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Sociologia generale

Che cos'è la sociologia?

La sociologia è la scienza che studia la società. Per scienza si intende un modo per produrre conoscenze. È un'attività umana. Campelli dice:

  • Le affermazioni devono essere controllabili (il percorso che ha portato a un determinato risultato deve essere ripetibile e replicabile. Il criterio della controllabilità stabilisce che lo studioso deve rendere pubblico il percorso che lo ha portato a quel determinato risultato);
  • Le affermazioni devono essere giustificabili (esse devono essere inserite in un sistema di conoscenze che stabiliscono come si produce quanto affermato).

La controllabilità e la giustificabilità sono due criteri che si completano. La scienza è un'attività pubblica che deve essere intersoggettiva (si deve tener conto di come si è arrivati ai risultati) e con quale percorso. La scienza è un'attività che usa un metodo:

  • È una procedura, un insieme di azioni e di fasi;
  • È un insieme di regole, di norme e di raccomandazioni.

Il metodo indica il percorso dell'indagine, l'insieme delle norme procedurali che regolano il modo nella ricerca empirica (scientifica).

La società identifica una collettiva umana all'interno della quale si possono soddisfare i bisogni fondamentali, i rapporti tra i membri, si organizzano in forme ed istituzioni cooperative, interdipendenti e nella quale i membri condividono una cultura comune. Quando usiamo il termine società facciamo riferimento ad un'entità che comprende 4 caratteristiche:

  • Relazionalità: relazione tra i membri;
  • Sovradimensionalità rispetto all'individuo;
  • Strutture di interesse collettivo;
  • Capacità di creare schemi generali di comportamento interiorizzati.

Quando si afferma che la sociologia studia la società si intende che essa studia i fenomeni che riguardano gli esseri umani in termini di collettività.

Sapere sociologico comune e sapere sociologico

Per sapere sociologico comune si intende un patrimonio di conoscenze derivato dall'esperienza diretta di ogni individuo e che ogni membro usa per orientarsi nella vita sociale. In quanto membri di una specifica collettività abbiamo sviluppato e sedimentato una conoscenza relativa a:

  • Rapporti sociali;
  • Relazioni familiari e lavorative;
  • Organizzazione di ambienti sociali (scuola, lavoro);
  • Struttura politica;
  • Struttura economica;
  • Valori della nostra società.

Questo sapere svolge un ruolo fondamentale poiché ci permette di orientarci e di agire all'interno dei vari contesti. Senza queste conoscenze non potremmo sopravvivere tra i nostri simili. Esse sono acquisite nel corso della nostra vita. Il sapere sociologico comune ha dei limiti:

  • È legato al presente del soggetto,
  • È circoscritto allo spazio sociale del soggetto,
  • È influenzabile e deformabile dal sentito dire.

Per comprendere la complessità del mondo in cui si vive, la sociologia si avvale di un sapere più sistematico. Questo sapere si avvale degli strumenti delle scienze sociali per indagare i fenomeni e formulare interrogativi e cercare risposte agli interrogativi raccogliendo informazioni in modo sistematico. Rispetto al sapere sociologico comune, può accadere che la sociologia lo confermi o lo contraddica poiché non propone certezze definite ma solo conoscenze provvisorie.

Quando e come nasce la sociologia?

Il pensiero sociologico è già presente nel 1800 ma essa, come scienza, nasce a cavallo tra il 1800 ed il 1900. Nasce per rispondere alle domande più pressanti che riguardano la trasformazione della società europea che si stava sperimentando a causa di 3 rivoluzioni:

  • Scientifica (culturale);
  • Industriale (economica);
  • Francese (politica).

