Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

In rare specie di Uccelli i ruoli sono invertiti e il corteggiamento viene effettuato dalla femmina, che

possiede anche colorazioni più vistose del maschio. (corteggiamento del gallo della salvia).

Altruismo

La cooperazione fra consaguinei è regolata da un processo noto come selezione di parentela.

Spesso gli individui, dopo aver riconosciuto un proprio parente, o per confronto fenotipico

(Complesso maggiore di istocompatibilità nei mammiferi – creazione di modelli di se stessi ) o in

base alla localizzazione, tendono ad aiutare i propri genitori o i propri fratelli, per far si che i loro

geni vengano tramandati il più a lungo possibile e nel maggior numero di individui. E’ chiaro che

tale fenomeno di helping sarà favorito dalla selezione solo se i costi per l’aiuto sono molto minori

del beneficio apportato. Hamilton propose la seguente equazione: rb-c > 0, dove r è il coefficiente

di parentela (0,5 tra genitori e figli e tra fratelli e 0,25 tra zii e nipoti); b e c sono rispettivamente il

beneficio apportato e il costo che esso ha richiesto.

L’altruismo fra individui non imparentati, denominato reciproco, rappresenta un comportamento in

cui un animale presta aiuto ad un altro individuo ma sarà contraccambiato solo a distanza di

tempo. Ad esempio, risulta essere molto frequente tra i pipistrelli. Capita che un individuo torni al

posatoio senza essersi nutrito e in tali circostanze può capitare che un altro pipistrello rigurgiti il

proprio pasto per farlo nutrire. In particolare questo comportamento viene eseguito nei confronti

degli individui che in passato hanno fatto altrettanto per loro.

Con il termine di 'altruismo reciproco' nel campo della biologia evolutiva e della sociobiologia si

definisce il comportamento di un soggetto/organismo che rinuncia ad una parte di proprie risorse

(tempo e/o energie) o si assume un determinato rischio per fornire un beneficio ad un altro

soggetto/organismo con cui non è strettamente legato dal punto di vista genetico, nell'aspettativa

che il suo gesto venga ricambiato.

Il concetto venne introdotto dal biologo evoluzionista Robert Trivers per suggerire come un

comportamento di tipo altruistico, per essersi evoluto nel mondo naturale doveva essersi rivelato

efficace nell'apportare beneficio alla linea genetica di quello stesso soggetto/organismo, venendo

ricambiato in misura sufficiente da diventare conveniente, rispetto ad altre strategie alternative.

Esistono molte specie di piccoli pesci e crostacei che si sono specializzati nel nutrirsi dei parassiti

presenti sulla pelle o nella bocca di pesci più grandi di specie differenti, compresi predatori

aggressivi come barracuda, squali e murene. Il più conosciuto è il Labroides dimidiatus, che opera

in vere e proprie stazioni di pulizia, di solito in un punto preciso della barriera corallina. Qui i pesci

più grandi si immobilizzano durante l'opera di pulizia, non attaccando mai il pulitore, nemmeno

quando si spinge all'interno della loro bocca, anche se rientrerebbe per taglia nella loro dieta

abituale. Entrambi i soggetti traggono vantaggio da questo rapporto, il pulitore come nutrimento e

immunità, il ripulito in salute, venendo liberato da fastidiosi parassiti. Significativamente, esistono

altre specie che imitano l'aspetto del pulitore, e approfittano dello stato quiescente del pesce più

grosso per strappargli frammenti di pinne, di cui nutrirsi. Anche i richiami d’allarme rappresentano

una forma di altruismo.

La società negli insetti

Negli insetti sociali, imenotteri ed isotteri, vi è quella che viene definita eusocialità, ossia una forma

di aggregazione sociale nella quale la colonia risulta essere suddivisa in caste. I membri delle

diverse caste assolvono ruoli differenti e spesso, l’appartenenza ad una casta è determinata nel

corso dello sviluppo larvale. Ad esempio, nelle api le larve destinate a diventare regine saranno

nutrite con la pappa reale per tutto il loro sviluppo, sostanza prodotta dalle ghiandole faringee delle

operaie. Nelle termiti ciò invece avviene mediante il rilascio di feromoni. Caratteristiche

dell’eusocialità sono: la sovrapposizione fra più generazioni e la cura cooperativa delle forme

giovanili. La regina negli imenotteri o la coppia reale nelle termiti appartengono alla casta

riproduttiva. Invece le operaie, tutte di sesso femminile nelle api e di sessi misti nelle termiti,

assolvono diversi compiti, come: foraggiamento, cura delle forme giovanili, costruzione del nido,

cura delle regina e difesa della colonia.

