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CONTABILITA’ ECONOMICO – CONTABILITA’ FINANZIARIA

PATRIMONIALE Di tipo preventivo con rendiconto a consuntivo

Di tipo consuntivo (ha funzione autorizzatoria)

Esprime i risultati dell’attività

1. Rileva valori finanziari con metodo della

1.

gestionale con il metodo della partita partita semplice

doppia. È il sistema di rilevazione del pubblico

2.

Rappresenta il profilo finanziario ed

2. economico – patrimoniale Rappresenta lo strumento di cultura

3. burocratica (adempimento formale)

È la cultura manageriale del

3. risultato (reddito e capitale)

Tale processo di cambiamento ha avuto sin da subito la finalità di controllare i conti della

legge del 2009

spesa pubblica, rinnovando con la il sistema di contabilità.

Le esigenze del settore pubblico erano :

• Il superamento della logica dell’informazione intesa come adempimento e successivo

passaggio ad una logica dell’informazione intesa come necessità e utilità al processo

decisionale interno, indispensabile per comunicare all’esterno.

• Rivalutazione informativa a consuntivo e a preventivo.

La riforma è stata rilevante per il sistema informativo – contabile della pubblica

amministrazione come :

• Strumento di misurazione e rappresentazione della gestione

• Valenza nell’assetto istituzionale e organizzativo

• Individuazione della responsabilità

• Regolare i rapporti tra organi politici e tecnico – amministrativi e la collettività

• Rendere e informare la conoscenza di performance nel tempo e nello spazio

confrontabile anche con situazione aziendale di altri enti del settore.

Il compito della riforma era quello di informare le realtà aziendali affinché i politici e i

dirigenti gestiscano nel miglior modo possibile risorse politiche e migliorando i processi di

accounting e accountability.

contabilità finanziaria

La è lo strumento del modello burocratico organizzativo, tenendo

conto dell’aspetto finanziario degli accadimenti gestionali. Essa rileva le entrate o le spese:

MOVIMENTI DI ENTRATE : risorse monetarie acquisite per soddisfare i bisogni

1. pubblici.

MOVIMENTI DI SPESE : uscite monetarie connesse all’acquisizione di fattori

2. produttivi e altre operazioni effettuate.

partita semplice

Il metodo della rileva l’unico valore per identificare la natura delle decisioni

operate e i suoi effetti confluiti in documenti di sintesi senza rettifica a fine esercizio.

FASI DECISIONALI

• entrata

Di :

PREVISIONE: al preventivo, attese per conseguire una certa entrata

1. ACCERTAMENTO: momento giuridico in cui sorge il credito

2. RISCOSSIONE: effettivo incasso di denaro dall’estinzione del debito (incasso

3. del tesoriere)

VERSAMENTO: trasferimento di riscossione a cassa dell’ente

4.

• spesa

Di :

PREVISIONE : prospettiva di sostenere una spesa

1. IMPEGNO: obbligo a pagare per sostenere determinate spese

2. LIQUIDAZIONE: identifica il creditore, la ragione, l’importo del debito.

3. ORDINAZIONE: mandato al tesoriere di effettuare il pagamento

4. PAGAMENTO: effettiva disponibilità al creditore

5.

Il processo finanziario può anche concludersi al di là dell’esercizio, rinviando la riscossione e il

pagamento al prossimo esercizio. Può dar luogo a :

• RESIDUI ATTIVI : accertamenti non ancora riscossi (entrate da riscuotere).

• RESIDUI PASSIVI : impegni non ancora pagati ( impegni di spesa) bilancio di

L’analisi effettuata su entrate e spese è avviata dagli stanziamenti definiti nel

previsione finanziario, funzione autorizzatoria e programmatoria

come strumento con

rispetto a quello consuntivo evidenziante le varie performance aziendali.

funzione autorizzatoria

La assegna all’organo rappresentativo ( il Parlamento o il Consiglio

dell’ente) il potere di limitare le spese dell’azienda pubblica definendo la sua natura e la sua

destinazione. Fra i compiti abbiamo quello di :

• Approvare il bilancio preventivo

• Limitare la spesa pubblica

• Individuare la natura e la provenienza delle entrate

• Individuare la natura e la destinazione delle spese.

Le motivazioni che hanno apportato all’introduzione della funzione autorizzatoria possono

essere :

• L’assenza di meccanismi di mercato in scambi con terzi

• La limitata interdipendenza tra costi e ricavi

• La preventiva logica di controllo su atti e sistema finanziario derivante da quello dello

Stato centrale.

entrate

Le vengono classificate in:

ENTRATE CORRENTI : entrate tributarie, extra­tributarie, per trasferimenti ecc.

1. ENTRATE IN CONTO CAPITALE : entrate per trasferimento di capitale, entrate da

2. indebitamento ecc.

spese

Le vengono classificate in :

SPESE CORRENTI : derivanti dalla gestione operativa

1. SPESE IN CONTO CAPITALE : investimenti

2.

rilevazioni fatte a consuntivo

Le possono avere come risultato:

• Pareggio

• Avanzo

• Disavanzo

risultato

Il sarà l’equilibrio fra la ricchezza prelevata e la ricchezza impiegata, cioè le entrate

e le uscite avvenute con obbligazione attiva (accertamento) o con passiva (impegno).

Il sistema di bilancio è :

• BILANCIO DI COMPETENZA : entrate e uscite rilevate in fasi di accertamento e

impegno ( cosiddetto bilancio di competenza finanziario).

• BILANCIO DI CASSA : riscossione e/o versamento, pagamento.

limiti

Esistono informativi della contabilità finanziaria:

• Non rileva ragioni a dar luogo a movimenti di entrata e uscita

• Non riesce a superare il breve periodo

• Non riesce a rappresentare l’effettiva misura di risultati gestionali

• Non registra costi e ricavi anticipati o posticipati ( dando luogo a rettifica).

riforma a livello internazionale

La ha il compito di :

• ACCRUAL

Orientare i sistemi di rilevazione e rendicontazione verso approcci di

BASIS ACCOUNTING.

• CASH BASIS ACCOUNTING

Ridimensionare la principi contabili internazionali IPSAS

Per il settore pubblico, espone una serie di detti

IPSASB

(International Public Sector Accounting Standards) emanati dall’ (International

Public Sector Accounting Standards Board) rilevando la necessità di adattamento alla

IPSAS

contabilità economico – patrimoniale. Gli possono essere convertiti con il privato, cioè

IAS

gli (International Accounting Standards), i quali risultati sono misurati in base ad una

logica Full Accrual, di competenza economica, con il compito di fornire la rappresentazione di

andamenti economico – finanziari e patrimoniali di gestione, informando gli utilizzatori e gli

altri interessati.

riforma a livello nazionale

La ha portato una serie di problemi di coordinamento fra Stato

legge 196/2009

centrale e livelli governativi decentrati. Esempio è la come riforma sulla

contabilità e finanza pubblica, con la funzione di armonizzare i sistemi contabili e costruire un

unico linguaggio contabile per il settore pubblico e migliorare l’informativa di bilancio della

pubblica amministrazione.

anni ‘ 90 legge 142

Negli inizio a muoversi qualcosa con l’emanazione di alcune leggi, come la

/1990 comma 6

sull’ordinamento delle autonomie locali, in cui all’art.55, citava che i risultati

dovevano essere rilevati con contabilità economico – patrimoniale e dimostrati nel rendiconto,

compreso lo stato patrimoniale e il conto economico. Successivamente furono emanati diversi

provvedimenti:

• legge 421/1992 riguardava l’ambito di revisione della sanità, del pubblico impiego,

della previdenza, della finanza territoriale.

