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Riassunto esame psicologia generale

Appunti di psicologia generale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Adenzato dell’università degli Studi di Torino - Unito, facoltà di lettere e filosofia, Corso di laurea in scienze della comunicazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicologia generale docente Prof. M. Adenzato

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! Prosopoagnosia (tipica dei cani) : incapacità di riconoscere correttamente i volti, ma di vedere

tutto il resto (colori, forme)

Teoria di specializzazione funzionale :

I sistemi celebrali visivi sono sistemi altamente specializzati, all’interno dei quali singoli neuroni

sono organizzati in “assemblee neurali” che hanno un’alta specificità (cioè ognuna tratta

specifiche informazioni visive, ma non altre)

Nella corteccia celebrale si parla dunque di “specialità di dominio” : colori, forme e movimento

vengono elaborate in aree distinte.

Funzionamento mente / cervello :

(1982, Ungerleider e Mishkin ipotizzano l’esistenza di vie visive anatomicamente diverse)

Via dorsale (Via del Where) :

- è una via che si dice “occipitoparietale”, che parte dai

lobi parietali e proietta le informazioni a livello della corteccia parietale.

E’ la parte più alta, parte dalla V1 (parte della corteccia primaria) ed arriva al lobo

parietale.

E’ per lo più implicata nell’elaborazione della posizione spaziale : localizza dove si

trova un oggetto nello spazio.

Via centrale (Via del What) :

- è una via che si definisce “occipotemporale”, che

coinvolge le aree visive e le aree temporali.

E’ l’era più bassa che va verso il ventre : parte da V1 ed arriva al lobo temporale.

E’ responsabile dell’analisi degli attributi “non spaziali” degli oggetti e permette di

riconoscere un oggetto in quanto tale .

Quest’aria è strettamente legata con la memoria a lungo termine (magazzino delle

conoscenze del mondo).

Queste due vie lavorano in parallelo, ad esempio “io riconosco una bottiglia “ (what is it?) e “la

afferro” (where is it?)

1192, Goodale e Milner presentano una nuova prospettiva :

Essi concordano sull’esistenza di queste due vie parallele ed indipendenti tra loro, ma

specificano che queste due vie analizzano lo stesso materiale visivo per scopi differenti: in

questo modo “where” e “what” scompaiono.

- Via dorsale (non consapevole e legata al Bottom Up) : è la via che prende il nome di

“percezione per l’azione” e che permette di programmare la mia azione in relazione

al mio costrutto percettivo (se una bottiglia è troppo distante, non mi avvicino per

afferrarla perché non arrivo). Quest’azione è anche detta egocentrica, in quanto

l’uomo è soggetto e protagonista.

- Via ventrale (consapevole, in quanto legata alla memoria ed al riconoscimento, Top

Down) : è la via della “percezione per il riconoscimento”

! Doppia dissociazione : descrive due sistemi indispensabili, ma indipendenti l’uno

dall’altro,c he interagiscono tra loro pur essendo funzioni specialistiche differenti (in mancanza

di una l’altra può avvenire ugualmente).

Si ha un quadro neuropsicologico, cioè un quadro di persone che hanno problemi specifici a

certe aree del cervello.

Si chiama in questo modo, in quanto dati due gruppi di persone (gruppo 1 e gruppo 2) si nota

ciò : - COMPITO A : riconosco una bottiglietta (Via ventrale)

- COMPITO B : afferro la bottiglietta (Via dorsale) atassia ottica

Gruppo 1 : compito A permetto, ma compito B impossibile, a causa dell’ (disturbo

neuropsicologico : lesione alla via dorsale che porta ad avere grandi difficoltà ad interagire con

i nostri giudizi percettivi, come l’orientamento)

[Io so cosa è una bottiglia e la riconosco, ma non riesco ad afferrarla] agnosia visiva

Gruppo 2 : compito A impossibile, ma compito B permesso, a causa dell’

(disturbo neuropsicologico : lesione alla via ventrale che porta a grandi deficit nei giudizi

percettivi, per la quale non si è in grado di riconoscere le caratteristiche di un oggetto, pur

conoscendolo)

[Io so cosa è una bottiglia, ma non riesco a riconoscerla]

L’illusione dei cerchi :

Due dischi uguali vengono giudicati di dimensioni diverse, tuttavia solo attraverso il gesto di

prensione (afferro l’oggetto con pollice ed indice) è possibile comprendere la loro vera

grandezza.

