Riassunti comunicazione digitale
Introduzione al corso
Professoressa: E. Zuanelli – UniRoma 2
Corso: Magistrale di economia e management
L’esame è articolato con una parte teorica ed una pratica. Riguarda lo studio di due libri: “Architetture digitali e comunicazione digitale” e “Amministrazione digitale e innovazione tecnologica”.
Parte teorica e pratica
Per la parte teorica, si devono studiare i cinque capitoli del libro di amministrazioni digitali come scelti dalla professoressa. Il libro di architetture è fondamentale per l’esame, poiché pone le condizioni di base per poter effettuare la parte pratica dell’esame, relativa all’analisi di un sito web.
Indice
- Libro architetture domande e risposte 2
- Alcune definizioni 13
- Approcci alla progettazione (importantissimo) 15
- Riassunti del libro di amministrazioni digitali (capitoli scelti dalla prof: 2, 7, 8, 9, 10) 23
- Block chain (da appunti) 42
- Big Data (da appunti) 46
- Cyber Security (da appunti) 48
- NIS e GDPR 53
Domande di esame
- Che cos’è la linguistica moderna, come la definisce De Saussure e quali sono le discipline correlate?
- Come si è sviluppata la linguistica in USA ed Europa?
- Come si articola lo studio delle lingue non verbali?
- Cos’è il testo, i requisiti di testualità e principi regolatori?
- In cosa consiste la coesione in un testo e qual è il risvolto cognitivo del testo?
- Che cosa studia la pragmatica e quali sono i filoni concettuali che l’hanno fatta nascere?
- In cosa consiste la teoria degli atti linguistici?
- Che cos’è la comunicazione digitale?
- Su cosa verte la nozione di comunicazione digitale?
- Quali sono gli strumenti che permettono l’efficacia della comunicazione?
- In cosa consiste l’internet science?
- Come si sviluppa la disciplina del linguaggio in relazione alla comunicazione digitale?
- Quali sono le nozioni fondamentali di Tim Berners-Lee, come è contestualizzato un sito nella rete e sulla base di quali logiche architetturali si affida?
- In cosa consistono l’architettura della conoscenza e della comunicazione?
- Design interfunzionale
- UCD
- Semiotica delle interfacce grafiche
- Come devono essere disposti i contenuti in un sito o portale?
- Cosa sono accessibilità e usabilità?
- Su quali logiche si basa la progettazione e sviluppi web?
- Come deve essere applicato il design architetturale?
- Come si passa da testo a testo elettronico a testo digitale?
- Cos’è un ipertesto e un ipermedia?
- Quali sono i parametri della testualità digitale?
- In cosa consiste la GUI, che funzioni ha e come avviene la contestualizzazione?
- Cos’è l’e-content e come deve essere realizzato?
- Che cos’è un testo digitale?
- Che funzioni svolge la homepage e come avviene la focalizzazione dei contenuti?
- In che modo vengono usati i modi verbali e che tipi di atti informatici generano?
- Come funziona il linguaggio iconico, che tipo di icone esistono e come possono essere combinate?
- Che regole segue la scrittura elettronica?
- Come funzionano le icone secondo Pierce?
- In che modo vengono usate metafore e metonimie?
La linguistica moderna
La linguistica moderna studia il linguaggio umano e in particolare le lingue storico-naturali. L’uomo ha una facoltà pressoché illimitata di creare lingue che acquisisce dopo la nascita e modifica e migliora con il tempo. Gli esseri umani nella comunicazione usano una o più lingue e, con l’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione, ora si parla di società dell’informazione o della comunicazione. Le lingue create dall’uomo possono essere verbali (il cui codice sono le parole) o non verbali.
De Saussure e i punti di vista della linguistica
De Saussure afferma che nella scienza classica l’oggetto di studio ha diversi punti di vista, mentre la linguistica è proprio lo studio dei diversi punti di vista. Una parola può essere un suono secondo la prospettiva fonetica o fonologica, espressione di un’idea o avere punti di vista legati alla semantica, etimologia, ecc. La linguistica studia le precondizioni grazie alle quali i sistemi linguistici vengono creati e usati.
