Introduzione alla psicologia generale
La psicologia è la scienza della vita mentale e studia sia l’esperienza sia il comportamento.
• La psicologia generale non è una sorta di "riassunto" di tutti i settori della psicologia, ma essa rappresenta
invece un ben specifico ambito di studio, con una specifica metodologia ed un quadro epistemologico di
riferimento; si deve quindi distinguere la "psicologia generale" dalla "psicologia in generale”.
• Rappresenta la corrente principale della ricerca scientifica sulle funzioni psicologiche di base, e si prefigge di
studiare con metodologia sperimentale la mente e il comportamento.
• Si focalizza sui processi cognitivi, e quindi rappresenta il contesto epistemico principale per gli studi di
psicologia cognitiva di tipo sperimentale.
• È influenzata dai progressi delle neuroscienze e si avvale di tecniche di vario tipo, quali ad esempio le
tecniche elettrofisiologiche e le tecniche di neuroimmagine.
La psicologia è una disciplina che può sicuramente considerarsi una scienza; la scienza comporta due generi di
ricerca:
1. La ricerca di base che riflette una ricerca della conoscenza “per se stessa”; esamina come e perché le persone si
comportano, pensano e sentono.
2. La ricerca applicata è volta a risolvere problemi specifici; gli psicologi utilizzano spesso conoscenze
scientifiche di base per progettare, implementare e determinare programmi di intervento.
Obiettivi della psicologia: la psicologia ha 5 obiettivi principali:
1. Descrivere come si comportano le persone e le altre specie;
2. Comprendere le cause di tali comportamenti;
3. Prevedere come si comporteranno le persone e animali in determinate condizioni;
4. Influenzare il comportamento controllandone le cause;
5. Applicare le conoscenze psicologiche in modo da migliorare il benessere dell’uomo.
La psicologia è la scienza che studia il comportamento e la mente.
• Comportamento: si riferisce ad azioni e risposte che possono essere osservate direttamente;
• Mente: si riferisce a stati interiori e processi (pensieri e sentimenti) che non possono essere visti direttamente,
vanno quindi desunti da risposte osservabili e misurabili. Non è materiale e non è localizzabile.
• Corpo: è materiale e localizzabile
Mente e corpo rappresentano un’unità: non c’è fatto mentale che non abbia un riscontro nel corpo.
La mente agisce sul corpo con libero arbitrio: le azioni del corpo originano da iniziativa della mente.
Per psicologia si intende lo studio scientifico del comportamento. È scientifico in quanto la risposta che cerca di
dare si avvale di una raccolta sistematica, di analisi di dati osservabili oggettivamente e di spiegazioni sul
funzionamento della mente. “Fare scienza” significa tentare di risolvere problemi attraverso la raccolta e l’analisi
sistematica dei dati. La psicologia del senso comune (ingenua) e la psicologia scientifica
Quando ci proponiamo di spiegare dei fatti attraverso qualcosa di non direttamente osservato stiamo costruendo
una teoria. Queste spiegazioni sono chiamate teorie ingenue (es: atteggiamento di un amico).
Il senso comune è inteso come
• Insieme di assunzioni fondamentali condivise e concernenti la natura del mondo fisico e sociale implicitamente
accettate nella costruzione scientifica del sapere della cultura occidentale (esistenza del mondo
indipendentemente dalla nostra percezione di esso, aspettativa che una relazione causale riscontrata nel passato
si riprodurrà anche nel futuro, concezione dell’uomo come creatura cosciente, sensibile e in grado di
autocontrollo).
• Insieme di massime e convinzioni riguardanti il mondo fisico e sociale (massime, proverbi, allegorie,
produzioni artistiche) anche contraddittorie, non necessariamente condivise tra gli individui delle diverse culture e
pertanto possibile fonte di contrasti.
• Modo condiviso di pensare circa il mondo fisico e sociale;
• Conoscenze sui processi mentali implicati nella spiegazione, interpretazione e comprensione del
comportamento. Sono trasmesse all’individuo nel corso delle interazioni con i vari agenti culturali.
È difficile sviluppare una disciplina scientifica senza accettare almeno alcune assunzioni e credenze proposte dal
senso comune. Alcuni aspetti del senso comune possono:
• Opporsi (situazioni mai sperimentate in precedenza, situazioni di coinvolgimento personale che alterano
percezioni e serenità di giudizio);
• Contribuire (situazioni di media complessità, esperienza di durata da minuti a giorni)
all’evoluzione scientifica della psicologia.