L’illusione è dunque causata dalla via ventrale, la quale ingannata, mal interpreta gli attributi

degli oggetti.

Blindsight (visione cieca parziale o totale) :

Ne soffre chi ha un danno celebrale alla corteccia primaria V1. Il suo apparato periferico è

dunque intatto, ma a causa dei problemi alle strutture occipitali non possono vedere il mondo.

La memoria :

La nostra conoscenza è dovuta alla nostra memoria a lungo termine, mentre la nostra

psicologia è legata alla memoria a breve termine.

- Effetto frequenza : manifestazione della memoria a lungo termine (Essa dona la

capacità di acquisire informazioni e recuperarle nel corso del tempo)

Effetto recenza :

- manifestazione empirica della memoria a breve termien

Effetto Plateaux :

- vi è un problema di interferenza, ci sono parole inutili che

interferiscono nei nostri pensieri.

Modello multimagazzino di atkinson e shiffrin (1968) :

Ci sono dei processi trasversali sia della memoria a breve che a lungo termine:

CODIFICA :

- processo attraverso il quale trasformiamo in rappresentazioni mentali più

o meno permanenti ciò che percepiamo e inseriamo le nuove informazioni nel

contesto delle informazioni precedenti .

E’ un processo molto attivo, neurobiologico: una semplice informazione entra nel

nostro sistema, viene aggiunta e registrata assieme ad una rete fitta di altre

informazioni. Questa viene chiamata fase di registrazione di un evento sotto

forma di schema, immagine o concetto: esso riguarda quindi la modalità con cui

un'informazione è immagazzinata o rappresentata in un sistema di memoria. Esso è

molto importante in quanto se la soglia di attenzione prestata allo stimolo non è

sufficiente, ecco che l’informazione può esser codificata in maniera confusa.

IMMAGAZZINAMENTO :

- processo che permette di conservare le informazioni nella

memoria per un tempo più o meno lungo. L’engramma è un insieme di neuroni che

codificano per determinati stimoli e quando sono eccitati dall’esterno o dal nostro

flusso di pensiero possono permettere la rievocazione ad esempio di dove è stata la

prima volta che sono andata ad un concerto.

Un engramma è un ipotetico elemento neurobiologico che consentirebbe alla

memoria di ricordare fatti e sensazioni immagazzinandoli come variazioni biofisiche

o biochimiche nel tessuto del cervello e di altre strutture nervose. Un engramma è

perciò una sorta di traccia mnemonica che si organizza nel sistema nervoso come

conseguenza di processi di apprendimento e di esperienza.

RECUPERO :

- processo che riporta alla mente le informazioni precedentemente

codificate e immagazzinate. Rievocazione, che corrisponde alla capacità di

riconoscere e ricordare un'informazione in un secondo tempo.

In fase di codifica l'informazione potrà essere riorganizzata, ricostruita, reintegrata sulla base di

conoscenze pregresse del sistema, per favorire la ritenzione e il successivo recupero.

Quando un qualsiasi fattore (tecnico/meccanico ad esempio sistemi di memoria fisici, disturbi

attentivi) influisce con le fasi di codifica o di ritenzione o recupero può verificarsi una perdita di

informazione, la cui entità potrà variare nel tempo ( perdita temporanea o permanente).

Memoria sensoriale :

In mezzo alla rappresentazione che noi ci facciamo del mondo ci sono gli organi di senso. Essi

lavorano in un modo particolare, e tracciano per pochi millesimi di secondo fino a qualche

secondo lo stimolo sensoriale. Ad esempio se spegniamo tutte le luci e diventa tutto buio, poi

nella sala uno accende una sigaretta, quello che noi vediamo è una striscia di luce se il

soggetto si muove. Questo succede perché la nostra

percezione visiva, prima di diventare rappresentazione mentale, ha una fase intermedia che è

quella di un registro sensoriale, sono degli stimoli che per pochi millesimi di secondo hanno

colpito i nostri recettori.

Si può così parlare di registro ecoioco o iconico:

registro ecoioco

- Il ha a che fare con l’udito e la traccia amnestica : permane senza

che noi facciamo nulla per circa 2 secondi.

