rapporti tra PA e privati.

TRASP. ORIZZONTALE:

intercorre tra due PA in rapporto di gerarchia.

TRASP. VERTICALE: i documenti amministrativi erano tendenzialmente SEGRETI. L’art. 15 del DPR n.3 del

ANTE LEGGE 241/90

1957 rubricato “segreto d’ufficio”, disponeva che “ L’impiegato deve mantenere il segreto d’ufficio”. Non vi

era un bilanciamento con l’esigenza del privato che richiedeva l’accesso. In prima linea c’erano l’esigenze

della PA.

Il Formalismo del sistema amministrativo portava ad affermare che:

- La PA non sbaglia, presunzione di legittimità dell’atto amministrativo;

- Alla PA non potevano le norme in materia di responsabilità precontrattuale

- La PA è istituzionalmente pensata per raggiungere pubblici obiettivi, quindi non poteva che essere

corretta (inapplicabilità delle norme sulla nullità delle clausole vessatorie)

- Di riflesso il giudizio amministrativo era tutto proteso sull’atto sul provvedimento amministrativo

non sul rapporto.

Questa segretezza violava il diritto di difesa ex art. 24, e art. 97 norma precettiva.

POST LEGGE 241/90

- Motivazione del provvedimento

- La comunicazione di avvio del procedimento amministrativo

- Il preavviso di rigetto

- Diritto di accesso ai documenti amministrativi

OBIETTIVO dell’introduzione del diritto di accesso ai documenti amministrativi i possesso della PA; rendere

concreta l’applicazione del principio di trasparenza; dai limiti al diritto di accesso non sembra questa

l’intenzione del legislatore. Dare armi al privato per difendersi meglio.

Art. 22 solo gli interessati possono accedere al documento in possesso dalla PA,

Art. 21 non annullabilità del provvedimento qualora violi norme sulla trasparenza.

la PA deve rendere pubblici gli atti a tutti.

TRASPARENZA PURA:

è di diritto soggettivo quando si chiede l’accesso a dati ordinari, perché la PA non ha

TEORIA MISTA

discrezionalità, l’atto è vincolato; mentre quando il diritto d’accesso incontra il diritto alla riservate alla

diventa interesse legittimo, perché passa attraverso la mediazione del provvedimento amministrativo

da diritto di accedere agli atti, alle delibere dell’ente di riferimento per

Accesso dei consiglieri comunali:

finalità pubblicistiche, senza motivazione, Il Consigliere comunale è il rappresentante della comunità dei

cittadini e il diritto di accesso è uno strumento che il legislatore utilizza per rendere l’azione amministrativa

trasparente pubblica indipendente da ragioni difensive e private. La richiesta non deve essere motivata, e

solo per interessi pubblici (no privati: accesso ordinario ai documenti amministrativi)

chiunque, non deve essere motivata la richiesta, documenti e/o

Accesso in materia ambientale:

informazioni. Interesse serio concreto ed attuale.

richiesta negata solo se la richiesta va ad un ufficio diverso. Infondata o generica. Pregiudizievole

Limitazioni:

per l’attività pubblica.

La PA nega l’informazione il cittadino ha diritto di essere informato del rifiuto entro 30 gg dalla presentazione

della richiesta, dalle motivazioni , dalla possibilità di ricorrere.

tale tipo di accesso nella struttura non si distingue

Accesso nelle autorità amministrative indipendenti:

molto dall’accesso ai documenti amministrativi. Peculiarità: abbiamo sempre a che fare con diritti

costituzionalmente cautelati. Le autorità si inseriscono nei settori sensibili (concorrenza, mercato,

informazione) in cui vengono in rilievo diritti costituzionalmente tutelati. La Legge 241/90 rinvia ai singoli

regolamenti dettati dalle Autorità in materia di accesso ai propri documenti.

accessibilità totale senza alcun limite, informazioni e documenti. Scatta quando la PA non

ACCESSO CIVICO:

ha ottemperato all’obbligo di pubblicazione delle informazioni sui siti internet.

1- L’obbligo di pubblicità preesiste e prescinde dalla richiesta dell’interessato,

2- La richiesta puo essere avanzata da chiunque e senza motivazione

3- Garantire forme di controllo pubblico, utilizzare il privato come strumento di controllo;

LA trasparenza viene utilizzata nn come strumento per garantire l’interesse del privato, ma secondo il suo

significato come valore irrinunciabile in se. Si prevede l’accessibilità totale di tutte le informazioni concernenti

l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni non c’è il limite del documento preesistente e

l’obiettivo è dichiarato: controllare la PA questo è il senso della riforma.

