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Morfologia

La principale caratteristica che distingue le Angiosperme dalle Gimnosperme (“piante a seme nudo”) è la produzione del frutto e del fiore che è costituito da elementi sterili (i sepali e i petali) e da elementi fertili, normalmente presenti nello stesso fiore: gli stami in cui si differenziano i granuli di polline, ed il carpello in cui si distinguono lo stimma, lo stilo e l'ovario. Quindi nelle Angiosperme gli ovuli non sono semplicemente portati dalle squame di uno strobilo, ma sono racchiusi all'interno dell'ovario che durante la maturazione si trasforma nel pericarpo del frutto.

Tipologie di piante legnose

  • Albero: Pianta legnosa con fusto perenne ben definito che raggiunga un diametro di almeno 5 cm ed un’altezza di almeno 5 m; i rami si sviluppano in alto sul tronco a formare una chioma variamente conformata a seconda della specie.
  • Arbusto: Pianta legnosa che si presenta ramificata per lo più sin dalla base, nella quale cioè la massa dei rami predomina sull’asse principale.
  • Cespuglio: Pianta legnosa dove le dimensioni del fusto primario non superano quelle dei fusti secondari.
  • Liana: Fusto a portamento strisciante che necessità di sostegno o tutore per l’accrescimento in altezza.

Anatomia del fusto

Il midollo costituisce un parenchima di riserva, il legno ha il compito di trasportare l’acqua e di sostenere la pianta, il cambio produce xilema e floema, il libro trasporta la linfa, la corteccia oltre ad essere un parenchima di riserva protegge il caule dalle ferite e dall’evaporazione, il fellogeno produce il sughero, il sughero costituisce il rivestimento esterno del caule.

Gemme

Terminali apicali (localizzate all’apice del germoglio), laterali o ascellari (localizzate sul lato del ramo), avventizie (si originano in seguito alla perdita delle gemme primarie), latenti (create assieme al resto del ramo si attivano solo in seguito alla perdita della primarie).

  • Modificazioni del fusto: fillocladi, cladodi, aculei, viticci, rizoma, stoloni, bulbo.
  • Modificazioni delle foglie: viticci, spine, catafilli, foglie delle piante carnivore.

Caratteri d'interesse ornamentale e utili al riconoscimento

Forma e colore delle foglie, forma e colore dei fiori, epoca e abbondanza di fioritura, forma e portamento della chioma, colore e abbondanza frutti.

Nomenclatura delle piante ornamentali

La famiglia in corsivo con la prima lettera maiuscola; il genere corsivo con la prima lettera maiuscola; la specie in corsivo prima lettera minuscola; la varietà fra virgolette singole, testo normale e prima lettera di ogni parola maiuscola. Gli ibridi fra due specie possono essere denominati mettendo il nome di ogni specie che lo conforma in ordine alfabetico separati dal segno di moltiplicazione; una notazione alternativa si dà quando all'ibrido viene assegnato il suo proprio epiteto. La notazione alternativa per gli ibridi tra genere è quella di porre un genere "condensato" composto dai nomi dei due generi che formano l'ibrido, preceduto dal segno di moltiplicazione.

Esempi: Fagaceae Fagus sylvatica ‘Asplenifolia’, Buxaceae Buxus sempervirens ‘Herrenhausen’, Magnoliaceae Magnolia soulangeana ‘Alba Superba’, Scrophulariales Verbascum Lychnitis × Nigrum, Scrophulariales Verbascum ×schiedeanum, ×Dialaeliocattleya (genere ibrido tra Diacrium, Laelia, e Cattleya).

Foglie

Le foglie si sviluppano lateralmente sulle ramificazioni (opposte, alternate, sparse, verticillate o a rosetta), possono essere semplici o composte (palmato-composte, composte pinnate e composte bi-pennate) ed hanno svariate funzioni: fotosintesi, regolazione della traspirazione, riserva di nutrienti, protezione, predazione. Possono essere eliofile o sciafile in base alla tolleranza verso le radiazioni luminose. Possono bifacciali (dicotiledoni) o isofacciali (monocotiledoni e conifere).