Le tracce sono talmente labili che man mano che arrivano altre informazioni

dall’ambiente vengono tranquillamente cancellate. Questo ha a che fare con la

maggiore probabilità di riconoscimento (e questo è facilitato se la traccia rimane per

un po’ di tempo).

registro iconico

- Il ha a che fare ad esempio con la percezione della sigaretta (quanto

è stato spiegato prima, quindi quando percepiamo una scia) : magazzino sensoriale

visivo.

La memoria a breve termine (mbt) :

La memoria a breve termine è soggetta a rapido oblio in assenza di reiterazione (ripetizione):

informazioni tenute per un tempo limitato. Il tempo entro cui una traccia va incontro all’oblio

nella memoria a breve termine se non viene reiterata è 15/20 secondi. Essa è infatti un

magazzino transitorio che tratta tutte quelle informazioni che non necessariamente richiedono

una codifica e un immagazzinamento a lungo termine.

Un’altra caratteristica della memoria a breve termine è che è un magazzino a capacità

limitata : ci si dimentica in fretta perché non può gestire tutto nello stesso momento.

Chunks : Processo

di Chunking : costruzione di raggruppamenti di informazioni di unità complesse coese.

(Ad esempio il nostro numero di cellulare per noi non è la somma di cifre ma un intero Chunk).

Il chunk appartiene alla memoria a lungo termine: e’ la nostra conoscenza organizzata in unità

di significato. Quello che differenzia una persona dall’altra non è la capacità della memoria a

lungo termine, ma l’organizzazione nella memoria a lungo termine della nostra conoscenza (in

sostanza, ciò che ci differenzia è la grandezza dei Chunk).

! La memoria a breve termine (così come quella a lungo) è un muscolo che può essere

allenato. Per alcuni è più semplice, per altri no. E’ quella che mi mette in relazione con il

mondo, quindi è il mio presente psicologico. Fa il mediatore tra il mondo e la mia storia, tra la

mia memoria e quello che sono e quello che sta succedendo adesso.

Memoria di lavoro : Alan

Baddeley è un ricercatore,psicologo britannico che più di ogni altro ha lavorato sulla memoria

di lavoro (working memory). Egli ha appunto detto che quella che chiamiamo memoria a breve

termine è il presente psicologico, mentre la memoria di lavoro è un sistema seriale organizzato

in almeno 3 sottosistemi. (esecutivo centrale,c iclo fonologico, taccuino visuo spaziale)

- Esecutivo centrale :

E’ un sistema neurobiologico che supervisiona ciò che sta accadendo, quindi

coordina la mia interazione con l’ambiente sia esterno che interno (il mio flusso di

pensiero). Abbiamo a che fare con un sistema che dirige l’attenzione

e interagisce direttamente con la memoria a lungo termine. L’azione (ciò che una

persona fa) può avere sostanzialmente due modalità di manifestarsi: una automatica

(non è richiesta attenzione, perché ho fatto talmente tante volte questa cosa che

sono abituato) e l’altra controllata (necessito di maggiore attenzione).

! Sindrome esecutiva: persevera il suo comportamento, non è in grado di coordinare le

informazioni dell’ambiente con le informazioni della memoria a lungo termine.

Ciclo fonologico

- (oppure Loop articolatorio) :

si occupa di un altro tipo di informazioni (fonologiche);ed è un sistema che si evolve

appunto con l’evoluzione del linguaggio.

Esso svolge la funzione della percezione linguistica diretta (cpmprendo la parola

dita), ma anche della produzione linguistica (mi esprimo con delle parole). Contiene

e gestisce le informazioni di natura fonologica, ma non la rappresentazione

dell’informazione. Questo ciclo è a sua volta distinto in un magazzino ed un processo

articolatorio. Il magazzino fonologico mantiene l’informazione relativa al linguaggio,

mentre il controllo articolatorio è quella dimensione più legata al linguaggio interno

(non è un vero e proprio linguaggio, non dipende dal movimento dei muscoli).

Taccuino per gli appunti visuo spaziali

- (visualsketchpad) :

abbiamo delle aree del cervello che fanno un’operazione specificamente legata alle

informazioni visuospaziali presenti nell’ambiente.

