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Generi CARPINUS e OSTRYA

Fam. BETULACEAE

 Foglie: ovali che ricordano quelle del faggio, ma con margine doppiamente dentato. Di un bel

colore verde intenso, in autunno assumono una colorazione giallo vivo che poi tende al brunastro,

con evidenti nervature. In autunno non cadono ma rimangono attaccate fino a primavera.

Le foglie del Carpinus rispetto a quelle dell’Ostrya presentano nervature non sono ramificate.

 Frutto: grappolo di piccole noci protette da una brattea triloba con lobo centrale più lungo.

C L. (Carpino comune, carpino bianco) (hornbean).

ARPINUS BETULUS

Hanno forma arrotondata se allevate ad albero; si alleva anche ramificato dalla base per siepi alte.

Predilige terreni freschi ma resiste anche in quelli asciutti. Impiegato per l’eccezionale resistenza

all’atmosfera inquinata e ai parassiti, ha pure pregio ornamentale dato dalla colorazione giallo intenso

assunta dai frutti in autunno.

O Scop. (Carpino nero) (Ostrya carpinifolia e O. virginiana).

STRYA CARPINIFOLIA

La corteccia è rosso-marrone e liscia nei primi anni, per poi diventare grigiastra ad esfoliarsi in strette

strisce verticali con l’avanzare dell’età.

Piante rustiche che prosperano in qualsiasi tipo di terreno, sono resistenti all’inquinamento e sono

impiegate in ambito ornamentale perché sospendono grappoli di strobili (pigne allungate) gialli, molto

decorativi e graziosi. Bruschi Pietro

Genere CATALPA

Fam. BIGNONIACEAE

 Foglie: ovali cuoriformi con base cordata, opposte, spesso verticillate, di elevate dimensioni.

 Frutto: capsula allungata a forma di baccello cilindrico lungo fino a 20-40 cm, persistente sino

all’inverno (questo particolare tipo di fruttificazione distingue questa specie dalla Pawlonia

tomentosa, che ne è priva).

C Walter. (Catalpa) (Indian Bean tree).

ATALPA BIGNOGNIOIDES

È moderatamente sensibile al freddo (-15°C), predilige esposizioni in pieno sole e non tollera zone ventose

a causa dell’ampio fogliame e dei rami piuttosto fragili; vivono bene in tutti i terreni.

È particolarmente adatta come pianta ornamentale per viali e giardini per la resistenza all’atmosfera

inquinata, per la chioma espansa e la ricca e abbondante fioritura bianca, per l’elevata velocità di crescita

(longevità mediocre), anche se le foglie subito dopo una pioggia emanano un odore poco gradevole.

Bruschi Pietro

Genere CELTIS

(Hack berry) Fam. ULMACEAE

 Foglie: semplici, ellittiche o ovali-lanceolate, appuntite, con i margini dentati, bifacciali, verdi sopra

e grigiastre sotto. Persistono sulla pianta più a lungo rispetto alle altre specie arboree tipiche degli

ambienti urbani.

 Frutti: drupe carnose, nerastre, lungamente peduncolate, costituiscono un carattere ornamentale e

sono commestibili (appetiti anche dagli uccelli).

C A L. (Bagolaro o Spaccasassi) (Nettle tree).

ELTIS USTRALIS

Particolarmente rustico, cresce anche su terreni ingrati e non disdegna quelli profondi e calcarei nei quali

sviluppa tutto il suo vigore. Resiste molto bene alla siccità, al calore ed allo smog. Per questi motivi, per la

sua crescita lenta ed il suo portamento molto elegante ed imponente viene molto impiegato in città.

Bruschi Pietro

Genere FRAXINUS

(Frassino) (Ash) Fam. OLEACEAE

 Foglie: picciolate, lanceolate e irregolarmente dentate, verde chiaro superiormente e vellutate o

lanuginose inferiormente; composte lunghe 20-35 cm con 4-6 paia ed una terminale nell’Excelsior,

con 2-4 paia ed una terminale nell’Ornus.

 Frutto: samara alata da verde a marrone durante la maturazione.

