Riassunti politica monetaria e finanziaria
Materiale da studiare
Libri:
- Istituzioni e mercati finanziari
- Capitolo 1: Perché studiare le istituzioni e i mercati finanziari?
- Capitolo 2: Sistema finanziario: uno sguardo d’insieme
- Capitolo 4: Perché le istituzioni finanziarie sono rilevanti di alcuni sistemi?
- Capitolo 5: Le crisi finanziarie
- Capitolo 6: Banche
- Capitolo 7: Settore bancario: struttura e concorrenza
- Capitolo 8: Regolamentazione bancaria
- Capitolo 12: I tassi di interesse e il loro ruolo nella valutazione
- Capitolo 13: Le operazioni bancarie
- Capitolo 16: Le banche centrali
- Capitolo 17: Gestione della politica monetaria: strumenti e obiettivi
- Capitolo 20: Mercati monetari
- Capitolo 21: Mercato obbligazionario
- Economia e politica della moneta
- Capitolo 1: Concetti base e relazioni fondamentali
- Capitolo 3: Il quadro teorico di riferimento
- Capitolo 4: Le scelte di portafoglio
- Capitolo 5: L’ampliamento delle basi teoriche
- Capitolo 7: L’intermediazione bancaria
- Capitolo 9: Trasmissione della politica monetaria
- Capitolo 15 (integrato in cap.5 libro istituzioni): IS-LM, curva dei rendimenti, la credit view (Barnake Blinder), Stiglitz Weiss, la moneta
Slide e appunti
- Slide del mercato azionario
- Titoli di stato italiani
Libro 1: Istituzioni e mercati finanziari
Capitolo 1: Perché studiare le istituzioni e i mercati finanziari?
1.1. Perché studiare le istituzioni finanziarie?
Il sistema finanziario è costituito dalle istituzioni finanziarie e dal mercato finanziario. Le banche e altre istituzioni finanziarie rappresentano un meccanismo per mettere in comune chi ha disponibilità finanziaria in eccesso (operatori in surplus) con coloro che hanno bisogno di fondi (in deficit). Per mettere in comune gli operatori in surplus con quelli in deficit, sono quindi necessari gli intermediari finanziari.
Le banche raccolgono il risparmio ed esercitano il credito e sono i principali intermediari dell’economia. La banca centrale è l’organismo di natura pubblica per l’implementazione della politica monetaria. La politica monetaria riguarda la gestione dei tassi di interesse e della moneta a cui si riferisce l’espressione offerta di moneta, cioè tutto ciò che viene generalmente accettato in quanto pagamento di beni o servizi e rimborso di prestiti. I mercati finanziari sono un meccanismo alternativo per trasferire fondi dagli operatori in surplus a quelli in deficit.
1.3.1. Mercato del debito e tassi di interesse
Uno strumento finanziario (o titolo) rappresenta un diritto sui redditi futuri dell’emittente o sulle sue attività. Un'obbligazione (bond) è un titolo di debito che contiene la promessa di pagamenti periodici per un lasso di tempo. Il mercato del debito è chiamato mercato obbligazionario. Il tasso di interesse rappresenta il costo del credito o la remunerazione corrisposta a fronte del prestito di fondi. I tassi hanno effetto sull’economia nel suo complesso poiché incidono sia sui consumatori sia sulle aziende sullo spendere o risparmiare.
1.3.2. Mercato azionario
Un’azione ordinaria (common stock) è uno strumento finanziario che rappresenta una quota di proprietà di una società: un diritto sui suoi redditi e sul suo patrimonio. Sono collocate e scambiate nel mercato azionario. Il prezzo delle azioni incide sulla quantità di fondi che può essere raccolta collocando titoli di nuova emissione presso gli investitori.
1.3.3. Il mercato dei cambi
I fondi da trasferire tra le nazioni devono essere convertiti nella valuta del paese di destinazione, ciò avviene nel mercato dei cambi (o mercato valutario), che non è fondamentale solo per il trasferimento di valuta, ma anche per la determinazione del tasso di cambio. La variazione dei tassi di cambio ha effetto diretto sui consumatori perché influisce sul prezzo delle merci importate.