D.lgs 33 del 2013 trasparenza assoluta

Diritto pubblico, espressione di azione popolare. (vedi capitolo3 pag 28)

Giurisdizione amministrativa soggettiva: il Giudice Amministrativo si scomoda solo se può tutelare una

determinata posizione giuridica soggettiva.

Giurisdizione amministrativa oggettiva: il legislatore utilizza prima il privato, poi il giudice per imporre alla PA

la pubblicazione delle informazioni.

CAPITOLO 4 – L’ATTIVITA’ AMMINISTRATIVA

di tutte le attività poste in essere da una pubblica amministrazione, nell’esercizio della propria

Complesso

funzione, a cura degli interessi pubblici ad essa affidati. È una attività vincolata nel fine, la PA è tenuta a

perseguire quel determinato fine pubblico alla cui cura essa è preposta.

e caratterizzata da una discrezionalità più limitata rispetto a quella che

La discrezionalità amministrativa

contrassegna la funzione politica, la quale incontra l’unico limite delle previsioni costituzionali, infatti la

funzione amministrativa deve essere svolta non solo nel rispetto dei principi costituzionali, ma anche in

armonia con la legge ordinaria e gli atti equiparati, e nell’esercizio di tale funzione i soggetti pubblici emanano

gli atti amministrativi.

viene realizzata attraverso atti politici o di governo che per loro natura sono gli atti di

La funzione politica

suprema direzione dello Stato, liberi nel fine e non assimilabili alla categoria degli atti amministrativi.

L’attività amministrativa nel perseguire il suo fine istituzionale incontra e I primo

limiti positivi limiti negativi.

sono diretti al mantenimento dell’attività stessa nell’ambito dei fini pubblici che l’amministrazione deve

perseguire. I secondi sono quelli volti a conservare l’attività stessa nei limiti della liceità. Possono essere fissati

in modo preciso e puntuale ovvero in maniera più elastica così da lasciare alla PA un certo ambito di

valutazione. Nel primo caso l’attività dell’amministrazione si dice vincolata nella seconda discrezionale. Tale

distinzione si coglie sul piano del diverso rapporto che corre tra la legge e azione amministrativa.

Quando è lasciato all’amministrazione il compito di specificarne la portata e di integrarne le lacune a livello

operativo, conferendole un certo margine di apprezzamento e di scelta, l’attività dell’amministrazione è

discrezionale, ciò si verifica allorché il settore di interferenza amministrativa sia coperto da una riserva

relativa di legge. La facoltà di scelta in cui si estrinseca la scelta discrezionale può concernere l’anno (se

emanare o meno il provvedimento) il quid (qual contenuto darvi) il quomodo (con quale forma e

procedimento e metterlo).

L’attività della PA pur essendo assolutamente discrezionale si muove in confini ben circoscritti dalla legge,

per cui non può essere accostata ad un’attività completamente libera, La Legge prevede infatti due limiti

sempre immanenti alla sua attività il Qualora

fine pubblico da perseguire e la causa giustificativa del potere.

questi due limiti non siano previsti neppure in via implicita dalla legge, l’attività non è amministrativa ma

politica caratterizzata cioè della assoluta libertà dai fini pubblici da perseguire. La dottrina tradizionale

definisce la come la facoltà di scelta fra più componenti giuridicamente leciti per il

discrezionalità

soddisfacimento dell’interesse pubblico fissato dal legislatore e per il perseguimento di un fine rispondente

alla causa del potere esercitato.

Un'altra dottrina autorevole parla di ponderazione comparativa di piu interessi secondari in ordine ad un

interesse primario, enucleando e distinguendo il momento del giudizio, che si concreta nell’individuazione e

nell’analisi dei fatti e degli interessi sulla base di una istruttoria per la e il momento della

decisione volontà

che si caratterizza viceversa nella scelta degli interessi prioritari.

E importate sottolineare che la sussistenza dei limiti che caratterizza l’esercizio dell’attività amministrativa

discrezionale consente altresì di distinguere la discrezionalità amministrativa dell’autonomia negoziale.

