Il capitale è composto dagli input, che hanno un costo da
Microeconomia sostenere prima della realizzazione del prodotto. Il capitale
fisso è costituito dai mezzi di produzione che durano per più
Uno dei problemi della microeconomia è la distribuzione del cicli produttivi (es. macchinari), il capitale circolante dai
reddito: in un’economia il prodotto nazionale complessivo mezzi di produzione interamente consumati in un ciclo. Il
corrisponde al reddito nazionale, che si distribuisce tra le capitale circolante si chiama così perché ritorna in forma
persone in tre categorie di redditi (PN = RN = salari + profitti monetaria con la vendita del prodotto e può essere reinvestito
+ rendite). I salari sono i redditi percepiti da chi partecipa al nel ciclo successivo, mentre il capitale fisso ritorna in forma
processo produttivo come lavoratori, i profitti sono quelli monetaria dopo diversi cicli produttivi, quindi rispetto al
percepiti dai proprietari di capitale e le rendite quelli percepiti singolo ciclo produttivo è immobilizzato nei mezzi di
dai proprietari della terra impiegata nel processo produttivo. Il produzione in cui è stato investito.
capitale è composto dai mezzi di produzione (elementi
à
necessari alla produzione input), che sono ciò che deve Se in un unico processo produttivo si ottengono più prodotti si
essere anticipato per ottenere il prodotto. La produzione parla di produzione congiunta (o industrie a prodotto
(fisica o spaziale) è la trasformazione di un input in output. multiplo), se si ottiene un prodotto si parla di produzione
singola (o industrie a prodotto singolo).
Altro problema è la determinazione dei prezzi. Un concetto
fondamentale è il prezzo relativo: quanto un prodotto vale in Esiste il processo di “invecchiamento” del capitale fisso, visto
termini di un altro prodotto. Tra un prodotto e un altro può come produzione congiunta. Ad esempio, la produzione annua
esistere un’interdipendenza (es. il prezzo di un’automobile di 10A con l'uso di macchine M della durata di 5 anni è:
dipende dal prezzo dell’acciaio, che dipende a sua volta dal
prezzo del ferro ecc).
Altro concetto importante è il saggio (o tasso). Il saggio del
salario è il rapporto tra salario e tempo di lavoro; il salario
reale è il salario espresso in termini di quantità di beni. Il
saggio del profitto è il rapporto tra profitto e capitale impiegato
ed è uniforme, se non ci sono barriere, grazie ai prezzi relativi. Nel primo anno si impiegano 2 macchine nuove di età 0 (M0)
Il saggio di rendita è il rapporto tra rendita e quantità di terra. e il capitale circolante. Le macchine si considerano
interamente consumate nel primo processo produttivo e il
Teoria della produzione prodotto è 10A e 2 macchine vecchie di 1 anno (M1). Ciò
continua fino al quinto anno, in cui si ottiene come prodotto
La teoria della produzione analizza le relazioni tra prodotti solo 10A perché le macchine sono state consumate totalmente.
impiegati nel processo produttivo. La produzione di una merce Ciò si ottiene assumendo che il capitale fisso abbia efficienza
richiede l’uso di impieghi. Tralasciando per semplicità le costante, quindi il suo progressivo invecchiamento comporta
risorse naturali, si può rappresentare la produzione della solo la riduzione della sua vita residua. Nella realtà,
quantità X della merce D in questo modo: l'invecchiamento delle macchine si manifesta in perdite di
efficienza (aumenti dei coefficienti unitari di produzione);
inoltre, a causa del progresso tecnico, la sua vita utile può
+ + + →
! ! ! ! ! essere molto più breve della sua durata fisica.
A sinistra della freccia ci sono gli impieghi di lavoro (L) e delle Processo produttivo sociale
merci (A, B, C) necessari per produrre la quantità X della
merce D e costituiscono un metodo di produzione (aspetto
tecnico). Gli impieghi si chiamano mezzi di produzione Consideriamo un’economia di sussistenza in cui si producono
(capitale). L'intervallo di tempo tra l'applicazione dei mezzi di due merci (grano e ferro) in quantità sufficienti per il
produzione e l'ottenimento del prodotto è detto ciclo sostentamento dei lavoratori e la reintegrazione delle quantità
produttivo. I mezzi di produzione possono essere immessi consumate come mezzi di produzione. Ogni equazione
all’inizio o in momenti successivi. I metodi di produzione stabilisce che la quantità prodotta di ciascuna merce è pari alla
alternativi impiegano, in parte o totalmente, mezzi di somma delle quantità di essa impiegate nell'economia come
produzione diversi: la scelta tra i diversi metodi è determinata mezzi di produzione. Considerando le sussistenze dei
dalla maggiore convenienza per il produttore, quindi dipende lavoratori come mezzi di produzione, si ha:
dai prezzi dei mezzi di produzione e dal salario.
