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Riassunti materie: glottodidattica, microlingue e linguistica educativa

Linguistica acquisizionale e glottodidattica

La linguistica acquisizionale si occupa dell'acquisizione delle lingue prime, lingue seconde e lingue straniere ed è considerata applicativa, ma non esclude l'orientamento teorico. Al contrario, la glottodidattica si occupa dell'applicazione pratica della lingua. La lingua si divide in:

  • L1: la lingua appresa per prima dai discenti, parlata in ambito familiare.
  • La lingua appresa nell’istituzione scolastica come, ad esempio, l'inglese per gli italiani, si chiama LS.
  • L2: La lingua presa in un contesto in cui viene utilizzata, come ad esempio l'italiano per gli stranieri residenti in Italia.

La lingua viene studiata dalle diverse discipline che si ramificano dalla linguistica generale:

  • La fonologia si occupa dello studio dei fonemi, i suoni identificativi di una lingua.
  • La morfologia si occupa dei morfemi, le unità minime di una lingua che possono avere significati lessicali o grammaticali.
  • La sintassi si occupa dei meccanismi di combinazione di una frase costituita dai sintagmi (SN SV).
  • La lessicologia si occupa di studiare le parole (parole piene - parole vuote).
  • La testualità si occupa di studiare il testo in tutte le sue forme.
  • La pragmatica è legata agli scopi comunicativi e si occupa dei meccanismi della cortesia/scortesia all'interno della conversazione e delle tecniche pragmatiche.

La competenza comunicativa

Occorre innanzitutto delineare la differenza tra:

  • La conoscenza di una disciplina/materia.
  • L'abilità di saper fare/utilizzare qualcosa.

La competenza comunicativa è il risultato della conoscenza e dell’abilità. Un parlante si dice competente sul piano della comunicazione quando sa utilizzare le quattro abilità di base (comprensione e produzione dello scritto e del parlato) e le abilità integrate.

Fino agli anni '70, al concetto di competenza comunicativa era collegato quello di correttezza, ma dal 1972 l'antropologo Hymes definì la competenza comunicativa come la capacità di far fronte a un evento comunicativo in maniera soddisfacente, di comunicare in lingua all'interno di una situazione definita.

La competenza comunicativa viene suddivisa in sotto competenze:

  • Competenza linguistica
  • Competenza pragmatica
  • Competenza sociolinguistica (assi studiati da Coseriu)
  • Competenza internazionale
  • Competenza culturale
  • Competenze vestemica e gestemica

Tra tutte queste sotto competenze la più importante risulta essere la competenza linguistica perché il vero scopo dell’insegnamento è la lingua (Stella Peyronel).

L'interlingua

Si tratta di un sistema governato da regole precise che corrispondono solo in parte alla lingua d'arrivo. La sua definizione venne redatta nel 1969 da Selinker. Negli anni si iniziò a parlare di competenza transitoria e di dialetto idiosincratico, i quali creano delle strutture linguistiche (neologismi) che tengono in considerazione l'autonomia e l'indipendenza delle produzioni degli apprendenti.

Le prime fasi dell'apprendimento hanno attirato l'attenzione di diversi ricercatori e corrispondono a delle vere e proprie fasi universali in cui parole isolate vengono pronunciate in maniera non analizzata. A tal merito, Pallotti nel 2006 identificò l’interlingua come “lingua senza grammatica”. In queste prime fasi gli apprendenti utilizzano il meccanismo del Know How, ovvero dicono qualcosa per arrivare a un preciso scopo, ad esempio “che ora è?”.

Studi hanno dimostrato che le prime funzioni di un’interlingua di una L2 riguardano:

  • La sollecitazione dell’attenzione.
  • La valutazione di qualcosa.
  • Le formule interazionali (Il problema dell'interazione è stato studiato da Mc Lobbing, il quale ha individuato che i bambini risultano più attenti rispetto agli adulti nell'apprendimento di una lingua seconda.)
  • I numeri e le parolacce.

Nell'apprendimento di una LS un ruolo fondamentale è svolto dall'insegnante che veicola l'input ma soprattutto del bagno linguistico del contesto culturale dell’apprendente. Nell’acquisizione di una L2, è importante tener presente la descrizione la valutazione del mondo circostante e dei bisogni del discente.

Le sequenze di acquisizione

Lo studio sulle sequenze di acquisizione di un’interlingua è stato effettuato dallo studioso Perdiu nel 1993 su un campione di 40 apprendenti e spontanei delle varie lingue seconde europee emigrati in 5 paesi diversi e con sei diverse lingue materne. Si notò che l’interlingua è suddivisa in tre fasi:

  • Prebasica: Caratterizzata da enunciati nominali e da un lessico di sopravvivenza.
  • Basica: Caratterizzata dal lessico esteso e dalla frase standard.
  • Post basica: Caratterizzata dall'enunciato finito, dalla morfologia ricca, dall’utilizzo delle subordinate.

