1. Definizioni e tipologie di processi aziendali
Prima di addentrarci nel cuore dell’elaborato ci soffermiamo su alcuni aspetti definitori che ci
aiuteranno a comprendere meglio quanto sviluppato nel prosieguo del lavoro.
Prima di tutto è opportuno chiarire cosa si intende per processo. A tal proposito questo
termine, nel corso del tempo ha subito una profonda evoluzione semantica.
Fu Juran tra i primi studiosi ad applicarlo all’area manifatturiera, definendolo “una
combinazione unica di macchine, strumenti, metodi, materiali e persone, organizzati nella
1
produzione" .
Successivamente si è passati ad una visione più ampia, catalizzandosi, non solo sulla
trasformazione fisica degli input, ma anche sull’obiettivo finale del processo, considerando
quest’ultimo come “un insieme di attività organizzate, finalizzate alla generazione dei risultati
2
prestabiliti, partendo dagli input necessari” .
Le definizioni riscontrabili sono numerose ma colgono solo aspetti particolari riferibili al
processo ad appannaggio dello scopo primario di ogni attività aziendale, ossia la produzione di
valore aggiunto per il cliente.
I primi a cogliere con efficacia questo aspetto sono stati Hammer e Champy: i quali affermano
che “un processo è un insieme di attività che, assumendo input di varia natura, produce un output ch
3
esia di valore per il cliente” .
Attualmente non c’è un modo univoco per classificare i processi, in particolare, in letteratura
sono state proposte varie distinzioni relativamente a differenti variabili identificative.
4
Una prima classificazione, fu proposta da Georgakopoulos il quale divide i processi a
seconda della complessità della loro struttura; a tal proposito distinguiamo:
processi scarsamente strutturati caratterizzati da attività da eseguire in sequenza;
processi altamente strutturati caratterizzati da strutture complesse, con cicli, task
eseguiti in parallelo e sincronizzazioni fra attività. 5 , i quali suggeriscono di
Una ulteriore classificazione viene data da Devenport e Short
analizzare i processi in base a tre dimensioni:
in base all’entità, i processi si distinguono in: interorganizzativi, mediante i quali
l’azienda si interfaccia con altre organizzazioni, interfunzionali, che colgono la
1 Cfr. A. Mucelli, Sistemi informativi per il controllo dei processi aziendali, GIAPPICHELLI, Torino;
2 Cfr. A. Tosalli-T. Conti-A. Pettigiani-G. Pettigiani, La qualità nel sevizio, BARILETTI, Roma, 1990, pag.121;
3 Cfr. J. Champy-M. Hammer, Ripensare l’azienda.Un manifesto per la rivoluzione manageriale, SPERLING &
KUPFER EDITORI, New York, 1993, pag.4;
4 Cfr. Batini C.–Santucci G.–Pernici B., Sistemi informativi Vol. II : Modelli e progettazione, FRANCO ANGELI, Milano, 2001;
5 Cfr. A. Mucelli, op.cit., GIAPPICHELLI, Torino 1
interrelazioni tra le varie attività funzionali, interpersonali, costituiti dall’insieme delle
attività svolte da piccoli gruppi di lavoro all’interno di una funzione;
in base al tipo di attività prevalente distinguiamo processi: operativi , che riguardano
la quotidiana esecuzione dei lavori, e manageriali, i cui scopi principali sono la
definizione delle strategie e allocazione delle risorse ai processi operativi;
in base agli oggetti sottoposti a trasformazione si hanno: processi fisici, che creano o
trasformano elementi tangibili e reali, e processi informativi in cui sia gli input che gli
output sono costituiti da intangibles.
Un’ultima classificazione, tra le tante che si trovano in letteratura, può essere quella data da
6
gli analisti che distinguono:
processi ad hoc che sono quelli senza una struttura fissa e ben definita, caratterizzati
da elevata variabilità;
processi amministrativi le cui peculiarità sono la prevedibilità e ripetitività;
processi produttivi i quali sono altamente strutturati e comportano un eleveto nu,ero di
transazioni che accedono a vari sistemi informativi.
Dalle classificazioni sin qui esposte possiamo concludere che il processo che andremo ad
analizzare, ossia quello acquisti-debiti, si può definire come un processo interfunzionale, operativo,
amministrativo e fisico.
2. Modelli di rappresentazione dei processi
Ai fini dell’analisi dei processi aziendale è molto importante rendere visibile, attraverso una
forma schematica, il flusso delle operazioni necessarie per ottenere l’output finale. Tale fase è
definita mappatura del processo.
Le caratteristiche specifiche di tali modelli sono: attività (task), dati/oggetti manipolati,
7
agenti/ruoli, punti di decisione ed eccezioni . 8
Una possibile classificazione dei modelli di rappresentazione dei processi è la seguente :
basati sui dati: sono modelli che enfatizzano il flusso di dati e/o documenti
nell’esecuzione di un processo, esempio classico sono i DFD (data flow diagram)
utilizzati soprattutto nell’ambito della progettazione di sistemi informativi e anche in
quella dei software;
6 Cfr. Batini C.–Santucci G.–Pernici B., op,cit., FRANCO ANGELI, Milano, 2001;
7 Cfr. Batini C.–Santucci G.–Pernici B., ibidem, FRANCO ANGELI, Milano, 2001;
8 Cfr. Batini C.–Santucci G.–Pernici B., ibidem, FRANCO ANGELI, Milano, 2001; 2
basati su attività: ha nno come elemento caratterizzante la descrizione delle attività da
svolgere e la loro sequenza, un esempio è il modello WIDE utilizzato nella
progettazione object oriented tramite UML;
basati su comunicazione: sono quelli che enfatizzano l’interazione tra agenti e le fasi
di negoziazione necessarie nell’esecuzione del processo, un esempio in questo caso è
il modello Action workflow.