(libertà di auto regolamentazione dell’assetto di interessi senza che l’ordinamento dia rilevanza ai fini che i

privati intendono perseguire, imponendo loro solo limiti esterni di meritevolezza sociale e liceità è esercizio

di un potere che in quanto conferito per il perseguimento di uno specifico interesse predeterminato dal

legislatore si caratterizza come funzionale.

per i suoi aspetti propriamente pubblicistici si pone a stretto rapporto con il principio di

La discrezionalità

procedimentalizzazione dell’attività amministrativa. L’interessa pubblico affidato alla cura della PA in base

alla norma attributiva del potere non esiste mai solitario ma convive configgendo o armonizzandosi con altri

interessi pubblici o privati. La stessa presenza di interessi secondari da tenere in debito conto nella scelta

discrezionale fa si che la cd massimizzazione nell’interesse primario con totale sacrificio di quelli secondari

resta possibile solo in presenza di eventi straordinari quali quelli che mettendo a repentaglio la pubblica

incolumità o diritti fondamentali della persona esigono l’adozione di atti d’urgenza.

L’amministrazione dovrebbe tendere al una scelta che miri al contemperamento dell’interesse primario con

quelli secondari. In tal senso è la stessa giurisprudenza quando afferma che il potere discrezionale va sempre

esercitato in modo da ottenere la soddisfazione dell’interesse pubblico con il minor sacrificio possibile di

quello privato. A garantire la correttezza della scelta comparativa è predisposto i meccanismo di

procedimentalizazione dell’attività amm. Non solo con la previsione di puntuali prescrizione attinenti ai modi

di acquisire e ordinare gli interessi, ma anche di quegli strumenti volti ad assicurare la partecipare dei soggetti

pubblici e privati che ne siano portatori.

si concreta nell’individuazione e nell’analisi dei fatti e degli interessi primari e secondari, sulla base

Il giudizio

di un istruttoria da condurre alla stregua dei principi sanciti dalla Legge 241/90.

è il momento in cui l’amm.zione alla luce delle risultanze del giudizio, mediante il quale ha

La volontà/scelta

fissato una mappa degli interessi rilevanti adotta la soluzione che ritiene più opportuna e conveniente per il

miglior perseguimento del fine pubblico primari. Tale scelta deve essere effettuata sempre nel’ottica del

principio di legalità e nel rispetto dei principi di imparzialità e di ragionevolezza.

Il mancato rispetto di questi paramenti oltre che la mancata considerazione degli interessi dei soggetti

coinvolti dall’azione amministrativa comporta l’illegittimità dell’atto sotto il profilo dell’eccesso di potere.

si intende fare riferimento al tipo di valutazione che la pa compie quando per

Discrezionalità tecnica:

procedere all’esame dei fatti o di situazioni rilevanti per l’azione amministrativa è necessario ricorrere a

cognizioni tecniche e scientifiche di carattere specialistico. Si esaurisce nel momento del giudizio. Attività

insindacabile. Deve avvenire in ossequio alle regole che attendono alla leggitimità amm.

si è soliti a fare riferimento a quelle ipotesi in cui la pa dispone allo stesso tempo di

Discrezionalità mista:

discrezionalità tecnica e amministrativa. In tal caso effettuata la verifica tecnica, l’autorità procedente non è

vincolata all’atto da adottare, ma ha il potere di scegliere l’atto più idoneo alla cura dell’interesse pubblico.

è stato collocato in contrapposizione a quello di legittimità. Secondo tale

Merito amministrativo:

impostazione il merito esprimerebbe la conformità della scelta discrezionale alle regole non giuridiche di

buona amministrazione, intese ad assicurare l’efficienza e l’economicità dell’azione della pubblica

amministrazione. Insindacabile.

CAPITOLO 5 – PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

È l’insieme di una pluralità di atti, coordinanti a raggiungere un determinato risultato. Legge 69/2009.

LA legge 241/90 in armonia con la Cost. disciplina il procedimento amministrativo dettando regole generali

ispirano ai seguenti principi:

a) Il principio del giusto procedimento garantendo il diritto di partecipazione degli interessati consacra

la dialettica interessi pubblici e privati tendendo alla composizione dei rapporti concreti.

b) Il principio di trasparenza che prevede il carattere obbligatorio della motivazione del provvedimento

amministrativo e l’obbligo di identificare preventivamente l’ufficio e il dipendente responsabile del

procedimento e il diritto dei cittadini interessati di accedere ai documenti amministrativi.

c) Il principio di semplificazione che introduce alcuni istituiti diretti a snellire e rendere più celere

l‘azione amministrativa.

