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Corso di relazioni internazionali

Autore: Cordero M.

Università: Unito – Università degli Studi di Torino

Facoltà/Dipartimento: Facoltà di Scienze Politiche / Dipartimento di Culture, Politica e Società

CdL (corso di laurea) triennale: Scienze internazionali, dello sviluppo e della cooperazione

Anno accademico: a.a. 2011/2012

Corso: Relazioni internazionali

Docente: Caffarena Anna

Obiettivo del corso

L'obiettivo del corso è di fornire agli studenti degli strumenti per comprendere la realtà internazionale, che è una realtà sociale.

Prima parte del corso: parte istituzionale

Nelle relazioni internazionali è fondamentale la comunicazione: un messaggio detto in un modo o in un altro dà un effetto diverso; le interpretazioni della realtà sono fondamentali. È necessario capire chi dice cosa e perché, quali sono le interpretazioni che "entrano" a far parte della realtà. È importante capire la matrice intellettuale (l'essenza, le ragioni) delle scelte e quindi delle azioni. Vi sono punti di vista diversi, come la fazione dei progressisti che crede nel progresso e costoro sono sempre ottimisti. Per comprendere la realtà è necessario acquisire delle conoscenze e competenze tecniche.

Huntington sosteneva il ricorso alle "mappe" per capire la realtà, essendo essa di per sé complessa. Egli sosteneva inoltre, in merito alla fine della Guerra Fredda, che la cultura e la religione sarebbero stati i fattori di maggiore influenza nelle relazioni tra gli Stati (che sono gli attori, coloro cioè che agiscono nello scenario politico internazionale). Gli Stati, dalla pace di Vestfalia, diventano Stati moderni, sovrani che non riconoscono un'autorità superiore e sono solo vincolati dagli accordi tra loro sottoscritti. È necessaria la presenza, a livello di politica interna, di un'autorità che possa elaborare delle leggi e farle rispettare. Il mondo sta diventando multipolare: ci sono più punti di riferimento come il Brasile, la Russia, l'India, il sud America.

Se adotto una mappa, significa che sarò d'accordo coi criteri utilizzati da chi l'ha formulata, e saperli analizzare. Ora gli attori sono gli Stati e le civiltà, ovvero i Paesi accomunati da fattori culturali e religiosi. La capacità euristica è l'abilità nel trovare una risposta. Una delle domande da porsi è: se la politica internazionale globale ha un certo peso, la politica tra Stati che peso ha?

Teorie delle relazioni internazionali

Altro elemento è la power transition theory: la teoria dello spostamento del potere, da una zona del globo ad un'altra. Nel momento in cui una nazione emerge, essa provocherà facilmente delle guerre, perché le altre nazioni inizieranno a notare tale Paese e a temerlo. Susan Shark parla di "Fragile superpower", Ikenberry parla invece di "Liberal Leviathan": oggi conviene affiancarsi alle idee liberali perché le più diffuse; infatti gli Stati, nel prendere una decisione, assumono quella più diffusa. Col termine summit si intende l'assemblea delle Nazioni Unite (ONU).

Politica interna e politica internazionale

Di cosa si occupano le relazioni internazionali? Sostanzialmente della politica internazionale. È interessante fare la distinzione tra politica interna e politica internazionale: rispetto alla prima, nella seconda si ha innanzitutto uno spirito collaborativo tra i Paesi. Secondo alcuni, di fronte ai nostri occhi gli Stati sono sempre in lotta. Per politica si intende il processo con cui l'autorità prende delle decisioni in base ai servizi da offrire al cittadino. Attraverso le imposte vengono pagati sempre i servizi, anche nei momenti in cui non ne abbiamo bisogno. In politica internazionale si parla di anarchia, o meglio di governo decentralizzato. Lo Stato sovrano, inserito in un contesto internazionale, teme l'attacco da altri Stati, e dunque bada molto a difendersi. Lo scambio Stato-cittadino si fonda sul fatto che lo Stato difende il cittadino, che però deve legittimare il primo. Uno Stato razionale, che non crea fastidi agli altri Paesi, ha come finalità essenziale l'autodifesa. Lo Stato, per difendersi, avrà bisogno di potere da ottenere attraverso la diplomazia. Nelle relazioni internazionali si ha un gioco a somma zero (fa parte della teoria dei giochi): se uno Stato si arricchisce, un altro si impoverisce per forza di cose; in altre parole uno Stato vince e l'altro perde. Nelle relazioni internazionali il potere è la capacità di realizzare i propri scopi.

