PSICOFARMACOLOGIA
- INTRODUZIONE -
OMS → Farmaco: qualsiasi sostanza che introdotta nell’organismo ne può modificare le
funzioni
◦ Psicofarmaci: insieme eterogeneo di sostanze in grado di agire sul SNC che sono
accomunate dal fatto di modificare le alterazioni responsabili dei sintomi e dei vari
disturbi, determinando un miglioramento di emozioni, stili cognitivi, comportamenti
▪ Fondamentale presidio terapeutico per il trattamento delle malattie mentali
→ Modello di genesi dei disturbi mentali più accreditato è quello di fattori
biologici, psicologici e sociali → Interagiscono dando la patologia
Si ritiene che le cause biologiche risiedano in alterazioni della struttura e/ o
funzione biochimica dei neuroni/ comunicazione degli stessi/ alterazioni della
struttura anatomica di specifiche aree cerebrali
▪ Sono in grado di agire sulla componente biologica del disturbo in casi gravi
▪ Pregiudizi → Uso di psicofarmaci determina una semplificazione dei disagio
In realtà è il contrario perché sblocca un funzionamento mentale, consente di
recuperare un modo di sentire e di pensare più articolato e di conseguenza di
avere una vita più piena
Altre volte si è più rispettosi della complessità della persona
◦ La rapida attenuazione dei sintomi più disabilitanti consentita dai farmaci
mette il paziente nelle condizioni migliori di poter intraprendere un percorso
psicoterapico in modo da agire in modo complementare al farmaco
▪ Agiscono
Risolvendo l’episodio: la terapia psicofarmacologica determina la guarigione del
disturbo
◦ L’intervento terapeutico porta alla scomparsa dei sintomi e al ritorno ad una
situazione di benessere
◦ L’episodio può però recidivare perché il farmaco non agisce sulla
vulnerabilità individuale
Prevenzione di ricadute: evitano/ possono ridurre il rischio alla ricaduta in
disturbi che per loto storia naturale tendono alla recidiva
Controllo dei sintomi: rendono il paziente asintomatico/ riducono i sintomi in
maniera significativa in modo da migliorare sensibilmente la qualità di vita del
paziente
Azione salvavita: in casi di estrema gravità agisce modificando la probabilità di
sopravvivenza
Integrazione tra farmacoterapia e psicoterapia: l’integrazione tra l’uso di
psicofarmaci e la psicoterapia è un intervento indicato
Abuso: fondamentale tener presente la possibilità di condotte di abuso del
farmaco da parte del paziente
▪ Prescrizione
La prescrizione degli psicofarmaci è una prerogativa di un laureato in medicina
abilitato alla professione
Lo psicologo/ psicologo psicoterapeuta NON può prescrivere farmaci
La prescrizione si deve fondare sulla Evidence Based Medicine
◦ La scelta di utilizzare un farmaco per un determinato sintomo/ disturbo deve
essere frutto fi dati di efficacia derivanti dalla ricerca e da studi clinici
◦ Prove di efficienza: risultati si studi in grado di dimostrare che è utile
eseguire un determinato esame/ assumere un farmaco
▪ Eseguite secondo metodiche precise
Buona pratica che il medico utilizzi le conoscenze più aggiornate e le prove di
efficacia relative ad uno specifico trattamento presenti in letteratura
◦ Devono essere valutate criticamente
◦ Usate per fornire assistenza migliore
Indicazioni di carattere generale
◦ Essere preceduta da una valutazione completa del paziente
▪ Comprendente: esame della condizione mentale + eventuali esami di
laboratorio + esami di neuroimaging + esami medici strumentali
Questa deve essere ripetuta periodicamente
◦ Necessaria una previa valutazione dei potenziali benefici e rischi
▪ Effetti collaterali/ di impatto sulla qualità di vita del paziente
◦ Evitare (Ove possibile) la combinazione di farmaci (Politerapia)
▪ Tenere conto delle interazioni
▪ Farmacodinamiche: interazione tra più farmaci tra di loro
