Nuovi modi di commerciare, consumare, produrre
Prima forma di globalizzazione: nascita della società dei consumi e dell'opinione pubblica (caffè). Commercio triangolare. In Gran Bretagna si parla di rivoluzione agricola: enclosure portano a sfruttare meglio la terra; rotazioni pluriennali, nuove coltivazioni: riso, mais, patata. Miglioramento di alimentazione, condizioni igieniche, diminuzione mortalità. Il benessere e il crollo dei prezzi sul cibo permettono di investire soldi anche su beni di consumo: premesse alla Rivoluzione industriale inglese.
Per battere la concorrenza dei tessuti indiani gli imprenditori si ingegnano: macchina a vapore (James Watt) permette energia artificiale, continua, applicata poi su altre macchine (filatoi meccanici). Aumentano le ferrovie e la fluidità degli scambi. Innovazioni innescano effetti a catena, a grappolo. (Landes parla di rivoluzione prometeica: botta e risposta) → Intersettorialità della crescita. Si concentrano le macchine in un posto, vicino a porti o distretti carboniferi: nasce lo spazio della fabbrica (geografia produttiva a macchia di leopardo); black countries. Si forma il proletariato (Manchester) → Prime proteste, atti di sabotaggio ad opera dei luddisti.
Nasce la pubblicità. Karl Polany parla di una nuova antropologia economica: l'economia di mercato (basata su scambi monetari). Nasce il ceto medio. Tutto ciò avvenuto in Inghilterra perché: dal 1600 legge sul brevetto, legge a protezione della proprietà privata, manodopera a basso costo dalle campagne, burocrazia fluida, protestantesimo.
La Rivoluzione americana
Dopo la guerra dei 7 anni la Gran Bretagna di Giorgio III controlla il nord-America con un atteggiamento paternalistico e aumenta la pressione fiscale sulle 13 colonie (a nord economia industriale, puritani; al centro finanza, molti olandesi, NY; al sud latifondisti, schiavitù, piantaggioni): Revenue Act (contrabbando) e Stamp Act nel 1765 (bollo sui documenti). Misure per mantenere truppe britanniche di stanza nelle colonie. Si generano malumori: le colonie fatte di puritani non accettano un sovrano che limita i diritti naturali dell'uomo → No taxation without representation. Quando nel 1773 legge sul monopolio del tè alla East Indian Company un gruppo di coloni reagisce: Boston tea party. Dura reazione britannica.
Si aggiunge il Quebec Act (tolleranza verso coloni francesi cattolici per indebolire unità delle colonie). Giorgio III fa arrestare i leader delle colonie e iniziano i primi scontri. Le colonie si riuniscono al congresso di Filadelfia nel 1774: si crea esercito affidato a Washington. Nel 4 Luglio 1776 fanno la Dichiarazione di Indipendenza: principi illuministici, diritto a libertà, proprietà, felicità. Inizio contrasti interni tra indipendentisti e lealisti (guerra civile) e contro la madrepatria: 1781 vittoria finale di Yorktown → Gli stati si dispongono come Confederazione. Nel 1783 viene riconosciuta l'indipendenza (pace di Londra).
Nel 1787 le colonie scrivono la Costituzione e scelgono la forma dello Stato federale: entra in vigore nel 1789 (caratterizzata dal “We”) e primo presidente diventa George Washington (esponente della linea federalista/accentrativa, Jefferson esponente linea repubblicana). Nel 1791 approvato il Bill of Rights (con i 10 emendamenti). Esclusi dalla cittadinanza gli schiavi, i nativi. Le donne escluse dalla vita politica. Nazione nuova basata sulla divisione dei poteri (Legislativo-Congresso, Esecutivo-Presidente, Giuridico-Corte Suprema) e con suoi simboli: bandiera, Gran Sigillo, Libertà.
La Rivoluzione francese
Luigi XVI vuole rispondere all'emergenza fiscale con una complessa riforma che trova ostacolo nel parlamento di Parigi → Si decide di riconvocare dopo quasi due secoli gli Stati generali. Nello scontro tra il voto per ordine e il voto per testa, il Terzo stato reagisce nel giugno del 1789 autoproclamandosi Assemblea nazionale (in linea con le aspirazioni di Sieyès) e con la volontà di redigere una Costituzione. Intanto i tumulti scoppiati in città sfociano il 14 luglio con la presa della Bastiglia: inizia il periodo della grande paura con rivolta dei contadini in tutto il paese.