• decreto legislativo 502/1992 sull’aziendalizzazione in ambito sanitario.

• decreto legislativo 29/1993 sulla privatizzazione del pubblico impiego.

• Decreto legislativo 77/1995 : confluito poi nel TUEL (testo unico degli enti locali),

decreto legislativo 267/2000, che introdusse la contabilità economico – patrimoniale

negli enti locali.

legge 196/2009

La è volta a rinnovare il processo di gestione e controllo del bilancio dello

Stato e di tutta la pubblica amministrazione, mantenendo oltre agli aspetti autorizzativi

anche quelli per valutare i risultati in base a efficienza ed efficacia della spesa e completare

l’armonizzazione dei conti pubblici. L’ambito applicativo della legge riguarda il bilancio dello

Stato e il complesso della pubblica amministrazione ( enti istituzionali).

esclusa

Era l’applicazione per :

• Regioni, enti locali e territoriali ( si riferivano alla legge 42/2009)

• Enti del servizio sanitario nazionale ( riferiti al d.lgs. 502/1992 poi confluito nel d.lgs.

118/2011)

La legge 196/2009, oggetto di modifica con la legge 39/2011, adeguava gli strumenti di

programmazione economica e finanziaria in Italia a nuove regole comunitarie per rafforzare il

coordinamento di politiche economiche e di bilancio dei Paesi dell’UE. Ha delegato il Governo a

emanare provvedimenti attuativi per adeguare i sistemi contabili nel rispetto dell’art.2,

comma 2 :

Regole contabili uniformi e piano integrato dei conti per consentire il consolidamento e

1. monitoraggio in previsione, gestione, rendicontazione di conti della pubblica

amministrazione.

Riclassificare i dati contabili e di bilancio per la pubblica amministrazione.

2. MISSION PROGRAMMI

Schemi di bilancio articolati in e coerenti con la

3. classificazione economica e funzionale in base a regolamenti comunitari di contabilità

nazionale per rendere maggiormente trasparente le voci di bilancio per attuare

politiche pubbliche, e codificare la spesa correlata alle voci di spesa riportate in

bilancio.

Sistema contabile integrato.

4. Bilancio consolidato della pubblica amministrazione con aziende, società o controllate.

5. Indicatori di risultato semplice, riferiti al bilancio costituiti con diversi criteri.

6.

d.lgs. 91/2011, del d.lgs. 196/2009,

Il regola l’art.2 disciplina l’armonizzazione dei sistemi

contabili e degli schemi di bilancio della pubblica amministrazione centrale per coordinare la

finanza con strumenti simili alla programmazione, alla gestione, alla rendicontazione e al

controllo e cerca di imporre un piano integrato di conti finanziari ed economici e un sistema di

scritture contabili per registrare ogni operazione e assicurare l’integrazione e la coerenza tra

rilevazioni finanziarie ed economiche.

principi contabili generali

Individua i :

• PRINCIPIO DELL’ANNUALITA’ : il bilancio di previsione e rendicontazione devono

essere predisposti con cadenza annuale.

• PRINCIPIO DELL’UNITA’ :

Ogni pubblica amministrazione rappresenta un’entità unica e unitaria.

1. Ha un unico bilancio di previsione e rendicontazione

2. Le entrate finanziano le spese.

3.

• PRINCIPIO DELL’UNIVERSALITA’ : comprende finalità e obiettivi in bilancio

riferiti ad ogni pubblica amministrazione per rappresentare la verità e la correttezza

delle attività dell’esercizio.

• PRINCIPIO DI INTEGRITA’ : nessuna compensazione tra entrate e spese sia per

quello di previsione che per quello di rendicontazione.

• PRINCIPIO DI VERIDICITA’ : i dati di bilancio rappresentano le reali condizioni di

operazioni gestionali di natura economica, patrimoniale, finanziaria.

• PRINCIPIO DELL’ATTENDIBILITA’ : le informazioni contabili prive di errori

• PRINCIPIO DELLA CORRETTEZZA : rispetto formale e sostanziale di norme

redigenti i documenti di previsione, programmazione, rendicontazione di ogni pubblica

amministrazione.

• PRINCIPIO DELLA COMPRENSIBILITA’ : basato sul principio della chiarezza

• PRINCIPIO DELLA TRASPARENZA : classifica l’azione in :

MISSIONI : funzioni e obiettivi perseguiti con spesa pubblica

1. PROGRAMMI : aggregati diretti a perseguire gli obiettivi definiti nelle mission

2.

• PRINCIPIO DI SIGNIFICATIVITA’ E RILEVANZA : ricerca di informazioni

significative per soddisfare le esigenze connesse al processo decisionale degli

utilizzatori.

• PRINCIPIO DELLA FLESSIBILITA’ : eventuali modifiche apportabili e valori

contabili in caso di imprevisti manifestatesi in gestione.

• PRINCIPIO DELLA CONGRUITA’ : verifica di entrate per sostenere le spese

programmate.

• PRINCIPIO DELLA PRUDENZA : controllo in redazione di bilancio previsionale e

rendicontazione.

• PRINCIPIO DELLA COERENZA : indispensabile nesso logico fra programmazione,

previsione, gestione, rendicontazione.

• PRINCIPIO DELLA CONTINUITA’ : rilevazioni in base alla prospettiva di

continuità dell’attività istituzionale.

• PRINCIPIO DI COSTANZA : comparabilità fra singole valutazioni finanziarie ed

economiche – patrimoniali in previsione e rendicontazione.

• PRINCIPIO DI COMPARABILITA’ : in tempo e spazio di valori di bilancio.

• PRINCIPIO DI VERIFICABILITA’ : informazioni di sistema del bilancio con

procedimento valutativo.

• PRINCIPIO DI IMPARZIALITA’ : le informazioni non favoriscono interessi o

esigenze di gruppi

• PRINCIPIO DI PUBBLICITA’ : pubblicizzati secondo norme vigenti.

• PRINCIPIO DLL’EQUILIBRIO DI BILANCIO : equilibri complessivi di parti del

sistema di bilancio.

• PRINCIPIO DI COMPETENZA FINANZIARIA : criteri di imputazione per

accertamenti e impegni con funzione autorizzatoria nella previsione.

• PRINCIPIO DI COMPETENZA ECONOMICA : l’esercizio di riferimento, quello

economico – patrimoniale (budget o preventivo) con redazione di conto economico e

stato patrimoniale in rendicontazione.

