Psicologia dell’Handicap e della Riabilitazione
Psicologia dell’Handicap e della riabilitazione
Dal ‘’Hand in the Cap’’ alla partecipazione
HANDICAP : una delle motivazioni alla base dell’eliminazione della parola e
della sua sostituzione a livello internazionale è legata ai significati potenzialmente
discriminanti e negativi che le sono stati attribuiti, come ad esempio quello di
DEFICIT ELEMOSINA
o (hand in the cap cap in hand). La parola ‘’handicap’’ esiste
DISABILITA’
ancora nel linguaggio comune e forse ha la prevalenza su un’altra, ,
utilizzata anche come sinonimo. L’accezione prescelta nel linguaggio comune riguarda
in prima istanza il significato di difetto fisico/funzionale della persona. Questa parola
penalizzazioni imposte
tuttavia in origine ha un significato differente, legato alla
dal mondo esterno trova nell’individuo
e non riferito a qualcosa che si . Ecco che
ricostruendo il significato della parola essa non appare più così sconveniente, ma anzi
una persona e un
emerge la sua connotazione d’elemento dinamico d’incontro tra
ambiente . Un incontro può essere positivo o negativo. In quest’ultimo caso la persona
ne risulta penalizzata ed ecco che si attiva l’handicap, o la situazione di disagio, lo
svantaggio, la penalizzazione. Si vuole, con tale parola, fa riferimento ad una
situazione dinamica d’incontro tra una persona, qualunque essa sia ed un
ambiente (penalizzante) . Handicap rispetto a ‘’disabilità’’ sottolinea maggiormente
responsabilità sociale, esterna all’individuo, nella DINAMICA DELLA
la
PENALIZZAZIONE .
RIABILITAZIONE : Quali obiettivi bisogna perseguire? Si tratta di quesiti
che nel tempo hanno stimolato lo sviluppo di scuole di pensiero differenti, ognuna
delle quali tende a circoscrivere il proprio interesse ad un ambito della persona
(menomazione, attività, qualità della vita e funzionamento) o ad aspetti diversi
dell’ambiente (fattori sociali, atteggiamento, barriere architettoniche, facilitatori,
tecnologie assistive). La conseguenza del circoscrivere l’intervento su un aspetto della
persona o su un aspetto dell’ambiente è spesso una settorializzazione che si traduce
in contrasti tra cui spiccano quello medico e quello sociale e che possono risolversi in
un puzzle disarmonico di interventi. biologico-personali socio-ambientali
All’interno della contrapposizione tra fattori e
approccio rimediativo
fanno da sfondo altre contrapposizioni, come quelle tra un ed
uno compensativo approccio
. Si tratta di un continuum di prassi in cui il primo, l’
rimediativo è un approccio per così dire ‘’ortopedico’’, nel senso che cerca di
riportare la persona verso una ipotetica ‘’norma’’ modalità e
. Il secondo analizza
contesti nei quali la persona con le proprie caratteristiche potrebbe funzionare meglio
(grazie ad elementi di facilitazione, strategie ed eliminazione di fattori barrieranti). Si
tratta di scelte spesso derivanti dall’adesione ad una scuola piuttosto che ad un’altra,
ma forse non sempre fino in fondo consapevoli della globalità della persona, né troppo
spesso inserite in un quadro progettuale più ampio. Se questi due poli spesso vengono
visti come tra loro in contrapposizione, tale contrapposizione può essere solo la
conseguenza della settorialità di coloro che intervengono. Non sempre infatti agire in
1
Psicologia dell’Handicap e della Riabilitazione
senso rimediativo esclude la possibilità di affiancare dei momenti di tipo compensativo
e viceversa.
Lo studio della complessa relazione tra persona e ambiente sottolinea la necessità di
integrare approcci di intervento rivolti alla riduzione delle menomazioni con quelli
rivolti alla modificazione dell’ambiente affinché si possa perseguire il miglioramento
limitazioni
della qualità della vita. Analizzare la complessità della relazione tra
funzionali e/o strutturali, funzionamento, persona e ambiente sia una
peculiarità della psicologia dell’Handicap e della riabilitazione. Fucus persona
nell’incontro con il suo ambiente e persona con le sue caratteristiche.
Ci siamo chiesti se e quanto una parola possa cambiare una persona.
