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Economia aziendale

Capitolo 1 – L’azienda

La scienza economico-aziendale

Zappa sostiene che l’economia aziendale è la scienza che studia le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita delle aziende, e cioè la scienza dell’amministrazione economica. La scienza economico-aziendale è:

  • Una scienza che ha come oggetto di studio l’azienda
  • Una scienza economica in quanto studia i mezzi limitati in relazione ai molteplici bisogni economici
  • Una scienza sociale
  • Una scienza empirica che vuole dare soluzioni concrete alle aziende
  • Una scienza generalizzante che individua leggi o principi generali validi per tutte le aziende

La dottrina economica aziendale, come scrive Borgonovi, si caratterizza perché:

  • Si colloca nel filone istituzionale dell’economia
  • In quella italiana si usa il concetto di azienda
  • Ogni azienda è considerata come unità diversa da ogni altra
  • La logica di correlazione tra fini conoscitivi, oggetti, metodi e strumenti di ricerca spesso ha portato gli studiosi a privilegiare rapporti differenziati.

L’evoluzione del concetto di azienda

Nel tempo questa dottrina ha subito delle evoluzioni. Nel 1886 Cerboni afferma che l’azienda è un organismo del mondo economico-sociale e Rossi, riprendendolo, scrive che le aziende sono enti sociali viventi in mezzo alla società e con essa organizzati con mezzi, forze e fini diversi. Con Besta si abbandona il concetto di azienda come organismo, infatti sostiene che l’azienda è la somma di fenomeni o negozi o rapporti da amministrare relativi ad un cumulo di capitali che fanno un tutto a sé ad una persona, famiglia, insieme o classe di quei fenomeni, negozi o rapporti. Inoltre sostiene che il produrre e accumulare ricchezze non può essere il fine ultimo del lavoro umano, che è da ricercare nell’appagamento dei suoi bisogni e nel suo perfezionamento, sottolineando così l’aspetto sociale.

Gino Zappa in un primo tempo definì l’azienda come una coordinazione economica in atto, istituita e retta per il soddisfacimento dei bisogni umani, successivamente la definisce come un istituto economico destinato a perdurare che per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in coordinazione la produzione o il consumo della ricchezza. Onida scrive che le aziende sono ordinate a fini concernenti la soddisfazione dei bisogni umani poiché esige il soddisfacimento di beni economici e sono corpi intermedi tra l’individuo e lo Stato. Per Masini l’azienda si intende per astrazione l’ordine strettamente economico di un istituto che presenta una molteplicità di sistemi come oggetto. Giannessi sostiene che l’azienda è l’unità elementare dell’ordine economico generale dotata di vita propria e riflessa costituita da un sistema di operazioni predisposte per il conseguimento di un equilibrio economico a valere nel tempo. Per Bertini l’azienda è un sistema economico-sociale che opera in un sistema più ampio, l’ambiente generale.

Il concetto di valore

Lo scopo dell’azienda è la creazione e l’accrescimento di valore. Si può analizzare sotto tre punti di vista:

  • Ontologico; quanti sono i valori, la loro natura, se possono essere relativi o assoluti, se si possono classificare ed ordinare
  • Gnoseologico; rinvenire una metodologia di identificazione, conoscenza e apprezzamento dei valori
  • Etico-deontologico; teoria di comportamento per l’individuo che nasce dai valori individuati.

A seconda dei soggetti interessati al valore aziendale si possono avere diverse accezioni di valore e diverse modalità di misurazione:

  • Azionisti: dividendi
  • Fornitori: certezza pagamenti e continuità rapporto
  • Clienti: rapporto qualità/prezzo
  • Dipendenti: salari percepiti

L’ambiente

Per ambiente si vuole intendere il contesto di condizioni e circostanze in cui si vive. L’ambiente generale è formato da:

  • Ambiente fisico-naturale
  • Ambiente naturale
  • Ambiente culturale
  • Ambiente tecnologico
  • Ambiente economico-sociale
  • Ambiente politico-legislativo

Il macroambiente è costituito dall’ambiente economico-sociale, culturale e politico-legislativo. Il microambiente è costituito da: settore, mercato delle materie prime, ambiente tecnologico, mercato finanziario, mercato del lavoro, ordinamento sindacale e ordinamento tributario.