Questo è un sistema che si occupa di altre informazioni, tiene attivo un altro tipo di

traccia, ovvero manipola le informazioni visuospaziali (anche in questo caso non ce

ne rendiamo conto perché va al di là della nostra consapevolezza).

Essendo un sistema visuospaziale, ad esempio una persona nata cieca ha un

problema relativo solamente al codice visivo ma il suo taccuino degli appunti

visuospaziali funziona perfettamente, tantoché una persona cieca ha una capacità di

orientarsi nello spazio che può anche essere superiore a quella degli altri. Riesce a

gestire molto più adeguatamente la traccia spaziale, ma non quella visiva.

:

Il taccuino ha due elementi fondamentali cache e scribe

Memoria a lungo termine (mlt) :

La memoria a lungo termine è un sistema che viene viene considerato l’elemento fondante

della personalità di una persona : noi siamo la nostra memoria (a lungo termine).

E’ un sistema estremamente complesso, la cui capacità è illimitata, ovvero un sistema

neurobiologico in cui non cessa mai la capacità e la possibilità di apprendere nuove

informazioni. La traccia amnestica può essere più o meno

facile da recuperare : successivamente ad un processo di codifica le informazioni possono

essere ricordate per giorni, mesi o anni (informazioni di cui non siamo necessariamente

consapevoli: passato psicologico).

La memoria a lungo termine è a sua volta un sistema composito, ed è organizzato in due

grandi sottosistemi :

- Il sistema della memoria a lungo termine procedurale (implicita) :

Ha a che fare con ciò che le persone sono in grado di fare livello motorio, quindi con

l’azione (so sciare): è la capacità di sapersi muovere nel mondo.

E’ procedurale perché ha a che fare con le procedure (imparare a sciare) ed è

implicita perché è una cosa che si può dire (ad esempio “so sciare”), ma nel

momento in cui sto compiendo l’azione (es sto sciando) sto utilizzando un sistema

di memoria a lungo termine procedurale.

E’ in buona misura automatica, richiede poco attenzione. Non si può dire se è vera o

falsa da parte del soggetto, poiché contenuti si esprimono traducendosi

direttamente in comportamenti, senza passare per la coscienza.

La perdita di questo tipo di memoria rende difficili attività quotidiane come il vestirsi

e il lavarsi.

- Il sistema della memoria a lungo termine dichiarativa (esplicita) :

E’ la memoria che è mediata dal linguaggio, quindi la possibilità almeno potenziale

di poterne parlare. Ad esempio se da piccolo mi sono allontanato dal luogo in cui

sono cresciuto posso avere grosse difficoltà a parlare di quella mia esperienza (non

difficoltà emotive ma proprio di accedere a quei ricordi. Quando però nell’ambiente

“Cue”

si presentano i (Stimoli rilevanti) che ci permettono rapidamente di recuperare

quell’informazione allora ne posso parlare, anche se può essere difficile.

In questo sistema, a differenza di quello precedente, possiamo dire se esiste il vero o

falso ma non fisico, bensì, fenomenico. ( quindi non nel senso “è vero siamo nell’aula

di palazzo nuovo”, ma quello che io credo del mondo. Ad esempio “io credo che mia

moglie sia fedele” ma potrebbe non essere vero” ). Qui sono maggiori sia le risorse

attentive , sia la necessità di coinvolgimento consapevole (perché è mediata dal

linguaggio).

! La memoria a lungo termine dichiarativa si divide a sua volta in due sottosistemi

fondamentali :

- Memoria episodica : viene anche chiamata da alcuni autori “memoria

autobiografica” e ha a che fare con episodi del soggetto.

E’ una memoria che ha la caratteristica della dimensione spazio-temporale cioè i

ricordi che appartengono a questo tipo di memoria sono collocati nello spazio e nel

tempo (ad esempio il primo bacio che ho dato).

- Memoria semantica : ha a che fare con la conoscenza che abbiamo del mondo,

una conoscenza più astratta che non ha una connotazione spazio-temporale.

E’ una conoscenza che abbiamo delle parole, di un concetto (ad esempio questa

mattina ho fatto colazione).