 Gemme: nere e piramidali nell’Excelsior, lanugginose e a cupola nell’Ornus.

Le diverse specie sono da alcuni suddivise in frassini da fiore (F. ornus, F. chinensis, F. mariesii) e frassini da

foglia (F. excelsior, F. angustifolia, F. oxycarpa).

Mediamente resistenti all’atmosfera inquinata ed al vento, trovano un largo impiego a livello forestale per

consolidamenti, rimboschimenti e fasce frangivento.

F L. (Frassino maggiore) (Common or European Ash).

RAXINUS EXCELSIOR

Largamente diffuso nel sud-est asiatico, predilige terreni umidi ed alcalini, sopporta le basse temperature

ed il ristagno idrico. Notevole a livello ornamentale sia per la rapida crescita che per il suo aspetto

primaverile, grazie ai suoi grappoli di fiori violacei che ravvivano i rami nudi prima delle foglie.

F L. (Orniello) (Flowering ash).

RAXINUS ORNUS

Originario dell’Europa meridionale, cresce spontaneamente in zone aride e rocciose. Predilige terreni

neutri, ma sopporta discretamente quelli salini. L’orniello è un albero ornamentale molto interessante per

la crescita molto lenta, per il bel fogliame e per la sua fioritura a grappoli bianchi molto profumata.

Bruschi Pietro

F Vahl. (F. Oxycarpa).

RAXINUS ANGUSTIFOLIA

Solitamente le foglioline sono di dimensioni inferiori ma la chioma è più densa della altre specie; viene

impiegata soprattutto la varietà Raywood, particolarmente apprezzata per la bellezza del fogliame rosso

carminio in autunno. Bruschi Pietro

Genere GLEDITSCHIA

Fam. LEGUMINOSAE

 Foglie: oblunghe, lanceolate a margine dentato, di colore verde lucido chiaro. Composte lunghe 10-

15 cm con 7-8 paia di foglioline oblunghe o lanceolate a margine dentato; talvolta le foglie sono

doppiamente composte con 4-7 paia di foglie a loro volta formate da 11 paia di foglioline molto

piccole.

 Frutti: baccelli falciformi appiattiti di notevoli dimensioni, ritorti ed ondulati, di colore marrone

scuro o rossastro, che rimangono sulla pianta anche in inverno.

G L. (Spina di Cristo o Spino di Giuda) (Honey locust).

LEDITSCHIA TRIACANTHOS

Di origine nordamericana, presenta una corteccia spinescente (con aculei anche lunghi 30cm), sono

piuttosto rustiche, con un rate di crescita elevato, preferiscono terreni freschi ed hanno un’elevatissima

resistenza alla atmosfera inquinata.

Sono state selezionate alcune varietà notevoli: Inermis, senza spine, Sunburst, con colore giallo vivo,

Elegantissima, a portamento arbustivo compatto, Bujoti, rami pendoli.

Bruschi Pietro

Genere LIQUIDAMBAR

Fam. ALTINGIACEAE

 Foglie: palmate con 5 (raramente 7) lobi, leggermente dentate, semplici e bifacciali, alterne,

lungamente picciolate. Persistono a lungo sulla pianta (fino a novembre inoltrato).

 Frutti: portati in infruttescenze di tipo subsferico, brevemente aculeate, che persistono durante il

periodo invernale.

L L. (Liquidambar) (Sweet gum).

IQUIDAMBAR STYRACIFLUA

Originario del nordamerica è molto resistente al freddo; tuttavia alquanto esigente in fatto di terreno che

deve essere fertile, profondo, non calcareo e senza ristagni di umidità.

Il colore autunnale delle foglie è meraviglioso, dal verde chiaro brillante al rosso scarlatto con tutte le

gradazioni intermedie, per poi divenire completamente rosso.

Bruschi Pietro

Genere LIRIODENDRON

Fam. MAGNOLIACEAE

 Foglie: lobate con due lobi laterali e due apicali, lungamente picciolate, dalle dimensioni rilevanti, di

colore verde scuro nella pagina superiore e grigio-bluastra in quella inferiore; in autunno assumono

una colorazione gialla molto intensa.

