Diritto pubblico 2017
Posizioni giuridiche di svantaggio o passive
Le posizioni giuridiche di svantaggio, o passive, sono sfavorevoli per il soggetto e comprendono:
- Doveri: Possono essere riferiti a una pluralità di soggetti e hanno lo scopo di soddisfare l'interesse generale. (ad esempio, art. 30: dovere di mantenere i figli)
- Obblighi: Un soggetto deve mantenere un determinato comportamento nei confronti altrui, riconoscendo l'avere diritti e pretendere osservanza.
- Oneri: Libera scelta sul comportamento da mantenere per ottenere un risultato (esempio: la partecipazione a un concorso pubblico).
Posizioni giuridiche di vantaggio o attive
Queste posizioni sono favorevoli per il soggetto e includono:
- Potere giuridico: Possibilità di un soggetto di soddisfare il proprio o l'altrui interesse.
- Facoltà: Capacità di compiere attività giuridicamente rilevanti.
- Diritti soggettivi: Tutela diretta e immediata azionabile avanti al giudice ordinario. Quando il diritto è assoluto, vincola tutti i soggetti dell'ordinamento, includendo diritti fondamentali e reali; i diritti relativi invece vincolano solo soggetti determinati, come i diritti di credito.
- Interessi legittimi: Ricevono una tutela indiretta e mediata, in quanto non sono protetti direttamente, ma solo perché coincidono con l'interesse pubblico. Sono inclusi gli interessi semplici o di fatto.
Concorso pubblico
Nel contesto di un concorso pubblico, le posizioni giuridiche includono:
- Potere giuridico: Riconoscimento di accedervi in condizioni di parità per tutti i cittadini.
- Diritto soggettivo: Ogni persona ha diritto a partecipare al concorso pubblico.
- Onere: Possibilità di iscriversi oppure no a un concorso pubblico, secondo le modalità e i termini utili.
- Interesse legittimo: Interesse al regolare svolgimento del concorso e allo svolgimento in conformità di legge.
- Interesse semplice: Interesse all'indizione di un concorso (non ho un diritto, ma so di avere una garanzia di partecipazione).
Origini del costituzionalismo moderno
Il costituzionalismo moderno nasce con le rivoluzioni liberali del XVIII secolo, come la Rivoluzione Francese (1789) e la Rivoluzione Americana (1774-1781). Trova espressione in tre documenti fondamentali:
- Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino 1789
- Dichiarazione di indipendenza americana 1776
- Costituzione americana 1787
Documenti costituzionali delle ex colonie del Nord America
L'obiettivo è creare un governo stabile ed autorevole, che sia espressione diretta della volontà popolare e stabilire limiti costituzionali all'abuso di potere. Composta in due parti:
- Tavola dei Diritti (Bill of Right): I diritti naturali vengono riconosciuti come innati, non attribuiti.
- Organizzazione: Norme che regolano l'organizzazione degli stati per assicurare la tutela dei diritti.
La Costituzione Americana è composta da 7 articoli:
- Potere Legislativo (Art.1)
- Potere Esecutivo (Art.2)
- Potere Giudiziario (Art.3)
- Gli Stati (Art.4)
- Revisione e vigenza della Costituzione (Art.5-7)
Costituzionalismo francese
La Costituzione è un insieme di regole, che creano l'ordine politico; vengono prodotte dalla ragione e dalla volontà umana. È una rottura con il passato, ogni norma introdotta è attribuita ex novo, per oltrepassare il governo precedente. Il popolo viene inteso come soggetto rivoluzionario.
- Art. 1: Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti.
- Art. 2: Il fine di ogni organizzazione politica è la conservazione dei diritti naturali dell'uomo, come la libertà, la sicurezza, la proprietà e la resistenza all'oppressione.
Costituzione italiana
È nata dal potere costituente, viene eletta l'assemblea costituente (515 membri) per creare la nuova Costituzione. Emanata il 27 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1 gennaio 1948. È composta da Regole Istituzionali (art.1-59) e da Regole Organizzative (art. 55-139).
Il potere è:
- Straordinario: Ha dato il potere in mano al popolo;
- Originario: Nega continuità con il passato, ha infatti l'obiettivo di una rottura con il passato;
- Irripetibile: Se dovesse ripetersi ci sarà una nuova Costituzione e un nuovo ordinamento giuridico.