1.4. Intermediazione diretta e indiretta
Intermediazione diretta
Nell’intermediazione diretta famiglie (lenders) e imprese (borrowers) entrano direttamente in contatto scambiandosi risorse finanziare. Un risparmiatore può così partecipare al capitale di rischio di un’impresa (acquistando azioni) oppure divenire creditore (acquisendo obbligazioni). L’intermediazione diretta comporta per i lenders costi informativi e di monitoraggio i quali, uniti ad un alto rischio derivante dall’assenza di diversificazione del portafoglio, li espongono ad un rischio elevato.
Intermediazione indiretta
Nell’intermediazione bancaria vi è un soggetto, la banca, che raccoglie le risorse finanziare dalle famiglie, prevedendo una remunerazione nulla o positiva ed effettua prestiti alle imprese. I vantaggi per i risparmiatori derivano dalla possibilità di “investire” anche somme di importo esiguo in strumenti tecnici esigibili a vista quali il contratto di deposito standard, dalla scomparsa dei costi informativi, dalla drastica riduzione del rischio in quanto l’intermediario bancario attraverso una opportuna politica di diversificazione può ridurre il rischio complessivo a dalla riduzione, o in certe condizioni, dall’assenza di costi di monitoraggio del risparmiatore nei confronti dell’impresa e della banca.
Capitolo 2: Sistema finanziario: uno sguardo d’insieme
2.1. Funzione dei sistemi finanziari
Il sistema finanziario è un insieme organizzato di mercati, intermediari e strumenti finanziari. È la struttura attraverso cui, in una economia moderna, si svolge l’attività finanziaria, cioè la produzione e l’offerta dei servizi finanziari. I mercati finanziari sono mercati specializzati nella negoziazione di strumenti finanziari. Gli intermediari finanziari sono una classe speciale di imprese che svolgono essenzialmente attività finanziaria, basata sulla produzione e negoziazione di strumenti finanziari e sull’offerta di servizi connessi.
Nei sistemi finanziari i mercati e gli intermediari hanno la stessa funzione. Gli strumenti finanziari (detti anche titoli, come azioni e obbligazioni) sono attività per chi li sottoscrive (o acquista) e passività (debiti) per chi li emette. Spesso è necessaria l’interposizione di un intermediario finanziario tra datori e prenditori di fondi: così detto circuito indiretto. Ad esempio, le banche sono l’intermediario che esercita in via esclusiva l’intermediazione creditizia nel circuito indiretto.
2.2. Funzione dei mercati finanziari: circuito diretto
I mercati finanziari collegano le unità in surplus con quelle in deficit e permettono un’efficiente allocazione del capitale. Si distinguono tre macrofunzioni del sistema finanziario:
- Allocazione delle risorse
- Tra operatori economici (multilaterale/spaziale)
- Nel tempo (trasformazione delle scadenze)
- Allocazione dei rischi (originate-to-distribute)
- Funzione monetaria (La moneta è uguale al circolante + i depositi)
- Quasi moneta (liquidità secondaria)
- Sistema dei pagamenti
- Trasmissione della politica monetaria
- Trasmissione all’economia reale (ma la politica monetaria cerca di dare stabilità ai mercati finanziari)
2.2.1. Saldi finanziari
I bilanci dei singoli operatori economici possono essere aggregati sulla base di comportamenti finanziari omogenei, distinguendo per settori istituzionali, ossia:
- Famiglie: hanno generalmente risparmi superiori alle spese per investimenti e per consumi
- Imprese non finanziarie: normalmente sono unità in deficit
- Settore pubblico: generalmente ha saldo finanziario negativo perché le spese correnti superano le entrate correnti.
- Settore estero: raggruppa gli operatori non residenti.
Il saldo finanziario è la differenza tra risparmio (S) e investimenti (I): SF = S – I. Ne consegue che a livello integrato è possibile scrivere la seguente identità, che consente di evidenziare al primo membro le fonti di risorse finanziarie e al secondo gli impieghi di risorse finanziarie: S + PF = I + AF (dove PF e AF sono rispettivamente passività e attività finanziarie).
Da questa uguaglianza risulta chiaro che a livello aggregato la somma algebrica dei saldi dei vari settori istituzionali deve essere nulla e che il saldo dei settori nazionali coincide con il saldo del settore esterno a segni invertiti.