• PRINCIPIO DI PREVALENZA DELLA SOSTANZA SULLA FORMA :

rappresentare operazioni e fatti avvenuti durante l’esercizio in modo veritiero, rilevati

secondo la loro natura in base alla sostanza, cioè alla realtà generatrice.

legge 42/2009

La ha portato alla configurazione di un sistema contabile misto per gli enti

locali, escluso per le Regioni ( contabilità finanziaria).

legge 196/2009

Il sistema unico integrato introdotto con la con il compito di omogeneizzare i

sistemi contabili per armonizzare i conti pubblici :

• UNICO : solo contabilità finanziaria (es.: Stato e Regioni).

• ECONOMICO – PATRIMONIALE : (es.: aziende sanitarie).

• MISTO : 3 impostazioni del modello contabile (es. enti locali ):

CONTABILITA’ FINANZIARIA ESTESA : previene nel determinare valori

1. non numerici, con affiancamento per i soli documenti consuntivi. In corso

dell’esercizio fà le dovute rilevazioni e a fine esercizio compone un prospetto di

conciliazione in cui rettifica e integra extra ­ contabilmente valori finanziari per

redigere conto economico e stato patrimoniale.

SISTEMA CONTABILE INTEGRATO : è scomposto in più moduli

2. (finanziario , economico­patrimoniale, contabilità analitica); le rilevazioni

alimentano tutti e tre le tipologie di contabilità creando un database comune,

cioè un documento di sintesi con eventuale composizione del prospetto di

conciliazione per un eventuale riconciliazione ex­post di valori rilevati dai 3

sistemi spiegandone i vari scostamenti.

SISTEMI CONTABILI PARALLELI : coesistenza di due sistemi autonomi e

3. indipendenti tra la contabilità finanziaria e la contabilità economico –

patrimoniale, separate e prive di collegamenti formali.

quattro direttrici

La riforma della contabilità pubblica è basata su :

Informativa su tre dimensioni gestionali (economica, patrimoniale e finanziaria)

1. cioè :

• Integrazione fra la contabilità finanziaria e quella economico – patrimoniale

• Arricchire l’informativa dei documenti contabili

• Integrazione fra la dimensione economico – patrimoniale e quella finanziaria

Informativa sulle performance :

2. • Definire il sistema di indicatori semplici, misurabili e riferiti a programmi di

bilancio.

• Considerare il perseguimento di obiettivi e operare spesso in assenza di mercato,

con difficoltà di misurazione dei risultati.

Informativa sui programmi di spesa : revisione numerica e struttura dei

3. programmi per garantire un’univoca corrispondenza fra programma, risorse e strutture

concesse al Ministero ( maggiore responsabilità).

Informativa di gruppo : bilancio consolidato della pubblica amministrazione con

4. aziende, società o altre controllate per rendere più agevole il consolidamento dei dati di

bilancio.

PROCESSO DI ARMONIZZAZIONE DEI CONTI PUBBLICI (mutamenti nei criteri di

rilevazione e bilancio)

contabile

L’armonizzazione :

• È un processo riduttivo di diversità tramite riconoscimento di un contesto uniforme,

sintesi dei precedenti

• Prevede l’ampliamento di finalità informativa di sistemi contabili e di bilancio con

modello integrato per rappresentare il consolidamento dei conti pubblici a livello

nazionale.

bilancio della pubblica amministrazione

Il è lo strumento per definire, comunicare,

attuare, controllare la politica economica del Paese unitariamente inteso.

Il nuovo sistema prevede una fase di sperimentazione per almeno due anni, a partire dal 2012

al 2014, dopo il quale diventa obbligatorio. Alla base del processo di riforma, vi è un controllo

della spesa pubblica e del deficit delle singole aziende pubbliche, riconducendo maggiore

responsabilità al management pubblico e maggiore trasparenza per la collettività.

Per il sistema informativo contabile vi è stata un’integrazione economico – patrimoniale, in

modo da consentire la misurazione di determinanti dell’efficienza e come elemento informativo

di attività di analisi e valutazione della spesa per valorizzare alcuni aspetti di efficienza e

qualità di servizi pubblici.

RILEVAZIONE DEI VALORI ECONOMICI E PRINCIPIO DELLA COMPETENZA

ECONOMICA

La gestione sia per le aziende lucrative e sia non, dà luogo a manifestazioni di accadimenti

aziendali e a valori economici. Non vi è misurazione se rileva solo l’aspetto finanziario, cioè

movimenti di entrate e spese.

contabilità economica – patrimoniale

La rileva le entrate e le spese e misura costi e ricavi

nell’aspetto economico :

• COSTI : come valore monetario dei fattori produttivi acquisiti o finanziamenti erogati

• RICAVI : come valore monetario di beni e servizi erogati e finanziamenti ottenuti

Per quanto riguarda l’imputabilità, si considerano due principi :

PRINCIPIO DI COMPETENZA ECONOMICA :

1. • RICAVI/PROVENTI di beni e servizi erogati nell’esercizio a prescindere

dall’incasso.

• COSTI di fattori produttivi consumati nel periodo di riferimento a prescindere

dal pagamento rilevato in correlazione al ricavo.

Entrambi sono rilevati all’esercizio al quale si riferiscono, indipendentemente dalla

manifestazione monetaria. Il ricavo è contabilizzato con la fine del processo produttivo o

l’erogazione del servizio; i proventi tributari e i trasferimenti conseguiti nell’esercizio di

accertamento dell’entrata.

PRINCIPIO DI COMPETENZA FINANZIARIA : le entrate e le spese sono imputate

2. all’esercizio in cui si formano.

contabilità analitica

La rileva costi correlati all’organizzazione e alla destinazione :

• è alimentata dalla contabilità economico – patrimoniale.

• ha ad oggetto le elaborazioni e le analisi di maggior dettaglio su costi e ricavi, proventi,

risultati lordi, parziali.

• La finalità è quella di misurare l’efficienza e l’efficacia sulla gestione del tempo e dello

spazio, così da avere più informazioni per supportare il processo decisionale interno.

La contabilità economico – patrimoniale nel modello integrato è considerata un valido

strumento di conoscenza, di misurazione, di comunicazione, per eventuale risoluzioni di

inefficienza. La sua utilità ricade sul management pubblico, il quale utilizza l’informativa

per aumentare la consapevolezza nell’utilizzo delle risorse.

motivazioni

Le che hanno portato all’ affiancamento della contabilità economico –

patrimoniale alla finanziaria sono diverse :

• Analisi di operazioni aziendali in base all’utilità economica

• Raggiungere l’equilibrio economico tra costi e ricavi/proventi

• Misurare il patrimonio netto di funzionamento al termine dell’esercizio.

• L’affiancamento rafforza la funzione informativa verso l’esterno (collettività) e verso

l’interno ( supporto ad organi di governo).

• Metodologia per implementare il sistema della contabilità analitica al fine di

analizzare e controllare costi e rendimenti.