Le relazioni azienda-ambiente

L’azienda è un sistema aperto e intrattiene interrelazioni continue e diverse l’una dall’altra con l’ambiente. Bertini ha individuato le relazioni comuni con il sistema ambiente che si articolano in sottosistemi:

  • Sottosistema delle relazioni azienda/fornitori

    Caratterizzato da due flussi contrapposti di beni e di denaro. I fornitori danno materiali ed impianti e l’azienda in cambio dà denaro.

  • Sottosistema delle relazioni azienda/clienti

    Caratterizzato da due flussi contrapposti invertiti. L’azienda eroga beni e servizi all’ambiente che in cambio dà denaro all’azienda.

  • Sottosistema delle relazioni azienda/banche

    Vi sono due flussi: il denaro che va dalle banche alle aziende e il denaro verso le banche, maggiore del primo flusso.

  • Sottosistema delle relazioni azienda/capitalisti

    Si genera un rapporto durevole. Si distingue il capitalista/risparmiatore e il capitalista/soggetto economico.

  • Sottosistema delle relazioni azienda/concorrenti

    L’interesse di ciascuna azienda è tenere comportamenti corretti.

  • Sottosistema delle relazioni azienda/lavoratori

    I dipendenti ricevono del denaro per le loro prestazioni. Nasce l’organizzazione sindacale per equilibrare i conflitti tra azienda e lavoratori.

  • Sottosistema delle relazioni azienda/comunità

    Vi sono relazioni continue. L’interesse della comunità risiede nella capacità delle aziende di creare sviluppo mentre quello delle aziende nel ricevere servizi di qualità inerenti lo svolgimento delle loro attività.

Soggetto giuridico e soggetto economico

Il soggetto giuridico di un’azienda è colui che ha la rappresentanza legale e ne risponde responsabilmente. Il soggetto economico è la singola persona o pluralità che detiene ed esercita il potere volitivo e le connesse prerogative e facoltà di decisione e di scelta nell’ambito dell’azienda.

La Corporate Governance

La corporate governance più utilizzata nel modello anglosassone è il sistema monistico mentre nel modello tedesco il sistema dualistico. Nel modello monistico, one tier system, vi è un unico organo di gestione, il CDA che definisce il comitato per il controllo della gestione mentre in quello dualistico vi sono due organi, il consiglio di gestione e il consiglio di sorveglianza.

La classificazione delle aziende

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Analisi sistemica dell’azienda

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Analisi per funzioni aziendali o attività generatrici di valore

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Capitolo 2 – Le operazioni di gestione

La gestione

La gestione è un sistema di operazioni economiche messe in atto dal soggetto economico per il raggiungimento del fine aziendale. Può essere analizzata sotto due aspetti:

  • Aspetto oggettivo: fotografia delle operazioni economiche o dei fatti amministrativi che danno origine all’attività aziendale
  • Aspetto soggettivo: processo con cui il soggetto economico produce attua e sviluppa le operazioni economiche

Le operazioni economiche si distinguono in:

  • Operazioni di gestione ordinaria: soddisfano direttamente il fine aziendale
  • Operazioni di gestione straordinaria: soddisfano indirettamente il fine aziendale in particolari momenti della vita aziendale

Esse costituiscono delle fasi del ciclo economico della gestione. La gestione, essendo comunque un fatto unitario, è necessario che venga scomposta in intervalli di tempo denominati periodi amministrativi della durata di un anno solare.

La gestione ordinaria

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Provenienza e composizione del capitale d’azienda

Ogni azienda possiede un patrimonio definito come un insieme coordinato di risorse necessarie allo svolgimento di un’attività di produzione. Il capitale può essere analizzato secondo la provenienza e la composizione. Nel primo caso si analizzano le fonti (da dove provengono le risorse) mentre nel secondo caso si analizzano gli impieghi. La provenienza dipenderà dal soggetto finanziatore mentre la composizione dalla tipologia di fattori produttivi necessari all’attività aziendale.

Le operazioni di finanziamento

Occorre disporre di un definito ammontare di risorse monetarie per avviare l’attività di approvvigionamento dei fattori produttivi necessari. Le risorse finanziarie possono provenire da:

  • Capitale proprio o di rischio: risorse apportate dall’imprenditore o dai soci che hanno costituito l’azienda
  • Capitale di terzi o di credito: prestiti concessi da banche o da istituti di credito remunerati a scadenza con interesse.