La sindrome amnesica :

Con il termine “sindrome” s’intende costellazioni sintomatologiche, ovvero un insieme di

sintomi, la cui contaminante manifestazione dà vita ad un certo specifico quadro clinico. Se

diciamo quindi sindrome amnesica, si sta parlando di una costellazione di sintomi che

caratterizza un deficit acquisito della memoria a lungo termine. Per manifestarsi, le lesioni

devono essere diffuse ad aree cerebrali tra loro molto vicine.

! Approccio sindromico : significa andare a cercare i sintomi che caratterizzano una certa

configurazione clinica e se li riconosco allora so di che cosa mi sto occupando e come agire.

Quando parliamo di sindrome amnesica è bene, fin da subito, fare una netta distinzione, tra

amnesia anterograda e retrograda. Immaginiamo ad esempio T0 il giorno dell’intervento

chirurgico. Amnesia anterograda :

- è quella forma di amnesia che caratterizza l’impossibilità di

apprendere nuove informazioni. Dopo l’intervento traumatico o chirurgico, non sono

più in grado di acquisire nuove informazioni.

Amnesia retrograda :

- il paziente non è in grado di rievocare eventi passati. (è il

tempo precedente a T0). Ha a che fare con la difficoltà di recuperare informazioni

precedenti all’evento traumatico.

Nella sindrome amnesica, la memoria a breve termine è preservata, dunque la lesione

sembrerebbe solamente colpire i ricordi passati. Il livello intellettivo è normativo in queste

persone. C’è un’ altissima variabilità, c’è un gradiente temporale.

Fondamentalmente ci sono due danni cerebrali che possono produrre sindrome amnesica : il

danno ai lobi temporali (all’ippocampo) ed il danno ad altre strutture ad esse connesse, le

cosiddette strutture del diencefalo (soprattutto i corpi mammillari e il nucleo dorso mediale del

talamo.)

Sindrome di korsakoff :

La sindrome di Korsakoff è una malattia gravissima e irreversibile dovuta ad una distruzione

della tiamina, una vitamina (nutriente) fondamentale per il diencefalo: essa a causa

dell’alcoolismo non viene assunta o viene distrutta metabolicamente.

Così si ha un progressivo deficit dei corpi mammillari e delle strutture talamiche che vengono

totalmente distrutte (è per questo che è irreversibile). Con il tempo sono coinvolte anche le

strutture di tipo frontale, temporale ecc

Fin da subito, chi ne soffre ha, oltre a tutto il quadro sindromico descritto (amnesia retrograda e

anterograda) una buona memoria a breve termine e un livello intellettivo preservato nei limiti

di quello che si può misurare indipendentemente dalla memoria.

Quindi tutto rimane ma si hanno anche due condizioni cliniche molto complicate : anosognosia

e confabulazione.

Anosognosia :

- quando non hanno consapevolezza del proprio quadro clinico (le

persone che hanno anasognosia non si rendono conto di avere dei problemi, quando

in realtà li hanno e sono gravissimi).

Confabulazione :

- è caratterizzata dall’invenzione di sana pianta di eventi episodici a

supporto dell’esperienza fenomenica della persona (hanno bisogno di dare un senso

alla propria situazione inventando fatti o storie).

L’ attaccamento :

Quando si parla di attaccamento, ci si riferisce fondamentalmente ad un autore in particolare:

John Bowlby, uno psicologo e psicanalista britannico che ha elaborato la teoria

dell’attaccamento interessandosi particolarmente agli aspetti che caratterizzano il legame

madre-bambino e quelli legati alla realizzazione dei legami affettivi all’interno della famiglia.

Alla fine della seconda guerra mondiale, egli ebbe un incarico da quella che poi sarebbe

diventata l’organizzazione mondiale della sanità: l’incarico era gestire i bambini orfani di guerra

e che si comportavano in un modo molto particolare (si lasciavano morire nonostante gli

vengano fornite tutte le cure fisiche necessarie). Egli decise di studiare questo fenomeno e fece

delle ricerche. Individuò una tendenza innata a base biologica a ricercare la

vicinanza cognitiva di una figura di riferimento ogni qual volta ci si senta in una soggettiva

condizione di fragilità, di paura, a disagio.

La teoria dell’attaccamento si basa quindi sull’idea che esista un sistema neurobiologico

 a base innata che mette una persona nella condizione di chiedere aiuto al suo punto di

riferimento quando è in una situazione di disagio.