Regole fondamentali dettate dal capo I della L 241/90

- Economicità, efficienza, pubblicità e trasparenza: l’enunciazione di questi criteri è la dimostrazione

di come il legislatore abbia inteso modellare l’azione amministrativa secondo principi efficientistici e

manageriali tipici delle imprese private.

- Divieto di aggravamento del procedimento secondo tale regola la pa non può aggravare il

procedimento se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento

dell’istruttoria.

- Obbligo di conclusione esplicita del procedimento la PA ha il dovere di concludere il procedimento

con l’adozione di un provvedimento finale espresso sia quando il procedimento consegua ad una

istanza sia quando debba essere iniziato d’ufficio

- obbligo generale di motivazione del provvedimento amministrativo l’introduzione dell’obbligatorietà

della motivazione consente di ritenere che il provvedimento immotivato sia viziato per violazione di

legge e non più come in precedenza per eccesso di potere.

I nuovi principi della L 15/05

Il legislatore con la legge n. 15 del 2005 integra i principi generali dell’azione amministrativa con il principio

di leale cooperazione istituzionale utilizzato nei rapporti fra i diversi soggetti pubblici al di la dei rapporti fra

i diversi livelli governativi come previsto a seguito della riforma di legge cost 3/01. Viene inoltre sancito il

principio generale secondo il quale le amministrazioni pubbliche salvo che a legge non disponga

diversamente agiscono secondo il diritto privato e quindi anche servendosi di moduli negoziali per la

realizzazione dei propri compiti istituzionali cioè per la cura completa degli interessi pubblici a queste affidati

dalla legge. Il nuovo art. 21 sexies della l 241/90 prevede che il recesso unilaterale dai contratti da parte della

pa sia ammesso nei soli casi previsti dalla legge o dal contratto. La disposizione è volta ad estendere all’attività

negoziale dell’amministrazione il principio di stabilità degli obblighi contrattuali per salvaguardare

l’affidamento dei terzi che stipulano contatti con la pa e assicurare in tale modo l’affidabilità del contraente

pubblico. Infine viene previsto il principio dell’informatizzazione dell’attività amministrativa laddove si

dispone il dovere delle pubbliche amministrazioni di incentivare l’uso della telematica sia nei rapporti interni

tra le diverse amministrazioni sia tra queste e privati.

I TERMINI DI CONCLUSIONE DEL PROCEIMENTO AMMINISTRATIVO.

L’art. 7 della l. n.69/09 ha completamente riformulato l’art. 2 della l 241/90 dettando una nuova disciplina

per quanto concerne i termini per la conclusione del procedimento. Il legislatore ha reintrodotto il termine

generale di 30 giorni per la conclusione del procedimento. In particolare la normativa prevede un termine

generale di 30 giorni che può essere portato a 90 giorni per le amministrazioni statali e gli enti pubblici

nazionali e sempre in relazione a tali soggetti in determinati casi può arrivare ad un massimo di 180 giorni

previa adozione di un regolamento ad hoc.

La disciplina dei tempi del procedimento così come articolata dal legislatore non si applica ai procedimenti di

verifica o autorizzativi concernenti i beni storici, architettonico, culturali ecc per i quali restano fermi i termini

di cui al dlgs n. 42/04 allo stesso modo restano ferme le disposizioni di legge e di regolamento vigenti in

materia ambientale. I termini potranno essere sospesi

Sospensione dei termini di conclusione nel procedimento amministrativo.

una solo volta e per un periodo non superiore a 30 giorni quando si necessario acquisire informazioni o

certificazioni relative a fatti, stati, qualità non attestati in documenti già in possesso dell’amministrazione

stessa o non direttamente acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni.