 Frutti: simili a delle pine appuntite formate da acheni alati, sono ciò che rimangono dei fiori simili a

piccoli tulipani, con petali verdi screziati di giallo-arancio.

L L. (Liriodendro) (Tulip tree).

IRIODENDRON TULIPIFERA

Originaria del continente nordamericano, rifugge i terreni a pH elevato ed i lunghi periodi di siccità. È pianta

longeva, ma di lento accrescimento, inoltre presenta una problematica crisi di trapianto. Utilizzata a livello

ornamentale per la colorazione intensa del fogliame in autunno e per l’imponente fioritura.

Reperibile anche la varietà Aureomarginatum, con foglie marginate giallo-oro ed una chioma più elegante.

Bruschi Pietro

Genere PAULOWNIA

Fam. SCROPHULARIACEAE

 Foglie: cuoriforme-ovoidale, semplici, di dimensioni ragguardevoli, bifacciali verde scuro

superiormente e più chiare inferiormente.

 Frutti: capsule marroni, deiscenti a maturità e persistenti sulle piante. I fiori, di color violetto

tendente al blu, hanno una corolla campanulato-tubulosa e sono portati in panicoli terminali ed

eretti.

P von Steudel. (Paulonia) (Empress tree).

AULOWNIA TOMENTOSA

Classico albero da fiore di rapidissimo accrescimento, da piantare isolato ma riparato dai venti (rami fragili).

Vuole terreni freschi e profondi, teme i ristagni idrici, anche se mostra un'elevata adattabilità alle condizioni

ambientali siccitose tipiche di certe aree; le radici carnose temono i ristagni idrici.

Bruschi Pietro

Genere PLATANUS

Fam. PLATANACEAE

 Foglie: palmate, larghe 15 cm, con 5 lobi dentati, lucide in primavera-estate, ruggine in autunno.

 Frutti: globosi uncinati, verde-giallastro, poi rossicci, lungamente peduncolati.

P × Willd. (P.Orientalis × P.Occidentalis) (Platano) (London plane tree).

LATANUS ACERIFOLIA

Si tratta di una pianta di rapida crescita, rustica ed adattabile a tutti i terreni, molto resistente

all’inquinamento ed alle potature frequenti. Usato nelle vialature per la sua crescita vigorosa, è anche

diffuso in parchi e giardini per la sua maestosità e per la corteccia grigio-brunastra che si sfalda in larghe

chiazze, lasciando apparire un attraente disegno verde-grigio chiaro.

Gli unici inconvenienti sono costituiti da tre avversità che lo stanno attaccando: un insetto (Tingide

americana) e due funghi (Gnomonia platani, agente dell’antracnosi, e Ceratocystis fimbriata, agente di

cancro). Questi parassiti portano talvolta a voluminose cavità interne.

Bruschi Pietro

Genere POPULUS

(Pioppo) (poplar, aspen, cottonwood) Fam. SALICACEAE

 Foglie: semplici, bifacciali e alterne, picciolate e con presenza di stipole alla base, palminervie

 Frutti: Capsule con valve che a maturità si aprono lasciando cadere i semi piumosi. Fiori minuscoli

raccolti in grappoli penduli dai colori variabili tra il verde, il bruno ed il rosso.

Di facile coltura e rapido accrescimento, sono specie rustiche prosperano in tutti i terreni tranne in quelli

troppo aridi; infatti vegetano spontaneamente in prossimità dei corsi d’acqua.

P L. (Pioppo bianco) (silver poplar, white poplar).

OPULUS ALBA

È un albero di forma arrotondata e molto robusto; la corteccia è inconfondibilmente biancastra, liscia e

lucente con venature nere. Le foglie sono verdi sopra e grigiastre sotto, che al minimo segno di vento

tremano e stormiscono assumendo riflessi cangianti.

Originario dell’Europa occidentale ma predilige assolutamente terreni umidi limoso-argillosi, rifuggendo

quelli aridi e brecciosi; termofilo e abbastanza resistente alla salsedine.