Bisognerà avere considerazione del patrimonio pubblico con analisi più completa e

trasparente, in modo da acquisire maggiore conoscenza, registrando un incremento o

decremento per ottenere una maggiore consapevolezza nell’amministrare le risorse colletive.

momenti di rilevazione

Per quanto riguarda i abbiamo :

• Per la contabilità finanziaria : a monte, ha diritto a riscuotere l’entrata

(accertamento) e l’obbligo a pagare la spesa (impegno); a valle, subisce una variazione

monetaria ( riscossione e pagamento).

Per l’entrata non assume nessun momento intermedio tra accertamento e

riscossione/versamento.

Per l’uscita esiste un momento intermedio fra impegno e ordinazione/pagamento

determinando la somma liquida da pagare (liquidazione).

• Per la contabilità economico ­ patrimoniale : rileva i singoli fatti gestionali nel

momento di ricevimento o emissione di fattura.

CAPITOLO 3 – IL SISTEMA CONTABILE E DI BILANCIO DELLE AZIENDE

PUBBLICHE LOCALI

A partire dagli anni’ 90, gli enti locali pubblici hanno subito un progressivo percorso di

aziendalizzazione, a partire con l’emanazione della legge 142/1990 sull’ordinamento delle

legge 241/1990

autonomie locali e la sul procedimento amministrativo e diretto di accesso a

documenti amministrativi.

Successivamente sono state introdotte diverse innovazioni volte a migliorare le performance di

economicità, efficienza, efficacia, riformando poi le funzioni degli enti locali con interesse per :

• L’amministrazione

• L’organizzazione

• La gestione

• La programmazione e il controllo

• Il sistema contabile.

Sotto il profilo organizzativo, riforma la disciplina del pubblico impiego, distinguendo il

momento politico e gestionale e separando l’indirizzo politico – strategico degli organi di

governo dall’azione tecnico – gestionale dei dirigenti con maggior potere decisionale,

autonomia e responsabilità sui risultati.

d.lgs. 267/2000 (TUEL), art.107, co.1 : spetta ai dirigenti la funzione di direzione degli uffici

e servizi secondo norme di statuti e regolamenti, gli viene attribuita la gestione

amministrativa – finanziaria – tecnica attraverso il potere di spesa, l’organizzazione delle

responsabili di

risorse umane, delle strumentali e di quelle di controllo. I dirigenti sono :

1. una corretta amministrazione

2. efficienza

3. risultati

decisioni politiche di indirizzo e controllo

Le spettano agli organi elettivi, cioè il

Consiglio dell’ente, il quale definisce gli indirizzi per la pianificazione strategica.

direttore generale

Una novità è la nomina di un da parte del Sindaco e Presidente della

Provincia per i comuni con più di 15.000 abitanti, figura rimasta in vigore solo per i comuni

funzioni

con più di 100.000 abitanti. Le del direttore generale spesso sono svolte da un

del TUEL

segretario dell’ente, cioè un funzionario pubblico. All’art.97 lo definisce come

figura che svolge i compiti collaborativi e di assistenza giuridico – amministrativa verso gli

organi in ordine di conformità dell’azione amministrativa a legge, regolamenti e allo Statuto.

responsabilità penale, disciplinare, patrimoniale, gestionale.

Il dirigente ha

segretario

Il ha diverse funzioni :

• È garante della legalità e della correttezza

• È notaio e cancelliere

• È un consulente giuridico

Le funzioni possono essere di due categorie :

• MINIME :

Collaboratore di assistenza giuridica

1. Partecipa alle riunioni

2. Partecipa al rogito del contratto

3.

• EVENTUALI : coordina i diversi organi

SEGRETARIO DIRETTORE GENERALE

: :

Sovrintende la gestione

dell’ente e attualizza gli Predispone un piano

indirizzi e gli obiettivi dettagliato di obiettivi e

proposte (PEG).

Presidia e coordina la

 struttura organizzativa.

Negli anni’ 90 iniziò l’evoluzione del sistema informativo – contabile degli enti locali, con un

primo tentativo con l’introduzione della contabilità economico – patrimoniale negli enti locali

con la legge 142/1990.

d.lgs. 77/1995 PEG

Il ha introdotto il conto economico nel rendiconto e anche il (Piano

esecutivo di gestione) e il controllo di gestione.

Il legislatore ha lasciato ampia libertà agli enti di scegliere quale tipologia contabile adottare :

CONTABILITA’ FINANZIARIA ESTESA

1. SISTEMA CONTABILE INTEGRATO

2. SISTEMA CONTABILE PARALLELO

3.

Riepilogo :

legge 42/2009 : detta i principi e i criteri direttivi per l’armonizzazione contabile negli enti

 territoriali.

D.lgs. 118/2011 : armonizza i sistemi contabili e gli schemi di bilancio di regioni e enti

 locali.

D.P.C.M. 28/12/2011 : regola la fase di sperimentazione dal 2012 al 2014.

 nuovo sistema di bilancio

Il prevede per redigere il bilancio finanziario, nuove articolazioni

di spesa per missioni e per programmi, e a partire dal 2015 diventa obbligatorio per tutti gli

altri enti territoriali, il sistema integrato.

decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 dicembre 2011

Il sperimenta :

L’adozione del bilancio di previsione finanziaria annuale di competenza e di cassa

1. La classificazione per missioni e per programmi

2. Mantenimento della contabilità finanziaria in base al nuovo principio di

3. competenza finanziaria, in cui le obbligazioni attive e passive devono registrarsi in

scritture contabili con imputazione all’esercizio in cui scadono.

Prima del 2009, gli enti avevano già adottato la congiuntura tra la contabilità generale e

metodo minimale o integrato,

quella finanziaria attraverso il in base al grado di impiego

della contabilità economico – patrimoniale.

METODO MINIMALE METODO INTEGRATO

: :

in 3 sub­sistemi contabili

È basato su scritture finanziarie.

 Finanziario

1. Economico – patrimoniale

È limitato al formale adempimento di 2.

 obblighi di legge, come redigere conto Contabilità analitica dei conti per il

3.

economico e stato patrimoniale per il centro di costi

rendiconto. Presuppone la rilevazione dei fatti gestionali

con il metodo della partita doppia, registrando

costi e proventi.

Eventuale prospetto di conciliazione, il

 quale rettifica i valori finanziari e

consente di costituire il conto economico e

lo stato patrimoniale

PRINCIPI CONTABILI DEL SISTEMA DI BILANCIO

I principi contabili sono regole utilizzate per interpretare e integrare la normativa contabile

per redigere documenti contabili.

Per gli enti locali i principi a livello internazionale sono gli IPSAS, mentre a livello nazionale

Osservatorio sulla finanza e sulla contabilità degli enti

sono documenti emanati dall’

locali (art. 154, TUEL), volto a promuovere l’applicazione e la sperimentazione di principi e

modelli contabili. È un organismo istituito dal Ministero dell’Interno, con le seguenti funzioni :

Promuovere la corretta gestione delle risorse finanziarie, strumentali e umane.

 Salvaguardare gli equilibri di bilancio

 Applicare i principi contabili

 Sperimentare i nuovi modelli contabili

d.lgs. 118/2011, allegato 1 , postulati dei principi contabili :

PRINCIPIO DELL’ANNUALITA’ : i documenti di previsione e rendicontazione devono

 essere predisposti con cadenza annuale. Le previsioni sono elaborate su base di una

programmazione triennale.