  • Picciolo: sostiene la foglia (“sessile” se ne è priva) e la inserisce sul ramo, può prevedere piccole foglioline alla base dette “stipole”.
  • Lamina: la parte estesa della foglia dove si distinguono una pagina superiore ed una inferiore.
  • Nervature: canali adibiti al trasporto di linfa grezza ed elaborata.

Forme e margini delle foglie

  • Forma: ellittica (apice e base tonda con larghezza massima al centro), ovata (larghezza massima nella terza parte inferiore), obovata (larghezza massima nella terza parte superiore), lanceolata (lamina molto lunga e stretta), romboidale (a forma di rombo), cuoriforme (lamina rotonda a forma di cuore), pennato composta (foglia composta), pennato lobata (foglia con lobi penninervia), palmato lobata (foglia palmata con lobi).
  • Margine: liscio (non presenta incisioni), ondulato o sinuoso (pronunciate ondulazioni), doppiamente dentato (dentatura principale sulla quale appare una dentatura più piccola), dentato (sporgenze acute o seghettature dirette verso l'esterno), dentato-spinoso (i denti si prolungano con lunghe punte), seghettato (sporgenze acute rivolte verso l'apice della foglia), crenato (le sporgenze sono simili a dentature ma con contorno arrotondato).
  • Profondità margine: lobato (le incisioni sono poche e profonde ma non raggiungono la metà della lamina), fesso (le incisioni sono più profonde che in quello lobato e arrivano a metà tra la lamina e la nervatura mediana), roncinato (i lobi sono ricurvi all'indietro verso la base della foglia), settato (le incisioni raggiungono la nervatura mediana).
  • Apice: acuto, acuminato, appuntito, troncato, ottuso.
  • Base: cuneata (estesa per meno di 15°), ottusa (estesa per più di 90°), cordata (estesa per più di 180°), troncata (base piatta a circa 180°), asimmetrica (il punto di attacco sul picciolo è sfasato).
  • Venature: pennate, palmate, trinervie, uninervie, rettinervie, dicotomiche.

Frutti

I frutti possono essere classificati in: secchi o carnosi (secondo la consistenza del pericarpo), deiscenti o indeiscenti (se aprono o meno il pericarpo a maturità), frutto o infruttescenza (se derivano da un solo fiore o da un raggruppamento di rami che portano fiori). Non fanno parte di essi i falsi frutti (originati dalla trasformazione non solo dell’ovario ma anche da altri organi del fiore).

  • Drupe: pericarpo si presenta distinto in tre strati – contiene un solo seme.
  • Bacca: mesocarpo ed endocarpo molli – numerosi semi.
  • Achenio: pericarpo più o meno indurito – unico seme non concresciuto col pericarpo.
  • Ghianda: varietà di achenio con una cupola alla base.
  • Samara o Disamara: acheni con una o due espansioni alari.
  • Cariosside: caratteristico delle Graminacee – caratterizzato da un abbondante albume farinoso.