LA RESPONSABILITA’ DIRIGENZIALE E LA TUTELA DEL CITTADINO PER LA MANCATA CONCLUSIONE DEL

il legislatore con la L 69/2009 ha art. 2 L 241/90 una specifica disposizione

PROCEDIMENTO NEI TERMINI:

destinata a incidere sull’efficienza della pubblica amministrazione. Infatti il nuovo comma 9 della L 241/90

prevede che la mancata conclusione del procedimento nei termini costituisce elemento di valutazione della

responsabilità dirigenziale. Il rispetto dei tempi stabiliti per l’adozione del provvedimento finale assurge ad

elemento di valutazione dei dirigenti, sia in senso premiale in un ottica meritocratica che in senso

sanzionatorio ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato. La disciplina contenuta

La tutela del cittadino danneggiato dall’inerzia della pubblica amministrazione.

nell’art. 2 L 241/90 che prevedeva il ricorso giurisdizionale contro il silenzio dell’amministrazione

inadempiente, oggi è confluita nell’art. 31 dlgs 104/2010 recante il codice del processo amministrativo che

prevede che decorsi i termini per la conclusione del procedimento che vi ha interesse puo chiedere

l’accertamento dell’obbligo della PA di provvedere. L’azione può essere proposta “fintanto che perdura

l’inadempimento e comunque non oltre un anno dalla scadenza dei termini di conclusione del

procedimento”. Una

LA NUOVA AZIONE DI RISARCIMENTO DANNI PER IL RITARDO DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO.

delle novità più rilevanti introdotte dalla L 69/09 è quella di aver previsto in capo alla pa una responsabilità

per l’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento. L’art. 2 L 241/90 prevede

l’obbligo di risarcimento a carico della Pa e dei soggetti privati preposti all’esercizio di attività amministrative,

del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa dei termini di conclusione

del procedimento amministravo. L’azione risarcitoria, disciplinata dall’art 30 del cpa è sottoposta al termine

decadenziale di 120 giorni che non inizia a decorrere fino a quando perdura l’inadempimento. In altri termini

in caso di mancato rispetto del termine di 30 giorni il cittadino puo agire per ottenere il risarcimento dei

danni. capo III L 241/90. Consente la soddisfazione dei criteri informatori

La partecipazione al procedimento:

dell’azione della pa: (i destinatari dell’azione amministrativa ne hanno conoscenza e possono

trasparenza

orientarla), (in quanto si deflazione il contenzioso, evitando i relativi sforzi e perdite di tempo),

economicità

(perché ne deriva una più spiccata capacita di conseguire gli obiettivi pubblici, meglio chiariti grazie

efficacia

ai contributi del privato)

FASI DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO:

la quale la PA intraprende il procedimento, è la fase diretta ad accertare i

1. FASE DI INIZIATIVA:con

presupposti dell’atto da emanare. Si possono avere procedimenti ad iniziativa privata oppure

d’ufficio. 3 obblighi da parte dalla PA 1. La previsione di un termine di conclusione dell’iter 2.

Individuazione del responsabile del procedimento 3 .la comunicazione dell’avvio al procedimento.

con la quale si acquisiscono e si valutano i singoli dati rilevanti ai fini

2. FASE ISTRUTTORIA:

dell’emanazione dell’atto.

si determina il contenuto dell’atto da adottare e si provvede alla formazione ed alla

3. FASE DECISORIA:

emanazione dello stesso. Al termine di questa fase l’atto è perfetto ma non è ancora efficace.

è un momento solo eventuale che ricorre nelle solo ipotesi in

4. FASE INTEGRATIVA DELL’EFFICACIA:

cui sia la legge a non ritenere sufficiente la perfezione dell’atto, richiedendo il compimento di atti

istruttori e successivi atti od operazioni.

GLI ISTITUTI ATTUATIVI DELLA PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO

- comunicazione di avvio del procedimento: devono essere indicati l’amministrazione competente,

l’oggetto del procedimento promosso, l’ufficio e la persona responsabile del procedimento, la data

entro la quale deve concludersi il procedimento e i rimedi esperibili in caso di inerzia

dell’amministrazione e nei procedimenti ad iniziativa di aprte, la data di presentazione della relativa

istanza, l’ufficio in cui si puo prendere visione degli atti.

- diritti di intervento e di partecipazione qualunque soggetto puo portare interessi diffusi.

- della comunicazione dei motivi ostativi dell’accoglimento dell’istanza

- degli accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento si applicano i principi e non gli accordi del CC

tutela indennitaria.

- della predeterminazione dei criteri per l’attuazione dei vantaggi economici la concessione di qualsiasi

vantaggio economico e subordinata alla predeterminazione e pubblicazione da parte della pa

competente dei criteri e delle modalità con cui la stessa deve attenersi. La violazione di tali criteri

determina l’illegittimità dell’atto per violazione di legge.

CAPITOLO 6 - PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

cooperazione tra le pa. istruttoria e decisoria.

