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Economia politica lezione 1

Oggetto e metodo dell'economia politica

Dare una definizione di economia politica significa delimitare l'oggetto di studio e i fenomeni. In quanto scienza sociale essa studia il comportamento umano. Si occupa delle scelte dei soggetti di fronte a più alternative diverse. Se non vi fosse possibilità di scelta non sarebbe più un problema di tipo economico. Le scelte di cui si interessa l'economia politica sono riguardanti il consumo, la produzione e lo scambio dei beni, ossia di tutto ciò che può essere utilizzato per soddisfare i bisogni o può essere oggetto di diritti.

Le scelte non sono completamente libere ma sono limitate dall'insieme di tutte le alternative possibili. Questo ha come conseguenza che ogni scelta ha un costo in termini monetari e in termini di rinuncia di altri beni alternativi.

Robbins (1933): l'economia è la scienza che studia la condotta umana come una relazione tra scopi e mezzi scarsi ad usi alternativi.

L'economia politica è una disciplina scientifica ('600). L'aggettivo politica si riferisce al fatto che tutte le scelte avvengono all'interno di una collettività sebbene anche in condizioni di isolamento ci sarebbero comunque problemi di scelta economica. L'economia politica si limita alle relazioni tra i fatti e non si occupa dei mezzi che devono essere utilizzati e dei comportamenti che devono essere seguiti.

Il metodo che viene utilizzato è il metodo ipotetico-deduttivo: l'economista formula delle ipotesi e deduce delle conseguenze con la logica e con la matematica e si confrontano con i fatti della realtà. Possono scaturire delle vere e proprie teorie economiche o modelli economici.

Essendo una scienza sociale è estremamente difficile e costoso effettuare esperimenti in quanto si dovrebbero mantenere artificialmente inalterate tutte le altre variabili. Nonostante questo esiste una branca dell'economia politica chiamata economia sperimentale i cui studiosi fanno alcuni esperimenti ma nella maggior parte dei casi si limitano a fare richieste per capire i determinati comportamenti.

Essendo gli esperimenti quasi impossibili, altro metodo è quello dell'osservazione. Anch'essa presenta dei problemi in quanto se anche tutte le altre variabili variano la teoria potrebbe risultare ambigua.

Econometria: branca dell'economia che utilizzando metodologie statistiche ha come scopo quello di verificare le teorie economiche.

Microeconomia: si considerano le scelte individuali dei soggetti economici siano essi produttori o consumatori ed il modo in cui essi interagiscono sui mercati. Viene tralasciato l'intervento dello stato nelle scelte economiche.

Macroeconomia: si studiano determinati aggregati dell'economia come il prodotto, il consumo o l'investimento complessivo. La microeconomia è rilevante di per sé ma anche necessaria per lo studio della macroeconomia.

Lezione 2

Beni, mercati e prezzi

Un bene economico è un elemento materiale o immateriale che può soddisfare direttamente (beni di consumo) o indirettamente (beni di produzione) un bisogno umano e che sia appropriabile (oggetto di diritti) secondo l'ordinamento giuridico vigente. Un bene di consumo può essere utilizzato immediatamente per soddisfare un bisogno. Un bene di produzione tramite un processo produttivo viene trasformato in bene di consumo. Alcuni beni possono essere sia di consumo che di produzione (acqua).

  • I beni possono essere raggruppati in specie diverse dal punto di vista merceologico anche in base alla loro locazione spaziale e temporale, quindi in base al luogo e al periodo di tempo in cui si rendono disponibili.
  • In relazione alla possibilità di utilizzo i beni possono essere suddivisi in beni non durevoli (possono essere utilizzati una volta sola) e beni durevoli (possono essere utilizzati più volte).

Walras: servizio di un bene, ovvero l'uso che si può fare di un bene durevole in un qualsiasi periodo della sua esistenza. Tra i servizi rientrano anche prestazioni lavorative. I beni sono misurabili ovvero che possono essere espressi quantitativamente.

  • I beni inoltre possono essere divisibili (acqua) o non divisibili (auto) in relazione alla minima quantità a cui possono arrivare che può essere più o meno grande.

