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Storia economica

Capitolo 19

La macroeconomia

La macroeconomia è lo studio dell’attività economica aggregata. L’analisi macroeconomica spiega l’andamento passato dell’attività economica aggregata e cerca di fare previsioni sul futuro. Una diminuzione dell’attività economica che dura almeno sei mesi consecutivi è definita recessione, durante la quale il tasso di disoccupazione tende a crescere.

Disoccupazione

Si definisce una persona disoccupata quando: non ha lavoro, ne ha attivamente cercato uno nelle ultime 4 settimane ed è attualmente disponibile ad accettare un impiego.

Esempio: Grande depressione USA 1929-1939. Nei primi 4 anni la produzione crollò del 30%, mentre il tasso di disoccupazione crebbe dal 3 al 25%. Nel 1932 il mercato azionario statunitense toccò il fondo fino a perdere l’87% rispetto al picco del 1929.

Contabilità economica nazionale

Produzione = spesa = reddito. Per misurare l’attività economica aggregata dobbiamo tenere conto sia delle quantità, sia dei prezzi. Si usa una misura nota col nome di PIL, definita come il valore totale di mercato dei beni finali e dei servizi prodotti da una nazione in un determinato periodo di tempo.

Si parla di beni finali perché ciò che ci interessa misurare è solo la fase conclusiva del processo produttivo. Il livello di attività economica aggregata può essere calcolato anche considerando la spesa per l’acquisto di prodotti. Il terzo modo di calcolare l’attività economica aggregata è attraverso il reddito.

Flussi circolari

I fattori della produzione sono gli input del processo produttivo e si dividono in capitale e lavoro. La maggior parte del capitale fisico è proprietà delle famiglie, perché le imprese sono proprietà dei soci e azionisti, la maggior parte dei quali sono famiglie. Possiamo spiegare le relazioni tra famiglie e imprese usando il flusso circolare. Le imprese producono beni e servizi (produzione), le famiglie pagano per acquistarli (spesa), le imprese pagano le famiglie per l’uso del loro capitale fisico e del loro lavoro (reddito), il capitale fisico e il lavoro sono fattori della produzione usati dalle imprese (fattori).

Contabilità economica nazionale: spesa

Gli acquisti di beni e servizi all’interno dei confini nazionali si suddividono in 5 categorie:

  • Consumo: Valore di mercato dei beni e servizi di consumo che sono acquistate dalle famiglie della nazione in considerazione.
  • Investimento: Valore di mercato del capitale fisico di nuova produzione acquistato dalle famiglie e dalle imprese nazionali.
  • Spesa pubblica: Valore di mercato degli acquisti di beni e servizi effettuati dallo Stato.
  • Esportazioni: Valore di mercato di tutti i beni e servizi prodotti nella nazione e venduti a famiglie, imprese e governi di Paesi stranieri.
  • Importazioni: Valore di mercato di tutti i beni e servizi prodotti all’estero e venduti alle famiglie, imprese e al governo nazionali.

Si può calcolare il valore totale della spesa in beni e servizi prodotti all’interno dell’economia nazionale:

Y = C + I + G + X – M dove Y = valore di mercato del PIL, C = consumo, I = investimenti, G = spesa pubblica, X = esportazioni, M = importazioni.

Questa identità contabile è detta identità contabile del reddito nazionale.

Contabilità economica nazionale: reddito

Il PIL può essere anche letto come somma dei redditi, i quali si dividono in due categorie:

  • Redditi da lavoro: Ogni remunerazione percepita come compenso per il proprio lavoro.
  • Redditi da capitale: Tutte le entrate derivanti dal possesso di capitale fisico (casa) e finanziario (azioni).

Ciò che il PIL non può misurare

  • Deprezzamento del capitale fisico: il Pil omette l’ammortamento, che corrisponde alla riduzione del valore del capitale dovuta a usura e obsolescenza.
  • Produzione domestica: non c’è nessuna quantità misurabile che si associ alla produzione domestica, la quale comprende pulizie, tagliare l’erba, consumare i propri pasti a casa, prendersi cura dei bambini.
  • Economia sommersa: tutte le transizioni economiche che sono intenzionalmente nascoste alle statistiche ufficiali. L’Italia, il UK e l’Irlanda hanno recentemente introdotto una stima dell’economia sommersa nel calcolo del PIL.
  • Esternalità negative: si hanno quando una qualche produzione economica genera dei costi che ricadono sui soggetti che non sono direttamente coinvolti, né come compratori, né come venditori.
  • PIL e prodotto nazionale lordo: Il PIL comprende la produzione dei residenti in una nazione così come quella di soggetti esteri che operano all’interno. I casi in cui un soggetto economico opera al di fuori dei propri confini nazionali sono frequenti, e per questo è stato opportuno elaborare una misura dell’attività economica aggregata che comprende solo l’output dei fattori della produzione che sono proprietà dei residenti di una nazione. Questa misura si chiama prodotto nazionale lordo (PNL).