La conferenza dei servizi

Iniziativa - istruttoria - decisoria - integrativa dell’efficacia vedere capitolo 6 pag9 in poi

soggetto in rappresentanza dalla pa che interagisce con il privato CAPO II

Responsabile del procedimento:

della legge 241/90, responsabilità penale, civile e amministrativa.

CAPITOLO 7 – ATTO AMMINISTRATIVO

La dottrina più recente ricostruisce la tematica dell’atto amministrativo in base alle due tendenze principali

cui si ispira la moderna attività amministrativa: a)la che si concretizza nel provvedimento

funzionalizzazione

amministrativo caratterizzato dalla manifestazione di volizione e dalla imperatività. Quest’ultima costituisce

l’idoneità del provvedimento efficace anche se invalido a produrre unilateralmente la costruzione

modificazione o estinzione di situazioni giuridiche indipendentemente dalla volontà dei destinatari. B) la

uno degli schemi principali attraverso cui si esplica ‘attività amministrativa, solo

procedimentalizzazione

raramente la pubblica amministrazione persegue i sui fini con l’emanazione di un singolo atto o di atti isolati

utilizzando invece una serie di atti tra loro concatenati coordinati, finalizzati all’emanazione di un atto finale:

il provvedimento espressione concreta della funzione amministrativa.

quelli che precedono i provvedimento amministrativo e lo preparano

Sono atti (o meri atti) amministrativi

così come quelli che lo seguono in funzione integrativa dell’efficacia. Il coincide invece con

provvedimento

la decisione rispetto ad essa gli atti del procedimento hanno una funzione preparatoria servente o ausiliaria.

Da quanto sopra detto possiamo distinguere il genus dell’atto amministrativo della species più rilevante del

provvedimento.

Elementi costitutivi dell’atto amministrativo sono:

- Il soggetto: l’autore dell’atto che deve essere una PA

- L’oggetto corrisponde al termine passivo dell’atto e cioè al destinatario e /o al bene nei cui confronti

esso opera.

- La forma è la veste giuridico-formale con cui l’atto, passando attraverso la procedura della sua

formazione così come predisposta dall’ordinamento, si manifesta.

- Il contenuto rappresenta la parte propriamente percettiva dell’atto e cioè il suo dispositivo e dunque

quel che l’atto realizza nel mondo giuridico.

- La finalità consiste nell’interesse pubblico specifico fissato da una fonte dell’ordinamento che l’atto

deve realizzare in concreto

In relazione alla natura dell’attività esercitata si distinguono:

- diretta a soddisfare immediatamente gli interessi propri della pubblica

Atti di amministrazione attiva:

amministrazione (provvedimenti)

- tendenti a consigliare, illuminare, mediante consigli tecnici,

Atti di amministrazione consultiva:

giuridici o economici, gli organi di amministrazione attiva (tali sono i pareri)

- diretti a sindacare sotto il profilo della legittimità o del merito,

Atti di amministrazione di controllo

l’operato dell’amministrazione attiva (controlli).

di cui sono manifestazione di volontà distinguono:

In relazione all’elemento psichico,

a) Atti consistenti in manifestazioni di volontà

b) Atti consistenti in manifestazioni di conoscenza

c) Atti consistenti in manifestazioni giudizio

d) Atti consistenti in manifestazioni natura mista

si distinguono:

In relazione alla discrezionalità

a) quando la norma dopo aver determinato l’interesse pubblico che si intende

Atti discrezionali:

perseguire con l’atto amministrativo, lascia all’amministrazione un margine di manovra rispetto ai

modi o ai tempi, ai mezzi o ai contenuti

b) sono atti con cui la pubblica amministrazione non ha alcun margine di manovra; anzi

Atti vincolati:

essa è obbligata ad intervenire nei modi previsti dalla legge, senza alcuna valutazione dell’interesse

pubblico e di quello dei privati che sono coinvolti dall’atto amministrativo.

l’atto amministrativo può essere ampliativo o restrittivo della sfera giuridica

Sotto il profilo degli effetti

altrui; inoltre può ulteriormente distinguersi tra gli che creano modificano o estinguono un

atti costitutivi

rapporto giuridico preesistente e gli che accertano una determinata situazione senza influire

atti dichiarativi

su di essa l’atto amm.vo puo essere particolare cioè destinato ad un unico soggetto