▪ Farmacocinetiche: quando un farmaco altera l’assorbimento/
distribuzione/ metabolismo/ escrezione di un altro facendo
aumentare/ridurre la quantità di farmaco disponibile per produrre i suoi
effetti
◦ Consigliabile la più bassa dose efficace del farmaco
◦ Consigliabile effettuare gradualmente l’inserimento/ sospensione del
farmaco (Titolazione) per evitare sintomi da rimbalzo
◦ Quando si passa da un farmaco all’altro → Tener conto dell’eventuale
comparsa di sintomi da sospensione/ interazioni con quello precedente
◦ Essenziale la storia clinica complessiva del paziente
▪ Valutare anche patologie organiche ed eventuali trattamenti
farmacologici per tali disturbi
◦ La durata del trattamento deve essere decisa in base alle caratteristiche del
disturbo + alla ricorrenza del disturbo + alla storia familiare + alla
comorbidità con altri disturbi
◦ Una storia di precedente buona risposta ad un farmaco specifico dovrebbe
essere considerata come prima scelta
▪ Sia personale che familiare
▪ Psicofarmacologia e Psicologo
La conoscenza delle potenzialità e delle caratteristiche del trattamento
psicofarmacologico consentirà di offrire al paziente un’assistenza più valida e al
terapeuta di avvalersi delle potenzialità, di un sostegno farmacologico
all’eventuale psicoterapia messa in atto
◦ La distinzione è spesso un vantaggio
◦ E’ spesso indicato nei casi più complessi
Perché lo psicologo deve sapere di psicofarmacologia? (MA ANCHE NO(?) )
◦ Accrescere la propria professionalità e il proprio ambito di conoscenze
▪ Arricchisce i maniera proficua la formazione culturale e professionale
dello psicologo
◦ Condividere con lo psichiatra/ soggetti prescrittori un progetto terapeutico
che comprende psicofarmaci
▪ Conoscere le basi del linguaggio farmacologico consente di
comprendere l’atto prescrittivo e consente di implementare la
collaborazione con altri professionisti della salute mentale in un progetto
di intervento terapeutico integrato
◦ Poter collaborare attivamente per la compliance alla terapia e all’aderenza
terapeutica
▪ Compliance: disponibilità del paziente ad assumere il farmaco con la
posologia (Dosi, modalità e tempi di assunzione) stabilita dal medico
Presupposto per una corretta aderenza nel tempo al progresso
terapeutico
▪ Psicologo → Figura attiva nel processo perché consapevole
dell’importanza dei farmaci e perché fa parte della terapia
Importante esplorare i vissuti e le aspettative che il paziente ha
rispetto ai farmaci
◦ Monitorare gli effetti terapeutici: lo psicologo deve sapere quali effetti
attendersi dai farmaci e quali sono i tempi di massima affinché siano
raggiunti
▪ Figura attiva nel monitoraggio
◦ Monitorare gli effetti collaterali: lo psicologo deve sapere gli effetti avversi
delle principali classi di farmaci e come si esprimono clinicamente
▪ Al fine di poterli riconoscere precocemente al loro primo manifestarsi e
collaborare con lo psichiatra per la loro gestione
◦ Monitorare condotte di abuso: importante conoscere le categorie di farmaci
oggetto di condotte di abuso da parte del paziente/ quali tipologie di paziente
possono essere più inclini a manifestare tali comportamenti/ qual è
manifestazione clinica dell’abuso di un determinato farmaco
◦ Aspetti deontologici: il paziente ha diritto a un consenso informato
▪ Lo psicologo dovrebbe indicare al paziente anche l’alternativa
psicofarmacologica, soprattutto se la ricerca si dimostra efficace
▪ Breve elenco delle possbilità terapeutiche della psicofarmacoterapia
Gestione degli stati di agitazione psicomotoria/ stati confuzionali/ condizioni di
acuzie psicopatologiche con elevato rischio suicidario
Gestione di sintomi psicotici
Miglioramento dei sintomi psicotici/ depressivi