Esperimento : si alleva una scimmietta in cattività e si può fare in modo che essa familiarizzi

con due scimmie finte (una in grado di nutrire il piccolo, e l’altra che non è in grado di nutrire il

cucciolo ma è solo una scimmia molto pelosa che riproduce le caratteristiche fisiche di una

scimmia molto morbida e calda). Ovviamente vivendo in queste condizioni una scimmia,

quando ha fame va da quella che può nutrirla. Però ad un certo punto si può creare una

situazione in cui la scimmietta si spaventa, ha paura (ad esempio facendo entrare un serpente)

e d’istinto andrà subito dalla scimmietta accogliente, calda, morbida

Quello che sottolinea John Bowlby è che a differenza di quello che si è sempre creduto in

psicologia e soprattutto nella psicanalisi, in realtà non è vero che il legame affettivo primario

(l’amore tra il figlio e la madre) sia un amore mediato, ma è un amore diretto: non dipende dal

fatto che tu nutri o meno tuo figlio, ma il figlio è predisposto biologicamente a costruire un

legame affettivo con la propria madre. Il problema non è di per sé il nutrimento, ma

deve avere una figura stabile che fornisca in modo sensibile conforto o cura in caso di bisogno.

Il sistema di attaccamento, quindi, è un sistema neurobiologico che ha inizialmente una

componente di natura procedurale (il bambino nasce già sapendo cosa deve fare, se ha paura

piange e così via).

Accudimento : Questo

sistema evolve filogeneticamente con un sistema che viene chiamato di accudimento, cioè

l’adulto è incrine biologicamente a occuparsi di un cucciolo che gli chiede aiuto. Il problema di

Bowlby è capire come mai le cose non vanno sempre così.

Esempio : io sono un bambino che inizia a gattonare e mamma è in cucina che sta facendo il

ragù. Sono nella mia stanzetta, faccio cadere qualcosa, mi spavento e inizio a piangere. Questa

è la situazione in cui il sistema di attaccamento si attiva; quel pianto è la manifestazione di una

richiesta di aiuto. Il bambino non ha una rappresentazione esplicita inizialmente del fatto che

piange perché ha bisogno di aiuto ma è qualcosa che ci regala la natura, permette ad una

persona che è dall’altra parte di avvicinarsi. Se mamma viene da me, smetto di piangere, e il

sistema di attaccamento si disattiva . Perciò significa che si disattiva ogni qualvolta che viene

soddisfatto il suo mandato biologico, e qualcuno si occupa di me.

Modello operativo interno :

Esso ha a che fare con la modalità in cui il genitore risponde alle mie richieste di aiuto. Di fatto

sono memorie (tracce amnestiche) e aspettative (d esempio “cos’ha fatto mia mamma l’ultima

volta che ho pianto?” quindi ho delle aspettative).

Questi modelli pur essendo molto diversi, si possono studiare tramite la strange situation

(situazione insolita), una procedura sperimentale che si articola in diverse fasi.

C’è un momento che si chiama di separazione e l’altro che si chiama di ricongiungimento.

Esperimento strange situation :

Si è in una stanza confortevole per il piccolo, dove ci sono dei giochi per terra e le pareti

disegnate. Nella stanza ad accogliere il bimbo con la propria madre c’è uno sperimentatore.

La strange situation si fa con bambini dai 12 ai 18 mesi. Dopo che il bambino viene messo nella

condizione di familiarizzare con l’ambiente, lo sperimentatore dice alla madre di uscire dalla

stanza. (in ogni caso riesce a vedere quello che succede da fuori): questo è il momento della

separazione. Il bambino ovviamente si mette a piangere, si sente a disagio, ha a

che fare con uno sconosciuto. Questo si manifesta perché si attiva il sistema di attaccamento.

Poi, passato poco tempo bisogna far tornare la mamma nella stanza. Questa fase si chiama

ricongiungimento. Secondo la teoria dell’attaccamento, una volta che la madre entra in

camera, il sistema si disattiva e il bambino ricomincia a giocare e prova gioia.

Secondo questo esperimento i bambini possono essere classificati in 3 gruppi, in base al modo

di rispondere a questa situazione.