Sotto il profilo dei destinatari,

collettivo cioè destinato ad una pluralità individuata di soggetti che a loro volta possono essere:

a) formalmente unici, ma scindibili in tanti provvedimenti quanti sono i destinatari (si pensi

Atti plurimi:

al decreto con cui vengono nominati i vincitori di un concorso) i singoli atti sono fra loro indipendenti

e l’annullamento di uno di essi non travolge anche gli altri;

b) con essi la pubblica amministrazione manifesta la propria volontà unitariamente ad

Atti collettivi:

inscindibilmente verso un complesso di individui unitariamente considerati (l’ordine di scioglimento

di un consiglio comunale) dalla natura di atto unitario consegue che ogni vizio inficia l’atto nella sua

totalità.

c) sono quelli destinati ad una pluralità nn predeterminabile a priori di soggetti ma

Atti generali:

determinabili in un momento successivo, e cioè al momento della loro esecuzione (bandi di concorso)

regolamenti?

sono definiti atti amministrativi generali a contenuto normativo. Caratteri: 1) intesa

I regolamenti generalità

come indeterminabilità dei destinatari e quindi idoneità di ripetizione nell’applicazione della norma. 2)

intesa come capacità di regolare una serie indefinita di casi 3) l‘innovatività intesa come

l’astrattezza,

capacità a concorrere a costruire o ad innovare l’ordinamento giuridico ossia ad immettere nuove norme nel

tessuto ornamentale.

presuppone un interesse concreto e attuale di chi la propone. Il regolamento essendo

L’impugnativa

caratterizzato dall’astrattezza e generalità di norma esso non sarà in grado di incidere direttamente sulla

situazioni soggettive dei destinatari ne di far nascere l’interesse alla sua impugnazione.

Il regolamento necessita di un successivo provvedimento di attuazione, doppia impugnativa (sia il

regolamento che il provvedimento di attuazione)

manifestazione di volontà, si distinguono dai provvedimenti perché non hanno un contenuto

Atti paritetici,

imperativo e cioè non sono in grato di imporre modificazioni nella sfera giuridica dei destinatari. In questo

caso la pubblica amministrazione che è tenuta tassativamente per legge ad un comportamento nei confronti

degli altri soggetti in relazione ad un dato rapporto di diritto pubblico di natura patrimoniale conserva

comunque il potere di far luogo esse stessa in maniera unilaterale alla definizione del rapporto che si instaura

con tali soggetti e quindi alla determinazione dell’entità dei proprio obblighi e dei corrispettivi altrui. Tipici

esempi sono la determinazione dello stipendio e la determinazione della indennità di espropriazione.

volti alla formulazione ed attuazione delle scelte mediante le quali si individuano i fini che o stato

Atti politici:

in armonia con le previsioni della Costituzione intende perseguire in un dato momento storico. Ne consegue

che la la quale consiste fra l’altro di operare in via

caratteristica fondamentale di tali atti è la liberta dal fine

immediata la distinzione della categoria degli atti amministrativi. Gli atti politici costituiscono un numerus

clausus in quanto inammissibili al di fuori delle previsioni esplicitamente o implicitamente operate dalla

costituzione a riguardo. costituiscono una species del più ampio genus degli atti amministrativi, dai quali

Atti di alta amministrazione:

recano i caratteri formali e sostanziali. Questi atti rappresentano il primo grado di attuazione dell’indirizzo

politico nel campo amministrativo, i quali

sono atti di suprema direzione della pubblica amministrazione

segnano il raccordo tra la funzione di governo che è espressione dello stato comunità e la funzione

amministrativa che è l’espressione dello stato soggetto e che essi realizzano al più alto livello.

concerne la fisionomia giuridica, per identificare in concreto un atto come

Esistenza dell’atto amm.vo

amm.vo occorre aver riguardo alla sua morfologia giuridica e ai 5 elementi costitutivi dell’atto: soggetto,

La mancanza di uno di essi rende l’atto inesistente.

oggetto, forma, contenuto e finalità.

concerne la conformità dell’atto al paradigma normativo di riferimento, essa cioè sta

Categoria della validità

ad indicare la necessita che ogni elemento costitutivo sia conforme alle prescrizioni per esso stabilite dalle

fonti dell’ordinamento.

dell’atto amm.vo consiste nella sua attitudine a produrre effetti giuridici l’efficacia si lega

Efficacia

all’esistenza dell’atto e non alla sua validità. L’efficacia è istantanea. Può essere retroattiva o differita.

