Castrogiovanni - Enna
1. La città turrita
Sin dalla remota antichità, Enna fu la fortezza più munita nel cuore dell’isola, su cui poggiava il sistema difensivo della Sicilia. La città appariva come una muraglia della natura, tutta quanta forte di torri in ogni lato e difesa ovunque dalla natura selvaggia che la fasciava intorno di voragini. Nessun esercito l’aveva mai conquistata per vittoria d’armi; la sua caduta era stata sempre un effetto1 del tradimento.
Costituendo il vasto altopiano occidentale il punto vulnerabile di Castrogiovanni, fu eretto tutto un sistema di torri in corrispondenza con il castello di Lombardia; tali torri esistono ancora integre e sono state trasformate in campanili. Tra queste abbiamo: la torre di S. Tommaso, la torre di S. Maria del Popolo, e nel mezzo la torre del Carmine. Altre torri punteggiano la città, da quella di S. Francesco d’Assisi, alla torre ottagona di Federico, sino alla torre di S. Giovanni. Questa guarda a distanza la torre dello Spirito Santo, che con la porta del Pisciotto, costituivano un baluardo a difesa del punto più vulnerabile della città (valle del Torcicoda). Una torre di vedetta costituisce l’abside della chiesa di S. Biagio. Su una rupe, presso la chiesa di S. Leonardo, sorge la torretta quadrangolare, sempre a protezione della valle del Torcicoda. Altre torri hanno solo un fine artistico-architettonico, in linea con il carattere di città fortezza. È il caso del Duomo nel suo rifacimento seicentesco, e lo stesso può dirsi della torre di S. Benedetto.
La città di Enna, inoltre, era accessibile da cinque porte principali e da due porte secondarie che proteggevano ulteriormente il territorio. La porta di Janni Scuru (o Cannataro) è l’unica superstite nel quartiere San Bartolomeo; la porta di Papardura faceva da accesso al Santuario del Crocifisso; la porta Palermo (o porta Regia) permetteva l’accesso ai re; la porta Pisciotto (o Scifotto) era nella via Pergusa e conduceva al lago omonimo; la porta di Porto Salvo (o S. Calogero) era la strada orientale di accesso alla città, nei pressi del castello di Lombardia. Le due porte secondarie erano quelle di2 Kamuth e Cerasa.
1.2 Torri - campanili
Torre Pisana (torre delle aquile): si distacca dalle altre torri del castello di circa due metri. Dagli arabi fu chiamata torre delle aquile per gli avvoltoi che si posavano sulle merlature della torre. Dai normanni fu chiamata “Torre Pisana” perché la difesa e custodia fu affidata ai componenti dell’esercito del Conte Ruggero.
Torre-campanile di S. Francesco d’Assisi: è nata come baluardo difensivo della parte settentrionale di Enna ed è completamente attaccata alla chiesa omonima. La torre ha tre piani, con arcate a tutto sesto e con all’interno volte a crociera con costoloni.
Torre-campanile del Carmine: aveva il compito di controllare l’altopiano occidentale della città. Ha base quadrangolare con un angolo cilindrico contenente la scala. La torre distrutta nel 859 fu3 ricostruita nel 1300. Durante un rilievo della parte inferiore della torre sono stati messi in luce frammenti di volte e di mura di cinta. È divisa in tre piani.4 L’origine si può rimandare al Trecento.
Torre-campanile di S. Giovanni (campanile di S. Domenico): come primo monumento normanno dell’intero paese. La torre è di forma quadrata e vicino ad essa sorgeva la chiesa omonima, crollata perché posta su una grotta. Secondo la tradizione la torre era un importante luogo d’affari del popolo prima che la chiesa Madre (Duomo) fosse edificata. La torre ha tre piani e internamente ha le stesse caratteristiche di altre torri, cioè la volta a crociera con costoloni.
