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Neurofisiologia dei Processi Mentali 25/11/2015

Lesioni a livello del LOBO TEMPORALE MEDIALE

provocano la SINDROME DI KUBER-BUSY. Produce

degli effetti che riguardano manifestazioni sia di tipo

percettivi che di tipo comportamentale. Le scimmie con

questo deficit diventano mansuete, con tendenze

iperorali (mette tutto in bocca, anche gli oggetti) e

ipertestuali (sessualità diretta verso oggetti), le abilità

sociali risultano ridotte, manifestano spesso agnosia

visiva (perdono la capacità di discriminare gli oggetti) e

un'attenzione compulsiva a certi stimoli visivi rispetto

ad altri. La lesione al

Cosa ha determinato tutto questo?

lobo temporale mediale ha intaccato molteplici zone,

causando deficit diffusi. Una lesione dell'AMIGDALA ha provocato i deficit comportamentali,

del i deficit percettivi.

GIRO IPPOCAMPALE

Nell'uomo, la SINDROME DI URBAN-WIETHE è provocata dalla calcificazione (deposizioni

di calcio) BILATERALE DELL'AMIGDALA. Il soggetto è incapace di riconoscere le espressioni

emozionali (studi fatti soprattutto sulla paura), non colgono il significato emotivo degli stimoli.

L'AMIGDALA è la struttura più direttamente implicata nell'ESPERIENZA

Essa ha connessioni con tantissime strutture sia sottocorticali che corticali.

EMOZIONALE.

La stimolazione elettrica dell’amigdala nell'uomo genera risposte emotive associate alla paura,

ansia e rabbia (studi su pazienti epilettici). Un’inibizione farmacologica (es. con ansiolitici)

riduce la risposta emozionale = ha un ruolo fondamentale.

L'amigdala è un complesso di SOTTONUCLEI. I due principali sono il NUCLEO LATERALE

e il che hanno forti connessioni intrinseche. In particolare le

NUCLEO CENTRALE,

informazioni (dal nucleo genicolato mediale del TALAMO) arrivano al nucleo laterale che le

trasmette al centrale il quale ha connessioni con il SISTEMA SOMATICO, ENDOCRINO e

VISCERALE autonomo, inoltre attraverso il ha anche un collegamento

NUCLEO BASALE

diretto con la corteccia.

Il NUCLEO CENTRALE controlla l'IPOTALAMO.

L'AMIGDALA in quali reazioni emotive interviene?

Interviene nel processo che ci permette di imparate la valenza emotiva di uno stimolo, che

prima non la aveva = (es. associazione stimolo neutro e

APPRENDIMENTO EMOTIVO

stimolo negativo), parallelamente i nuovi stimoli vengono inviati alla corteccia, dove si forma

l'esperienza cosciente che viene ritenuta in memoria. Il NUCLEO LATERALE è fondamentale

per questo tipo di apprendimento. In esso confluiscono entrambi gli stimoli. Mentre il

NUCLEO CENTRALE è importante per il consolidamento della memoria emotiva.

Prof. Fogassi

Neurofisiologia dei Processi Mentali 25/11/2015

L'amigdala invia all'IPOTALAMO che fornisce

risposte endocrine e autonome, e alla SOSTANZA

GRIGIA PERIACQUEDUTTALE, la quale proietta

direttamente al MIDOLLO SPINALE che fornisce

risposte comportamentali. Con una lesione

all'ipotalamo si perde la capacità di apprendimento

emotivo, per questo non si riconoscono più le emozioni.

Anche il può essere condizionato dalla

contesto

risposta emozionale.

Si è sempre pensato che l'amigdala fosse implicata

solo nelle emozioni negative, ma questo solo perché il

condizionamento a stimoli negativi è più veloce e forte

di quelli piacevoli.

L'IPPOCAMPO lavora di concerto con l'amigdala, è la componente più corticale del sistema.