Il finanziamento origina un afflusso di denaro (entrata) e un incremento delle fonti di capitale. Nella fase di restituzione dei finanziamenti si otterrà una diminuzione degli impieghi (uscita di denaro) e delle fonti (restituzione del capitale).

Le fonti di finanziamento a titolo di capitale di rischio

Rappresentano i finanziamenti che derivano dalla proprietà. Si distinguono in capitale sociale, aumento di capitale sociale e l’autofinanziamento.

  • Capitale sociale

    È il capitale nominale versato dai soci all’inizio dell’attività aziendale in denaro o in natura. È rappresentato da quote sociale nella SDP e nella SRL e da azioni nelle SPA e in accomandita. Le azioni possono essere ordinarie, privilegiate, di risparmio non convertibile o di lavoro, di godimento…

  • Aumenti di capitale

    Possono determinare un aumento della liquidità o una riallocazione di alcune voci di bilancio. Nel primo caso avremo aumenti di capitale sociale a pagamento, con offerta pubblica di sottoscrizione ai risparmiatori (ops), da obbligazioni convertibili o da conversione di debiti. Nel secondo caso avremo aumenti di capitale sociale gratuiti, da distribuzioni di utili in azione e riservati ai dipendenti in compensazione del debito per il TFR.

  • Autofinanziamento

    Capacità dell’impresa di finanziare nuovi investimenti senza ricorrere a fonti esterne. Possono comporsi di: riserve di utili presenti nel patrimonio netto, fondi di ammortamento, fondi TFR e fondi rischi e oneri.

Le fonti di finanziamento a titolo di capitale di terzi o di debito

Si distinguono in finanziamenti a medio-lungo termine e a breve termine

  • Finanziamenti a medio-lungo termine

    Hanno durata di 3-5 anni e possono essere mutui e sovvenzioni a durata variabile, prestiti obbligazionari o altri finanziamenti.

  • Finanziamenti a breve termine

    Sono operazioni svolte dalle banche e sono rappresentati da sconto di cambiali, incasso salvo buon fine, anticipi su fatture, apertura in c/c e riporto.

Le operazioni di investimento

Gli investimenti consistono nell’acquisizione dei fattori produttivi di qualsiasi natura necessari allo svolgimento del processo produttivo.

  • Investimenti tecnici

    Consistono nell’approvvigionamento dei fattori a lento e veloce ciclo di utilizzo. I fattori a lento ciclo si dividono in fattori materiali (macchinari, impianti…) e immateriali (brevetti, marchio, licenze…). L’ammortamento è un metodo con il quale si suddivide il costo pluriennale sostenuto in quote costanti o crescenti sulla base della vita utile del bene. Le operazioni di approvvigionamento determinano una diminuzione di impieghi numerari (uscita di denaro) e un aumento di impieghi economici (costo di acquisto dei fattori produttivi).

  • Investimenti finanziari

    Le risorse monetarie confluite in azienda possono essere investite anche in operazioni finanziarie riconducibili a concessione di finanziamenti a terzi o investimenti in titoli pubblici o privati. Nel primo caso si originano crediti di finanziamento. Queste operazioni determinano una diminuzione di impieghi monetari (uscita di denaro) e un aumento di impieghi finanziari (finanziamento o acquisto titoli). Nella fase di rimborso si otterrà un aumento di impieghi numerari (entrata di denaro) e una diminuzione di impieghi (rimborso finanziamento o titoli).

Le operazioni di trasformazione

Sono operazioni di gestione interna che consentono di trasformare i fattori produttivi acquisiti in prodotto o servizi da collocare sul mercato.

Le operazioni di vendita

La vendita rappresenta il momento finale del ciclo produttivo e consente di recuperare le risorse investite al momento dell’approvvigionamento dei fattori produttivi. La vendita genera il conseguimento dei ricavi che rappresentano una fonte economica per l’azienda.

Aspetti della gestione monetaria, finanziaria ed economica

Le operazioni di gestione possono essere classificate come interne, che non collocano l’azienda in posizioni di scambio con soggetti esterni, ed esterne, che collocano l’azienda in posizioni di scambio con soggetti esterni, oltre che come ordinarie e straordinarie. L’insieme delle operazioni di gestione, cioè finanziamenti, investimenti, trasformazione e disinvestimenti, generano il ciclo di gestione. Questo ciclo può produrre derivazioni di natura finanziaria (entrate o uscite) e di natura economica (costi e ricavi).