Mercato

Il mercato è l'insieme di tutti i soggetti che si scambiano beni tramite un contratto di scambio (atto volontario) per ritrovarsi entrambi in condizioni migliori. Questo contratto dà valore legale allo scambio stesso. Il contratto può essere:

  • A pronti: tutti i beni scambiati sono locati nello stesso periodo di tempo in cui il contratto viene stipulato.
  • A termine: tutti i beni scambiati sono locati in periodi futuri (vendite su ordinazione).
  • Di mutuo: alcuni dei beni scambiati sono locati nel periodo presente e altri in uno o più periodi futuri rispetto alla stipulazione del contratto.

Modalità di scambio:

  • Baratto, scambio tra due individui che possiedono esattamente il bene di cui necessita l'altro. Un problema che nasce è che non sempre un soggetto riesce a trovare le condizioni per fare lo scambio.
  • Moneta, scambio tra due individui di un bene per la moneta che essendo un bene generico può essere utilizzato per l'acquisto di altri beni. Ha funzione numeraria ovvero unità di conto e costituisce una riserva di valore, ossia uno strumento per trasferire nel tempo il potere di acquisto dei soggetti. La moneta può essere di vari tipi: moneta-merce (hanno valore materiale che quindi possono essere scambiate come altri beni), moneta a corso legale o forzoso (il cui pagamento non può essere rifiutato). La forzosità è prevista anche a livello giuridico anche se tale obbligo viene seguito senza problemi con l'ottica di riutilizzarla per l'acquisto di altri beni.

Wicksell (1898): sistema creditizio puro. Si ha un sistema bancario integrato. Un soggetto quando acquista un bene, gli viene addebitata la somma del bene. Al contrario se vende un bene gli viene accreditata la somma del bene. Si ha sempre un bene che è un numerario e fa da unità di misura.

Prezzo

Ammontare di moneta o numerario che corrisponde al valore del bene che vogliamo acquistare o vendere. Si suppone sempre che i prezzi siano positivi, ma potrebbero essere anche negativi o uguali a 0 (gratuito). Alcuni beni infatti hanno un prezzo negativo, ovvero che per l'acquisto del bene vogliamo essere pagati. Prezzi attesi: prezzi che si riferiscono a beni futuri che non possono essere visti nel presente.

Lezione 3

Concorrenza perfetta, domanda e offerta di un bene

Concorrenza perfetta, devono essere verificate alcune ipotesi tra cui:

  • Presenza di molteplici individui che vogliono acquistare e vendere beni;
  • Ognuno acquista o vende una quantità molto ridotta rispetto alla quantità complessiva dell'intero mercato, quindi il singolo scambio avrà un'influenza quasi irrilevante nel complesso, per questo ogni soggetto pensa di poter scambiare tutto ciò che desidera al prezzo corrente;
  • Libertà di accesso al mercato in quanto non vi sono ostacoli o barriere all'entrata (di tipo legale…).

Nella realtà appaiono di rado i mercati di concorrenza perfetta. I motivi per cui è importante questa forma sono:

  • È un oggetto di confronto per comprendere tutte le altre forme di mercato;
  • Anche se la maggior parte delle altre forme di mercato non soddisfano tutte le ipotesi in essi sono presenti molti soggetti quindi alcune ipotesi sono soddisfatte;
  • È molto più semplice dal punto di vista logico e matematico.

Se siamo in condizioni di concorrenza perfetta ogni individuo ha convenienza ad applicare nello scambio il prezzo corrente di mercato sia che si tratti di acquirenti che di venditori (price taker, prendere il prezzo come un dato). Questo non significa che i soggetti non possano cambiare il prezzo, ma molto semplicemente non hanno convenienza a farlo. Nonostante questo, il prezzo non rimane inalterato ma può mutare in relazione alle quantità che complessivamente i soggetti desiderano scambiare. Il prezzo non è l'unico fattore da cui dipendono le decisioni dei soggetti. Un'analisi attenta può essere compiuta solo considerando l'andamento di tutti i mercati del sistema economico, però risulta complicato (analisi generale). Quindi è necessario compiere un'analisi parziale considerando un solo mercato alla volta, supponendo che tutte le altre circostanze rimangano immutate (si applica la clausola coeteris paribus, Marshall 1890).

Domanda: quantità complessiva del bene che i compratori desiderano acquistare a quel prezzo.

