CLASSIFICAZIONE DELLA MATERIA
MATERIA
SOSTANZA PURA MISCELA
Sistema omogeneo le cui proprietà Combinazione di due o più
sono costanti rispetto a qualsiasi sostanze
metodo di separazione chimica
ELEMENTO COMPOSTO MISCELA MISCELA
Sostanza Sostanza pura OMOGENEA o ETEROGENEA
costituita da costituita da due o SOLUZIONE o DISPERSIONE
atomi identici più elementi in un Costituita da costituita da
tra loro rapporto un’unica fase almeno due fasi
[
stechiometrico ben le sostanze pure possono
essere presenti in qualsiasi
definito rapporto ponderale]
[composti ionici e molecole]
FONDAMENTI DELLA TEORIA ATOMICA DELLA MATERIA
Modello atomico di Thomson:
E’ il modello cosiddetto a panettone secondo il quale gli elettroni sono dispersi come gli acini di
uvetta in un panettone, in una massa elettricamente positiva. Per cui l’atomo risulta impenetrabile
e la massa sembra disposta in modo omogeneo.
Questo modello venne però smentito dall’esperimento di Rutherford.
L’esperimento di Rutherford per determinare la struttura atomica. Un fascio di particelle positive α viene inviato su un
sottile foglio d’oro metallico. Uno schermo fluorescente ricoperto di solfuro di zinco venne utilizzato per rilevare le
particelle che passavano attraverso il foglio e quelle che vengono invece deviate (ogni qualvolta una particella colpisce lo
schermo si genera una scintilla luminosa). La maggior parte delle particelle attraversa il foglio indisturbata, una parte
minore viene deviata, alcune particelle rimbalzano addirittura all’indietro.
Modello atomico di Rutherford
E’ il modello a planetario poiché ricorda il Sistema Solare in cui il Sole rappresenta il nucleo
dell’atomo e i pianeti gli elettroni, che si muovono lungo le proprie orbite attorno al Sole ( il nucleo
dell’atomo).
Anche se geniale, il modello atomico di Rutherford non
teneva conto di un importantissimo dato sperimentale della
fisica classica: una particella in movimento ed
elettricamente carica perde incessantemente energia.
Poiché ciò deve valere anche per l’elettrone (carico
negativamente), esso perdendo via via energia avrebbe
finito per muoversi lungo orbite sempre più piccole , fino a
cadere sul nucleo.
Questo modello venne successivamente sostituito dal
modello atomico di Bohr.
ATOMO = costituente, elettricamente neutro, della materia.
Le particelle SUBATOMICHE sono: +
- protone (p )
- neutrone (n)
-
- elettrone (e )
+ -
CARICA: determinata da p e e
+
MASSA: determinata da p e n.
IONE = PARTICELLA DOTATA DI CARICA +n -n
Atomo (o gruppo di atomi) a cui sono stati tolti (CATIONE, M ) o aggiunti (ANIONE, A ) uno o più
elettroni +
Z = NUMERO ATOMICO (p )
- numero di PROTONI in una specie
- PRINCIPIO ORDINATORE della tavola periodica
- identifica l’elemento +
A = NUMERO DI MASSA (p + n) 12
Definita dall’unità di massa atomica (μ, → 1 μ = 1 Dalton), dodicesima parte del carbonio 12 ( C )
12
[viene utilizzato il C perché molto comodo, si riesce a trovare ad un grado di purezza molto elevato mentre, ad
2
esempio l’idrogeno H, non si riesce a purificare, problema puramente sperimentale]
ISOTOPI = stesso numero atomico, diverso numero di massa (cambia il numero di neutroni).
Il PESO ATOMICO presente sulla tavola periodica è la media ponderata tra gli isotopi presenti in
natura.
es. H ha peso atomico = 1,0079
Perché
La massa atomica riportata sulla tavola periodica corrispondente quindi alla COMPOSIZIONE ISOTOPICA
GEONORMALE dell’elemento.
Radiazione elettromagnetica
Per le leggi della meccanica classica il modello atomico di Rutherford è instabile, Maxwell introdusse quindi
il concetto di radiazione elettromagnetica la quale è caratterizzata da una lunghezza d’onda, una frequenza
e una velocità. La radiazione elettromagetica è costituita da un campo elettrico e uno magnetico oscillanti
perpendicolarmente l’uno all’altro
MECCANICA QUANTISTICA (come si comportano gli elettroni?)
Al’inizio del ‘900 venne introdotta la meccanica quantistica, la teoria della meccanica attualmente più
completa, in grado di descrivere i fenomeni atomici e subatomici come il comportamento della materia,
della radiazione e le reciproche interazioni.