In base alle esperienze tutti noi ci costruiamo delle spiegazioni di eventi e comportamenti: sono funzionali al
nostro adattamento perché ci permettono di fare delle previsioni, ma in alcuni casi sono erronee.
La teoria ingenua può essere confermata o respinta.
La differenza tra una teoria ingenua e una teoria scientifica sta nel metodo di controllo delle spiegazioni.
Il metodo principale sul quale si basa la formulazione e la verifica delle teorie scientifiche è il metodo
sperimentale che si basa sul controllo delle variabili. Questo è ciò che distingue le teorie scientifiche anche dalle
spiegazioni dogmatiche (non falsificabili).
La psicologia tenta di spiegare (identificare le cause) delle esperienze mentali e del comportamento.
Le cause delle esperienze mentali e del comportamento sono complesse e possono essere analizzate a vari livelli.
La struttura dei livelli di analisi
L’ambito della moderna psicologia si estende dai confini della medicina e delle scienze biologiche fino a quelli
delle scienze sociali. La struttura della psicologia può essere definita in diversi livelli di analisi in cui il
comportamento e le sue cause possono essere esaminati a:
1. Livello biologico (genetica);
2. Livello psicologico (pensieri, sentimenti, motivazioni);
3. Livello ambientale (ambienti fisici e sociali, passati e attuali, ai quali siamo esposti).
Assunti di base nella ricerca scientifica:
• Determinismo;
• Empirismo (definizioni operative);
• Invarianza (assunzione di regolarità: il comportamento è soggetto a leggi nella misura in cui si controllino tutte
le variabili determinanti).
Il termine livello di analisi in psicologia si riferisce al tipo di processo causale su cui è incentrato lo studio.
• Spiegazioni incentrate sulla causalità biologica: livello neurale, livello genetico, livello evoluzionistico.
• Spiegazioni incentrate sulle esperienze ambientali, la conoscenza e lo sviluppo: livello dell’apprendimento,
livello cognitivo, livello sociale, livello culturale, livello dello sviluppo.
• Spiegazioni incentrate sulla causalità biologica: livello neurale (tutte le esperienze mentali e gli atti
comportamentali sono prodotti del sistema nervoso).
1. Livello neurale: capire come il sistema nervoso produce uno specifico tipo di comportamento (neuroscienze
comportamentali).
2. Livello genetico: i geni sono le unità dell’ereditarietà che portano i codici per la costruzione dell’intero corpo,
compreso il cervello. Le differenze nei geni implicano differenze nella struttura cerebrale che implicano
differenze tra individui nelle esperienze mentali e nel comportamento (genetica del comportamento).
3. Livello evoluzionistico: le strutture biologiche di base sottostanti al comportamento e alle esperienze mentali,
sono il prodotto dell’evoluzione attraverso la selezione naturale. Spiega perché esse sono comparse nel corso
dell’evoluzione e identifica i vantaggi rispetto alla sopravvivenza e alla riproduzione (psicologia
evoluzionista).
1. Livello dell’apprendimento: tutte le forme di comportamento umano e di esperienza mentale sono suscettibili
di essere modificate dall’apprendimento, cioè tramite l’esperienza. Capisce come l’apprendimento possa
influenzare i comportamenti che sono l’oggetto di studio (psicologia comportamentista).
2. Livello cognitivo: il termine cognizione fa riferimento alle informazioni presenti nella mente, ovvero a tutte le
informazioni che vengono in qualche modo immagazzinate e attivate tramite il funzionamento del cervello.
Rintraccia le relazioni tra le cognizioni e l’esperienza (psicologia cognitiva).
3. Livello sociale: l’uomo è un animale sociale. Il comportamento umano è fortemente influenzato dalla nostra
percezione degli altri. Chiarisce come il comportamento e le esperienze mentali siano influenzati dalle altre
persone, o dalle nostre credenze circa le altre persone (psicologia sociale).
4. Livello culturale: è possibile prevedere alcuni aspetti del comportamento di una persona sapendo in quale
cultura essa è cresciuta. Cerca di caratterizzare intere culture tramite i modi di pensare, sentire e agire che sono
tipici dei loro appartenenti (psicologia culturale).
5. Livello dello sviluppo: è possibile prevedere alcuni aspetti del comportamento di una persona conoscendone
l’età. Descrive la sequenza dei cambiamenti che si verificano, dall’infanzia all’età adulta, per ogni tipo di
comportamento o abilità mentale (psicologia dello sviluppo).