Latifoglie

  • Acer campestre (Acero campestre, Testucchio) (Hedge maple).
  • Acer negundo (Acero americano, Negundo) (Boxelder, Ash-leaved maple).
  • Acer platanoides (Acero riccio, Cerfico, Platanaria, acero norvegese) (Norway maple).
  • Acer pseudoplatanus (Acero montano, acero fico, Sicomoro) (Planetree maple o Sycamore maple).
  • Aesculus hippocastanum (Ippocastano, Castagno d’India) (Horsechestnut).
  • Carpinus betulus (Carpino comune, carpino bianco) (hornbean).
  • Ostrya carpinifolia (Carpino nero) (Ostrya carpinifolia e O. virginiana).
  • Catalpa bignonioides (Catalpa) (Indian Bean tree).
  • Celtis australis (Bagolaro o Spaccasassi) (Nettle tree).
  • Fraxinus excelsior (Frassino maggiore) (Common or European Ash).
  • Fraxinus ornus (Orniello) (Flowering ash).
  • Fraxinus angustifolia (F. Oxycarpa).
  • Gleditschia triacanthos (Spina di Cristo o Spino di Giuda) (Honey locust).
  • Liquidambar styraciflua (Liquidambar) (Sweet gum).
  • Liriodendron tulipifera (Liriodendro) (Tulip tree).
  • Paulownia tomentosa (Paulonia) (Empress tree).
  • Platanus acerifolia (P. Orientalis × P. Occidentalis) (Platano) (London plane tree).
  • Populus alba (Pioppo bianco) (silver poplar, white poplar).
  • Populus nigra (Pioppo nero) (lombardy poplar).
  • Populus tremula (Pioppo tremulo) (Common aspen).
  • Populus canescens (P. Tremula × P. Alba) (Pioppo grigio).
  • Quercus ilex (Leccio) (holm oak).
  • Quercus pubescens (Roverella) (downy oak).
  • Quercus robur (Farnia) (English oak, pedunculate oak).
  • Quercus petraea (Rovere) (Sessile Oak).
  • Quercus rubra (Quercia rossa americana) (Northern red oak, champion oak).
  • Quercus palustris (Quercia di palude) (pin oak, swamp oak).
  • Robinia pseudoacacia (Robinia, impropriamente “acacia”) (black locust, false acacia).
  • Tilia platyphyllos (Tiglio nostrale) (large-leaved linden, large-leaved lime).
  • Tilia cordata (Tiglio selvatico) (Small-leaved lime, small-leaved linden).
  • Tilia tomentosa (Tiglio argentato, Tiglio sericeo) (silver linden, silver lime).
  • Ulmus campestris (Ulmus minor) (Field Elm).
  • Ulmus glabra (Olmo montano) (Wych elm, scots elm).
  • Ulmus pumila (Olmo siberiano).

Genere Acer (Aceri) (Maple)

Fam. ACERACEAE

  • Foglie: palmate, opposte, lungamente picciolate – per lo più semplici.
  • Frutto: disamara

Comprende un elevato numero di specie (oltre 150 diffuse principalmente in Asia, Europa ed America del nord), ha notevole interesse ornamentale per la colorazione autunnale del fogliame, per l’habitus vegetativo e per la resistenza alle atmosfere inquinate. Piccoli alberi (Campestre), o alberi di prima grandezza (Pseudoplatanus, Platanoides).

Specie più diffuse: A. Campestre, A. Negundo, A. Pseudoplatanus, A. Platanoides, A. Rubrum, A. Griseum, A. Saccharum, A. Saccharinum.

Acer campestre (Acero campestre, Testucchio) (Hedge maple)

Foglie palmate, piccole a 5 lobi ottusi, di colore verde scuro; virano al giallo in autunno e talvolta al rosso. Presenta una caratteristica scanalatura profonda nel sughero di giovani rami e branche. Specie indigena dell'Europa molto longeva (120 anni), di dimensioni generalmente limitate (15 m). È un'essenza moderatamente xerofila e termofila, frequente nei terreni profondi e calcarei. Molto rustica, si adatta bene ai suoli secchi e va bene per il rimboschimento di pendii degradati. Sopportando bene il taglio, serve anche per formare siepi e cortine protettive molto folte. È detto acero "campestre" perché usato come tutore della vite.

Acer negundo (Acero americano, Negundo) (Boxelder, Ash-leaved maple)

Foglie composte (6-7 foglioline ciascuna) irregolarmente dentate o lobate. Dopo essere stata prima impiantata in parchi e giardini si è ambientata lungo le rive dei corsi d'acqua dove passa quasi inosservata fra la vegetazione spontanea, tanto da essere considerata una specie infestante. È poco longevo ma la sua crescita molto rapida (seppur fragile) e la resistenza sia al freddo sia al caldo lo rendono prezioso in determinate circostanze (isolato, viali, alberature stradali); accetta i suoli secchi ma si sviluppa meglio in quelli profondi e freschi. Non tollera le potature. Da ricordare la selezione di un clone femminile cultivar "Variegatum" (o Argentovariegatum) molto nota in Italia per la sua presenza in parchi, giardini e viali.