2.3. Struttura dei mercati finanziari
2.3.1. Mercato dei titoli di debito e mercato dei titoli azionari
Le aziende possono raccogliere fondi dal mercato in due modi. Il primo è l’emissione di titoli di debito come l’obbligazione, cioè un accordo contrattuale per il quale il prenditore di fondi si impegna a corrispondere al detentore dello strumento importi fissi (pagati a titoli di interessi e/o di capitale) a intervalli regolari, fino alla data di scadenza dell’ultimo pagamento. La scadenza è il numero di anni che mancano alla sua estinzione ed è considerato a breve termine se inferiore a 1 anno, a medio termine da 1 a 10 anni ed a lungo termine se superiore.
La seconda modalità di raccolta fondi è l’emissione di azioni, che sono diritti su una quota dell’utile netto (ossia del reddito al netto dei costi e delle tasse) e su una quota delle attività di un’impresa, in modo proporzionale al totale delle azioni emesse. Spesso le azioni ordinarie corrispondono dei pagamenti periodici (dividendi) ai loro titolari e sono titoli a lungo termine non avendo scadenza. Detenere azioni vuol dire essere proprietari di una parte di una società e avere diritto di voto sulle decisioni importanti.
Valutando i pro e i contro di azioni e obbligazioni, la società è tenuta legalmente a rimborsare prima i debiti e poi le azioni, ma i detentori delle azioni sono titolari degli incrementi di redditività dell’impresa o dell’incremento delle sue attività.
2.3.2. Mercati creditizi e mercati mobiliari
Gli strumenti negoziati nel mercato dei titoli di credito possono essere di due tipi: trasferibili (cioè possono circolare successivamente alla loro emissione come le obbligazioni) o non trasferibili (come il mutuo e il deposito bancario, poiché hanno un elevato grado di personalizzazione). I mercati dove si negoziano strumenti non trasferibili sono i mercati creditizi, mentre quelli dove si negoziano strumenti trasferibili sono i mercati mobiliari.
2.3.3. Mercati primari e secondari
Mercato primario: mercato finanziario dove vengono collocati titoli di nuova emissione, qui la vendita dei titoli avviene spesso a porte chiuse. Un’istituzione finanziaria che contribuisce al collocamento iniziale dei titoli sul mercato primario è la banca di investimento, che si impegna al loro underwriting (sottoscrizione), cioè acquista i titoli e poi li ricolloca al pubblico.
Mercato secondario: dove vengono venduti o acquistati titoli già in circolazione. La borsa valori è il più noto mercato secondario. Altri mercati secondari sono quelli dei cambi, quelli dei future e delle opzioni. Nel mercato secondario sono presenti come intermediari finanziari i dealer che facilitano l’incontro fra venditori e compratori acquistando titoli ai primi e vendendoli ai secondi (agendo da controparte diretta) ed i broker che non effettuano compravendita, ma mettono in contatto potenziali acquirenti e venditori di titoli.
L’azienda non guadagna dallo scambio di titoli nel mercato secondario, ma grazie ad essi rendono più agevole la vendita degli strumenti finanziari (rendendoli più liquidi e quindi più appetibili) e definiscono il prezzo a cui la società emittente può collocare i titoli sul mercato primario. I prezzi che caratterizzano il mercato secondario sono di cruciale rilevanza per le imprese che mettono titoli.
2.3.4. Mercati regolamentati e mercati over-the-counter
I mercati secondari possono essere organizzati in due modi. Il primo modo riguarda le borse valori riconosciute espressamente dall’ordinamento, con l’autorizzazione a operare, dove acquirente e venditore di titoli si incontrano in una sede (fisica o virtuale) per realizzare gli scambi come la borsa di New York.
La seconda modalità per il mercato secondario è il mercato OTC (Over-the-Counter) dove operatori in sede differenti hanno un “magazzino” di titoli che sono pronti ad acquistare o vendere a chiunque si faccia avanti e sia disposto ad accettare i loro prezzi. Si tratta di una soluzione dove gli strumenti finanziari negoziati hanno un alto grado di personalizzazione.
2.3.5. Mercato monetario e mercato dei capitali
Nel Mercato monetario sono negoziati titoli di debito a breve termine (scadenza inferiore all’anno) mentre nel Mercato dei capitali sono scambiati titoli di debito a scadenza più lunga e titoli di capitale.
2.4. Internazionalizzazione dei mercati finanziari
2.4.1. Mercato obbligazionario internazionale, eurobbligazioni ed eurovalute
Le obbligazioni estere sono obbligazioni emesse in mercati esteri. Le eurobbligazioni (eurobond) sono obbligazioni denominate in una valuta diversa da quelle del paese di emissione. Le eurovalute sono denaro che viene depositato in banche fuori dal paese d’origine. L’eurovaluta più importante è l’eurodollaro, cioè dollari depositati in banche estere fuori dagli Stati Uniti o in filiali estere di banche statunitensi. Il prefisso euro vale per obbligazioni emesse al di fuori di paesi che hanno adottato l’euro.
