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Riassunti completi diritto amministrativo I

Appunti di diritto amministrativo I basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Titomanlio dell’università degli Studi di Tor Vergata - Uniroma2, facoltà di Economia, Corso di laurea magistrale in economia e management , Voto esame: 30. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto amministrativo I docente Prof. R. Titomanlio

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invocato devono essere rispettati 3 parametri: 1) identificazione potenziali effetti negativi; 2)

valutazione dati scientifici disponibili; 3) ampiezza dell͛incertezza scientifica; 7) CONSEQUENZIALITA’:

obbligo di agire in base a scelte determinate in precedenza.

a) libero arbitrio; b) interesse pubblico; c) ragionevolezza; d)

Limiti nell’agire amministrativo:

imparzialità; e) logica; f) esatta e completa informazione (adeguata istruttoria).

la struttura pubblica è definita agli artt. 2,5,114 e 118 della Costituzione. La PA nel

3) Organizzazione:

concreto può organizzarsi secondo i principi di: 1) 2)

Accentramento amministrativo; Decentramento

amministrativo.

Forme di decentramento: a) BUROCRATICO: consiste nel trasferimento delle competenze da organi

centrali a periferici; b) AUTARCHICO: gli enti periferici devono soddisfare la cura di alcuni interessi

pubblici.

Un nell'ordinamento giuridico italiano, è un ente costituito o riconosciuto

ente pubblico,

da norme di legge, attraverso il quale la pubblica amministrazione svolge la sua funzione

amministrativa per il perseguimento di un interesse pubblico. L͛ente pubblico principale è lo Stato.

Indici per riconoscere la personalità giuridica di un ente pubblico: 1) esiste un finanziamento pubblico;

2) assoggettamento ad un sistema di organi pubblici.

1) disporre di potestà pubblica, riconoscimento di pubblici

Regime giuridico enti pubblici: autarchia:

poteri, equiparazione dei loro atti a quelli dello Stato (sono entrambi atti amministrativi); 2)

risoluzione interna dei problemi nell͛ambito della tutela dell͛interesse pubblico. Sono

autotutela:

esempi di questa capacità il potere di revoca, sospensione, proroga, rimozione degli "effetti dell'atto",

di annullamento o convalida; 3) l'autonomia è la capacità degli enti di emanare atti

autonomia:

normativi o provvedimenti che hanno valore sul piano dell'ordinamento generale alla stessa stregua

di quelli dello Stato, impugnabili rispettivamente davanti al giudice costituzionale o amministrativo a

seconda del rispettivo rango nella gerarchia delle fonti. In sintesi è la titolarità di un potere

discrezionale legislativo o amministrativo nella formazione dei propri atti. Esistono diversi gradi e tipi

di autonomia che sono attribuiti dalle leggi agli enti pubblici: a) autonomia politica; b) giuridica; c)

amministrativa/organizzatoria; 4) facoltà di alcuni degli enti pubblici di amministrarsi

autogoverno:

per mezzo di organi i cui membri sono eletti da coloro che ne fanno parte.

Per perseguire i determinati fini, gli enti pubblici sono soggetti ad attribuzioni (competenze),

complesso di poteri e funzioni che può esercitare per perseguire il fine pubblico. Competenze e

attribuzioni possono essere divise secondo quattro criteri: materia, territorio, grado e valore. La

competenza è retta dal principio di le sfere di competenza sono cioè rimesse alla

INDEROGABILITA’,

volontà del legislatore.

Meccanismi giuridici che regolano la competenza: 1) trasferimento

delega del potere (delegazione):

dell͛esercizio del potere, può essere di 2 tipi: a) INTERORGANICA (organo organo); b)

INTERSOGGETTIVA (soggettosoggetto). Tipi di delega: a) organizzatoria; b) discrezionale: il

conferimento è rimesso alla facoltà del delegante; c) ampliativa: amplia la sfera giuridica del

destinatario; 2) (contrario della deroga); 3) colpisce nel caso di inerzia della

avocazione sostituzione:

PA.

1) dà luogo alla nullità dell͛atto: materia del tutto sottratta alla competenza amministrativa che

spettava a un altro organo dello Stato; 2) dà luogo all͛annullamento dell͛atto: materia in parte

sottratta alla competenza amministrativa che spettava a un altro organo dello Stato.

a) assoluta; b) relativa; c) acompetenza: atti compiuti da un soggetto che non è

incompetenza:

investito della pubblica funzione. no.