Cure parentali

Le Cure parentali sono quell’insieme di comportamenti messi in atto da uno o entrambi i genitori

nei confronti dei propri piccoli per un certo periodo di tempo. In base alle Classi animali e alle

singole specie coinvolte, questi comportamenti possono iniziare fin da prima della nascita della

prole e protrarsi per lungo tempo, anche per alcuni anni in alcune specie di mammiferi.

Tutti i comportamenti materni e paterni che aumentano le possibilità di sopravvivenza dei piccoli

sono sempre correlati ad una minor capacità in termini riproduttivi degli adulti stessi, che investono

tempo e energie per un minor numero di discendenti. Le cure parentali dei genitori possono

esplicarsi con:

A) azioni dirette: incubazione, trasporto, cura dei piccoli, alimentazione

B) azioni indirette: protezione del territorio, esercizio della dominanza (es. leoni maschi),

condizioni fisiche ideali, cura delle femmine (es. animali con harem).

Nelle singole specie, la presenza o meno delle cure parentali deriva da millenni di evoluzione,

poiché si basa sulla valutazione di un rapporto costo/benefici. Se già la riproduzione ha di per sè

un

costo elevato sotto diversi aspetti: energetici, tempo necessario, rischio di essere predati e

vulnerabilità, le cure parentali raddoppiano in termini quantitativi questi aspetti che gravano sulla

coppia.

In base al rapporto che instaurano con la loro prole, le specie animali possono essere suddivise in

due grandi raggruppamenti:

1) Strategia riproduttiva R coinvolge quelle specie che hanno fatto una scelta di “quantità” in

termini di capacità riproduttiva. Queste specie utilizzano le proprie energie per mantenere

una capacità riproduttiva elevata con molti nati che si sviluppano rapidamente e un ciclo

vitale del singolo individuo solitamente più breve.

Queste specie anno:

- Elevata capacità riproduttiva

- Elevata mortalità postnatale dei piccoli

- Una breve vita

- Scarse cure parentali

2) Strategia riproduttiva K generano una prole numericamente bassa e se ne prendono cura a

lungo investendo maggiore energia in questo sforzo biologico.

Queste specie hanno:

- Bassa capacità riproduttiva

- Elevate cure parentali

- Ridotta mortalità postnatale

- Vita lunga

Si può dunque dire che, seppur con le singole eccezioni, le specie “K” utilizzano le loro energie per

il mantenimento della popolazione che è generalmente costante in termini numerici in un ambiente

stabile (a meno che non intervenga un fattore che interferisca a livello di nicchia ecologica). Le

specie “R” sono generalmente di piccole dimensioni, hanno un’elevata capacità riproduttiva e di

rispondere ad improvvise modificazioni ambientali che possono portare a crolli improvvisi della

popolazione.

Nel regno animale la cura dei piccoli è estremamente diversificata, anche all’interno di quel gruppo

di specie che attuano cure parentali. Nei mammiferi il 90% delle Famiglie si caratterizza per cure

parentali esclusivamente materne, il 10% vede entrambi i genitori impegnati, mentre in nessuna

specie queste cure sono a carico esclusivo del padre. Negli uccelli, al contrario, nel 90% dei casi le

cure sono effettuate da entrambi in genitori (M e F), mentre sono rari i casi di cure esclusivamente

materne (8%), o esclusivamente paterne (2%). Tra i pesci, anche se la maggior parte delle specie

non attuano cure nei confronti della propria prole, ben il 20% di tutte le Famiglie ittiche attuano

cure parentali che si caratterizzano per l’estrema variabilità. Nel 50% dei casi le cure sono a carico

esclusivamente del maschio, nel 30% solo dalle femmine e biparentali nel 20% dei casi.

Cure parentali deviate o istinto alla conservazione della specie?

Le cure parentali sono spesso regolate anche tra conflitti sia con i genitori che con i fratelli e in casi

estremi si può assistere all’eliminazione di parte della prole, le causa principali di tali conseguenze

sono date dalla lotta per le risorse tra i piccoli, per il ruolo che devono giocare i genitori, per la

carenza di ideali condizioni di vita o per il cambiamento della struttura nella comunità della specie

considerata (es. nuovo maschio nel branco).