Gli sviluppi della linguistica in USA ed Europa
I due poli principali dove si sono sviluppati gli studi linguistici sono gli Stati Uniti e l’Europa. In USA, nella prima metà del XX secolo, i primi studi si incentravano sullo strutturalismo, ossia un approccio alla linguistica basato sul metodo scientifico, esaminando il fenomeno sulla base di variabili logiche e biologiche (Watson e Neurath). Nella seconda metà del XX secolo, studiosi come Pierce e Boas offrirono una nuova prospettiva. Boas, grazie allo studio delle popolazioni amerindiane, sviluppò la teoria del relativismo culturale che metteva in luce il rapporto lingua-cultura. Mentre Chomsky, introducendo il concetto di mente, sviluppò la teoria generativo-trasformazionale incentrata sulla facoltà umana di creare linguaggi che si modificano nel tempo, cioè l’aspetto mentale del linguaggio rapportato alla psicologia cognitiva. Il pilastro era Ferdinand De Saussure, che si concentrò più sull’aspetto sincrono rispetto a quello storico. In Europa, Firth e Malinowski introdussero gli studi della semiotica socio-etnografica fondata sul significato contestualizzato sulla base del “contesto di situazione”. Mertinet valutò l’opposizione tra funzione comunicativa ed espressiva del linguaggio. Jakobson sottolineò che la lingua ha varie funzioni tra cui quella espressiva e poetica, che prima erano trascurate.
Studio delle lingue non verbali
La linguistica, come già detto, studia sia le lingue verbali che quelle non verbali. Un’espressione detta con una tonalità diversa ha un altro significato. Gli studi delle lingue non verbali, oltre agli studi sui segni di semiotica e semiologia, si dividono in:
- Paralinguistica, che studia il parlato ed i suoi meccanismi complessi vocali. La comunicazione, anche non faccia a faccia, avviene anche senza parole e sono importanti elementi come intonazione, ritmo o accento (vocalizzazione).
- Cinesica: studia il linguaggio del corpo.
- Prossemica: studia la distanza interpersonale.
Il testo e i principi di testualità
Il testo è un’occorrente comunicativa. Serve ovviamente a comunicare, ma per farlo in modo congruo deve seguire i 7 principi di testualità:
- Coesione: da un punto di vista di costruzione della frase,
- Coerenza: struttura logico-semantica,
- Intenzionalità ed accettabilità,
- Informatività: che prescinde dalla lunghezza del testo,
- Situazionalità,
- Inferenza,
- Intertestualità.
- Efficacia
- Efficienza
- Appropriatezza
Coesione e coerenza nel testo
La coesione consiste nella connessione delle unità linguistiche (morfologiche, sintattiche e lessicali) ed è ovviamente anche dipendente dalle regole grammaticali di una lingua. La coerenza è un processo gerarchico; un testo comprende diversi gradi di strutturazione concettuale del tipo di interazione in corso.
Risvolto cognitivo del testo
Il risvolto cognitivo del testo è relativo ai concetti e relazioni che sono attivati con i mezzi di comunicazione verbale. Secondo Beaugrande e Dressler, il processo di attivazione del senso si correla a centri di controllo che sono definiti concetti primari e secondari:
- Primari: oggetti, situazioni, eventi, azioni
- Secondari: agente, strumento, entità interessate, tempo, causa, percezione, ecc.
La pragmatica e i suoi filoni concettuali
La pragmatica è una delle tre classiche partizioni della teoria semiotica. Studia le relazioni tra i segni ed il contesto sociale comunicativo del loro uso. Essa è stata fondata su tre filoni concettuali:
- Filosofico
- Sociolinguistico-antropologico
- Linguistico
Teoria degli atti linguistici
La teoria degli atti linguistici si basa sul principio che alcune espressioni servono a dire, altre servono a fare. Secondo Austin, gli atti linguistici si dividono in:
- Locutori: atto del dire, sequenza fonetica del dire.