Equilibrio finanziario ed economico della gestione

L’equilibrio è dato da E = U con E: vendita, riscossione crediti, finanziamenti e U: pagamenti a fornitori, pagamento di debiti, rimborso finanziamenti. Considerando un determinato intervallo di tempo, l’equilibrio sarà espresso da Ei + E = U + Ef. L’equilibrio finanziario è strettamente collegato a quello economico. Le operazioni di gestione di finanziamento, investimento e disinvestimento generano costi e ricavi sotto l’aspetto economico. L’equilibrio economico è dato da R = C. Ma questo non è sufficiente per assicurare la sussistenza di un equilibrio economico, infatti è necessario che vi sia una congrua remunerazione del capitale dunque una produzione di valore R = C + V. R – C corrisponde al reddito che può essere positivo o negativo e in questo caso non è stato raggiunto l’equilibrio economico della gestione.

Capitolo 3 – L’organizzazione

Il concetto di organizzazione

Organizzare significa governare l’attività umana e disporre di essa secondo i fini e le condizioni dell’ambiente economico in cui opera. La risorsa umana acquisisce così un’importanza fondamentale nella strategia globale dell’azienda risultando uno strumento strategico per il conseguimento dei risultati e così nasce l’esigenza di coordinare e finalizzare il comportamento di lavoro di più persone. L’organizzazione si traduce pertanto in attività che coordina le variabili capitale e lavoro che costituiscono il sistema azienda al fine di creare l’assetto organizzativo orientato al perseguimento del fine prefissato. Il compito dell’organizzazione è quello di studiare le migliori combinazioni possibili, le coordinazioni economiche più efficienti tra capitale e lavoro.

L’assetto istituzionale definisce le regole cui è sottoposta la struttura di un’organizzazione. L’assetto organizzativo individua la configurazione della struttura organizzativa e dei sistemi operativi. Per struttura organizzativa si intende la modalità di distribuzione dei compiti e delle responsabilità tra le varie unità operative mentre per sistemi operativi si intendono i meccanismi che regolano l’assegnazione ai vari organi aziendali di obiettivi e risorse.

L’assetto organizzativo aziendale si occupa di:

  • Ripartire e coordinare le attività con processi di ricerca e selezione del personale
  • Pianificare, programmare e controllare i tempi e volumi di produzione
  • Verificare il numero dei soggetti assunti in azienda e la loro permanenza ed uscita
  • Favorire la crescita delle competenze professionali
  • Attuare una politica retributiva che tenga conto di mansioni e capacità
  • Generare e divulgare flussi informativi a sostegno delle decisioni aziendali

Le variabili organizzative

Le variabili si distinguono in ambientali ed interne. Le variabili interne si suddividono in input e output:

  • Variabili input: individuali, sociali, tecniche, istituzionali, organizzative
  • Variabili output: efficacia organizzativa, soddisfazione individuale

I modelli organizzativi

Dal punto di vista della relazione sistema e ambiente, i modelli di Burns e Stalker e di Newman evidenziano come il dinamismo ambientale-tecnologico condizioni la gestione e definisca la strategia aziendale differenziando il sistema in meccanico e organico. Thompson, per quanto riguarda la relazione tra sistema e sottosistemi, ha sottolineato i vari tipi di interdipendenza fra unità e le modalità di coordinamento più efficaci. Lawrence e Lorsch hanno evidenziato come i contenuti organizzativi dei sottosistemi vadano differenziati in relazione alle caratteristiche dei processi produttivi svolti e del corrispondente sottosistema di riferimento. Il modello di Scott fornisce un’interpretazione delle variabili determinate per il disegno della struttura organizzativa poiché ritiene che dalla relazione tra variabili organizzative e strategiche nascano tre stadi di sviluppo strategico/organizzativo: il primo definisce una struttura organizzativa elementare, il secondo una struttura articolata e funzionale mentre il terzo un modello di struttura divisionale. Galbraith fornisce un modello complesso con una struttura a matrice.

Le strutture organizzative

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher samgarga di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Orlandini Paola.
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