Offerta: quantità complessiva del bene che i venditori desiderano cedere a quel prezzo. Non è detto che queste quantità siano univocamente determinate infatti può accadere che per certi prezzi i soggetti rimangano indifferenti nell'acquistare e vendere.

Funzione di domanda

Essa D associa ad ogni prezzo non negativo p del bene, la domanda complessiva D(p) che i consumatori fanno sul mercato. Un problema che si pone è quello di sapere in che direzione varia la domanda di un bene rispetto al suo prezzo. Supponiamo che il prezzo passi da p a quindi la variazione sarà:

p+Δp (−D (p)Δq=D (p+Δp))

Di solito si fa l'ipotesi che queste due variazioni abbiano segno opposto, quindi che la domanda sia decrescente: quando il prezzo sale, i compratori desiderano comprarlo in quantità minori. Questo concetto può essere espresso anche dicendo che il rapporto incrementale è sempre negativo:

((−D (D (p+Δp) p)Δq) / Δp < 0)

Studiando la teoria del comportamento del consumatore possiamo osservare che per alcuni beni di consumo (beni giffen) la domanda aumenta all'aumentare del prezzo. Vedendo invece la teoria della produzione vedremo che se il bene è impiegato come fattore produttivo, la sua domanda è sempre decrescente o costante rispetto al prezzo.

Funzione di offerta

Essa S associa ad ogni prezzo non negativo p del bene, l'offerta complessiva S(p) che i produttori sono disposti a fare sul mercato. Anche in questo caso supponiamo che il prezzo passi da p a , quindi la p+Δp variazione sarà:

(−S (Δq=S (p+Δp) p))

Di solito si fa l'ipotesi che queste variazioni abbiano lo stesso segno quindi che la funzione offerta sia crescente: quando il prezzo dei beni aumenta, aumenta anche l'offerta. Questo concetto può essere espresso anche dicendo che il rapporto incrementale è sempre positivo:

((−S (S (p+Δp) p)Δq) / Δp > 0)

Studiando la teoria del comportamento del consumatore possiamo osservare che se l'offerta del bene proviene solo dai consumatori (risparmio o servizi di lavoro) essa è decrescente rispetto al prezzo. Studiando la teoria della produzione vedremo che se il bene è un prodotto allora l'offerta è sempre crescente o costante rispetto al prezzo.

Supponiamo ora che le funzioni domanda e offerta siano derivabili con continuità. La derivata prima della funzione domanda non è altro che il limite del rapporto incrementale per Δp che tende a 0; viene rappresentata graficamente come la pendenza della funzione in corrispondenza del prezzo considerato. Stesso significato la derivata della funzione di offerta. Il segno delle derivate ci dà informazioni sulla crescenza e la decrescenza delle due funzioni.

Se la funzione della domanda è decrescente significa che vi sarà un solo prezzo per cui q sarà acquistata. Se la funzione ha un andamento più complesso vi potrebbero essere anche parecchi prezzi per cui questo accade. Chiameremo prezzo di domanda di q, il massimo prezzo al quale i compratori sono disposti ad acquistare la quantità q e lo indicheremo con D-1(q). Se la funzione di domanda è crescente, si ottiene invertendo la funzione stessa.

Se la funzione offerta è crescente allora vi sarà un solo prezzo per cui q sarà acquistata. Se l'andamento della funzione offerta presenta un andamento più complesso vi potrebbero essere parecchi prezzi per cui questo accade. Chiameremo prezzo di offerta di q, il minimo prezzo al quale i venditori saranno disposti a vendere la quantità q e lo indicheremo con S-1(q). Se la funzione di offerta è decrescente, si ottiene invertendo la funzione stessa.

Il concetto di prezzo di domanda e offerta è stato introdotto da Marshall (1890). È proprio da questo economista che si considera la quantità e non il prezzo come la variabile indipendente (quantità in ascissa e prezzo in ordinata).

Lezione 4

Equilibrio del mercato, esistenza, unicità e stabilità

Equilibrio del mercato: un prezzo è di equilibrio per il mercato se la domanda è uguale all'offerta. La quantità di equilibrio è la quantità in corrispondenza del prezzo di equilibrio. Non è detto che il prezzo di equilibrio esista sempre o che sia unico, infatti se una delle funzioni domanda o offerta non presentano un andamento standard, si può verificare l'esistenza di più prezzi di equilibrio. Una condizione sufficiente a garantire l'unicità del prezzo di equilibrio è la decrescenza della funzione di eccesso di domanda, infatti in questo caso quest'ultima intersecherà l'asse delle ordinate in un unico punto.