Nelle zone più ristrette, è consigliabile l’impianto della varietà Pyramidalis, con portamento affusolato

simile al cipresso e radici meno invadenti.

La principale avversità è rappresentata da un insetto, il rodilegno (Cossus cossus).

Bruschi Pietro

P L. (Pioppo nero) (lombardy poplar).

OPULUS NIGRA

Forma arrotondata con chioma espansa e foglie triangolari allungate che in autunno si colorano di giallo

banana. La corteccia è molto scura.

Molto diffusa la varietà Pyramidalis (Pioppo cipressino), sia per il fatto che non produce i semi lanosi e

quindi non sporca, sia per la sua silhouette snella e slanciata di grande eleganza.

P L. (Pioppo tremulo) (Common aspen).

OPULUS TREMULA

Le sue foglie, piccole, rotonde che virano al giallo ambra in autunno, sono sostenute da piccioli

estremamente appiattiti, per cui alla minima brezza si muovono e vibrano producendo il caratteristico

suono. La corteccia è argentea solcata di nero carbone.

Bruschi Pietro

P × Sm. (P.Tremula × P.Alba) (Pioppo grigio).

OPULUS CANESCENS

Caratterizzato dalla vigoria da ibrido supera in dimensioni i propri genitori; le foglie sono simili come

colorazione al pioppo bianco, ma sono meno tomentose rispetto a quest'ultime; la corteccia è di un colore

più simile al grigio cenere del pioppo tremula. Bruschi Pietro

Genere QUERCUS

(Querce) (oak) Fam. FAGACEAE

 Foglie: lobate, semplici, a margine lobato o intero; tuttavia la forma può essere molto variabile non

solo all’interno di ciascuna specie ma anche in un singolo individuo (interfertilità spinta).

Sempreverdi (per più di un anno), semipersistenti (verdi durante l'anno ma cadenti in primavera);

caduche (appassiscono in autunno ma non abscindono fino a primavera).

 Frutti: noci oblunghe o ellittiche (ghiande) contenenti un solo seme, racchiuse alla base da un

rivestimento duro, legnoso, talvolta spinoso, detto "cupola", derivante dalla trasformazione del

peduncolo.

Il genere Quercus comprende circa 300 specie (alberi ed arbusti) prevalentemente diffuse nelle regioni

temperate dell'emisfero settentrionale, di solito molto longeve. Possono essere soggette ad attacchi da

parte di funghi agenti di carie, di marciume radicale, d’oidio, di cancro e parassiti animali (processionaria,

alcuni lepidotteri defogliatori, il rodilegno, coleotteri cerambici).

Q L. (Leccio) (holm oak).

UERCUS ILEX

Forma una chioma densa e molto spessa. Il sughero si fessura in profondità, le foglie verdi scure sono

persistenti e coriacee, creano inoltre contrasto con il colore molto chiaro dei germogli.

Albero di medie dimensioni e longevo, è molto vigoroso accrescendosi notevolmente in altezza; sopporta

benissimo le potature, l’ombra (non perde i rami!) ed i periodi ricorrenti di siccità oltre ai terreni calcarei.

Bruschi Pietro

Q Willd. (Roverella) (downy oak).

UERCUS PUBESCENS

Il nome deriva dalla leggera tomentosità della pagina inferiore della foglia. La specie è particolarmente

affine alle zone aride, tant’è che tollera quest’ultima oltre ad essere eliofila e termofila. Notevole il fatto

che inoltre resista bene anche alle gelati precoci e tardive (dormienza molto accentuata); si adatta anche a

terreni calcarei o rocciosi.

Q L. (Farnia) (English oak, pedunculate oak).

UERCUS ROBUR

Si tratta di una specie molto sviluppata in altezza (fino a 50m) ed in longevità (200 anni).

Le foglie sono decidue, inserite sui rametti in modo quasi sessile, si presentano lobate arrotondate e non

molto profondi. Alla base delle foglie sono presenti due caratteristiche "orecchiette" asimmetriche.