La Costituzione è il compromesso fra diverse forze politiche, anche molto differenti, la componente liberale ha dato luogo alla parte che disciplina i poteri di libertà, la componente cattolica ha dato luogo alle formazioni sociali, ai rapporti Stato-Chiesa, la componente socialista (Marxista) ha dato luogo ai diritti sociali, di uguaglianza e i fondamenti sul lavoro.
La Costituzione può essere divisa in più parti, inizia dai principi fondamentali (art.1-12):
- Parte Prima: Diritti e doveri dei cittadini (art. 13-54)
- Parte Seconda: Ordinamento della Repubblica, regole organizzative (art. 54-139)
Questa parte può essere modificata tramite procedimenti costituzionali, sono inclusi articoli inerenti a:
- Parlamento (art. 55-82)
- Presidente della Repubblica (art. 83-91)
- Governo (art. 92-100)
- Magistratura (art. 101-113)
- Regioni, Province, Comuni (art.114-133)
- Garanzie Costituzionali (art. 134-139)
Teoria di Costantino Mortati (Costituzione)
- Costituzione in senso formale: Principi e norme fondamentali che reggono la collettività politica e la sua organizzazione formalmente stabiliti in un testo scritto in un determinato momento storico.
- Costituzione in senso materiale: L'ordine politico concreto che caratterizza la società, ovvero il gruppo politico dominante (come viene applicata).
Caratteri Costituzione
- Rigida: Sono presenti limiti alla possibilità di modifica:
- Espressi: Forma repubblicana (art.139)
- Impliciti: I principi fondamentali (art. 1-12)
- Tutti gli altri casi: È necessario un procedimento aggravato per poterla modificare, non è sufficiente un procedimento ordinario.
- Ogni legge che contrasta con la costituzione è invalida.
- Procedimento aggravato: Sono necessari tre elementi:
- Consenso doppio del Parlamento
- È richiesto un consenso maggiore
- Referendum Costituzionale obbligatorio come ultimo passaggio
- Lunga: 139 articoli, la Costituzione non si limita ad esprimere solo i principi, ma esprime in modo esteso gli aspetti applicativi e di dettaglio. Disciplina ogni settore fondamentale della vita giuridica, economica e sociale del paese. Contiene riserve di legge costituzionale, leggi che vengono approvate con il procedimento aggravato.
- Programmatica: Individua alcuni obiettivi fondamentali per raggiungere un programma, viene definita una tavola di valori per ispirare tutta l'attività politica. Una norma precettiva è direttamente applicabile senza ulteriori specificazioni.
- Contrattata ed Aperta: La Costituzione è il compromesso fra le forze politiche. È orientata verso diverse scelte politiche, economiche e sociali.
Principi della Costituzione
- Democrazia, Repubblica, fondamento sul lavoro.
- Inviolabilità dei diritti dell'uomo.
- Uguaglianza formale e sostanziale.
- Lavoro come diritto e dovere.
- Unità e indivisibilità della Repubblica, autonomia e decentramento.
- Tutela minoranze linguistiche.
- Sovranità, indipendenza e separatezza Stato-Chiesa.
- Libertà delle altre confessioni religiose.
- Promozione di cultura e ricerca, tutela del patrimonio storico e artistico.
- Apertura all'ordinamento internazionale, tutela dello straniero.
- Ripudio guerra, accettazione delle limitazioni di sovranità necessarie alla pace e giustizia fra le Nazioni.
- Tricolore.
Principio democratico
Carattere dell'assetto politico-istituzionale per cui il consenso dei governanti è fonte del potere politico; la sovranità appartiene al popolo e viene esercitata in modo diretto (referendum) e in modo rappresentativo (elezioni politiche e amministrative). Ulteriori elementi che si aggregano alla realizzazione del principio democratico sono:
- Principio di Maggioranza, limitato con garanzie e tutele per i poteri pubblici;
- Trasparenza nell'esercizio dei poteri pubblici;
- Tutela della libertà civile;
- Partecipazione effettiva all'organizzazione del paese;
- Separazione del potere.
Principio personalista
Posto come fine fondamentale lo sviluppo della persona umana. La sfera della personalità fisica e morale è inviolabile (non è ammessa la pena di morte).
Principio pluralista
Tutela le formazioni sociali autonome dallo Stato (sindacati, partiti, ecc.). Ogni associazione è titolare di diritti di libertà e ha autonomia normativa, ovvero può darsi regole organizzative proprie, senza contrastare i principi fondamentali.