PRINCIPIO DELL’UNITA’ : la singola amministrazione pubblica è un’entità giuridica,

 unica e unitaria come lo sono il bilancio di previsione, il rendiconto e il bilancio d’esercizio.

PRINCIPIO DELL’UNIVERSALITA’ : comprende le finalità e gli obiettivi di gestione, i

 valori finanziari, economici, patrimoniali per fornire la rappresentanza veritiera e corretta

dell’andamento. La gestione fuori bilancio è incompatibile con tale principio.

PRINCIPIO DELL’INTEGRITA’ : nessuna compensazione fra le entrate e le spese.

 Entrate : iscritte al lordo delle spese sostenute per la riscossione

Spese : iscritte al lordo delle correlate entrate

PRINCIPIO DELLA VERIDICITA’ :

 Documenti veritieri rappresentanti le reali condizioni dell’ente

1. Analisi di controllo su le singole poste, evitando sopravalutazioni o sottovalutazioni.

2.

PRINCIPIO DELL’ATTENDIBILITA’ : fornire un’informazione contabile prive di errori.

 PRINCIPIO DELLA CORRETTEZZA : rispetto formale e sostanziale delle norme

 applicato a comunicazioni e dati oggetto di monitoraggio.

PRINCIPIO DELLA COMPRENSIBILITA’ : presentazione chiara della classificazione

 di voci finanziarie, economiche, patrimoniali così da assicurare un corretto monitoraggio e

consolidamento dei conti pubblici.

PRINCIPIO DELLA SIGNIFICATIVITA’ E RILEVANZA : le informazioni devono

 risultare utili al processo decisionale e la correttezza dei dati deve riferirsi anche a

ragionevolezza e applicazione. La rilevanza va valutata anche ai fini di equilibri finanziari

ed economici dei documenti contabile.

PRINCIPIO DELLA FLESSIBILITA’ : apportare modifiche ai documenti di bilancio per

 fronteggiare eventi imprevedibili durante la gestione.

PRINCIPIO DELLA CONGRUITA’ : verifica dell’adeguatezza dei mezzi disponibili

 rispetto ai fini stabiliti. Congruità : fra le entrate e le spese viene valutata in base agli

obiettivi programmati.

PRINCIPIO DELLA PRUDENZA : bisogna iscrivere a preventivo solo le entrate che si

 spera riscuotere e i costi nei limiti degli impegni e collegati alle risorse previste. Nel

rendiconto solo i costi anche se non realizzati definitivamente.

PRINCIPIO DELLA COERENZA : riguarda il nesso logico tra le diverse fasi di

 programmazione, previsione, gestione, rendicontazione.

COERENZA INTERNA : tra previsione, gestione e rendicontazione.

1. COERENZA ESTERNA : connessione tra le 4 fasi dell’ente e le direttive e le scelte

2. strategiche delle altre amministrazioni pubbliche.

PRINCIPIO DELLA COSTANZA dei criteri di valutazione e dei modi in cui si

 contabilizzano certi valori.

PRINCIPIO DELLA CONTINUITA’ : basarsi su stime e criteri validi nel tempo,

 garantendo la salvaguardia e la durabilità di equilibri economico – finanziari.

PRINCIPIO DELLA COMPARABILITA’ : comparazione nel tempo delle informazioni di

 benchmarking

bilancio per l’identificazione dell’andamento tendenziale e consentire un

fra i diversi enti pubblici, cioè confronta per applicare la comparazione con le migliori

aziende e apprendere caratteristiche per migliorare.

PRINCIPIO DELLA VERIFICABILITA’ : le informazioni fornite dal sistema di bilancio

 devono essere verificabili tramite ricostruzione del procedimento valutativo seguito.

PRINCIPIO DELLA NEUTRALITA’ : redazione dei documenti contabili fondata su

 principi indipendenti e imparziali verso i destinatari.

PRINCIPIO DELLA PUBBLICITA’ : pubblicizzazione a seconda delle norme.

 PRINCIPIO DELL’EQUILIBRIO DI BILANCIO : il bilancio di previsione deve essere

 deliberato in pareggio, valutando attentamente tutte le entrate e le spese, assicurando tale

pareggio anche durante la gestione, riflettendosi anche sul risultato finale.

PRINCIPIO DELLA COMPETENZA FINANZIARIA : applicato ai documenti di natura

 finanziaria, come criterio con il quale si computano entrate e spese imputando al periodo

amministrativo in cui sorge diritto a riscuotere o obbligo a pagare.

PRINCIPIO DELLA COMPETENZA ECONOMICA : è il criterio di imputazione di

 effetti delle operazioni poste in essere nell’esercizio in cui evidenziano “ utilità economiche

“, effetto rilevato in base all’esercizio a cui si riferiscono. Fondamentale è la correlazione

fra costi e ricavi, realizzata per :

Associazioni di causa ad effetto tra costi ed erogazione/cessione di prodotti o servizi

1. realizzati.

Ripartizione dell’utilità pluriennale

2. L’ammortamento

3. L’imputazione di costi al conto economico dell’esercizio, o associati a funzioni

4. istituzionali o al tempo, o al venir meno di utilità o funzionalità del costo.

PRINCIPIO DELLA PREVALENZA DELLA SOSTANZA SULLA FORMA : d.lgs.

 118/2011, in base agli accadimenti gestionali contabilizzati secondo natura finanziaria,

economica, patrimoniale in base alla loro sostanza effettiva.

SISTEMA INFORMATIVO CONTABILE DEGLI ENTI LOCALI

È individuabile su 3 fasi descriventi l’azione amministrativa :

PREVISIONE : bilancio preventivo autorizza la tecnostruttura dell’ente

1. GESTIONE : riguarda l’insieme di operazioni poste in essere dai dipendenti della

2. pubblica amministrazione dopo autorizzazione con delibera del Consiglio sul

bilancio previsionale e quello della Giunta sul Piano Esecutivo di Gestione (PEG).

RENDICONTAZIONE : si dà conto dell’amministrazione e della gestione.

3.

SISTEMA DI RILEVAZIONI PREVENTIVE E DOCUMENTI CONTABILI DI

PREVISIONE

In fase di previsione (art. 164­165 TUEL) sono stabiliti gli indirizzi e i programmi della

gestione sia attraverso la prospettiva corrente che attraverso l’orizzonte di medio – lungo

previsione

periodo. La è un prospetto di ciò che l’amministrazione intende fare, valorizzando

le risorse a disposizione e la loro destinazione.

Pianifica gli obiettivi di medio – lungo periodo, programma l’applicazione pratica della

pianificazione annuale.

programmazione

La è collocata all’interno della pianificazione strategica, come espressione

del programma di mandato trasferito sull’indirizzo politico – amministrativo e gestionale

dell’ente per realizzarlo. La corretta applicazione della funzione politico – amministrativa

parte da :

• Un programma amministrativo del Sindaco o Presidente della Provincia

• Linee programmatiche comunicate all’organo consiliare.