Esso ritiene in memoria l’esperienza emozionale cosciente. Con una lesione in questa regione

si perde l'esperienza interna ma la reazione esterna è intatta, poiché l'amigdala è integra =

esiste una DOPPIA DISSOCIAZIONE tra le due componenti emozionali.

Sono molte le aree corticali coinvolte nel sistema emotivo. Alcune sono più importanti di altre:

a. CORTECCIA DEL CINGOLO

b. CORTECCIA PREFRONTALE VENTRO-MEDIALE (valuta gli aspetti emotivi, dei

contesti e delle relazioni)

c. CORTECCIA ORBITOFRONTALE (reazioni di vigilanza, arousal, senza questa non c’è

risposta)

Non intervengono direttamente nel sistema emozionale, lo modulano, lo regolano.

Le espressioni emozionali

Le emozioni vengono trasferite, soprattutto per l'uomo, attraverso il canale espressivo. Le

espressioni comportamentali si sono evolute tra le specie fino all'uomo Darwin. Però nei

nostri antenati primateschi ricopriva grande importanza anche la POSTURA, la quale

manifesta lo stato dell'animale (anche felini, cani…).

Nell'uomo l'ESPRESSIONE FACCIALE ha assunto sicuramente un carattere di dominanza.

Sono stati svolti numerosi studi sistematici sulle espressioni che indagavano il loro carattere

TRANSCULTURALE (già Darwin lo aveva ipotizzato) = le espressioni sono presenti in tutte le

razze umane, si presentano con pattern di attivazione simili, soprattutto per le EMOZIONI

PRIMARIE: Ekmann, 6 categorie fondamentali rabbia, tristezza, paura, disgusto

(negative), gioia (positiva) e sorpresa. Esistono anche espressioni che si situano in maniera

intermedia a queste categorie = EMOZIONI COMBINATE (ambigue).

Il contenuto emotivo viene espresso in tempi molto brevi, le espressioni si susseguono in

maniera molto rapida, ciò può renderne ambigua l'analisi da parte dell'osservatore. Ogni

espressione si accompagna a una REAZIONE emozionale INTERNA.

Prof. Fogassi

Neurofisiologia dei Processi Mentali 25/11/2015

Come per il sistema motorie, nel circuito emozionale sono presenti delle

RAPPRESENTAZIONI POTENZIALI ritenute in memoria (sottese dai meccanismi neurali già

trattati).

Quali sono i muscoli mimico-facciali che, contraendosi, producono una determinata

espressione?

Studi sul SORRISO

In base ai muscoli che si contraggono è possibile discriminare tra un'espressione onesta e una

falsa. Sinergismo tra muscolo zigomatico (guancia) e muscoli orbicolari (occhi). Se il soggetto

non presenta la contrazione dei muscoli orbicolari l'espressione è falsa.

Esistono anche le MICROESPRESSIONI, che testimoniano il cambiamento/passaggio da uno

stato emotivo all'altro (Ekmann ha applicato questo principio allo studio dei criminali).

Cosa fa l'osservatore? Opera semplicemente un'analisi visiva dell’espressione che vede sull'altro

o fa di più?

Un soggetto, che sta osservando un’espressione sul viso di un altro, pur non manifestando

movimento, rivela un’attivazione elettromiografica di alcuni muscoli mimici esattamente

quei muscoli che, contratti, genererebbero l'espressione emotiva osservata dal soggetto.

Perdita da parte di un sistema inibitorio = accenno di riproduzione (i pazienti affetti da

Parkinson non manifestano questa lieve contrazione.

Quali sono le regioni cerebrali che si attivano all'osservazione di un'espressione emotiva?

Con i metodi di neuroimmagine, attraverso una metanalisi (congiunzioni tra attivazioni

risultate in studi diversi), sono risultate sempre attive due regioni in particolare:

Prof. Fogassi


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicobiologia e neuroscienze cognitive
SSD:
Università: Parma - Unipr
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LeDzEp1991 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neurofisiologia dei processi mentali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Parma - Unipr o del prof Fogassi Leonardo.

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