Esempio: il salario di un professore statunitense che tiene un corso estivo a Singapore entra a far parte del PNL degli USA. Il PNL è una misura della produzione nazionale, dove i fattori della produzione impiegati sono di proprietà di soggetti di una nazione specifica.

PNL = PIL + produzione di capitale e lavoro fuori dai confini nazionali – quellidentro ai confini

PIL reale e PIL nominale

Il PIL nominale è il valore totale della produzione calcolato usando i prezzi di mercato correnti per determinare il valore di ciascuna unità di prodotto. Il PIL reale è il valore totale della produzione calcolato usando i prezzi di un anno specifico (anno base) per determinare il valore di ciascuna unità di prodotto.

Il deflatore del PIL

Equivale al rapporto tra il PIL nominale e il PIL reale di uno stesso anno, moltiplicato per 100. Misura di quanto i prezzi dei beni e dei servizi prodotti in una nazione sono aumentati rispetto all’anno base.

Deflatore PIL = (PIL nominale / PIL reale) x 100

Indice dei prezzi al consumo (IPC)

È la percentuale calcolata dividendo il costo di acquisto di un determinato paniere di beni ai prezzi dell’anno in corso, per il costo di acquisto dello stesso paniere ai prezzi di un anno base. La formula dell’IPC è quasi uguale a quella del deflatore, la differenza consiste nell’insieme di beni preso in esame: il deflatore misura l’intero paniere dei beni prodotti in una nazione, l’IPC misura invece le variazioni di prezzo di uno specifico paniere di consumo.

  • Quello del PIL contiene beni che le famiglie non acquistano affatto (centrali elettriche a carbone, locomotive, sottomarini..) ma che usano.
  • Quello dell’IPC comprende beni che non fanno parte del calcolo del PIL (laptop).
  • Anche se un bene fa parte di entrambi i panieri non è detto che abbia lo stesso peso.

L’inflazione

È il tasso di variazione dei prezzi e viene calcolato come il tasso di incremento dell’indice dei prezzi. L’IPC misura l’inflazione che conta davvero per le famiglie.

Capitolo 20

Misurare le disuguaglianze di reddito pro capite

Se dividiamo il PIL per il totale della popolazione di un paese otteniamo il PIL pro capite. Riducendo tutti i redditi a un’unica unità di misura i tassi di cambi permettono di confrontare i Paesi, non nel modo più accurato possibile però. Il modo più sicuro è basato sul concetto di parità di potere d’acquisto (PPA), che tiene conto delle differenze tra i prezzi degli stessi beni e servizi in Paesi diversi.

Il metodo basato sulla PPA infatti confronta i prezzi di uno stesso paniere rappresentativo in ciascun Paese e, sulla base del rapporto tra questi prezzi, adatta i valori del PIL pro capite, in modo che un dollaro possa acquistare la stessa quantità di beni in ciascun Paese. Le disuguaglianze tra Paesi restano comunque molto marcate.

Il reddito per lavoratore

Il PIL conta nella sua misurazione anche tutte le persone che non prendono parte al processo produttivo, e questo fa sì che le differenze di reddito pro capite tra nazioni siano almeno in parte da attribuirsi al numero di lavoratori. Per eliminare questo problema si può calcolare il PIL per lavoratore:

PIL per lavoratore = PIL / numero di persone che hanno un lavoro

Produttività

È la ragione per cui il PIL medio per lavoratore varia da Paese a Paese. La produttività è la quantità di beni e servizi che un lavoratore è in grado di produrre in un’ora di lavoro. Il reddito per lavoratore e la produttività sono legati tra loro e tendono a variare insieme da nazione a nazione.

Dobbiamo quindi studiare i fattori che rendono il lavoro in alcuni Paesi molto più produttivo rispetto ad altri.

I redditi e gli standard di vita

Il reddito per lavoratore ci dice qualcosa di più sulle differenze di produttività tra nazioni diverse. Ci interessa però misurare anche le differenze tra gli standard di vita, e il primo passo è la misurazione del PIL pro capite, perché esso riguarda tutta la popolazione di una nazione.

Tuttavia, il PIL pro capite non può darci tutte le informazioni necessarie. Le forti disuguaglianze di reddito rendono difficile l’uso dei valori medi, e inoltre le persone non si preoccupano solo del loro reddito e quanto possono consumare, ma anche di altri fattori come l’inquinamento, i servizi sanitari e la sicurezza, e la variazione di questi fattori non trova riscontro nel PIL.