Interazione fra corpo e mente e fra natura ed educazione
Il nostro comportamento viene forgiato in primo luogo dalla natura (dote biologica) o dall’educazione (la storia
del nostro ambiente e della nostra educazione)? In momenti diversi della storia “il pendolo” ha oscillato verso
l’una o verso l’altra ipotesi ma il crescente interesse per le influenze culturali e i progressi nella genetica fanno
restare il pendolo in posizione di equilibrio.
Natura ed educazione interagiscono: le nostre capacità biologiche influenzano il modo in cui ci comportiamo e
viviamo il mondo; le nostre esperienze influenzano le capacità biologiche.
La psicologia generale, la psicologia sociale e la sociologia si interessano al comportamento:
• La psicologia generale al comportamento del singolo individuo;
• L a psicologia sociale al comportamento dell’individuo in interazione con altri individui (all’interno di un
gruppo);
• La sociologia al comportamento di un gruppo di individui.
Organizzazione gerarchica delle possibili cause esplicative del comportamento
Per spiegare numerosi fenomeni psicologici vengono invocati diversi livelli di spiegazione.
I livelli più elevati (fattori molari) sono rappresentati in alto, i livelli inferiori (fattori molecolari) in basso.
1. Fattori sociali e culturali;
2. Fattori individuali: apprendimento, processi cognitivi, fattori psicodinamici;
3. Fattori biologici: ormonali, neurali, biochimici.
Diversi settori disciplinari
Psicometria: è il campo di studio della teoria e della tecnica della misura in psicologia, incluse la misura della
conoscenza, delle abilità, degli atteggiamenti e delle caratteristiche della personalità. Il campo di studio è
particolarmente volto verso lo studio delle differenze fra gli individui. Coinvolge due aspetti importanti della
ricerca:
• La costruzione degli strumenti e delle procedure per la misura;
• Lo sviluppo ed il perfezionamento dei metodi teorici della misura.
Psicobiologia e psicologia fisiologica: competenze scientifico-disciplinari concernenti lo studio dei fondamenti e
dei correlati biologici e fisiologici del comportamento e delle funzioni percettive, cognitive ed emotive,
nell’uomo e negli animali. In generale, comprende le competenze scientifico-disciplinari concernenti i rapporti tra
strutture nervose e attività psichica.
Psicologia dello sviluppo e dell’educazione: studio dei comportamenti e delle principali funzioni psicologiche in
una prospettiva ontogenetica che ricopre non solo il periodo dello sviluppo ma l’intero arco della vita; comprende
le competenze scientifico-disciplinari relative allo studio e alle applicazioni delle conoscenze sui processi
psicologici più specificamente implicati nel campo dell’educazione e dell’orientamento scolastico e
professionale.
Psicologia sociale: studio della comprensione delle relazioni tra processi ed eventi collettivi e societari
(ambientali, culturali, comunitari, familiari, politici, economici, giuridici) e processi psicologici sociali,
individuali e di gruppo (disposizioni, atteggiamenti, comunicazione, interazione) che influenzano il
funzionamento dei sistemi e sotto-sistemi sociali e da cui sono a loro volta influenzati.
Psicologia del lavoro e delle organizzazioni: studi psicologici sul mondo dell’economia, delle organizzazioni,
del lavoro, del tempo libero e dello sport e le applicazioni di tali conoscenze volte sia a orientare il funzionamento
dei sistemi sociali, economici, produttivi, organizzativi, ergonomici, sia a favorire la formazione, l’orientamento e
lo sviluppo di competenze e risorse individuali per tali ambiti.
Psicologia dinamica: comprende le competenze scientifico-disciplinari che considerano da un punto di vista
psicodinamico e psicogenetico le rappresentazioni del sè, i processi intrapsichici e le relazioni interpersonali
(familiari e di gruppo), nonché le competenze relative alle applicazioni di tali conoscenze all’analisi e al
trattamento del disagio psichico e delle psicopatologie.
Psicologia clinica: metodi di studio e tecniche di intervento nei diversi modelli operativi (individuale,
relazionale, familiare e di gruppo). Applicazioni cliniche a differenti ambiti (persone, gruppi, sistemi) per la
soluzione dei loro problemi. Nei campi della salute e sanitario, del disagio psicologico, degli aspetti psicologici
delle psicopatologie (psicosomatiche, sessuologiche, tossicomaniche incluse), le competenze degli psicologi
clinici sono volte all’analisi e alla soluzione di problemi tramite interventi di valutazione, prevenzione,
riabilitazione psicologica e psicoterapia.
