Relazioni internazionali
Relazioni internazionali: sono i rapporti fra Stati oppure fra Stati e Organizzazioni Internazionali.
Organizzazione internazionale
- Almeno tre Stati che scelgono di creare l’Organizzazione (esempio: ONU)
Nell’Organizzazione internazionale ci sono relazioni fra Stati e altri tipi di attori, come attori internazionali (Amazon), organizzazioni non governative NGO/ONG (Transparency International, che combatte la corruzione); le NGO/ONG hanno relazioni sia con Stati sia con Organizzazioni internazionali (per esempio, Green Peace).
Scopo delle relazioni internazionali
Lo scopo delle relazioni internazionali è capire, spiegare il disordine o l’ordine globale, e identificare le caratteristiche dell’ordine mondiale.
- La multipolarità, l’unipolarità o la bipolarità dell’ordine mondiale: oggi ci troviamo in un mondo multipolare, dunque il potere è più sparso e diffuso a livello internazionale
- La stabilità o l’instabilità: durante la Guerra Fredda (bipolarità) l’ordine mondiale era abbastanza stabile perché la bipolarità creava uno stallo e un equilibrio; oggi l’ordine mondiale è instabile
- Identificare i diversi tipi di attori che hanno potere: gli Stati, le Organizzazioni internazionali, NGO, le grandi compagnie; c'è un dibattito per capire se gli Stati siano ancora al centro del sistema internazionale, se la maggior parte del potere sia detenuta dagli Stati oppure se altri attori siano più potenti, come gli attori transnazionali, per esempio Amazon, una compagnia gigante: qual è il suo potere politico?
Disciplina delle relazioni internazionali
Le relazioni internazionali fanno parte di una disciplina, ovvero una forma del sapere scientifico; fanno parte delle scienze politiche.
La scienza politica è una disciplina che ha dei metodi e degli approcci specifici, strumenti scientifici per spiegare fenomeni politici e internazionali; questi metodi sono, per esempio, le statistiche, le analisi degli archivi, lo studio dei discorsi politici dei principali leader, le elezioni, i regimi politici; le relazioni internazionali sono un oggetto di studio delle scienze politiche.
Origini delle relazioni internazionali
La prima volta che c'è stato un dipartimento di relazioni internazionali all’università fu nel 1919, all’Università di Galles; il dipartimento fu creato non da uno studioso, ma da un industriale di nome David Davies: voleva prevenire la guerra e trovare dei modi per creare uno stato di pace internazionale, pensava che studiando le relazioni si sarebbero potute trovare le cause dei problemi politici mondiali e così anche delle soluzioni; la disciplina è diventata normativa, con scopo di proporre delle regole e delle soluzioni per migliorare l’ordine mondiale.
Idealisti e realisti
- Ciò avvenne solo fino alla Seconda Guerra Mondiale: si dice che questo studio delle relazioni internazionali fosse idealista, ovvero con lo scopo di creare la pace, ma dalla Seconda Guerra Mondiale l’approccio idealista è stato criticato dai realisti
- I realisti criticano gli idealisti, infatti sostengono che le relazioni internazionali debbano solo spiegare, non proporre delle soluzioni; secondo il loro punto di vista, gli idealisti si sbagliano, dal momento che non si può trovare soluzioni per una pace permanente, è una visione utopista; il realismo parte da postulati pessimisti, al contrario degli idealisti, ovvero che gli esseri umani sono egoisti, e non ha senso tentare di migliorare l’ordine mondiale; oggi, il realismo è ancora dominante, sebbene sia stato rivisto; nessuno propone delle soluzioni, semplicemente si spiega ciò che esiste già
Le NGO provano a dare delle soluzioni, ma le organizzazioni che si occupano di sapere scientifico no, spiegano solo ciò che c'è già.
Teoria
Cos’è una teoria? È un complesso di postulati e di concetti che hanno come scopo di spiegare i fenomeni internazionali; esempio: perché nel 1957 (dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale) sei Paesi (Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi) hanno deciso di cooperare e fondare la Comunità europea?
