Corso di Tecnica delle Costruzioni
Università degli Studi di Cassino Prof.ssa Maura Imbimbo
Facoltà di Ingegneria Ing. Ernesto Grande
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Progetto agli SLU di un telaio piano in cemento armato
Si vuole progettare una struttura intelaiata in cemento armato a due campate e due piani. La de-
stinazione d’uso è quella di civile abitazione. La progettazione riguarda un telaio piano, sebbene le
strutture intelaiate reali siano tridimensionali. Questo è possibile, se consideriamo i telai tridimen-
sionali come costituiti da più telai piani.
Le strutture intelaiate sono essenzialmente costituite da travi e pilastri: la trave in cemento arma-
to sfrutta le caratteristiche meccaniche del materiale in modo ottimale resistendo alle azioni di
compressione con il conglomerato cementizio (e in minima parte con l'armatura compressa) e alle
azioni di trazione con l'acciaio teso.
Il pilastro è soggetto fondamentalmente a sollecitazioni di sforzo normale e di momento flettente o
più in generale pressoflessione semplice o deviata.
Un pilastro in calcestruzzo armato è realizzato a partire dalle fondazioni, con barre d'acciaio longi-
tudinali disposte circa 3 centimetri sotto la superficie esterna che ne garantiscano la continuità
strutturale. Le staffe sono invece armature metalliche trasversali che circondano le barre facendo
così aumentare il confinamento e la resistenza a taglio del pilastro.
La sezione resistente degli elementi, invece, è una sezione rettangolare per le travi ed una sezione
quadrata per i pilastri.
1.RIFERIMENTI NORMATIVI
Le norme vigenti sulla progettazione di strutture in cemento armato prese in considerazione
per il presente elaborato progettuale sono raccolte nel:
Norme tecniche per le costruzioni 2008
In particolare i capitoli:
2 per la valutazione della sicurezza e delle prestazioni attese,
3 per la valutazione delle azioni sulle costruzioni,
4 (in particolare il paragrafo 4.3) per le costruzioni composte acciaio-calcestruzzo,
11 per i materiali e i prodotti ad uso strutturale.
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Si è fatto inoltre riferimento all’ EUROCODICE 2 ENV 1992-1-1 in particolare nei paragrafi 4.3.2 per
il calcolo del TAGLIO nelle sezioni non armate a taglio, e 5.2 per la posa in opera e l’ancoraggio del-
le armature longitudinali.
2. CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
2.1Calcestruzzo
Il modello costitutivo cui si fa riferimento per il calcestruzzo è il modello parabola rettangolo con
ε =2‰ e ε =3,5 ‰. In riferimento al modello si ha quindi: f =0,83×R f =α ×f /γ con
c2 cu ck ck, cd cc ck c
α =0.85 e γ =1.5.
cc C
Il calcestruzzo previsto nel progetto appartiene alla classe C25/30 con resistenza caratteristica
Rck=30 MPa con deformazione ultima pari a ε =3,5 ‰, resistenza cilindrica di progetto
cu
fcd=14.17MPa.
2.2Acciaio
Il modello costitutivo cui si fa riferimento per l’acciaio è il modello elastico-perfettamente plastico
con ε =f /E . In riferimento al modello si ha quindi: f =f /γ con γ =1.15.
sy yd s yd yk s s
L’acciaio utilizzato nei calcoli è di tipo B450C caratterizzato da una tensione caratteristica di sner-
vamento f =450 MPa, una tensione di snervamento di progetto f =391,3 MPa, modulo elastico
yk yd
E =210 MPa, deformazione a rottura ε =10 ‰.
s ud
Si riportano i diagrammi costitutivi relativi ai materiali:
3. ANALISI DEI CARICHI
Per la determinazione dei carichi agenti sul telaio si è scelto di suddividerli in:
C.V. (carichi verticali omogeneamente distribuiti)
F.O.P. (forze orizzontali positive sxdx)
F.O.N.(forze orizzontali negative dxsx)
Per quanto riguarda i carichi verticali si è preso come carico distribuito la reazione di taglio massi-
ma dell’appoggio B del progetto del solaio pari a 49.5 kN/m.
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Per i carichi orizzontali si sono ipotizzate due forze concentrate, agenti sul primo e sul secondo im-
palcato, rispettivamente pari a 35 kN per la prima e 50 kN per la seconda, a rappresentare le azioni
da vento e da sisma. Per questo motivo si è scelto di farle agire in entrambe le direzioni.
Quindi: q q q
F2 F2
q q q
F1 F1
Servendoci del programma ftool, è stato possibile ottenere gli inviluppi dei diagrammi di taglio,
momento e sforzo normale derivanti dalle varie combinazioni di carico. I suddetti carichi sono stati
combinati nel modo seguente:
C.V.
C.V.+ F.O.(P.)
C.V.+ F.O.(N.)
Inviluppo COMB1, COMB2, COMB3
Il programma ci fornisce, così, l’inviluppo di taglio e momento.
4.PREDIMENSIONAMENTO TRAVI
Per il predimensionamento delle travi si trascura lo sforzo normale. Considerando gli schemi limiti
di trave appoggiata-appoggiata e incastrata-incastrata, si ha che il momento sarà compreso tra:
2 2
∙ ∙
<< .
8 12
Si utilizza allora un momento medio pari a: 2
M = qL /10
max
Noto M è possibile procedere con il predimensionamento del telaio. Per le travi con:
max d = r*(M /B)^(1/2)
max
dove M = 123,75 kNm (considerando L=5.00m) ed imponendo B=300 mm,
max
r = 1/(0.1859*fcd)^(1/2), abbiamo d=39.75cm
È possibile allora determinare l’altezza della trave, imponendo come dato da normativa B = 30 cm,
(ricordando che 40<d<60) come: = +
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Le nostre travi avranno dunque dimensioni 300x500 mm
5.PREDIMENSIONAMENTO PILATRI
I pilastri, invece, saranno soggetti a pressoflessione, cioè all’azione combinata di sforzo normale N
e momento flettente M, dove N dovuti sia a carichi verticali che orizzontali.
Ma nella fase di predimensionamento per soli carichi verticale consideriamo solo uno sforzo nor-
male centrato per ogni pilastro, poiché il momento è piccolo da poterlo trascurare.
Per quanto riguarda N, sarà calcolato con il criterio delle aree di influenza:
Poiché in questo caso consideriamo solo la componente di sforzo normale dovuta ai carichi vertica-
li e non a quelli orizzontali, ci cauteliamo considerando un valore f * < f e, nella fattispecie,
cd cd
avremo
f * = f /2.
cd cd
2 2
f = (0,85*0,83*R )/1,5 = 14.2 N/mm f *= 7.1 N/mm
cd ck cd
Imponiamo f *= N/B*H , B=300mm
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Relazione telaio
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Relazione tecnica
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Seconda parte Etivity - Relazione di calcolo telaio
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Relazione SFT