CAPITOLO 1
DALLA STORIA DELLE PERSONE ALLE PERSONE
NELLA STORIA
HANDICAP Barnes (1992)
La parola secondo questa parola ha un legame con
l’elemosinare e l’andare col cappello in mano. Lavori successiva hanno rifiutato il
collegamento con la nozione di elemosina, indicato invece una derivazione nel XVII
che sarebbe da attribuire al nome di un gioco denominato ‘’hand in the cap o hand i’
1623 Oxford English Dictionary
cap’’, proposto per la prima volta nel . Secondo l’
l’origine di questa parola sarebbe successiva: può essere fatta risalire al 1786 quando
veniva utilizzata per riferirsi alle gare dei cavalli in cui un giudice stabiliva un peso
aggiuntivo per penalizzare i cavalli più veloci. Scopo del peso era quello di rendere più
omogeneo il livello di partenza dei partecipanti alla gara. L’elemento in comune tra
umpire
questi due giochi è l’ (giudice) i quali penalizzavano in entrambi i casi. Si
dovettero attendere altri 100 anni (1883) perché la parola ‘’handicap’’ diventasse il
termine usato per indicare proprio il peso addizionale che un cavallo superiore avrebbe
dovuto sopportare per compiere una corsa alla pari: in altre parole il cavallo più abile
‘’handicappato
era quello da svantaggiare in partenza, veniva quindi ’’.
Il trasferimento della parola su esseri umani, per indicarne uno svantaggio può essere
1915
fatto risalire al , quando uno scrittore utilizzò l’espressione ‘’handicapped
child’’ per indicare un bambino con difficoltà di apprendimento.
1919 ‘’Vi sono altri tipi di handicappati mentali che dovrebbero essere
Nel
differenziati…’’ si può dunque far risalire a circa cento anni fa l’ulteriore traslazione di
significato che da svantaggio imposto dall’esterno (giudice di cara), diventa
componente o attributo della persona da indicare come penalizzata o ‘’handicappata’’
La parola, nata per indicare un gioco di penalizzazioni imposte dall’esterno su persona
o animali, inizialmente poteva essere considerata neutra o con significato positivo nei
confronti dei referenti. Successivamente ha assunto un significato ambivalente tra la
connotazione positiva e quella negativa. Vi sono anche altre parole che nel corso del
tempo
MATTO: mutare, cambiare.
molto popolare ancora oggi, dal latino Nel 1500 fu
utilizzata per denotare una persona con disturbo mentale. La stessa parola potrebbe
2
Psicologia dell’Handicap e della Riabilitazione
aver avuto altre possibili influenze del Sanscritto, da cui deriverebbe il significato
neutro di ‘’pensiero’’ o della parola greca ‘’matos’’ che significa agire per sé stessi, la
cui connotazione non è di per sé la stessa diminutiva o accrescitiva, ma dipende
dall’importanza che si dà all’autonomia.
LUNATICO: insano
nel 14° secolo fu preso in prestito dal francese per indicare ‘’ ’’,
dalla sua derivazione latina, ‘’lunaticus’’ che ha a che fare con la lune e si associa a
supposti cicli di insanità legati ai cicli lunari. direttamente nell’ambito
Vi sono poi una serie di termini che hanno avuto origine
scientifico implicazioni stigmatizzanti
e che si sono dimostrati subito carichi di . Ad
‘’MONGOLOIDE Down
esempio ’’ ipotizzò una relazione tra etnia e debolezza
mentale ed indicò diversi gruppi di persone con difficoltà di apprendimento cui fece
corrispondere diversi gruppi etnici (etiopi, mongoli etc). Mongolo Trisomia 21. Egli
ipotizzò che le variazioni raziali fossero una conseguenza della degenerazione degli
esseri umani e che per esempio le persone derivanti dalla Mongolia potessero essere
considerate un esempio di arresto dello sviluppo. Si dovette aspettare il 1961 affinché
il termine mongoloide venisse escluso dalla nosografia medica da mogoloide a
Sindrome di Down.
Le persone con difficoltà di apprendimento furono nel corso del tempo oggetto di
Goddard
numerosi atteggiamenti negativi. nei primi del ‘900 coniò il termine
‘’morone’’, dal greco ‘’moros’’ che significa stupido parola utilizzata
dall’Associazione Americana per lo studio dei ‘’deboli mentali’’ per indicare una
IDIOTA
persona con età tra gli 8 e 12 anni e con un QI inferiore a 75. Anche la parola
–IDIOTUS venne usata per indicare persone con difficoltà di apprendimento pur
avendo avuto in origine un significato neutro (veniva utilizzato nel 1200 per indicare
CRETINO
una persona che non partecipava alla vita pubblica). , Alpi francesi, termini
presente nella nosografia medica, che fu applicato alle persone ipotiroidee con
insufficienza intellettiva causata da carenza di iodio. La curiosità del termine sta nel
fatto che deriva da ‘’Cristiano’’ e che i preti chiedevano agli abitanti della vallate
alpine di non deridere coloro che ne erano affetti, in quanto ‘’cristiani’’ come gli altri.