- Per creare una pace duratura: è una spiegazione idealista, quindi le idee (la volontà di pace) spiegano le azioni e le decisioni degli Stati
- Per interessi economici
- Perché i governi dei sei Paesi si sono resi conto che i loro Paesi erano troppo deboli dal punto di vista economico, e quindi un mercato comune li avrebbe resi più forti (teoria liberale)
- I sei governi hanno preso questa decisione a causa del contesto internazionale, perché vedevano che per la situazione tra Unione Sovietica e Stati Uniti non c’era molta sicurezza, mentre la Comunità europea avrebbe creato un ambiente più sicuro (ricerca della sicurezza)
Integrazione regionale
- Forma avanzata di cooperazione fra Stati di una stessa regione; in Europa la cooperazione è molto ampia e comprende tantissimi settori; in Asia invece è meno approfondita; esempi:
- Integrazione europea (UE): gli Stati membri hanno deciso di riunirsi e abbandonare una parte della loro sovranità per originare delle politiche comuni
- ASEAN: organizzazione degli Stati del sud-est asiatico, con scopo politico ed economico comune
- MERCOSUR: mercato comune, cooperazione comune tra gli Stati nell’America Latina
Sovranità
Politicamente lo Stato è rappresentato da un governo; uno Stato è sovrano perché un altro Stato o un’organizzazione internazionale non possono imporgli una linea di azioni o una decisione, soltanto il governo e i cittadini possono determinare l’azione dello Stato.
Globalizzazione
La globalizzazione è un concetto molto confuso, non c'è un consenso tra gli studiosi sul suo significato preciso; superficialmente è il fatto che il mondo diviene più piccolo, ovvero che avvengono sempre più scambi internazionali mondiali commerciali, culturali, politici, sociali, c'è più facilità a muoversi, progressi tecnologici (internet).
Attori
Può essere un individuo o un’identità collettiva, dunque anche uno Stato è un attore.
Globalizzazione
- Per alcuni la globalizzazione è un cambio radicale del mondo, e dunque necessita nuovi concetti per pensarlo, è un fenomeno totalmente nuovo, per il quale non si hanno i concetti adatti
- Per altri è soltanto una tappa storica come un’altra, una continuazione di ciò che c'è stato
- Per altri ancora, come i marxisti, è l’ultimo manifesto del capitalismo, l’ultima tappa, e dopo ci sarà un nuovo tipo di organizzazione economica globale
Per capire la globalizzazione bisogna capire il divenire dello Stato-Nazione: quando si parla di Stato-Nazione, significa che c’è una comunità politica nella quale lo Stato si dice legittimo, dal momento che lo Stato afferma di rappresentare la Nazione (ovvero Stato = Nazione); ciò significa che lo Stato-Nazione è un tipo di Stato nel quale c'è una corrispondenza tra le frontiere politiche dello Stato e il gruppo sociale che è la Nazione.
Nazione: gruppo di persone che hanno delle caratteristiche linguistiche e culturali comuni; in realtà non esiste una Nazione pura, perché c'è sempre una diversità culturale, quindi lo Stato-Nazione è una finzione, dal momento che non c'è mai una corrispondenza perfetta tra Stato e Nazione.
Effetti della globalizzazione
- Potrebbe corrispondere alla fine dello Stato-Nazione e allo sviluppo della politica a livelli diversi dal livello nazionale, ovvero a livello globale e internazionale, come nelle Organizzazioni internazionali (per UE, a Bruxelles)
- Alcuni non sono d’accordo: la globalizzazione non significa la fine degli Stati-Nazioni, perché essa ne ha rinforzato alcuni, come le Stati-Nazioni del sud-est asiatico, che sono diventati più potenti e più ricchi a causa della globalizzazione
Conseguenze della globalizzazione sulla democrazia
- C'è un dibattito per capire se la globalizzazione abbia effetti positivi o meno sulla democrazia
- Alcuni dicono che siano positivi: per esempio, la facilità degli scambi fra i cittadini nel mondo e la creazione di ONG che vogliono diffondere la democrazia (come Transparency International)
- Altri sostengono che sia negativa (GUARDARE MANUALE)
Impatto della globalizzazione sulla guerra
- Alcuni sostengono che gli Stati non hanno molto interesse a interrompere con la guerra i vincoli e le relazioni commerciali derivanti dalla globalizzazione; altri dicono il contrario perché la globalizzazione crea un crash delle etnie e delle culture, rendendo più probabile lo scontro tra i vari gruppi
Ci sono studiosi che vedono la globalizzazione come una regressione, altri come un progresso.