Torre-campanile della chiesa di S. Tommaso: faceva parte del sistema difensivo occidentale della città. Viene fatta risalire al X secolo e presenta analogie stilistiche con la vicina torre del Carmine. Infatti troviamo la medesima suddivisione in tre parti e la stessa base quadrata. Come nel campanile del Carmine e di S. Giovanni la torre ha fuori molta parte del basamento a seguito dell’abbassamento del livello stradale.
Torre-campanaria di S. Giuseppe: la costruzione della chiesa risale al XVII secolo. Il campanile della chiesa si innalza sulla facciata principale con un’enorme torre, detta “torre di S. Benedetto”,5 eretta in stile tardo-rinascimentale.
Torre-campanaria dello Spirito Santo: è un antico complesso bizantino, rimaneggiato nel 1320 e nel sec. XVII. La chiesa era fortificata e verso la valle si vede ancora il torrione, che forma l’abside della chiesa. Attorno alla chiesa vi era un insieme di cortili, di celle conventuali. Su una rupe c’è la6 torretta di avvistamento che, adesso, è tramutata in campanile.
Torre-campanile di Santa Maria del Popolo: il campanile, molto pittoresco, è un’antica torre del sistema difensivo della città, che qui aveva la sua propaggine estrema, volta verso l’altopiano occidentale, privo di case fino a pochi anni fa e con vasta prateria che si estendeva fino a Papardura7 e a Montesalvo. La costruzione viene fatta risalire al XV sec.
Torre di S. Calogero: già torre quattrocentesca a guardia di Porto Salvo, adiacente al castello di Lombardia, fu trasformata in chiesetta dedicata a San Calogero.
Torre di S. Biagio: l’abside nel XV sec. doveva essere una torre di vedetta. La chiesa fu costruita nel 1595.8
Torre di S. Sebastiano: situata su una rupe, in alto, con forma quadrangolare. Nella torre stava la guardia della stazione bizantina per proteggere i fullones della valle del Torcida.
Torre della Madonna di Hamudh: la torretta vigilava la chiesa nella quale i bizantini tenevano una9 stazione di militi per la sicurezza della via.
1 D.B. Guarneri, Architetture in Castrogiovanni, Università degli Studi della Calabria, 1998-99
2 G. Candura, Storia di Sicilia Enna-Castrogiovanni, urbs inexpugnabilis, Arti Grafiche Siciliane, Palermo 1979
3 Don G. Giuliana, La Diocesi di Piazza Armerina, Edizione del 150° della Diocesi, Scuola Tipografica città dei ragazzi, Caltagirone 1967
4 Walter Leopold, Architettura del medioevo in Sicilia, Editrice Il Lunario, Enna 2007
5 D.B. Guarneri, Architetture in Castrogiovanni, Università degli Studi della Calabria, 1998-99
6 Don G. Giuliana, La Diocesi di Piazza Armerina, Edizione del 150° della Diocesi, Scuola Tipografica città dei ragazzi, Caltagirone 1967
7 G. Candura, Storia di Sicilia Enna-Castrogiovanni, urbs inexpugnabilis, Arti Grafiche Siciliane, Palermo 1979
8 Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Enna, HENNA Tra Storia e Arte, Editrice in Palermo e São Paulo 1985
9 Don G. Giuliana, La Diocesi di Piazza Armerina, Edizione del 150° della Diocesi, Scuola Tipografica città dei ragazzi, Caltagirone 1967
Torre di Federico II
1. Storia
La maestosa torre ottagona di Enna è una architettura imperiale dalle pure e severe linee, la quale domina, dall’alto di una collina al confine occidentale della città, una vasta distesa di piani ondulati. Probabilmente si tratta della torre menzionata da Goethe, che è l’unico monumento di10 Castrogiavanni al quale egli riservò questo onore.11
La costruzione si fa risalire tra il 1300 e il 1307 e ha una superficie di 225,50 mq. Nei secoli la torr