Lezioni militari
Le relazioni internazionali come disciplina
Le radici delle relazioni internazionali sono le guerre. La relativa disattenzione sui temi internazionali per secoli è dovuta al fatto che la guerra era considerata come una "catastrofe", una volta finita la vita sociale riprendeva normalmente. Ma sappiamo bene che la guerra non è solo la sospensione della vita quotidiana, ma in un mondo in cui non esistevano quasi relazioni internazionali, i temi sulle relazioni erano scarsi.
Libretto da 160 pagine da portare all’esame "costituzioni di diritto internazionale" – verso i 3/5 del corso ci sarà un accertamento - se non si fa l’esame accertamento ci sarà un esame orale.
È sbagliatissimo dire che le relazioni internazionali sono i rapporti tra gli stati. Allora cosa vuol dire relazioni internazionali? Questa etichetta ci fa pensare che abbiamo delle relazioni e poi si specifica con l’aggettivo "internazionali" che è fatto di due mezze parole inter-nazionale.
- Abbiamo un sostantivo relazioni, molto generico
- Un aggettivo inter-nazionali.
Inter inteso come "tra", le relazioni "tra", è scontato perché già relazioni intende una relazione tra più di una cosa nazionali: come riferimento alle nazioni. È qua che nasce un problema grosso. Ci occupiamo del rapporto tra nazioni? No, ci occupiamo del tra stati, cioè istituzioni che sono stati costruiti in determinati modi per organizzare la vita civile di determinati addensamenti di popolazione. Gli stati non sono necessariamente delle nazioni, così come non ci sono delle nazioni che non si sono trasformate in stati.
Questa etichetta di "relazioni internazionali" è un pasticcio perché per due terzi sono inutili e il terzo dice una cosa diversa da quella che ci interessa. Stato e nazioni non sono sinonimi sono due tematiche/idee/concetti indipendenti, possono nella storia incontrarsi o separarsi, ma in generale non sono sinonimi e non sono fungibili.
Prendiamo il caso italiano, nel 1860 è composta da 7 stati sovrani, nel 1861 i 7 stati sovrani, in base a un’idea di nazione, diventano una NAZIONE che in quel momento si trasforma in uno STATO -> stato nazionale o stato-nazione. Queste due parole possono incontrarsi ma non sono mai dei sinonimi.
Nel 1847 quella parte dell’America del Nord, bagnata dall’Oceano Pacifico - quindi l’ovest - si chiamava "Messico", gli USA che erano nati dall’altra parte iniziarono la grande ricorsa verso l’ovest. Gli USA che avevano cominciato negli anni prima a comprare dei territori, decisero di chiedere al "Messico" di lasciargli la California, ci fu una piccola guerra fino al 49 al termine del quale la California divenne degli Stati Uniti, portando così le persone da essere "messicani" a essere "americani" da un giorno all’altro. L’idea statuale non ha nulla a che vedere con l’idea di Nazione.
Programma
- Storia dell’idea di rapporti tra gli Stati
- Altre discipline hanno occupato, usurpandolo, lo spazio delle relazioni, per tanto si è pensato che i temi internazionali fossero oggetto di storia e/o diritto, perciò nella seconda parte dovremo distinguere le relazioni da storia e diritto
- Costruzione di una piccola serie di strumenti di analisi
Senza dimenticare che relazioni internazionali non solo nasconde la trappola stato nazione, ma è un’espressione che riguarda contemporaneamente due concettualizzazioni completamente separate: una cosa è dire relazioni internazionali come vita e rapporto tra gli stati e un’altra cosa è dire "disciplina tra gli stati, una cosa è la società una cosa è la sociologia, una cosa è la vita e un'altra cosa è la disciplina che studia quella realtà" -> noi abbiamo la realtà relazioni internazionali e la disciplina che studia le relazioni internazionali dotandosi di strumenti capaci di studiarla.
Le possibili domande sono "il sommario" del libro.