La società internazionale nel ventesimo secolo: una breve panoramica
Il concetto di società internazionale e la sua evoluzione fino alla seconda guerra mondiale
La società internazionale non è un concetto nuovo e si applica già a delle realtà antiche.
Ci sono diversi modi di concepire l’ordine internazionale: se prendiamo una scala immaginaria, ci sono due estremi: il primo è l’anarchia totale, che equivale a uno stato di guerra permanente fra tutti, o al rischio permanente di guerra; questo paradigma dell’anarchia totale si ispira allo stato di natura di Hobbes (libro: Leviathan): l’assenza di sovrano (nello stato di natura di Hobbes) fa di ogni essere umano un lupo per tutti gli altri esseri umani (homo homini, lupus est), è per questo che c'è bisogno di uno Stato per evitare la guerra permanente.
Anarchia
Assenza di potere o di sovrano o di regole, di un’autorità sopra gli esseri umani, “a” = senza, “arché”= potere in greco; non significa di per sé il caos, che è invece una conseguenza dell’anarchia, come il disordine.
Federazione di Stati
All’estremo opposto di questa scala immaginaria, c'è una federazione di Stati: tutti gli Stati nel mondo sono uniti sotto la stessa legge comune e ogni Stato ha un’autonomia limitata, perché fa parte della Federazione, di cui condivide le regole; questa è la prospettiva del filosofo Kant, che ha immaginato un progetto di pace perpetua fra gli Stati a livello mondiale e sosteneva la creazione di una Federazione di tutti gli Stati nel mondo.
Tra questi due estremi ci sono diverse forme di interazioni fra gli Stati: L’impero corrisponde a una forma di organizzazione nella quale uno Stato impone la sua legge sugli altri Stati (che non sono sovrani); esempi di ordine intermedio: l’imperialismo americano (USA cerca di imporre la propria visione del mondo sugli altri Stati), o un sistema internazionale nel quale gli Stati sono sovrani ma anche membri di Organizzazioni internazionali.
Società internazionale
Significa la coesistenza degli Stati, che implica l’esistenza di regole comuni, all’opposto dell’anarchia; le regole che si applicano agli Stati variano perché ci possono essere diversi tipi di Società internazionali; nell’ideologia di Kant le regole sono molto strette.
Società internazionale (UE)
Definizione più restrittiva di concetto di Società internazionale: nel 1800 il concetto è stato applicato al sistema europeo: si diceva che il sistema europeo era la Società internazionale, all’interno della quale gli Stati condividevano i seguenti principi:
- Tutti gli Stati sono sovrani e non intervengono negli affari degli altri Stati (principio di non intervento)
- Gli Stati rispettano la legge internazionale (che riguarda soprattutto la guerra)
- Gli Stati condividono valori e una civiltà che li rendono diversi dagli altri Stati non europei (secondo la prospettiva del 1800 gli altri Stati non erano civilizzati); infatti si trovava legittimo cercare di dominare il mondo non civilizzato
Questa definizione è troppo restrittiva, perché è falso dire che solo nella società europea del 1800 si condividevano regole comuni: già prima c’erano delle norme comuni tra Stati, anche se magari erano informali e non giuridiche.
Forme di società internazionale
I primi gruppi umani ne facevano già parte, dal momento che esistevano delle regole comuni per regolare gli scambi tra gruppi (per esempio città); c'era bisogno di regole per definire le frontiere, i diritti degli stranieri di attraversare il territorio o di risiedervi, e questo ha fatto sì che nascessero le prime forme di diplomazia; con le prime società umane organizzate sono stati stipulati dei trattati per definire le frontiere e le regole commerciali, o di matrimonio fra i cittadini non appartenenti allo stesso Stato; le prime forme di questi accordi sono state rinvenute in Cina, India, Grecia e nella Repubblica Romana; la Chiesa Cattolica e anche l’Islam hanno avuto influenza nella società internazionale medievale, perché entrambe miravano a diffondere la loro concezione di società internazionale.