Un metodo di produzione può essere descritto anche con le
quantità dei mezzi di produzione necessarie alla produzione di
un’unità di prodotto: queste quantità unitarie si chiamano
coefficienti unitari di produzione e si ottengono dividendo le La distribuzione dei lavoratori tra le industrie può cambiare.
quantità impiegate dei mezzi di produzione per la quantità Immaginiamo che 6 lavoratori si spostano dall'industria del
prodotta. Ad esempio: grano all'industria del ferro:
+ + + → 1
! ! ! !
Il coefficiente unitario non può essere uguale a 1 poiché si
consumerebbe più di quanto prodotto. 1
se si spostano i lavoratori da un’industria a
un’altra = eccedenza di un bene e insufficienza
dell’altro In questo caso il grano prodotto (360 q.) non è sufficiente a Teoria classica
reintegrare il grano consumato come mezzo di produzione e
sussistenza dei lavoratori (390 q.), mentre il ferro prodotto (23 La teoria della distribuzione del reddito spiega come il
t.) eccede quello consumato (20 t.) Se si spostano, invece, 6 prodotto sociale si ripartisce tra le varie categorie di reddito.
lavoratori dall'industria del ferro all'industria del grano: Le due principali teorie sono: la teoria classica, detta anche
teoria del sovrappiù, e la teoria marginalista (o neoclassica).
Quest'ultimo termine fu adottato da autori che volevano
trovare una continuità tra le due teorie, ma la loro struttura è
diversa. La teoria classica ebbe come esponenti Quesnay,
Adam Smith (la cui opera più importante è La ricchezza delle
nazioni, 1776) e David Ricardo e fu il punto di partenza
dell’analisi economica di Marx. Quesnay, nel 1758, fece uno
schema sulla circolazione delle merci introducendo il concetto
La produzione di ferro (17 t.) è inferiore al consumo (20 t.), di sovrappiù, prodotto dall’economia agricola francese
mentre il grano prodotto eccede (440 q.) quello consumato dell’epoca grazie alla generosità della natura (un seme diventa
(410 q.). Questo perché in un’economia di sussistenza esiste una spiga) e veniva dato totalmente agli aristocratici (rendita
una sola serie di proporzioni che garantisce la reintegrazione dei proprietari terrieri). Nell’economia industriale, invece,
dei mezzi di produzione e la sussistenza dei lavoratori. Smith attribuisce la capacità di produrre sovrappiù ai processi
Supponiamo che, dati gli stessi metodi produttivi, il lavoro e i produttivi.
mezzi di produzione raddoppino: Il punto di partenza è il saggio del salario reale, cioè la
quantità di beni che un lavoratore riceve per ogni unità di
tempo di lavoro. Secondo la teoria classica, il salario reale è
determinato da circostanze (sociali ed economiche) che
stabiliscono il “minimo”, chiamato salario di sussistenza, cioè
la quantità di beni necessari per la sopravvivenza del
lavoratore. Un fattore determinante è la posizione contrattuale
dei lavoratori rispetto ai datori di lavoro: se il potere
Le quantità prodotte bastano per le sussistenze e la contrattuale del datore di lavoro verso il lavoratore era meno
reintegrazione dei mezzi di produzione, dunque si ha ancora forte (ad esempio, nei periodi in cui l’economia cresceva molto
un’economia di sussistenza perché è aumentata solo la scala e l’occupazione aumentava), i datori di lavoro si facevano
di produzione (= dimensione assoluta della produzione). concorrenza tra loro per accaparrarsi i lavoratori, data l’elevata
richiesta, offrendo un salario più alto. L’aumento del salario in
modo continuo lo faceva mantenere invariato nei periodi bui.