Il sillabo e il curricolo

  • Il sillabo è l'elenco dettagliato dei contenuti di un corso. Erroneamente il sillabo viene identificato come programma e per questo motivo alcuni studiosi intendono descriverlo con il termine di “sillabus”. Ne esistono varie tipologie: lessicale, tematico, funzionale, morfosintattico, pragmatico.
  • Il curriculo integra il programma con un corpo se linguistico e culturale e aggiunge le indicazioni metodologiche per la didattica e per la verifica. La costruzione di un curricolo deve basarsi sulle quattro abilità primarie e sulle abilità integrate. Si esplicita in:
    • Mete educative
    • Mete specifiche
    • Obiettivi specifici (processi, contenuti)
    • Modelli operativi, tecniche didattiche
    • Glottotecnologie
  • Il progetto didattico non discende solamente dall’analisi della situazione didattica, ma anche dal sistema di valori a cui ci si richiama e al pensiero rispetto alla lingua. La progettazione didattica si articola in diverse fasi:
    • Analisi della situazione e dei bisogni
    • Identificazione del curricolo
    • Definizione del sillabo
    • Esplicitazione delle modalità docimologiche e di rinegoziazione

Il lessico

La sociolinguistica studia le variazioni linguistiche. Gli studi sul lessico sono stati effettuati da numerosi studiosi, ma in particolare Tullio De Mauro ha proposto il “vocabolario di frequenza”. Egli rileva che su un corpus nutrito di lessico di un gruppo di italiani come L1, le parole ricorrono con una certa frequenza:

  • Parole fondamentali (mamma)
  • Parole d’alto uso (circa 2000)
  • Parole di alta disponibilità (sedano, forbici)
  • Parole tecnico specialistiche (otorinolaringoiatria)
  • Parole esotiche (tsunami)
  • Parole letterarie (speme)
  • Parole regionali (cicles)
  • Parole obsolete
  • Parole polirematiche (piede di porco, cavallo di battaglia)

Questo studio fa capire come la lingua sia un’entità varia e che la varietà linguistica dipende soprattutto dalle varianti diatopiche, diacroniche, diafasiche, diastratiche, diamesiche. Anche il registro si presenta come una varietà di codice che si realizza scegliendo all'interno delle possibilità offerte dalla lingua. Il registro si può distinguere in 8 categorie diverse:

  • Aulico ricercato, colto, formale ufficiale, medio, colloquiale - informale, popolare, familiare.

Queste categorie non sempre sono di facile distinzione e perciò il registro si classificherà in:

  • Alto, medio, basso.

Didattica della lingua italiana gruppi disomogenei: il lessico cambia in base a fattori sociali ed è soggetto a processi di perdita, recupero e innovazione. La lessicologia è la disciplina che si occupa del lessico; il lessico può essere attivo o passivo. Esistono dei meccanismi lessicali come l'iponimia, la sinonimia, l’iperonimia, l'enantiosemia.

Didattica della lingua italiana gruppi disomogenei: la lingua standard non esiste nella realtà ma è percepita per un parlante ideale. Alcuni linguisti (cfr. M. Santipolo, G. Berruto) preferiscono l’etichetta neostandard, sottolineando il passaggio che si verifica fra forme del parlato e lingua scritta per quanto concerne la varietà standard contemporanea.

Stella Peyronel

Lo studio sul lessico ha interessato anche l'intervista rivolta a Stella Peyronel. La studiosa afferma che la pragmatica all'interno della didattica ha una dimensione ridotta ma che essa non varia culturalmente. Rispetto alla competenza linguistica è messa in secondo piano. Stella Peyronel si è soffermata soprattutto sugli errori commessi dagli studenti nella stesura di un testo accademico (scritto o orale) ed ha dimostrato che vengono usate in modo inappropriato le parole, vi sono particolari salti logici ma gli errori più gravi sono quelli che compromettono la comprensione del testo.

Didattica rivolta a gruppi disomogenei

Secondo i dati del Miur dell'anno scolastico 2014/2015, gli studenti con cittadinanza non italiana sono il 9,2%, vi è un decremento degli studenti nelle scuole dell'infanzia e secondarie di primo grado e un incremento dei corsisti nelle scuole primarie, secondarie e università. I paesi di provenienza sono la Romania, l'Albania, il Marocco, le Filippine, la Moldavia, l'India, l'Ucraina, il Perù, la Tunisia. Molti studenti seguono le scuole statali mentre in pochi, le private. La didattica rivolta a gruppi disomogenei deve mirare:

  • Allo sviluppo delle attività di base e costruzione di una coscienza linguistica condivisa.
  • I contenuti delle lezioni devono essere specifici.

Questo viene garantito dall’approccio cooperativo in cui l’eterogeneità aumenta la partecipazione delle attività. L'insegnamento può essere considerato come visita guidata o come itinerario esplorativo, il materiale deve essere autentico, significativo, accessibile e manipolabile. Il docente deve esplicitare l'obiettivo e facilitare la lingua.

Vi sono dei parametri per calcolare la qualità di un corso di lingua:

  • Questionario sociolinguistico preliminare per conoscere il gruppo classe.
  • Previsione rispetto agli aspetti motivazionali dell'utenza.
  • Capacità di lavoro secondo la cooperatività.
  • Differenziazione delle attività rispetto ai modelli di interlingua.
  • Selezione dei nuclei.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mart96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Glottodidattica, microlingue e linguistica educativa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Nitti Paolo.
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