Con la fine del Medioevo si sviluppa poco a poco la Società internazionale moderna basata su dei principi fondamentali, conseguenze dei trattati di Westfalia:
- Principio di sovranità e di non intervento
- La diplomazia: ogni Stato e ogni civiltà ha dei rappresentanti ufficiali che parlano con i rappresentanti ufficiali degli altri Stati
- Balance of power: stato di equilibrio fra gli Stati, ovvero il contrario dell’egemonia
- Rispetto della legge internazionale
Trattati di Westfalia
I trattati di Westfalia del 1648, molto importanti per la società contemporanea; mettono fine alla guerra dei 30 anni e sono fondamentali per il riconoscimento dello Stato sovrano europeo, per l’uguaglianza fra gli Stati sovrani, per la nascita della legge internazionale, per il concetto di balance of power.
Principio di non intervento
È una conseguenza del concetto di sovranità (ogni Stato ha delle frontiere e su quel territorio lo Stato è l’autorità suprema); il rispetto del principio di non intervento si basa in parte sulla reciprocità: gli Stati sovrani non vogliono essere sottomessi a una legge esterna e quindi non impongono la loro legge agli altri Stati.
Oggi il principio di non intervento è messo in questione: ecco perché si parla di un mondo post-Westfaliano; stanno crescendo le preoccupazioni umanitarie, perché spesso i conflitti sono molto violenti e portano all’intervento gli Stati per circoscrivere il pericolo per l'umanità, dal momento che non è possibile tollerare questo tipo di conflitto; esempi: interventi per ragioni umanitarie nel Kossovo nel 1998-99 e in Libia nel 2011.
Istituzioni derivate dai principi di sovranità e di non intervento
- La diplomazia (ovvero le relazioni formali fra gli Stati)
- La legge internazionale (che non si può imporre agli Stati se non hanno dato il consenso)
- Balance of power (poiché l’ordine internazionale non può essere garantito da un’autorità superiore; si tratta di un equilibrio tra i poteri, alcuni sostengono che sia spontaneo e che non ci sia bisogno di crearlo, altri invece dicono che sono i diplomatici a doverlo creare)
Congresso di Vienna
Il Congresso di Vienna avviene dopo le Guerre napoleoniche, e crea il fenomeno chiamato concerto europeo: esso è stato fondamentale per lo sviluppo della società internazionale europea; il suo scopo era garantire il balance of power attraverso delle conferenze diplomatiche più frequenti; si basava sulle più grandi potenze europee, ovvero Inghilterra, Francia, Prussia, Austria e Russia; durante il Congresso, nasce un nuovo sistema europeo, basato sulle relazioni imperialiste tra gli Stati europei e gli Stati non europei; questo sistema è durato fino alla Prima Guerra Mondiale, quando è stato criticato perché non in grado di prevenire la guerra.
Società delle Nazioni
Il sistema che ha succeduto il concerto europeo è stata la Società delle Nazioni del 1919, nella quale gli Stati piccoli erano considerati uguali agli Stati più potenti: non è più un sistema di balance of power, bensì di principio di sicurezza collettiva, secondo il quale se uno Stato membro è aggredito da un altro Stato, gli Stati membri della Società devono prendere la sua difesa collettivamente; questo meccanismo è stato creato per evitare la guerra, e l’idea dietro di esso è di garantire la pace, dal momento che gli Stati aggressori sarebbero scoraggiati dalla risposta collettiva della Società.
Questo sistema non ha funzionato, infatti ci sono degli esempi storici a dimostrarlo: l’imperialismo giapponese fra le due grandi guerre, l’espansionismo tedesco e italiano negli anni 30; le reazioni degli Stati membri della Società sono state minime.
Organizzazione delle Nazioni Unite
Dopo la Seconda Guerra Mondiale è stato creato l’ONU, Organizzazione delle Nazioni Unite: il suo scopo era di essere una Società delle Nazioni più efficiente, ma in realtà non lo è stata molto a causa della Guerra Fredda.
I fenomeni del XX secolo hanno contribuito a far nascere dei nuovi concetti e a trasformare la società internazionale.
Concetto di guerra totale
Il concetto di guerra totale è un concetto recente, nato con la Prima Guerra Mondiale; significa che gli Stati non hanno mobilitato soltanto i militari, ma anche le loro economie e i loro civili, che hanno lavorato nelle fabbriche per contribuire allo sforzo di guerra; questo ha diminuito la differenza tra i combattenti e i non combattenti.
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