Concezioni del potere

Vi sono diverse concezioni del potere:

  • Concezione strumentale (hard power): è il possesso di risorse materiali; essa ha portato alla nascita del concetto di polarità, fondamentale nell'analisi delle relazioni internazionali. La distribuzione del potere materiale è riflettuto dall'assetto dei rapporti internazionali;
  • Concezione relazionale (soft power): il potere non è possedere risorse, ma è creare una relazione asimmetrica indirizzando le azioni altrui per soddisfare i miei bisogni e obiettivi.

Lo studioso Nye parlava del paradosso del potere Usa: esso è un insieme tra la concezione del potere strumentale e quella relazionale: Hard power + soft power = smart power. Gli States fanno fatica a raggiungere i propri obiettivi perché a loro manca il potere relazionale. Gli Usa hanno la leadership ossia attirare, trascinare altre nazioni convincendole dei propri obiettivi (degli Usa) in modo che esse abbiano gli stessi. L'uomo intende il mondo fatto di gerarchie verticali da scalare, ma tale concezione è ormai superata: la nuova visione è quella femminile secondo cui la società è orizzontale, lo scopo è di creare relazioni tra più persone, lavorare in gruppo per raggiungere i propri obiettivi.

Assetto del sistema

Ci sono molti fattori da considerare: non esiste solo il potere materiale. Gli Stati si comporteranno in determinati modi a seconda che si trovino in un contesto multipolare (o siffatto), unipolare, bipolare, ecc. Non si può prendere la realtà come un dato oggettivo. Nel multipolarismo vi sono maggiori possibilità, maggior pericolo di scoppio delle guerre. Anche la high politics (l'alta politica) è fatta dagli Stati. Col termine policy makers si intendono i fattori politici; col vocabolo patchwork si intende un collage. La polarità viene espressa come "mappa".

L'assetto del sistema può essere:

  • Unipolare: una nazione domina un impero mondiale (visione irreale) oppure l'emergere di potenze capaci di controbilanciarla (questo è il terrore per gli Usa);
  • Bipolare: es. due superpotenze si bilanciano (es. Usa e Urss nella Guerra Fredda);
  • Multipolare;
  • Diffuso.

Dopo un periodo di unipolarità potrà esserci la multipolarità oppure un sistema diffuso:

  • Multipolarità: più superpotenze, infatti la Russia, Cina, India e Brasile stanno effettuando una politica militare di riarmo. Ci potranno essere una superpotenza più altre potenze, oppure un equilibrio tra le potenze;
  • Sistema diffuso: il potere risulta disperso nel sistema.

La domanda che ci poniamo è: chi guiderà il mondo di domani? Per ora sappiamo che dal 1989, caduta del muro di Berlino, ci troviamo in un mondo uni-multipolare (uni cioè gli Usa, multi invece indica altre nazioni, potenze); in futuro molto probabilmente la realtà sarà espressa in uno dei seguenti modi:

  • Dal seguente polinomio 1 + x, dove 1 è la potenza o superpotenza che si affermerà, e non è detto che saranno gli Usa, mentre x è l'incognita;
  • Dal seguente polinomio 0 + x: avverrà (oggi c'è anche questa idea) il declassamento americano, ovvero il declassamento degli Usa da status di superpotenza a quello di potenza, ovvero in futuro ci saranno solo potenze e non superpotenze, ovvero un sistema di multipolarità;
  • Dal seguente polinomio 2/3 + x (dove vedremo 2 o 3 superpotenze).

Altra domanda da porsi è: nella transizione da un assetto politico all'altro, ci sarà pace o guerra? Ogni nazione ha degli interessi di base, ma anche degli interessi a far fruttare le relazioni internazionali con altri Stati. Nella disciplina delle relazioni internazionali si parla delle logiche di amicizia, rivalità e inimicizia: quest'ultima consiste nella situazione in cui interpreto un comportamento di un altro Stato come offensivo, e agisco di conseguenza. Un Paese europeo, democratico, ha maggior fiducia in un altro, anch'esso democratico, che invece ad es. con la Cina. Noi diamo per scontato, leggendo i giornali, che Usa e Cina siano rivali. Oltre che nel contesto nazionale, anche a livello internazionale gli Stati badano al proprio potere ma anche alla solidità delle regole. Dopo la seconda guerra mondiale si è affermato il concetto di multilateralismo, fondamentale nelle relazioni internazionali.