• Espressione attraverso il piano generale di sviluppo dell’ente

• Documenti di programmazione : relazione previsionale e programmatica, bilancio di

previsione pluriennale, bilancio di previsione annuale e PEG se obbligatorio.

linee programmatiche

Le sono azioni e progetti intenzionati a realizzare durante il

mandato, cioè il primo adempimento pianificatorio al quale Sindaco o Presidente della

Provincia devono ottemperare subito dopo la nomina.

piano generale di sviluppo

Il (PGS), anch’esso uno strumento di programmazione di

mandato, è un documento tecnico predisposto dalla Giunta, tratto dalle linee rendendo

operativi gli obiettivi, approvato dall’organo consiliare prima del primo bilancio.

L’art.46 del Tuel afferma che il Sindaco o Presidente della Provincia, una volta sentita la

Giunta, presenta le linee programmatiche al Consiglio.

Le linee espresse si articolano nel PGS e sono adeguate agli obiettivi proposti in fase

elettorale. documenti contabili di programmazione in

Gli obiettivi sfociano nella redazione di alcuni

previsione :

Relazione previsionale e programmatica

1. Bilancio previsionale pluriennale

2. Bilancio previsionale annuale

3. Piano esecutivo di gestione

4.

La relazione previsionale e programmatica e il bilancio di previsione pluriennale sono

strumenti di programmazione di medio periodo.

Il bilancio previsionale annuale e il PEG sono di breve periodo.

Il bilancio previsionale pluriennale e annuale sono approvati dal Consiglio dell’ente e

definiscono l’indirizzo strategico – amministrativo.

Il PEG viene deliberato dalla Giunta ed è un documento di indirizzo amministrativo –

gestionale.

RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA

È il primo documento da redigere nel processo di formazione del bilancio, definisce in base al

piano generale di sviluppo gli obiettivi di medio periodo e le risorse disponibili. Gli obiettivi

sono espressi nel PEG e nel bilancio di previsione annuale con redazione del pluriennale. La

relazione esprime :

• Contenuto della pianificazione strategica

• Lo strumento base nella programmazione dell’azienda pubblica locale

• La premessa per l’attività di controllo

• Rappresenta il presupposto dell’attività di controllo strategico, cioè valuta la coerenza

dell’azione amministrativa di mandato con gli obiettivi pianificati

170 del Tuel,

La relazione è citata dall’art. è un documento da allegare al bilancio di

previsione annuale, ed è redatta dall’organo esecutivo.

schema

Lo della relazione previsionale e programmatica è articolato in 6 sezioni :

Caratteristiche generali ( es.: popolazione, territorio, economia, servizi ecc.)

1. Analisi delle risorse

2. Programmi e progetti

3. Stato di attuazione di programmi deliberati negli esercizi precedenti

4. Rilevazione per il consolidato dei conti pubblici

5. Coerenza di programmi verso i piani regionali di sviluppo, i piani regionali di settore e

6. gli atti programmatici regionali.

La relazione è scomposta in due parti :

Programmazione : indica gli indirizzi operativi, cioè gli obiettivi generali e specifici

1. assegnati.

Pianificazione : Sindaco e Giunta individuano gli obiettivi generali da raggiungere

2. con il programma approvato dal Consiglio, e obiettivi specifici previa analisi di

fabbisogno della collettività amministrata.

La relazione ha una natura finanziaria ed economico – patrimoniale. A fine esercizio trova

riscontro nella relazione predisposta dalla Giunta, la quale relazione esprime una valutazione

di efficacia dell’azione condotta sulla base dei risultati conseguiti in rapporto ai programmi e

ai costi sostenuti, analizzando gli scostamenti avvenuti rispetto alle previsioni e a motivare le

cause.

BILANCIO DI PREVISIONE PLURIENNALE (art. 171 del TUEL)

Riveste due finalità :

AUTORIZZATORIA : nelle aziende pubbliche, gli stanziamenti previsti in bilancio

1. pluriennale al 1° esercizio sono uguali all’annuale e hanno carattere autorizzatorio su

linee di indirizzo politico, limitando gli impegni di spesa aggiornati anno per anno in

sede di approvazione dell’annuale.

PROGRAMMATORIA : rappresenta lo strumento di traduzione in termini finanziari

2. di programmi e progetti individuati e illustrati nella relazione previsionale e

programmatica. È un prospetto di natura finanziaria e prevede un quadro di mezzi

finanziari destinati per ogni anno considerato, sia alla copertura di spese correnti, sia

per finanziare gli investimenti con ricorso alle fonti di finanziamento.

AZIENDE PRIVATE AZIENDE PUBBLICHE

Bilancio : prospetto contabile Bilancio : documento contabile

esponente di valori consuntivi a esponente valori preventivi di

fine esercizio entrate e spese finanziarie da

verificarsi nei futuri esercizi.

Predisposizione : l’organo

amministrativo per rendere Predisposizione : organo volitivo

conto dell’attività svolta ai come proposta di futura attività

soggetti proprietari dell’impresa amministrativa.

Approvazione : organo volitivo, Approvazione : organo volitivo,

ratifica tramite amministratori autorizza l’amministrazione a

realizzare le entrate e le spese

previste.

BILANCIO DI PREVISIONE ANNUALE ( art. 165 del TUEL) :

• È un prospetto contabile finanziario a carattere autorizzatorio, evidenzia la previsione

finanziaria riferita al primo anno della relazione previsionale e programmatica.

• È redatto per competenza, fondato su valutazioni economico – patrimoniali dei fatti

gestionali.

• Previsione di competenza : accertamenti e impegni previsti

Previsione di cassa : riscossioni e pagamenti previsti

174 del TUEL

L’art. afferma che il bilancio di previsione annuale, pluriennale e la relazione

previsionale e programmatica sono predisposti dall’organo esecutivo (Giunta) e presentati

all’organo deliberativo ( Consiglio), collegati ad una serie di allegati e alla relazione dell’organo

di revisione per approvazione.

È deliberato entro il 31/12 di ogni anno dall’organo consiliare. Se dovesse superare il termine

della delibera, scatta l’esercizio provvisorio, cioè una gestione provvisoria in cui non può

compiere spese se l’ente non ha ancora deliberato.

Dopo l’approvazione, la Giunta è autorizzata ad operare secondo alcune direttive espresse

nella previsione. La Giunta predispone prima il PEG e poi il previsionale.

La sua struttura è a sezioni divise e contrapposte, le voci poste una dietro l’altra, da un lato le

entrate derivanti dal drenaggio fiscale e dal reperimento di risorse alternative, definendo fonti

di finanziamento a coprire le spese stanziate, e dall’altro lato le spese, come impieghi di spesa.

nuovo schema

Il secondo il d.P.C.M. 28 dicembre 2012 e il d.lgs. 118/2011 è classificato per :

• MISSIONI : funzioni e obiettivi strategici perseguiti dall’amministrazione con risorse

• PROGRAMMI : aggregati di attività volte a perseguire obiettivi definiti nell’ambito

delle missioni.

d.lgs. 118/2011

Il individua i nuovi criteri per la specificazione e la classificazione di entrate e

spese.