A ciò l'Assemblea risponde istituendo la Guardia nazionale (Lafayette) e abolendo il sistema feudale. Alcune misure: riordino sistema giudiziario (ghigliottina), abolizione titoli nobiliari, confisca beni ecclesiastici, costituzione civile del clero. Il re tenta la fuga ma viene riportato a Parigi. Nel 1791 entra in vigore la Costituzione e la Dichiarazione dei diritti → Monarchia Costituzionale. Si elegge così l'Assemblea legislativa (si votano, vota chi paga un'imposta, dei grandi elettori che a loro volta votano i membri dell'Assemblea): gruppo di centro, gruppo di destra moderata dei foglianti, gruppo di sinistra dei cordiglieri (più estremi), giacobini, guidati da Brissot e dal suo gruppo dei girondini (moderati).
Tre le misure: anagrafe, matrimonio civile, divorzio. Nel 1792 si decide di fare guerra all'Austria e alla Prussia (contro la rivoluzione): contraria una minoranza giacobina (detti montagnardi) guidata da Robespierre → Il clima di protesta che si genera viene subito sfruttato (grazie all'aiuto dei sanculotti): 80mila sanculotti attaccano il Palazzo delle Tuileries (sede del re e dell'Assemblea) annunciando la formazione della Convenzione eletta a suffragio universale maschile e deponendo il re. Mentre si festeggia la vittoria di Valmy, nel 1792 si proclama la Repubblica (simboleggiata dalla donna, Marianne) e viene decapitato il re l'anno dopo.
Nella Convenzione si scontrano girondini (che la guidano) e giacobini di Robespierre. A seguito dell'inflazione e di sconfitte militari (giacobini accusano girondini) i sanculotti assaltano la Convenzione che passa totalmente sotto il controllo dei giacobini e di Robespierre e arrestano capi girondini → Potere esecutivo in mano al Comitato di salute pubblica; fase del terrore; scristianizzazione: nuovo calendario e culto dell'Essere supremo, la ragione; coscrizione di massa fa crescere l'esercito e porta buoni risultati militari. Gli stessi sanculotti, scontenti della politica del terrore non più necessaria, tolgono il loro appoggio e fanno giustiziare Robespierre e altri capi giacobini (1794): fine del terrore.
Caratteristiche della Rivoluzione: partecipazione politica di massa, violenza contro chiunque non la pensi allo stesso modo, dal pensiero di Rousseau si avrà l'idea di religione civile e delle donne che rimangono fuori dalla vita politica (separazione tra pubblico-uomo e privato-donne).
La Francia e l'Europa
Abolita Costituzione del 1793 e fatta la nuova del 1795: parlamento bicamerale (Consiglio dei Cinquecento e Consiglio degli Anziani) che elegge i 5 membri del Direttorio (potere esecutivo). Clima ancora di proteste e insurrezioni: iniziano a non essere più fatte dal popolo ma ad essere colpi di Stato. In questo contesto l'esercito e i generali acquistano sempre più importanza.
La leva obbligatoria e le forti motivazioni permettono alla Francia di respingere i nemici e tentare espansioni in Europa: l'obiettivo principale è l'Austria ma non si otterrà molto su quel fronte; invece a sorpresa si ottengono grandi risultati in Italia ad opera del generale Napoleone Bonaparte che nel 1797 occupa l'Italia settentrionale e, con il trattato di Campoformio, sancisce la presenza francese sulla penisola a condizione di cedere Venezia all'Austria.
Napoleone conquisterà (tranne Sardegna e Sicilia) tutto il resto d'Italia instaurando repubbliche sul modello francese (Lucca, Ligure, Cisalpina, Romana, Napoletana), il papa costretto a lasciare Roma: il generale viene accolto dalla maggioranza come un liberatore, anche se nei fatti sarà fortissimo il controllo francese sulle repubbliche che col tempo farà considerare Napoleone come un traditore. Il nemico da battere rimane la Gran Bretagna: si cerca di colpirla attaccando l'Egitto ma l'inglese Nelson distrugge la flotta francese.
Inoltre nel 1798 la seconda coalizione antifrancese (tra Russia e Austria a sostegno della Gran Bretagna) infligge diverse sconfitte ai francesi in territorio italiano (aiutati da rivolte interne come quella sanfedista napoletana). Gli insuccessi militari fanno cadere alle elezioni il gruppo dirigente del Direttorio che ora viene guidato da Sieyès che vuole attuare un colpo di Stato per accentrare il potere: chiede aiuto a Bonaparte ma quest'ultimo finisce a sua volta per raccogliere tutto il potere su di sé. Infatti, dopo aver sciolto nel 1799 il parlamento e aver istituito un triumvirato (consolato) provvisorio con lui, Sieyès e Ducos, con la nuova Costituzione del Natale del 1799 viene proclamato primo console, emarginando Sieyès e gli altri esponenti.
