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Testo di riferimento: E. Del Gottardo. Comunità educante, apprendimento esperienziale, comunità competente

COMUNITÀ EDUCANTE, APPRENDIMENTO ESPERIENZIALE,

COMUNITÀ COMPETENTE

Nella seconda metà del ‘900 il discorso pedagogico ha mostrato sempre più interesse al

come il contesto dell’intervento educativo sia

tema della comunità, considerata sia come

luogo in cui si svolgono attività, relazioni, ecc. di rilevanza educativa. La comunità educa

perché è lo spazio della partecipazione, perché vigila sul compito educativo e perché

assume iniziative educative.

Al giorno d’oggi la problematica sociale all’interno del processo educativo ha assunto

maggiore rilevanza, in quanto nel corso della sua storia la pedagogia ha assunto connotati

sempre più concreti nella pratica sociale. Questa attenzione alla dimensione sociale è

giustificata dal fatto che l’educazione va studiata nel suo farsi storico, essendo il soggetto

un essere storico, che va visto all’interno del contesto socio-educativo in cui si sviluppa.

COMUNITÀ EDUCANTE

Ogni persona è inserita in una pluralità di comunità (la famiglia, la scuola, le amicizie, ecc),

entro cui si sviluppa la sua identità. La comunità si pone a sua volta in relazione con altre

comunità, e da ciò nasce la società. In questa spazio di interrelazione comunità-persona,

l’atto educativo deve considerare il contesto concreto in cui tale relazione si sviluppa e si

struttura. Per questa ragione l’educazione oggi non può essere attuata da una sola

istituzione, perché è esigenza sociale di ogni individuo e quindi non esiste un settore in cui

la società sia in grado di svolgere un’educazione integrale (per esempio la scuola). In questo

contesto il sociale è quindi ritenuto ordine educante e la pedagogia è una pedagogia di

comunità. Una comunità educante è una comunità che educa i propri cittadini, ma che si fa

anche educare e cambiare.

L’obiettivo della pedagogia educativa di oggi è quello di educare gli individui alla

partecipazione, alla responsabilità, alla solidarietà, alla prossimità, al realismo, alla

comprensione del sé storico, al dialogo, alla tolleranza e al rispetto della tradizione. In

quest’ottica è necessario ridefinire l’educazione che, attraverso il modello generativo, unisce

il formale, informale, non formale. l’individuo apprende durante tutta la vita

a) Lifelong learning o integrazione verticale:

b) Lifewide learning o integrazione orizzontale: apprendimento che avviene in vari

ambienti e contesti (lavoro, vita sociale). Non è solo limitato all’educazione e non è

sempre intenzionale evidenziata dall’informale che modula il

c) Lifedeep learning o integrazione circolare:

formale, perché la società è in corso di cambiamento e i cambiamenti in atto

tematizzano i luoghi dell’informale come luoghi generativi di competenze. (?)

COSTRUTTI CHIAVE DELL’EDUCAZIONE

fa emergere l’aspetto permanente dell’educazione, che è un

- Comunità educativa:

processo inarrestabile. Questo concetto lega scuola, extra-scuola e oltre scuola, per

momento dell’esistenza è in

realizzare una costruzione complessa, in cui ogni

qualche modo educativo.

mette di nuovo in risalto la permanenza dell’educazione e mostra

- Trasformazione:

come la crescita e la maturazione non sono occasionali, ma intenzionali, finalizzate

a un miglioramento della qualità di vita.

- Comunità educante: che educa i propri cittadini, ma che si fa anche educare e

cambiare. In questo costrutto troviamo il lifedeep learning. 1

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Secondo Paparella il costrutto di comunità educante ha varie sfaccettature e si

possono cogliere 3 azioni

o Gestione sociale della scuola e della libertà di insegnamento: un dibattito che

ha accompagnato sempre la storia della scuola

Gestione partecipata: la comunità è educante se vi è l’esercizio della

o partecipazione ed educa i suoi componenti alla cittadinanza

o Esercizio attivo della partecipazione e della cittadinanza: la comunità

educante è ambito di esercizio della democrazia reale, strumento di attuazione

del diritto di educazione e eliminazione di condizionamenti che portano a

disparità.