Il pericolo di concentrarsi sul reddito pro capite

Un esempio: il Sudafrica fino al 1994 è stato governato da una minoranza bianca, che attraverso l’apartheid impediva agli abitanti di origine africana di partecipare alla vita politica ed economica, oltre a imporre diverse misure per contenere i loro salari. La prosperità del Sudafrica è andata aumentando, senza però che vi fosse un aumento dei redditi della popolazione africana.

Uno dei motivi per cui il PIL pro capite ci interessa è che la povertà spesso porta con sé un cattivo stato di salute. Lo studio delle reazioni tra PIL pro capite e diverse misure standard della vita suggeriscono di guardare prima al reddito pro capite e poi andare a vedere più nel dettaglio le questioni relative al sistema sanitario, l'istruzione, la povertà, disuguaglianza ecc.. all’interno di una nazione e nel confronto tra nazioni.

La produttività e la funzione aggregata della produzione

Per comprendere le disuguaglianze in termini di reddito pro capite e reddito per lavoratore dobbiamo studiare le differenze di produttività. Ci sono 3 cause principali per cui essa può differire di Paese in Paese:

  • Capitale umano: Bagaglio di competenze utili alla produzione di valore.
  • Capitale fisico: Qualsiasi bene che viene impiegato a fini produttivi. Usando il valore monetario, tutto il capitale fisico può essere chiamato stock di capitale fisico. Più ce n’è e più i lavoratori saranno produttivi.
  • Tecnologia: Più è avanzata, più il lavoro e il capitale saranno impiegati in modo efficiente.

La funzione aggregata della produzione

È lo strumento per comprendere il modo in cui i precedenti tre elementi contribuiscono al PIL e per studiare come cambia la produttività da Paese a Paese. Il PIL deve essere considerato come un unico prodotto per poter studiare la funzione aggregata della produzione. È importante ricordare i fattori della produzione, che sono gli input del processo produttivo usati per produrre altri beni.

Per studiare il PIL di una nazione guarderemo alla funzione di produzione che descrive il modo in cui i fattori della produzione sono combinati per produrre il PIL.

Lavoro

È il più importante fattore della produzione: una nazione può aumentare la propria produzione aumentando il numero dei lavoratori. Però non tutti i lavoratori sono uguali, qualcuno avrà un capitale umano rispetto a un altro, e riuscirà a produrre più valore.

Ci serve conoscere il numero di unità di lavoro efficiente, dato dal numero dei lavoratori moltiplicato per il capitale umano medio dei lavoratori.

H = L x h dove H = numero totale dei lavoratori, L = efficienza media, h = capitale umano medio.

Le unità di lavoro efficiente di un’economia possono aumentare se aumenta il numero dei lavoratori o se ciascun lavoratore diventa più produttivo.

Il capitale fisico e la terra

Il capitale fisico (K) corrisponde a macchinari e strutture, che permettono di produrre più PIL. Un terzo fattore della produzione importante è dato dalla terra.

Come si presenta la funzione aggregata della produzione

Con la funzione:

Y = A x F(K,H) dove:

  • Y è una funzione di K e H, Y = PIL
  • K = stock di capitale fisico della nazione
  • H = numero di unità di lavoro efficiente da usare
  • F = funzione che indica una relazione tra il capitale fisico, il lavoro e il PIL
  • A = indice di livello tecnologico, più è alto, più PIL viene prodotto con una stessa quantità di capitale fisico e di unità di lavoro efficiente

Il PIL aumenta al crescere del capitale fisico e del lavoro. Tenendo costante il lavoro, saremo capaci di produrre più PIL; tenendo costante il capitale fisico e aggiungendo lavoro, saremo capaci di produrre più PIL. Il contributo marginale di un fattore della produzione al PIL diminuisce quando aumentiamo la quantità impiegata di questo fattore, tenendo costanti tutti gli altri (legge dei rendimenti decrescenti).

L’importanza della tecnologia e i fattori che la determinano

La relazione tra i fattori della produzione e il PIL dipende dalla tecnologia. Il progresso tecnologico si traduce nella possibilità di produrre più output usando la stessa quantità di input. Le componenti principali della tecnologia sono due, la prima è la conoscenza. Una parte di queste conoscenze fa parte del capitale umano, ma un’altra è incorporata nello stock di capitale fisico a disposizione delle imprese. Il progresso tecnologico a volte avviene per caso, ma spesso è frutto di decisioni consapevoli, basti vedere la R&S (ricerca e sviluppo).

Capitolo 21

La crescita economica

La crescita economica degli USA tra il 1870 e il 2008 fu molto marcata, nonostante presenti delle fluttuazioni, come quella rappresentata dal...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eleonorabaluganti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Conte Leandro.
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