Queste scardinarono gli assetti feudali e definirono i tratti della società moderna, ponendo in primo piano la questione del mutamento. La società divenne oggetto di studio quando i suoi fondamenti vennero messi in discussione. La caratteristica fondamentale di questo processo è la sua globalità: esso investe la sfera economica, politica, giuridica, culturale e coinvolge la vita quotidiana. Le trasformazioni che hanno portato alla nascita della società moderna hanno avuto caratteristiche particolari rispetto ad altri periodi di mutamenti sociali. Le caratteristiche sono state:

  • Velocità;
  • Estensione;
  • Conseguenze e trasformazioni.

Rivoluzione scientifica

La rivoluzione scientifica introduce un nuovo modo di indagare i fenomeni ed accedere alla conoscenza. Fino a quel momento si riteneva che la conoscenza vera fosse accessibile solo attraverso la riflessione filosofica e/o religiosa. Quando venne affermato da Bacone, Galilei e Newton che questa modalità di conoscenza produrrà effetti profondi sulla cultura, mise in discussione l'autorità della Chiesa nell'ambito della conoscenza della realtà. L'Illuminismo Francese svolse un ruolo fondamentale nel mettere in discussione l'ordinamento feudale. Gli illuministi sostennero l'idea che la ragione umana era uno strumento indispensabile per comprendere l'uomo e la realtà. Sostenne anche che il mondo deve essere osservato e descritto con l'uso della ragione. All'interno di questo quadro si può ritracciare l'atteggiamento che è alla base del pensiero sociologico. Il primo che utilizzò il termine sociologia fu Comte.

Empirismo inglese

L'empirismo inglese è un movimento culturale che si sviluppa in Inghilterra nella seconda metà del 1700. Condivide con l'Illuminismo Francese:

  • La convinzione per cui la conoscenza si fonda sull'osservazione;
  • L'atteggiamento critico nei confronti della tradizione;
  • La scelta di usare il modo di studiare le scienze fisiche.

L'istituzione sociale del mercato garantisce l'autoregolazione della società. Adam Smith affrontò questa riflessione nel suo Trattato sulla natura e le sue cause della ricchezza delle nazioni. Questo processo ha come conseguenza il fatto che aumenta la dipendenza di ognuno dagli altri membri della collettività. La conseguenza di questi aggiustamenti è l'armoniosa divisione del lavoro tra i vari membri della società e la definizione del prezzo giusto dei beni.

Rivoluzione industriale

Il sistema economico che si afferma e contribuisce a definire la società moderna è capitalistico nella misura in cui è un sistema che si fonda sul possesso privato dei mezzi di produzione, è orientato a perseguire un guadagno attraverso la produzione e lo scambio, lo scopo del guadagno è quello di poter essere reinvestito nell'impresa. Un sistema economico è industriale nella misura in cui i beni materiali sono prodotti tramite l'impegno delle macchine. Il capitalismo industriale moderno identifica un sistema economico che ha le seguenti caratteristiche:

  • Il capitalismo è un'economia di scambio;
  • Sul mercato non si scambiano solo merci;
  • L'orientamento dei capitalisti è verso l'accumulazione del profitto.

L'organizzazione della produzione e la gestione dell'impresa. Il capitalismo ha una dimensione economica. Il capitalismo moderno nasce ad opera di uomini nuovi che provengono da strati sociali diversi. Essi sono innovatori in ciò che producono, nel modo di produrre, nelle tecniche di lavorazione, nel modo di gestire l'impresa. L'imprenditore razionale non è orientato al consumo, all'ozio ed ai piaceri della vita. Al contrario conduce una vita sobria e il profitto deve essere accumulato. Weber: etica e mentalità affermate nel corso della storia a seguito della Riforma Protestante. Trasformazioni dell'agricoltura (agricoltura feudale aveva una struttura nella quale c'erano le famiglie contadine e dall'altra i signori feudali), delle attività mercantili (i mercanti andavano nei villaggi di campagna portando le materie prime e le distribuivano nelle case contadine), trasformazione dell'artigianato (nel sistema feudale l'esercizio di un mestiere o di un'arte era regolato dall'appartenenza alle corporazioni) e trasformazioni economiche (tutte le attività economiche).