4) beni pubblici e governo del territorio: il potere

5) Potere amministrativo ed il suo esercizio. La discrezionalità amministrativa:

amministrativo è il modo in cui agisce l͛amministrazione. Consente ad una Amministrazione di

compiere determinati atti produttivi di effetti giuridici al fine di curare gli interessi pubblici. L͛

Amministrazione è titolare di un potere amministrativo, ma dovendo soggiacere al principio di

legalità, non può rinunciarvi, deve applicarlo. E quindi si tratta di un potere irrinunciabile,

indefettibile, indisponibile e continuo. Questo spiega perché l͛ Amministrazione è dotata di

imperatività (contenuto dispositivo dei suoi provvedimenti non è frutto di negoziazione, ma riflesso di

un atto unilaterale che è atto dell͛Amministrazione).

Di solito il legislatore stabilisce l'interesse pubblico da perseguire, lasciando all'organo amministrativo

un margine più o meno ampio di scelta sul modo per farlo; in ordine a tale scelta l'organo deve

ponderare l'interesse pubblico affidato alle sue cure (interesse primario) con gli altri interessi, pubblici

o privati, con esso confliggenti (interessi secondari), per stabilire se questi ultimi devono recedere di

fronte al primo. Si parla in questi casi di Solo per effetto della

discrezionalità amministrativa.

ponderazione comparativa di più interessi secondari in ordine ad un interesse primario, dunque, si

ritiene possibile conseguire il fine prefissato dal legislatore con il minor sacrificio possibile di tutte le

altre posizioni che con esso vengano in qualche modo ad interferire.

attività mediante la quale i soggetti della PA provvedono alla cura

6) Attività amministrativa:

dell'interesse pubblico, interessi loro affidati dopo che la funzione politica sceglie i fini da perseguire.

Un è un

ATTO AMMINISTRATIVO atto giuridico posto in essere da un’autorità amministrativa

Esso è espressione di un potere amministrativo,

nell’esercizio di una sua funzione amministrativa.

produttivo di effetti indipendentemente dalla volontà del soggetto o dei soggetti cui e rivolto. L͛atto

amministrativo è e a) poiché la

unilaterale, con rilevanza esterna nominativo: unilaterale,

manifestazione di volontà in cui esso si concreta proviene dalla pubblica autorità; b) con rilevanza

poiché è destinato ad esplicare i suoi effetti non soltanto all͛interno dell͛organismo da cui

esterna,

deriva, ma anche nei confronti di soggetti ad esso estranei, quali, ad es., i privati cittadini;

c) e d) e) ed (nel senso che sono immediatamente

tipici nominativi; autoritativi; esecutivi esecutori

esecutivi e la PA può imporre la loro esecuzione anche senza provvedimento giurisdizionale). Nell͛atto

amministrativo, la volontà non deriva da un soggetto fisico, ma è solitamente il risultato di una

sequenza di atti di diversi uffici o organi; inoltre non è libera nelle scelte, ma condizionata dai fini

istituzionali, verso i quali l͛intera attività della PA deve sempre essere diretta. Gli atti amministrativi si

distinguono in varie categorie. Gli atti amministrativi si distinguono in che

atti vincolati,

l͛amministrazione deve emanare secondo norme previste dalla legge e lasciati alla

atti discrezionali,

libera scelta della PA.

L͛oggetto dell͛atto amministrativo è la situazione giuridica del soggetto nei cui confronti l͛atto esplica i

suoi effetti, o la cosa sulla quale esso produce una trasformazione giuridica. L͛oggetto deve essere

determinato o determinabile: la sua mancanza o la sua errata individuazione rende invalido l͛atto. Il

contenuto è ciò che l͛atto di volta in volta dispone (ordina, autorizza, acconsente, acc). Deve essere

possibile, lecito, determinato o determinabile. E͛ necessario che sia posto in essere da un organo

dotato di potestà amministrativa, e che sia esplicazione di una potestà amministrativa (ad es., non e

atto amministrativo il decreto legge). Affinché un atto amministrativo esista (forma) è necessario che

sia manifestato dall͛organo competente a emanarlo, che sia riferibile a esso e indichi di provenire dal

suo autore; se non vi sono leggi o norme regolamentari che stabiliscono come esso debba essere

esternato vale la libertà di forma. Perciò oltre agli atti scritti ve ne sono alcuni espressi oralmente o

mediante segnali, o anche in modo implicito.