La meccanica quantistica (o ondulatoria) si basa su tre pilastri:
1. Equazione di Planck
Planck propose la teoria secondo la quale ciascun raggio di luce o radiazione non è un flusso
continuo di energia quanto più un INSIEME DI “PACCHETTI” energetici.
A questi pacchetti di energia elettromagnetica viene dato il nome di fotoni o quanti di energia (hv)
l’energia è QUANTIZZATA, questo spiega il COMPORTAMENTO CORPUSCOLARE della luce:
un raggio di luce si comporta come un insieme di fotoni, a ciascuno dei quali corrisponde
una precisa energia.
I fotoni son in grado di cedere la loro energia agli elettroni della materia con la quale
interagiscono c
=
poiché la frequenza () è uguale a , l’equazione di Planck evidenzia come la velocità
λ
e la lunghezza d’onda vanno a definire il COMPORTAMENTO ONDULATORIO della luce
l’equazione di Planck rappresenta il DUALISMO ONDA – PARTICELLA della luce
ulteriori considerazioni:
- la frequenza e l’energia sono DIRETTAMENTE proporzionali
-34
- h (COSTANTE DI PLANCK) = 6,6 ∙ 10 Js
2. Equazione di De Broglie
=
Agli inizi del Novecento, grazie al contributo di Einstain e Planck, si era definito il dualismo onda –
particella della LUCE.
De Broglie ipotizzò che questo comportamento ambivalente non fosse un’anomalia della
luce, ma fosse invece una proprietà caratteristica di qualsiasi particella in movimento, cioè
una proprietà universale della materia.
Associò quindi a ogni particella in movimento un’onda, che chiamò ONDA DI MATERIA.
A ciascun elettrone corrisponde quindi un’onda ben definita la cui lunghezza d’onda è:
=
m = massa dell’elettrone in movimento
ν = velocità dell’elettrone
m ∙ ν = quantità di moto dell’elettrone
gli elettroni si comportano sia come ONDE che come CORPUSCOLI:
DUALISMO ONDA – PARTICELLA
3. PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE DI HEISEMBERG
∆ ∙ ∆ >
∆ ∙ ∆ >
oppure
Non è possibile conoscere nello stesso istante il valore della posizione (x) e della velcità (v) con
precisione assoluta.
Δx = incetezza sulla posizione
Δv = incertezza sulla velocità
m = massa, costante, non cambia
Se diminuisci l’incertezza sulla posizione aumenta l’incertezza sulla velocità e viceversa
(sono inversamente proporzionali)
Heisenberg dice che NON è un errore strumentale, è la NATURA
ATOMO DI BOHR
Bohr riprese il modello a planetario di Rutherford e lo perfezionò applicandogli le leggi della meccanica
quantistica derivate dalle nuove scoperte in campo elettromagnetico.
[Attenendosi alle leggi della meccanica classica, nel modello di Rutherford, un elettrone che ruota intorno al nucleo
sarebbe dovuto “cadere” su di esso in un milionesimo di secondo, seguendo una traiettoria a spirale e perdendo tutta
la propria energia.]
Il modello di Bohr è in grado di superare queste difficoltà:
1. L’elettrone percorre soltanto determinare orbite circolari, chiamate ORBITE STAZIONARIE.
Quando un elettrone ruota su un’orbita stazionaria non assorbe e non emette energia.
L’atomo è stabile e l’elettrone non cadrà mai sul nucleo.
2. All’elettrone sono permesse soltanto certe orbite, a cui corrispondono determinati valori di
energia (l’energia è QUANTIZZATA).