Pattern a (pattern evitante) :

- c’è una coerenza di comportamento. La mamma esce

dalla stanza e il bambino non piange, sembra completamente disinteressato

all’accaduto e quando lei rientra lui continua ad essere completamente

disinteressato, anche se lei prova ad avvicinarsi. Per questo si chiamano bambini

evitanti: essi non guardano negli occhi la madre. [Se ne frega davvero della

mamma? La risposta è No. In realtà il suo sistema non è disattivato, anzi è attivato

ma non lo mostra. Bisogna quindi dimostrare che è attivato, e lo si fa ad esempio

misurano i suoi parametri psicofisiologici per esempio prendendo il battito cardiaco.]

Pattern b (circa il 55% dei bambini) :

- sono i cosiddetti bambini SICURI: la mamma

esce dalla stanza, inizia a piangere, si arrabbia. Quando la mamma torna, si fa

prendere in braccio, e dopo un po’ smette di piangere.

! Alessitimia: incapacità di riconoscere le proprie emozioni e di comunicarle verbalmente.

Pattern c :

- Sono i cosiddetti bambini RESISTENTI, perché resiste a tutte le

manifestazioni comportamentali di accudimento della madre: la mamma esce dalla

stanza e il bambino inizia a piangere; quando lei torna dalla stanza lui continua a

piangere, quindi non disattiva il sistema di attaccamento. Perciò durante la

separazione il bambino attiva il sistema neurobiologico di attaccamento

esattamente come tutti i bambini sicuri ma poi non lo disattiva. Lui continua a

piangere nonostante lei lo prenda in braccio.

! La cosa importante da sapere è che i bambini sicuri sono la maggioranza. Sia i bambini

evitanti, sicuri che resistenti sono detti organizzati, perché hanno un’organizzazione stabile che

si manifesta nel momento in cui si attiva il sistema di attaccamento. Il pattern è dunque

qualcosa di organizzato, quindi il quarto non può essere considerato un pattern in quanto è

disorganizzato.

Bambino disorganizzato/ disorientato

- (10/15%) : Quando la mamma esce dalla

stanza il bambino può manifestare comportamenti diversi di volta in volta e anche

contradditori tra di loro.

A seguire vi è…

Adult attachment interview :

Esiste uno strumento scientificamente validato che si chiama adult attachment interview

(aai : intervista sull’attaccamento dell’adulto) :strumento che è stato costruito per la

rilevazione dell’attaccamento negli adulti (si fonda sulla teoria dell’attaccamento di Bowlby,

che pensa che anche nel mondo degli adulti si possa parlare di attaccamento).

E’ un’intervista clinica che si fa sia per motivi di ricerca, che per motivi clinici: è un colloquio

semi strutturato, ovvero un colloquio nel quale io so che devo toccare alcuni punti ma

ovviamente dipende da quello che mi risponde la persona, siccome si parla delle proprio

esperienze infantili (ad esempio episodi traumatici, perciò è molto difficile).

E’ un’intervista che valuta le proprietà formali del linguaggio, la forma che assume il

linguaggio, il pensiero e la memoria di una persona in relazione alle proprie esperienze di

attaccamento. E’ un’intervista clinica molto sensibile che, quindi, permette di capire attraverso

lo studio formale del linguaggio utilizzato durante l’intervista , dal modo in cui è organizzato

questo discorso e dal modo in cui si accede alle proprie memoria lo stato della mente che io ho

(quindi anche la predisposizione che ho ad accudire).

1) C’è un momento che consiste nel chiedere al soggetto di descrivere con 5 aggettivi il

proprio rapporto con ognuno delle due figure genitoriali. Ad esempio “il mio rapporto

con papà è splendido etc” (altri 4 aggettivi).

2) Poi gli chiedo di farmi un esempio per farmi capire cosa intende con ‘rapporto

splendido’, e lui mi dice “perché quando prendevo un brutto voto a scuola mi picchiava

per farmi capire che per il mio bene non era la cosa giusta da fare ma dovevo studiare e

io quando mi puniva, capivo”.

Chiedendo al soggetto di dirmi 5 aggettivi e di parlare del rapporto con mamma e papà

 abbiamo sollecitato la memoria semantica, descrivendo il mondo, il richiamo. Mentre nel

momento in cui invece chiedo di fare un esempio per farmi capire sto sollecitando la

memoria episodica.