Principio laborista
L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, strumento per la realizzazione della personalità e di adempimento del dovere di solidarietà sociale.
Principio autonomista
Capacità di produrre norme giuridiche, la Repubblica unica e indivisibile riconosce e promuove le autonomie locali. Si affida agli enti territoriali minori la capacità di produrre norme giuridiche. La Repubblica attua il più alto decentramento legislativo, ovvero le funzioni vengono trasferite dallo Stato alla periferia, ad esempio le prefetture provinciali.
Fonti del diritto
I modi attraverso cui il Diritto nasce e si rinnova, sono presenti tre metodologie principali:
- Assolutismo: Il potere è concentrato unicamente nelle mani di un unico uomo.
- Costituzionalismo moderno: Idea di sovranità del parlamento rappresentativo del popolo.
- Costituzioni del secondo dopoguerra: Il potere è in mano al popolo, nasce il principio di pluralismo sociale ed istituzionale. Si afferma la teoria della pluralità degli ordinamenti pubblici.
Fonti dell'ordinamento giuridico italiano schema piramidale
Basate su un sistema piramidale, con il seguente ordine:
- Costituzione e trattati UE, TFUE
- Leggi costituzionali e di revisione costituzionale
- Leggi ordinarie
- Atti aventi forza di legge
- Referendum abrogativi
- Leggi e Statuti regionali in competenza con direttive e trattati UE
- Regolamenti governativi
- Regolamenti interministeriali e ministeriali - Tutti in rapporto di competenza con enti autonomi e statuti degli stessi
Principi fondamentali delle fonti
- Unità: Tutte le norme possono essere ricondotte al potere costituente, ovvero alla Costituzione; non possono esserci norme in contrasto fra di loro.
- Coerenza Sistematica: Sono presenti criteri e meccanismi da applicare per risolvere i contrasti fra le fonti, posti per individuare una norma corretta. Ogni antinomia viene sistemata tramite il principio di coerenza sistematica.
- Completezza: In caso di lacune nelle norme, viene garantita la completezza tramite analogia ed interpretazione.
Le fonti vengono distinte ulteriormente in:
- Fonti sulla produzione del diritto: Fatti o atti legittimati alla produzione di norme (es. la consuetudine, essa è un fatto giuridico basato sul mantenimento di un comportamento giuridicamente rilevante).
- Fonti di produzione del diritto: Atti che producono il diritto, ovvero fonti atto e fonti fatto. (es. non può esistere una consuetudine senza che la fonte di produzione del diritto ci dica quando essa può esistere o meno).
- Fonti di cognizione del diritto: Esistono per mettere a conoscenza i cittadini della presenza delle leggi; viene comunemente detto che la legge non ammette ignoranza, cioè nessun cittadino può infrangerla e utilizzare la scusante di non esserne a conoscenza.
Principio di generalità ed astrattezza
Le norme giuridiche sono Generali ed Astratte: generali perché sono applicabili a una pluralità di soggetti e astratte perché sono ripetibili nel tempo indeterminate volte. Fanno eccezione le norme speciali e le norme eccezionali.
Un atto fonte può essere:
- Esistente: Quando emanato nell'esercizio di un potere conferito al suo autore (es. le camere che fanno una legge ordinaria).
- Valido: Quando rispetta ogni norma e procedimento obbligatorio per l'esercizio.
- Efficace: Quando produce effetti giuridici, ovvero dopo 15 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Ogni atto diventa efficace quando il connotato ne ha conoscenza.
Questi tre principi non devono necessariamente coesistere.
Criteri per la risoluzione delle antinomie tra le fonti
- Principio di Gerarchia: La norma di rango superiore prevale sulla norma di rango inferiore, quest'ultima non può abrogarla nemmeno se nata successivamente; in caso di contrasto fra leggi primarie e secondarie, interviene un Giudice amministrativo.
- Principio di Abrogazione: Viene applicato tra norme di pari grado, enuncia che la norma successiva prevale sulla norma antecedente. Si hanno tre tipi di abrogazione:
- Abrogazione espressa: È una disposizione della norma abrogatrice, il legislatore dichiara che la norma antecedente è abrogata.
- Abrogazione implicita: Avviene quando interviene una nuova disciplina dell'intera materia, perciò ha efficacia per l'operatore del diritto che la effettua.