Punti di vista delle relazioni internazionali

Queste ultime le possiamo analizzare sotto diversi punti di vista:

  • Storico (storia diplomatica o dei trattati);
  • Giuridico (diritto internazionale);
  • Politologico (relazioni internazionali).

Come possiamo vedere dunque, i politologi non sono gli unici ad occuparsi delle problematiche internazionali. Già dall'inizio la disciplina delle relazioni internazionali è stata difficile da trattare, nel momento in cui la si confronta con la storia: ci si chiese se quest'ultima fosse sufficiente per capire la vita internazionale, secondo gli storici sì, ma secondo gli internazionalisti sono necessarie anche delle interpretazioni. La storia ricostruisce i fatti, la disciplina delle relazioni internazionali invece li interpreta.

Storia e interpretazioni

Secondo Renouvean la storia può essere:

  • Una semplice ricostruzione dei fatti (un reportage del passato, la cronaca), un semplice elenco di fatti;
  • Inoltre ci sono interpretazioni per comprendere meglio la realtà: interpretazioni di natura economica, politica, culturale, ecc.

Uno storico fornisce informazioni, l'internazionalista analizza anche le cause e le conseguenze che ci sono state, anche quelle che ci sarebbero potute essere. Lo storico deve far risaltare la vicenda avvenuta, l'internazionalista ha l'obiettivo di comprendere se ci sono delle regolarità tra gli eventi simili nel corso del tempo. Definizione di crisi: una situazione di alto rischio per i decisori (rischio presente anche nel non prendere scelte). Ciò avviene a causa della minaccia ai valori fondamentali, il rischio di coinvolgimento in ostilità militari, si ha a disposizione un tempo limitato per le scelte e infine secondo alcuni studiosi può essere presente anche il fattore sorpresa, che non andrebbe escluso.

Approcci di analisi

Gli internazionalisti hanno, tra i vari approcci di analisi, i due seguenti:

  • Approccio di explaining (positivista nell'attività di ricerca) che cerca i motivi dei fatti;
  • Approccio di understanding che studia le dinamiche tra i soggetti.

Nell'ambito economico distinguiamo i termini depressione e recessione: quella del '29 fu la Grande Depressione mentre quella attuale iniziata nel 2008 è una grande recessione. Analizzando la storia, i tempi osservati possono essere brevi, lunghi (un'era secondo il recitativo della congiuntura) o il tempo di lunga o lunghissima durata (secondo lo storico Fernand Braudel quest'ultimo è il migliore perché ho più materiale storico sul quale fare le analisi): nelle relazioni internazionali dunque il tempo è un altro elemento cruciale.

Relazioni internazionali e diritto internazionale

Relazioni internazionali e diritto internazionale sono discipline affini in quanto:

  • Analizzano i comportamenti fra Stati;
  • Analizzano il ruolo e l'attività degli organismi internazionali;
  • Analizzano la guerra e i modi per evitarla;
  • Condividono il metodo di analisi fondato sulle ipotesi e interpretazioni, poi fanno delle generalizzazioni;
  • Il diritto internazionale è formale, le relazioni internazionali condividono questo formalismo.

Per comprendere quest'ultimo devo capire il fondamento, le radici del diritto internazionale, che lo capisco richiamando un'entità pre-giuridica ovvero nata prima del diritto internazionale, cioè la comunità internazionale che in seguito ha creato il diritto internazionale. L'internazionalista non può fare a meno del diritto internazionale. Il punto di incontro tra la disciplina delle relazioni internazionali e il diritto internazionale è il trattato, ovvero un accordo in cui si decide di stipulare delle norme e di rispettarle. Ad esempio la zona economica esclusiva è di proprietà dello Stato vicino, e quando si passa in tale zona si devono pagare i dazi a esso; la zona di alto mare è invece libera per la navigazione e perciò non si pagano dazi a nessuno Stato. I trattati di continuità istituzionale sono dei trattati con rinegoziazioni. Esiste un diritto che regolamenta l'arte della guerra, stabilisce ovvero ciò che è lecito fare o non fare durante un conflitto. Le relazioni internazionali non vanno però confuse col diritto internazionale.