- Illocutori: atto nel dire, cioè come un enunciato viene inteso (intenzione comunicativa).
- Perlocutori: atto per mezzo del dire, conseguenze del parlato (effetto ottenuto).
- Atto enunciativo: enunciare parole, morfemi, frasi.
- Atto proposizione: fare riferimento e predicare.
- Atto illocutorio: affermare, domandare, ordinare.
Comunicazione digitale
La comunicazione digitale è lo studio della comunicazione in rapporto al rapporto uomo-macchina. Questo rapporto si è evoluto nel tempo. Negli anni '60 nascono le discipline psicologiche-cognitive, testuali-linguistiche e pragmatiche che consentono di emulare e modellare nei computer il funzionamento dialogico e linguistico della mente umana. Con gli anni '90 e la nascita di internet si complica il rapporto uomo-macchina e nascono le Tecnologie dell’Informazione e Comunicazione, che corrispondono alla traduzione dell’informazione e conoscenza in chiave automatica.
Nozione di comunicazione digitale
La nozione di comunicazione digitale verte sull’elaborazione automatica e la costituzione di prodotti e servizi in rete, siti e portali in particolare, mediante:
- Architetture di contenuti
- Linguaggi di programmazione
- Metadata
Strumenti e linguaggi per la comunicazione
Per comunicare, anche digitalmente, abbiamo bisogno di lingue, ovvero codici verbali di parole e non verbali quindi grafici iconici. I linguaggi si articolano in varietà: gerghi, linguaggi televisivi e in vincoli tipologici dipendenti dal mezzo usato. La confezione dell’informazione rispecchia modelli/generi di comunicazione parlati e scritti secondo regole culturali/etnografiche per diversi generi di comunicazione.
Internet science
L’internet science è la disciplina di ricerche e conoscenza da sviluppare secondo una prospettiva interdisciplinare: livello sociale e sociolinguistico, economico, tecnologico, del linguaggio e della comunicazione.
Disciplina del linguaggio e comunicazione digitale
La prima distinzione da fare nello studio delle discipline del linguaggio in relazione alla comunicazione digitale è tra informazione come contenuto e la comunicazione come processo. Internet traduce il mondo fisico (in cui puoi comprare, vendere, imparare ecc.) nel mondo virtuale, nel quale si svolgono situazioni comunicative ed interazioni non fisiche tra utenti e siti e tra utenti e utenti. Con il Web 2.0 si è ulteriormente rivoluzionata la comunicazione e la relazione di massa.
Tim Berners-Lee e le nozioni fondamentali
Secondo Tim Berners-Lee (ideatore di internet) ci sono tre nozioni fondamentali:
- Sito
- Homepage
- Dominio
- Intestazione del sito
- Logo
- Nome del sito
- Il motto
- Link esterni
- Colophon
- Architetture di conoscenza
- Architettura di comunicazione
Architettura della conoscenza e della comunicazione
Architettura della conoscenza: è un insieme strutturato di conoscenze, criteri e regole per sviluppare software, siti e portali.
Architettura della comunicazione: comprende un insieme strutturato di conoscenze, criteri e regole necessari per costruire modelli dialogici (rapporto uomo-macchina) d’interazione nei programmi software ed in particolare nelle reti quali:
- Logiche costruttive di interfacce grafiche
- Procedure operative/transattive per prodotti e servizi in rete
- Logiche di navigazione in siti internet ed intranet
- Modelli di gestione della conoscenza e dei contenuti
Disposizione dei contenuti in siti o portali
I siti contengono contenuti che devono seguire i criteri e gli espedienti linguistico-testuali necessari all’orientamento tra questi, come:
- Definire temi, sottotemi, argomenti e genere testuale (saggio, articolo...) che deve seguire le norme di composizione linguistiche, sociolinguistica e stilistica.
- Criteri semiologici per la componente grafico-iconica.