L’energia potenziale aumenta all’aumentare della distanza dal nucleo
3. Per passare da un’orbita a un’altra di livello energetico più elevato, l’elettrone assorbe energia
4. Per passare da un’orbita a un’altra di livello energetico più basso, l’elettrone emette un FOTONE
di opportuna frequenza
Le orbite ammesse hanno quindi MOMENTO ANGOLARE ed ENERGIA QUANTIZZATI, il raggio r dell’orbita
percorsa dall’elettrone, la sua velocità v e la sua energia totale E non possono assumere valori qualunque ma soltanto un
insieme di valori ben definiti: ℎ dove n = 1, 2, 3, …
=
momento angolare: 2
E = livello energetico
= − 1
energia associata all’orbita: 2
più basso
Limiti del modello di Bohr:
- modello realizzato per l’atomo di idrogeno (1 solo elettrone e 1 solo protone)
- concetto di orbita definita come circolare e stazionaria, in contrasto con il principio di
indeterminazione di Heisenberg
INTERAZIONE LUCE – MATERIA : SPETTROSCOPIA
Si ha TRANSIZIONE quando l’elettrone passa da un’orbita interna ad una più esterna (ASSORBIMENTO) o da
un’orbita più esterna ad un’orbita più interna (EMISSIONE). n = numero quantico principale
Definisce l’energia permessa
agli ORBITALI dell’atomo
- Il livello di energia più basso, indicato con E (o E ), viene chiamato STATO FONDAMENTALE,
1 0
corrisponde al numero quantico n=1
- I livelli di energia superiore E , E , E , … sono chiamati STATI ECCITATI
2 3 4
- Non c’è nessuna orbita intermedia tra E ed E e fra gli altri livelli permessi E , E , …
1 2 3 4
poiché l’energia è QUANTIZZATA, si ha ASSORBIMENTO
solo se ΔE = hv (equazione di Planck)
[ΔE = E - E = hv]
2 1
se la frequenza dell’onda elettromagnetica è maggiore o minore di quella del vincolo di
Planck, l’onda non verrà assorbita dall’elettrone e di conseguenza esso non salirà ad un
livello energetico superiore
- Ogni salto è rivelato dalla presenza di una riga nello SPETTRO DI EMISSIONE (o nello SPETTRO DI
ASSORBIMENTO)
emissione e assorbimento sono complementari
Secondo l’equazione di Planck
= =
La luce rossa: grande lunghezza d’onda (λ)
MINORE energia
La luce violetta: piccola lunghezza d’onda (λ)
MAGGIORE energia
ASSORBIMENTO EMISSIONE
SPETTRO DI ASSORBIMENTO
EQUAZIONE D’ONDA DI SHRODINGER
Come illustrato da De Broglie, a ogni particella in movimento corrisponde un’onda.
Quando un elettrone si muove nel campo di un nucleo atomico, il suo moto non è libero perché l’attrazione
del nucleo lo vincola entro il ristretto volume dell’atomo.
L’onda a esso associata è un’ ONDA STAZIONARIA
[Un’onda è detta stazionaria quando la posizione dei suoi nodi e dei suoi ventri rimane inalterata
durante tutta la vibrazione]
L’onda generata da un elettrone è complessa: oscilla in tutte e tre le dimensioni, tuttavia le
lunghezze d’onda possono assumere soltanto alcuni valori (sono QUANTIZZATE in quanto
l’energia generata dall’elettrone è quantizzata)
Le onde che si propagano con l’elettrone possono essere descritte da una funzione matematica
nota come EQUAZIONE D’ONDA (proposta dal fisico Shrodinger)
L’equazione d’onda è un’equazione che presenta come soluzioni, anziché dei numeri,
delle funzioni, chiamate FUNZIONI D’ONDA (Ψ )
psi
Caratterizzate dalle tre coordinate spaziali x, y, z e dal tempo t.
2
Interpretazione di Born: il quadrato della funzione d’onda Ψ fornisce la probabilità che un elettrone si
trovi, durante l’intervallo di tempo ΔT, in un volume ΔV il cui centro ha coordinate x, y, z.
viene abbandonata la visione deterministica dell’orbita e si parla di ORBITALE (concetto puramente
matematico)
ORBITALE = regione dello spazio in cui è definita la probabilità di trovare l’elettrone
I NUMERI QUANTICI
Le funzioni d’onda Ψ (soluzioni dell’equazione d’onda di Shrodinger) sono funzioni dei NUMERI QUANTICI:
n, l, m (s, m ).
l s
n = numero quantico principale
caratterizza l’energia
1≤ ≤ 7
l = numero quantico secondario
caratterizza la forma
0 ≤ ≤ −1
- l = 0, s forma sferica
- l = 1, p forma a doppio lobo
- l = 2, d forma a 4 lobi
- l = 3, f
m = numero quantico magnetico associato ad l
l caratterizza l’orientazione
− ≤ ≤ +
- l = 0, s un’orientazione
- l = 1, p 3 orientazioni
- l = 2, d 5 orientazioni
- l = 3, f 7 orientazioni
s = numero quantico di spin = ½
si riferisce all’ elettrone, non all’orbitale (non deriva dall’equazione di Schrodinger). L’elettrone,
se immerso in un campo magnetico esterno, può disporsi in soli due modi: PARALLELAMENTE
(+ ½ ) o ANTIPARALLELAMENTE (- ½ ) al campo magnetico
m = numero quantico magnetico di spin = + / -
s interessa il VERSO del campo magnetico: può essere + o –
SUPERFICIE NODALE = superficie sulla quale è nulla la probabilità di trovare l’elettrone
2
[sulla SUPERFICIE DI CONTORNO Ψ = 90%]
GUSCIO CHIUSO = livello energetico completo, gli elettroni appartenenti a questo livello non partecipano ai legami
GUSCIO (o strato) DI VALENZA = livello energetico più esterno, dove si trovano gli elettroni di valenza
CONFIGURAZIONE ELETTRONICA DEGLI ELEMENTI (allo stato fondamentale)
Con il termine configurazione elettronica di un elemento si intende la descrizione della disposizione degli
elettroni nei suoi orbitali.