Psicologia generale: competenze relative all’organizzazione del comportamento e delle principali funzioni
psicologiche (percezione, emozione, motivazione, memoria, apprendimento, pensiero, linguaggio) attraverso cui
l’uomo interagisce con l’ambiente ed elabora rappresentazioni dell’ambiente e di se stesso. Comprende inoltre le
ricerche psicologiche sulla coscienza, la personalità, la comunicazione e l’arte e le competenze relative sia ai
metodi e alle tecniche della ricerca psicologica, sia ai sistemi cognitivi naturali e artificiali e alle loro interazioni,
sia alla storia della psicologia. Oggetto di studio della psicologia generale
La psicologia generale studia l’uomo in quanto essere che:
• Percepisce ed organizza le informazioni provenienti dall’ambiente (sensazione e percezione);
• Seleziona attivamente le informazioni rilevanti e attiva processi automatici di controllo (attenzione e
coscienza);
• Filtra le informazioni, le fissa, le rielabora e le riutilizza (apprendimento e memoria);
• Controlla ipotesi, fa inferenze, risolve i problemi (pensiero);
• Decide ed agisce sulla base di motivazioni di natura sia biologica che psicologica (motivazione);
• Ha emozioni e regola l’azione anche in base ad esse (emozioni);
• Parla, comunica, scambia informazioni (comunicazione e linguaggio).
Riassunto dei temi principali
In quanto scienza la psicologia è empirica: predilige l’osservazione diretta alla pura intuizione o al ragionamento
come mezzi per conoscere il comportamento.
Anche se impegnati a studiare il comportamento in modo oggettivo, gli psicologi riconoscono che la nostra
esperienza personale del mondo è soggettiva.
Il comportamento è determinato da molteplici fattori causali, compresi la nostra dotazione biologica (“natura”),
l’ambiente e le nostre passate esperienze di apprendimento (“educazione”) e i fattori psicologici che includono i
nostri pensieri e le nostre motivazioni.
Il comportamento è un mezzo per adattarsi alle richieste dell’ambiente; nella storia di ciascuna specie le capacità
si sono evolute in quanto facilitavano l’adattamento e la sopravvivenza.
Il comportamento e i processi cognitivi sono influenzati dall’ambiente sociale e culturale nel quale cresciamo e
viviamo. Cenni di storia della pedagogia: le radici della psicologia
Per molto tempo gli esseri umani hanno cercato di capire se stessi, e al centro di questa ricerca sta il problema mente-corpo.
La mente è un’entità spirituale non soggetta alle leggi fisiche che governano il corpo.
Se, tuttavia, la mente non è formata da materia fisica, come può essere consapevole delle sensazioni del corpo e come i
pensieri possono esercitare un controllo sulle funzioni fisiche?
Cartesio propose che mente e corpo interagissero attraverso la minuscola ghiandola pineale situata nel cervello.
Pur collocando la mente all’interno del cervello, Cartesio sostenne che la mente era un’entità spirituale e non materiale.
Il dualismo comporta che nessuna ricerca sul corpo fisico, compreso il cervello, possa mai sperare di svelare i misteri della
mente non fisica.
Monismo: afferma che mente e corpo sono una cosa sola, quindi la mente non è un’entità separata. Per i monisti gli eventi
della mente sono semplicemente il prodotto di eventi fisici che avvengono nel cervello.
Il monismo aiutò a preparare la strada alla psicologia perché comportava che si potesse studiare la mente misurando i processi
fisici che hanno luogo nel cervello.
Empirismo inglese: tutte le idee e le conoscenze vengono acquisite in modo empirico, ovvero attraverso i sensi.
Secondo gli empiristi, l’osservazione è uno strumento di conoscenza più valido della ragione, in quanto la ragione ha un
grande potenziale di errore.
Anche le scoperte nel campo della fisiologia e della medicina spianarono la strada alla nascita della psicologia.
A metà dell’800, gli scienziati tedeschi misurarono le risposte sensoriali delle persone a molti tipi di stimoli.
Questi esperimenti furono le fondamenta di un nuovo campo detto psicofisica, ovvero lo studio di come le sensazioni
percepite a livello psicologico dipendano dalle caratteristiche dello stimolo fisico.
Johannes Peter Müller: per pri
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