Storia naturale dello stato-nazione
I mille anni precedenti erano molto diversi per organizzazione territoriale, per vari motivi nella storia dei millenni è successo che certe parti del pianeta si sono trovate nella condizione di accogliere degli addensamenti di esseri umani (gruppi, famiglie, tribù..) che si sono stanzialmente sistemati in determinati territori. All’inizio della storia il nomadismo prevaleva sullo stanziale, i tempi di evoluzioni sono differenziati, sappiamo che la storia è iniziata in Africa e poi si è spostata in tutto il mondo, facendo sì che il bacino mediterraneo si sia sviluppato prima delle altre parti del mondo.
Allora non si poteva parlare di relazioni internazionali, perché l’idea di stato non esisteva minimamente, esistevano rapporti di vantaggi comparativi (se uno era "scomodo" nella sua terra la cambiava, ad esempio sulla base della fertilità della terra) non c’erano idee di potenza territoriale. Questo tipo di mondo arriva fino alla fine dell’antichità. Mentre l’idea di imperiale continua a declinare, inizia a nascere e crescere il consolidamento "territoriale", iniziano a formarsi degli addensamenti che diventano città. Con lo sviluppo del Medioevo iniziano a formarsi delle entità territoriali sulle quali qualcuno (nobili, ricchi..) inizia a esercitare il loro controllo. Su questa base di partenza iniziano a consolidarsi delle basi di rapporti. Quanto più queste realtà si consolidano tanto più è importante sapere chi ha il diritto di governarle.
A Roma uno stato giuridico territoriale diventa la Chiesa che inizia a governare. Prima che l’Italia occupasse lo stato della chiesa, quest’ultimo era MOLTO grande. Tutto ciò significa che tra queste entità locali iniziano a svilupparsi dei rapporti (come il commercio), quando si amplia il raggio delle attività questi intrecci producono degli incontri ma anche scontri.
Incominciano a nascere dei centri di potere, di chi comanda. Nell’Europa della fine del primo millennio si erano già affrontati grandi problemi come l’attentata invasione da parte dell’Islam. L’Islam entra in Spagna (dove c’è Carlo Martello), entra in Europa dalla parte spagnola e l’occidente comincia ad avere dei problemi di difesa, si deve difendere dall’impero ottomano.
I padroni delle terre europee si accordano per costruire un impero unitario, quello che durerà fino a Napoleone, cioè il sacro romano impero, che riguarda quella che oggi è l’Europa Occidentale, con un Dieta-imperatore -> la nomina dell’imperatore dipendeva da una, una specie di parlamento in cui i grandi proprietari di Europa si contravano e decidevano chi eleggere. Come funziona l’elezione? La tradizione fu che la nomina dell’imperatore fosse affidata alla più grande autorità politico spirituale, ovvero il Papa, infatti si parla meglio res publica cristiana dell’impero della cristianità perciò il papa investiva l’imperatore.
La lotta dell’investitura -> si tratta del problema secondo cui se davvero il papa fosse colui che dovesse decidere per l’imperatore. A un certo punto Enrico IV contesta la decisione del papa, non c’è nessuna ragione per cui sia lui a decidere, che produrrà intorno all’anno 1000 con una serie di lotte, che si concluderà con la decisione secondo cui il Sacro Romano Impero sia retto da un imperatore laico non scelto dal papa, al massimo quest’ultimo lo deve benedire. Da quel punto nasce la storia degli stati europei, che non è uguale in tutte le parti dell’Europa (ad esempio UK evolve in segno organizzativo prima degli altri, poi arriva la Francia che sarà in conflitto con UK nella Guerra dei cent’anni, poi ci sarà la grande stagione della Spagna dominante).
Incominciano a succedersi delle guerre, guerra come strumento, concetto moderno che è il tipo di relazione che contraddistingue l’Europa degli stati.
La nascita dello stato moderno
Nasce la storia dello stato moderno, questa espressione non ha il significato di "Stato", l’espressione stato moderno (moderno non è un aggettivo di portata cronologica), è uno stato nel quale esistono determinate caratteristiche, non è un fatto che vale per il 600 e non per il XXI, è un’espressione che contraddistingue certi tipi di stati. Lo stato moderno è quel tipo di struttura funzionale nella quale contemporaneamente compaiono alcune funzioni:
- Esistenza di un governo/sovrano -> prima delle quali è quella dell’imperatore, reo comandante. La prima caratteristica per la nascita di uno stato moderno è che in qualche modo vi sia incarnata una sovranità (in un essere umano che può essere uno o più). quindi esistenza di un sovrano o della sua corte.