La comunità educante promuove e si alimenta di

1) HAPPINESS: teoria della felicità autentica. Sostiene che la felicità non è legata

all’utilità e che la definizione di sia superata. L’uomo non è iper-

homo economicus

razionale (cioè non fa mai nulla per violare le proprie preferenze), ma la felicità

consiste in emozioni positive (piacere, comfort, estasi); senso di pienezza (sentirsi

un tutt’uno con le attività che si svolgono) e significato (percepire le proprie azioni

come significative). Queste 3 componenti portano a un processo di

che è lo scopo ultimo del percorso formativo, l’autoformazione.

significazione,

Questa comprende il tornare al passato e rivisitarlo, attribuendovi significati. Il

rapporto mondiale dell’ONU sulla felicità ha mostrato che gli indici fondamentali

sono: salute, assenza di corruzione, aspettative di vita, generosità, libera scelta e

presenza di qualcuno su cui contare.

2) WELL-BEING: teoria del benessere. Il soggetto ricava soddisfazione dalla propria

la sua è un’esistenza impegnata, in cui si pone degli obiettivi e lotta

vita quando

per raggiungere i traguardi che si prefissa, che motivano l’impegno.

COME LA COMUNITÀ DIVENTA CAPACITANTE

Capability approach (Sen)

I funzionamenti del soggetto e le sue performance sono sempre migliorabili attraverso la

significazione del contesto, del sé, dell’altro, della relazione tra sé e contesto.

Capability inteso come:

- Potere interno al soggetto, posseduto anche se non esercitato

- Potere esterno al soggetto, quindi le circostanze favorevoli e/o le opportunità.

Non basta dotare gli individui di capacità interna se le circostanze non sono favorevoli.

➔ La comunità diventa capacitante se è in grado di fornire le condizioni e le opportunità

esterne per favorire l’espressione e il potenziamento delle azioni realizzative della

persona.

È necessario ricordare che:

- La partecipazione politica e sociale è un valore intrinseco per la vita e il benessere

accresce l’attenzione del

- La democrazia popolo, che avanza richieste e pretende che

vengano soddisfatte, avendo un reale ruolo politico

Attraverso la democrazia i cittadini imparano uno dall’altro e la società può ridefinire

- le proprie priorità.

In questo modo l’individuo accresce il proprio potenziale

➔ autoformativo: accresce

potere > è più responsabile > è autoefficace > raggiunge capacità di

autoprogettazione.

La comunità passa così da essere educante e capacitante a competente. 2

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COMUNITÀ COMPETENTE

È una microcomunità empatica che si interroga sui problemi, conosce le difficoltà che

incontra, si riconosce come luogo di malessere, ma anche portatrice di risorse di relazione

che portano alla risoluzione di problemi. l’azione si dispiega

Microcomunità: è nei contesti a noi prossimi e della quotidianità che

facilmente.

Empatica: la comunità concepisce la condizione dialogica come condizione esistenziale

dell’uomo, espressa attraverso l’empatia. L’empatia intenzionale e reciproca permette agli

uomini di creare un dialogo vivo e concreto, che permette di abitare un mondo comune.

Questo fa riflettere sul fatto che la conquista della verità avviene attraverso il dialogo.

Competenza: la capacità dei soggetti di soddisfare i propri bisogni/desideri: stabilire

relazioni con gli altri, decidere per la propria vita. Conoscere come si acquisiscano queste

competenze, come si mantengano e come si applichino è obiettivo della ricerca educativa.

Ricerca educativa: teoresi o prassi socialmente impegnata per migliorare il comportamento

dell’uomo all’interno della comunità. Si ha educazione quando si crea un progetto che

promuove negli utenti un nuovo sé e rinnova le relazioni sociali.

FREIRE: COSCIENTIZZAZIONE

Le fasi del processo pedagogico di Freire sono: far appropriare l’educando della

- Alfabetizzazione: è un procedimento finalizzato a

sua stessa vita.

- Coscientizzazione: è un atto di immersione totale, di invasamento (non ci sono

distanze tra affettivo, cognitivo, sociale, politico) ed è caratterizzato dall’affettività.

L’educando viene coscientizzato via via sul contesto sociale in cui vive

- Liberazione: mai individuale e sempre in comunione.

A questo punto: il processo di coscientizzazione di una comunità avviene attraverso un

che attua un’azione educativa

dispositivo generativo, situata, dialogica, riflessiva,

esperienziale.