È una specie eliofila ma predilige terreni freschi e profondi, molto esigente in fatto di umidità del suolo,

sfugge in modo netto quelli calcarei; sopporta bene inverni rigidissimi e gelate tardive.

L’adattamento e la presenta in climi molto diversi ha portato alla creazione di molte razze ecologiche ed

ecotipi fotoperiodici. Esistono inoltre le cultivar Pyramidalis, che ricorda l’aspetto del pioppo cipressino,

Attention, dalla forma colonnare e resistente all’oidio, Skymaster, di forma ovale, Selecti, con chioma

espansa regolare. Bruschi Pietro

Q Liebl. (Rovere) (Sessile Oak).

UERCUS PETRAEA

Albero a foglie decidue, picciolate che si restringono a "V" senza orecchiette .

La rovere sostituisce la Robur nei terreni acidi e meno illuminati. Seppure non sopporti suoli troppo umidi è

invece esigente in fatto di umidità atmosferica, non sopporta le gelate tardive perché entra in vegetazione

presto.

Q L. (Quercia rossa americana) (Northern red oak, champion oak).

UERCUS RUBRA

È detta "rossa" per la tipica colorazione autunnale delle foglie, incise, appuntite, opache e piuttosto grandi.

Nativa della parte orientale degli Stati Uniti, presenta una buona rapidità di accrescimento; preferisce un

terreno profondo e sciolto anche se, una volta stabilita, si adatta anche ai periodi siccitosi (capacità di

acclimatazione); tuttavia rifugge quelli calcarei, dove si verifica frequentemente la clorosi.

Bruschi Pietro

Q Munchh. (Quercia di palude) (pin oak, swamp oak).

UERCUS PALUSTRIS

D’origine nordamericana, presenta un portamento a piramide irregolare. Cresce rapidamente in suoli molto

umidi e non calcarei. Si distingue dalla quercia rossa per le foglie profondamente lobate, che diventano di

colore prima giallo oro poi porpora in autunno.

Q L. (Cerro) (Turkey oak, Austrian oak) Q Ten. (Hungarian oak, italian oak)

UERCUS CERRIS UERCUS FRAINETTO

Bruschi Pietro

Genere ROBINIA

Fam. FABACEAE

 Foglie: ovate non dentate, composte lunghe fino a 35cm con 11-21 foglioline, alterne, bifacciali.

 Frutti: legumi piatti verdastri poi marroni lunghi circa 10 cm, deiscenti a maturità.

R L. (Robinia, impropriamente “acacia”) (black locust, false acacia).

OBINIA PSEUDOACACIA

Da non confondersi con l’acacia, presenta anch’essa lunghe spine solide sui rami più giovani.

Originaria del nordamerica è una pianta rustica, resistenti al freddo, alla siccità, alle atmosfere inquinate,

alle situazioni litoranee (sono fragili al vento tuttavia). Vegetano bene in tutti i terreni purché non troppo

calcarei e s’accontentano anche dei suoli sabbiosi e secchi. Eliofila, se ben posizionata regala una bellissima

e copiosa fioritura in lunghi e numerosissimi grappoli bianchi profumati.

Numerose le varietà: Bessoniana, con foglie d’un verde più intenso ma poco fiorifera, Casque Rouge,

grappoli rosso lilla intenso e assenza di spine, Semperflorens, rifiorente, Umbraculifera, forma sferica e

priva di spine, Monophylla, forma a larga colonna, Decaisneana, grandi grappoli di fiori rosa, Frisia, fogliame

giallo vivo a primavera, Pyramidalis, Tortuosa. Bruschi Pietro

Genere TILIA

(Tiglio) (linden, lime tree, basswood) Fam. TILIACEAE

 Foglie: largamente ovate con base asimmetricamente cordata e stipole caduche, dentate, grandi.

 Frutti: ovoidali simili a piccolissime noci, indeiscenti.

Si possono coltivare in tutti i terreni e sopportano le potature più severe; d’interesse ornamentale i

caratteristici i fiori piccoli bianco-giallognoli molto profumati, portati in infiorescenze sull’estremità di un

peduncolo, e la colorazione giallo intenso autunnale della chioma.