Napoleone
Alla Costituzione del 1799 Napoleone fa apportare modifiche per far rendere la sua carica di primo console a vita ed ereditaria. Inoltre un complotto fallito ai suoi danni nel 1803 gli dà l'occasione per trasformare la sua carica in imperatore: nel 1804 si autoincorona imperatore a Notre Dame. Sul piano organizzativo, Napoleone opera una forte centralizzazione del potere statale nominando prefetti a capo di aree periferiche; di nomina governativa sono anche i magistrati e si opera un Concordato con la Chiesa Cattolica che tuttavia resta nettamente separata dallo Stato.
L'atto più ambizioso è la redazione del codice civile: esso, così come l'abolizione dei privilegi feudali, si diffonde nei domini francesi, come per esempio in Italia. L'esperienza napoleonica è anche il seme di sentimenti patriottici che iniziano a crearsi nella penisola (Ugo Foscolo). Caratteristica inoltre di Bonaparte è l'insediare parenti nei suoi regni: Giuseppe in Spagna, Luigi in Olanda, Carolina moglie del generale Murat a Napoli, Girolamo a Vestfalia, Elisa a Lucca.
Sul piano militare, dopo una tregua era ripresa la guerra contro la Gran Bretagna: 1805 nelle acque di Trafalgar Nelson sconfigge nuovamente i francesi. Si punta a indebolire i britannici con un blocco navale (poco efficace) e intanto ci si muove via terra sconfiggendo prima l'Austria e poi la Prussia: resta la Russia di Alessandro I che dopo alcune sconfitte avvia trattative di pace (1807).
Nei successivi anni, temendo alleanza tra Russia e Gran Bretagna, Napoleone decide di sferrare l'attacco finale alla Russia nei primi mesi del 1812 organizzando la grande armée di 700mila soldati. Contro la tattica difensiva del generale russo Kutusov e contro il temibile inverno, alla fine, pur occupando una desolata e in fiamme Mosca, Napoleone deve ritirarsi: l'esercito è decimato.
Così nel 1813 la nuova coalizione antifrancese (Gran Bretagna, Russia, Prussia, Austria, Svezia) decide di attaccare la Francia e vince a Lipsia nel 1813 → Francia ritorna ai confini pre-napoleonici e Bonaparte viene mandato sull'isola d'Elba. Nel 1815 fuggirà e tenterà di riprendersi il potere organizzando un nuovo esercito (i famosi 100 giorni) ma la coalizione stroncherà il tutto nella battaglia di Waterloo del 1815 → Napoleone viene definitivamente esiliato a Sant'Elena dove morirà nel 1821; la Francia deve pagare pesanti indennizzi di guerra e cedere alcuni territori.
La Restaurazione
Il Congresso di Vienna firmato nel 1815 si basa sul principio di legittimità (tornare a prima 1789):
- La Russia ingloba Polonia e Finlandia;
- La Prussia ottiene a est Posnania e a ovest territori renani del regno di Vestfalia;
- L'Austria riprende i territori persi (Tirolo, Slovenia, Croazia, Dalmazia) e aggiunge il Regno Lombardo-Veneto, cede Paesi Bassi austriaci che con l'Olanda formano il Regno dei Paesi Bassi;
- Si forma la Confederazione Germanica (Ovest Prussia, Vienna, Boemia, Hannover, Sassonia);
- In Spagna e nel Regno delle due Sicilie tornano i rispettivi Borbone: Ferdinando VII e I.
- In Italia il Regno di Sardegna prende Savoia, Nizza e Genova, ritorna lo Stato della Chiesa.
Le soluzioni adottate sono soprattutto in chiave antifrancese: intanto in Francia era tornato il re, Luigi XVIII; il ministro Talleyrand sarà abile nel ridurre le sanzioni alla Francia. Dal congresso inoltre, basate sul principio dell'equilibrio, nascono due alleanze:
- Santa Alleanza: Austria, Russia, Prussia (e dopo anche Francia, Regno di Sardegna, Paesi Bassi, Svezia);
- Quadruplice Alleanza: Gran Bretagna, Austria, Russia, Prussia.
Tornano le rivoluzioni (1820-31)
Il primo ciclo rivoluzionario (1820-25) ha le caratteristiche di diffondersi tramite giornali e pamphlets, seguono una direttrice dall'America latina fino alla Russia, si usano colpi di Stato ad opera di militari e nobili/borghesi spesso riuniti in società segrete, i temi sono l'indipendenza e la sovranità nazionale; tuttavia spesso i gruppi finiscono per spaccarsi al loro interno.
Nelle colonie spagnole dell'America del Sud l'élite creola è sempre più insofferente verso il prelievo fiscale della madrepatria e così sfrutta la conquista napoleonica della Spagna per recidere i legami.