Nei marsupiali vediamo il massimo grado di interazione madre-figlio, poiché i piccoli sono partoriti

quando sono praticamente ancora degli embrioni e rimangono in stretto contatto con la madre

anche dopo che è finito il legame puramente fisiologico. All’altro estremo troviamo i conigli, nei

quali la madre fa visita alla nidiata solo per qualche minuto al giorno, per allattarli e per praticare

del rapido grooming. Inoltre essa dorme in un nido separato, probabilmente per evitare che

eventuali predatori scovino quello dei piccoli sentendo il suo odore. Nei primati ritroviamo, ancora

una volta, le più intime associazioni tra genitori e prole. La separazione, in particolare se avviene

nei primi mesi di vita, ha serie ripercussioni sul giovane individuo. Negli esperimenti di Harlow dei

piccoli di scimmia Rhesus furono isolati al momento della nascita ed allevati dagli sperimentatori.

Sebbene crescessero abbastanza bene, quando furono reinseriti fra le altre scimmie risultavano

incapaci ed inetti: non risultarono essere recettivi sessualmente e in quanto alle femmine, se

ingravidate, quando partorirono, ignorarono completamente i neonati.

Orientamento

Gli imponenti fenomeni migratori di molte specie animali hanno posto in primo piano, negli studi

etologici, il problema dell'orientamento, cioé della capacità istintiva presente in molte specie

animali di spostarsi in una direzione particolare. Tutti i comportamenti animali sono diretti da

informazioni che provengono dall'ambiente. Qualsiasi azione presuppone che l'animale sappia

esattamente dove si trova e dove si trovano i suoi arti, vale a dire che conosca esattamente la sua

posizione nello spazio. È stato accertato che i movimenti di orientamento nello spazio ambientale

da parte degli esseri viventi sono dipendenti da stimoli che li dirigono. Anche gli organismi più

semplici (per esempio i Protozoi) mostrano processi di “movimento orientato finalizzato”, nel senso

che tendono a rallentare il proprio movimento in ambiente favorevole e a renderlo più rapido in

circostanze ambientali sfavorevoli. Nella maggior parte degli animali dotati di un più elevato livello

di organizzazione, gli stimoli ambientali vengono elaborati in modo da dare luogo a mutamenti di

direzione del movimento con il controllo delle sue variazioni angolari. Questi tipi di reazioni

rappresentano ovviamente un progresso evolutivo rispetto alle variazioni di movimento orientato

dei Protozoi e prendono il nome di movimenti di orientamento o tassie. Già da tempo sono stati

identificati “movimenti di allarme” (A. Kühn e altri) definiti fobotassie; più di recente sono state

classificate quattro categorie di movimenti d'orientamento, o topotassie: tropotassie, per cui

l'organismo assume una certa posizione quando ciascun elemento di coppie di recettori appaiati è

ugualmente stimolato (come nel caso dei recettori per l'equilibrio); menotassie (orientamento “a

bussola” o “a compasso”), orientamento non simmetrici verso uno stimolo orientante che si

effettuano mantenendo, per esempio, un angolo costante rispetto a un raggio di luce; telotassie,

orientamenti diretti a uno scopo prefissato; mnemotassie, orientamenti basati su informazioni

mnemoniche. Scegliendo come criterio primario di classificazione lo stimolo orientante, altri

ricercatori hanno coniato diversi termini di definizione dell'orientamento quali la fototassia

(orientamento basato sulla luce), la reotassia (orientamento dovuto al flusso di un fluido), la

geotassia (orientamento in rapporto alla topografia del suolo), la chemiotassia (orientamento

sollecitato da stimoli chimici) e la galvanotassia (orientamento condizionato dalla corrente elettrica

dei campi elettrici del suolo e dell'aria). Tale classificazione si ispira chiaramente a quella elaborata

per i movimenti spontanei delle piante e dei microrganismi (tattismi e tropismi). Attualmente si

preferisce classificare i processi di orientamento in base alle loro funzioni, per cui si distinguono:

un orientamento spaziale, che comprende i movimenti orientati in sistemi di riferimento identificabili

nello spazio, dove le sorgenti degli stimoli fungono da coordinate; una stabilizzazione delle posture

e dei movimenti; un orientamento finalizzato, in cui è previsto l'orientamento verso oggetti

direttamente percepiti, che costituiscono anche gli scopi temporali del movimento. In biologia,

accrescimento orientato o reazione di orientamento nei confronti di uno stimolo, propri di organismi

vegetali e animali fissi. Si parla di tropismo positivo o negativo a seconda che l'accrescimento o la

reazione avvengano rispettivamente verso la direzione di provenienza dello stimolo o in direzione

opposta. Tra i principali stimoli che possono determinare i tropismi sono da ricordare la gravità, la

luce, il contatto, la concentrazione di particolari sostanze chimiche, il calore, ecc. Secondo le

cause che determinano il movimento, si avranno quindi geotropismo, fototropismo,

chemiotropismo, idrotropismo, aptotropismo, ecc.