- Definizione delle macrofunzioni del sito (informative, operative, transattive).
- Organizzazione di temi/sottotemi dei menù correlati alle macrofunzioni del sito.
- Formulazioni verbali e non verbali (per titoli, sottotitoli o per agevolare le macrofunzioni come apri, scarica, clicca ecc. o per la funzionalità interattiva).
- Ricorrenza/ripetizione dei criteri per le funzioni di interattività: mediante grafica testuale, titoli.
- La ridondanza positiva dell’informazione verbale e non, come ad esempio la titolazione delle aree, che deve essere costante nel sito.
Accessibilità e usabilità
L'accessibilità comprende tutte le categorie d'individui: le persone senza deficit fisici o cognitivi, i disabili, i soggetti dotati di scarsi mezzi tecnologici, gli anziani, ecc. L'accessibilità deve fare in modo che il web possa essere fruibile ad un numero altissimo di utenti, tendendo a raggiungere la totalità. L'usabilità, pur avendo gli stessi obiettivi, può differenziarsi dall'accessibilità poiché può essere rivolta ad una specifica nicchia di mercato: il target del progetto. La soddisfazione degli utenti appartenenti al target potrebbe essere lo scopo finale che si pone l'usabilità, e quindi un sito "usabile" potrebbe anche non essere perfettamente accessibile a tutti, focalizzando le energie verso una specifica fascia d'utenza, in una vera e propria azione di marketing. L'usabilità tende quindi a rivolgersi ad uno specifico target di riferimento, mentre l'accessibilità tende a rivolgersi alla totalità degli utenti.
Logiche di progettazione e sviluppo web
Logiche di processo: il processo deve costruire un sistema comunicativo di tipo funzionale/organizzativo, avviando un sistema di relazioni interne, coordinamento redazionale, ecc. con l’apporto di competenze interdisciplinari.
Logiche di progetto: l’approccio metodologico e di pianificazione.
Logiche di prodotto-servizio: gestione e aggiornamento del sito, logiche di monitoraggio ed implementazioni del sito per rispondere alle nuove esigenze. La necessaria interdisciplinarietà richiede figure professionali variegate e specializzate.
Design architetturale
Il design architetturale di struttura e di contenuto postulato nella nozione di comunicazione digitale va oltre all’applicazione nei siti, ma entra nei motori di ricerca, nei prodotti web, nelle piattaforme, nelle PA, nei servizi bancari, ecc. Ciò richiede l’articolazione e la scelta tra diversi modelli di memoria semantica con cui modellare i contenuti di interazione digitale.
Dal testo al testo elettronico e digitale
Il testo è un’unità di comunicazione costituita da sequenze lineari di frasi coerente sul piano logico-semantico. Il significato del testo dipende dal contesto situazionale e dalla relazione interfunzionale degli atti linguistici che lo costituiscono. Altri criteri che caratterizzano il testo sono:
- Supporto materiale della scrittura
- Mezzo impiegato
- Forma di scrittura usata
- Destinatario
- Situazione di lettura
- Intenzionalità e scopo del testo
- Presenza o assenza di codici complementari di natura visiva ed audio-visiva
- Genere testuale
- Paratestuali: sommario, copertina, logo
- Metatestuali: commenti, didascalie, glosse
- Intratestuale: spazi bianchi, colonne, ripartizioni
Ipertesto e ipermedia
L’ipertesto è un’entità testuale complessa collegata da link. Esso, quando è costituito da testi elettronici di materia semiologica diversa (cioè testi verbali, iconici, filmici) che consentono percorsi di navigazione alternativa multipla, è definito ipermedia.
Parametri della testualità digitale
I parametri della testualità digitale in una homepage che presenta intestazioni, menù, sottomenù che dovrebbero seguire i criteri di usabilità, sono:
- Contestualizzazione interna: logo, colophon, ecc.
- Informazione paratestuale e testuale informatica: titoli tematici dei menù, partizione in sottomenù, i titoli di menù sono link, i link sono indicati con il sottolineato.
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