Controllo delle oscillazioni dell’umore
Riduzione dei sintomi psicologici e fisici dei disturbi d’ansia
Gestione dei disturbi del sonno
Trattamento delle dipendenze da sostanze da abuso
Scalaggio terapeutico di altre sostanze psicotrope
Rallentamento della prograsione di patologie ad andamento cronico
ingravescente
Gestione di alcune dimensioni psicopatologiche
Controllo dei sintomi ossessivi/ compulsioni/ rimurginio
◦ Farmacodinamica: studia gli effetti biochimici e fisiologici del farmaco sull’organismo ed
i meccanismi con cui il farmaco esplica tali effetti
▪ Affinché possa produrre il proprio effetto deve legarsi ai recettori (Molecole
bersaglio)
▪ Recettore: proteine che hanno una struttura specifica in grado di interagire con
determinati farmaci (Legami) aventi specifiche caratteristiche
Possono essere sulla membrana cellulare o all’interno della cellula
L. agonisti: attivano i recettori causandone l’attivazione
L. antagonisti: si legano al recettore senza causarne l’attivazione
▪ → Gli psicofarmaci possono incrementare la disponibilità di alcuni neurotrasmettitori
modificando e interferendo in vari modi
Bloccano la ricaptazione dei NT
Inibiscono gli enzimi preposti alla loro inattivazione
Bloccano l’azione occupando il recettore post-sinaptico
Modulano la sensibilità del recettore post-sinaptico all’azione del NT
◦ Farmacocinetica: studia l’assorbimento, distribuzione, metabolismo e l’eliminazione →
effetti che l’organismo ha sul farmaco
Fondamentale importanza per le possibili variazioni che possono influire sul
trattamento farmacologico
▪ Assorbimento: processo per cui il farmaco entra nel circolo sanguigno e raggiunge il
SNC dove svolge la sua azione
Forma farmaceutica: è la via di somministrazione (di grande influenza)
◦ Rappresenta la forma in cui si presenta fisicamente un farmaco
◦ La vie di rappresentazioni inducono spesso aspettative e reazioni diverse
nei pazienti
◦ Nel torrente circolatorio il farmaco è presente in forma libera e in forma
legata alle proteine nel sangue (Albumine)
▪ La parte libera è la quota attiva a libello terapeutico
Biodisponibilità: quantità percentuale di farmaco che raggiunge il
torrente circolatorio in forma disponibile ad attaccarsi ai recettori
▪ Concentrazione massima: concentrazione ematica del farmaco massima
Dipende da: caratterisrtiche del farmaco, via di somministrazione,
velocità di assorbimento, quantità di farmaco
Deve rientrare nell’indice terapeutico/ finestra terapeutica compreso
tra la concentrazione minima efficace e la concentrazione minima
tossica
◦ Via enterale: per via orale e gastrointestinale
▪ Somministrazione orale (Compresse/ capsule/ confetti/ granulati/ gocce):
L’assorbimento del farmaco è variabile
◦ La presenza di cibo (rallenta lo svuotamento gastrico)
◦ La velocità di svuotamento
Effetti non prima di 45-60 minuti
Via più semplice ed economica
Ben accettata dal paziente
Consente la somministrazione di formulazioni a lento rilascio
Può essere condizionato dall’ “effetto di primo passaggio”
◦ Il farmaco passa attraverso la circolazione epatica, dove viene
metabolizzato prima di raggiungere la circolazione sistemica
▪ Comporta un’inattivazione di una parte di farmaco prima che
questo raggiunga il SNC
▪ Somministrazione rettale (Supposte):
L’assorbimento è variabile
L’effetto farmacologico è più rapido rispetto alla somministrazione
orale
▪ Somministrazione sublinguale (Granulati/ gocce)
Assorbimento e insorgenza dell’effetto sono rapidi → Situazioni
d’emergenza
La corretta somministrazione può essere difficoltosa per il paziente
◦ Parenterale: non per via orale
▪ Somministrazione endovenosa (Preparazioni/ formule iniettabili):
L’assorbimento è
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