2.5. Funzione degli intermediari finanziari: circuito indiretto
Circuito indiretto: così chiamato perché coinvolge un intermediario finanziario che si frappone tra datori e prenditori di fondi agevolando lo scambio. Ad esempio, una banca può prendere risorse dalle famiglie emettendo passività (cioè depositi) e poi le può impiegare per acquistare altre attività finanziarie concedendo ad esempio un prestito. L’intermediazione finanziaria è il percorso primario per le risorse che si muovono tra unità in surplus e in deficit.
2.5.1. Costi di transazione e ridistribuzione del rischio
Costi di transazione: tempo e denaro spesi per effettuare un’operazione finanziaria. Gli intermediari servono a ridurre questi costi grazie alle loro economie di scala. Gli intermediari svolgono un processo di ridistribuzione del rischio che comporta la trasformazione di strumenti finanziari rischiosi in attività più sicure per gli investitori. La diversificazione implica l’investimento in una combinazione di attività riducendo il rischio complessivo.
2.5.3. Asimmetria informativa: selezione avversa e azzardo morale
Asimmetria informativa: chi partecipa agli scambi finanziari non dispone di adeguate informazioni sulla controparte. Selezione avversa: è il problema originario dell’asimmetria informativa prima che avvenga la transazione. I prenditori di fondi (che hanno maggiore probabilità di produrre un risultato indesiderabile, cioè l’insolvenza) sono gli stessi che si attivano di più per richiedere un finanziamento e che per questo hanno maggiore probabilità di ottenerlo. Dato ciò c’è il rischio che i datori decidano di non concedere alcun finanziamento. Azzardo morale: è il problema generato dall’asimmetria informativa dopo la transazione. Nei mercati finanziari è il rischio che il prenditore di fondi possa compiere azioni che accrescano la sua probabilità di insolvenza.
Per far fronte a questi problemi, gli intermediari finanziari, frapponendosi tra surplus e deficit, riducono il rischio per i piccoli risparmiatori, rendendo il sistema economico più efficiente.
2.5.4. Economie di scopo e conflitto di interessi
Gli intermediari, offrendo molti servizi finanziari ai loro clienti, possono conseguire economie di scopo, cioè possono abbassare il costo della produzione delle informazioni per ciascun servizio applicando un’unica fonte informativa a molti servizi differenti. Un intermediario che eroga più servizi può però trovarsi in una situazione di conflitto di interessi.
2.6. Tipologie di intermediari finanziari
I mercati finanziari e gli strumenti:
- Creditizi, assicurativi, mobiliari.
- Mercato obbligazionario (tassi di interesse, capital gain). Titoli di Stato.
- Mercato azionario (dividendi, capital gain, controllo).
- Mercato valutario (tassi di cambio).
- Mercato delle commodity (in particolare materie prime).
- Mercato dei derivati (molto ampio).
- Mercato monetario e mercato dei capitali: scadenza.
- Mercato creditizio e mercato mobiliare: trasferibilità.
- Mercato primario e secondario: emissione. Banche di investimento-Dealer/Broker.
- Mercati regolamentati e over-the-counter (OTC).
2.6.1. Intermediari creditizi
Banche: intermediari principali, raccolgono fondi principalmente con l’emissione di depositi in conto corrente, depositi a risparmio, certificati di deposito e obbligazioni. Altri intermediari concedono crediti ma non si finanziano dai depositi. Imprese di assicurazione: vita, danni e fondi pensione.
2.6.3. Intermediari mobiliari
SIM (Società di intermediazione mobiliare) e banche di investimento svolgono attività che hanno per oggetto valori mobiliari: dalla compravendita (per conto loro o di terzi) al collocamento, dell’esecuzione di ordini di acquisto di vendita sui mercati alla gestione di portafogli di valori mobiliari su base individuale, della consulenza nelle operazioni straordinarie di finanza dell’impresa all’assunzione di partecipazione al capitale delle imprese stesse.
SGR (Società di Gestione del Risparmio) sono intermediari che raccolgono le risorse dei singoli risparmiatori o delle imprese per investire in portafogli diversificati.
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