- Abrogazione tacita: Avviene quando è presente incompatibilità fra la nuova norma e quella preesistente; perciò ha efficacia per l'operatore che la effettua.
- Principio di competenza: Viene utilizzato quando sono presenti delle antinomie tra il sistema dell'ordinamento originario statale e gli ordinamenti derivati, problematiche relative ad esempio fra Stato e Regione.
Fonti primarie
- Decreti legislativi: Sono fonti utilizzate nei casi in cui la materia da disciplinare sia complessa e siano necessarie particolari competenze tecniche; essi sono atti normativi deliberati dal Governo validi solo su delegazione del Parlamento e hanno valore di legge.
- Emanazione del decreto legislativo: Il Governo redige uno o più decreti legislativi rispettando oggetti, limiti temporali e principi espressi nella legge delega. Il Parlamento può in ogni momento revocare la delega in modo esplicito (con l'erogazione della legge di delegazione) o implicito (esercitando direttamente il potere delegato).
- Decreti legge: Sono atti normativi aventi forza di legge, vengono deliberati dal Governo in casi straordinari di necessità ed urgenza; se non vengono convertiti in legge dal Parlamento entro 60 giorni perdono valore.
- Adozione del Decreto Legge: In seguito alla deliberazione da parte del Consiglio dei Ministri, avviene l'emanazione da parte del Presidente della Repubblica; i Decreti Legge vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale e segue l'entrata in vigore immediata.
- Reiterazione dei Decreti Legge: Consiste nel riproporre il contenuto di decreti legge non convertiti in nuovi Decreti Legge, facendone salvi gli effetti.
- Limiti all'emanazione dei Decreti Legge: Essi non sono ammissibili nelle materie coperte da riserva costituzionale e nelle materie riservate al procedimento ordinario; inoltre il Decreto Legge deve contenere: misure di immediata applicazione, contenuto specifico e omogeneo, delibera di approvazione del Consiglio dei Ministri e indicazione delle misure per cui è stato adottato. Inoltre non può essere utilizzato per conferire deleghe legislative, non può ripristinare l'efficacia di disposizioni dichiarate illegittime ed emanare disposizioni che siano esercizio del potere del Parlamento.
- Referendum: Consente l'esercizio diretto della sovranità popolare; esso dovrebbe avere solo efficacia abrogativa;
- Può essere richiesto da: 500.000 elettori maggiorenni, 5 Consigli che deliberino a maggioranza assoluta, viene posto al giudizio di legittimità e successivamente al giudizio di ammissibilità, come ultima fase è presente l'indizione, con decreto del Presidente della Repubblica.
- Giudizio di legittimità del Referendum: 10 promotori si presentano per dichiarare formalmente la volontà di raccogliere le firme, successivamente viene controllata l'osservanza del procedimento, in particolare il numero e la validità delle firme; deve essere inoltre controllato che le firme siano state raccolte entro il termine di 3 mesi e la presenza della deliberazione delle leggi costituzionali. Esso può disporre di più richieste referendarie che presentino uniformità o analogia di materia, l'interruzione del procedimento se le norme sono state abrogate nel frattempo, abrogare le vecchie norme quando le nuove vengono attuate.
- Giudizio di ammissibilità del Referendum: La Corte Costituzionale esamina il rispetto dei limiti dell'art. 75 e di altri limiti elaborati dalla Corte stessa.
- Limiti stabiliti dalla Costituzione: Non possono essere sottoposte a referendum leggi tributarie, di bilancio, amnistia e indulto (leggi atipiche), leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali (art.80).
- Limiti elaborati dalla Corte Costituzionale: Il quesito referendario deve essere univoco, chiaro ed omogeneo e non possono essere oggetto di Referendum norme o altre leggi costituzionali, leggi a contenuto costituzionalmente vincolato, leggi collegate all'art. 75.
- Il Referendum può essere:
- Costituzionale: Viene consultata la popolazione in merito a una modifica della Costituzione (art. 138). Non possono essere sottoposte a referendum leggi Costituzionali, Regionali, tutte le fonti secondarie e le leggi atipiche (leggi che richiedono un procedimento differente).
- Abrogativo: Viene consultato il popolo in merito all'abrogazione di una o più norme primarie (abrogazione di legge o atto avente forza di legge; art. 75).
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