Rivoluzione francese

Il sistema feudale era caratterizzato da una dimensione locale. Il signore feudale godeva sul suo territorio di una serie di diritti ed aveva obblighi fiscali e militari nei confronti dei signori di rango superiore, del re e dell'imperatore. Questa situazione muta quando si afferma un potere capace di unificare vasti territori, i regni. La forma dello stato moderno assoluto si afferma attraverso processi di unificazione ed attraverso la costituzione di alcuni monopoli:

  • Militari;
  • Monetari;
  • Fiscale.

L'insieme di questi poteri costituiscono il nucleo centrale del concetto moderno di sovranità: il sovrano concentra nelle sue mani questi poteri e li esercita legittimamente nei confronti dei propri sudditi. Weber parla di tradizione. La rivoluzione Francese ha rappresentato l'apice di una serie di sviluppi che hanno portato alla delegittimazione del potere feudale. Questo passaggio è stato prodotto da una serie di cambiamenti:

  • L'affermarsi dei diritti di cittadinanza;
  • L'affermarsi del principio dei poteri;
  • L'affermarsi dello stato di diritto.

In conclusione va sottolineato che mutando in linea di principio il rapporto tra l'individuo e lo stato, muta il fondamento di legittimità del potere.

Modulo 2: Il metodo sperimentale

La scienza moderna nacque con Galileo alla fine del 1500. Lui mise in discussione la visione aristotelica della scienza. Anche Aristotele condivideva le idee di Galileo. Aristotele pensava che il compito della scienza era quello di individuare la natura dei vari oggetti. Per Galileo il compito era quello di formulare asserti che descrivono le relazioni matematiche tra le proprietà degli oggetti. Galileo pone le basi per il metodo sperimentale: nella forma ideale un esperimento si ottiene quando osservando gli effetti di una proprietà le variazioni controllate hanno su un'altra proprietà.

Una differenza tra le scienze umane e quelle fisiche consiste nel fatto che gli oggetti studiati da molte scienze fisiche sono fungibili (si può dar per scontato che gli oggetti dello stesso tipo si comportino sempre nello stesso modo). Il metodo sperimentale presenta alcuni limiti:

  • Teorico: non si può mai escludere con sicurezza che proprietà incluse non siano ritenute non influenti;
  • Pratico: non è sempre possibile controllare alla perfezione le variazioni.

Il metodo sperimentale non è adatto per indagare le proprietà che si riferiscono a soggetti animati.

Paradigmi fondativi della ricerca sociale

La scienza moderna ha posto come ideale della propria attività l'osservazione, l'interrogazione empirica della realtà attraverso l'uso di un metodo e di tecniche di ricerca. La sociologia ha via via definito il proprio statuto come disciplina attorno alla controversia sul metodo delle scienze sociali. I temi di questa discussione sono:

  • La possibilità di applicare il metodo delle scienze naturali all'ambito delle scienze sociali;
  • La possibilità o meno di conciliare la spiegazione e la comprensione nel senso in cui si interroga;
  • Come considerare la contraddittorietà del mondo sociale e storico.

Sostanzialmente la controversia sul metodo ha visto la contrapposizione tra coloro che sostenevano la possibilità di mutare dalle scienze naturali il metodo e la logica della ricerca. Il paradigma per Kuhn è una visione del mondo che al proprio interno contempla teorie, strumenti di indagine. È qualcosa di più ampio rispetto alla teoria. Il paradigma ha 3 caratteristiche fondamentali:

  • È condivisa dalla comunità di scienziati;
  • È fondata sulle conoscenze consolidate all'interno di una disciplina;
  • Orienta la ricerca perché consente di individuare e scegliere i fatti da studiare.

Il paradigma interpretativista indica quella visione del mondo più eterogenea.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ale.trips di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Niccolò Cusano di Roma o del prof Carrarini Simonetta.
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