Acer platanoides (Acero riccio, Cerfico, Platanaria, acero norvegese) (Norway maple)

Le foglie sono semplici provviste di cinque lobi, quelli basali sono quasi rettilinei; il margine fogliare presenta pochi denti con apici lungamente acuminati-aristati. Negli alberi giovani la corteccia è liscia mentre in quelli adulti si fessura longitudinalmente dando luogo a placche grigie di forma più o meno rettangolare. È una specie tipica dei climi freddi, tendenzialmente sciafila ed idrofila. Non tollera le potature. In estate dalle foglie trasuda un leggero velo di liquido lattescente bianco gradito alle api. Di rilievo le varietà: Crimson King e Crimson Sentry (per il fogliamo coloro rosso cremisi scuro a primavera che in autunno si tramuta in arancio), Columnare, Drumondii (foglie variegate), Emerald Queen, Globosum (chioma sferico-allargata).

Acer pseudoplatanus (Acero montano, acero fico, Sicomoro) (Planetree maple o Sycamore maple)

Le foglie sono semplice suddivise in cinque lobi ovali nettamente marcati, seghettati ed acuminati all'apice. Negli alberi giovani la corteccia è liscia mentre in quelli adulti si fessura longitudinalmente dando luogo a placche grigie di forma più o meno rettangolare. Predilige climi tendenzialmente freddi con terreni profondi e sciolti; rifugge i terreni compatti.

Genere Aesculus

Fam. HIPPOCASTANACEAE

Aesculus hippocastanum (Ippocastano, Castagno d’India) (Horsechestnut)

Le foglie sono composte, verde scuro superiormente più chiare inferiormente. Corteccia a squame. I fiori sono portati su panicoli variamente colorati (bianco, giallo, rosa, rosso) e conformati in funzione della varietà. Il frutto è costituito da un riccio spinescente con castagna. Di origine asiatica, si è ambientata bene in Europa. Vegeta in quasi tutti i terreni ma rifugge i terreni asciutti e soggetti a gelo. Utilizzato soprattutto per l’abbondante (e problematica) fioritura e per le attraenti tonalità gialle assunte dalle foglie in autunno. Soggetto all’attacco di fungo (Guignardia aesculi), che provoca bruciature sui bordi della foglia, e di un fitofago (Cameraria ohridella), la quale pratica delle maculature sulla lamina foglia.

Generi Carpinus e Ostrya

Fam. BETULACEAE

  • Foglie: ovali che ricordano quelle del faggio, ma con margine doppiamente dentato. Di un bel colore verde intenso, in autunno assumono una colorazione giallo vivo che poi tende al brunastro, con evidenti nervature. In autunno non cadono ma rimangono attaccate fino a primavera. Le foglie del Carpinus rispetto a quelle dell’Ostrya presentano nervature non sono ramificate.
  • Frutto: grappolo di piccole noci protette da una brattea triloba con lobo centrale più lungo.

Carpinus betulus (Carpino comune, carpino bianco) (hornbean)

Hanno forma arrotondata se allevate ad albero; si alleva anche ramificato dalla base per siepi alte. Predilige terreni freschi ma resiste anche in quelli asciutti. Impiegato per l’eccezionale resistenza all’atmosfera inquinata e ai parassiti, ha pure pregio ornamentale dato dalla colorazione giallo intenso assunta dai frutti in autunno.

Ostrya carpinifolia (Carpino nero) (Ostrya carpinifolia e O. virginiana)

La corteccia è rosso-marrone e liscia nei primi anni, per poi diventare grigiastra ad esfoliarsi in strette strisce verticali con l’avanzare dell’età. Piante rustiche che prosperano in qualsiasi tipo di terreno, sono resistenti all’inquinamento e sono impiegate in ambito ornamentale perché sospendono grappoli di strobili (pigne allungate) gialli, molto decorativi e graziosi.

Genere Catalpa

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/03 Arboricoltura generale e coltivazioni arboree

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fragfolstag di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Verde urbano e arboricoltura ornamentale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Ferrini Francesco.
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