T Scop. (Tiglio nostrale) (large-leaved linden, large-leaved lime).

ILIA PLATYPHYLLOS

Si tratta di una specie che può raggiungere dimensioni colossali (alcuni metri di diametro), le foglie sono

medio-grandi ed il loro colore è verde intenso sulla pagina superiore, più chiaro inferiormente. La corteccia

da giovane si presenta liscia mentre in seguito si fessura in lunghe placche longitudinali di colore bruno

scuro (con macchie biancastre dovute a licheni).

Sono particolarmente sensibili all’aridità di terreno ed aria, non di rado questo porta ad un precoce

avvizzimento delle foglie e quindi ad un ridotto interesse ornamentale.

T Mill. (Tiglio selvatico) (Small-leaved lime, small-leaved linden).

ILIA CORDATA

Le foglie sono medio piccole di colore verde intenso superiormente e glauco-bluastro inferiormente.

Particolari i rametti che sono glabri olivastri da un lato e rossastri dall’altro.

Ha una maggiore resistenza alla siccità del Platyphyllos e conserva più a lungo il fogliame. È la specie che

meglio sopporta le basse temperature invernali e si adatta a terreni magri e poveri al contrario degli altri; è

tuttavia sensibile alla salinità. Bruschi Pietro

T Moench. (Tiglio argentato, Tiglio sericeo) (silver linden, silver lime).

ILIA TOMENTOSA

Le foglie sono medio-grandi con dentatura irregolare, di colore verde intenso opaco superiormente, bianco

argentato tomentoso inferiormente.

È la specie più resistente all’aridità ed alle malattie, per questo motivo è la più diffusa.

T L.

ILIA AMERICANA

T × (T. dasystyla × T. cordata)

ILIA EUCHLORA

T × L. (T. platyphyllos × T. cordata)

ILIA EUROPEA Bruschi Pietro

Genere ULMUS

(Olmo) (Elm) Fam. ULMACEAE

U Mill. (Ulmus minor) (Field Elm)

LMUS CAMPESTRIS

 Chioma: alta e stretta con rami a portamento quasi verticale (terminano leggermente pendenti).

 Tronco: corteccia grigiobruna, con lunghe e profonde spaccature verticali; la corteccia dei rami ha

sottili spaccature verticali nere (simili a quelle dell’Acer campestre).

 Foglie: ovali, appuntite, base obliqua e margine dentato.

 Fiori: piccoli e rossi - samare trasparenti

Bruschi Pietro

U Huds. (Olmo montano) (Wych elm, scots elm)

LMUS GLABRA

 Chioma: a larga cupola, con rami fitti ed arcuati che si dipartono dalla parte bassa del tronco, che è

spesso biforcato.

 Tronco: corteccia liscia e grigio-argentea nei soggetti giovani, diventa poi bruna con una rete di

ampie screpolature grigio-brune.

 Foglie: ovali, appuntite, base fortemente asimmetrica e margini doppiamente dentati.

 Fiori: rosso-violaceo scuro - samare verde chiaro

U L. (Olmo siberiano)

LMUS PUMILA

 Chioma: Rami eretti con getti lunghi e molto divisi.

 Tronco: corteccia grigio-marrone, rugosa e corrugata.

 Foglie: ellittiche, appuntite, poco asimmetriche.

 Fiori: rossastri - samare verdi con centro rossiccio.

Bruschi Pietro

Bruschi Pietro

CONIFERE

Il termine conifere è nell'uso comune applicato a piante appartenenti alla divisione delle Gymnospermae

dell’ordine Coniferales (ad oggi “Pinales”), il quale è formato da sette famiglie: Pinaceae, Podocarpaceae,

Araucaruaceae, Sciadopityaceae, Cupressaceae, Taxaceae, Caphalotaxaceae.

La maggior parte sono piante arboree, spesso gigantesche, talvolta arbustive e perfino striscianti.

Hanno ramificazione prevalentemente monopodiale, talvolta verticillata o a rami sparsi.