a) Azione educativa situata

L’aggettivo situato fa riferimento all’apprendimento situato (situated learning)

teorizzato da Lave e Wenger. Essi ragionano sul fatto che tradizionalmente

l’apprendimento viene concepito come una singola persona che interiorizza delle

conoscenze in modo cerebrale. Loro criticano questa visione tradizionale, rifiutando

l’idea secondo cui il processo di apprendimento avviene nella testa, in modo

individuale e non sociale, solo in sedi specifiche, è di tipo organicistico e si basa sulla

distribuzione della conoscenza più che sulla sua creazione. Contro questa visione,

gli studiosi propongono un apprendimento situato, per affermare il carattere

relazionale, sociale (che avviene in relazione con il contesto), negoziale e situato

dell’apprendimento rimanda alla condizione dialogica dell’uomo

b) Azione educativa dialogica:

c) Azione educativa riflessiva: tradizionalmente si è sempre pensato che gli individui

apprendessero in modo individualistico e non all’interno della comunità e gli studiosi

si sono spesso interrogati su questo fatto. L’auroriflessività è la capacità di riflettere

sull’efficacia delle sull’adeguamento dei propri comportamenti e sul

proprie azioni,

valore delle proprie mete. Una comunità che adotta una postura riflessiva è in grado

di connettersi a sfide educative, proponendo migliori strategie d’azione e migliori esiti.

la capacità di agire sull’ambiente eterno e sulla propria vita. Una comunità

Agentività:

che acquisisce agentività consegue: consapevolezza, autoriflessività, autoreattività,

intenzionalità. 3

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d) Azione educativa esperienziale: un processo di empowerment comunitario avviene

attraverso un pensiero investigativo-riflessivo per analizzare gli apprendimenti

derivati dalle esperienze. Le competenze di una comunità e degli individui possono

essere descritte attraverso l’esperienza, che può essere interpretata attraverso una

riflessione. All’interno dell’esperienza, perché essa sia vettore di apprendimento, è

necessario rintracciare continuità e interazione (Dewey).

Continuità: ogni esperienza assume elementi di esperienze passate e incide

su quelle future.

relazione attiva tra l’individuo e ciò che costituisce il suo ambiente.

Interazione:

Il ciclo dell’apprendimento esperienziale di Kolb

Esperienza concreta > osservazione riflessiva > concettualizzazione astratta >

sperimentazione attiva

L’osservazione riflessiva è fondamentale nel processo di apprendimento ed è

intenzionale.

Avviene un processo di autovalutazione nel rivedere se stessi in relazione ai diversi

contesti di vita e il soggetto vaglia le proprie esperienze.

Tre linee di intervento da attuare in una comunità

1. Sviluppo di competenze strategiche autoformative

L’autoformazione è il processo con il quale il soggetto acquisisce autonomia e

padronanza del proprio apprendimento, attraverso meditazioni autoriflessive,

autobiografiche, autovalutative e strategie di autodirezione. In questo contesto è

la capacità dell’individuo di

centrale il concetto di metacompetenza: adattarsi alle

L’abilità di

dinamiche evolutive del suo sistema relazionale, sociale e professionale.

una persona di controllare molte imprese cognitive si determina attraverso 4 classi di

fenomeni:

 Conoscenza metacognitiva

 Esperienza metacognitiva

 Obiettivi

 Azioni

Ma l’autoriflessività non si riferisce solo al singolo, ma anche alla comunità, quando

si riconosce come un noi. In una learning community i singoli si riconoscono come

parte di una collettività e imparano a imparare. Ma questa costruzione non è

spontanea, richiede ai singoli di riconoscersi come parte di un tutto e di essere

consapevoli delle proprie intenzioni comunicative, di essere in relazione attraverso il

la costruzione di un’identità collettiva.

dialogo. Il discorso è ciò che consente

2. Sviluppo di competenze partecipative

La riflessività e l’autoriflessività sono il prerequisito fondamentale della competenza

di partecipazione, che riguarda la possibilità del soggetto di riflettere sul proprio stare

nelle organizzazioni e nei gruppi e di agire in base al contesto. La partecipazione, se

attuata nel modo giusto, genera dialogo e quindi comunione. Al giorno d’oggi risulta

necessario passare dal progettare e agire all’analizzare-capire, così che venga

stimolata nei soggetti coinvolti la capacità di riflessione e comprensione.

La partecipazione si traduce in competenza quando attiva processi di sussidarietà

orizzontale, verticale e circolare.

 Sussidarietà orizzontale: dalla famiglia, alle reti familiari e di vicinato, alla

comunità. 4

Testo di riferimento: E. Del Gottardo. Comunità educante, apprendimento esperienziale, comunità competente

 dal basso all’alto e cioè dalla comunità alle istituzioni

Sussidarietà verticale:

 Sussidarietà circolare: circolarità tra livelli superiori (istituzioni) e inferiori

(comunità, gruppi, ecc) nella logica di promozione di cittadini, gruppi,

> questa sussidarietà riconosce l’importanza della circolarietà,

istituzioni, ecc.

del dialogo tra i diversi attori che fanno parte della società, rispettando le

rispettive competenze e responsabilità, attraverso l&rs

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ilaria46 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Internazionali di Roma - UNINT o del prof Del Gottardo Ezio.
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