- Questo sovrano deve occuparsi dei sudditi, deve organizzare una serie di funzioni (comunitarie?), che sono fondamentalmente tre:
- Funzione estrattiva, cioè la tassazione. Le finanze dello stato devono essere nutrite dai sudditi.
- Funzione della amministrazione della giustizia: Tra i sudditi ci possono essere delle controversie, perciò è necessario di una funzione giudiziaria, di una autorità che faccia dei processi ed emani delle sentenze. Normalmente l’attività era gestita dai sovrani.
- Funzione di difesa dello stato con le forze armate.
Solo quando queste 4 funzioni (governo, finanziarie, giudiziaria, difesa) erano contestualmente esercitate si può parlare di stato moderno. Queste funzioni non sono contestualmente presenti nei mondi antichi, e diverse nei vari stati. Questo tipo di strutturazione è una cosa grossa. 1571 una delle date più importanti in cui la Lega Santa sconfigge l’impero ottomano, l’avanzata dell’Islam viene bloccata - Battaglia di Lepanto. Queste 4 caratteristiche producono uno stato patrimonialistico, cioè di proprietà del sovrano, egli è il proprietario. A questi sovrani non importava dei confini, perché erano una piccola comunità internazionale, all’interno della quale il confine era poco rilevante. Lo Stato è proprietà del sovrano. Questo tipo di stato patrimoniale diventa uno stato assoluto - vuol dire che chi ha il potere comanda, in cui le leggi valgono per tutti ma il sovrano è al di sopra della legge, per questo può esercitare il suo volere sui sudditi. Lo stato moderno è una cosa che nasce con queste 4 caratteristiche e che producono una situazione di patrimonialismo e assolutismo. Carlo V diventa uno dei più potenti imperatori perché eredita i suoi poteri dai suoi nonni.
Si entra nell’età delle rivoluzioni 1776-1789 – in particolare americana e francese - una delle pagine più importanti della storia dell’umanità. 1776 ribellione delle 13 province delle colonie inglesi, e fondano gli Stati Uniti. Dopo ciò non sono più i gusti dei sovrani a decidere ma ci saranno dei principi che una volta approvati dovranno essere rispettati, nascono le costituzioni come insieme dei principi organizzativi destinati a persistere in eternità, insieme dei diritti e doveri in cui le istituzioni di un certo territorio devono obbedire. Il passaggio dallo stato moderno davanti all’innovazione del costituzionalismo ne cambia completamente la natura. La rivoluzione americana "uccide l’assolutismo, il sovrano non è più al di sopra delle leggi, la rivoluzione francese distrugge il patrimonialismo, i sudditi non sono più tali, non sono più libertè-egualitè-fraternitè proprietà del sovrano ma sono cittadini, e sono uguali con gli stessi diritti naturali.
La morte, specialmente dell’assolutismo, è lenta a realizzarsi, l’assolutismo domina di fatto la maggior parte del 19 secolo. Dal 1815 fino alla 1GM non c’è uno stato, anche nominalmente democratico che non sia un po' assolutistico.
Il cammino che le rivoluzioni hanno iniziato sono cammini che iniziano ma che sono ancora in corso, non possiamo dire che il costituzionalismo abbai raggiunto la perfezione formale e istituzionali, anche che la piena uguaglianza tra gli esseri umani sia stata perseguita. Nascono queste grandi idee che sono destinate a cambiare, ma man mano che crescono queste idee cresce l’importanza e la quantità e quindi la gravità delle guerre. Si dice che ci siano state all’incirca 2000 guerre, che sono uguali per chi le fa, ma non tutte uguali e con la stessa importanza, di guerre ce ne sono sempre state. Questo cammino corrisponde alla crescente portata delle guerre, quantificabili in termini di mortalità, con l’aumento del numero delle vittime, tanto più le guerre sono gravi e quindi tanto più producono mortalità tanto più rare sono. In prima battuta è vero ma non ha un grande significato.