Tra i modelli suddetti quelli che useremo, ai fini dello sviluppo del nostro elaborato, sono i
DFD e in particolar modo quelli interfunzionali visto le caratteristiche del processo che andremo ad
analizzare.
3. Il ciclo degli acquisti
Il ciclo che sarà oggetto di studio, meglio conosciuto come ciclo acquisti–debiti, comprende
tutte quelle attività che concernono sia l’acquisizione di quei fattori che verranno impiegati nel
processo produttivo aziendale e, sia tutte quelle attività che concernono il loro conseguente
9
regolamento monetario . Da quanto detto finora possiamo definire il ciclo acquisti-debiti come
l’insieme delle operazioni che, partendo dalla determinazione dei fabbisogni d’acquisto, termina
10
con il pagamento dei fornitori .
In particolare tratteremo del ciclo acquisti-debiti tipico o base, ossia quel ciclo gestionale
11
afferente alla gestione tipica dell’azienda (acquisti di materie prime, semilavorati e merci) .
Si tratta, più che altro, non di un vero e proprio ciclo, ma di un processo costituiti da
sottoprocessi che vengono rappresentati attraverso le fasi strettamente collegate alla gestione degli
12
ordini di acquisto a fornitori e a quelle relative all’evasione degli ordini stessi .
Dalle operazioni relative al ciclo degli acquisti si origina la creazione di un archivio che va ad
13
alimentare una serie di procedure che si possono ricondurre essenzialmente a :
procedura di contabilità generale, attraverso la quali vengono effettuate tutte le
registrazioni a libro giornale;
9 Cfr. Livatino – Pecchiari - Pogliani, Auditing: Il manuale di revisione contabili, EGEA, Milano, 2005, pag. 451;
10 Cfr. Quagli A.-Dameri P.R.-Inghirami I.E., I sistemi informativi gestionali, FRANCO ANGELI, Milano, 2007, pag. 100;
11 Cfr. www.dea.unipi.itdbUtentiEAsguelfidebiti.pdf, 14.05.2008
12 Cfr. R. Battagliero, La gestione ordini fornitori e clienti: l’ottimizzazione dei processi d’acquisto e vendita tramite l’utilizzo
dell’informatica, FRANCO ANGELI, Milano, 1996;
13 Cfr. D. Pradina, Manuale del direttore amministrativo, IL SOLE 24 ORE, Milano, 1998, pag. 322; 3
procedure IVA, attraverso cui l’operazione di acquisto viene registrata sui registri
IVA;
procedura di scadenziario fornitori, mediante la quale si aggiorna la posizione
debitoria dell’azienda nei confronti dei propri debitori con le scadenze previste
contrattualmente. 14
Le operazioni di acquisto possono essere distinte in :
acquisti di beni nel mercato nazionale;
acquisti di beni nei mercati esteri;
acquisti di servizi;
acquisto di immobilizzazioni.
Ai fini del nostro elaborato ci concentreremo solo sulla prima categoria di acquisti.
4. Le attività associate al ciclo degli acquisti
Il ciclo degli acquisti prevede una serie di attività, che coinvolgono, come vedremo, una serie
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di funzioni, che possono essere sintetizzate nei seguenti processi :
emissione di una richiesta d’ordine da parte di un reparto dell’azienda;
emissione di un ordine d’acquisto;
controllo qualità;
approvazione del debito;
registrazione degli acquisti.
I processi suddetti possono essere graficamente rappresentati nel seguente modo:
14 Cfr. D. Pradina, ibidem, IL SOLE 24 ORE, Milano, 1998, pag. 322;
15 Cfr. Livatino – Pecchiari - Pogliani, op. cit. , EGEA, Milano, 2005, pag. 451-452; 4
Fonte: www.dicompds.it/dicom/europe/web_eur.nsf 16
Inoltre i processi così rappresentati possono essere, analiticamente, così suddivisi :
emissione di una richiesta d’ordine da parte di un reparto dell’azienda;
l’approvazione della richiesta d’ordine;
emissione di un ordine d’acquisto;
il ricevimento;
il controllo qualità;
approvazione del debito;
registrazione degli acquisti;
disposizioni di pagamento;
registrazione dei pagamenti.
16 Cfr. Livatino – Pecchiari - Pogliani, ibidem , EGEA, Milano, 2005, pag. 451-452; 5
Come vedremo nel prosieguo dell’elaborato, il ciclo acquisti-debiti è caratterizzato da una
particolare complessità se si considerano tutta la serie di operazioni che, come abbiamo visto, lo
compongono e che fanno capo ad una serie di funzioni aziendali, a partire dalla pianificazione dei
fabbisogni, dalla valutazione/gestione dei fornitori, quest'ultima propria della funzione acquisti,
passando per la gestione del magazzino fino ad arrivare a tutte le procedure propriamente
amministrative (registrazione contabili e pagamenti).
Questa interfunzionalità del ciclo oggetto di studio la rappresenteremo con la seguente
matrice compiti/respon
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