Le modalità dell'orientamento animale

Al di là di questi problemi di definizione, a cui è utile poter ricondurre tutti i movimenti di

orientamento dai più semplici ai più complessi, la conoscenza del rapporto stimolo e orientamento

permetterà un approccio più concreto ai reali meccanismi che sono alla base dell'orientamento

nelle lunghe distanze. Si è accertato, per esempio, che molti animali sono in grado di reperire un

oggetto o un luogo che non possono percepire direttamente e sovente le prestazioni di

ritrovamento nel corso delle migrazioni presentano aspetti sorprendenti proprio sotto questo

profilo. Significativo in proposito l'effetto dello stimolo sessuale sulle farfalle, per cui coprono

relativamente enormi distanze raggiungendo l'obiettivo senza errori. Si può quindi affermare che la

capacità di orientarsi, valida non solo per le specie migratorie, è dovuta a un complesso di fattori

tra i quali i segnali rappresentati dagli stimoli esterni e le tassie hanno la funzione di “tracciare per

punti” la rotta che meglio corrisponde a quella nota per esperienza. Vari sono i meccanismi di

orientamento usati dagli animali migratori: in alcuni uccelli, per esempio lo storno, la direzione del

volo è apparentemente innata, mentre le giovani oche selvatiche la apprendono seguendo gli

adulti nel corso della prima migrazione. Alcuni Uccelli seguono il profilo delle coste e altri utilizzano

come riferimento di rotta la posizione del sole, rispetto al quale orientano il volo con un angolo che

viene continuamente variato a seconda dell'ora del giorno (questi fanno dunque uso di un orologio

interno); i migratori notturni utilizzano invece la configurazione del cielo stellato, che probabilmente

imparano a conoscere nel corso della vita. Anche i Pesci possono orientarsi per mezzo di una

bussola solare e così pure diverse specie di rettili come lucertole e tartarughe. Ben nota è inoltre la

capacità di orientamento rispetto al sole degli Insetti e dei Crostacei, come le api, le formiche e gli

anfipodi; i talitri (Talitrus), che vivono sul bagnasciuga, si spostano giornalmente fra la costa e la

duna sabbiosa orientandosi per mezzo della posizione del sole, ma ciascuna popolazione segue

una direzione di movimento geneticamente determinata e adattata all'orientamento della costa su

cui vive. In alcuni Uccelli (per esempio lo storno e i piccioni) è stata messa in evidenza la capacità

di percepire il campo magnetico terrestre, rispetto alla direzione delle cui linee di forza sono

apparentemente in grado di orientarsi. Si orientano per mezzo del campo magnetico terrestre

anche alcuni insetti (Coleotteri, Ditteri) e alcuni studi hanno fatto supporre l'utilizzo di una mappa

magnetica per la navigazione anche da parte di alcuni crostacei (per esempio Panulirus argus,

l'aragosta americana). Molti animali, soprattutto Uccelli, mostrano la capacità di ritrovare la strada

di casa (vedi homing) non solo al termine delle peregrinazioni giornaliere ma anche dopo esserne

stati allontanati sperimentalmente di alcune centinaia di chilometri; di questi si ipotizza la capacità

di valutare perfino le differenze latitudinali fra il punto di provenienza e quello di rilascio, attraverso

il paragone fra le altezze del sole nei due siti, ma questo non è provato. I piccioni viaggiatori

sembrano far uso dell'olfatto (possiederebbero una mappa olfattiva basata sugli odori portati dai

venti dominanti) e così anche i salmoni ritroverebbero i fiumi natali, all'inizio della migrazione

anadroma, dal loro odore particolare. Più frequentemente l'orientamento per mezzo di tracce

olfattive è proprio degli animali che compiono brevi spostamenti giornalieri, come i Mammiferi e gli

Insetti, i quali provvedono a marcare con secreti odorosi i loro percorsi. A breve distanza, alcuni

animali si orientano per mezzo di suoni (guaciaro) o ultrasuoni (pipistrelli, Cetacei, Pinnipedi) e i

Pesci elettrici per mezzo della percezione direzionale delle perturbazioni prodotte da oggetti

animati o inanimati nei campi elettrici da essi stessi prodotti. (vedi vespe scavatrici esperimento

Tinbergen ed orologio interno, esperimento piccioni.)

Migrazioni


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

13

PESO

36.71 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: Etologia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze ambientali
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher simone.valeri.14 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Etologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Alleva Enrico.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in scienze ambientali

Riassunti fisiologia vegetale
Appunto
Riassunti Molluschi
Appunto
Spugne e placozoi
Appunto
Riassunti Artropodi
Appunto