Funzione di eccesso di domanda: viene indicato con la lettera Z e associa ad ogni prezzo non negativo, la differenza tra la domanda complessiva e l'offerta complessiva. In sostanza ci dà informazioni di quanto la domanda superi l'offerta, quindi potrà assumere anche valori negativi se quest'ultima supera la domanda.

Fino ad ora abbiamo presupposto l'immutabilità delle altre ipotesi tramite la clausola del coeteris paribus. Se consideriamo come cambiano il prezzo e la quantità in seguito a mutamenti dell'ambiente esterno siamo di fronte alla statica comparata. Supponiamo che le funzioni di domanda e offerta abbiano gli andamenti standard e si modifica la funzione domanda spostandosi verso destra. Per il vecchio prezzo di equilibrio vi sarà un eccesso di domanda positivo. Il nuovo prezzo di equilibrio sarà maggiore del precedente così come accadrà per la quantità di equilibrio. Questo ci permette di dire che ad un aumento della domanda di un bene ne consegue l'aumento del suo prezzo. Questa variazione può essere dovuta alla variazione di qualche altro prezzo, ad un aumento dei redditi, sussidio statale o ad un cambiamento dei gusti dei consumatori.

Questo discorso contraddice l'ipotesi della decrescenza della domanda secondo la quale invece all'aumentare del prezzo del bene, la domanda deve diminuire. In questo caso però ci si riferisce alla variazione della quantità domandata quando il prezzo cambia; nell'altro caso ci si riferisce alla variazione del prezzo di equilibrio quando è l'intera funzione domanda a modificarsi.

Lo stesso discorso può essere affrontato parlando dell'offerta: se la sua funzione si sposta verso destra significa che per ogni prezzo non negativo, l'offerta aumenta. Per il vecchio prezzo di equilibrio ci sarà un eccesso di offerta. Il nuovo prezzo di equilibrio sarà minore del precedente e di conseguenza anche la quantità di equilibrio. Quindi ad un aumento dell'offerta corrisponderà una diminuzione del prezzo del bene. (contraddizione speculare a quella della domanda). Questa variazione può essere dovuta alla variazione del prezzo di qualche fattore produttivo, ad un sussidio statale o al cambiamento della tecnologia a disposizione delle imprese.

Non è detto che sul mercato gli scambi avvengano al prezzo di equilibrio. Il primo ad indagare questo problema fu Walras: fece l'ipotesi che il mercato funzionasse come certi mercati di borsa. Oltre alle parti interessate allo scambio vi è anche un soggetto istituzionale chiamato banditore. Egli non conosce le forme della funzione domanda e di offerta complessive; il suo compito è quello di individuare i prezzi di equilibrio tramite un processo per prove ed errori a cui dette il nome di tatonnement (andare a tentoni).

  1. Il banditore si presenta sul mercato proponendo un prezzo scelto a caso;
  2. Gli scambisti rispondono rendendo note le quantità che desiderano scambiare a quel prezzo;
  3. Se il banditore dichiara che esiste corrispondenza tra domanda e offerta allora autorizza i soggetti a scambiare, altrimenti nessuno scambio può avvenire e il banditore modifica il prezzo proposto aumentandolo o diminuendolo se vi è rispettivamente eccesso di domanda positivo o negativo. E così via.

Equazione differenziale tatonnement: dp(t)/dt = k × [Z(p(t))] dove k è un qualsiasi numero reale positivo, t è un istante e p(t) è il prezzo. L'equazione ci dice che p(t) cresce, decresce o resta costante a seconda che l'eccesso di domanda sia positivo, negativo o uguale a 0.

Il tatonnement non è sempre in grado di raggiungere l'equilibrio del mercato:

  • Se la funzione di eccesso di domanda è decrescente rispetto al prezzo del bene e vi è un unico prezzo di equilibrio allora da qualunque prezzo si parta, il banditore si avvicinerà quanto vuole al prezzo.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher catbru25 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Scapparone Paolo.
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