VECCHIO SCHEMA (parte entrate) classificato per :

• TITOLI : fonti di provenienza

Entrate tributarie

I. Entrate contributive, trasferimenti dello Stato, Regioni o altri enti

II. Entrate extra­tributarie

III. Alienazioni, trasferimenti di capitali, riscossione crediti ecc.

IV. Accensione dei prestiti

V. Entrate da servizi per conto terzi

VI.

• CATEGORIE : tipologia oggetto dell’entrata (es.: imposta)

• RISORSE : specifico oggetto (es.: imposta municipale propria) a cui imputare le

entrate previsionali e gli accertamenti gestionali.

NUOVO SCHEMA (d.lgs. 118/2011, parte entrate) classificato per :

• TITOLI :

Entrate correnti tributarie e contributive

I. Trasferimenti correnti

II. Entrate extra – tributarie

III. Entrate in conto capitale

IV. Entrate da riduzione delle attività finanziarie

V. Entrate da accensione di prestiti

VI. Entrate da anticipazioni da tesoreria

VII. –

VIII. Entrate per conto terzi e partite di giro

IX.

• TIPOLOGIE : natura (es.: tributi diretti)

• CATEGORIE : oggetto in ambito tipologico (es.: imposta municipale propria)

• CAPITOLI : suddivisi in articoli secondo l’oggetto, unità elementari a fini gestionali e

rendicontazione. per natura per destinazione

La voce delle spese era classificata (titoli e interventi) e

( funzioni e servizi).

VECCHIO SCHEMA ( spese) classificato per :

• TITOLI : in base ai principali aggregati economici

Spese correnti

I. Spese in conto capitale

II. Spese per il rimborso prestiti

III. Spese per conto di terzi

IV.

• FUNZIONI : funzione dell’ente

• SERVIZI : singoli uffici (es.: anagrafe)

• INTERVENTI : natura economica dei fattori produttivi in ogni esercizio.

NUOVO SCHEMA classificato per :

• MISSIONI : individuate per il bilancio dello Stato (ordine pubblico)

• PROGRAMMI : in base agli obiettivi definiti nelle missioni ( polizia locale)

• MACROAGGREGATI : articolazione di programmi secondo natura della spese. Si

raggruppano in titoli :

Spese correnti

I. Spese in conto capitale

II. Spese per incremento di attività finanziarie

III. Spese per il rimborso di prestiti

IV.

• CAPITOLI E ARTICOLI : articoli di macro­aggregati

Il bilancio di previsione esprime le risorse finanziarie ad esso destinate distinguendo in quelle

di competenza e di cassa, diviso in parte per il funzionamento e in parte per gli investimenti.

Sono presenti alcune spese che non danno luogo ad uscite finanziarie e sono :

FONDO DI RISERVA : per sopperire a spese non previste. Non può superare il 2%

I. delle spese correnti e non deve essere inferiore dello 0,30%. È utilizzato attraverso la

delibera dell’organo esecutivo da comunicare all’organo consiliare.

AMMORTAMENTO : spesa per contribuire alla formazione

II. FONDO SVALUTAZIONE CREDITI : somme destinate a coprire eventuali perdite su

III. crediti, non sono reali uscite, ma incidono sul risultato di amministrazione.

FONDO PLURIENNALE VINCOLATO : accantonamento risultante da un saldo

IV. finanziario di risorse già accertate destinate a finanziarie spese già impegnate, esigibili

in esercizi futuri a quello dell’accertamento dell’entrata. È garante per la copertura

delle spese imputate ad esercizi successivi a quello in corso.

bilancio di previsione annuale

Il ha l’obbligo dell’equilibrio tra i valori, rispettando il

pareggio finanziario. L’eventuale maggiore spesa è coperta con entrate da indebitamento,

vigente il vincolo, che possano finanziare solo le spese di investimento.

In merito a questo, tutti gli enti sono tenuti al rispetto di adempimenti dettati dalle norme sul

patto di stabilità interni, introdotto con la legge finanziaria del 1999, attraverso cui gli enti si

impegnano a ridurre finanziamenti in disavanzo delle loro spese e nel rapporto fra

l’indebitamento e il PIL, vincolandoli al conseguimento di obiettivi approvati con il patto.

In caso di mancato rispetto delle regole sancite dal patto di stabilità, l’ente viene sanzionato.

PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE (PEG, art. 169 TUEL)

È il documento che separa l’indirizzo politico e quello gestionale. È evidenziato come il “

bilancio gestionale”, strumento tramite cui la Giunta (organo esecutivo) individua gli

obiettivi gestionali coerenti con la programmazione della relazione previsionale e

programmatica, il bilancio di previsione annuale e pluriennale. La Giunta autorizza il

personale dirigente o il responsabile a realizzare tali obiettivi.

funzioni

Le del PEG sono :

• Affidare risorse per realizzare i programmi alla tecnostruttura dell’ente

• Funzione di indirizzo sulla gestione, consente di conoscere per ogni servizio i centri di

costo.

• Offrire informazione più analitica

• Razionalizzare e specificare le previsioni di entrata e di spesa da riferire all’unità

• Attivare e delimitare i poteri di impegno della spesa dai responsabili dei centri di costo.

obbligatorio eccetto

È per tutti gli enti locali, i comuni con una popolazione inferiore a

15.000 abitanti e le comunità montane. La sua applicabilità consente di realizzare il

collegamento tra gli aspetti contabili, autorizzativi, organizzativi e programmatici all’esercizio

di riferimento.

Contabilmente dettaglia le previsioni annuali attraverso disaggregazioni in capitoli, i quali

articolano la spesa in missioni e programmi, individuano gli obiettivi, definiscono le attività

svolte per perseguire gli obiettivi e le risorse destinate a ogni programma.

LA GESTIONE (titolo III, seconda parte del TUEL) :

• È la seconda fase dell’azione amministrativa

• Realizza la separazione di competenze fra il responsabile politico ( Consiglio) e il

responsabile tecnico – operativo ( Ufficio tecnico).

• Compete alla tecnostruttura dell’ente, la quale attua il contenuto autorizzatorio degli

stanziamenti del bilancio di previsione, tenendo sotto controllo i suoi equilibri.

• È una svolta osservando le procedure indicate dalle norme con il fine di regolamentare

lo svolgimento di attività necessarie a conseguire entrate e spese.

Riguarda una serie di operazioni per gestire la pubblica amministrazione dopo delibera del

Consiglio del bilancio previsionale e quello della Giunta con il PEG. Acquisisce entrate e spese

previste nel documento contabile di programmazione, individuando le specifiche fasi

descrivendo la gestione finanziaria del bilancio corrispondente a comportamenti della

struttura.

Art. 178 del TUEL : le fasi di gestione dell’entrate sono l’accertamento, la riscossione e il

versamento.