In ogni caso l͛attività amministrativa deve essere finalizzata al soddisfacimento dell͛interesse

pubblico. funzione amministrativa che si fa atto, consiste in una pluralità

7) procedimento amministrativo:

di atti eterogenei e autonomi (hanno effetti propri), preordinati allo stesso fine, ovvero l'emanazione

di un provvedimento amministrativo. Esistono una serie di principi comuni a tutti i tipi di

procedimento amministrativo: 1) (del procedimento); 2)

Necessarietà Esatta e completa

l'amministrazione deve valutare gli interessi su cui la

individuazione dei fatti e degli interessi:

decisione andrà ad influire, nel caso i fatti assunti alla base della decisione siano infondati, il

procedimento è illegittimo; 3) Congruità, coerenza, logicità o ragionevolezza con il presupposto,

ovvero ci deve essere corrispondenza tra le premesse che hanno mosso l'amministrazione e le sue

conseguenze; 4) ha radici nell'art. 97 della costituzione; 5) 6)

Imparzialità, Conoscibilità;

la scelta dell'amministrazione deve comportare il minor sacrificio possibile sia per le

Proporzionalità,

finanze pubbliche che per l'eventuale lesione di diritti o interessi privati.

Il procedimento amministrativo è regolato principalmente dalla legge 241/1990, che ne stabilisce i

principi, anche in accordo agli orientamenti europei circa il cosiddetto "giusto procedimento".

La normativa in parola, in armonia con l'art. 97 della Costituzione, fissa regole generali ispirate ai

seguenti principi: 1) comprendente il diritto di partecipazione

principio del giusto procedimento,

degli interessati, l'identificazione preventiva dell'ufficio e del responsabile del procedimento e il

diritto di accesso degli interessati ai documenti; 2) volto a snellire e

principio di semplificazione,

rendere più celere il procedimento. 1) iniziativa; 2) istruttoria; 3) decisoria; 4) integrativa

8) fasi del procedimento amministrativo:

dell͛efficacia.

1) la fase dell'iniziativa è quella in cui viene avviato il procedimento. L'avvio può essere deciso dallo

stesso organo competente (avvio d'ufficio) o essere conseguenza di un atto d'impulso, che può

provenire da un privato (istanza).

2) la fase istruttoria costituisce la fase centrale del procedimento amministrativo, essendo volta ad

acquisire i fatti, a rilevare gli interessi coinvolti nel procedimento e a valutare e ponderare gli stessi ai

fini dell'adozione del provvedimento finale. La L. n. 241/1990 impone che ogni procedimento venga

͞unità

assegnato alla responsabilità di una specifica organizzativa͟ (ufficio o servizio), in modo che il

cittadino abbia sempre un interlocutore identificabile. L͛organo competente può acquisire il giudizio

di un altro organo; l͛atto con il quale viene manifestato questo giudizio è detto parere (facoltativo,

obbligatorio, vincolante).

3) è quella in cui l'organo competente, sulla base delle risultanze dell'istruttoria, assume la sua

decisione e adotta l'atto terminale. Il provvedimento amministrativo deve intervenire entro il termine

di trenta giorni dall'apertura del procedimento, secondo quanto prescritto dall'art. 2, comma 2, della

L. n. 241/1990.

I termini del procedimento, inoltre, possono essere sospesi, per una sola volta, ove l'amministrazione

debba acquisire informazioni e certificazioni inerenti. Scaduti i termini, ove l'amministrazione risulti

inadempiente o non concluda il procedimento, salvi i casi di silenzio-assenso, gli interessati - finché

perdura l'inadempimento e comunque non oltre un anno - possono presentare ricorso avverso il

silenzio.

4) la fase integrativa dell'efficacia è una fase di carattere eventuale, che serve a conferire efficacia al

provvedimento che ne sia ancora privo.

atto amministrativo per eccellenza, conclusivo di un procedimento

9) provvedimento amministrativo:

amministrativo. Tramite un provvedimento amministrativo si crea, modifica o estingue una

determinata situazione giuridica soggettiva al fine di realizzare un particolare interesse pubblico

affidato alla cura della PA che ha posto in essere il provvedimento. Il provvedimento amministrativo è

un atto: per essere valido deve essere espressamente previsto dall'ordinamento; b)

a) tipico:

per ogni interesse pubblico alla cui cura l'amministrazione è preposta deve essere

nominativo:

previsto il corrispondente provvedimento amministrativo; c) produce i suoi effetti

autoritativo:

nonostante e anche contro la volontà del destinatario o dei destinatari; d) è

unilaterale:

manifestazione della sola volontà dell'amministrazione; e) le autorità pubbliche ne

esecutorio:

possono dare immediata e diretta esecuzione, senza che sia necessaria una preventiva pronuncia

giurisdizionale; f) dopo la scadenza dei termini di proposizione esso non è più

inoppugnabile:

impugnabile da parte degli interessati tramite ricorsi amministrativi o giurisdizionali.

no.