! Ogni qual volta ci siano degli elementi che fanno pensare ad una mancata differenza o

addirittura un’incapacità di rievocare eventi episodici a sostegno di natura semantica, è

probabile che ci sia un problema di tipo clinico.

Qua c’è quella che viene chiamata trasmissione intergenerazionale del pattern di

 attaccamento che è dimostrabile scientificamente: il tipo di bimbo che sono stato fa

prevedere il tipo di genitore che sarò.

L’adulto dismissing :

- è sostanzialmente un adulto che tende a svalutare il bisogno

umano di pure attenzioni. Si ha a che fare con un adulto che ha una

rappresentazione mentale rispetto al tema dell’attaccamento di tipo svalutante,

quindi questi sono i genitori dei bambini evitanti (“devi sapertela cavare da solo”).

L’adulto free :

- è libero di riflettere sulle proprie esperienze di attaccamento (facile

accesso alle proprie esperienze del passato). Il bambino è di tipo SICURO. Sono

adulti percepiti come base sicura, ovvero quella persona che permette l’esplorazione

garantendo mentalmente ad un’altra persona che nel momento del bisogno ci sarà.

(“ti voglio bene per ciò che sei e non per ciò che fai”).

L’adulto entangled (immischiato):

- Si ha a che fare con una situazione in cui l’adulto

non ha ancora chiaro che valore dare alle proprie esperienze di attaccamento. Esso

trova traumatico riflettere sulle proprie esperienze di attaccamento.

L’adulto disorganizzato (profilo un-resolved cioè non risolto):

- che porta una totale

incoerenza durante l’intervista. Sono persone impegnate nell’elaborazione di eventi

traumatici che riguardano la propria infanzia: il bambino disorganizzato chiede aiuto,

ma si trova in una situazione in cui colui che dovrebbe aiutarlo e confortarlo è

proprio lo stesso che lo spaventa.

! Nella testa di un bambino evitante (che ha un genitore dismissing all’80%) c’è il pensiero che

lui non sarà mai amato per ciò che è ma che l’amore dei suoi genitori lo conquisterà con la

fatica. Il genitore può anche essere molto presente fisicamente, ma non psicologicamente ed

emotivamente.

Il bambino sicuro , invece, (che ha un genitore free all’80%) percepisce se stesso come una

persona di valore che è degna di essere amata per ciò che è e non per ciò che fa.

Per il bambino resistente invece, la figura di riferimento è imprevedibile : a volte è presente

quando è necessario, quando il bimbo ha bisogno, ma a volte si manifesta con forme di

accadimento non richieste oppure che a volte non le fornisca proprio. Questo crea ansia al

bambino 8che continua a piangere).

Per il bambino disorganizzato, la figura che dovrebbe dargli conforto è anche colei che lo

spaventa. Il sistema neurobiologico dell’attaccamento è evoluzionisticamente

predisposto a chiedere aiuto a qualcuno che mi aiuti quando sono in difficoltà, ma il bambino

non sa più cosa fare perché si rende conto che sta chiedendo aiuto proprio alla stessa persona

che l’ha messo in difficoltà. Quindi nella strange situation il bambino si paralizza, ed è la stessa

cosa che accade in natura quando sono in una situazione seria di pericolo.

[I modelli operativi interni che io manifesto già a 12 mesi non sono necessariamente stabili nel

corso della vita, possono modificarsi.]

Distinzione tra estrazione di informazioni e comunicazione:

Quando noi parliamo con qualcuno, di fatto colpiamo il suo cervello. In questo modo i sistemi

mente-cervello si incontrano.

Si lavora generalmente su gruppi di persone per comprendere meglio questo concetto.

Se ad una persona aracnofobica faccio vedere una foto di un ragno e poi di una farfalla

ovviamente la reazione guardando le due foto è diversa. Questa persona ha una particolare

attività metabolica particolarmente sregolata in una certa area del cervello. In caso contrario se

ad una persona che non è aracnofobica faccio vedere le due fotografie, non si nota nessuna

differenza nell’attivazione del sistema. Questo perché la mente è un processo estremamente

soggettivo.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara.felletti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Adenzato Mauro.

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