• ACCERTAMENTO (art.179,TUEL) : costituisce il primo momento di gestione

dell’entrata, si individua l’esistenza del diritto di credito ad una riscossione da

realizzare. Il soggetto verifica e attesta i seguenti requisiti :

L’esistenza della ragione del credito avente luogo l’obbligazione attiva

1. La sussistenza di un idoneo titolo giuridico a supporto

2. L’individuazione del soggetto debitore

3. La fissazione della scadenza.

4.

Deve essere effettuato nell’esercizio in cui sorge, imputato contabilmente all’esercizio nel quale

il diritto va a scadenza.

• RISCOSSIONE (art.180, TUEL) : è l’effettivo introito dell’importo dovuto dal

tesoriere o altro, a seguito dell’ordine di incasso ( o reversale, cioè riporta anche i codici

identificativi della transazione, indicando l’ammontare da riscuotere, il soggetto

debitore, la causale, i riferimenti di bilancio sui quali imputare l’entrata).

• VERSAMENTO (art. 181, TUEL) : trasferire le somme riscosse nelle casse dell’ente,

se la riscossione è effettuata da soggetto contabile diverso dal tesoriere.

nuovo principio della competenza finanziaria,

Secondo il gli incassi sono imputati

all’esercizio in cui il tesoriere o il cassiere li ha effettuati.

Art. 182 del TUEL : le fasi di gestione della spesa sono l’impegno, la liquidazione,

l’ordinazione e il pagamento.

• IMPEGNO (art.183, TUEL) : riguarda il pagamento da effettuare. L’ente diventa

debitore verso un terzo soggetto. Sulla proposta di impegno si richiede un visto di

regolarità contabile attestante la copertura, da parte del responsabile. Bisogna

indicare:

La ragione del debito

1. la somma da pagare

2. il vincolo su previsioni di disponibilità finanziaria accertata dagli stanziamenti

3. la scadenza

4.

Con l’impegno è registrata in via contabile la spesa conseguente all’obbligazione

perfezionata e al pagamento da effettuare, imputandolo all’esercizio in cui viene a

scadenza.

• LIQUIDAZIONE (art.184, TUEL) : determina la somma dovuta al fornitore imputata

al conto di spesa impegnato all’inizio; compete all’ufficio esecutivo del provvedimento di

spesa, disposta dopo il riscontro tra la prestazione ricevuta dall’ente e il contenuto della

fattura ricevuta. L’atto, sottoscritto dal responsabile, è trasmesso al servizio finanziario

per i conseguenti adempimenti.

• ORDINAZIONE (art.185, TUEL) : mandato di pagamento al tesoriere di provvedere

a pagare le spese al creditore. Il mandato contiene :

Il codice identificativo della transazione

1. Il numero progressivo

2. La data di emissione

3. L’indicazione del creditore

4. L’ammontare della somma e la scadenza

5. Le causali e gli estremi

6. Il rispetto dei vincoli di destinazione

7.

• PAGAMENTO : fase conclusiva, il tesoriere dà esecuzione all’ordine contenuto nel

mandato. È imputato all’esercizio in cui il tesoriere paga effettivamente, anche se

comunica successivamente all’ente.

ISTITUTI DI FLESSIBILITA’

Sono idonei a superare le rigidità previste secondo gli stanziamenti deliberati in previsione e a

fronteggiare alcuni eventi gestionali. Essi sono 4 :

VARIAZIONI DI BILANCIO (art.175, TUEL) : consistono in modifiche apportate a

1. documenti preventivi ( es.: bilancio previsionale e PEG) per adeguare le esigenze

sopraggiunte durante la gestione; sono deliberate non oltre il 30/11 di ogni anno, di

competenza dell’organo consiliare; sono adottate dall’organo esecutivo in caso d’urgenza

con ratifica del Consiglio dell’ente, a pena di decadenza entro i 60 giorni dopo. Due

tipologie di variazioni :

• IN SENSO STRETTO : variazioni modificative a stanziamenti previsti in fase di

previsione ( es.: incremento delle voci di spesa a sopraggiunta di maggiori entrate o

riduzione di spese previsionali in conseguenza del venir meno delle entrate

programmate.

• STORNI DI FONDI : spostamento all’interno dei conti di spesa o entrata per

compensare.

Le variazioni possono essere apportate anche al PEG, con modifiche a capitoli di entrata e

di spesa. Il d.P.C.M. afferma che le variazioni compensative fra capitoli di entrata e di

spesa sono effettuate con provvedimento amministrativo dei dirigenti o in assenza di

norme, dal responsabile finanziario dell’ente.

Art.193 del TUEL : in fase di gestione e variazione di bilancio, applicando gli istituti di

flessibilità, gli enti devono rispettare il pareggio finanziario e gli equilibri di bilancio per

coprire le spese e finanziare gli investimenti.

Gli enti, almeno una volta, entro il 30/09 dell’anno, provvederanno con delibera consiliare

ad effettuare una ricognizione sullo stato attuativo dei programmi, e in caso di

accertamento negativo, adottare i provvedimenti per ripianare il disavanzo accertato.

FONDO DI RISERVA (art.166, TUEL) : strumento di flessibilità per lo stanziamento

2. di gestione delle spese imprevedibili; le risorse da impiegare per coprire le spese

soglia minima soglia massima

straordinarie. La è dello 0,30% e la è del 2%.

Viene utilizzato con delibera dell’organo esecutivo, da comunicare all’organo consiliare.

bis,

I prelevamenti possono essere deliberati entro il 31/12 di ogni anno. All’art.116

comma 2, afferma che metà del fondo deve coprire le spese che possano arrecare danno

all’ente.

FONDO SVALUTAZIONE CREDITI : risponde al principio di prudenza, e ha la

3. funzione di accantonamento per coprire le eventuali perdite dovute da inesigibilità di

alcuni crediti.

ANTICIPAZIONI DA TESORERIA (art.222, TUEL): è il denaro che il tesoriere

4. mette a disposizione nel caso in cui l’ente ha problemi di liquidità, dovuto da

sfasamento temporale tra entrate e spese. È concessa su richiesta dell’ente con delibera

limite massimo

della Giunta entro un di 3/12 di entrate correnti accertate nel

elevato a 5/12 per 6 mesi

penultimo anno precedente. Il limite massimo è per gli enti

in dissesto economico – finanziario, con gravi indisponibilità di cassa. Il nuovo principio

di competenza finanziaria prevede che gli stanziamenti per i rimborsi di anticipazione

non hanno carattere autorizzatorio.

LA RENDICONTAZIONE

Con il rendiconto si dimostra l’azione amministrativa svolta nell’esercizio di competenza con

rilevazione dei risultati gestionali di dimensione :

• Finanziaria ( risultato finanziario e di cassa)

• Economica (risultato economico)

• Patrimoniale (situazione patrimoniale)

La rendicontazione è disciplinata nel titolo VI , seconda parte del TUEL, composto secondo

227 9 del d.P.C.M.

l’art. e all’art. da tre prospetti :

CONTO DEL BILANCIO : è un documento finanziario, il più importante, collegato al

1. bilancio di previsione annuale.


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bigfanto

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Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
Università: Molise - Unimol
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bigfanto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Molise - Unimol o del prof Del Gesso Carla.

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