Sia la 1 GM che la 2 GM hanno un divario gigante, poiché c’è in mezzo una variabile che è rappresentata dall’arma aerea (molti sostengono che una delle caratteristiche negative del mondo contemporaneo è che mentre una volta morivano militari e non civili, oggi i militari avrebbero trasformato le forme della guerra in modo tale che a morire non sono i militari ma i civili). Tutto ciò è assolutamente falso, sono altre le ragioni per cui si modificano le dimensioni quantitative, il salto da 8 a 50 che si origina con la 2GM è sicuramente dovuto alle dimensioni territoriali ma la grande differenza è la mortalità civile, dalla quantità di bombardamenti che non avvenivano sulle basi militari del nemico ma sulle città che sono più grandi. È evidente che le città per la 2GM furono il bersaglio principale. Cosa rappresenti la guerra in tutto questo panorama è certamente l’elemento fondamentale ma nello stesso tempo è il meno semplice da capire.
Non esistono opere che abbiano concluso il percorso del significato delle guerre, è il fenomeno più stupefacente che l’uomo abbia mai conosciuto e non riesce a capire fino in fondo.
Sintesi: nascita, affermazione ed evoluzione dello stato
Il primo argomento che affronteremo è la nascita, affermazione ed evoluzione dello stato, anche se non è l’unico soggetto, nel 1618 gli stati definibili "stati sovrani" erano 23, ora almeno 200. È molto più improbabile che crolli uno stato che è nato nel XVI secolo come la Francia.
Geografia politica: quando una entità diventa stato
Quando si è potuto dire che una certa entità geografica è diventata stato: all’incirca nel XVI secolo, in particolare quando abbiamo:
- Esistenza di un sovrano con la sua corte che dirige tre funzioni della vita di uno stato
- Amministrazione del denaro: Economia, cioè tassazione per far funzionare uno stato
- Amministrazione della Giustizia: per risolvere le controversie con un giudice (formalmente è il sovrano rappresentato dai giudici "in nome delle legge" legge una volta era volontà del sovrano)
- Difesa dello stato: la spesa per le forze armate era legata una volta alla circostanze, se ce n’era bisogno si formava se no. Rimanevano solo alcuni grandi condottieri.
Allo stesso modo una volta ci si preoccupava di difendere i confini solo in casi di immenso pericolo, poiché ai sovrani importava poco di quanto fosse esteso il loro territorio, i confini non erano importanti, tutto ciò riguardava un gruppo di persone (le teste coronarie) che erano poche, spesso imparentati per matrimoni dinastici perciò le guerre erano poco frequenti e perciò l’esercito non era continuativo. Le guerre del tempo potevano anche essere molto importanti: una delle prime è la guerra tra Carlo V e Francesco I, una guerra che quasi dura trent’anni. Carlo V diventa imperatore a 19 anni dopo aver ricevuto l’investitura del papa. Che finisce con la guerra di Francesco I e l’abbandono di Carlo V.
È proprio con l’abdicazione di Carlo V e lascia il posto a Filippo II che inizia il declino della Spagna. L’idea di stato e l’importanza degli stati è ciò che più di tutto ci interessa. Se dovessimo applicare questo discorso all’oggi saremmo di fronte alla domanda: chi sono le grandi potenze oggi? Come sono organizzate i loro rapporti? Ad esempio dopo la 2GM per almeno 50 anni il mondo era retto da un bipolarismo, cioè la dominazione di due stati sugli altri. Le guerre non si fanno per odio, inimicizia, o denaro, ma la guerra è strumentale, non interessa chi vince, interessa costruire il governo l’ordine costituito.
La prima grande regola che Carlo V riesce ad imporre e se fosse capita meglio anche tutto il mondo successivo ne avrebbe tratto vantaggi -> PACE DI AGUSTA (cuius regio eius religio) ciascun suddito deve seguire la legge di stato (se sei nato a Roma si è cattolico, Ginevra - calvinista, Inghilterra - anglicano ecc..) ma non in modo repressivo, era una regola di organizzazione. Le grandi fedi storiche andavano d’accordissimo, si giustapponevano l’una all’altra, l’importante è che la religione non fosse una causa delle crisi internazionali. Dopo la seconda metà del XVI in realtà saranno le prime manifestazioni (basta ricordare Enrico IV, protestante ugonotto che contro la famiglia reale vince ma per essere dichiarato Re di Francia deve andare a Parigi...).
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