La comunità internazionale si forma attraverso un contratto e crea delle norme primarie, o norme originarie che rendono vincolanti tutte le altre norme fatte successivamente, tra cui la pacta sunt servanda (i patti devono essere rispettati). Due Stati che possono essere molto diversi tra loro per vari aspetti ma si riconoscono uguali attraverso la sovranità (sovereignty), concetto dinamico. Ogni Stato ha l'interesse di estendere territorialmente i propri confini e dunque la propria sovranità. Tale concetto però non soddisfa i politologi, i quali credono che essa sia limitata o sospesa; i Paesi sono quindi tutti uguali fra loro ma non è detto che le nazioni partecipino in egual misura sullo scenario internazionale (es. Usa e Italia ha due pesi diversi). Per failing state intendiamo uno Stato in via di fallimento ovvero che riesce ancora a fornire alcuni dei servizi primari; failed state è invece lo Stato già fallito. Casi di nazioni particolari sono la Grecia e il Belgio. Col termine rogue state indichiamo lo Stato canaglia perché non rispetta le norme della comunità internazionale.

Lezione sulla crisi attuale con Gavosto

La crisi è partita dagli Usa con una bolla speculativa immobiliare (rigonfiamento dei prezzi), sono stati messi in circolazione dei titoli cosiddetti "tossici", ci sono stati anche i derivati ossia un misto di mutui sicuri e ad alto rischio (tra cui i sub prime). Le persone non hanno pagato tutti i mutui e di conseguenza le banche sono andate in crisi. Le famiglie iniziano a non fidarsi più delle proposte e attività bancarie, così che le famiglie/imprese non depositano più denaro in banca. I prezzi iniziano a calare; non si trova il modo per eliminare questi titoli tossici. Il sistema bancario ha come attività i titoli di Stato, i mutui e prestiti alle famiglie, le obbligazioni (imposte dalla banca che a sua volta riceve altri interessi); come passività ha i depositi, le obbligazioni e i prestiti interbancari, il patrimonio.

Concetti chiave delle relazioni internazionali

Per warlords si intendono i signori della guerra che controllano una determinata porzione di territorio; per intervento umanitario un intervento di uno Stato in un altro Stato per obiettivi umanitari. Le relazioni internazionali e la scienza politica sono fra loro collegate tramite il concetto di Stato che è sovrano in quanto per legge ha il monopolio della forza e non riconosce autorità superiori. Ad esso spettano la gestione del potere politico, il rapporto coi cittadini, la gestione delle risorse naturali. Il sistema interstatale moderno ha alla sua base delle norme costitutive: le norme si distinguono in regolative (che regolano un'attività preesistente) e costitutive (che costituiscono, creano delle attività es. le regole della boxe). La scienza politica non va confusa con le relazioni internazionali: la prima è la scienza del potere e si occupa dell'analisi della politica interna mentre la seconda è la scienza della moltitudine dei poteri e si occupa sostanzialmente della politica internazionale.

In passato avvennero degli eventi tragici come i genocidi dei quali nessuno ne ha parlato, come quello del Rwanda con più di 800.000 vittime. Nella disciplina delle relazioni internazionali si utilizza la formula R2P (responsability to protect), la responsabilità di proteggere. I peaceful means sono i mezzi di realizzazione della pace. Ogni Stato ha il dovere di proteggere il proprio popolo dalle minacce: se non ottempera a questo dovere, la comunità internazionale è tenuta a prendere dei provvedimenti più forti.

Dimensioni della sovranità

Secondo Krasner la sovranità ha 4 dimensioni:

  • Sovranità interna: monopolio della forza legittima (es. narcotrafficanti in Messico);
  • Sovranità internazionale: capacità di governare a livello internazionale;
  • Sovranità Vestfaliana: la capacità di escludere gli altri Stati dalla scena internazionale. È quella che ha subito le maggiori trasformazioni negli ultimi tempi;
  • Interdependence sovranity: capacità di gestire le dinamiche internazionali.

L'internazionalista deve saper formulare dei concetti generali per codificare la realtà complessiva. Le relazioni internazionali non si occupano soltanto di politica, ma anche di altre attività e iniziative, l'importante è che siano coerenti con il contesto in cui ci troviamo. La disciplina delle relazioni internazionali nasce nel 1919: inizialmente c'è un dibattito tra idealismo e realismo. Alfred Zimmern fu il primo insegnante di relazioni internazionali, venne fatto rientrare dagli studiosi nella corrente idealista, creò la cattedra ad Aberyswith in Galles, dedicata al

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Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marco Marquino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Relazioni internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Caffarena Anna.
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