Per descrivere la configurazione elettronica, ogni orbitale viene rappresentato convenzionalmente con un
quadratino all’interno del quale vanno inseriti gli elettroni, i cui numeri di spin sono rappresentati da frecce
rivolte verso l’alto o verso il basso.
Per scrivere la configurazione elettronica ci sono tre regole da seguire:
1. Principio della costruzione progressiva (o principio di Aufbau = costruzione): si occupano prima gli
orbitali a più bassa energia e poi quelli a energia più elevata. Il contenuto energetico degli orbitali e
quindi la sequenza di riempimento è rappresentata dalla regola della diagonale.
2. Il principio di esclusione di Pauli: In un atomo non possono coesistere due o più elettroni aventi
tutti i numeri quantici uguali.
Ogni orbitale può ospitale al massimo DUE elettroni e questi devono allora avere SPIN
OPPOSTO
3. La regola di Hund: afferma che, se più elettroni occupano orbitali degeneri, essi si distribuiscono
con spin paralleli, sul numero massimo possibile di questi.
In altre parole, quando si devono riempire gli orbitali aventi la stessa energia (degeneri) si colloca
un elettrone su ciascun orbitale vuoto e solo successivamente si completano gli orbitali semipieni
→ logico, dal punto di vista energetico, che gli elettroni
carichi negativamente e con grande forza di repulsione li uni
verso gli altri, si dispongano il più lontano possibile tra loro
VIII gruppo: I GAS NOBILI
2 2 2 6 2 6
He = 1s Ar = 1s 2s 2p 3s 3p
2 18
2 2 6 2 10 6
Ne = 1s 2s 2p Kr = [Ar] 4s 3d 4p
10 36
2 2 6
Na = 1s 2s 2p 3s
11
LA TAVOLA PERIODICA
Nella moderna tavola periodica gli elementi chimici sono ordinati in base al numero atomico crescente.
La caratteristica fondamentale di questa tabella è la periodica distribuzione degli elettroni nel livello più
esterno.
Per esempio, se confrontiamo le configurazioni elettroniche di litio, sodio e potassio, notiamo che tutte
quante hanno un solo elettrone nel livello più esterno (sottolivello s).
Analogamente, confrontando le configurazioni elettroniche dei gas nobili notiamo che tutte quante
2 6
terminano nello stesso identico modo (s p ).
Pertanto, gli elementi dello stesso GRUPPO
(colonna ↓) hanno configurazione elettronica
esterna simile e ciò comporta la somiglianza delle
proprietà chimiche e delle proprietà fisiche di questi
elementi.
Il numero del PERIODO (→) equivale invece al
numero quantico n massimo.
PROPRIETA’ PERIODICHE
Le proprietà periodiche degli elementi sono quelle proprietà che variano gradualmente all’interno della
tavola periodica.
Energia o potenziale di ionizzazione
Si definisce energia di prima ionizzazione (E ) l'energia necessaria per trasformare una mole di atomi
1
allo stato gassoso in una mole di cationi monovalenti. + −
+ → +
1
[il gas è lo stato di aggregazione in cui le particelle sono più lontane le une dalle altre → lontane dalle influenze e
attrazioni delle altre particelle → lo stato più RAREFATTO possibile]
L'energia di prima ionizzazione è l'energia che serve per allontanare l'elettrone più esterno dall’ atomo
e ha un valore inferiore di quello dell'energia di seconda ionizzazione (energia necessaria per strappare
il secondo elettrone). + ++ −
+ → +
2
L'energia di prima ionizzazione diminuisce scendendo nel gruppo e aumenta nel periodo andando da
sinistra verso destra (togliendo un elettrone ad un alcalino qualsiasi si arriva alla configurazione del gas
nobile precedente → molto stabile)
Affinità elettronica
Alcuni atomi tendono ad acquistare spontaneamente un elettrone formando ioni negativi (anioni) più
stabili dell'atomo neutro da cui provengono. 2 5
Ad esempio, l'atomo di fluoro F con struttura elettronica esterna 2s 2p tende ad acquistare
-
spontaneamente un elettr
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