Nel 1811 infatti c'è l'indipendenza della Repubblica del Venezuela. Negli anni successivi gruppi ribelli si formano in tutta l'America Latina, a nord guidati da Bolivar e a sud da De San Martin, e ottengono l'indipendenza: Argentina, Cile, Gran Colombia (1816-19). Nel 1821 anche Messico e poi il Perù. Anche il Brasile si stacca dal Portogallo. Questi gruppi erano sostenuti dai britannici che in cambio volevano un diretto rapporto commerciale: alla fine però in questi Paesi il sogno di un'America Latina unita svanisce e anzi gli Stati si frantumano ulteriormente e si trasformano in dittature personali guidate da vari generali.
In Spagna la Costituzione del 1812 in chiave antinapoleonica viene, nel 1814, revocata da Ferdinando VII: molti ufficiali e soldati si sentono traditi e così nel 1820 a Cadice, in procinto di partire per sedare le rivolte in America, si ribellano chiedendo il ripristino della Costituzione. Il movimento però si dimostra disunito e con l'intervento della Santa Alleanza tutto torna come prima.
Nel Regno delle due Sicilie nel 1820 gruppi carbonari capeggiati da Luigi Minichini e gruppi di soldati del Reggimento capeggiati da Michele Morelli e Giuseppe Silvati guidano un'insurrezione che chiede la Costituzione. Sempre nel 1820 in Piemonte gruppi carbonari fanno scoppiare ad Alessandria un'insurrezione che poi si propaga a Torino (l'obiettivo finale era muovere guerra all'Austria): il reggente Carlo Alberto concede la costituzione ma poi il re Carlo Felice la sconfessa. Intanto reagisce l'Austria che nel 1821 riporta alla normalità sia Torino sia Napoli.
Nel Peloponneso scoppia un'insurrezione antiottomana che porta nel 1822 all'indipendenza della Grecia: Regno Unito, Francia e Russia decidono di garantirne l'autonomia che viene riconosciuta nel '29 anche dall'Impero ottomano; Grecia governata da un re tedesco senza però una costituzione.
Il secondo ciclo rivoluzionario (1830-31) oltre a libertà e nazionalismo è contraddistinto da spinte rivoluzionarie, da manifestazioni in piazza e da scontri per le strade con le forze pubbliche.
In Francia il nuovo re Carlo X si mostra dispotico sospendendo libertà di stampa e sciogliendo la Camera: il popolo reagisce con barricate per le strade di Parigi; è guidato da Thiers e Mignet i quali, timorosi di una nuova rivoluzione, acclamano come capo il cugino del re Luigi Filippo d'Orléans. Carlo abdica in suo favore e così la Francia nel 1830 diventa una monarchia costituzionale.
Il Belgio (ex Paesi Bassi austriaci) è cattolico, parla francese e vuole una politica protezionistica; mentre l'Olanda parla olandese, è calvinista e vuole una politica liberale → L'unione tra queste due realtà nel Regno dei Paesi Bassi si rivela fallimentare: scoppia la rivolta in un teatro di Bruxelles (a seguito di un'opera teatrale che narra di Masaniello) che porta nel 1830 all'indipendenza del Belgio, riconosciuta dalle altre potenze e posto sotto il regno di un principe tedesco.
Anche la Polonia tenta di insorgere contro lo Zar Nicola I ma tutto viene represso nel 1831.
In Italia, tra i Ducati padani e lo Stato della Chiesa, due congiurati, Enrico Misley e Ciro Menotti, con l'aiuto del duca di Modena tentano un'insurrezione ma quest'ultimo li tradisce: scoppia ugualmente la rivolta e porta alla formazione nel 1831 dello Stato delle Province unite Italiane: ma il governo austriaco stronca rapidamente tutto e Menotti e Vincenzo Borelli vengono giustiziati.
Il Risorgimento italiano
Il Romanticismo con le sue opere artistiche rielabora il mito della nazione. In Italia importanti le opere nazional-patriottiche di menti come Berchet, Leopardi, Pellico, Verdi, Manzoni e molti altri. La comunità italiana inizia ad essere concepita come una realtà legata da fattori biologici (sangue) e culturali (storia, lingua, religione). Ed è proprio la religione che si fonde con questa ideologia concependo la figura dell'eroe nazionale simile a Cristo (o dell'eroina simile alla Vergine): il sacrificio di questi eroi in quella che è una guerra santa è paragonato al martirio cristiano.
Nell'universo democratico spicca Giuseppe Mazzini. Dopo aver partecipato a moti carbonari a Genova, in esilio a Marsiglia fonda nel 1831 la Giovine Italia. L'obiettivo è una nazione “una, indipendente, libera, repubblicana”. Forte la componente religiosa nel suo messaggio ma anche numerose promesse pratiche su redistribuzione delle ricchezze e lavori pubblici. Dopo un primo tentativo fallito nel '33, l'anno successivo ne organizza due (invadere la Savoia e insorgere a Genova) ma falliscono entrambi (vi partecipa anche un giovane Garibaldi). A Berna Mazzini fonda la Giovine Europa ma anni più tardi...
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