Le foglie sono aghiformi o squamiformi, talvolta a lamina espansa.

Portamento:

Il portamento naturale delle conifere è solitamente quello conico piramidale, con ramificazione che parte

dalla base della pianta. Eccezione fanno il Cupressus sempervirens con la tipica forma colonnare, quella

espansa irregolare del Cedrus libani e quella arbustiva dello Juniperus communis.

Corteccia:

Quasi tutte le conifere presentano un sughero di colore bruno-grigiastro che tende a sfaldarsi a placche

longitudinali molto rigide più o meno grandi (Calocedrus, Chamaecyparis, Cupressus, Juniperus, Picea,

Pinus, Metasequoia, Taxus, Thuja – Abies, Taxodium), ma non mancano specie con superficie rugosa a

costolata (Cedrus, Cupressus, Gingko). Foglie:

A più o meno lunghi (Pinus – Abies, Picea, Cedrus, Juniperus), (Metasequoia, Taxodium,

GHI RIGIDI AGHIFORMI

Taxus), (Calocedrus, Chamaecyparis, Cupressus, Thuja) o la caratteristica

FOGLIE SQUAMIFORME FOGLIA A

del Gingko.

VENTAGLIO Frutto:

Le conifere sono caratterizzate dal frutto, denominato , formato da molte squame più o meno

STROBILO

lignificate. Di queste alcune portano gli ovuli, altre invece hanno funzione protettrice (“bratte”).

Le Pinaceae (Abies, Picea e Pinus – allungate, Cedrus e Pinus – tozze) le squame sono ingrossate nella parte

apicale (“scudo”), hanno una cicatrice chiamata “umbone” e talvolta una rima rilevata detta “carena”,

andando a creare la .

PIGNA

Le Cupressaceae (Chamaecyparis, Cupressus, Taxodium, Metasequoia, Juniperus – più carnoso, Thuja)

hanno un frutto formato da squame che si saldano insieme a formare una struttura globulare ( ).

GALBULA

Le Taxaceae (Taxus) sono caratterizzate da un frutto carnoso ( ).

ARILLO

Il Gingko presenta un frutto carnoso più simile ad una ciliegia che ad uno strobilo.

Impiego:

L'uso di conifere isolate in parchi o giardini assolve lo scopo di caratterizzazione di un largo spazio vuoto.

Quando lo spazio disponibile è alto e stretto le specie adatte sono poche (cipressi o alcuni picea).

Numerose conifere si prestano molto bene all'utilizzazione come barriere frangivento (Thuja plicata,

Chamaecyparis lawsoniana, Cupressus sempervirens, talune cultivar di Taxus baccata).

Le conifere rappresentano i tradizionali alberi di Natale anche se in realtà poche sono le specie utilizzate

allo scopo e risultano diverse da paese a paese. In Gran Bretagna così come in Italia il tipico albero di Natale

è l'abete rosso (Picea abies), mentre in gran parte del continente europeo si tende a preferire l'abete

bianco (Abies alba); nel Nord America viene diffusamente utilizzato il pino di Scozia (Pinus sylvestris).

Le specie idonee per la costituzione di siepi sono relative alla famiglia delle Cupressacee poiché sanno

adattarsi ad un’ampia gamma di suoli, sopportano bene le potature, sono sempreverdi, non sono troppo

suscettibili all’attacco di patogeni. Bruschi Pietro


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Verde urbano e arboricoltura ornamentale. Argomenti: morfologia, anatomia, nomenclatura delle piante ornamentali, foglie, fiori, frutti, latifoglie (acer, aesculus, carpinus, ostrya, catalpa, celtis, fraxinus, gleditschia, liquidambar, liriodendron, paulownia, platanus, populus, quercus, robinia, tilia, ulmus), conifere (abies, calocedrus, cedrus, chamaecyparis, cupressus, gingko, juniperus, picea, pinus, metasequoia, taxodium, taxus, thuja).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze vivaistiche, ambiente e gestione del verde
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fragfolstag di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Verde urbano e arboricoltura ornamentale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Ferrini Francesco.

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