Esistono tre tipi di efficacia si ha riguardo agli effetti prodotti dall’atto nel costituire,

1. Costitutiva:

modificare, o estinguere situazioni giuridiche soggettive in uno o più destinatari determinati. 2. Dichiarativa:

ci si riferisce a quegli atti per i quali l’effetto che determinano concretamente si produce al momento della

loro emanazione ma non è da essi determinato. 3. Preclusiva: nei casi in cui l’emanazione dell’atto preclude

ogni eventuale contestazione in ordine ad un fatto della cui verità si dubita.

ha riguardo alla delimitazione territoriale della efficacia dell’atto. Gli atti emanati dagli organi degli

Spaziale:

enti territoriali nell’esercizio delle proprie competenze.

: istantaneo o prolungato nel tempo. Efficacia immediata e differita(momento di

Temporale

perfezionamento dell’atto).

Gli atti sottoposti a procedimenti di controllo esplicano la loro efficacia solo quando il procedimento abbia

avuto esito positivo.

Elementi accidentali dell’atto:

momento il quale l’atto inizia o cessa la sua efficacia. è diretta a subordinare al

Termine: Condizione:

verificarsi di un evento futuro ed incerto l’inizio (condizione sospensiva) o la cessazione (condizione

risolutiva) dell’efficacia dell’atto. o onere si considera non applicabile agli atti amministrativi,

Modo (modus)

viene qualificato come elemento tipico degli atti di liberalità.

Caratteri: consiste nella capacità dell’atto di determinare i suoi effetti tipici nel mondo giuridico in via

Autoritatività:

unilaterale. è la conseguenza diretta della autoritatività e sta ad indicare l’astratta idoneità dell’atto

Esecutività:

semplicemente in quanto esistente e proprio perché autoritativo a produrre gli effetti tipici suoi propri. Una

volta venuto in vita l’atto produce i suoi effetti anche se illegittimo. Consiste nella stratta idoneità dell’atto a

produrre gli effetti per esso previsti dall’ordinamento l’esecutività va tenuta distinta dalla efficacia giuridica

in senso stretto. conseguenza del principio di legalità. Tipicità gli atti sono individuati dalla legge.

Tipicità e nominatività:

Nominatività individua il nomen iuris che la norma positiva ha assegnato ad una funzione.

una volta decorsi 60 gg diventa inoppugnabile. Con il trascorrere del tempo.

Inoppugnabilità

Un atto è legittimo se è conforme alle norme che disciplinano il potere esercitato dall’autorità che lo

emana. Il vizio di merito si ha quando l’atto sarebbe conforme alle norme non sia rispondente alle regole

di buona amministrazione. assoluta: quando l’atto viene posto in essere da una autorità

Vizi di legittimità: l’incompetenza

amministrativa che appartiene ad un plesso organizzatorio diverso da quello al quale la legge ha attribuito

potere; è causa dell’inesistenza dell’atto. Relativa: quando un organo amm.vo invade la sfera di competenza

di un altro organo appartenente allo stesso settore amm.vo, atto annullabile. si verifica

L’eccesso di potere:

quando l’atto realizza in concreto un fine diverso da quello per la realizzazione del quale il potere è stato

dalla norma attribuito a quel soggetto della pubblica amministrazione, l’atto illegittimo. La violazione di

categoria residuale.

legge:

CAPITOLO 8 – ATTI E PROVVEDIMENTI si definisce provvedimento amministrativo quell’atto consistente in

PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO:

una manifestazione di volontà adottata dall’amministrazione volta alla cura di un concreto interesse pubblico

e diretta a produrre unilateralmente effetti giuridici nei rapporti esterni con i destinatari. L’emanazione di un

provvedimento è preceduta dal compimento di una serie di atti e di attività che nel loro complesso prendono

il nome di procedimento amministrativo.

Caratteri: è la capacità del provvedimento amministrativo di modificare unilateralmente la sfera

IMPERATIVITA’:

giuridica dei suoi destinatari senza che rilevi in alcun modo la loro volontà.

è eventuale perché non è proprio di tutti i provvedimenti: consiste solo nei casi in cui ricorre

ESECUTORIETA’:

nella capacità del provvedimento espressamente riconosciuta dalla legge di essere portato direttamente e


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher EquazioneLarga di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pegaso - Unipegaso o del prof Sciascia Massimiano.

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