NORMALITA’-ANORMALITA’
Anche furono temi in grado di coinvolgere intere
nazioni: la perfettibilità del corpo umano non fu un’esclusiva nazista, ma fu perseguita
già dagli americani e dagli europei cosi come dai socialisti. Sembrò un’ottima idea
Pearson
migliorare l’intelligenza di cui sapeva di più grazie alla statistica .
Tutte queste descrizioni sono esemplificazioni dei modi in cui le parole portano con sé
atteggiamenti negativi e diventano anche motivo di individuazione di ‘’categorie’’ di
persone. Questa sintesi ha mostrato che insieme alla parola handicap anche altre
parole hanno avuto un destino vario in relazione al loro significato: partendo da
significati positivi o neutri hanno assunto nel senso comune significati negativi e
fortemente stigmatizzanti. Un pericolo insito nelle parole è che comunque divengano
etichette
delle ‘’ ’’ sulla base delle quali ci si rappresenti gli individui ai quali le parole
si riferiscono senza che vi sia la volontà di conoscere ed incontrare questi individui nel
loro ‘’essere persone’’. Può infatti capitare che alcune parole divengano un muro di
emarginazione dal mondo, soprattutto quando queste vengono utilizzate per
sostanziare la persona sulla base di una sua caratteristica (in genere negativa). Ecco
che non si parlerà più di quella persona in quanto tale, ma in quanto appartenente ad
3
Psicologia dell’Handicap e della Riabilitazione
una categoria, quella delle persone che condividono questa caratteristica. Quindi
l’operatore deve riflettere e prendere in considerazione il pregiudizio.
Quali termini scegliere per riferirsi alle persone con una certa disabilità? In alcuni casi
scopo di prevenire pregiudizi ed
vi sono state scelte che avevano
etichettamenti identità di gruppo
, in altri vi sono state scelte miranti a definire .
Esempi limitazioni udito (Cultura Sorda) – Epilessia
AUTODEFINIZIONE
Le storie delle persone con limitazioni nell’udito e delle persone con epilessia hanno
mostrato peculiarità e punti di contatto. In entrambi i casi vi è stata infatti la necessità
di creare un senso di gruppo: alcune persone Sorde hanno deciso di riconoscersi come
gruppo culturalmente e linguisticamente definito, alcune persone con epilessia si
gruppi di self-advocacy
sono riconosciute in (sing. Autodefinizione e tutela dei
propri diritti) il cui scopo è principalmente quello di lenire e limitare i pregiudizi e le
discriminazioni.
Entrambe le storie esemplificano un aspetto particolare del rapporto tra le persone
che si ritengono ‘’abili’’ e le persone con limitazioni funzionali e/o strutturali. La
tendenza dei primi è quella di occuparsi dei problemi di coloro che ritengono ‘inabili’
in modo autoritario, paternalistico o perfino prevaricativo.
UPIAS DISABLED
disabile o disabilitato, con tale termine si intende
riconoscere da un lato il ruolo disabilitante della società e dall’altro lato un’identità
comune da salvaguardare. Le organizzazioni americane hanno già in precedenza
persona
prediletto la versione ‘’persone con disabilità’’ indicando che prima viene la
disabilità, persona con… una certa menomazione
e poi la oppure ‘’ ’’ per indicare
ancora una volta che prima viene la persona e poi la sua menomazione.
CAPITOLO 2
VERSO UNA TERMINOLOGIA CONDIVISA A
LIVELLO INTERNAZIONALE
I.C.I.D.H.
In occasione della 29° assemblea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel
Philip Wood
maggio 1976 venne presentato il lavoro del medico inglese , che era
stato in precedenza incaricato di elaborare un modello ed un sistema di classificazione
delle malattie e delle loro conseguenze. Il lavoro di Wood assunse il nome di
INTERNATIONAL CLASSIFICATION OF IMAIRMENTS, DISABILITIES AND
HANDICAPS I.C.I.D.H.
– , CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DELLE MENOMAZIONI,
DELLE DISABILITA’ E DELL’HANDICAP. Questo nuovo sistema di classificazione venne
4
Psicologia dell’Handicap e della Riabilitazione
elaborato allo scopo di integrare un precedente modello dell’Organizzazione Mondiale
I.C.D. INTERNATIONAL CLASSIFICATION OF DISEASE
della Sanità noto come o , il
cui scopo era (ed è tuttora) quello di classificare le malattie. Nonostante ci fosse l’ICD,
era ormai condivisa la necessità di sviluppare un nuovo sistema di classificazione che
potesse consentire di acquisire ulteriori informazioni sulle persone che accedono ai
servizi sociali e sanitari al fine di organizzare nuovi servizi o potenziare quelli già
esistenti. economico-sanitario
1. Da un lato vi erano quindi necessità di carattere : la
volontà di colmare ciò che avrebbero potuto fare integrando le informazioni
disponibili sulle malattie e le loro conseguenze.
EPIDEMIOLOGICO-
2. Vi erano però anche necessità di carattere
CLASSIFICATORIO : la riduzione di patologia di evoluzione cronica aveva messo
in crisi alcuni modelli di intervento di tipo strettamente medico e quegli
mortalità (ICD –
strumenti di raccolta di informazione basati su indici di
International Causes of Death ): questi indici erano divenuti poco utili ai fini
dell’organizzazione di servizi sanitari. Dal momento che solo una parte dei
disturbi era suscettibile di cura e prevenzione, era ormai divenuto necessario
analizzare quelle condizioni residue, o conseguenze delle malattie, che possono
influenzare la vita quotidiana e che possono far si che le persone si rechino
socio-sanitari
presso i servizi .
Wood: ‘’la malattia interferisce con l’abilità
Punto ben spiegato da
dell’individuo di svolgere quelle funzioni e quelle attività che ci si attende da lui.
In altre parole una persona malata non è in grado di assumere e sostenere il
consueto ruolo sociale e non può mantenere le consuete relazioni con altre
persone’’. Dato che il modello medico risultava essere solo parzialmente utile
nell’analizzare le conseguenze delle malattie a livello di vita quotidiana e gli
interventi medici non sempre erano efficaci nel ridurre (o eliminare) tutte le
conseguenze delle malattie, divenne utile poter conoscere queste
conseguenze ed inserirle in ‘’una cornice teoria di riferimento rispetto alla quale
comprendere queste esperienze’’.
3. Scopi del modello I.C.I.D.H. erano pertanto questi, ma vi era anche quello di
creare un sistema condiviso di termini per descrivere le conseguenze delle
tre parole:
malattie. Vennero proposte
1. MENOMAZIONE O DANNI (‘’Impairment’’)
2. DISABILITA’ (Disability)
3. HANDICAP (‘’Handicap’’) indicare le conseguenze delle malattie
Parole che vennero utilizzate per .
Questo viene esplicitato pure nel nome per esteso del modello.
Il modello cercò di diffondere nuovi significati a queste parole, chiarire la distinzione
tra questi significati al fine di superare la tendenza comune a considerarle come
sinonimi .
L’ESPERIENZA DI MALATTIA
5
Psicologia dell’Handicap e della Riabilitazione
Al fine di poterne analizzare le conseguenze, Wood ritenne utile descrivere le malattie
principali eventi presenti
analizzando i nel loro sviluppo. Nel fare questo adottò una
prospettiva centrata sul VISSUTO DELLA PERSONA . Iniziò la descrizione
reazione personale fortemente negativa
ipotizzando una .
‘’Le malattie croniche presentano diverse sfide. Di solito l’insorgenza è insidiosa, vi
può essere un’insorgenza graduale di sintomi o di problemi permanenti che si
sviluppano come sequenze di episodi acuti. Il senso di autoefficacia e le speranze
vengono messe in crisi, non si vede una fine. La percezione di sé ed il senso di identità
vengono modificati da cambiamenti nel corpo e nella performance funzionale ’’.
funzionamento della persona
Quindi Wood analizzò le conseguenze a livello di ,
ipotizzando che in conseguenze di una determinata malattia vi possono essere delle
variazioni sulle at
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunti completi per preparare l'esame di Neuropsicopatologia e riabilitazione
-
Riassunti Nanomedicine
-
Riassunti Microeconomia
-
Riassunti Ragioneria