Per produrre più dello stretto necessario, i metodi produttivi
devono consentire un prodotto per lavoratore maggiore: per
fare ciò si aumenta anche solo una delle due produzioni. Nella determinazione degli altri redditi il salario era preso
Supponiamo che il grano prodotto aumenti a 480 q.: come un dato, così come il prodotto sociale lordo
(complessivo) e le condizioni tecniche di produzione (metodi
di produzione):
1. dal prodotto sociale lordo e dalle condizioni tecniche
di produzione si ottiene il numero dei lavoratori
impiegati e i mezzi di produzione;
2. numero dei lavoratori impiegati x saggio del salario
= salari complessivi (parte del prodotto sociale);
Nella produzione del grano i coefficienti unitari sono diminuiti 3. prodotto sociale lordo - salari complessivi =
perché alle stesse quantità di mezzi di produzione corrisponde prodotto sociale netto;
una quantità prodotta maggiore. Il grano prodotto eccede di 80 4. prodotto sociale netto - mezzi di produzione =
q. quello impiegato: questa eccedenza è chiamata sovrappiù sovrappiù, quota di prodotto sociale lordo che
(economia con sovrappiù) e implica che per la produzione costituisce i redditi diversi dai salari.
dello stretto necessario è richiesta meno di un’unità di lavoro.
In questo modo il sistema può impiegare altri lavoratori nella
produzione di merci non destinate alla sussistenza. La
distribuzione del sovrappiù dipende da quale teoria si utilizza.
Le merci-base sono quelle che entrano, direttamente o
indirettamente, nella produzione di tutte le merci compresa sé
stessa. “Indirettamente” se non è un mezzo di produzione del
prodotto finale, ma serve a produrre uno dei suoi. In generale,
i beni che costituiscono le sussistenze dei lavoratori (e i loro
mezzi di produzione) sono merci-base perché ciascuna merce
richiede lavoro per essere prodotta. Le merci non-base sono
beni di consumo che non rientrano nella produzione di tutte le Se il saggio reale del salario è maggiore del “minimo”, una
merci: anche le merci impiegate come mezzi di produzione parte del sovrappiù è attribuita ai lavoratori. Sia i profitti che
esclusivamente nella produzione di merci non-base sono merci le rendite, quindi, hanno natura residuale che dipende dalle
non-base. sussistenze.
2
Concorrenza e uniformità del saggio di profitto Ag e Gg sono le quantità di acciaio e grano impiegate per
produrre grano, Aa e Ga le quantità di acciaio e grano
impiegate per produrre acciaio, Lg e La le quantità di lavoro
Supponendo che i redditi diversi dai salari (sovrappiù) siano impiegate per produrre grano e acciaio, w la quantità di grano
solo i profitti, per confrontarli col prodotto sociale netto che costituisce il salario (= sussistenza). Il tasso di profitto:
bisogna esprimerli in un valore uguale per entrambi: serve
conoscere i prezzi delle merci che li costituiscono. Il saggio +
ù
del profitto (r), cioè il rapporto tra profitti e capitale, indica la # # " "
= = =
redditività del capitale investito. 5 + 6 + 5 + 6
" # # " # "
Supponiamo che un capitalista ha investito il suo capitale nella + /
" # # "
=
produzione di scarpe e ottiene un saggio annuo del profitto del 5 + 6 / + 5 + 6
12%, mentre il saggio annuo del profitto nella produzione di " # # " " #
camicie è del 20%. Man mano che il capitale torna in forma
monetaria tramite la vendita di scarpe, il capitalista potrà dove pg e pa sono i prezzi normali del grano e dell’acciaio. Per
reinvestirlo nella produzione di camicie, dove il saggio del determinare il tasso del profitto bisogna conoscere le quantità
profitto è più alto: la quantità di camicie prodotte aumenterà, fisiche che costituiscono il sovrappiù e i mezzi di produzione,
mentre la produzione di scarpe diminuirà. La richiesta è la ma anche il rapporto tra i prezzi delle due merci (il prezzo
stessa, quindi al prezzo iniziale la nuova quantità prodotta di relativo, in questo caso il prezzo dell’acciaio in termini di
camicie rimane invenduta: la concorrenza tra i produttori grano). Le equazioni di prezzo sono:
spinge il prezzo delle camicie a diminuire e quello delle scarpe
ad aumentare. I prezzi dei prodotti sono cambiati, quindi il = + + + )
5 6(1
" " " " # " "
tasso di profitto delle camicie diminuisce e quello delle scarpe
aumenta. = + ( + )(1 + )
# # " # # # "
Considerando i salari come dati, il saggio del profitto dipende
dal rapporto tra prezzo del prodotto e valore dei mezzi di La produzione complessiva di ciascuna merce, misurata al
produzione: maggiore è il primo rispetto al secondo, maggiore prezzo di produzione, deve coprire il grano dato come salario
sarà il tasso di profitto. Dopo lo spostamento di capitale da una e l’acciaio e il grano usati come mezzi di produzione, ma anche
produzione all’altra, il saggio del profitto nelle due produzioni garantire i profitti al tasso r. Dividendo ciascuna equazione per
subirà variazioni di segno opposto e la loro differenza si la quantità prodotta si ottiene:
restringerà. Questo processo continua finché i rapporti tra
prezzi dei prodotti e mezzi di produzione si saranno modificati = + ( + )(1 + )
" " " " # " "
tanto da far eguagliare i tassi di profitto delle due produzioni:
questa è la tendenza all’uniformità del tasso di profitto. = + ( + )(1 + )
# # " # # # "
I prezzi tali da eguagliare i tassi di profitto delle industrie si
chiamano prezzi naturali o normali: sono prezzi teorici dove lg e la sono le quantità di lavoro necessarie per produrre
perché diversi dai prezzi effettivi che si osservano sui mercati. un’unità di grano e una di acciaio, ag e gg sono le quantità di
In ciascun istante, infatti, si verificano eccedenze o acciaio e grano necessarie per produrre un’unità di grano, aa e
insufficienze: i prezzi normali sono “centri di gravità” dei ga sono le quantità di acciaio e grano necessarie per produrre
prezzi effettivi, a cui tendono per effetto della concorrenza e un’unità di acciaio. Dividendo per pg si ottiene:
della libertà di movimento del capitale. Questo è l’andamento
nel tempo del prezzo effettivo, che “gravita” intorno al valore 1 = + ( / + )(1 + )
" " # " "
p del prezzo normale: / = + ( / + )(1 + )
# " # # # " #
Il prezzo relativo dell’acciaio in termini di grano dipende dal
tasso di profitto, che dipende dalla determinazione dei prezzi
relativi (per il rapporto tra sovrappiù e capitale impiegato):
questa interdipendenza tra saggio del profitto e prezzi relativi
è governata con le equazioni di prezzo, che risolte forniscono
simultaneamente i prezzi relativi e il tasso di profitto. Si
ammette una sola soluzione economicamente significativa
Determinazione del tasso di profitto e dei prezzi relativi (perché non possono avere valore negativo). Dalla seconda
equazione di prezzo si ricava:
Considerando il salario pari alla sussistenza e il sovrappiù
conferito solo ai profitti, il tasso di profitto sarà il rapporto tra + (1 + )
sovrappiù e capitale impiegato. Supponiamo un’economia che # # #
=
1 − (1 + )
produce solo grano e acciaio, con salari pagati alla fine del " #
ciclo produttivo (posticipatamente), in modo tale da non far
parte del capitale anticipato. Le quantità di grano e acciaio che Sostituendo quest’espressione nella prima equazione si ha:
costituiscono il sovrappiù (Sg e Sa) sono: + (1 + )
# #
1 = + [ + ](1 + )
= − + − + = − ( + )
5 6 5 6, " " " 1 − (1 + )
" " # " # # " # #
3
Supponendo di avere come unico mezzo di produzione dividono tutte le equazioni per la quantità prodotta della
l’acciaio (quindi gg = ga = 0) si ha: corrispondente merce, ottenendo:
(1 (1
1 − + ) = [1 − + )] + (1 + )
# " # " #
(1 + )G + − = 1 −
5 6H
# " # # " "
1 −
"
= −1
+ 5 − 6
# " # # " Le n equazioni di prezzo e l’equazione che definisce la merce-
Questa relazione è decrescente: salario come misura dei prezzi formano un sistema di (n+1)
equazioni in (n+1) incognite, dove le incognite sono gli n
prezzi delle merci e il tasso di profitto r.
Paragrafo B1 pagina 27 dispensa n
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