10) amministrazione digitale: l͛autorizzazione è una tipologia di atto amministrativo discrezionale

11) autorizzazioni e concessioni:

con cui un͛autorità rimuove i limiti che, per motivi di pubblico interesse, sono posti in via generale ed

astratta dalla legge all͛esercizio di una situazione giuridica soggettiva. A differenza della concessione,

l͛autorizzazione non attribuisce nuovi diritti ma permette l͛esercizio di un diritto già esistente.

L͛autorizzazione segue dunque la richiesta del privato di poter esplicare un diritto rientrante nella

propria situazione giuridica. Il silenzio dell͛amministrazione competente equivale all͛accoglimento

della domanda, senza la necessità di ulteriori istanze o diffide se, la medesima amministrazione, non

comunica il provvedimento di diniego entro i termini di legge (art. 2, co. 2 e 3), oppure non indice la

conferenza di servizi entro i 30 giorni successivi. La regola del silenzio-assenso prevede tuttavia alcune

importanti eccezioni (procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico o l͛ambiente), in

cui il silenzio dell͛amministrazione va qualificato come silenzio-inadempimento

Secondo la concezione tradizionale, a differenza dell'autorizzazione, la concessione sarebbe il

provvedimento con il quale si attribuisce un nuovo diritto, di cui il soggetto destinatario non era

titolare prima dell'emanazione dell'atto. Con la concessione, la ponderazione degli interessi porta

all'individuazione del soggetto concessionario. Si distinguono, come tipi principali: la concessione di

bene pubblico (v. Beni pubblici e di interesse pubblico); la concessione di servizio pubblico; la

concessione di opera pubblica. Vi può essere il provvedimento amministrativo, che concede, e un

͚contratto

contratto collegato (cosiddetto accessivo alla concessione͛), che regola il rapporto

patrimoniale che si viene a instaurare fra l͛amministrazione concedente e il concessionario. Il

concessionario deve rispettare una serie di obblighi nello svolgimento delle attività oggetto di

concessione, di regola stabiliti dal contratto di concessione e spesso molto dettagliati nel contenuto

(per es., standard e criteri nella realizzazione degli impianti costruiti sul demanio), e deve versare

all͛amministrazione concedente un canone o altri corrispettivi. L͛affidamento delle concessioni è

regolato da diverse procedure e modalità. A volte è la legge che disciplina in estremo dettaglio i

requisiti del concessionario, tanto da consentirne l͛individuazione (è il caso di alcune concessioni

aeroportuali). Spesso l͛affidamento è lasciato alla scelta largamente discrezionale

dell͛amministrazione concedente. In altri casi vi sono procedure di gara o a evidenza pubblica, che

consentono la competizione fra diversi aspiranti concessionari. Di regola, l͛amministrazione

concedente è titolare di poteri molto penetranti. Può controllare l͛attività del concessionario e

adottare direttive; può sostituirsi al concessionario nei casi di inerzia di quest͛ultimo; ha un potere di

sanzione, che consiste nel dichiarare la decadenza della concessione in caso di inadempimento grave

del concessionario; può, ove previsto dalla legge o dal contratto di concessione, esercitare il diritto di

riscatto, che comporta la risoluzione del medesimo contratto e il trasferimento degli impianti

all͛amministrazione; può revocare la concessione per ragioni di pubblico interesse (in tal caso, è

dovuto un indennizzo al concessionario se vi è un pregiudizio economico: art. 21 quinquies, l.

241/1990, modificata dalla l. 15/2005). Il rapporto fra concedente e concessionario è ampiamente

disciplinato dal diritto privato e dal codice civile.

sono dirette a colpire l͛autore di un illecito amministrativo incidendo

12) le sanzioni amministrative:

sul suo patrimonio, sulla sua attività ovvero sul suo status. L͛illecito rilevante sotto il profilo della

responsabilità amministrativa può concretizzarsi nella violazione sia di un dovere di tipo generale (per

es., le norme del codice della strada), sia di un dovere imposto a soggetti che rivestono un particolare

status o qualifica nei confronti dell͛amministrazione (per es., rapporto di lavoro alle dipendenze della

pubblica amministrazione). Esistono varie tipologie di sanzioni amministrative: quelle pecuniarie


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trovich

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7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia e management
SSD:
A.A.: 2019-2020

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trovich di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Titomanlio Raffaele.

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